martedì 21 maggio 2019


INFINITI UNIVERSI FANTASTICI 
NELLA GIURIA DI CIAK JUNIOR 2019




Sono lietissima di partecipare con IUF alla giuria del concorso Ciak Junior 2019, importante rassegna di cortometraggi dedicata ai ragazzi delle superiori giunta alla sua XXX edizione!

Il progetto “Ciak Junior” - un format di Gruppo Alcuni ideato da Francesco Manfio e Sergio Manfio nel 1989-  nasce per offrire agli adolescenti un mezzo per raccontarsi attraverso brevi film. Gli oltre 500 cortometraggi prodotti fino a oggi in Italia e in altri 28 Paesi del mondo presentano un variegato e interessante affresco del “sentire” dei giovani, che in questo modo ci raccontano le loro speranze, le loro paure, i loro progetti per il futuro: in una parola, ci affidano i loro pensieri. Negli anni sono stati affrontati temi impegnativi come il bullismo a scuola, il cyberbullismo e il rapporto dei giovani con il web; il terrorismo e il razzismo, ma anche la tutela dell’ambiente, i problemi alimentari, la sicurezza sulle strade. Accanto a questi sono stati trattati argomenti ugualmente vicini agli adolescenti come i rapporti con i propri coetanei di altre culture, i primi amori, la vita in famiglia e a scuola, il recupero delle tradizioni popolari…
Tra i soggetti scritti dagli studenti italiani ogni anno ne vengono scelti tre, che diventano dei brevi film per Canale 5 e sono realizzati dagli studenti autori insieme alla troupe di professionisti di “Ciak Junior”. Anche negli altri Paesi aderenti all’iniziativa i film sono realizzati con la stessa modalità. Nel 2019 partecipano le Tv di Belgio, Bulgaria, Cina, Croazia, Germania, Irlanda, Israele, Scozia, Slovenia. La partecipazione all’iniziativa è totalmente gratuita e senza scopo di lucro.


Il Festival Internazionale “Ciak Junior, che si svolge a Jesolo Lido-VE il 24/25 maggio 2019, alla presenza dei responsabili di tutte le Emittenti coinvolte e dei circa 300 ragazze e ragazzi che nei vari Paesi hanno scritto e interpretato i cortometraggi prodotti quest’anno, conclude il progetto.



I cortometraggi che ho visionato sono tutti e tre molto carini, ben realizzati e affrontano temi importanti e attuali. 

Scheda compilata, votazioni eseguite, materiale inviato... e che vinca il migliore!

Le serate finali, come scritto nel comunicato stampa di cui sopra, si svolgeranno al Lido di Jesolo (VE) il 24 e il 25 maggio 2019 presso il teatro Vivaldi.

Il programma, consultabile sul sito Ciak Junior:


venerdì 24 maggio alle 20.30: Consegna premi nazionali "Ciak Junior 2019" e "Premio Canale 5"; proiezione e premiazione "Ciak Junior - Video scolastici
- sabato 25 maggio alle 16.30: Consegna premi internazionali "Ciak Junior 2019",  Consegna Premio delle Emittenti, Consegna Premio del Pubblico
Consegna del Premio "Anna Kiss", Proiezione del film "Un corto tutti insieme 2019".




La mission del concorso:

Il festival non ha il solo scopo di aiutare gli studenti a raccontare le proprie storie, le proprie emozioni, le proprie fantasie, ma ha anche lo scopo di insegnare loro il lavoro di gruppo, di dare loro l'idea di come sia il mondo cinematografico o di come possa essere.






Ho partecipato davvero con piacere! Spero anzi di poter ripetere l'esperienza l'anno prossimo... 😊







lunedì 20 maggio 2019



I LIBRI SIBILLINI- PARTE  II






Dopo aver parlato nell’articolo del mese precedente dei Libri Sibillini in generale, entriamo più nello specifico e analizziamo il loro contenuto  e gli avvenimenti correlati descritti dai cronisti del tempo;  la mia  fonte primaria è la tesi di laurea di Sara Fattor “ La scirttura sibillina- I Libri fatales della storia romana”, interessantissima, che si trova facilmente in rete e che vi invito a leggere per approfondire questa  sintesi.

In questa seconda parte analizzeremo i consulti avvenuti nel V sec a.C. 

Il primo episodio legato ad una consultazione dei libri Sibillni,  riportato da
Plutarco, avviene  nel 504 a.C., nel quarto consolato di Publio Valerio Publicola.
 Durante l’anno si sarebbero verificate una serie di aborti e nascite di bambini malformati (cioè prodigia segnalanti una crisi riguardante la riproduzione).
Il console, dopo aver letto i libri, istituì dei sacrifici ad Ade e ripristinò quei giochi, i ludi , precedentemente  prescritti da un oracolo di Apollo.
Il primo console Publicola non si avvalse in questo caso dei duumviri sacris faciundi (il collegio sacerdotale addetto all’interpretazione di libri all’inizio era composto da soli due individui), leggendo e interpretando da solo i testi.


La seconda consultazione del V sec. a.C. si colloca nel 496 a.C., ed è
riportata solo da Dionigi. Si tratta di un episodio molto importante perchè
 pone un intervento sibillino all’ origine della fondazione del tempio di
Ceres, Liber e Libera sull’Aventino.
L’episodio avviene poco prima della battaglia del lago Regillo, lo scontro che
segna, secondo la tradizione, la vittoria romana sulla Lega Latina (499/496
a.C.). Dionigi racconta che, poco prima di partire con l’esercito, il dittatore
Aulo Postumio aveva ordinato ai duumviri di consultare i libri Sibillini, per
porre fine ad una carestia che aveva colpito Roma.
I duumviri indicano il bisogno di propiziarsi le divinità Ceres, Liber e Libera (divinità correlate all’agricoltura e alla vegetazione)
Postumio promette quindi di votare un tempio  e istituire dei ludi alle tre
divinità designate, qualora sia assicurata nuovamente l’abbondanza di generi
alimentari alla città.

La terza consultazione del V secolo è testimoniata solo da Dionigi, che sostiene il ricorso ai libri nel 488 a.C., quando Roma si trovò nuovamente in procinto di fronteggiare un conflitto interno.
 Nello specifico si tratta di decidere se portare guerra o no a Marcio Coriolano, il patrizio che
dopo essere stato mandato in esilio per il suo dispotismo e per essersi
opposto alla distribuzione del grano alla plebe, si era rifugiato presso i Volsci
ponendosi alla loro guida contro i Romani. Nell’episodio in questione,
l’esercito di Coriolano, formato dai Volsci, si trova accampato alle porte di
Roma.
La decisione di non affrontare Coriolano venne
presa non solo in virtù di considerazione politiche, ma anche in base a ciò che
pareva manifestare la volontà degli dèi.
Quindi, in modo anomalo, i libri non vengono consultati per espiare dei prodigia, ma per verificare il favore divino verso una iniziativa collettiva. (pag 50).

Di una quarta consultazione, nel 461 a.C. , ce ne danno notizia Livio e Dionigi. In quell’anno venne riproposta al Senato dal tribuno della plebe Tarentillo Harsa che proponeva l’elezione di cinque magistrati che avrebbero dovuto limitare il potere consolare che era in mano ai patrizi.
Il ricorso ai libri viene causato da diversi fenomeni: cielo infuocato, un terremoto, una vacca parlante e soprattutto una pioggia di carne che non imputridisce. Dionigi aggiunge  anche apparizioni di spettri e voci. I duumviri, in questo episodio, anziché indicare un piaculum (un’azione cultuale), danno una predizione ed un consiglio.
Il problema era di evitare la discordia e i disordini interni, già verificatisi l’anno precedente; i tribuni della plebe però non accetteranno questo responso che ammoniva di astenersi dalle sedizioni.

Il racconto di questi anni mette in luce la volontà della classe dirigente, il patriziato, di controllare il comportamento della parte politica rappresentata dai plebei, attraverso una manipolazione religiosa: in luogo di un piaculm viene proposto infatti un ‘comportamento’ e specificatamente un comportamento politico, quello diastenersi dalle sedizioni per non turbare la pax deorum. A questo punto risulta decisivo il rifiuto della plebe di seguire l’indicazione politica data da un autorita religiosa. Questo atteggiamento dei tribuni si inquadra in quel processo della mentalità romana per cui si avrà una distinzione tra il civico e il religioso.
Successivamente  si darà il via al processo che porterà al rifiuto dell’elemento oracolare inteso come autorità in grado di dettare scelte politiche e che  sarà coronato nel 367 a.C. con la creazione dei decemviri sacris faciundi, nuovo collegio composto per metà da plebei e per metà da patrizi.

La quinta consultazione si colloca nel 436 a.C. Sono ricordati molti prodigi per
quest’anno, per cui in ultimo si ricorre ai libri, che indicano di eseguire una
obsecratio , ovvero una particolare forma di supplicatio, o ‘preghiera’ pubblica, manifestazione
di venerazione collettiva indirizzata agli dei, a cui partecipava tutta la comunità. Il termine
obsecratio   indica in particolare una supplicatio   volta a stornare una calamità.
Livio scrive per l’anno in questione che, nonostante i tentativi di sobillazione di
uno dei tribuni, tale Spurio Melio, nella città si mantenne una situazione di tranquillità e di concordia tra le classi. Il tribuno che cerca inutilmente di fomentare tumulti, è omonimo di un altro
Spurio Melio, un cavaliere che tre anni prima era stato causa di gravi disordini
nella città; in occasione di una carestia, che affamava in particolare i più umili,
aveva fatto incetta di grano in Etruria e lo aveva elargito alla plebe. Era stato
pertanto accusato dal prefetto dell’annona, Minucio, di sobillare la plebe al
fine di restaurare l’ordine monarchico (de regno agitare); chiamato dal
dittatore a rispondere alle accuse, si era rifiutato di seguire il magister equitum Servilio Aala, che perciò lo aveva ucciso sul posto .
Nel 439 a.C. vi era dunque stata una situazione di discordia interna; una crisi he aveva avuto come causa prima la carestia che aveva esasperato gli animi della plebe.
Le carestie potevano essere considerati alla stregua di prodigia, come anche i tumulta.  Il senato riconosce come monstrum, non naturale, l’aspirazione alla monarchia di Spurio Melio: l’avvento di Spurio Melio era stato reso possibile in quanto nel444 a.C. la carestia e le sedizioni non erano stati considerati prodigia e dunque ‘non espiati’; questo aveva permesso all’eventum di verificarsi, Nel 436 a.C. la comparsa del tribuno Spurio Melio, che si presenta come un “doppio” dell’ omonimo di tre anni prima, rischia di replicare la stessa situazione; in realtà ciò non avviene, poiché i suoi tentativi non vengono considerati dal punto di vista politico. In tale situazione di concordia, tuttavia viene comunque organizzata l’obsecratio come remedium,  a compensare la mancata espiazione della carestia del 444 a.C.



Per il sesto ed ultimo episodio del quinto secolo abbiamo la testimonianza  di Livio. Nell’ anno 433 a.C., e’ un’epidemia a richiedere la consultazione. Furono gli stessi duumviri a compiere tali atti
cultuali, come più volte sarà registrato nel III secolo. Nello stesso anno Livio scrive che venne anche votato un tempio ad Apollo.
A Roma, il dio era venerato soprattutto nelle sue qualita’ di guaritore e vincitore, caratteristiche riassunte nel concetto latino di sospitalis, “salvatore” dalle calamità della peste e della guerra. Il dio era chiamato a garantire non solo la ‘salvezza’ dai mali della peste, ma anche la ‘salus’ della repubblica,
preservandola dai mali della discordia.


Ci vediamo il mese prossimo con le consultazioni sibilline del IV secolo a.C.,  vi ricordo che tali informazioni sono tratte dalla tesi di laurea di Sara Fattor pubblicata online e che vi invito a consultare per ulteriori approfondimenti.

Alla prossima!

 Credits immagine: sito Tuttitemi



venerdì 17 maggio 2019




 BLOGTOUR “QUANDO BETTA FILAVA”
DI ALESSIO DEL DEBBIO-  TAPPA  6






Buonsalve, oggi IUF ospita con sommo piacere la sesta tappa del blogtorur “Quando Betta filava”, di Alessio Del Debbio.



Autore: Alessio Del Debbio
Editore: NPS Edizioni
Genere: Raccolta di racconti fantastici
Pagine:  212
Prezzo: 14 euro (cartaceo), 2,99 euro (digitale)
Uscita: 1 maggio 2019 (ebook) – 15 maggio 2019 (cartaceo).
Disegno di copertina di Marco Pennacchietti.

Disponibile in digitale su tutti gli store di ebook.
Disponibile in cartaceo in tutte le librerie online e fisiche.

Quarta di copertina:

Molto tempo fa, il mondo era pieno di meraviglie: folletti che burlavano i paesani, donne depositarie dei segreti delle erbe, cavalieri erranti in cerca di gloria e diavoli tentatori. Non era raro, per gli incauti viandanti, imbattersi in chimere e serpenti volastri, strigi e mannari. Ma solo chi aveva occhi attenti, e mente aperta, poteva ammirare i tesori nascosti negli anfratti delle Alpi Apuane e in Maremma, immergersi negli abissi del mare e camminare per l’antica Tirrenide.
Nelle pagine di questo libro rivivono storie e leggende dimenticate, creature fantastiche che popolavano la Toscana e, chissà, magari la popolano tutt’oggi, sfuggendo allo sguardo distratto dell’uomo moderno.
Quando Betta filava” contiene quindici racconti fantastici ispirati a leggende del folclore toscano, che offrono uno spaccato dell’immaginario della regione.
Contiene i racconti: Il diavolo vede lungi, La lupa di sangue, La vera storia di Burlaman, Il tesoro nel castello, La rificolona, Il labirinto del re, L’ultimo cavaliere, La camera rossa, Il tempio del destino, Anime nella bufera, Sulle tracce della Tirrenide, L’ombra della sera, L’amore di Lencio Meo, Oltre gli stretti; L’ultima Kinzica.



1)     Ciao Alessio e bentornato su IUF per questa tappa del blogtour “Quando Betta filava”. Innanzitutto toglimi una curiosità: perchè “Betta” e non “Berta”, poiché il detto dice “quando Berta  filava”?

Grazie per l’ospitalità. È sempre bello navigare in “Infiniti universi fantastici”.
Dunque, l’antologia si chiama “Quando Betta filava” perché, per quanto in italiano si dica Berta, in Toscana, e in particolar modo nella zona della Lucchesia, si dice Betta. Essendo io originario di queste zone, e dato l’argomento dei racconti, che recuperano storie del folclore e delle tradizioni popolari locali, mi piaceva dare, fin dal titolo, la giusta atmosfera, accogliendo il lettore anche con lo stile adeguato.

2)   Questa antologia può considerarsi il seguito ideale de “L’ora del diavolo”?

Volendo, si può vedere in questo modo. Si tratta sempre di racconti fantastici, sempre ispirati al folclore e alle tradizioni locali, ma se “L’ora del diavolo” verteva più sulla zona Versilia, Lucca e Alpi Apuane, con “Quando Betta filava” ampliamo al resto della Toscana, ritrovandoci a vagare per la campagna senese e aretina, per la Maremma o le isole dell’arcipelago toscano, con giganti, chimere, lupi e altre creature fantatiche.

3)   Nei tuoi romanzi e racconti troviamo molto spesso dei camei di personaggi dell’uno o dell’altro romanzo, e anche qui ci sono rimandi e citazioni. Chi troviamo, e perché questa scelta?

Certo. I camei non mancano mai. Mi diverto troppo a recuperare ambientazioni o personaggi, citandoli in nuove storie, magari anche fuori dal loro mondo. In “Quando Betta filava” compaiono Jonathan e Leonardo, protagonisti dei miei romanzi per ragazzi (come “Anime contro), qua in veste di cacciatori di creature sovrannaturali, nel racconto d’apertura dell’antologia: “Il diavolo vede lungi”, ambientato a Lucca. Poi vengono citate la Busdraga, Lucida Mansi, la Guerra del Fatonero. In qualche modo i racconti si considerano tutti avvenuti, sia pur essendo storie autonome e indipendenti, tutti appartenenti allo stesso universo narrativo.

4)   Tra i vari racconti ce n’è uno un po’ atipico, quello del Burlaman. Ma chi è?

Burlaman è il supereroe viareggino, ispirato in parte a Superman, in parte a Burlamacco, la maschera ufficiale del Carnevale di Viareggio. Il suo costume infatti è a righe bianche e rosse, i colori di Burlamacco, ma anziché essere aitante come Superman è un ometto di mezza età, un po’ tracagnotto, goloso e mangione, che preferisce stendere i supereroi a colpi di coriandoli (esplosivi) e rutti al cipollotto che non faticare troppo! I suoi superpoteri, però, risiedono nell’amore per la sua città e nel tentativo di difenderne gli abitanti dalle forze del male.

5)   Ne “L’ora del Diavolo”  i personaggi femminili sono quasi tutti abbastanza negativi, in “Quando Betta filava” invece  sono meglio definiti , più approfonditi e sfaccettati. È una mia impressione o dopo l’uscita de “La guerra dei Lupi” hai curato di più i personaggi femminili?

Mah, non saprei dire. La mia simpatia va sempre ai protagonisti maschili, ma sicuramente anche i personaggi femminili rivestono la loro importanza nelle storie. In “Quando Betta filava” abbiamo, ad esempio, Carlotta, una potente strega (forse un’officiante) vissuta nella Firenze del Diciassettesimo Secolo; la povera Laide, messa in fuga dalla madre, che le ha augurato “ti prendessero i lupi”, e Kinzica de’Sismondi, una grande eroina pisana, detta “la Salvatrice”. Alla fine, credo, maschi o femmine, l’importante è creare personaggi ben costruiti, ben delineati e inseriti nel giusto contesto.


6)   Perché è importante il folclore italiano?

Per non dimenticare la nostra storia, le nostre radici, le nostre tradizioni. Perché la Cultura è anche questa, non solo ciò che si insegna nei libri di scuola, è importante anche la piccola storia, quella della gente comune, che la sera si ritrovava a veglia, attorno al fuoco, e tirava fuori le loro ansie, le loro paure, esorcizzandole in stilemi del folclore popolare.
Per avere anche un approccio diverso al fantastico, che non sia il solito fantasy clone di Tolkien. Infine, per offrire alle generazioni che verranno qualcosa in cui credere, qualcosa su cui riflettere e che magari li distolga dallo schermo di un pc e che ricordi loro che al mondo c’è altro. Qualcosa di più magico e misterioso. Basta solo saperlo cercare.

7)    La Toscana è veramente una terra ricca di folclore, e come abbiamo visto nell’antologia “Bestie d’Italia” anche le altre regioni. Pensi di scrivere prima o poi una tua antologia personale sul folclore italiano e non solo della Toscana?

Perché no, in futuro non sarebbe male. O anche realizzare un’antologia di racconti per ciascuna regione! ^^
Al momento comunque non è nei miei progetti. A livello di antologie, le prossime uscite riguarderanno storia, leggende e mitologia germanica, dell’area tedesca, e storie di uomini e lupi.

8)   Progetti futuri?

A fine anno ci sarà una bella sorpresa, per gli amanti di “Berserkr”, ma non posso ancora anticipare niente o la boss della Dark Zone mi uccide! ^^
È in fase di scrittura il terzo e conclusivo capitolo di “Ulfhednar War” (di cui vi do un indizio: il titolo è composto da quattro parole, come negli altri due libri!) e un nuovo progetto sulle leggende lucchesi, in collaborazione con la band “Joe Natta e le leggende lucchesi”, che vedrà la nascita quest’estate.

Grazie per l’ospitalità!

Grazie a te per aver risposto a tutte queste domande!

Per concludere, un estratto del libro e una breve bio dell’autore.
Se non li avete già lette, correte a recuperare le precedenti tappe del blogtour! 😉

Estratto:
Col tempo, Jonathan aveva imparato che il diavolo esisteva davvero, in forme orribili e diverse, come esistevano torme di disperati pronti a evocarlo e a chiederne i favori. Aveva cacciato ed era stato cacciato, aveva visto gli orrori celati negli abissi del mare e nei boschi delle Alpi Apuane, creature dimenticate che attendevano nell’ombra il soffio del vento del riscatto.

Biografia:  


Alessio Del Debbio, scrittore viareggino, appassionato di tutto ciò che è fantastico e oltre la realtà. Numerosi suoi racconti sono usciti in riviste e in antologie, cartacee e digitali. I suoi ultimi libri sono la saga fantasy contemporanea Ulfhednar War, composta da “La guerra dei lupi” e “I Figli di Cardea” (Edizioni Il Ciliegio, 2017), l’urban fantasy “Berserkr” (DZ Edizioni, 2017) e l’antologia “L’ora del diavolo” (NPS Edizioni, 2018).
Cura il blog “i mondi fantastici”, che sostiene la letteratura fantastica italiana. Presiede l’associazione culturale “Nati per scrivere”, che organizza eventi e incontri letterari con scrittori locali. Tiene laboratori e workshop di scrittura e lettura creativa e editoria, in giro per l’Italia.

Contatti:
Blog “I mondi fantastici”: www.imondifantastici.blogspot.it
Pagina Facebook “I mondi fantastici – Alessio Del Debbio”: https://www.facebook.com/alessio.deldebbio


giovedì 16 maggio 2019



BLOGTOUR LA LEGGENDA DEGLI AMANTI DEL LAGO





TITOLO: La leggenda degli amanti del lago
AUTORE: Simona Cremonini
EDITORE: PresentARTsì
DATA DI PUBBLICAZIONE: 6 maggio 2019
GENERE: Romanzo, fantastico, folklore, horror, urban fantasy, miti e leggende
COLLOCAZIONE: 3° romanzo della Saga delle Streghe Quinti, autoconclusivo.
PREZZO CARTACEO: 15 euro
NUMERO DI PAGINE: 246
LINK: Amazon 


Bentrovati cari lettori, oggi IUF vi porta sul bellissimo lago di Garda, ospitando la quinta tappa del blogtour "La leggenda degli amanti del lago".

In questa tappa parliamo del titolo “La leggenda degli amanti del lago” e delle epoche di ambientazione del romanzo; l'autrice stessa, Simona Cremonini, ha risposto ai quesiti a riguardo.


Qual è il significato di questo titolo un po’ misterioso e un po’ struggente?

Il romanzo “La leggenda degli amanti del lago” ha un titolo molto evocativo che potrebbe anche sembrare un po’ romantico, ma non è un libro d’amore. Bensì è dedicato molto di più al tema degli amanti e, soprattutto, questo tema è presente su più livelli, perché coinvolge una leggenda locale e affligge anche la protagonista, Brunella, nella sua vita privata.
Per quanto riguarda la leggenda, siamo in realtà di fronte a un vero e proprio paradosso che mi ha sempre colpito. Infatti questa storia presente nelle tradizioni del lago di Garda indica che due personaggi realmente esistiti in questi luoghi, il poeta Catullo (che aveva una residenza presso le famose Grotte di Catullo a Sirmione) e la regina italiana Adelaide di Borgogna, siano stati amanti. È una leggenda stranissima, inspiegabile, su un amore impossibile su tutti i livelli, anche perché i due sono vissuti a mille anni di distanza l’uno dall’altra: Catullo muore nel 54 o nel 55 a.C., mentre Adelaide nasce nel 931 d.C., praticamente 10 secoli più tardi, passando per il lago di Garda nel 951 d.C. quando, prigioniera sulla Rocca di Garda, riesce a fuggire in modo misterioso e attraversando il basso lago per vie sconosciute giunge a Canossa, dove verrà salvata dall’imperatore Ottone, che tra l’altro la sposerà facendola diventare anche Imperatrice d’Europa oltre che regina italiana.
Perché, allora, esiste questa leggenda così strana su Catullo e Adelaide (peraltro donna integerrima divenuta poi anche santa della Chiesa cattolica)?
Dal punto di vista analitico e storico non ho una risposta a questa domanda, e non so nemmeno se mi sarà mai possibile trovarla, così questo romanzo è anche una spiegazione tutta mia all’esistenza di questa leggenda così particolare su questi due amanti raccontati nel basso lago.
Per quanto riguarda Bru, in questo romanzo sentirà sulla propria pelle ciò che significa essere “amante”, perché si troverà a subire il fascino di un corteggiatore ammaliante quanto pericoloso, un personaggio che abbiamo conosciuto nei romanzi precedenti e che le ha già dato del filo da torcere. La tentazione lavorerà su di lei e la metterà in crisi nella sua relazione con Cristian, nata nel corso degli altri libri.

Già parlando dei personaggi si capisce che il romanzo attraversa, anche solo tramite le leggende, varie epoche. Quali sono quindi le ambientazioni storiche?

L’ambientazione in generale, quella che riguarda la storia di Brunella, è contemporanea, ma come negli altri miei libri le leggende mi permettono di introdurre in “La leggenda degli amanti del lago” anche elementi e storie di altri tempi.
In questo romanzo ho dedicato un’ampia parentesi ad Adelaide e al suo passaggio per la parte meridionale del lago di Garda, con alcuni capitoli che introducono il suo viaggio attraverso la terra della Lugana (dove oggi si produce il buonissimo vino bianco omonimo) e la zona del Lavagnone, delle paludi e delle selve che esistevano in questi luoghi a quel tempo.
Il passaggio di Adelaide per queste terre è stato documentato da diversi storici ma di fatto è sempre stato lasciato sempre un po’ in ombra rispetto ad altre versioni della sua storia.
Io, invece, volevo raccontare il viaggio di questa donna straordinaria del Medioevo che ancora non conosce il glorioso futuro che la attende e qui in questi luoghi, nel mio romanzo, rischia tutto per un incontro che potrebbe cambiare il suo destino. Di fatto le farò incontrare Catullo e il mondo romano... una specie di steampunk al contrario su cui però non voglio anticipare troppo, ma che giustificherà proprio questa leggenda così strampalata.
Gli altri cenni storici più importanti riguardano quindi l’epoca romana, che è anche l’epoca in cui la famiglia Quinti viene creata, nonché una parentesi importante dedicata all’epoca dannunziana, gli anni Trenta del Novecento: faremo infatti anche una “capatina” al Vittoriale degli Italiani, nel suo periodo di massimo splendore, a conoscere una delle antenate di Brunella che si scoprirà aver dato del filo da torcere al Vate a suo tempo, e così avremo modo di conoscere altri dettagli su questa famiglia di streghe e sulle tante sfaccettature delle streghe Quinti nel corso del tempo.

I collegamenti tra le epoche e fatti così diversi sono davvero molti: come interagisce tutto questo col sovrannaturale?

Il sovrannaturale è un filo conduttore del romanzo e della saga: e nelle mie storie è un punto di arrivo anche per molti fatti che nella realtà erano solo storici, e tra loro slegati, e che io ho collegato in modo nuovo proprio attraverso l’inserimento di situazioni fantastiche. Per esempio ho collegato personaggi di epoche diverse e creato una continuità attraverso le epoche che è data proprio dalla famiglia Quinti così come viene raccontata nei libri, coinvolgendo tra l’altro anche personaggi rinascimentali e medievali come la beata Stefana Quinzani o Cornelia Quintiliana, condannata al carcere a Salò in quanto “strega”.
Proprio il sovrannaturale riesce a creare quel legame unico e “magico” con tutto ciò che è stato in passato e che la protagonista ha avuto in eredità dalla sua famiglia.

Per approfondire vi invito a recuperare le tappe precedenti del blogtour e seguire le successive, nonché visitare le pagine social e il sito dell'autrice:

Riferimenti web e social
Sito autrice Simona Cremonini: www.leggendedelgarda.com
Facebook editore PresentARTsì: https://www.facebook.com/presentartsieditore/
Twitter: @leggende
Instagram: simonacremonini

Qui il link per il programma del blogtour: sito Leggende del Garda

E qui l'evento Facebook da seguire !




martedì 14 maggio 2019



Dottor Libro 2019 Inaugurazione con 

Gianrico Carofiglio






Buongiorno a tutti, oggi vi parleremo di una importante iniziativa che si terrà a Roma il 16 maggio.

Al via la quarta edizione di “Dottor Libro”, rassegna letteraria negli Ospedali .

 Il 16 Maggio 2019 alle 16.30, nell’aula A al secondo piano dell’edificio Piastra dell’Ospedale San Camillo - Forlanini di Roma, Gianrico Carofiglio presenta il suo ultimo libro “La versione di Fenoglio”, edito da Einaudi Editore. Con l’autore dialogherà lo scrittore Roberto Ippolito. L’incontro è aperto a pazienti, familiari, personale ospedaliero e pubblico esterno.
L'evento è patrocinato dal Comitato di quartiere di Monteverde Nuovo.




 

Dottor Libro è una rassegna letteraria pensata per portare gli scrittori a parlare dei loro libri all’interno delle strutture ospedaliere. Si fonda sull’idea che per i pazienti e per il personale ospedaliero gli incontri possano essere occasione di alleviare per gli uni la costrizione della degenza, per gli altri l’impegno continuativo di una professione tanto fondamentale quanto a volte gravosa. Il progetto è attivo dal 2016 presso gli Ospedali San Giovanni e San Camillo di Roma.

Nel Dicembre 2018, il suo ideatore, Claudio Madau, è stato insignito dal Presidente della Repubblica, “Motu Proprio”, dell’Onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per l’iniziativa. La scelta di invitare Gianrico Carofiglio ad inaugurare la nuova edizione non è casuale: è stato infatti lo scrittore barese il primo autore in assoluto a presentare un suo romanzo all’interno della rassegna, il 4 Novembre del 2016.


Davvero una bella iniziativa, che auspichiamo venga ampliata in futuro!

martedì 7 maggio 2019



GLI AUTORI DEL CSU AL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO






Ciao amanti dei libri, di certo già saprete che dal 9 al 13 maggio si terrà a Torino, presso il Lingotto, il Salone internazionale del libro (qui il sito ufficiale) a cui parteciperanno molti editori e autori: ci saranno stand, espositori, interviste, eventi, di tutto e di più!




Tra gli eventi, ci tengo a presentarvi quello organizzato dal Collettivo Scrittori Uniti, una "staffetta letteraria" a cui parteciperanno 8 autori, condotto del presidente CSU Claudio Secci. L'evento si terrà il 9 maggio alle h 18,30 alla Sala Avorio, ingresso libero fino a esaurimento dei 50 posti.

Gli autori sono:

WILMA COERO BORGA presenta "Conoscere la mia città. Torino" - genere Narrativo Fotografico

ALFONSO PISTILLI presenta "Con il casco azzurro verniciato a spruzzo" - genere Narrativa


EMANUELA NAVONE presenta "47 secondi" - racconti
ANITA DELL'ACQUA presenta "Senza fili" - storico
MARGHERITA MELONI 
 presenta "Francesca da Rimini" - psicologico

CORRADO D'ANGELO presenta "Io sono l'usignolo" - thriller
EDOARDO GUERRINI  presenta "Basta litigare 3C" - saggistica
MARIAGRAZIA PIA  
presenta "Il tempo che mi serve" - romanzo

Ogni autore avrà a disposizione 8 minuti per parlare del proprio libro, più il firmacopie finale.

O voi che andrete, non perdetelo!

lunedì 6 maggio 2019


NUOVA USCITA: LA SPOSA DELLE TENEBRE- IL BACIO DELLA MORTE di FABIANA ANDREOZZI e VANESSA VESCERA 








Genere: Urban Fantasy
Formato: ebook e cartaceo
Editore: Self-publishing
Costo: 0.99€ in offerta in ebook per il pre-order e fino al 12 maggio poi 2,99€ - gratis in KU - 12€ cartaceo
Numero Pagine: 310
Uscita: 6 Maggio

Link: Amazon 


Buongiorno appassionati lettori di universi fantastici, oggi esce un 

nuovo romanzo urban fantasy, La sposa delle tenebre- Il bacio della

morte di Fabiana Andreozzi e Vanessa Vescera.

Leggiamo la trama:



Honey ha diciassette anni, ma di una ragazza comune non ha nulla. Bionda e con occhi chiari, di un viola che ricorda i lillà, è cresciuta con la sola consapevolezza di essere orfana di madre, cagionevole di salute e con una forte fede religiosa.
Tutto nella sua vita scorre serenamente fino a quando, dopo la premiazione di un concorso letterario che si tiene a Whitby, la sua vita viene stravolta.
Nel paese che le è sempre stato caro il sangue scorre a fiumi e, dopo la scomparsa della sua migliore amica Ellie, i suoi incubi iniziano a essere veri squarci sul futuro.
Suo padre, il reverendo del paese, preoccupato la affida a Michael, spacciandolo per un amico di famiglia, e la manda a Londra, lontano dalla ferocia di un serial killer che si aggira indisturbato.
La realtà invece è tutt’altra e sconvolgerà la vita di Honey per sempre.
La leggenda della sposa delle tenebre le farà scegliere da che parte stare e dovrà decidere se assecondare il cuore oppure la ragione per mantenere un equilibrio ormai sull’orlo del precipizio.




Conosciamo le due autrici:   



Fabiana Andreozzi nasce e vive a Roma dal 1979. Laureata in psicologia ma per lavoro non fa né la scrittrice né la psicologa. Siccome nella vita reale non fa nulla di quello che le piace non le resta che volare con la fantasia quando scrive o quando legge. Per riempire meglio il tempo gestisce un
Ha pubblicato con piccole CE e poi in self publishing diversi libri a quattro mani con la sua amica Vanessa Vescera: D&S Non voglio perderti (2010), Amore nel Sangue (2011), Attimi indimenticabili (2012), Vuoi sposarmi? No grazie! (2013), Il richiamo della luna (2013), il racconto Ops, che figuraccia nell’antologia Ops! Che figura! (2013), il racconto Lo scoglio incantato (2014), Colpo di fulmine da Harrods (2014), Principessa per Capriccio (2015) e Kiss me… Baby (2015), Kiss me… baby2 (2017) e D&S Ho bisogno di te (2019).
Insieme alla sua amica Sara Pratesi ha pubblicato la quadrilogia Love match e lo spin off della serie: Come ti spaccio il fidanzato (2015), Matrimonio al buio (2015), A.A.A: Cercasi marito a Las Vegas (2016), Due perfetti sconosciuti (2016). Lo spin off della serie: Sotto sotto ti amo (2016).
Con Marco Canella ha pubblicato Non voglio innamorarmi di te (2017).
Da sola ha pubblicato per la Darcy edizioni, Eternal Damnation – Piovuta dal cielo (2019)
Nel 2016 - 2018 organizza e partecipa con dei racconti alle antologie di beneficenza Gocce d’amore e Once Upon a Time.
Ha scritto il racconto Amore a tempo determinato pubblicato nell’antologia Parole in corsa VII edizione dopo essere stato selezionato nel concorso omonimo.
Insieme a tre amiche dal 2016 amministra il gruppo Facebook e il blog Le cercatrici di libri.
Insieme a Sara Pratesi e a Viviana Leo a maggio del 2018 ha dato vita alla Darcy Edizioni.
La potete trovare sulla pagina autrice: @iRomanziDiFabiana
Oppure sul gruppo: I romanzi di Fabiana Andreozzi e Sara Pratesi

Vanessa Vescera nasce nell’86 a San Giovanni Rotondo. Tra le sue passioni quella della danza, della scrittura, della lettura e della grafica.
Pubblica il suo romanzo d’esordio nel 2013 “Convivenza leggera… matrimonio d’affari” (24 ore a Parigi per averti). Nel 2017 pubblica in self publishing “Le parole di una Rosa” e in seguito, nel 2018 “Piccola Cenerentola Ossessione d’amore”. Partecipa a un concorso di poesie con cui arriva sesta con segnalazione di merito. Scrive svariati romanzi a quattro mani con Fabiana Andreozzi e Rujada Atzori.
La potete trovare sulla sua pagina autrice: @vanessavesceraautrice