mercoledì 18 luglio 2018


SEGNALAZIONE: ARMA INFERO- 
IL MASTRO DI FORGIA
DI FABIO CARTA (PHABYOSH SU WD)



Genere: fantascienza, distopico, space opera, planetary romance)
Editore: Inspired digital publishing
Data di uscita: 11/5/2015
Pagine: 650
Prezzo: € 1,99 ebook
Link: sito editore
              Amazon




“E ora, fratelli, lasciate che vi narri di quei tempi, in cui le nuvole correvano rapide sopra gli aspri calanchi e di quando Lakon combatté per noi.”


Sinossi
Su Muareb, un remoto pianeta anticamente colonizzato dall’uomo, langue una civiltà che piange sulle ceneri e le macerie di un devastante conflitto. Tra questi v’è Karan, vecchio e malato, che narra in prima persona della sua gioventù, della sua amicizia con colui che fu condottiero, martire e spietato boia in quella guerra apocalittica. Costui è Lakon. Emerso misteriosamente da un passato mitico e distorto, piomba dal cielo, alieno ed estraneo, sulle terre della Falange, il brutale popolo che lo accoglie e che lo forgia prima come schiavo, poi servo e tecnico di guerra, ossia “mastro di forgia”, e infine guerriero, cavaliere di zodion, gli arcani veicoli viventi delle milizie coloniali. Ed è subito guerra, giacché l’ascesa di Lakon è il prodromo proprio di quel grande conflitto i cui eventi lui è destinato a cavalcare, verso l’inevitabile distruzione che su tutto incombe

Conosciamo l'autore, Fabio Carta: 


Fabio Carta, classe 1975, è appassionato di fantascienza e dei classici della letteratura. Laureato in Scienze Politiche con indirizzo storico, ha al suo attivo la saga fantascientifica in ebook Arma Infero, una serie che a oggi conta due romanzi (Il mastro di forgia, 2015 e I cieli di Muareb, 2016) e il racconto lungo Megalomachia (Delos Books, 2016), scritto unitamente alla finalista del premio “Urania 2016”, Emanuela Valentini. Ha inoltre partecipato con importanti firme della fantascienza italiana all’iniziativa benefica Penny Steampunk (2016), da cui è nato un volume di racconti fantastico-weird a cura di Roberto Cera. Nel 2017 esce il romanzo cyberpunk Ambrose per i tipi di Scatole Parlanti.





sabato 14 luglio 2018



NUOVA USCITA PER LA COLLANA STARLIGHT: 
DIE PARTY 2








In uscita il 13 luglio il secondo racconto della serie “Die Party”!

Autore: Silvia Castellano
Editore: collana Starlight (PubGold)
Formato: ebook
Prezzo: 1,49
Link: Amazon


 Leggiamo sinossi e estratto del sequel di Die party, uscito a dicembre:

Die Party 2 – In trappola



“Sembrava tutto cambiato da Natale, ma la verità è che a essere diversa ero solo io.”
Dopo il pericolo corso al “Die Party”, Lyla viene tormentata da un incubo che ha tutta l’aria di essere la premonizione di un’altra minaccia: Patricia, la ragazza che il suo migliore amico tanto venerava, la vuole morta. Scossa dalla brutta fine di quel sogno, Lyla cerca di dimenticare e di tornare alla sua vita di sempre, tra lezioni e allenamenti. Finalmente non deve più nascondere la sua natura a Jan e può vivere la storia d’amore con il ragazzo che le ha rubato il cuore. Ma non ha fatto i conti con Carina, la migliore amica di Alex, che finisce per allontanarlo da lei.
Quando tutto tra loro sembra ormai finito, la minaccia si concretizza e Lyla non può più fare finta di niente. Troppe cose strane stanno accadendo attorno a lei e i nemici sono sempre in agguato per tenderle una trappola.
Pronti per una nuova festa?
I giochi non sono ancora finiti e non tutte le verità sono venute a galla...

Non puoi sapere cosa una persona nasconda sotto la maschera.”

Estratto:
«Non intendo andare ad alcuna festa» obiettai. «Sicuramente non al Top12, dove ci sarà mezza università e probabilmente anche Alex e Carina.»
Jan sfoderò il suo solito sguardo da cane bastonato. «Ti prego, se tu non ci sei è probabile che non verrà nemmeno lei!»
Alzai gli occhi al cielo. «Perché la mia presenza dovrebbe influire sulla sua decisione? Non siamo così tanto amiche» gli feci notare.
«Le stai simpatica. E poi se uscissimo solo noi due sembrerebbe un appuntamento.»
«Sarebbe così terribile?»
«Beh, no, ma... non sono ancora pronto a dirle che mi piace e magari alla festa sarò abbastanza sciolto da confessarglielo.»
«Sappiamo già che non sarà così. Ti ricordi “Die Party”, vero?» domandai sarcastica.
«Stavolta è diverso» ribatté, ma non ci voleva un mago per capire che non ci credeva nemmeno lui. «Chen non è Patricia.»
«Lo so, invece tu sei sempre il solito timido e impacciato Jan. Non è passato così tanto tempo.»
«D’accordo, hai ragione, però sarei più tranquillo se ci fossi anche tu» ammise con un sospiro. Unì le mani e le protese verso di me. «Ti prego, ti prego, ti prego.»
Feci una smorfia. Non lo potevo vedere così, mi faceva troppa pena. «Va bene! Ma è l’ultima volta, ti avverto.»
E rieccoci: lui che mi implorava e io che alla fine cedevo. Ero proprio una pappamolla, non c’è che dire.



Ricordiamo anche:



Die Party 1 


Link: Amazon

“Sei pronto per la festa più pericolosa dell’anno?”
Tutti conoscono il “Die Party”, la festa più apprezzata dell’anno. Molti si stanno organizzando per andarci, ma a Lyla non interessa trascorrere la vigilia di Natale in un posto in cui ci sarà tutta la scuola. Con un nome così non le sembra nulla di originale e ha già i suoi problemi con Alex, alias Mister Arroganza, colui che sarebbe in grado di spezzarle il cuore in pochi attimi. Ma Jan, il suo migliore amico, sa essere molto persuasivo e Lyla si ritrova suo malgrado a varcare la soglia del locale.
Quella che si preannunciava come una normale festa tra ragazzi, diventerà a poco a poco il party più pericoloso dell’anno.
Un segreto si annida tra quelle pareti, ma le carte non sono ancora state svelate...
E tu, aprirai quella porta?

Estratto:
Mi guardai intorno per assicurarmi che nessuno si fosse accorto di nulla, poi trascinai Julian verso la parete. Gli piegai le ginocchia, posizionai le braccia in modo che avessero un punto d’appoggio sulle ginocchia e poi tirai indietro la testa per evitare che si soffocasse con il sangue che aveva cominciato a colare dalle narici. «Scusami tanto» mormorai, poi mi allontanai per capire l’effetto che faceva.
Sì, sembrava che si fosse addormentato da seduto.
Speravo che funzionasse come diversivo abbastanza da darmi il tempo di scoprire cosa ci fosse oltre la porta nera.
Dopodiché l’aprii e, senza indugiare, entrai.





La serie è composta da tre racconti.


Le copertine, a cura di Angelice Graphics, sono fatte in modo che i due visi delle due differenti ragazze combacino: il bene e il male... amiche e nemiche... due personaggi che scelgono strade differenti da percorrere. La resa dei conti è ormai vicina.



venerdì 13 luglio 2018




RECENSIONE - PRINCIPESSE E MONONOKE 
di Yakumo Koizumi






Sottotitolo- storie di fantasmi giapponesi
Genere- miti e leggende, horror
Prima uscita- 1903
Editore- Kappa, 2014
Prezzo-€ 14
Link-


Ci attirano, ci affascinano, ci spaventano e spesso ci lasciano con un impensabile senso di vuoto. Le storie di fantasmi giapponesi aleggiano tra l'orrore e il romanticismo, in un limbo percorso da anime che non trovano pace per essere state costrette ad abbandonare il mondo terreno prima di aver compiuto fino in fondo il loro percorso. Vendetta, amore, imbarazzo, risentimento, curiosità, angoscia, nostalgia, memoria, altruismo: ogni fantasma ha il suo personale motivo per ripresentarsi ai viventi, e ognuno lo fa in modo diverso, e con differenti effetti sulla quotidianità di amici, nemici, parenti o amanti. "Principesse e Mononoke. Storie di fantasmi giapponesi" raccoglie i più celebri racconti di genere della tradizione giapponese, come quello di Hoichi, suonatore cieco di biwa, o quello di Oyuki, dama delle nevi, che tornano qui nella loro dimensione originale.


Se pensate di leggere questo volume e di trovarvi Hayao Myiazaki e La principessa Mononoke, non fatelo. Il titolo e decisamente fuorviante. Si tratta di una serie di leggende raccolte moltissimo tempo fa da Lafcadio Hearn, un greco naturalizzato giapponese per matrimonio e grande diffusore di fine ottocento inizio novecento della cultura giapponese.  
Lafcadio/Yakumo ha raccolto molte storie e leggende che gli sono state narrate girando per il Giappone e le ha trascritte in questopera. Leggendo, mi sono resa conto che se non si conoscono almeno un po la cultura e lo spirito giapponesi potrebbe risultare una serie di storie insensate e poco comprensibili, almeno alcune.

Invece per chi ama il Giappone il fascino di queste antiche leggende e davvero unico. Si parla di spiriti, di monaci erranti, oggetti magici, ciliegi che fioriscono solo un giorno allanno, animali vari, maledizioni, demoni, principi e povera gente, suonatori, sogni, viaggi, demoni, fiori, arte, reincarnazioni e ovviamente di principesse.  

E facile lasciarsi catturare da queste suggestioni di un mondo cosi diverso dal nostro, ma piu vicino di quanto possa sembrare. I racconti sono 17, piu unappendice con tre storie di insetti, zanzare, formiche e farfalle, queste ultime due molto interessanti.
I racconti che mi sono piaciuti di piu sono-
-    La storia di Hoichi senza orecchie
-    Jikininki
-    La storia di Aoyagi
-    Yuki Onna
-    Horai

Ledizione appare curata e la cover e accattivante, ma come dicevo allinizio e stata un po una furbata collegare questi racconti al maestro Miyazaki, una trovata pubblicitaria.

Consiglio il volume agli amanti di storie e leggende giapponesi.





martedì 10 luglio 2018



RECENSIONE  SERIE TV: TROY-LA   CADUTA 
 DI  TROIA






Genere: mitologia, storia
Produzione: Usa, GB (BBC)
Rete trasmissione italiana: Netflix
Puntate: 8



Conosciamo la storia narrata nell’Iliade e non solo: Paride, figlio di Priamo su cui grava una maledizione, è un pastore a cui le tre dee Athena, Afrodite e Hera si rivolgono per la sfida sulla bellezza. Afrodite promette l’amore della più bella donna del mondo, Elena di Sparta, e Paride sceglie lei. Nel mentre viene riaccolto alla corte di Troia e viene mandato a Sparta, dove Elena s’innamora di lui e fugge lasciando Menelao.
Tutti i re Achei (qui chiamati erroneamente Greci- anche i Troiani erano Greci!) si uniscono per andare a riprenderla, scatenando la famosa guerra.
Rispetto al famoso film Troy abbiamo una notevole differenza, qui gli Dei sono presenti, manipolano, interagiscono, parteggiano per i loro preferiti, ostacolano i rivali, muovono le fila della vita degli uomini, e già è un punto a favore. Anche la trama bene o male aderente al mito è un altro punto a favore; ci sono delle differenze, ma non disturbano, si tratta di ampliamenti, aggiunte.


Il vero protagonista qui è Paride (Louise Hunter) e il suo amore per Elena, figura anch’essa centrale.
Quello che proprio non mi è andato giù è stato il blackwashing: Zeus nero lo potrei anche accettare, è un Dio e si manifesta come vuole, ma Achille (David Gyasi), Patroclo e Enea (Alfred Enoch) neri non posso accettarli nel modo più assoluto.
Achille coloured version :(


 Il miscasting non si ferma qui: Elena, Bella Dayne,  è bella di nome e di fatto ma inespressiva; molti attori sono simili, si assomigliano e nelle prime puntate si fa fatica a distinguerli, inoltre nessuno sembra davvero all’altezza del ruolo tranne Priamo ( DavidThrelfall), Andromaca ( Chloe Pirrie) e Odisseo (Joseph Mawle).
Stendiamo un velo pietoso anche sul personaggio di Cassandra, relegata proprio in un angolo. Sembrava che gli sceneggiatori non sapessero proprio cosa farsene.
Il pathos emerge in qualche scena, tipo nella morte di Ifigenia o in quella di Ettore.
I costumi e le scenografie invece sono molto buoni. 
Qualche dettaglio fuori posto c’è, tipo i pastori di pecore a cavallo tipo cow-boy, ma ci sono anche scelte coraggiose come le scene d’amore tra Achille, Patroclo e la schiava Briseide.

Il finale mi ha fatto pensare al sequel, ovvero… l’Odissea!

Tutto sommato un prodotto discreto, vedibile con una scrollatina di spalle e la solita giustificazone: “Beh, so ‘ ammericani…”


mercoledì 4 luglio 2018




RECENSIONE: PICCOLI PASSI NEL BUIO DI MIRIAM PALOMBI





Genere: horror, bambini e ragazzi
Editore: Dark Zone
N. pagine: 128
Prezzo: cartaceo  € 10,99
       ebook € 0,99
Link: Amazon



Scricchiolii sinistri. Creature che si nascondono sotto i letti, minacciose. Ombre che si allungano silenziose sulle pareti. Streghe, demoni ed esseri mostruosi che lasciano le fiabe e le leggende della nostra infanzia per animare i nostri incubi notturni. Piccoli passi nel buio che vi condurranno fino al cuore nero delle vostre paure. Siete pronti ad affrontarle?


Questa antologia di Miriam Palombi è composta da undici racconti, ognuno dei quali ha come antagonista uno dei “mostri” caratteristici dell’immaginario collettivo: vampiri, mummie, zombi, fantasmi, visti con gli occhi dei piccoli protagonisti che li devono affrontare.
Il genere horror, come ogni genere letterario, assurge a un ruolo specifico: i mostri  simboleggiano le proprie paure, i propri demoni interiori, e anche qui i piccoli protagonisti lottano per superare questi timori, sempre consapevoli che il nemico è sempre alle porte e non bisogna mai abbassare la guardia.

L’ispirazione è molto americana, le atmosfere sono simili a quelle di tanti film e serie tv visti in passato, per cui i lettori più adulti possono trovarsi in una sorta di deja-vu, mentre i lettori più piccoli e con meno anni di storia cinetelevisiva alle spalle  si troveranno coinvolti e si appassioneranno alle storie.
Penso che la scelta dell’autrice di ambientare tutte le storie negli Stati Uniti e non in Italia sia dovuta proprio a questa scelta di collegare i racconti all’immaginario comune.

Lo stile è molto ricco, piacevole da leggere, scorrevole, magari in qualche punto sin troppo “adulto” rispetto al target dichiarato che è di 9-11 anni.

Questi i titoli dei racconti:

Blackface
I bambini di Salomon’s peak
L’antro della paura
La venticinquesima ora
La notte di Halloween
Lo scarabeo d’oro
La cripta nera
Sangue di tenebra
Stesso sangue
Ululato nella notte
Artiglio di strega

Chiude l’antologia un interessante “Piccolo dizionario dell’orrore”, molto completo e accurato.

L’edizione è molto curata, la bellissima copertina è stata realizzata da Livia De Simone e il titolo “Piccoli passi nel buio” è una vera genialata!

Consiglio senz’altro alle mamme di acquistare questa antologia per i loro pargoli amanti di “Piccoli brividi” e storie simili!

Ora conosciamo meglio l’autrice Miriam Palombi. 


1)     Ciao Miriam, benvenuta su Infiniti universi fantastici. Parlaci di te e dei tuoi romanzi.

Salve, è un piacere. Nella vita di tutti i giorni sono una ceramista, mamma e moglie. Appassionata di simbologia medievale e cultura horror.
Ho iniziato molto presto a leggere i libri di mio padre che gironzolavano per casa, titoli non propriamente adatti alla mia età; Poe, Lovecraft, King, Eco. Da lì, a voler creare storie tutte mie, il passo è stato breve. Ho all’attivo diverse pubblicazioni che spaziano dal thriller esoterico, L’Archivio degli Dei, al dark fantasy, la saga Legacy of Darkness, fino all’horror, con Piccoli Passi nel Buio, da voi recensito. Il concetto di “Mistero” è il filo conduttore.

2)     Sei d’accordo con la mia recensione o vuoi aggiungere qualcosa?

Sono pienamente d’accordo. I riferimenti agli anni ’80, a un tipo di cinematografia e letteratura, sono voluti. E’ una sorta di omaggio alla mia generazione e a quella di mia figlia, alla quale leggevo i volumi della collana Piccoli Brividi come favole della buona notte.
3)     Perché hai ambientato i racconti negli Stati Uniti e non in Italia?

Come avete precisato, volevo si collocassero in una sorta di “immaginario collettivo”. Qualcosa di conosciuto ma al contempo lontano da noi.
4)     Raccontaci qualche aneddoto con i tuoi giovani lettori.

I bambini si avvicinano sempre molto incuriositi durante le fiere. La copertina in tutto ciò gioca un ruolo importante; ha un’atmosfera da favola ed è ricca di tanti dettagli da scoprire. Poi sfogliando il volume scoprono che le sorprese non finiscono e che all’interno ci sono altre illustrazioni che raffigurano quegli archetipi citati nella recensione.
5)     Progetti futuri?

In questo momento sto ultimando il volume conclusivo della saga Legacy of Darkness. A breve uscirà una nuova antologia horror, questa volta per adulti, sempre a marchio DZ edizioni. E poi…idee idee idee.
Grazie per essere stata con noi, alla prossima!

Grazie a Voi!





lunedì 2 luglio 2018


BLOGTOUR "I FIGLI DI CARDEA" (ULFHEDNAR WAR )
DI ALESSIO DEL DEBBIO

PRIMA TAPPA







Sono lieta di ospitare la prima tappa del blogtour di "I figli di Cardea", secondo volume della saga Ulfhednar war, una delle mie prossime letture!
Per iniziare il blogtour in bellezza, parliamo della suggestiva cover realizzata da Iacopo Donati, intervistando Alessio Del Debbio.



Buonasera Alessio e benvenuto nel blog “Infiniti Universi Fantastici”.

Grazie a te per l’ospitalità.


Parliamo della copertina di “I Figli di Cardea”, come è nata?

La copertina è stata realizzata da Iacopo Donati, come già quella del volume precedente di “Ulfhednar War”: La guerra dei lupi, per garantire continuità grafica. Io e l’illustratore abbiamo lavorato in concerto e non è stato facile impostarla, perché il romanzo è molto complesso, con tante trame che si intrecciano, così alla fine abbiamo optato per rappresentare tre personaggi importanti, che indicano i tre fronti, i tre nodi attorno ai quali si sviluppa l’azione.

Chi sono i personaggi rappresentati nella copertina di “I Figli di Cardea”?

Curiosona! Quello in primo piano è Daniel, il guerriero lupo, un pochino cresciuto rispetto agli eventi di “La guerra dei lupi”, soprattutto in termini di consapevolezza di sé e di ruolo all’interno del branco del Vello d’argento. Poi c’è Cardea, vestita di nero, con i pugnali e un ramo di biancospino, simbolo della società segreta che caccia tutto ciò che è sovrannaturale. In alto, a sovrastare tutti, c’è invece un negromante, avversario con cui Daniel e gli altri avranno a che fare in questo libro.
Infine, in basso, si intravede un ben noto ponte della Lucchesia… ambientazione di un capitolo del libro.

I toni della copertina sono più scuri rispetto a quella del primo volume. È una scelta?

Sicuramente è una scelta grafica, ma anche narrativa. Nella copertina del primo libro dominavano il grigio, l’azzurro, il verde, colori dei lupi, del bosco, della libertà. Qua i toni si fanno più scuri, quasi notturni, perché ormai non è più tempo per l’introduzione dei personaggi, siamo al secondo volume, siamo nel pieno della storia e la notte sta calando su tutti loro. E, come dice Martin, la notte è scura e piena di terrori.

Grazie per l’ospitalità!

Grazie a te Alessio, aspettiamo la prossima tappa sul blog La Tana dei libri sconosciuti, dove si parlerà dei luoghi de I figli di Cardea. Non perdetela!



giovedì 28 giugno 2018



RECENSIONE SERIE TV: STRANGER THINGS 2° STAGIONE








Genere: fantastico, horror, fantascienza, avventura
Puntate 2° stagione: 9
Stagioni: 2
Produzione: USA
Rete trasmissione italiana: Netflix



Dopo averci emozionato con le sue atmosfere anni ’80 della 1° stagione, Stranger Things fa il bis con questa 2° stagione, ma le atmosfere non sono più tanto quelle di E.T. quanto quelle di IT. Sì, perché i piccoli protagonisti crescono, restano sempre dei ragazzini ma crescono, come cresce la presenza del Sottosopra e dei mostri che ne provengono, dando un tocco horror alla stagione.
Troviamo Will sempre alle prese con i suoi problemi, tra cui la mancanza della cara Undici; ritroviamo anche gli altri gruppi generazionali, quello degli adolescenti (la storyline a mio avviso meno avvincente ) e quella degli adulti, su tutti spicca la mamma di Will Winona Ryder, semrpe un po’ nevrotica e pasticciona ma molto combattiva.
Undici è la vera protagonista della serie, il personaggio ormai cult è quello che ha un’evoluzione, una crescita più evidente rispetto agli altri: da vittima diventa padrona delle proprie azioni, non dico di più per non spoilerare.
A non essere affatto cambiata è la cittadina di Hawkins, sempre restia nei confronti di chi è diverso e magari un po’ speciale.
Lo sguardo rimane quello dei bambini, infarcito da citazioni nerd, ma quest’anno i bambini hanno un anno in più.
Attendo con ansia la terza stagione, sperando che i produttori riescano a mantenere intatte le caratteristiche della serie cult senza sfociare nel ridicolo, rischio sempre alle porte per le serie di genere soprannaturale, proseguendo sulla scia già tracciata da questa ottima seconda stagione.