giovedì 21 marzo 2019


21 marzo: GIORNATA MONDIALE 
DELLA POESIA





Per celebrare l'annuale ricorrenza della Giornata mondiale della poesia, Infiniti Universi Fantastici ha chiesto ad alcuni poeti di offrire un loro componimento, e in molti hanno risposto all'appello con entusiasmo inoltrandoci i loro bellissimi versi, alcuni inediti, altri già editi.

Di seguito le poesie, videopoesie e  haiku mandati dagli autori, in ordine alfabetico.


Semplicemente io! - di Romina Bramanti  





Ho vissuto come un
leone
ho cercato di
sopravvivere
ho odiato la mia vita
ho visto un fiore
 ho osservato la
cascata
ho guardato un
tramonto
ho sentito una melodia
lontana
ho toccato un filo
d'erba
ho sfiorato un cuore
ho tentato di andare
sulla Luna
ho voluto il mare ho scordato la strada
ho lasciato fuggire
un pensiero
ho ricordato il bambino
che ero
ho pensato ad un cielo
senza nuvole
ho creato un abisso
di colori


(Romina Bramanti- Inedita)


                                                  ✽

Campo di grano con volo di corvi - di Alessandra Carnovale

                             (omaggio a Vincent)



Ali di corvo su un campo di grano:
Spighe mature contrastano il nero
Del volo, mescolato al cielo; piano
Crescono le ombre col buio severo.

Scia verde-bruna che porta lontano, 
Segni di aratro a indicare un sentiero;
Ondeggia un mare color zafferano,
Nessuna traccia di uomo o straniero.

Lembi nerastri, nel loro avamposto
Tra i chiarori del giorno: già si oscura
All’orizzonte, quel blu; e lingue cupe

Presto ricoprono il campo scomposto  
Dal vento, prima della mietitura.
Gruppo di corvi in volo oltre la rupe. 



( Alessandra Carnovale- Da "La scorza delle parole"- Eretica edizioni 2018)

                                                ✽


Io sono poesia - di Federica Cicchelli 





La poesia mai ho messo via perché mi scorre addosso, dentro... amalgama i pensieri, i desideri, umori passeggeri... Non serve che la sfoggi con umidi versi d’inchiostro... È il mio bagliore il mio sguardo travolto il fiume sul viso nascosto... È quell’arco a volte acuto a volte muto a volte teso... È tutto il mio senso. È tutto il mio senno. È tutto.
(Federica Cicchelli- inedita)

                                                   ✽

Una mattina allo specchio - di Vito Coviello




                                                   

                                                     ✽


Tre Haiku-  di Fiorenero (alias Antonio Contoli)



Marzo dipinge
Un quadro in movimento    
Rondini in volo

         ❀

Fior di mimosa
Rispettare la donna
Tutt’altra cosa

         ❀

Cielo di marzo
È come se l’inverno
Non esistesse


(Fiorenero- dal Calendhaiku 2018, La Ruota editore)

                                                  ✽


Opale di Alessandra Leonardi      

Trafitta sono
da raggi d’opale blu                                 
scaturiti dai tuoi occhi
Suggestioni d’oltremare
sapori speziati di terre lontane   
e sabbie coralline
ricami di ciglia folte e scure
C’è un velo:
solo un’ombra di malinconia.

A Salvatore

(Alessandra Leonardi-inedita)


                                                ✽


Ci sono giorni  di Romina Lombardi   



C

i sono giorni

che si dilaniano in gocce d’acqua

onde su terra

fertilizzanti di malinconia.

Dove gli anni hanno arato.

E tu sei lì, dietro una finestra,

a chiederti

se in quei giorni ci stai dentro

quando dentro quella pioggia,

anche tu,

ti dilani.

Ci sono giorni in cui una foto rimanda a te stessa,

sconvolta e fragile, nuda

in un’immagine che ti vede al di là, nella sua verità.

Che cosa si è disposti a perdere in una Vita?

Nella mente una sola parola non è dilaniata.

Casa.

Ma casa non c’è.


(Romina Lombardi-Una sera, a Roma.- da ‘Giovani Inversi’, Nps edizioni, 2018)



                                                     ✽
                                
                             Bellezza- di Loriana Lucciarini

Bellezza
viaggi nell'anima
come vento lieve
colori di gioia
attimi di pace.

Ovunque
nel fiore del giardino
nel quadro dell'artista
nel battito del cuore
che s'innalza a melodia.

Ti trovo
nel sorriso di mia figlia
nello sguardo di chi amo
nel sapore speziato
che inebria il palato.

Nel caffè che ribolle
sveglia del mattino,
nello spicchio di luce
danzante nella nebbia.


Bellezza
il motore della vita
tintinnio dell'anima in cammino
attraverso l'esistenza.



(Loriana Lucciarini- da "Un cielo di poesia", silloge, 2018)

La gioia di scrivere - di Maurizio Mazzurco  



La vendetta di una mano mortale,
quella, è per i poeti laureati.
Non ho animali scritti in boschi scritti
prestati dalla verità. Non so
alcunché. Il critico a pagamento
disse che affiora (ahimè) commossa
ingenuità interna; l’autore
è un eroe solitario. Alla fine
di un agitato giorno di lavoro
approdo finalmente all’usato porto
della nostra casa, della scrivania.
Cerco una penna e un foglio
per un simulacro di condivisione
che importa a nessuno,
che al mio prossimo
mi estrania o mi scava, chissà,
piacere solitario che attesta
la mia debolezza.
Cui prodest? Dove sfugge? È già finito,
è già dissolto.

(Maurizio Mazzurco- da "Latrando silenzi al vento", Enoteca Letteraria, Roma, 2016)

                                                    ✽

Torno nel letto di bambina- di Chiara Rantini  

Dietro alle fiamme vagammo per le vie,  

scrutando il volto della notte
luce bianca e oscurità
tastando ciechi l'aria fredda
sino alla casa aperta
muta nell'abbandono.


Era chiudere gli alberi fuori
e salire sul letto di bambina,
il volto chino offerto ai baci
lasciarsi incantare
da una catena di parole.

Tacevano le visioni,
assenti le paure
c'era solo una mano
da stringere sul cuore
dolce attesa del sonno.


Come una coperta di seta
scendeva su di noi la notte,
i volti rivolti ad oriente
le mani in un nodo d'amore.


(Chiara Rantini- da “Un paradiso per Icaro”, Ensemble edizioni, 2018)


Non possiamo che ringraziare ancora i poeti che hanno partecipato a questa iniziativa per la giornata mondiale della poesia 2019!



Le immagini sono tratte da web e inserite a solo scopo illustrativo




lunedì 18 marzo 2019




RECENSIONE: CAPTAIN MARVEL




 Genere: supereroi, fantascienza, azione
Produzione: Marvel , USA
Durata: 2h5’
Regia: Anna Boden, Ryan Fleck
Cast: Brie Larson, Jude Law, Samuel Jackson



Marvel aficionados , bentrovati.  Il ventunesimo film del MCU, Captain Marvel, è una pedina indispensabile tra  Avengers: Infinity war (qui la nostra recensione) e il prossimo Avengers: Endgame, diciamo un deus ex machina per intravedere una via di fuga dopo lo schiocco di dita di Thanos.
Ma non è solo questo.
La Marvel necessitava di un film con protagonista una donna, in  questo anticipata dalla Distinta Concorrenza che già anni fa ha lanciato la sua Wonder Woman (qui la nostra recensione), e questa protagonista doveva essere un’eroina positiva; quindi si è sacrificato il movie sulla Vedova Nera, eroina ambigua con passato di spia ( si farà lo stesso, tranqui), per presentarci una donna molto molto potente ma retta, positiva al 100% e anche e soprattutto umana (cosa che WW non è).
L’essere “umana” di Carol Danvers/Capitan Marvel è il fulcro di tutta la storia, come ci mostra la scena madre del film, toccante e inserita al punto giusto.

La storia inizia sul pianeta principale dei Kree, con la nostra protagonista, Vers, che si allena con Yon-Rogg (Jude Law) e scopriamo subito che è molto potente, non gestisce bene i poteri e non ha memoria del suo passato. Subito dopo va con altri Kree in missione contro gli storici nemici Skrull, viene catturata e poi finisce sul pianeta Terra, dove incontra due personaggi essenziali per l’intera saga, ma attenzione: siamo nel 1995, non ai giorni nostri!
 Qui la protagonista inizia ad avere dei flashback sul suo passato.
E molte, molte cose in questo film non sono quello che sembrano, in una sequela di colpi di scena.

Goose. -Meow!

Non manca tutto quello a cui il MCU ci ha abituato: azione, effetti speciali fighissimi compreso il ringiovanimento di due importanti personaggi che non anticipo per non rovinare la sorpresa, una grande capacità di riadattare per lo schermo gli eroi di carta, continuità (anche con serie tv), battute (stavolta non eccessive, né in numero né in risate), sorprese, colonna sonora perfetta anni ’90, attimi d’emozione e valori come coraggio e amicizia sempre in primo piano.

Il cast è ottimo, bene fotografia, montaggio, i costumi ci avrei lavorato di più, non tanto per quelli tutinosi ma per quanto riguarda i look anni ’90.

Il messaggio principale di questo film è: non arrendetevi mai!
Per questo l’ho sentito molto nelle mie corde e l'ho amato particolarmente; anche tralasciando motivazioni personali è obiettivamente un ottimo movie, anche se confusionario in un paio di punti (acquisizione e gestione dei poteri di Carol) e con varie trovate per sgarbugliare situazioni anche divertenti ma che sanno un tantino di forzatura.

Rispetto al fumetto, ci sono numerose differenze e diverse affinità o rielaborazioni.
il primo Mar-Vell/Capitan Marvel era un alieno Kree che poi passa dalla parte degli umani, ha le Nega-Bande con cui si scambia gli atomi con Rick Jones,  fa un sacco di altre cose spaziali tra cui combattere l’arcinemico Thanos e alla fine muore di cancro: è l’unico eroe che è rimasto morto nella storia della Marvel!


In questo film c’è, ma è una donna.

Poi c’è stata Monica Rambeau, una supereroina di colore che può trasformarsi in energia e in forme di luce; ora si chiama Photon ed è fidanzata con Blue Marvel. Compare anche lei nel film, ma sotto … un alto aspetto! 


Poi ci sono stati altri Kree a fregiarsi del titolo di Cap. Marvel che infine passa (2012) alla pilota di caccia Carol Danvers, già Miss Marvel since 1968! 


Assistiamo qui alle origini aliene del suo potere (avvenimento ripreso dal film, ma in maniera un po’ confusa). 
Dopo essere stata Binary e Warbird, sempre più potente e spaziale, assume l’identità che ormai conosciamo.




Indispensabile la prima scena dopo i primi titoli per il collegamento di cui sopra tra i film degli Avengers, un po’ meno quella dopo i lungherrimi titoli a rullo.

Consigliato per tutti.

E ora non ci resta che attendere !



















giovedì 14 marzo 2019



RECENSIONE: IL SIGNORE DEI RACCONTI
DI ELENA MANDOLINI






Genere: horror, urban fantasy
Editore: DAE
Pagine: 157
Data di uscita: 31/8/2016
Prezzo di copertina: € 16
Prezzo ebook: € 2,99
Link: Amazon

Ben trovati amici lettori e followers, oggi recensisco un romanzo che mi ha tenuto incollata alle pagine: Il Signore dei racconti di Elena Mandolini.

La sinossi ufficiale recita così:

Giulio ha quattordici anni è problematico, introverso ed è vittima del bullismo dei compagni. Il suo unico sostegno è l’amico Carlo, che è tutto il suo opposto: bravo a scuola e una promessa del rugby. L’affetto dei genitori non lo aiuta e, anzi, gli fa sentire ogni giorno il peso della delusione. A seguito di uno strano terremoto che colpisce Roma, Giulio inizia a sentirsi stranamente osservato. Un Essere potente, che lui chiama Signore dei Racconti, ha deciso di aiutarlo e di cambiare le carte del suo destino. Niente, però, è davvero così semplice. Quale sarà il prezzo da pagare per modificare la sua vita? Si nasconde, forse, qualcosa di ben più grande, dietro tutto questo?




Il romanzo è narrato dal punto di vista di Giulio, in prima persona al tempo presente e  coinvolge il lettore sin dalle prime pagine, permettendogli di vivere insieme al protagonista la caduta nell’abisso; grazie a questa immedesimazione, non si riesce a giudicarlo, anzi, ci si immedesima.
 Siamo insieme a lui mentre soffre in silenzio per le mortificazioni a cui ormai è abituato, siamo con lui mentre incontra il misterioso Signore dei racconti, siamo con lui nei successi e nei fallimenti.

Il tema è un classico, quello archetipico del Faust: cosa si è disposti a fare per realizzare i propri sogni e desideri? Cosa si può sacrificare? Qual è il prezzo da pagare?
Elena Mandolini inserisce questo tema in un contesto contemporaneo e urbano, molto realistico e attuale.
L’ambientazione è infatti italiana, nello specifico siamo a Roma, e chi mi segue sa quanto prediliga le ambientazioni italiane (se poi è Roma ancora meglio!); un altro dei temi trattati è quello, ahimè attualissimo, del  bullismo.

Il Signore dei racconti è una figura inquietante, e la descrizione che ne fa l’autrice riesce a renderlo perfettamente vivido: sembra di trovarsi veramente di fronte a lui nella sua inquietante postazione nella misteriosa biblioteca.
Chi è costui? Viene svelato nel finale a sorpresa, e non ci sentiamo neppure di condannarlo troppo…

Lo stile è fresco, il ritmo veloce, il coinvolgimento emotivo è forte; anche i personaggi secondari (l’amico di Giulio, i suoi genitori, le ragazze) sono ben delineati; inoltre emerge anche una delle passioni dell’autrice, quella per il rugby, sport in cui il protagonista vorrebbe eccellere.

Veniamo all’edizione. La cover è in linea con la produzione dell’editore, in fondo nero con titolo e immagine in blu, disegno che richiama la fisionomia del villain; come gusto personale tutte le scritte  come “i nuovi bestsellers” o simili non mi fanno impazzire. Avrei messo più visibile il nome dell’autrice.

E ora rivolgiamo qualche domanda a Elena Mandolini, per la prima volta su IUF. 


1)  Ciao Elena, benvenuta su Iuf. Parlaci in breve di te e della tua passione per la scrittura.
Ciao Alessandra, ciao a tutti! Grazie mille per avermi accolta in luf! Sono sempre stata legata alla scrittura che, a sua volta, è connessa a un’altra mia grande passione: il cinema. Nella mia vita, sono come due binari: si muovono parallelamente e mi indicano la strada su cui camminare. Mi sono laureata al DAMS e lavoro anche come critica cinematografica e, spesso, mi dicono che i miei scritti sono molto “visivi” e “cinematografici”. È un aspetto che non controllo: viene fuori da sé, essendo parte di me stessa. In passato, per necessità, ho lavorato anche in altri ambiti, ma senza la scrittura mi sentivo infelice e incompleta. Per me scrivere è una necessità. Attualmente ho tre romanzi pubblicati e diversi racconti e tante altre storie premono per essere raccontate!

2)  Sei d’accordo con questa recensione, vuoi aggiungere qualcosa?
La recensione è deliziosa e ha colto tanti aspetti fondamentali del romanzo. Credo che vorrei soffermarmi sul rugby. Ho conosciuto questa disciplina circa sette anni fa e ne sono rimasta affascinata. È uno sport che crea spirito di squadra, che crea coesione tra gli atleti. Per fare meta, devi credere nei tuoi compagni, devi fidarti di loro e, molto spesso, la meta la raggiungi proprio assieme ai tuoi compagni. Credo che la vita sia come il rugby: devi fare squadra per vincere, devi fidarti di chi hai vicino, puoi essere placcato e steso a terra, ma devi subito trovare la forza di rialzarti e riprendere a giocare. E, nel romanzo, ciò che accade a Giulio, accade anche sul campo da rugby…

3)  La figura del Signore dei racconti. Come ti è venuta in mente? É uscita dai tuoi incubi?
L’idea nasce da un incubo che ho avuto tanti anni fa. Ho sognato questo strano essere che scriveva e non alzava mai la testa dai suoi elaborati. Una figura ambigua che mi ha terrorizzata ma, allo stesso tempo, incuriosita. Quando mi sono svegliata, ho iniziato a chiedermi cosa volesse dirmi, cosa stesse scrivendo e perché. Da lì l’idea di base del romanzo: tutto nasce attorno alla figura di questo Essere. Solo dopo è arrivato Giulio con la sua storia.

4)  Il tema della realizzazione del desiderio in cambio di qualcosa è molto indagato in letteratura, nel cinema o nelle fiabe; secondo te perché?
Credo sia un tema sempre attuale, perché la realizzazione del sé è un qualcosa che è innato nell’uomo. Gli obiettivi da raggiungere, il bramare qualcosa, la voglia di successo e di emergere sono parte dell’essere umano; spesso, anche a discapito degli affetti più cari. Il desiderio di rivalsa è un propulsore decisamente forte che nasce dalla voglia di dimostrare, a chi ci ha deriso, cosa siamo in grado di fare. Dall’altra parte, c’è la seduzione del male; un male che per sua natura deve essere ammaliante, sensuale e attraente. Come potremmo, altrimenti, dire di no a qualcosa di orripilante e disgustoso? All’inizio è un qualcosa di diabolicamente bello, solo successivamente rivela la propria natura.

5)  Un altro tema che affronti è quello del bullismo. Dicci qualcosa a riguardo.
Purtroppo è un tema molto attuale. Questo non significa che il bullismo sia nato da poco, anzi, purtroppo è sempre esistito. Anche io, al liceo, sono stata derisa e presa in giro e ne ho sofferto tantissimo; per anni ho dovuto combattere i tanti complessi nati proprio a causa di quelle derisioni. Oggi, con i social, il bullismo è cresciuto e si è evoluto. I social network gli hanno donato forza e potenza; non a caso, ormai, si parla di bullismo e cyberbullismo. Un fenomeno presente non solo tra i giovani e nelle scuole, ma anche fra adulti e negli uffici. Col mio lavoro di community manager, mi rendo conto di come, in qualsiasi fascia d’età, si possa “fare branco” e bullizzare una persona che non rientra nei propri “canoni di appartenenza”. Troppo spesso leggo di adulti che insultano facilmente il più debole, o che attaccano una differente opinione altrui con villania e insolenza. E, a ben pensarci, non è anche il mobbing una forma di bullismo?

6)  Progetti futuri?
Tanti, tantissimi progetti! Alla fine di quest’anno, pubblicherò un thriller –horror con la Dark Zone: un sogno che si avvera e di cui sono davvero felice ed emozionata. Ad aprile uscirà un mio racconto per Bestie d'Italia - volume 1, edito dalla NPS e dedicato al folclore italiano. È stato così divertente e appagante che non potevo non continuare a lavorare con la NPS! Infatti sto già elaborando un nuovo racconto per il terzo volume. Inoltre, sto lavorando a una nuova storia post – apocalittica, mentre altre idee cominciano a sbucare nella mia mente…


Grazie per essere stata con noi, alla prossima!







martedì 12 marzo 2019



RECENSIONE: VERSAILLES
3° STAGIONE





Genere: storico
Stagioni : 3- conclusa (2015-18)
Puntate 3° stagione: 10
Produzione: Francia, Canada
Rete di trasmissione italiana: Netflix
Cast: George Blagden, Alexander Vlahos



Uno dei rari casi in cui finisce una serie e io sono veramente molto, molto dispiaciuta. 
Questo telefilm è di altissima qualità ed è stato un vero peccato che abbiano deciso di chiudere alla terza stagione, anche se capisco che i costi di produzione sono stati senz’altro elevati, ma il risultato degli sforzi si nota: cast perfetto, costumi da Oscar, trucco e parrucco ottimi, scenografia: reggia di Versailles vera, personaggi indimenticabili, sceneggiatura completa (azione, humour, amori, riferimenti storici, tutto intrecciato alla perfezione) e fotografia eccezionale.
Credo di poterla annoverare tra la mia top ten serie tv preferite all time.

Mentre mi asciugo le lacrime, vado a esporvi la trama della terza stagione, secondo me la migliore delle tre.

Il personaggio cardine su cui ruotano le vicende è un uomo misterioso su cui si sono girati film, scritti romanzi e se n’è parlato in fumetti e cartoni: la Maschera di Ferro. Intorno a lui assistiamo a numerosi colpi di scena, al climax di Luigi che si sente sempre più vicino a essere Dio in terra e si mette in contrasto con il Vaticano, in un giro di segreti, alleanze e matrimoni; poi c’è il personaggio migliore, Filippo , che qui torna ad essere un guerriero, a giocare di meno, a rendersi conto del suo ruolo e dei suoi doveri.
Il rapporto tra i due fratelli è il leit-motiv di tutta la serie, un rapporto molto ben indagato e che si risolve in un finale commovente.
Oltre alla vicenda della Maschera di Ferro, il Roi è alle prese con le rivolte dei cittadini e con i Protestanti a corte, nonché con la sua relazione con la Marchesa di Maintenon.
Anche Filippo ha il suo bel daffare, ma come dicevamo il personaggio ha una sua evoluzione e l’amore non è più il fulcro delle sue azioni. Sicuramente è il personaggio migliore della serie.
Abbiamo intessuto all’inizio le lodi della serie, per quel che riguarda le critiche si può parlare della veridicità di taluni avvenimenti , critiche mosse da numerosi storici, ma visto che non è un documentario non interessa più di tanto.
La scena finale è conclusiva, ma secondo me è stata girata quando hanno deciso che non avrebbero continuato lo show.

Se non avete visto questa serie, fatelo, ve la stra -consiglio.

Qui  le recensioni di prima e seconda stagione.




venerdì 8 marzo 2019



Top 10 libri scritti da donne
(di genere fantastico) 
(secondo me)







Carissime/i, oggi per la ricorrenza della Festa della donna vi propongo la mia personale TOP 10 di libri di genere fantastico scritti da donne, romanzi che ho letto nel corso della mia vita, qualcuno molto tempo fa. Di certo là fuori ci sono altri libri eccezionali che non aspettano altro che essere scovati e divorati, ma oggi parliamo di questi dieci, che mi stanno molto a cuore e che ho amato per diversi motivi.

10) Al 10° posto “Sei pietre bianche” di Daisy Franchetto ,Dark Zone. Il libro è stato uno dei fantasy più complessi , per molteplicità di temi e per numero di metafore, che abbia letto in vita mia. Qui la recensione completa.



9) “Lei” di Monica Serra, Altrimedia edizioni.
L’antologia di racconti fantasy, fantascientifici, storici, commistioni di generi è un pout-purri di stile, avventura, emozioni viaggiando tra un mondo immaginario e l’altro, che difficilmente si può trovare in giro; inoltre il ricavato è devoluto alla Susan G. Komen Italia , associazione che lotta contro il cancro al seno, un argomento che mi sta molto a cuore. Qui un articolo, presto la recensione.



8)  All’ottavo “Frankenstein” di Mary 
Shelley. Uno dei primi horror gotici scritti da donne, letto molti anni fa; ho sempre avuto mota ammirazione per la Shelley che scrisse questo romanzo immortale da giovanissima. Chapeau.





7) “Harry Potter e la camera dei segreti" di J.K. Rowling. Non poteva mancare l’autrice di HP, che mi ha stupito per la sua capacità di costruire una storia disseminando indizi che s’intrecciano tra loro alla perfezione, perfetta in questo secondo importante capitolo della serie.



6) “Intervista col vampiro” di Anne Rice. La signora dei vampiri (quelli veri) è lei. ‘nuff said. 







5) “Sono profondo” di Banana Yoshimoto.
Non è proprio di genere fantastico ma l’elemento paranormale , soprannaturale che irrompe nelle vite delle persone è sempre presente in Banana. Ne ho letti tanti suoi, questo rimane il mio preferito per la capacità di affrontare temi difficili in modo  delicato ed emozionante.





4) “Lavinia” di Ursula LeGuin. Un meraviglioso e complesso affresco di genere
storico/mitologico/fantastico sulla mitologica seconda moglie di Enea e sul suo mondo lontanissimo e misterioso. Questo se la batte col terzo classificato, diciamo che sono a pari merito:





3) “Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood. Letto
dopo aver visto la prima stagione della serie tv The Handmaid's tale, mi ha stupito per la modernità (un libro dell’85...) e la capacità di incantare il lettore col suo stile in prima persona , tempo presente. Qui la recensione incrociata con il telefilm. 





2) “La Torcia” di Marion Zimmer Bradley. Il primo libro di genere storico/mitologico/fantastico che ho letto, e fu subito amore. La vicenda della guerra di Troia (con ovvie invenzioni e differenze dal testo originale)  dal punto di vista di Cassandra . 



1)   In prima posizione “Le nebbie di Avalon” di Marion Zimmer Bradley. Il libro che preferisco in assoluto all time, quello che mi ha aperto le porte al genere fantasy. La vicenda di Re Artù e i suoi cavalieri narrato dal punto di vista della Fata Morgana. Capolavoro assoluto.



Che ne dite? …
Spero di avervi suggerito qualche titolo che magari non conoscevate, anche se la maggior parte  di quelli che ho citato sono romanzi celeberrimi.

Alla prossima, amici lettori, e scusate il font ballerino, non so cosa sia successo :( Misteri di Blogger!