Libri, film, fumetti, cartoni animati, serie tv, ma anche il passato e la Storia: sono infiniti gli Universi in cui navigare e perdersi, mondi di fantasia oppure realtà che si confonde col mito e la leggenda.
Un'avvincente serie tv distopica e post apocalittica
Cari fantascientifici,
Silo è una serie tv tratta dai romanzi di Hugh Howey,
Whool, Shift e Dust, che non ho letto ma vorrei rimediare, chissà in quale vita.
La serie è ambientata in un silo interrato e
lunghissimo, 140 piani e nessun ascensore (comunicare è difficilissimo e
faticoso) dove vive ciò che resta dell'umanità, retta da un governo dittatoriale che ha rimosso ogni ricordo del
passato; non si sa perché i sopravvissuti sono lì esattamente, cosa sia successo, chi ha
costruito il silo, le informazioni sono scarsissime: la cultura, i libri non
esistono più.
Chi traffica in oggetti proibiti, e non solo, viene condannato ad
“andare fuori” e morire, mentre tutti guardano da uno sporco finestrone che dà
sull’esterno.
Ma sarà veramente così?
Juliet (Rebecca Ferguson) è la protagonista, una
tenace sceriffa, ex meccanica, che cerca di investigare e scoprire la verità,
mentre indaga su un omicidio.
Un’azzeccata fotografia ci restituisce un mondo grigio
e marroncino, con pochissimi sprazzi di colore.
Gli attori sono nella parte, specie la protagonista Rebecca Ferguson.
La claustrofobica serie è molto avvincente, con un finale a
sorpresa. Manca di qualche spiegazione, forse per velocizzare la storia, per
questo credo sia necessario leggere i romanzi per avere qualche chiarimento in
più.
Questa distopia, come la miglior fantascienza,
mette in guardia da un futuro possibile: stiamo distruggendo il pianeta? Chi ci
governa manipola l’informazione? Perchè è importante la cultura?
La seconda stagione è stata confermata, non vediamo
l’ora di vederla anche se la produzione è stata interrotta dallo sciopero degli
sceneggiatori e non abbiamo notizie sulle date, anzi se ne sapete qualcosa scrivetelo nei commenti!
Recap
Titolo: Silo
Genere: fantascienza, distopia, post-apocalittico
Stagione: 1- segue
Puntate: 10
Produzione: USA
Rete di trasmissione in Italia: Apple Tv+
Main cast: Rebecca Ferguson, Tim Robbins, Avi Nash, Davis Oyelowo, Rashida Jones
Ahsoka,
Lo spin-off di the mandalorian è ai livelli della serie madre
La stagione 1 di Ahsoka
in realtà sarebbe prima di tutto un sequel della serie animata Rebels, che non
ho visto, ma è anche uno spin-off di TheMandalorian: abbiamo visto apparire
Rosario Dawson nei panni della Jedi durante la seconda stagione delle avventure
del Mando.
In
effetti non è una vera Jedi, non ha completato l’addestramento e si è
distaccata dall’Ordine, spesso troppo dogmatico; nonostante ciò ha un’allieva, Sabine
Wren, che è anche una delle pochissime mandaloriane ad avere poteri Jedi.
Insieme
a Hera Syndulla cercano di fermare una minaccia proveniente dal passato, ovvero
dal Jedi rinnegato Baylan Skoll (Ray Stevenson, recentemente scomparso) non ancora
del tutto Sith, e dalla sua allieva più malvagia Shin Hati, dagli occhi da
pazza; le cose si complicano con la presenza delle Streghe rosse di Dathomir e
del grande ammiraglio imperiale Thrawn (Lars Mikkelsen). Questi personaggi
danno alla serie quello spunto horror/vampiresco che ispirato a personaggi
della saga cinematografica come il conte Dooku o Palpatine stesso.
Ma
il fulcro della vicenda è un altro: i rapporti tra allievo e maestro.
Ahsoka
è infatti ex allieva ribelle di Anakin, lui stesso ribelle, e i flashback
riportano Hayden Christensen sullo schermo; cè poi il rapporto tra Ahsoka e
Sabine, e quello tra Baylan e Shin.
Molto
girl power!
Non
mancano combattimenti, inseguimenti, comparsa di altri personaggi da Rebels,
qualche battuta in mezzo a tanti drammi, e il cast è di altissimo livello, c’è
pure David Tennant!
In
definitiva, un’ottima serie, molto starwarsiana, ben sceneggiata, non manca
qualche colpo di scena anche se la trama è semplice ma di buona struttura.
Aspettiamo
con ansia la seconda stagione, che è stata confermata dai boss Disney.
Recap
Titolo:
Ahsoka
Genere:
fantascienza, fantasy
Stagione
1 (segue)
Puntate:
8
Produzione:
Disney-USA
Rete
di trasmissione in Italia: Disney+
Main cast: Rosario Dawson, Hayden
Christensen, Ray Stevenson, M. Elizabeth Winstead, Natasha Liu Bordizzo, Ivanna
Sakhno, Lars Mikkelsen, David Tennant
Un fantasy classico molto avvincente di buona
realizzazione
Cari fantasyosi,
la prima stagione di La ruota del tempo,
tratta dai romanzi di Rick Riordan terminata daBrandon Sanderson (15 volumi, che io non ho letto ma intendo farlo, in
una vita o nell'altra), è un fantasy classico con tutti i tropoi del genere:
mondo magico medievaleggiante, prescelto, mentore, signore oscuro vs i buoni
ecc, realizzato in maniera molto buona risultando interessante e coinvolgente.
quindi gli amanti del genere andranno in
visibilio (tra l'altro dicono che sia abbastanza fedele al libro 1 della saga
che i fans del genere avranno senza meno letto), mentre chi cerca più
originalità si rivolga altrove.
La trama è appunto semplice: le maghe Aes
Sedai, nello specifico Morraine, devono trovare il drago rinato, che dovrà
sconfiggere il Tenebroso, e il prescelto è uno di 5 giovani che vivono in un
ameno villaggio. Nel mentre i trolloc (gli orchi di questo sistema magico)
iniziano a distruggere cittadine e mietere vittime. La compagnia dei 7 (Morraine
ha un protettore stile samurai) si dirige alla città sacra della Aes Sedai,
incontrando vari ostacoli sul suo cammino che comunque sono utili per mostrarci
il carattere dei personaggi e a farci addentrare in questo sistema magico, ove
vige una forza che le donne incanalano, mentre gli uomini no, o meglio sì ma
impazziscono, a causa si ciò che successe nell'era precedente.
Nella seconda parte della stagione, oltre a
scoprire chi è il Drago rinato, ma ci sono diversi colpi di scena, il più
sconvolgente proprio verso la fine, dove alcune scene sembrano sovvertire il
tutto, facendoci intuire che la Ruota del tempo gira in maniera strana…
La serie ha 10 puntate, poteva averne un paio
di più ma è stata girata in tempo di Covid e i accontentiamo, tanto la stagione
2 è già uscita e presto ce la spareremo.
Molto bravi gli attori, eccellente Rosamund Pike nei panni di Morraine;
bellissimi i costumi e le scenografie, mentre gli FX lasciano un po’ a
desiderare, soprattutto i Trolloc che sono proprio mal realizzati, si muovono
in modo poco fluido.
Nel complesso una bella serie che mi ha fatto
venir voglia di leggere i libri, come dicevo su.
Recap
Titolo: La ruota del tempo
Genere: fantasy
N. di stagioni 1+1
N. di puntate: 8
Rete di trasmissione: Prime
Produzione: USA
Main cast: Rosamund Pike, Daniel Hennay, Marcus Rutheford, Kate Fleetwood, Alvaro Morte
Terminate
le ferie (per voi, io ho lavorato!), inauguriamo l’anno con un bell’articolo
sulle serie tv più attese del 2024, in ordine di uscita ipotetica.
Per chi capitasse qui per la prima volta: diamo particolare evidenza alle serie di genere fantastico!
1)Avatar,
la leggenda di Aang: live action su Netflix il 22 febbraio
2)The Walking dead, the ones who love, ovvero lo spin off con Rick e
Michonne, il 25 febbraio.
3)Il
problema dei tre corpi, serie fantascientifica tratta dal romanzo di Liu Cixin
e adattata dal duo Weiss/Benioff, il 21 marzo su Netflix.
4)House of the dragon 2, periodo estivo.
5)Wednesday
2, verso ottobre.
6)Stranger
Things 5, su Netflix, data ignota
7)Squid
game 2, su Netflix, data ignota
8)The
Acolyte, altra serie tv della galassia Star Wars, su Disney+
9)Daredevil:
Born again, con Charlie Cox, verso fine anno, su Disney+.
10)The Penguin con Colin Farrell, sempre verso fine
anno.
Non
sappiamo se farà in tempo ad uscire nel 2024 Blade Runner 2099, prodotto da
Ridley Scott; aggiungo
fuori lista anche True detective: Night country, in cui ci sarà anche Jodie
Foster e sarà ambientata in Alaska, in uscita il 14 gennaio su Netflix.
Ce
ne saranno sicuramente mote altre, intanto scaldiamo i telecomandi/gli
streaming con questi!
La terza stagione della serie tratta dal
fumetto francese Transpercerniege
Non è facile recensire questa stagione senza
spoilerare, sarà quindi una short review...più short del solito!
La serie riprende da uno snodo interessante:
sarà sopravvissuta Melanie? Layton, ormai a capo del treno, riesce a staccarsi
dalla Big Alice e inizia la ricerca della donna; nel mentre, i vari personaggi
continuano a cercare di sopravvivere sul treno, intrecciano nuove relazioni,
proseguono colpi di scena e tradimenti vari.
A un certo punto compare un nuovo personaggio
che dà l’input a Layton per cercare un punto caldo nel corno d’Africa, grazie
anche a delle visioni che lui inizia ad avere (c’è anch3 una puntata onirica, la
3x07); ma sarà vero o no? Senza conoscere la risposta, Andre utilizza questa
speranza per tenere vive le speranze di tutti coloro che vivono sul treno,
ormai allo stremo delle forze. In pratica mente, e qui ritorniamo a Melanie, a
Wilford e a tutti coloro che sono stati a capo dello Snowpiercer, lungo 1029
carrozze (variabili): i leader alla fine dicono bugie, buoni o cattivi o
neutrali che siano. Interessante riflessione.
Riusciranno i nostri eroi nl loro intento?
La serie a me è piaciuta, nonostante qualche
ripetitività o sottotrame risolte un po’ alla carlona, e quando ho scoperto che
la quarta stagione, inizialmente rinnovata, è stata invece cancellata mi è
preso un colpo! Non è facile lasciare così questo mondo e i suoi personaggi, anche
se comunque il finale potrebbe anche esserci anche se non si risolve tutto
tutto, restano cose in sospeso.
Spero in un ripensamento! Al limite mi consolerò leggendo il fumetto!
Recap
Titolo: Snowpiercer
Genere: post apocalittico, fantascienza
N. di puntate: 10+10+10
Produzione: USA
Rete di trasmissione in Italia: Netflix
Main Cast: Jennifer Connelly, Daveed Diggs, Sean Bean, Mickey Sumner, Alison Wright
Un excursus sulle 10 stagioni della serie antologia horror
Cari
serie tv addicted,
ero
indecisa se scrivere o no la short review di AHS 10, in quanto non avevo
recensito nessuna delle stagioni precedenti, benchè le abbia viste tutte.
Ho
deciso quindi di fare prima un mini-riassuntino critico delle 9 stagioni
precedenti.
American
horror story è una serie antologica iniziata nel 2011, le cui 10 stagioni sono
interpretate da più o meno gli stessi attori in ruoli differenti, tutte con
diverso argomento e ambientazione, ma come scopriamo a un certo punto, sono in
qualche modo tutte collegate tra loro.
Stagione
1: Murder house
Una famiglia in crisi, Ben, Vivian e la figlia Violet, si
trasferiscono in una casa a Los Angeles del 1922, in cui sono avvenuti macabre
morti. Qui, mentre la famiglia conosce stranissimi vicini di casa, iniziano ad
avvenire fenomeni inquietanti, fino al tragico epilogo. La serie pone le
fondamenta per tutta la saga, ha riscosso un giusto successo in quanto ben
realizzata, sebbene a tratti noiosa.
Stagione
2: Asylum
La serie inizia nel 1964, in
Massachissets, e prosegue negli anni fino al 2013. Suor Jude, una ex cantante
alcolizzata che aveva investito una ragazza uccidendola, dirige un manicomio
criminale con monsignor Howard, il sadico dott. Aden e un’altra giovane suora a
tratti posseduta. La giornalista Lana Winters si introduce nel macabro
manicomio per intervistare un serial killer, ma viene scoperta e fatta
ricoverare dalla perfida suor Jude. Qui la situazione precipita, tra assassini,
alieni e demoni vari.
La
migliore stagione in assoluto, per idee, crudeltà, intreccio e realizzazione, e
anche grazie all’interpretazione degli attori, tra cui spicca Jessica Lane nel
ruolo di Suor Jude.
Stagione
3: Coven
La serie, ambientata in Louisiana nel 2013, è incentrata su una
scuola per streghe, in cui avvengono tremendi rituali; la Suprema, che non vive
con loro, cerca colei che le succederà per ucciderla, questo darà via a una
serie di avvenimenti in cui risaltano riti di resurrezione voodoo e gare di
magia. Una serie mediocre con tratti interessanti.
Stagione
4: Freak Show
Ambientato nel 1952, la serie segue le vicende di un circo di
freaks, tenuto da Elsa Mars, una donna a cui un nazista amputò le gambe in uno
snuff movie. Tra essi si aggira un clown serial-killer; la situazione precipita
quando questi incontra Dandy Mott, un ragazzo viziato e psicopatico figlio di
un’altra squilibrata, la ricca Gloria. Questa stagione è ricca non solo di
personaggi a cui ci si affeziona, ma anche di avvenimenti e colpi di scena; una
stagione ben riuscita e molto moto sanguinolenta.
Stagione
5: Hotel
Una intricata storia di vampiri e fantasmi ambientata nell’Hotel
Cortez di Los Angeles, tra il 1925 e il 2022, caratterizzata dala presenza di
Lady Gaga nei panni della vampira Contessa. Si segnalano due collegamenti, con
la stagione Coven per la presenza della strega Queenie e con la stagione Murder
House, per la presenza della medium Bille Dean Howard. Una delle stagioni
peggiori della serie, tediosa all’inverosimile e a tratti assurda.
Stagione
6: Roanoke
La
stagione è ambientata nel 2015 e nel 2016. All’inizio assistiamo alla vicenda
di una famiglia che da Los Angeles arriva in North Carolina e si stabilisce in
una casa colonica. Qui avvengono una serie di misteriosi e drammatici fatti che
terminano in sparizioni e omicidi, causati dallo spirito della Macellaia in
combutta con una turpe famiglia di cannibali.
In
seguito a un plot-twist, si scopre che erano attori, e l’anno dopo tornano
nella casa per il sequel, solo che una di loro è schizofrenica e crede davvero
di essere la Macellaia…
Una
serie contorta, non particolarmente entusiasmante ma molto splatter.
I
link alle altre stagioni si limitano a un richiamo alla 1 e alla 2, con
un’intervista televisiva di Lana Winters a uno dei personaggi.
Stagione
7: Cult
Nel
2016 Kai segue con angoscia l’elezione alla presidenza di Trump. Questo le fa
emergere tutte le sue paure e alla fine fonda una setta in cerca di vendetta e
morte.
Questa
stagione è peggio della 5, direi la peggiore in assoluto per inconsistenza e
banalità.
Stagione
8: Apocalypse
Dopo
aver toccato il fondo, la serie antologica risorge con questa stagione, che
sarebbe stata perfetta come stagione finale, essendo un crossover delle varie
stagioni.
Si
parte da Michale Langdon, nipote della Landon di Murder House, lì nato nel 2011
e malvagio assassino sin da bambino; in seguito si unirà a una setta di
stregoni per scatenare l’apocalisse. La strega suprema Cordelia (Coven) crede
che il ragazzo porterà alla salvezza, visto che fa risorgere tutte le streghe
della sua congrega, e quando se ne avvede è troppo tardi.
Nel
plot twist, lei e altre persone si trovano in un rifugio segreto, dopo
l’apocalisse nucleare scatenata da Michael. Qui cercano il modo di sopravvivere
e combattere per far tornare il mondo come prima, unendo le forze magiche.
Finale
interessante che poteva anche essere definitivo.
Invece
no.
Stagione
9: 1984
Un
po’ a sorpresa, i produttori ci propongono una nuova stagione, 1984, forse
sull’onda della nostalgia verso gli anni ’80 di quel periodo. Siamo in un
campeggio in cui avviene una classica strage a opera di qualche pazzoide; nel
1989 decidono di riaprire il campeggio per un concerto rock proprio ad
Halloween, ma in giro ci sono ancora fantasmi del passato…
Iniziata
bene, finisce nella banalità più totale.
Stagione
10: Double feature
E
veniamo alla serie in oggetto, la 10. Per questa serie gli sceneggiatori hanno
deciso di dividere in due racconti le puntate a disposizione. La parte prima,
Red tide, è ambientata ai giorni nostri, in una cittadina di mare in inverno,
dove uno scrittore in cerca d’ispirazione, sua moglie architetta e la loro
figlia violinista decidono di passare del tempo. Presto incontreranno strane
figure simili a zombi vampirosi, ma soprattutto due famosi scrittori che
passano lì gli inverni a scrivere successi letterari e televisivi. Costoro
offriranno all’uomo una pillolina nera, che darà il potere della iper
creatività, ma solo ai talentuosi. Gli altri verranno trasformati in quelle
creature zombesche.
Al
di là dell’assurdità della cosa, questa metà della stagione mi è piaciuta,
offre spunti di riflessione molto interessanti sul talento, sui rapporti
interpersonali quando si possiede il dono dell’arte (o si crede di possederlo),
e soprattutto in questi casi ci si distrugge inseguendo sogni di grandezza, non
accettando la mediocrità.
La
seconda parte, Death Valley, è ambientata in parte negli anni ’50 e in parte ai
giorni nostri. Nel 1954 il presidente Eisenhower incontra nel deserto la
pioniera del volo Earhart, sparita nel 1937, giovane e incinta. Poco dopo alla
base militare una donna posseduta da un alieno uccide tutti; il presidente
scopre che gli alieni stanno colonizzando la Terra e fa un patto con loro. I
protagonisti dei giorni nostri sono un gruppo di giovani che fanno una gota
nello stesso deserto, ma ora l’invasione aliena ha inizio.
La
parte anni ’50 è interessante e orrorifica, mentre quella attuale è ai limiti
del trash per quanto sia inguardabile.
Consiglio
quindi la visione solo della prima parte.
Nel
mentre è uscita anche la stagione 11, che devo ancora vedere ma aspetterà un
po’, vista la mole di serie ganze che ci sono in questo periodo. Circa la
trama, NYC è ambientata nell’81, nell’87 e nel ’91, ed è ambientata nella
comunità gay alle prese con l’HIV e un serial killer.
Ma
non solo!! La stagione 12 è stata confermata, si chiamerà Delicate ed è tratta
da un libro, Delicate condition di Danielle Valentini: tema, una gravidanza e
una figura sinistra. Una sorta di Rosemary’s baby in chiave contemporanea e
femminista.
Rete
di trasmissione in Italia: Fox (Sky), Disney +
Main
cast: Evan Peters, Dylan McDermott, Zachary Quinto, Sarah Paulson, Lily Rabe,
Jessica Lange, Taissa Farmiga, Kathy Bates, Emma Roberts, Angela Bassett,
Michael Chiklis, Lady Gaga, Finn Witrock, Billie Lourd
Il ritorno sul piccolo schermo di Mercoledì Addams, firmata da Tim Burton
Cari
telefilm- dipendenti,
Mercoledì,
la serie diretta da Tim Burton (i primi 4 episodi) con Jenna Ortega ha
suscitato molte opinioni contrastanti: c’è chi l’ha definita un capolavoro, chi
una ciofeca per la sua banalità e gli scopiazzamenti.
Una
sana via di mezzo: è una serie molto carina, avvincente, molto sopra le righe
che rimane di fondo un teen drama ambientato in una scuola per ragazzi
speciali- sì, l’ennesima. Vero, è ormai un cliché, ma i teen freak (o “super”
che dir si voglia) rendono molto bene in un contesto scolastico, che si rifà ai
college inglesi/americani.
La
protagonista è un personaggio unico. A molti è risultata odiosa e
insopportabile, ma è proprio per questo che l’interpretazione della Ortega è
perfettamente riuscita. La sua Mercoledì è una ragazza molto goth, amante del
macabro, solitaria e asociale che nel contempo sembra saper fare tutto: tirare
di scherma, suonare il violoncello, scrivere, combattere… sicuramente meno
umoristica della sua predecessora cinematografica interpretata da Christina
Ricci, che qui interpreta un altro personaggio, la prof. di erboristeria. Non mi trovo d'accordo neppure con chi l'ha criticata perchè piatta: questo tipo di personaggi è piatto di default: avete forse visto nelle serie o nei film delle modifiche alla loro personalità rilevanti? No, e anzi qui un po' di cambiamento tra l'inizio delle puntate e la fine c'è.
Questa
Mercoledì o la ami o la detesti. Io la prima!
Arrivata
alla Nevermore, obbligata dalla famiglia, si trova presto in un thriller a
carattere soprannaturale che coinvolge la vicina cittadina di Jericho; alla
trama thriller si aggiungono i tipici drammi adolescenziali, amorosi e di altro
tipo, che caratterizzano le produzioni dedicate ai teen agers (o giù di lì).
Alla fine si scoprono anche dettagli sul passato di Morticia, che studiò in questo
college, e Gomez, e sulla loro love-story.
È
una serie avvincente, frizzante, sicuramente non un capolavoro, ma c’è una
scena che in effetti lo é. Quella in cui Mercoledì danza alla festa scolastica!
Ovviamente nella sceneggiatura ci sono passaggi altamente scontati, soprattutto per chi mastica di
televisione da anni, ma i colpi di scena non mancano.
Jenna
Ortega è supportata da un buon cast, su cui spicca l’interpretazione di
Gwendolyne Christie, che, smessi i panni di Brienne di Tarth nel Trono di
spade, passa a interpretare l’ambigua direttrice del collegio. La famiglia di
Mercoledì si vede poco, ma sicuramente Catherine Zeta-Jones è perfetta nel
ruolo di Morticia. Gomez invece è interpretato da un Luiz Guzman ancora più
brutto del solito, e questo ha suscitato polemiche perché gli interpreti
precedenti avevano tutti un certo charme; in realtà, nelle strips originali, il
personaggio era davvero bruttissimo, diciamo quindi che la scelta è stata
attinente.
Immancabile
Mano, che segue la ragazza al college!
Un’altra
critica che ho letto è proprio al regista, Tim Burton. Non si può certo pretendere che un
regista replichi in ogni opera i suoi masterpiece, ma io ci ho visto molto di
lui in questa serie: innanzitutto l’amore per i freaks e i reietti in generale,
poi la grafica dei mostri e infine la cura per i dettagli dark, che in tv non
possono essere come quelli del grande schermo, ma ci sono.
L’abbigliamento
di Mercoledì è perfetto, così come le scenografie: indimenticabile la camera
che la protagonista divide con la compagna di stanza Enid (Emma Myers), una
licantropetta che non sviluppa i suoi poteri e che ama i colori, gli arcobaleni
ecc., insomma l’opposto di Mercoledì!
La
serie è autoconclusiva, ma c’è un finalissimo che rimanda alla prossima
stagione, confermata da Netflix.
Suggerisco
la visione a tutti, adulti e ragazzi, vi divertirete! L’horror non è troppo
horror, è più un fantasy-horror (per chi avesse paura di spaventare i pargoli).
Recap
Titolo:
Mercoledì (Wednesday)
Genere:
fantasy, horror, teen drama
Stagioni:
1-segue
Puntate:
8
Rete
di trasmissione in Italia: Netflix
Regia: Tim Burton (p.1-4)
Main cast: Jenna Ortega,
Catherine Zeta-Jones, Luiz Guzman, Gwendolyne Christie, Christina Ricci
La seconda stagione della serie tv storico-fantasy sulle origini di Roma colpisce nel segno
Cari fanta-storici,
A-D-O-R-O questa serie TV sempre di più!
L’unione di Storia e Fantasy mi manda in visibilio, soprattutto se si tratta di storia antica, di rielaborazioni di miti, delle nostre origini che si perdono nel mito.
In questa seconda stagione di Romulus, come mi aspettavo, appare Tito Tazio, il re dei Sabini.
Ma è molto differente da come me lo sono sempre immaginato: qui è proposto come un giovane efebico, crudele e spietato, che si ritiene figlio del dio Sancos (ottima ricostruzione mitologica: era una divinità italica assai venerata nell’VIII/VII sec a.C.) e si avvale dell’aiuto di tre donne veggenti, tre sacerdotesse mascherate che interpretano il volere del dio osservando i fulmini (altro preciso richiamo storico-mitologico). Tra i suoi guerrieri troviamo Amulio, fuggitivo nel finale della stagione I.
A Roma invece i due “fratelli” Yemos e Wiros iniziano a non andare d’accordo. La guerra con i Sabini è alle porte, ma uno vuole combattere, l’altro non è convinto: preferisce la salvezza della sua gente, secondo il volere della dea Rumia, all'onore della nuova città.
Questa la trama in cui vengono reinterpretati fatti mitologici come il ratto delle Sabine, l’amore tra Romolo e Ersilia, la figura di Acca Larentia, la fine di Alba Longa, la (presunta) divinità di Romolo, il duello tra i due re ( tutti sapevamo dovesse accadere, non è spoiler eh!!)
La narrazione procede sempre in bilico tra realismo e fantasia, lasciando spesso il dubbio se gli avvenimenti che si snocciolano davanti ai nostri occhi sono paranormali o frutto delle manipolazioni umane.
L’ambientazione è ancora più curata rispetto alla stagione I, idem i costumi: la potenza visiva e la resa generale sono notevoli. Il protolatino come lingua è una scelta molto interessante sin dalla stagione I, però personalmente ho deciso di guardare questa seconda stagione in italiano, per la mia allergia ai sottotitoli!
Gli attori e le attrici sono sempre nel ruolo, offrendoci una prova anche molto fisica che non deve essere stata facile; gigantesca l’interpretazione di Emanuele Di Stefano nei panni di Tito Tazio.
Una serie imperdibile, una grande produzione Sky Original che non ha nulla da invidiare alle serie d’oltreoceano!
Spero vivamente che la terza stagione si faccia, perché sul mito di Roma c’è veramente molto da raccontare! Voci di corridoio dicono che si girerà l’estate prossima, per uscire nel 2024… aspettiamo notizie più concrete!
Recap
Titolo: Romulus II
Genere: storico, miti e leggende, fantasy mediterraneo, fantasy storico
N. di puntate: 10+8
Produzione: Italia (Sky)
Rete di trasmissione: Sky Original
Regia: Matteo Rovere
Main cast: Andrea Arcangeli, Francesco Di Napoli, Marianna Fontana, Emanuele Di Stefano, Vanessa Scalera, Valentina Bellè
nella 4a stagione di Stranger Things abbiamo assistito a un doppio passaggio:
dall’infanzia all’adolescenza dei protagonisti (anche a causa del lungo stop
alle riprese causato dalla pandemia) e da un mondo fantastico, sebbene pauroso,
all’horror vero e proprio.
Il
nemico paranormale contro il quale deve lottare il nostro gruppo di amici,
Vecna, stavolta è veramente terribile: compie infatti una serie di efferati
omicidi, e almeno all’inizio Undici è lontana e priva di poteri. Trasferitasi
con la famiglia a Los Angeles, subisce il bullismo dei coetanei e senza poteri
non riesce a cavarsela; li riacquisterà in seguito, anche se allo spettatore
rimane un senso di amaro in bocca perché la giovane non è riuscita a trovare
una dimensione senza le sue capacità paranormali. Invece ad Hawkins Will, Dustin
e Lucas si uniscono a un club di gamers, l’Hellfire club di Eddie, che verrà
accusato di essere l’assassino proprio per il fraintendimento dello scopo del
suo club: una chiara critica al mondo degli adulti che non ascoltano i giovani
e non capiscono il loro mondo. Il gruppetto più grande, Nancy, Johnantan e
Steve, collaborerà alla riuscita del piano, ma come personaggi nel corso della
serie perdono un po’ di spessore. Nancy e Murray invece hanno una sottotrama
distaccata dal plot principale: i due vanno in Russia per un’operazione di
salvataggio, ma le loro avventure tragicomiche spezzano in modo irritante il
filone principale e appaiono inutili nello svolgimento generale.
Importantissimo
in questa stagione lo svelarsi del passato di Undici, che scopriamo tramite
flashback.
Le
puntate sono solo 7, ma sono molto più lunghe del normale, l’ultima addirittura
più di due ore! Questo offre un tocco cinematografico alla serie; inoltre la
produzione non ha lesinato in CGI, a livelli quasi da film.
Oltre
alla qualità degli effetti speciali, non si può non citare la colonna sonora
(es i Metallica e Kate Bush) e il citazionismo di classici del passato anni '80,
soprattutto Stephen King, che lo spettatore più attento ritroverà in diverse
occasioni.
Nel
complesso, una serie spettacolare, nonostante qualche scelta a livello di
sceneggiatura avrebbe potuto essere migliore.
La
5° e ultima stagione uscirà nel 2024, e il titolo del primo episodio sarà The
crawl.