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mercoledì 17 maggio 2023

RECENSIONE: CHIMAIRA DI VALERIO M. MANFREDI

 

Un thriller archeologico che vira al soprannaturale

 

 

 


 

 

Cari lettori,

 

Chimaira è un thriller paranormale di Valerio Massimo Manfredi, pubblicato nel 2001 da Mondadori.

 

La trama:

 

Al museo di Volterra il giovane archeologo Fabrizio Castellani sta cercando di svelare il mistero racchiuso nella statuetta etrusca "L'ombra della sera", quando inquietanti telefonate gli "consigliano" di lasciar perdere. Nel frattempo nei boschi circostanti la necropoli vengono rinvenuti cadaveri di persone sbranate da una terrificante belva. Fabrizio è convinto che tutto sia frutto di un'ira implacabile dalle lontanissime origini. E da archeologo si fa detective del passato.


I misteri iniziano sin dalle prime pagine del romanzo, quando l’archeologo Castellani arriva a Volterra e iniziano una serie di eventi terribili: una creatura che sembra uscita dall’Ade sbrana gente, telefonate angoscianti nel corso della notte, scoperte di tombe intatte, tombaroli, maledizioni su tavolette (defixiones)…

 VMM in questo romanzo riesce a mettere insieme diversi elementi con maestria: l’archeologia, il furto di beni culturali, il thrilling e il paranormale, il tutto condito da un’immancabile storia d’amore tra il protagonista e una sua collega, Francesca. Non manca il commissario dalle maniere sbrigative, Reggiani, e un excursus nel passato etrusco della città di Volterra.

 

Il romanzo nella prima parte distribuisce accadimenti e indizi; nella seconda, molto più avvincente della prima, tutti i vari pezzi iniziano a combaciare, proprio come le parti in cui è stato frammentato un importante elemento archeologico. Tra scene d’azione, creature mostruose, ambientazioni sotterranee tutto si ricompone fino a giungere alla soluzione.

 

Molto scorrevole, ha anche il merito di avvicinare i non adepti alle pratiche archeologiche, anche se da vent’anni a questa parte molta tecnologia si è evoluta.

 

Consiglio il romanzo a tuti gli appassionati di archeologia e di thriller, ma che non disdegnino l’elemento paranormale. È disponibile in una nuova edizione, quelle precedenti si trovano su ebay e su altri siti di usato.

 

 

 Recap

 

  • Titolo: Chimaira
  • Autore: Valerio Massimo Manfredi
  • Genere: thriller, archeologia, paranormale
  • Editore: Mondadori
  • Anno di uscita: 2001
  • N. di pagine: 246
  • Prezzo: € 10,92, ebook € 7,99
  • Link: Amazon

 

giovedì 12 maggio 2022

BLOGTOUR: L'ALBA DEL DIO FALCO DI STEFANO SANTARSIERE

 


Oggi partecipiamo al blogtour dedicato a L'alba del dio falco di Stefano Santarsiere edito da Altre Voci edizioni, un thriller tra archeologia, storia e mito.

Nella tappa odierna conosciamo meglio l'autore e lo intervistiamo.

Stefano Santarsiere è nato il 21 luglio 1974.  


Vive a Bologna e lavora nell’amministrazione dell’Università. Nel 2005 esce il suo primo romanzo L’arte di Khem (Pendragon). Fra il 2007 e il 2011 pubblica racconti in varie antologie e, nel 2011, il secondo romanzo Ultimi quaranta secondi della storia del mondo (Abelbooks), con il quale si aggiudica il primo premio al concorso Casa Sanremo Writers 2012. Ha diretto il cortometraggio Scaffale 27, vincendo il premio di miglior corto nel contest Complete Your Fiction 2012. A maggio 2014 esce per Il Giallo Mondadori il racconto Tre passi per guarire scritto insieme a Francesco Ravioli e Alice Rugiero. Con Newton Compton ha pubblicato il suo terzo romanzo La mappa della città morta (2016), a cui sono seguiti I guardiani dell’isola perduta (2017) e Il mistero della reliquia dimenticata (2018).


1)  Quando è nata l'idea della trama di L'ALBA DEL DIO FALCO e qual è stata la molla che ti ha fatto venire voglia di raccontare questa storia?

Qualche anno fa leggevo un libro su Aleister Crowley e mi sono chiesto come sarebbe stato se le sue teorie magiche si fossero incontrate con la tecnologia, trovando in essa un’inattesa conferma. Poi, come sempre, la storia si è costruita strato dopo strato, nel tempo.

 

2) Ci racconti brevemente di cosa parla?

È la storia di due indagini parallele, quella dell'ispettore di Polizia Aldo Imbonati, della Questura di Bologna, e quella di Charles Fort - pseudonimo di un giornalista bolognese titolare di un famoso sito internet che si occupa di notizie misteriose. La prima prende avvio da un suicidio eccellente, che pare collegarsi a episodi analoghi avvenuti in Europa; la seconda è motivata dall'arrivo improvviso a casa del giornalista di una collaboratrice del sito, Roberta Fantini, che ha scoperto casualmente una piattaforma software nascosta all'interno di un videogame, e da quel momento è inseguita da due killer (gemelli albini di origine slava). La ragazza chiede aiuto al giornalista ma attira i sicari sui due protagonisti. Comincia così una caccia all'uomo in cui Charles Fort e Roberta devono contemporaneamente sfuggire agli assassini e scoprire il più possibile su un inquietante simbolo egizio che sembra collegato alla loro vicenda, mentre le indagini di Imbonati sulla vita segreta del suicida lo conducono a Cefalù, sulle tracce del famoso occultista Aleister Crowley, che proprio nella cittadina siciliana aveva fondato la sua 'comune magica'.

Non dico altro, altrimenti rischio di scivolare nello spoiler…

 

3) Quali sono i personaggi principali che conosciamo durante la lettura del romanzo?

Naturalmente Charles Fort, con la sua riluttanza iniziale a farsi carico dell’avventura in cui è coinvolto, pur scrivendo regolarmente di misteri nel suo sito. E poi Roberta, con le sue fragilità e in perenne rischio della vita. L’Ispettore della Questura di Bologna Aldo Imbonati, con la sua umanità, il Ventolin sempre a portata di mano e il suo intuito da vecchia volpe. I fratelli Leko, i due spietati gemelli albini. Non aggiungo altro, per non fare ingiustizia al romanzo…

 

4) Il protagonista è un "volto noto" per i tuoi lettori. Ci dici qualcosa su di lui?

Charles Fort è il protagonista di due precedenti libri. La mappa della città mortae I guardiani dell’isola perduta, entrambi editi da Newton Compton Editori. Nel primo, il nostro è alle prese con una missione di recupero nel cuore della foresta amazzonica, nel secondo scende nelle profondità marine per incontrare delle misteriose creature anfibie…

 

5) Hai definito L'ALBA DEL DIO FALCO un romanzo adrenalinico, sorprendente e spietato. Ci spieghi perché?

Per il ritmo vertiginoso, per la quantità di colpi di scena, e perché pone di continuo i suoi protagonisti in situazioni apparentemente prive di via di uscita.

 

6) Una citazione del romanzo che trovi perfetta per descriverlo?

Quella iniziale, perché il romanzo è un omaggio all’intelligenza umana, alla forza di volontà.

‘Fa’ ciò che vuoi, così potrai essere’. Aleister Crowley.


Sinossi del romanzo:

Egitto, 1904: nel sito archeologico di Naqada viene rinvenuta la mummia del medico e mago Aiwass, un esponente del culto di Horus, famoso ideatore di un procedimento grazie al quale si poteva entrare in contatto con la dimensione eroica del dio falco. Nascosta nel lino che avvolge i piedi, viene trovata la descrizione del procedimento, che prevedeva l'utilizzo della torpedine del Nilo, una specie di anguilla elettrica. Ma il lino e il manufatto di metallo che serviva per il rituale vengono misteriosamente trafugati. Bologna, 2011: Charles Fort, giornalista bolognese esperto di notizie misteriose, sta tornando a casa dopo una giornata trascorsa tra le celebrazioni per un premio giornalistico, ottenuto grazie al sito La voce dei dannati. Davanti alla porta del suo appartamento trova Roberta Fantini, una sua ex collaboratrice. La ragazza è in pericolo di vita a seguito della scoperta di una piattaforma software nascosta all'interno di un videogame. Aldo Imbonati, ispettore della Questura di Bologna, è incaricato di indagare sulla scia di sangue che Charles e Roberta lasciano dietro di sé, nel tentativo di sfuggire a due spietati serial killer. Un'appassionante serie di avvenimenti porterà i protagonisti dalla Francia alla Scozia, dall'Italia agli Stati Uniti per fermare un folle progetto volto alla conquista del mondo.

Recap

  • Titolo: L'alba del dio falco
  • Autore: Stefano Santarsiere
  • Editore: Altre Voci
  • Genere: Thriller, mistery, storia, archeologia, miti e leggende
  • N di pagine: 475
  • Prezzo: € 16,90, ebook € 5,99
  • Link: Amazon


La prossima tappa, la recensione, si svolgerà il13 maggio sui blog Thriller storici e dintorni e Septem literary. Da non perdere!

 


venerdì 6 maggio 2022

SEGNALAZIONE: TUCHULCHA DI ENZO MILANO

 Un fantasy horror di ambientazione italiana





Cari lettori,

oggi parliamo del romanzo Tuchulcha di Enzo Milano, horror fantasy edito da Edikit di ambientazione italiana, ricco di folklore e misteri etuschi.


Un’ereditiera in fallimento; una guardia forestale in fuga dal suo passato; un’archeologa in cerca di rovine etrusche. Il piccolo paese di Montecastello è per tutti loro una grande opportunità, ma non sanno cosa li aspetta.

 

La vita monotona di Montecastello, piccolo paese dell’Appennino centrale, viene interrotta dall’arrivo di tre forestieri: Claudia Resegoni, un’ereditiera ormai in fallimento cui è rimasta solo un’oscura magione in quel borgo; Marta Orsini, un’ambiziosa archeologa in cerca del colpo grosso in carriera, e Raul Marino, un ispettore del Corpo Forestale dello Stato che si è fatto trasferire da Milano troppo in fretta.

Ognuno con propri obiettivi e speranze, e nessuno consapevole di cosa si celi davvero in quella località, i tre protagonisti si andranno presto a scontrare con un atipico folclore locale che pulsa nel profondo del bosco, dove pare ci siano delle misteriose rovine risalenti alla civiltà etrusca.

Un thriller in cui si confonderanno presto i ruoli di buoni e cattivi, e in cui chi sopravvive non è necessariamente il vincitore.



Conosciamo l'autore, Enzo Milano.

 

Enzo Milano nasce a Milano nel 1979 e ha al suo attivo diverse pubblicazioni di narrativa di genere. è stato pubblicato da case editrici quali Armando Curcio Editore, Eterea Comics&Books, Edizioni XII, dBooks ed Edizioni Imperium, oltre che in riviste e antologie.

Nel 2012 ha vinto il Premio di Letteratura Fantascientifica “Kataris”, mentre nel 2011 e nel 2013 è stato segnalato nei concorsi letterari “Una penna per Poe” e “Popoli Fantastici”.

Tuchulcha è il primo romanzo pubblicato con Edikit.


Recap:

  • Titolo: Tuchulcha
  • Autore: Enzo Milano
  • Editore: Edikit
  • Genere: Fantasy, horror, folklore, storia, miti e leggende
  • N. di pagine: 194
  • Data di uscita: 12 aprile 2022
  • Prezzo: € 15, ebook € 3,99
  • Link: Amazon


lunedì 26 ottobre 2020

RECENSIONE FUMETTO : ALESSANDRO MAGNO


 Un  fumetto della Mondadori Comics sul  grande eroe macedone e il suo sogno

 


Carissimi,

conoscevo già la  collana Histroica della Mondadori Comics, ma non conoscevo questa sottocollana dedicata alle biografie di personaggi storici famosi di tutte le epoche.  Tra i vari disponibili in libreria ho scelto questo su Alessandro Il Grande, e c’è da spiegare perché?

No, non è perché non lo conosco, ma perché è uno dei personaggi  più importanti della Storia, per certi versi ancora misterioso.

 

La graphic novel è incentrata sul “sogno” di Alessandro, su come è maturato e come è finito; occasione per raccontare i fatti è l’incontro a Menfi, nel 300 a.C., davanti alla statua del Macedone, di due uomini che lo hanno seguito nelle sue imprese, un oplita e uno scriba che era stato assistente di Callistene, colui a cui il condottiero diede il compito di scrivere le sue gesta.


La battaglia di Isso, mosaico situato al MANN (Napoli)

I due ricordano i fatti accaduti dall’arrivo di Alessandro proprio a Menfi fino alla sua morte, passando per  tutte le battaglie e gli accadimenti principali e soffermandosi soprattutto sulla volontà del Macedone di unire Greci e Persiani in un solo grande popolo, un’idea troppo avanti rispetto all’epoca.

Alcuni fatti poco spiegabili sono risolti in modo insolito dagli autori.

 

C’è quindi nella storia molto poco dei suoi rapporti personali , tipo con la moglie Rossane o con l’amato Efestione, essendo basata più che altro sulle sue gesta e sul pensiero che c’era dietro.

 

I disegni, di Antonio Palma, sono bellissimi, i personaggi ricchi di espressioni; l’assistente scriba è identico a Ben Kingsley!

Precise le ricostruzioni, le scenografie e i costumi, molto belli i colori pastellati, sabbiosi dell’Arancia studio.

Gli autori, Blengino e Goy, si sono avvalsi della consulenza storica di Paulin Ismard.

Ottima l’edizione, bella copertina che ritrae il sovrano in trono; alla fine c’è pure un riassunto storico della vita del condottiero, corredata da foto e illustrazioni.

Anche per chi già conosce la storia del Macedone, un albo imperdibile. Potrebbe essere dato da leggere nelle scuole, purtroppo i fumetti sono ancora troppo poco considerati.

 

Recap

  • Titolo: Alessandro Magno
  • Autori: Blengino, Goy, Palma, Ismard
  • Editore: Mondadori
  • Collana Historica biografie n. 18
  • Genere: graphic novel storico, biografia
  • Data di uscita: 2018
  • N. di pagine: 56
  • Prezzo: € 8,99
  • Link: Mondadori store

lunedì 24 febbraio 2020


SEGNALAZIONE: TRA OSTENTAZIONE E AUSTERITA'. LE TOMBE DI VEIO TRA IL VI E IL IV SECOLO A.C. di MARCO ARIZZA


Un interessante saggio scientifico sugli Etruschi appena uscito


Carissimi, riprendiamo i post culturali con la segnalazione del saggio di Marco Arizza, l'etruscologo a cui mi sono affidata per l'approfondimento storico del mio racconto "Il dono dell'aruspice" inserito in Oracoli.

Il volume presenta uno studio sull’architettura funeraria, sui corredi e sugli spazi del rito relativamente alle tombe dal territorio di Veio tra VI e IV secolo a.C. Attraverso la raccolta della documentazione di scavo inedita e d’archivio che integra quanto già noto nella bibliografia, l’autore presenta un corpus ragionato dei contesti funerari etruschi che rientrano nel campione; i dati, talvolta tra loro assai eterogenei, sono sistematizzati all’interno di un catalogo, ideato ad hoc, strutturato secondo la gerarchica: sito, tomba, unità funeraria, materiali. La grande quantità di informazioni processate ha permesso di formulare, in una apposita sezione del volume, alcune osservazioni di tipo tassonomico e statistico utili alla elaborazione e codificazione di una nuova e articolata definizione tipologica relativa ad una specifica architettura funeraria. Un capitolo è interamente dedicato all’ideologia e alle scelte legate al complesso sistema che la sepoltura rappresenta: il frutto di meccanismi socio-culturali che vedono fondersi le volontà autorappresentative del defunto e della sua famiglia e la partecipazione della comunità nell’accogliere e interpretare questa manifestazione. Le considerazioni conclusive delineano il quadro storico di riferimento nel quale si manifestano i fenomeni trattati, permettendo di avanzare delle ipotesi di ordine storico e sociale utili alla conoscenza della città etrusca di Veio.

Conosciamo meglio l'autore:

Marco Arizza è dottore di ricerca in Archeologia,
curriculum Etruscologia (Sapienza 
Università di Roma). È stato associato di ricerca presso l’Istituto di Studi sul Mediterraneo Antico del CNR e hébergé presso l’École Normale Supérieure di Parigi. Ha diretto indagini di scavo e progetti di ricerca a Roma e nell’Italia centrale; i suoi studi si concentrano sull’archeologia funeraria e i contesti santuariali, con particolare riguardo alle fasi preromane del Lazio e dell’Etruria. Lavora presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche ed è referente per le Scienze Umane e Patrimonio Culturale di CNR Edizioni; è membro di alcuni Comitati Editoriali e di Redazione di periodici scientifici dell’Ente. Si occupa inoltre di etica della ricerca nel campo dei Beni Culturali su incarico della Commissione per l’Etica e l’Integrità nella Ricerca del CNR. Ha organizzato incontri di studio e convegni internazionali ed è autore di numerosi contributi scientifici; ha curato il volume Società e pratiche funerarie a Veio. Dalle origini alla conquista romana (2019) e co-curato La scoperta di una struttura templare sul Quirinale (2015) e I dati archeologici. Accessibilità, proprietà e disseminazione (2018).

Ricapitoliamo.

Titolo: Tra ostentazione e austerità. Le tombe di Veio ta il VI e il IV secolo
Autore: Marco Arizza
Collana: Bibliotheca Etrusca
Editore: Arbor sapientiae
Genere: saggio 
Pagine: 440, illustrato
Prezzo: € 45
Link: sito dell'editore

mercoledì 24 aprile 2019




I  LIBRI  SIBILLINI ~ parte 1





Bentrovati amanti del mondo antico,  oggi parleremo dei Libri Sibillini. 
I Libri sibillini erano una raccolta di oracoli, forse redatti in lingua greca, che si trovavano sotto il tempio di Giove Capitolino, al Campidoglio.

Il basamento del tempio di Giove Capitolino,
si trova ai Musei Capitolini.
Ph by Alessandra Leonardi

Narra la leggenda che la Sibilla Cumana (per alcune fonti quella Eritrea; qui l’articolo di IUFsulle Sibille)  si recò dal re di Roma Tarquinio il Superbo offrendogli nove libri , ma il re rifiutò perché troppo cari; la donna ne bruciò tre, e il re rifiutò ancora; lei ne bruciò altri tre e offrì al re i tre rimasti, ma al prezzo iniziale. Il re  accettò.

Tarquinio il Superbo evita la distruzione degli
ultimi tre libri


Così riferisce Servio  Grammatico, esegeta dell’Eneide di Virgilio:

«I responsi Sibillini che, come prima abbiamo detto, è incerto da quale Sibilla siano stati scritti, sebbene Virgilio li attribuisca alla Sibilla Cumana,  e Varrone invece all'Eritrea. Ma consta che sotto il regno di Tarquinio una donna, di nome Amaltea, abbia offerto al re stesso nove libri, nei quali erano scritti i fati e i rimedi di Roma, ed abbia preteso per questi libri trecento filippi, che allora erano preziose monete auree. Costei respinta, dopo averne bruciato tre, ritornò un altro giorno e chiese altrettanto, ed egualmente il terzo giorno, dopo averne bruciati altri tre, ritornò con gli ultimi tre e ricevette quanto aveva chiesto, poiché il re era stato impressionato da questa stessa vicenda, cioè dal fatto che il prezzo restava immutato. Allora la donna non apparve all'improvviso. Quei libri si conservavano nel tempio di Apollo, né soltanto quelli, ma anche quelli dei Marci e della ninfa Vegoe che aveva scritto presso gli Etruschi i libri fulgurales: per cui aggiunse solo tuas sortes arcanaque fata. E ciò riferisce il poeta.»

Secondo Dionigi di Alicarnasso si trattava di Tarquinio Prisco, e i libri provenivano dalla Sibilla cumana ed erano scritti in greco; probabilmente questa “contaminazione” iniziò nel III secolo a.C., ma vi si trovavano anche elementi italici ed etruschi: i libri erano anche chiamati Fatales, come i corrispondenti tomi etruschi.

La custodia dei libri , posti in uno scrigno di pietra sotto il tempio di Giove Ottimo Massimo al Campidoglio, venne affidato all’inizio a due uomini, i duumviri, poi in seguito divennero dieci  (i decemviri) e successivamente anche quindici. Costoro inizialmente erano solo patrizi, poi dal IV secolo anche plebei. Dovevano consultare gli oracoli su richiesta del Senato (il senatusconsultum) , per  sapere come compiacere gli dèi per ottenere buona sorte.
I libri bruciarono parzialmente in un incendio nell'83 a.C. e si tentò di ricostruirli cercandone i testi presso altri templi e santuari. Queste nuove raccolte furono ricollocate nel tempio di Apollo Palatino grazie all'imperatore Augusto, e qui rimasero fino al V secolo, dove vennero distrutte da Stilicone.
Nel prossimo articolo passeremo in rassegna le consultazioni dei libri Sibillini avvenute tra il   V e il III sec a. C.
Vi aspettiamo!

P.s. Nel mio libro “Oracoli” , nel quarto racconto, “I Libri Fatali”, si parla proprio di libri Sibillini! 😊
Sul sito www.npsedizioni.it un articolo sui luoghi del racconto, qui

 Disclaimer. Le immagini sono degli aventi diritto e sono inserite a puro scopo culturale e illustrativo. 
La foto del basamento del tempio di Giove è di Alessandra Leonardi.

lunedì 25 marzo 2019



ARCHEOLOGIA ETRUSCA  PARTE  II-
LA  DIVINAZIONE



 Bentrovati archeo-lettori, dopo l’articolo del mese scorso (qui), proseguiamo con un nuovo appuntamento... etrusco: parleremo della   divinazione, sempre rifacendoci all’intervento del dott. Marco Arizza in occasione dell’evento Cronache Etrusche.

La divinazione etrusca è un sistema di credenze che ha lasciato poche tracce, con materiali peraltro difficili da interpretare.
Le  fonti greche e romane, quindi indirette, ci parlano di una tradizione che vede il dio Tages (Tagete), figlio di Genius e nipote di Giove, dettare i paradigmi della cosiddetta “Etrusca disciplina” ai 12 popoli della federazione etrusca.




La disciplina si divide in due macro aree: la lettura dei segni terrestri e quelli celesti.

Gli operatori di culto addette alle pratiche divinatorie aruspicine, gli Haruspices appunto, sono noti da numerose fonti iconografiche di cui riportiamo alcuni esempi.



Si distinguono per il copricapo a punta, una tunica con mantella probabilmente di animale sacrificato tenuto da fibule. Appartenevano a ceti di alto rango ma erano anche di umili condizioni, i cosiddetti Vicani Haruspices cioè aruspici da villaggio.
Le loro mansioni prevedevano il sacrificio di un animale e la “lettura” del fegato.

Uno degli esempi più noti è il cd. Fegato di Piacenza: un modellino di fegato ovino in bronzo probabilmente con funzioni didattiche. Vi sono incise le 16 regioni nelle quali era diviso, secondo la disciplina etrusca, il Cosmo, ognuna delle quali presidiata da una divinità, come si vede dal “nastro” esterno. 
La suddivisione e le sottopartizioni presenti nel modellino di Piacenza trovano corrispondenza nella canonica suddivisione della volta celeste descritta dalla Disciplina.
Fegato di Piacenza


Aule Lecu
Per quanto concerne i nomi di questi sacerdoti, abbiamo svariate fonti: il sarcofago apparteneva a Aule Lecu , così come la statuetta in bronzo reca l’iscrizione incisa Vel Sveitu oppure una iscrizione su un marmo di un sepolcro ( c.d. iscrizione di Pesaro) dalla quale si desume il nome del sacerdote: Larth Cafate.

Iscrizione di Pesaro



L’epatoscopia, ovvero la lettura del fegato, era una pratica comune anche ai romani che veniva svolta dagli Augures, ma con modalità differenti: a Roma era la risposta a una domanda, in Etruria una vera e propria divinazione: ad es. colore scuro  indizio nefasto, epatomegalia   segno favorevole.

La religio etrusca era basata sui Libri Vegoici
Vegoia
 la ninfa Vegoia (Veceuvia) era l’ispiratrice dei libri fulgurales, dunque si riferivano ai fulmini ma la tradizione riferisce anche di profezie relative alla pratica della “limitazione” e cioè della divisione delle terre secondo un ordine cosmico indicato direttamente dal dio Tinia.

Circa il ruolo delle donne in Etruria, non vi sono notizie di donne sacerdotesse, ma forse Tanaquil, moglie di Lucumone (a.k.a. Lucius Tarquinius Priscus) figlio del corinzio Damarato, era una sacerdotessa che convinse il marito a trasferirsi a Roma grazie ai suoi vaticini.
In generale, le donne etrusche godevano di maggior libertà rispetto alle greche e romane di pari periodo; partecipavano ai banchetti sulle klinai accanto ai mariti e non avevano accesso alle cariche pubbliche. Era però affidata loro un’attività sacra, il taglio delle carni.

Il Santuario federale della Lega etrusca, il Fanum Voltumnae, si trova presso Orvieto (Volsinii, Velzna) in località Campo della Fiera.

Campo della Fiera, Orvieto

Gli scavi sono in corso, qui un link per seguirli.
In questa località si teneva la riunione annuale dei capi della dodecapoli etrusca, e si svolgevano fiere, mercati, spettacoli ecc.
Il Santuario era dedicato al dio etrusco Veltune, per i Romani Voltumna o Vertumnus: il culto venne trasferito a Roma nel 264 a.C. dopo la conquista di Volsinii.

Un paio di curiosità.

·       Nortia era una divinità etrusca assimilabile a Salus, a Tyche o alla Fortuna Primigenia di Preneste, il suo tempio dovrebbe trovarsi nei pressi di Bolsena. Secondo tradizione nel tempio si conficcavano chiodi ogni anno per scandire il tempo, quanto mancava quindi alla fine della civiltà etrusca da loro già calcolata e prevista. (Livio, Ab Urbe condita).
·       Il Lucumone. Sarebbe il re in età arcaica, ma sono stati avanzati dubbi sul termine: Lauchme era un nome personale riservato ai personaggi di basso lignaggio.
Lo Zilath era invece il  magistrato nelle età successive, corrispondente all’incirca al praetor romano.

Per il momento è tutto, alla prossima volta con altri argomenti storico-archeologici. Di cosa parleremo?... A sorpresa! ;-)


 Immagini prese dal web inserite a scopo illustrativo, gli schemi sono di Rosanna Guerzoni.





venerdì 22 febbraio 2019



         Archeologia  Etrusca – parte 1





Tomba a Tarquinia



Bentrovati amici lettori e followers, come secondo articolo della rubrica culturale (il primo qui) vi proponiamo un estratto dell’intervento dell’ archeologo dott. Marco Arizza durante l’evento tenutosi a Formello (Roma) il 27 ottobre Cronache etrusche; questa prima parte verterà sul lavoro degli archeologi specie nell’ambito di scavi in ambiente etrusco e verrà analizzato il contenuto di una tomba, mentre nella seconda parte parleremo della divinazione etrusca.

Il  lavoro degli archeologi spesso è percepito come un mestiere avventuroso alla Indiana Jones oppure come noiosa professione di topo da biblioteca; in realtà il loro lavoro si basa su metodi scientifici di lettura e interpretazione delle fonti attraverso gli strumenti a disposizione, che sono:
-        Fonti letterarie
-        Fonti materiali
-        Interpretazione dei paesaggi
-        Analisi scientifiche



Nel caso della civiltà etrusca, non è possibile fare affidamento su fonti letterarie dirette: purtroppo non si è conservato nulla di scritto da parte di questo popolo, e anche per quanto riguarda l’interpretazione del paesaggio la successiva romanizzazione ha spesso cancellato le tracce della precedente frequentazione etrusca.
Quindi è necessario basarsi sulle fonti archeologiche e su quelle letterarie indirette, greche e romane, che raccontano della vita, della storia e della civiltà etrusca in generale, applicando però una inevitabile lente distorsiva, dettata sia dalla distanza cronologica tra il narratore e i fatti raccontati sia dal giudizio che l’autore esprime nel corso dei racconti.

Molti pensano tuttora che la scrittura etrusca sia misteriosa e indecifrata: niente di più falso, in quanto da tempo è stata interamente decifrata. Se non ci sono lunghi testi scritti a noi arrivati, dove  troviamo gli scritti etruschi? Nelle tombe come iscrizioni funebri, poi su vasi, gioielli e altri oggetti.

Riguardo la storia evenemenziale (battaglie, conquiste ecc) la ricostruzione risulta più semplice, in quanto sono disponibili più fonti e incrociare le informazioni aiuta a definire un quadro pressoché completo degli eventi, per esempio la battaglia del romano Furio Camillo conto i veienti che comportò la presa definitiva della città nel 396 a.C.

"Il trionfo di Furio Camillo"  di F. Salviati


La questione si complica quando si affronta il problema dell’interpretazione dell’ideologia di una società: una dimensione fortemente sentita nel quotidiano ma che lascia poche tracce materiali o comunque non leggibili e interpretabili con facilità.

Un esempio è quello dell’ideologia funeraria: ogni singolo elemento di una sepoltura rientra in un sistema unitario complesso, frutto di delicati meccanismi socio-culturali che vedono fondersi le volontà auto rappresentative del defunto e famiglia (col funerale e la sepoltura)  e la partecipazione della comunità nel costruire, accogliere e interpretare questa manifestazione.

Cosa rimane visibile di tutto questo dopo 3000 anni? Ci sono numerose testimonianze nelle necropoli più celebri e meno famose, ma non per questo meno importanti, come la piccola necropoli di via d’Avack sulla via Giustiniana a Roma.
In questo sito troviamo una fossa con corridoio d’accesso, alcuni arredi e il cospicuo corredo funebre e gli ornamenti personali del defunto. In questo corredo si riconoscono tutti gli elementi per la preparazione, il servizio e il consumo del vino, elementi legati al trattamento del corpo (profumazioni ecc), e gli ornamenti personali.
Oltre a questi è stato rinvenuto un vaso straordinario un kantharos (vaso per il vino) , con incisa la più antica scena complessa di navigazione etrusca. Quindi si desume che la famiglia del defunto ha voluto inserire insieme al set per il banchetto, come si usava in quel periodo come atto di affermazione sociale, un vaso con le prodezze navali del padrone di casa che dirigeva i simposi.

Il kantharos di Via D'Avack

Questo è un esempio di cosa si può dedurre sulle civiltà del passato grazie alle evidenze archeologiche.
Il  kantharos è stato al centro di una mostra tenutasi nel 2013 nel Museo dell’Agro Veientano a Formello (Rm).

~ fine parte I ~













lunedì 3 dicembre 2018


                           IL NOME SEGRETO 
                  di ALESSANDRA LEONARDI








Genere: urban fantasy; libri per bambini e ragazzi
Editore: Arpeggio Libero
Pagine: 120
Data di uscita: novembre 2018
Prezzo di copertina: € 14
Link: sito Arpeggio Libero
         Ibs 
         Amazon 




Il Nome segreto”, il nuovo romanzo della vostra autrice/blogger (me medesima!), è per giovani lettori di età compresa tra gli 8 e i 12 anni circa.

La sinossi ufficiale recita:

Roma 2018, otto ragazzi di età compresa tra i 10 e i 13 anni, molto diversi tra loro, vengono invitati con svariati pretesti a frequentare un corso di Archeologia per adolescenti.
Ben presto, scopriranno che tutto questo non è casuale ma  ognuno di loro è lì per uno scopo ben preciso, e la ragione di questa loro presenza ha radici  in un passato lontano millenni. Tra viaggi nel tempo, enigmi da svelare e prove di coraggio, vivranno un’avventura straordinaria e scopriranno il significato dell’amicizia.


Valerio, Elena e il fratellino Tito, Alessandro, Nevia, Ismail, Adriano e Lucilla sono i giovanissimi protagonisti di questa avventura, ambientata a Roma ai giorni nostri, ognuno con il proprio carattere e le proprie caratteristiche, provenienti da ambienti e da zone della città diverse. I ragazzi vengono reclutati con diversi stratagemmi da una coppia di simpatici e misteriosi archeologi, Fabio e Domitilla, per seguire un corso di archeologia per adolescenti tenuto da loro stessi.
Ben presto i ragazzi si accorgono che c’è  un motivo preciso per cui si trovano a seguire questo corso: strani avvenimenti non tardano a manifestarsi, e, mentre studiano reperti, girano per musei e siti archeologici , comprendono che dovranno affrontare un pericolo che proviene dal lontano passato. Perché proprio loro? Riusciranno a mettere da parte le antipatie reciproche e a collaborare? Troveranno tutto quello che occorre per affrontare e combattere il nemico?

I temi che ho affrontato sono quelli dell’amicizia e della collaborazione,  del credere in sé stessi, dell’impegno necessario per superare le difficoltà e limare le spigolosità altrui;  non mancano i primi batticuori e nemmeno difficoltà e grandi dolori, comunque superabili con il coraggio e con la forza dell’amicizia.

È anche un romanzo “didattico”,  in quanto ho inserito numerosi richiami all’archeologia e alla storia antica, in maniera leggera e avvincente, con lo scopo di incuriosire i più giovani e mostrare loro il fascino e l’importanza del nostro passato: i protagonisti si troveranno più volte in siti archeologici e in musei per via delle missioni da compiere.

Lo stile che ho usato per questo romanzo è semplice, molto scorrevole, adatto ai giovanissimi  ma senza tralasciare qualche termine più difficile, in modo da spingere i lettori a acquisire un vocabolario più ampio; i dialoghi sono realistici e le caratteristiche dei protagonisti sono attuali, corrispondenti alla vita vera.

Il romanzo è disponibile sul sito dell’editore (scontato del 15%!), su IBS, Amazon e lo store online Mondadori;  è stato presentato alla fiera del libro di Roma Più libri, più liberi, tenutasi dal 5 al 9 dicembre; sono stata presente allo stand dell’editore Arpeggio libero, A52, nella giornata di domenica a firmare copie con dedica ai giovani lettori, e il romanzo ha avuto grande successo: alle 16 ha registrato il sold out!