L'ODISSEA SECONDO NOLAN, UNA RILETTURA PROFONDA TRA AFFINITA' E DIVERGENZE
Nonostante tutte le critiche che hanno travolto il film ben prima dell'uscita, e nonostante io abbia #fattoilclassico e quindi qualcosa di Odissea ne so, sono riuscita a vederlo (quasi) senza preconcetti. Quasi, perchè il cast woke ampiamente anticipato e discusso non piace neppure a me, mi innervosisce e la trovo un'imposizione holliwoodiana scioccamente forzata. Quindi, ad esempio Elena/Clitemnestra nere (Lupita Nyongo), per me è no, lo chiarisco subito.
Per il resto, le (quasi) tre ore sono scivolate come niente.
Attenzione: seguono alcuni soft spoiler nel caso qualcuno non conosca l'Odissea, in quanto nella presente recensione ci sono collegamenti film/opera.
Sin dalla prima scena, quel cavallo di Troia deposto sulla spiaggia e offerto agli dei, con Sinone (Elliott Page) che si sacrifica (e qui c'è la prima differenza con l'Odissea: Sinone è nell'Eneide, non nell'Odissea, ma questo vuol dire solo una cosa: gli autori hanno studiato anche l'Eneide, tanto di cappello) e i troiani che trascinano il dono dentro la città, è un piccolo capolavoro.
Ridicoli i post che ci hanno fatto credere che Elliott Page fosse Achille, che non compare minimamente, come non c'è Cassandra.
L'Odissea di Omero è narrata in flashback: Odisseo (nella versione italiana viene tradotto come Ulisse, ci sta per familiarità culturale) viene accolto dal re dei Feaci Alcinoo, e narra a ritroso la sua vicenda; qui invece Nolan taglia, e con una interessante crasi vediamo il protagonista (Matt Damon, magistrale) ritrovare la memoria pian piano a Ogigia, quando Calypso (Charlize Theron) decide di lasciarlo andare e di non rincoglionirlo più col loto (anche i Lotofagi sono stati omessi). La narrazione quindi procede coi flashback, alternando questi ricordi con le vicende correnti, in cui Antinoo (Robert Pattinson) e i Proci (in italiano tradotti come "pretendenti": non so perchè, bisognerebbe sentirlo in v.o.) prosciugano Itaca, insidiano Penelope (Anne Hataway) e bullizzano Telemaco (Tom Holland).
Poi abbiamo una serie di scene fedeli (quasi) al testo omerico: Polifemo, i Lestrigoni, Circe, i buoi sacri ad Apollo, le sirene, Scilla e Cariddi, gli Inferi con Tiresia, finalmente il ritorno con Argo che riconosce il padrone e muore, la nutrice che lo scopre dalla ferita al piede, la scena con l'arco e le asce.
Emergono su tutte due scene magistrali: Circe (samanta Morton) non è la bellissima maga che siamo abituati a immaginare, ma una donna qualunque in una catapecchia qualunque, e la trasformazione dei compagni di Ulisse è un capolavoro di body horror. Negli Inferi, il dialogo del protagonista si concentra su Sinone, mandato praticamente a morire, e su Agamennone (Benny Safdie), che gli consiglia di non farsi riconoscere al suo ritorno a Itaca. E poi ci sono tutti i compagni del protagonista morti.
E qui dobbiamo parlare del fulcro dell'opera secondo Nolan, i leitmotiv che fanno da filo conduttore:
- la legge di Zeus, ovvero l'ospitalità come dovere assoluto;
- la metis (furbizia) di Ulisse, che lo porta a provare sensi di colpa;
- il non aver seppellito tutti i morti lasciati alle spalle, che pure lo porta a sensi di colpa e a prendere una decisione.
- Titolo: Odissea
- Genere: Mitologia
- Regia: Cristopher Nolan
- Produzione: USA, UK
- Durata: 172'
- Data di uscita in Italia: 16 luglio 2026
- Main Cast: v. su

