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sabato 21 giugno 2025

REVIEW PARTY: L'ULTIMA PREDICA DI ALESSIA FRANCONE


Un giallo storico ambientato in Toscana nel XIII secolo





L’ultima predica di Alessia Francone, edito da Nps edizioni, è un romanzo ambientato in un paese immaginario della Toscana, precisamente nel 1262, periodo in cui si affermavano i Comuni e la lotta tra Guelfi e Ghibellini era serrata.

Questa è l’ambientazione scelta dall’autrice, una medievista, per un giallo dal taglio classico i cui

protagonisti sono il giudice Raniero da Albinea e Arrigo Buonforte, cavaliere del podestà. I due si

trovano a indagare sull’omicidio di frate Rinaldo da Firenze, predicatore domenicano, e si

muovono quindi in un ambiente particolarmente ostico, quello dei conventi, in una cittadina scossa

da faide nobiliari e avvenimenti storici.

L’ambientazione storica è molto precisa e puntuale, a partire dalle date che scandiscono i capitoli,

passando per l’uso di una terminologia particolarmente accurata, un elenco dei personaggi per

finire con un utilissimo glossario.

La trama scorre molto bene, è intrigante senza mai appesantirsi da lungaggini o descrizioni troppo

tediose e non mancano i colpi di scena.

I personaggi, le cui caratteristiche emergono nel corso della storia, sono ben delineati.


Seguite le successive tappe del review party!

Recap

  • Titolo: L’ultima predica
  • Autore: Alessia Francone
  • Editore: NPS Edizioni
  • Genere: giallo storico
  • Pagine: 206
  • Prezzo: 15€ (cartaceo); 2,99€ (digitale)
  • Copertina di Fabio Maffia.
  • Data di uscita: 10 giugno 2025


mercoledì 26 marzo 2025

BLOGTOUR: L'AVVENTO DEI WARG DI ALESSIO DEL DEBBIO

 

La seconda tappa del blogtour dedicato al terzo volume della saga Ulfhednar war di Alessio Del Debbio





Cari lettori, dopo aver conosciuto i protagonisti del romanzo nella prima tappa del blogtour su I mondi fantastici, oggi scopriamo alcuni degli antagonisti del romanzo “L’avvento dei Warg”, terzo capitolo della saga urban fantasy “Ulfhednar War”, di Alessio Del Debbio (edita da Il Ciliegio Edizioni).



Le atmosfere misteriose e magiche fanno da padrone, per cui non sempre è chiaro chi sono i veri antagonisti, come abbiamo appreso dai due capitoli precedenti della serie: “La guerra dei lupi” e “I Figli di Cardea”.

Eccone però alcuni che non fanno mistero di opporsi ad Ascanio, Daniel e al Vello d’Argento.

 

WARG 

Guerrieri lupo, creati da Loki all’alba dei tempi incrociando officianti e lupi, in aperta violazione delle norme stabilite da Odino e della volontà della natura, piegata ai suoi interessi.

Sono forti, resistenti, fisicamente enormi e possenti. Viaggiano in branco, perché il branco dà loro forza, ma non esiterebbero a uccidere un fratello per sostituirlo con un membro più forte. Il loro corpo massiccio e virile è ricoperto da un’armatura fabbricata da loro stessi, con piastre di metallo macchiate dal sangue dei loro avversari.

Il loro alfa è Fenrir, primogenito di Loki, leggendario lupo di fama, affiancato da Skoll e Hati, i Divoratori, entrambi spietati e disposti a tutto pur di perseguire i propri obiettivi.

Da quello che apprendiamo nel romanzo, hanno vissuto prevalentemente nel Nord Europa, godendo di una certa libertà (forse i Figli di Cardea avevano troppa paura ad affrontarli?), ma adesso che la società del triumvirato è caduta e che i branchi rimasti nella penisola sono deboli e separati hanno deciso di calare in Italia e imperare su tutti i lupi.

Riusciranno nel loro proposito?

 

«L’unica vera droga è la guerra. Lei sola eccita l’animo dei Warg».

 




JANARE

Le temibili streghe di Benevento.

Citate nel secondo volume della saga “I Figli di Cardea”, finalmente queste donne infide e crudeli fanno la loro apparizione. Ed è proprio Ascanio a rivolgersi alla più oscura e sanguinaria congrega di streghe del Mediterraneo, disperatamente in cerca dei loro servigi: si dice infatti che le Janare non abbiano scrupolo alcuno e che la loro magia non rispetti i limiti “etici” della natura. Del resto, per sconfiggere i Warg, Ascanio è disposto a tutto, anche a fare un patto con il diavolo.

Le Janare sono sette e vivono nel e sul loro noce, presso il fiume Sabato, intorno a Benevento, un luogo pregno di energia oscura, in cui persino pensare e muoversi è difficile. A capo c’è la Strega Suprema, Bellezza Orsini, un tempo la donna più bella di Benevento, oggi un cadavere ambulante. Attorno a lei: Faustina Orsi (ama mangiare cadaveri di bambini), Violante, la Maga Menandra, la Maga Alcina, la Boiarona e Gioconna. Sono discendenti di Loki e delle sue prime figlie, le streghe della Foresta di Ferro, per questo hanno poteri da officianti e animo oscuro.

Possiedono un unguento particolare che le rende invisibili ai mortali e capaci di volare. Sono egoiste e soprattutto… vendicative.

 

«Felicità, tu mai conoscerai!»

 


FORCULUS (O TRITHEAM)

Personaggio ambiguo e misterioso, la cui identità e il cui progetto saranno infine svelati in questo terzo volume. Introdotto nei libri precedenti, è riuscito a nascondere i suoi veri intenti sia agli officianti della Congrega dei Benandanti (di cui era membro, sotto il nome di Tritheam), sia ai Figli di Cardea, di cui rappresentava uno dei vertici: Forculus, appunto, il protettore delle porte di casa.

Fisicamente gracile, con un cesto di capelli rossi in testa e la pelle chiara, qualche lentiggine sul volto, veste abiti dimessi, in particolare ama vecchi spolverini del primo Novecento. Un uomo all’apparenza anonimo, non fosse per l’acceso colore dei suoi capelli, simile a una fiamma in procinto di divampare e incendiare il mondo.

Come membro dei Figli di Cardea, ha lavorato per portare la società del biancospino al collasso e infatti, in questo terzo libro, i cacciatori sono pochi, persi, disorganizzati, privi ormai di autorità e di effettivo potere nel controllare le forze sovrannaturali che animano la penisola. Anzi, pur di sopravvivere, nel sud Italia hanno persino stretto un patto di non belligeranza con il branco dei Grecanici.

In quanto membro della Congrega dei Benandanti, Tritheam (il terzo, in ordine di importanza gerarchica) ha cercato di apprendere il più possibile, accecato dalla brama di conoscenza, e al tempo stesso ha reso deboli e ciechi gli officianti: ne ha fatto dei burattini impauriti, quasi terrorizzati dalla violenza del mondo, certo che, al momento della battaglia finale, si sarebbero fatti da parte, cedendogli il trono.

È un manipolatore, è astuto, è abile nell’usare le parole, per convincere e per ferire. E dispone di un’ampia rete di alleati pronti a compiere il suo volere.

Ma fino a quando?

 

Per un momento Forculus tremò, sbatté le palpebre e non fu più lì, ma in una caverna buia, a guardare impotente un lupo fare a brandelli un altro corpo. Un corpo che aveva amato.



Non perdete le prossime tappe del blogtour!

mercoledì 4 dicembre 2024

BLOGTOUR IL SOGNO DI RALPH- SECONDA TAPPA, LE AMBIENTAZIONI

 La seconda tappa del blogtour Il sogno di Ralph di Luciana Volante è dedicato alle ambientazioni





Cari lettori,

IUF partecipa al blogtour del romanzo per bambini e ragazzi Il sogno di Ralph di Luciana Volante edito da NPS edizioni; in questa seconda tappa parleremo delle ambientazioni.


I Grandi Boschi: Ralph attraversa i bellissimi boschi della Taiga del Nord Europa popolati di conifere con il clima molto freddo in inverno e fresco in estate. I boschi sono ricchi di ruscelli, laghi e paludi ed accolgono una grande varietà di animali: orsi, alci, scoiattoli e anche lupi. Ralph dovrà attraversare I Grandi Boschi per arrivare alla città di Worky Town , qui farà incontri fantastici: a partire dalla nebbia canterina per arrivare all’incontro con l’Orso Boris ognuno di loro donerà consigli utili per raggiungere la sua meta.

Worky Town: è la città governata dal temibile Generale Work, dove gli adulti vanno in cerca di lavoro e rimangono prigionieri del perfido Generale. Una città grigia, chiusa fra mura altissime vigilate dal cattivissimo Grande Falco, un rapace con un occhio solo capace di scovare ogni intruso. Per non parlare delle guardie del Generale che pattugliano tutta la città e sorvegliano i lavoratori.

L’ufficio di Babbo Natale: Ralph partecipa alla selezione per il posto di renna della slitta ed entra nell’ufficio di Babbo di Natale addobbato con tanto di albero di Natale e regali già impacchettati pronti per essere caricati sulla slitta, un bellissimo trenino rosso è parcheggiato davanti al caminetto accesso. Babbo Natale è seduto sulla poltrona e pone diverse domande a Ralph. Cosa pensate combinerà la nostra renna pasticciona?

I sotterranei di Worky-Town: Ralph e Ingrid, seguiti dal Grande Falco, che li ha presi di mira si avventurano nei sotterranei della città cercando di entrare senza essere visti. Nuoteranno attraverso acque maleodoranti e percorreranno gallerie strette e impervie. Ralph rimarrà incastrato più volte nei cunicoli stretti e intricati, ma non ci sarà niente che lo scoraggerà al punto di desistere.



Recap

                                                                                                           

  • Titolo: Il sogno di Ralph
  • Autore: Luciana Volante
  • Illustratore: Stefania Franchi
  • Editore: NPS Edizioni Genere: Fantasy per ragazzi
  • Prezzo: 14 euro
  • Pagine: 190
  • Uscita: 20 maggio 2024
  • Link: Nps edizioni


venerdì 12 luglio 2024

BLOGTOUR MASCHERE D'ITALIA DI AA VV

 Quinta tappa del blogtour Maschere d'Italia





Oggi ospitiamo la quinta tappa del blogtour dedicato a Maschere d'Italia (info qui sul blog) edito da Nps edizioni, con l'intervista a Maena Del Rio.


1)    Come è nato il tuo racconto? Di cosa parla?

 

Il mio racconto è nato grazie a una fortunata serie di eventi. Mi ero da poco imbattuta in una pagina di Facebook dedicata al carnevale sardo e a una maschera dalle origini antichissime, che mi aveva particolarmente affascinata per le sue caratteristiche peculiari. Perciò, quando è arrivato il momento di scrivere il racconto per l’antologia di Nps, ho subito pensato a S’ orcu e Montarviu.

Non solo: dato che tutto il rito del Carnevale si poggia sui concetti di morte e rinascita, ho imperniato il mio testo sul significato stesso della vita e sulle tre tappe che la contraddistinguono: giovinezza, maturità, vecchiaia.

 

2)     Quali maschere, o creature fantastiche, conosceremo? Perché questa scelta?

 

Come ho spiegato nella prima risposta, ho subito il fascino ammaliatore del Carrasecare Antigu,  il Carnevale antico della Sardegna. I motivi sono molteplici: fa parte delle mie origini, è espressione ancestrale della mia terra e dei suoi abitanti. Soprattutto, ho ammirato il certosino lavoro di studio e ricostruzione di maschere che, negli anni, erano cadute nell’ oblio. Un po’ perché i riti erano particolarmente cruenti, un po’ perché soppiantate da figure più conosciute come i Mamuthones.

Nel mio racconto, in particolare, ho scelto le maschere che fanno parte del Carnevale di Siniscola. S’orcu e Montarviu, is Gattias, la Partorja, e altre che, mi auguro, scoprirete leggendo!

 

 

3)     Dove è ambientato il racconto?

 Perché questa scelta?

 

Il racconto è ambientato nel paese che ha dato i natali a queste maschere, Siniscola. Una scelta obbligata, dato che sono caratteristiche proprio di quel territorio. Infatti, in Sardegna, ogni paese aveva (il passato è d’ obbligo) un Carnevale tradizionale, con riti simili ma mai uguali e maschere tipiche che difficilmente si sarebbero potute ammirare in altri luoghi. Da qualche tempo si cerca di recuperare queste figure particolari attraverso la ricostruzione storica e lo studio delle fonti, nonché i racconti delle testimonianze dirette tramandate oralmente.

4)     Un breve estratto dal racconto.

 

Quando la maschera si fermò, sa pratza e s’Ocu si fece improvvisamente silenziosa. Mille occhi seguivano il personaggio nel suo rituale sciamanico, mentre invocava la pioggia, con il teschio di montone issato su una lunga verga alzata verso il cielo. E più sollevava il bastone, più le fiamme de su Olone de sant’Antoni aumentavano d’intensità, fino quasi a lambire le stelle.

 

Il calore emanato asciugava le ossa, la pelle, gli occhi, infiammava gli animi. Le gole assetate bramavano il vino, allo stesso modo in cui la terra resa arida dal gelo del lungo inverno bramava l’acqua.

 

«Pro su Laore» sussurrò Egidio, e la sua preghiera si perse in quella della moltitudine. «Per il raccolto, e la fine dell’inverno» ripeté ancora, e inevitabilmente lo sguardo si posò su quello di suo padre, l’azzurro di un tempo ora appannato dalle lacrime trattenute in una vita di sacrifici.

 

Non l’aveva mai visto piangere, e convenne che, forse, non sarebbe mai accaduto. Eppure, gli si strinse il cuore. E se non ci fosse stato quel fuoco di mezzo, sarebbe certamente corso ad abbracciarlo, in preda a un’urgenza di affetti tanto insolita quanto premonitrice. Invece restò dov’era, perché quello era l’ordine delle cose e niente e nessuno avrebbe potuto sconvolgerlo, nemmeno l’apprensione di un figlio per un padre il cui filo della vita stava giungendo inesorabilmente alla fine.

 

 

 

 

 Indicate una canzone, da ascoltare come colonna sonora al racconto, o un'immagine (di qualunque tipo, foto, quadri ecc) da abbinare.

Carrasecare dei Tazenda

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MAENA DELRIO – Biografia


Maena Delrio nasce a Lanusei nel 1981. Nel 2000 consegue la maturità classica e si trasferisce a Tortolì, dove vive attualmente con il compagno e i tre figli. Nel 2013 vince il primo di tanti concorsi per racconti brevi al premio nazionale “Io Racconto”, con “Ginepri”, che parla della sua Ogliastra.

Nel 2018 pubblica la raccolta di racconti a quattro mani “Oltre il confine” (Pentagora Edizioni), scritta con l’amica di penna Mara Sordini. Per NPS Edizioni, ha partecipato al volume “Fantasmi d’Italia”. La terra d’origine è spesso protagonista delle sue storie.

“Gli impiccati non muoiono subito”, suo primo romanzo, vince la seconda edizione del premio letterario “Misteri d’Italia”, promosso dall’associazione “Nati per scrivere”.


Non perdete le prossime tappe del blogtour!



mercoledì 10 luglio 2024

BLOGTOUR MASCHERE D'ITALIA DI AA VV

 Quarta tappa del blogtour dedicato a Maschere d'Italia 






Oggi ospitiamo la quarta tappa del blogtour dedicato a Maschere d'Italia, antologia di racconti edita da Nps edizioni, per ulteriori info c'è la pagina dedicata qui sul IUF.


Protagonista è Daniela Tresconi, che ci parla del suo racconto.

 

1)      Come è nato il tuo racconto? Di cosa parla?

Quando mi è stato chiesto di partecipare all’antologia, confesso di essermi trovata in difficoltà, non ero a conoscenza di una maschera ufficiale della Liguria. Ho chiesto aiuto a Marco Raffa (mio ex capo servizio al Secolo XIX), che sapevo essere un appassionato e competente rievocatore storico della mia regione. Ho scoperto un mondo che non conoscevo e che mi ha appassionato, una maschera presente negli spettacoli dei comici fin dal cinquecento ma che alla fine del XVI secolo acquista una sua dignità grazie a Francesco Andreini, un celebre capocomico.

Il racconto pone l’accento sulla frenesia della vita di oggi, sull’incapacità di apprezzare i sogni e le fantasie, soffocati dalla razionalità e dalla pianificazione. Sarà un gruppo di maschere vecchie e consunte, guidate da un Capitano sbruffone, a far riscoprire al nostro protagonista la sua parte fanciullesca e gioiosa.

2)      Quali maschere, o creature fantastiche, conosceremo? Perché questa scelta?

Ho cercato di raggruppare in una sorta di convivio, un buon numero di maschere tipiche della commedia dell’arte genovese, un gruppo variopinto, descritto nei modi di fare e negli abbigliamenti e guidato dalla maschera principale, quella di Capitan Spaventa. Nel racconto troverete Baciccia della Radiccia e il suo servitore Barudda, il Marcheise e la Marcheisa, Sciò-Reginna e molti altri. Sulla scia di un percorso di recupero delle tradizioni carnascialesche, avviato anche dal Comune di Genova, volevo rappresentare uno spaccato della storia di questi personaggi, del folcklore genovese e della Liguria in generale, con figure che incarnano lo spirito brontolone e spigoloso di chi vive in questo lembo di terra schiacciato tra i monti e il mare.

 

3) Dove è ambientato il racconto? Perché questa scelta?

Il racconto è ambientato a Genova, non poteva essere altrimenti. Del resto, come scriveva il nobile letterato genovese Anton Giulio Brignole Sale nel “Carnovale”, “«l’Italia ha pochi luoghi dove il Carnevale si festeggi siccome in Genova…»: Sicuramente si riferiva all’attività dell’Accademia degli Addormentati alla quale lui e altri nobili partecipavano per ideare eventi magnifici in occasione del Carnevale.
Si trattava di eventi spettacolari (coreografie mitologiche e letterarie, tornei e giostre di cavalieri in vesti sfarzose) che animavano il “quartiere nobiliare” di Strada Nuova ed erano di fatto – così come le “veglie” negli splendidi palazzi – eventi autocelebrativi dei nobili al governo della Repubblica di Genova, oltre che ottime occasioni per fare apprezzare la città agli ospiti importanti e ai viaggiatori in visita e/o in transito.

4) Un breve estratto dal racconto.

«Ma stiamo scherzando? Sto parlando con due marionette? Ma chi siete?»

«Come chi siamo? Non sei di Genova, tu? Non ci conosci? Siamo due personaggi famosissimi, due

maschere della tradizione genovese: io sono il conte Baciccia della Radiccia» mi risponde quello

vestito da marinaio. «Lui è Barudda, il mio fedele servitore».

«O santa pace, ma siete due marionette! Devo aver presa una bella botta, se mi sembra di sentirvi

parlare».

«Parla pi-pi-piano» balbetta il servitore. «Se il nostro capitano si accorge che stiamo parlando con

qualcuno, si secca, si secca moltissimo».

«Il vostro capitano? Vuoi dire che qua sotto non siete soli?»

«No, non siamo soli» interviene il Conte. «C’è il nostro capitano, il Capitan Spaventa». Si gira

verso l’amico con un sorriso ironico. «Questo qua non conosce Capitan Spaventa, ma coze l’ha intu belin sabbietta?»

5) Indicate una canzone, da ascoltare come colonna sonora al racconto, o un'immagine (di qualunque tipo, foto, quadri ecc) da abbinare.


Allego la foto di Capitan Spaventa impersonato da Marco Raffa, autorizzato dal Centro Coordinamento Nazionale Maschere Italiane ad indossare la maschera ufficiale.



 Biografia Daniela Tresconi

Nasce a La Spezia (Liguria) nel 1965. Lavora in un Ente pubblico, occupandosi di comunicazione e cultura. Iscritta all’Ordine dei Giornalisti, ha collaborato con il Secolo XIX, scrive per il Magazine lucchese L’Ordinario e per il blog letterario Bosco dei sogni fantastici, curando letture e recensioni.

Fa parte dell’Associazione culturale viareggina Nati per scrivere ed è membro del direttivo e fon-datrice dell’Associazione Lucca Città di Carta.

Organizza personalmente eventi culturali e incontri con gli autori. Ha scritto romanzi, racconti e fiabe per bambini.


Non perdete la prossima tappa qui su IUF il 12 luglio, e le tappe successive come da banner!

martedì 12 dicembre 2023

BLOGTOUR L'ULTIMO VIAGGIO DEGLI STREGHI- TERZA TAPPA

 Leggende del folklore toscano a fumetti





Cari folklorici,

oggi ospitiamo con grande piacere la terza tappa del blogtour dedicato al fumetto L'ultimo viaggio degli Streghi- vol 1 di Alessio Del Debbio e Silvia Talassi, e parliamo delle leggende di cui tratta l'opera.




Il fumetto “L’ultimo viaggio degli streghi” è ricco di leggende, in quanto il progetto nasce dalla collaborazione tra l’associazione “Nati per scrivere” e il Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico di Piazza al Serchio, che da anni si occupa di recuperare e conservare le leggende, le tradizioni, le storie del folclore locale. Nell’ambito di questa sinergia, è nato il fumetto che mette insieme alcune delle tante leggende locali. 

Eccone alcune:

LA SCABODDA

Ufficialmente, una grande bodda, creatura tipica del folclore lucchese.

Spesso nota come “divoratrice” o “cavalcatura del diavolo”, nel fumetto è uno degli antichi Spauracchi, risvegliatisi misteriosamente dopo l’arrivo di Tommaso a Colle Tempo, il villaggio degli Streghi. Sarà per proteggere gli abitanti, e sua nonna, da questa oscura minaccia, che il giovane protagonista inizierà il suo personale viaggio dell’eroe.

 

LA PELLEGRINETTA

Temibile strega della Garfagnana, tipica di Nicciano, un paese vicino a Piazza al Serchio.

Ha il potere di volare, cambiare forma e resistere agli attacchi delle armi, per questo è molto difficile sbarazzarsi di lei. Ha un vizio particolare, quello di succhiare il sangue dei bambini per nutrirsi e rimanere giovane. Un nemico davvero terribile.

A Colle Tempo si dice che il podestà l’abbia sconfitta anni addietro… sarà davvero così? Le leggende, in fondo, non muoiono mai.

 

Video Joe Natta e le Leggende Lucchesi: “La Pellegrinetta”



 

E ovviamente GLI STREGHI!

Nel folclore lucchese, gli streghi sono creature fantastiche, che vivono nei boschi della Garfagnana o delle Apuane, lontani dagli umani, con cui hanno un rapporto per lo più di indifferenza.

Non sono malvagi, ma non amano essere disturbati, né soprattutto perseguitati, come è accaduto in passato con i cacciatori, i temibili Figli di Cardea, che li hanno cacciati e costretti a nascondersi in località sperdute.

Hanno l’abilità di mutare in gatto, cane, gufo e altre creature. Si spostano di notte, spesso in gruppo, per non essere visti, aiutandosi con candele accese posizionate sopra qualche stinco d’osso. Possono mutare in comete di fuoco, che strinano il cielo con le loro lunghe code scintillanti.

Nel fumetto, cercano di rifarsi una vita nel borgo segreto di Colle Tempo. Ci riusciranno?

 


Trama:

Estate 2024. Nascosto tra i monti della Garfagnana, Colle Tempo è l’ultimo villaggio degli streghi, dove gli antichi Signori della Natura trovarono rifugio anni prima, dopo l’ultima battaglia contro i cacciatori. Perseguitati per secoli e accusati di essere adoratori del demonio, adesso vogliono soltanto vivere in libertà, insieme alle creature leggendarie celate nei boschi circostanti. Tutto cambia con l’arrivo di Tommaso, giunto a Colle Tempo per far visita a nonna Ada. Il giovane è turbato da visioni di eventi accaduti o in procinto di accadere e deve imparare a controllare il suo potere che gli permette di comprendere i tumulti dell’animo delle persone, sviscerando le loro paure. Proprio gli ancestrali Spauracchi degli uomini si sono risvegliati, marchiando di sangue e ombra la Valle del Serchio e costringendo gli streghi ad affrontare l’ultima minaccia al loro mondo di pace. Un fumetto che ci porta alla scoperta delle leggende lucchesi, nato dalla collaborazione tra l'associazione Nati per scrivere e il Museo dell'Immaginario Folklorico di Piazza al Serchio.



Recap


  • Titolo: L'ultimo viaggio degli Streghi
  • Autori: Alessio Del Debbio, Silvia Talassi
  • Genere: fumetti, fantasy, folklore, miti e leggende, urban fantasy, storia
  • Editrice: Nps edizioni
  • N. di pagine: 96
  • Prezzo: € 15
  • Link: Nps edizioni
  •           Amazon



Non perdete le prossime tappe del blogtour e recuperate le precedenti!

1) Personaggi - Blog "Penso dunque leggo": 5 dicembre 2023

2) Ambientazioni - Blog "Buona lettura": 8 dicembre 2023

3) Leggende - Blog "Infiniti universi fantastici": 12 dicembre 2023

4) Intervista all'autore - Blog "Antro del drago": 15 dicembre 2023

5) Intervista all'illustratrice - Blog "Bosco dei sogni fantastici": 19 dicembre 2023

6) Recensione - Blog "Il salotto letterario": 22 dicembre 2023


giovedì 26 ottobre 2023

BLOGTOUR: SIAMO STELLE DI RITA SALVADORI

 

Blogtour-Giveaway del Romanzo storico di formazione sul tema della scrittura “Siamo Stelle” di Rita Salvadori

 



 

Tanti contenuti originali in anteprima e una copia in ebook del romanzo in palio!


Cari lettori,

oggi partecipiamo al blogtour organizzato per il romanzo storico di formazione sul tema della scrittura Siamo stelle di Rita Salvadori, edito da Progetto Fratellanza.

 

La trama in breve:

 

Ispirato a una storia vera, il romanzo è ambientato in Inghilterra negli ultimi anni del 1800. Due sorelle gemelle, Virginia e Vanessa Taylor, crescono con il padre Stephen, poiché la madre Mary scompare inspiegabilmente dopo la loro nascita. La piccola Virginia, che viene considerata dai coetanei una bambina strana e ai limiti della pazzia, a causa del suo sogno infantile di poter vivere sulle stelle, ha il talento spiccato della scrittura e della fantasia, che solo Magister Rose, la sua maestra, comprenderà. Sarà lei, infatti, a regalarle una penna stilografica dorata, simbolo di un futuro successo come scrittrice. Dopo la morte dell’amato padre Stephen, le due sorelle sono determinate a svelare gli innumerevoli misteri legati al passato della loro famiglia, in un alternarsi intrigante di colpi di scena e di rivelazioni illuminanti. Virginia riuscirà a sciogliere i nodi ingarbugliati della storia, solo dopo aver attraversato gli abissi più cupi della sua anima, giungendo alla fine in un luogo, in cui coglierà la vera essenza di tutta la sua appassionante vita.

 

 

Il calendario del Blogtour:

 

Data

Blog partecipante

Indirizzo Web

19/10/23

Les Fleurs du mal

https://lesfleursdumal2016.wordpress.com/

20/10/23

Penso dunque leggo

https://pensodunqueleggo.altervista.org

21/10/23

Lib(e)ra_mente

https://libra-mente.com/


22/10/23

Il bosco dei sogni fantastici

http://boscodeisognifantastici.blogspot.com/

23/10/23

Gli occhi del lupo

https://gliocchidellupo.blogspot.com/

24/10/23

I mondi fantastici

http://imondifantastici.blogspot.com/

25/10/23

Dreaming Wonderland

https://ikadreaming.blogspot.com/

26/10/23

Infiniti universi fantastici

https://infinitiuniversifantastici.blogspot.com/


Il Contenuto Originale di oggi: Estratto dal romanzo #4

 

STELLA QUARTA

 

ANGELI CUSTODI


Studiando le biografie degli scrittori, mi accorsi che tutti ebbero una persona che li aveva sostenuti e che aveva creduto fermamente nei loro talenti. A volte si trattava di un genitore, di un fratello, di una sorella, di un amato o di un’amata. Una figura fondamentale che potesse rimettere le cose in ordine nel disordine totale delle loro esistenze travagliate; una figura che sostenesse il loro potere e la loro creatività nei momenti di sconforto. Forse anche loro da piccoli erano stati considerati diversi dagli altri? Forse anch’essi, avevano avuto una Magister Rose che aveva consegnato loro la chiave per accedere al mondo delle stelle?

Senza dubbio, qualcuno lassù decise di mandarmi due angeli: mio padre Stephen e mia sorella gemella Vanessa.

La mia terza custode, mia madre Mary Cooper, era già un angelo. Morì, infatti qualche mese dopo la mia nascita, ma io preferivo immaginare che scomparve di nascosto una notte per un motivo che nessuno comprese mai. Scomparve senza far rumore come un raggio di luna all’alba. Preferivo pensare che se ne fosse andata sulle stelle e che da quel luogo mi guardasse con amore. Ero proprio una bambina strana che produceva pensieri strani. Mio padre la chiamava Mary, ma quello non era il suo vero nome, e solo molti anni dopo avrei scoperto quale fosse il suo nome per esteso. Alla sua dipartita, mio padre fece sparire tutte le sue fotografie e i ritratti, perciò io e Vanessa non fummo in grado di trattenere nessuna immagine della mamma nella nostra memoria. Mary Cooper rimase per noi un’immagine senza volto, una stella spenta. Perfino la foto che nostro padre decise di mettere sulla lapide la ritraeva di profilo, con il viso leggermente inclinato, cosicché era praticamente impossibile distinguerne i tratti. Sicuramente, la sua morte rappresentò un dolore troppo grande da sopportare e preferì cancellare qualsiasi oggetto che gli ricordasse del suo grande amore.

Ogni volta che cercavo di parlare di mia madre, Stephen abilmente indirizzava il discorso su altri argomenti, e come una bambina che si diverte a slittare su una pozzanghera ghiacciata, lasciandosi cadere senza avere il minimo controllo sulla direzione da prendere, così la mia mente smarriva giocosamente il bandolo della matassa. Nonostante il silenzio che copriva la morte di mia madre Mary, io mi sentivo al sicuro e protetta dal suo amore, come se la mia ombra camminasse con un’anima gemella.
 

 Recap

  • Titolo: “Siamo Stelle”
  • Autrice: Rita Salvadori
  • Editore: Progetto Fratellanza
  • Data di uscita: 11 ottobre 2023
  • Genere: narrativa, di formazione
  • Tematiche: scrittura, storia, crescita personale, mistero
  • Formato: ebook e cartaceo
  • Prezzo: 5€ ebook, 15€ cartaceo
  • Lunghezza: 140 pagine
  • Disponibile su Amazon: LINK
  • Sito web dell’autrice: https://www.ritasalvadori.it/
  • Sito web dell’editore: https://edizioniprogettofratellanza.com/


Recuperate le tappe precedenti e partecipate al giveaway!

 

 Link al Giveaway:

 

 http://www.rafflecopter.com/rafl/display/7ba4d8bd32/? 


 

venerdì 20 ottobre 2023

BLOGTOUR BRONZO ASSASSINO DI MARCO BERTOLI- TERZA TAPPA

 


La Mitologia dietro “Bronzo assassino”



Benvenuti alla terza tappa del blogtour dedicato a Bronzo assassino, giallo storico-mitologico di Marco Bertoli edito ds Nps edizioni.

In questa tappa parleremo della mitologia dietro al romanzo, spiegata da Marco Bertoli in persona.


Il romanzo è un giallo storico ambientato nella Grecia continentale durante la fase terminale dell’Epoca micenea, il così definito Tardo Elladico IIIB:2. Ho cercato di descrivere le caratteristiche del periodo conclusivo di questa civiltà dell’Età del Bronzo nella maniera più fedele possibile sulla base delle attuali conoscenze archeologiche. Le radici della vicenda narrata nel libro non attingono, però, né ad avvenimenti reali né a personaggi storici bensì alla loro versione trasfigurata dal mito.

La Guerra di Troia. Ultimo quarto del XIII secolo a.C.

Se chiedessimo a un qualsiasi passante chi, a suo giudizio, sia il più grande condottiero della Storia, è probabile che otterremmo come risposta: «Alessandro Magno», «Giulio Cesare», «Annibale» o «Napoleone». Se, invece, gli domandassimo quale consideri essere la guerra più famosa, novantanove su cento ci sentiremo dire con espressione sicura: «La guerra di Troia!»

Curioso come i cinquantuno giorni di combattimenti cantati in un’opera di poesia, l’Iliade, siano assurti nel nostro immaginario collettivo come l’archetipo di tutti i conflitti.

La trama del poema, incluso l’epilogo non presente nei suoi versi, si riassume in poche righe. La guerra fra Achei e Troiani fu scatenata del rapimento di Elena, moglie di Menelao wanaka di Sparta e la donna più bella del mondo, perpetrato da Paride, secondogenito di Priamo, il sovrano di Troia. Per vendicare l’onore del fratello, Agamennone, signore di Micene, raccolse in un esercito i maggiori comandanti delle città greche e i loro sudditi per muovere contro Troia. Lo scontro durò dieci anni, con perdite di eroi e gente comune in entrambi gli schieramenti. Troia infine cadde grazie all’astuzia di Odisseo, wanaka di Itaca, e al suo stratagemma del cavallo di legno.

Questo racconta il mito, ma la realtà?

Grazie agli scavi di Schliemann, e a lui successivi, uniti ai documenti dell’Impero Ittita, sappiamo che è esistita una città di nome Wilusa, da cui l’omerico (W)Ilion, capitale di un regno che dominava le rive nord-occidentali dell’Anatolia ed era vassallo del suddetto impero. L’importanza e le ricchezze dell’insediamento provenivano dal controllo che esercitava sullo Stretto dei Dardanelli. Questo, infatti, costituiva un passaggio obbligato per le rotte commerciali che dalla Grecia conducevano ai floridi giacimenti metalliferi del Mar Nero. Frutto ambito al centro dei complessi e spesso bellicosi rapporti fra gli Ittiti e gli Achei, Troia doveva infine cadere vittima di un raid condotto da questi ultimi in un momento di debolezza degli antagonisti. Il successo della scorreria dovette destare così grande rinomanza da essere tramandato nei secoli successivi. La trasmissione orale, poi, ingigantì i fatti e i protagonisti al punto di tramutare uno scontro risoltosi in pochi mesi in una guerra protrattasi per dieci anni che vide perfino l’intervento delle divinità a sostegno degli eroi di ambedue le fazioni.

Nonostante quanto riferito e le evidenze archeologiche visibili sulla collina di Hissarlik, l’identificazione di uno dei livelli (Troia VIIa) con la città descritta da Omero e rasa al suolo dopo un assedio rimane tuttora, come minimo, dai contorni incerti.

Atreo e Tieste, gemelli coltelli.

Nel Capitolo 32 di “Bronzo assassino” faccio raccontare da Elena la storia che vede contrapposti e nemici feroci i gemelli omozigoti Atreo e Tieste.

La saga degli Atridi, al pari di una Soap opera, è costituita dalla lunga serie di miti incentrati su Atreo, i suoi figli, Agamennone e Menelao, e i nipoti contrapposti a Tieste e alla sua altrettanto agguerrita progenie. Ne esistono diverse varianti, alcune anche contraddittorie nello svolgersi degli eventi e nei comportamenti dei protagonisti, tuttavia il filo comune è la catena di dispute e crudeli vendette reciproche, con le loro conseguenze, messe in atto dai gemelli per impossessarsi del trono di Micene. Cannibalismo, incesto, omicidio, matricidio, tradimenti e altri crimini minori: nessuna nefandezza è stata trascurata allo scopo di produrre sentimenti morbosi di orrore e ripugnanza negli ascoltatori!

Va bene la rappresentazione di un campionario delle atrocità cui può spingersi la natura umana pur di raggiungere il fine prefissato, ma cosa si nasconde dietro la leggenda?

Credo che una risposta sia la cruda realtà di un sistema sociale che non tollerava debolezza o tentennamenti in quanti aspiravano allo scettro di wanaka. In altre parole, congiura e assassinio erano i metodi più naturali ed efficaci per impossessarsi di un trono che si riteneva spettasse per diritto o per forza.


Quarta di copertina: 


Sparta, 1208 a.C.

Il principe Ettore, erede al trono di Troia, guida una missione diplomatica per stipulare un trattato di alleanza con Menelao, wanaka di Sparta, ma si ritrova coinvolto in una serie di efferati delitti e di macchinazioni politiche.

In una lotta contro il tempo e la sete di vendetta dei bellicosi Achei, il primogenito di Priamo dovrà trovare le prove per scagionare Paride ed Enea dalle accuse di omicidio e salvarli così da una condanna a morte.Un avvincente giallo storico in cui i personaggi del mito sono calati nella dura e passionale realtà della civiltà micenea.

 

Estratto:

Tannatamuwatalla, Possente devastatore, era il nome con cui il padre lo aveva presentato al popolo, mostrandolo dalla terrazza della reggia di Troia.

Sorrise. Il suo ospite, per quanto avvezzo alla parlata dei popoli che abitavano le sponde del Mare Inospitale, aveva riassunto lo scioglilingua in Ettore, il Forte.

Seguite le prossime tappe del blogtour e, qualora non lo aveste fatto, leggete anche le rpecedenti!

 

Biografia: Marco Bertoli 


Marco Bertoli è geologo in pensione. Ha pubblicato i romanzi: “L’avvoltoio. Delitti all’alba della scrittura”, “Gilgamesh. La storia di un eroe sumero”, “Eroina suo malgrado e altri racconti”, “Frammenti di vita”, “Delitti nella Storia”, “Il Cavaliere, la strega e…”, “Ivano. Il cavaliere del leone”, “1886. Quando le Lunatermiti invasero la Terra”, “La Streghetta e la Vampira”, “Morte a Pilakopi”, “La mula del maresciallo”, e “Miniera”.

Numerosi racconti hanno vinto concorsi e sono stati pubblicati in oltre duecentocinquanta antologie.

Con NPS Edizioni ha pubblicato la serie di gialli ucronici “I delitti del Reame Pisano”: “Percussor” e “La Signora che vede i morti”.



Recap

  • Titolo: Bronzo assassino. Intrighi a Sparta.
  • Autore: Marco Bertoli
  • Editore: NPS Edizioni
  • Genere: giallo storico
  • Pagine: 280
  • Prezzo: 15 euro (cartaceo) / 2,99 euro (ebook)
  • Data di uscita: 1 novembre 2023
  • Copertina di Fabio Maffia
  • Link: Amazon
  • Sito NPS: www.npsedizioni.it