Libri, film, fumetti, cartoni animati, serie tv, ma anche il passato e la Storia: sono infiniti gli Universi in cui navigare e perdersi, mondi di fantasia oppure realtà che si confonde col mito e la leggenda.
La recensione del film con Scamarcio su
Caravaggio
Finalmente
sono tornata al cinema dopo molti mesi, e sono contenta di aver scelto questo
film, L'ombra di Caravaggio, ben girato e molto accurato, per la regia di Michele Placido (anche
attore) che dirige un ottimo cast su cui brilla Riccardo Scamarcio, perfetto
nei panni di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, eccelso artista vissuto
tra fine ‘500 e inizio ‘600.
La
trama segue l’indagine di un messo pontificio, detto l’Ombra (Louis Garrel),
sull’artista che chiede la grazia dopo una delle sue malefatte; con questo
espediente narrativo lo spettatore viene messo a conoscenza della vita e delle
opere del geniale artista, controcorrente e dall’animo popolare.
Da notare quindi il doppio senso del titolo del film!
Scopriamo la
sua indole rissosa, il suo amore per la pallacorda giocata all’interno dei
ruderi romani, la predilezione per le feste popolane e soprattutto per la gente
più povera, gli ultimi, le prostitute, persone che sceglieva per i suoi dipinti che
venivano così malvisti e rifiutati dalla Chiesa ufficiale, ma apprezzate dal ricco
clero (come il cardinale Scipione Borghese) e dai nobili illuminati, come la sua protettrice Costanza Colonna
(Isabelle Huppert).
La
pittura dal vero era ciò che distingueva l’artista dagli altri del suo tempo,
come il Cavalier d’Arpino, di cui fu apprendista, e il Baglione (Vinicio Marchioni),
suo grande nemico insieme ad altri nobili con cui litigava spesso e volentieri,
arrivando a compiere due omicidi.
Gli
artisti dell’epoca infatti seguivano pedissequamente le direttive del
committente, ovvero la Chiesa, che voleva immagini celestiali e candide, mentre
Caravaggio dipingeva volti e corpi realistici, in ambienti ricchi di luci e
ombre, proprio come era il suo carattere.
Assistiamo
così ai suoi tableau dal vivo, con prostitute come Lena (Micaela Ramazzotti) a
interpretare la Madonna e poveri mendicanti come quello che ha prestato volto e
corpo a S. Pietro (Alessandro Haber).
Il
tutto è supportato da un’ottima fotografia, che richiama i quadri del Nostro
senza appesantire troppo (sarebbe venuto fuori un film inguardabile), bellissimi
costumi, scenografia buona ma un po’ claustrofobica: hanno girato in pochi ampi
spazi aperti, probabilmente per la difficoltà a eliminare la modernità dalle
location.
Altra
nota positiva, l’uso di un italiano più o meno dell’epoca, ma non troppo,
sempre per non appesantire.
Nel
complesso si vede che ci hanno speso molti soldi!
Un
po’ lungo, ma si guarda con molto piacere, e invoglia, per chi non le
conoscesse, ad ammirare tutte le opere che Caravaggio ci ha lasciato.
Recap
Titolo:
L’ombra di Caravaggio
Genere:
biopic, storico
Regia:
Michele Placido
Durata:
120’
Produzione:
Italia-Francia
Data
di uscita: 3 novembre 2022
Main
cast: Riccardo Scamarcio, Louis Garrel, Michele Placido, Micaela Ramazzotti,
Isabelle Huppert, Vinicio Marchioni
è da pochi giorni uscito Cinisca di Sparta di Alessandra Leonardi, romanzo storico ambientato nell'antica Grecia ed edito da Montag.
Cinisca di Sparta.
La storia di un simbolo.
La storia di una leggenda.
Dopo aver scirtto gli snippet e i meta per la SEO... posso dirvi quanto sia contenta ed emozionata per l'uscita di questo romanzo, ispirato alla figura di Cinisca di Sparta e a cui ho lavorato quasi due anni. Ho partecipato ad alcuni concorsi letterari e la casa editrice Montag ha apprezzato il romanzo: seppur non vincitore del concorso è stato pubblicato ed è disponibile sul sito dell'editore e su alcuni store online.
A marzo e ad aprile si terrà il blogtour che inizierà proprio su queste pagine web, questa è la sinossi del romanzo:
Le Olimpiadi antiche erano esclusivamente un discorso per
uomini. Le donne, da regolamento, non potevano partecipare ai Giochi e potevano
presenziare all'interno dello Stadio soltanto se ancora nubili. Questo in quasi
tutta la Grecia ma non a Sparta dove c'era un'eccezione: la corsa dei carri.
Questa non è solo la storia delle Olimpiadi, ma la storia di una donna,
Cinisca, figlia di Archidamo II, l'austero Re di Sparta, prima donna nella
storia che - fra complotti, intrighi, fughe e peripezie di ogni tipo - sentirà
il pubblico urlare il suo nome alle Olimpiadi del 396 a. C., e che dopo 2400
anni è ancora un punto di riferimento per tutte le sportive.
Un estratto, l'incipit del romanzo:
I dardi infuocati dell’astro
trainato da Apollo mi trafiggono il corpo e stille di sudore imperlano la mia
fronte, solcandomi il viso, il collo e assestandosi nell’incavo dei seni.
I capelli sciolti, ali di
corvo sulla schiena, s’incollano alla pelle. Eolo non dona neppure un refolo di
Zefiro a rinfrescare il mio corpo.
Allineata con le mie
compagne attendo il segnale di partenza. In fondo c’è un traguardo e devo
raggiungerlo per prima.
Nelle mie vene scorre il
sangue di Eracle. Sono Cinisca, della dinastia Euripontide, principessa di
Sparta.
E devo vincere.
Recap:
Titolo: Cinisca di Sparta
Autrice: Alessandra
Leonardi
Editore: Montag
Genere: Narrativa
storica, romanzo storico, biografia romanzata
Tre volumi sui pirati, scritti dall'autore di Robinson Crusoe, Daniel Defoe
Cari pirati,
siete sbarcati nel porto giusto! Oggi vi portiamo a navigare tra le pagine di tre volumi, scritti probabilmente da Daniel Defoe, autore di Robinson Crusoe, a cura di Flavio Carlini ed edito da edizioni Haiku.
Daniel Defoe
La Storia generale dei pirati, sia essa
veramente opera del celeberrimo scrittore Daniel
Defoe (autore di Robinson Crusoe) oppure del
fantomatico capitano “Charles Johnson” è un testo
controverso che rappresenta un caposaldo della
letteratura di genere, un documento essenziale per la
comprensione degli usi e costumi dei marinai nell’età
dell’oro della pirateria. L’opera originale (1724) fu un
successo sensazionale.
La Storia generale rinasce in una veste nuova,
una riedizione inedita pensata come una serie di
volumi dedicati a ciascuno dei protagonisti che
l’opera originale racconta, con una moderna
traduzione del testo a cura dello scrittore Flavio Carlini
e degli approfondimenti biografici e bibliografici. Il
primo volume di questo compendio sulla pirateria ci
presenta la storia di Henry Every, considerato
all’epoca il “Re dei pirati”: talmente importante che
riuscì addirittura a mettere in crisi il dominio britannico
in India. A bordo della sua nave Fancy, Henry Every
inaugura il viaggio della collana Settemari.
Un estratto:
Nessuno di questi intrepidi avventurieri è stato al centro
dell’attenzione, per un certo periodo, quanto Avery;
egli fece molto rumore nel mondo (quanto fa ora
Meriveis11) ed era visto come un uomo piuttosto
importante. Era rappresentato in Europa come
qualcuno che era stato capace di conquistare la
dignità di un re, e avrebbe potuto in effetti fondare una nuova monarchia. Infatti si dice che avesse
accumulato immense ricchezze, e sposato la figlia del
Gran Moghul, caduta nelle sue mani con la cattura di
una nave indiana.
Sembra che abbia avuto molti figli da lei, vivendo in
condizioni regali, costruendo forti, magazzini, e
guidando un’imponente flotta navale con abili
equipaggi radunati da tutte le nazioni. Aveva inoltre
dato disposizione ai capitani delle sue navi e ai
comandanti dei suoi forti di essere appellato come
loro Principe.
Una rappresentazione teatrale dal titolo “Il pirata di
successo” fu scritta su di lui. Sembra che alcuni registri
riportino diverse strategie esposte alla cittadinanza per
allestire uno squadrone e catturarlo, mentre altri
riportarono l’idea di offrire la grazia a lui e i suoi
compagni, invitandolo in Inghilterra con tutto il loro
tesoro, quantomeno perché la sua crescente magnificenza poteva ostacolare il commercio tra
l’Europa e le Indie Orientali.
Titolo: Storia generale dei pirati vol 1: Henry Every, il re dei pirati
Genere: storia, biografico
Autore: Daniel Defoe
Curatore: Flavio Carlini
Editore: Haiku
N. di pagine: 120
Prezzo: € 8,50
ebook: € 4,87
Il
secondo volume di questo compendio sulla pirateria è
dedicato a Edward Teach, conosciuto più
semplicemente come “Barbanera”: un nome
talmente celebre che il solo citarlo identifica
immediatamente lo stereotipo del pirata nella mente
di ciascuno di noi. Il viaggio della collana Settemari
procede alla ricerca dell’uomo oltre la leggenda, con
aneddoti storici, bibliografici e culturali che
arricchiscono questo prezioso volume monografico.
Un estratto:
Capitan Teach, detto Barbanera, passò tre o quattro
mesi nel fiume, talvolta ormeggiato nelle baie, talvolta
navigando tra un’insenatura e l’altra e
commerciando i beni depredati con gli sloop che
incontrava. Quando capitava che fosse di umore
generoso offriva loro dei regali in aggiunta alle merci
contrattate, talvolta invece era più deciso e prendeva
quello che gli piaceva, senza chiedere, e
conoscendolo bene i mercanti non si azzardavano a
inviare il conto di quanto preso.
Spesso si divagava andando a terra tra gli agricoltori,
dove si divertiva notte e giorno: era bene accolto da
loro, anche se non so dire se per amore o paura; a
volte era tanto cortese con loro da offrire rum e
zucchero in cambio di quello che prendeva. Però, per
quanto riguarda le libertà (per così dire) che lui e i suoi
compagni si prendevano con le mogli e le figlie degli
agricoltori, non so dire se avesse pagato ad valorem,
oppure no. In certi momenti aveva delle maniere
signorili nei loro confronti e sembra avesse forzato un
sovvenziona- Daniel Defoe “Capitano Charles
Johnson” 86 mento nei confronti di alcuni di loro, anzi,
aveva spesso intimidito il governatore. Non che io
possa scoprire la minima ragione dei litigi tra di loro, ma
sembra che tali intimidazioni siano davvero avvenute.
Titolo: Storia generale dei pirati vol 2- La leggenda di Barbanera
Genere: storico, biografia
Autore: Daniel Defoe
Curatore: Flavio Carlini
Editore: Haiku
N. di pagine: 120
Prezzo: € 10,50
ebook: € 4,87
Il terzo volume della saga è dedicato agli ideali
propri della pirateria, attraverso il racconto di due tra i
più celebri pirati della storia. Edward England e Stede
Bonnet issarono infatti il jolly roger seguendo i sogni e
gli ideali che il mondo della pirateria portava con sé.
Le loro storie ci permettono di capire meglio cosa
potesse spingere un uomo ad avventurarsi per mare,
al di là del mero guadagno.
Un estratto:
Maggiore Stede Bonnet, sei qui condannato per due
accuse di pirateria: una per verdetto della giuria e
l’altra per tua stessa confessione.
Inoltre, sei stato incriminato per solamente due fatti,
eppure sai che al tuo processo è stato pienamente
dimostrato anche da un testimone non volontario, che
hai catturato come pirata non meno di tredici vascelli,
fin dalla tua partenza dalla Carolina del Nord.
Al contempo potresti essere stato incriminato e
condannato per altri undici atti di pirateria, dal
momento che hai ottenuto il beneficio dell’atto di
grazia del Re e hai fatto finta di abbandonare quel
malvagio stile di vita.
Senza menzionare i numerosi atti di pirateria che hai
commesso in precedenza, per i quali se il tuo perdono
da parte dell’uomo fu certamente autentico,
nondimeno devi aspettarti di rispondere per loro davanti a Dio.
Titolo: Storia generale dei pirati vol. 3- Gli ideali della pirateria, England e Bonnet
Autore: Daniel Defoe
Genere: storico, biografia
Curatore: Flavio Carlini
Editore: Haiku
N. di pagine: 150
Prezzo: € 10,50
Conosciamo il curatore dei volumi, Flavio Carlini
Flavio Carlini, scrittore, reporter
e video-maker, gestisce e cura la collana Settemari
insieme a Mauro Cotone. Settemari raccoglie i classici
più controversi della letteratura anglosassone, storie di
pirati, briganti e altri malfattori entrate
nell’immaginario collettivo. Cronache avventurose di
personaggi a metà tra storia e mito, legati alla
tradizione e alle leggende popolari.
Una biografia illustrata di Tolkien, padre del fantasy moderno
Cari amanti del fantasy,
oggi parliamo di una biografia illustrata dedicata a J.R.R. Tolkien, celeberrimo autore di Il signore degli anelli e considerato il padre del fantasy contemporaneo.
Stavolta partiamo dalle tre autrici e dal loro incontro, da cui è nata l'idea.
Paola Ancilotto: ha insegnato nella scuola media, scrive storie e audio fiabe per bambini, teatro e biografie per ragazzi, ed anche percorsi storico-artistici su soggetto veneziano.
Maria Distefano: è illustratrice di libri per bambini e ragazzi, docente in stage e laboratori artistici presso scuole, musei e biblioteche. I suoi laboratori sono incentrati sull’affettività e finalizzati allo sviluppo del proprio potenziale creativo.
Carmen Perin si occupa di grafica, digital painting e video editing. Negli ultimi anni ha affiancato all’attività grafica quella di animatrice di laboratori artistici presso scuole e biblioteche.
Un incontro, un’idea che hanno dato vita a un progetto
Legate da amicizia, collaborano dal 2017 al progetto “Vite di sogni”, collana di biografie illustrate per ragazzi, nata da un’idea iniziale di Corrado Benin, appassionato di storia e letteratura.
Cos’hanno di particolare queste biografie?
Ripercorrono la vita di grandi personaggi della letteratura attraverso oggetti loro appartenuti, momenti significativi, luoghi del cuore, mescolando flashback di esistenza reale con le creazioni della loro immaginazione, i personaggi e le atmosfere delle loro opere.
Sono biografie illustrate rivolte a giovani lettori. Perché?
Pensiamo che possano essere un viaggio emozionante per bambini e ragazzi alla scoperta di esempi e valori che li aiutino a crescere e a diventare migliori.
“L’albero e il Mago”, edita da L’Arco e la Corte, è dedicata al padre della letteratura fantasy, J.R.R. Tolkien, creatore, come sappiamo, di quel mondo straordinario e completo che è la Terra di Mezzo, con la sua geografia, i suoi popoli, la sua storia, la sua lingua, i suoi miti…
Il Mago è l’autore…e l’albero? L’albero è Laocoön, un grande pino nero accanto al quale Tolkien amava sedersi, riflettere, scrivere, leggere e correggere i compiti dei suoi allievi.
E l’albero è anche rappresentato nella mappa, all’interno del libro: tra i suoi rami si leggono le tappe importanti della vita di J.R.R. Tolkien, tra le sue fronde si intravedono oggetti e personaggi, veri o fantastici, che danzano insieme tra mondo reale e mondo immaginato.
Il vostro contributo all’opera?
Paola
Quando si è deciso di lavorare su Tolkien, ho pensato “Tolkien?! Roba da far tremare le vene e i polsi!” Come avrei potuto parlare della sua vita e della sua creazione? Mi pareva un’impresa ardua, quasi impossibile. Poi, pian piano, ho messo a fuoco ciò che veramente volevo raccontare di lui a bambini e ragazzi e, con il provvidenziale aiuto di persone autorevoli che mi hanno suggerito una biografia tra le tante e mi hanno aiutato a individuare alcuni episodi salienti della vita del grande autore, sono arrivata, documentandomi e leggendo moltissimo, a questo testo.
È stato fondamentale l’aiuto di Maria: i suoi bozzetti in qualche caso sono stati di ispirazione al testo, in altri, addirittura, sono stati magicamente simultanei ad esso, in un’incredibile, splendida sinergia.
Nella biografia ho voluto evidenziare quel filo sottile che collega l’ispirazione, l’intuizione creativa con la vita (momenti, esperienze, episodi importanti per Tolkien); ho cercato di capire e indicare ai giovani lettori giovani lettori dove affondavano le radici di alcuni dei personaggi tolkieniani (per esempio Shelob o gli Orchi del Mulino), in quale periodo o momento della sua vita era forse nata l’ispirazione per alcuni tra i linguaggi e i personaggi descritti nella sua immensa
opera. A supporto del testo ci sono le note, che contribuiscono a chiarire alcune parti dello stesso e a dare un certo rigore documentario alla biografia.
Penso che per i ragazzi d’oggi sia interessante e importante conoscere le vite di grandi autori e trovare in esse la scintilla della creazione, quel momento particolare in cui, inaspettatamente e improvvisamente nasce l’ispirazione. Credo che in tal modo i giovani siano aiutati e incoraggiati a far crescere quel germe di creatività che tutti noi abbiamo (per l’una o l’altra disciplina o attività che sia teorica, pratica, operativa, artistica, musicale o altro).
Se poi queste vite di grandi sono loro presentate con le immagini evocative di Maria e rese ‘magiche’ dagli interventi di grafica digitale di Carmen, allora forse possiamo avere buone probabilità di raggiungere e ‘agganciare’ i nostri giovani lettori!
Maria
Ricordo perfettamente il giorno in cui sono andata a comprare un quadernetto dalle pagine di carta riciclata grigia – mi trovavo nella mia casetta in Umbria con le mie due cagnoline, un’estate di tre anni fa – e poi, seduta sul divano a fiori ho iniziato a disegnare, cercando di rappresentare la vita semplice e austera di questo straordinario autore: J.R.R. Tolkien.
Come sempre mi succede le immagini, comparse dapprima nella mente, sono poi scivolate attraverso la matita sui fogli, una appresso all’altra, accavallandosi persino, senza quasi ripensamenti.
E così è partito questo viaggio straordinario, lungo e non privo di difficoltà…ma era il nostro sogno e lo abbiamo realizzato.
Quell’estate vennero a trovarmi prima Paola e poi Carmen: con entrambe si sono create magiche occasioni di sinergia creativa.
Il merito di Paola è stato quello di trovare le parole giuste, le più poetiche per descrivere certi momenti della vita di Tolkien, i suoi incontri, il suo complesso meccanismo creativo. Carmen da parte sua è riuscita a coniugare in modo sapiente due tecniche molto distanti tra loro senza che l’una tradisse l’altra, unendo il calore del disegno tradizionale con la perfezione del digitale.
Carmen
Il mio contributo a questo libro è legato alle attività del mondo del digitale: l’ho impaginato graficamente, ho colorato delle illustrazioni in bianco e nero, ho ritoccato delle immagini a colori, cercando di dare un tocco ‘magico’ con la computer grafica.
Nella colorazione digitale delle immagini a matita di Maria, non ho usato la tecnica tradizionale con i pennelli di Photoshop, ma ho creato diversi livelli di trasparenze del colore e sovrapposizioni di immagini fino a ricreare un’ambientazione complessa o un singolo dettaglio in cui immergere gli attori o i personaggi della biografia. Ho fatto grande attenzione a non coprire il tratto inconfondibile della mano dell’artista.
È altrettanto importante che l’atmosfera di ogni immagine si sposi con quella della parola poetica, quasi onirica dell’autore.
Oggi posso dire di aver realizzato un sogno: portare a termine un impegnativo progetto comune, questa biografia. Penso che passione, dedizione e impegno siano fondamentali per migliorarsi e per realizzare i propri sogni. Nel tempo, abbiamo avuto occasione di incontrare tante persone, studiosi, appassionati, scrittori e illustratori fantasy che ci hanno sostenuto regalandoci pareri, consigli, spazi e opportunità per presentare pubblicamente il nostro progetto. Infine, dulcis in fundo, abbiamo incontrato Domenico Dimichino, editore de l’Arco e la Corte, che ha accolto il nostro progetto nella sua totalità e, in men che non si dica, l’ha pubblicato. E per questo ringraziamo lui e l’Associazione Tolkieniana Italiana.
TRAMA: Nel giardino botanico di Oxford viveva un grande Pino nero. Non è un albero qualsiasi, è un testimone silenzioso... forse anche un gentile suggeritore, le sue foglie e i suoi rami hanno raccontato a chi ha saputo ascoltare, storie di mondi sconosciuti fino ad allora. Quella pianta secolare ha un nome: "Laocoön" ed è il custode dei pensieri di un professore di lingua e letteratura inglese, che sarebbe diventato di lì a poco uno dei più popolari scrittori di tutti i tempi.
J.R.R. TOLKIEN
John Ronald Reuel Tolkien (Bloemfontain 1892- Bournemouth 1973), scrittore inglese, filologo appassionato, gran conoscitore di lingue antiche, dopo aver combattuto nella Grande Guerra, ha insegnato lingua e letteratura anglosassone e inglese a Oxford tra il 1925 e il 1959. Ha pubblicato importanti studi filologici tra cui Beowulf (1937) e The legend of Sigurd and Gudrun, interessandosi fortemente alle saghe nordiche e ai poemi della cultura finnica, ma è ricordato soprattutto come autore di The Hobbit (1937) e di The Lord of the rings (Il Signore degli anelli, da cui è stato tratto il film di Peter Jackson nel 2001), trilogia composta da The Fellowship of the ring, The two towers e The return of the King (La Compagnia dell’Anello, Le due Torri, Il ritorno del Re). In queste opere, tradotte in tutto il mondo, è delineata una mitologia ricchissima per la sua Terra di Mezzo (Middle-Earth), dettagliata sotto il profilo storico, geografico, linguistico, etico, etnico, genealogico. Altre sue opere: Farmer Giles of Ham (1949), Tree and leaf (1955), The adventures of Tom Bombadil (1962) Il Silmarillion (postumo 1977).
Veramente interessante, complimenti alle autrici!
Recap
TITOLO: L’Albero e il Mago – Biografia illustrata del padre della letteratura fantasy
AUTORE: Paola Ancilotto, Maria Distefano, Carmen Perin
EDITORE: L’Arco e la Corte
GENERE: Biografia illustrata, libri per bambini e ragazzi
Un'appassionante biografia di un bandito inglese del '700
Cari lettori,
oggi parliamo di un'altra biografia di un personaggio del passato, sempre a cura e traduzione di Mauro Cotone e scritta da William Harrison Ainsworth, Jack Sheppard.
Nella Londra dei primi del ‘700, agitata dalle
rivendicazioni dei deposti Stuart, si sviluppa la vicenda di
Jack Sheppard, ragazzo traviato dalle cattive
compagnie. Un personaggio storico molto amato dal
popolo, che Ainsworth descrive come una sorta di
“Candido”, oggetto delle persecuzioni di Jonathan Wild,
astuto coordinatore della malavita londinese. Per quattro
volte arrestato e sempre evaso in modo rocambolesco,
viene infine impiccato a soli ventidue anni. La sua
straordinaria evasione dalla prigione di Newgate, ritenuta
inviolabile, lo ha proiettato nell’immaginario collettivo
dell’Inghilterra letteraria dando origine a romanzi e a
opere teatrali e cinematografiche. Ainsworth, romanziere
vittoriano di grandissimo successo, ne tratteggia la vita
dando un’immagine vivida e a tratti macabra
dell’ambiente della malavita settecentesca. Nella
traduzione si dà grande risalto, oltre che agli aspetti storici
e letterari, anche a quelli linguistici, approfondendo le
tematiche relative allo slang criminale del tempo.
Tipico esempio di romanzo vittoriano, l'opera descrive la vita del celebre bandito, unendo spunti di
fantasia a episodi reali. La storia ricorda, per molti aspetti,
la produzione contemporanea di Dickens, di cui
Ainsworth era amico: il gusto delle descrizioni tipicamente
ottocentesco, l'umorismo con cui sono tratteggiati alcuni
personaggi e le rappresentazioni che vanno dall'epico, al
grottesco, al macabro. L'autore, schierato con tutta
evidenza dalla parte del ragazzo traviato e perseguitato,
costruisce un godibilissimo meccanismo che costituisce la
perfetta rappresentazione della Londra settecentesca.
Un estratto
In considerazione del carattere di Jack Sheppard, pronto
a tutto, il responsabile di New Prison ritenne opportuno
bloccarlo con ceppi dal peso inusuale e collocarlo in una
cella che, per la resistenza e la sicurezza che sfoggiava,
era chiamata la segreta di Newgate. La cella in cui fu
rinchiuso era lunga circa sei iarde e larga tre, e in altezza
poteva misurare dodici piedi. Le finestre, a circa nove
piedi dal pavimento, non avevano vetri, ma erano rese
sicure da spesse sbarre di ferro e da una trave di quercia.
Lungo il pavimento correva una sbarra di ferro a cui era
attaccata la catena di Jack, che così poteva muoversi
da un lato all'altro della stanza. Nella stessa cella non
c'erano altri prigionieri, con l'eccezione di Edgeworth
Bess. Jack era di umore eccellente e, per il suo
comportamento allegro e spassoso, divenne presto il
favorito del secondino, che gli concesse tutto quello che
era compatibile con la sua situazione. La notizia della sua
prigionia provocò un'immensa sensazione; gli scagliarono
addosso innumerevoli accuse: fra le altre, fu mossa quella
della rapina a Dollis Hill, con l'omicidio della signora
Wood, e fu offerta una grande ricompensa per la cattura
di Blueskin; e poiché, in aggiunta, Jack aveva minacciato
di accusare Wild, il suo imminente interrogatorio era
atteso con il massimo interesse.
Il giorno prima di quello in cui era fissato l'interrogatorio –
il terzo dalla carcerazione del prigioniero – un vecchio,
vestito decorosamente, chiese il permesso di vederlo;
ma, poiché Jack aveva dichiarato apertamente di voler
tentare la fuga, i movimenti dei due furono esaminati con attenzione. Il vecchio fu portato alla cella dal secondino,
che gli restò vicino per tutta la durata del colloquio.
Sembrava che quello fosse sconosciuto al prigioniero, e che il solo motivo della sua visita fosse la curiosità. Dopo
una breve conversazione, che Sheppard sostenne con il
suo solito brio, il vecchio si rivolse a Bess e le indirizzò
alcune galanti parole di circostanza. A un tratto, Jack
fece un movimento improvviso che attirò l'attenzione del
secondino: in quel momento, il vecchio fece scivolare un
pacchetto avvolto in un fazzoletto nelle mani di Bess, che
istantaneamente se lo nascose nel petto. Il secondino si
girò subito, ma la manovra gli sfuggì; dopo che ebbe
conversato ancora un po', il vecchio prese congedo.
Rimasto solo con Edgeworth Bess, Jack diede in un
grande scoppio di esultanza.
– Blueskin è un amico nel momento del bisogno – disse –
Il travestimento era eccezionale, ma io l'ho capito subito.
Ti ha dato gli arnesi?
– Certo – rispose Bess, mostrando il fazzoletto.
– Bravo – gridò Sheppard esaminandone il contenuto e
scoprendo che c'erano una lima, due succhielli e un
trapano – Jonathan Wild scoprirà che non è facile
tenermi dentro. Sicuro come il fatto che adesso se ne sta
a casa sua, prima del mattino gli farò visita all'Old Bailey,
e gli pagherò i vecchi debiti. Vale quasi la pena di essere
messo in prigione, per avere il piacere di scappare;
adesso posso mettere alla prova la mia capacità – Così
dicendo, nascose con cura gli attrezzi.
Il curatore e traduttore, Mauro Cotone
Mauro
Cotone, laureato in Scienze
politiche, ex dirigente
amministrativo del Ministero per
i Beni e le Attività Culturali, è
autore di pubblicazioni di
carattere specialistico
nell’ambito del pubblico
impiego. Ha tradotto e curato,
su riviste di settore, testi di pensatori del radicalismo
inglese, nonché il trattato del 1793 La Giustizia Politica di
William Godwin (1990). Ha pubblicato ricerche sullo stampatore Giambattista Bodoni e sul Risorgimento
italiano. Nel 2012 ha tradotto e curato Il Lavoro e i Poveri
nella Londra vittoriana, prima traduzione italiana
dell’opera del giornalista Henry Mayhew. Nel 2017 ha
pubblicato La forza della necessità - Antologia del
radicalismo inglese dei secoli XVIII e XIX. Per la collana
“Settemari”, di cui è co-direttore nell’ambito della casa
editrice Haiku, ha tradotto e curato Jack Sheppard. Il
bandito più amato di Londra, del 1839, di William Harrison
Ainsworth (2019), St. Leon l’Alchimista, del 1799, di William
Godwin (2020) e le Memorie di James Hardy Vaux.
Truffatore e ladro del 1819 (pubblicate sempre nel 2020).
Ha ottenuto riconoscimenti in concorsi letterari nazionali
per racconti e romanzi, pubblicando due raccolte di
racconti (Tratti di penna, 2009 e La casa di via Donatello,
2011) e tre romanzi: La bicicletta di Rasputin (2016), I giorni
(2017) e La vita sessuale degli Ittiti (LuoghInteriori 2018),
che ha vinto la sezione Narrativa del Premio letterario
“Città di Castello” edizione 2017.
Recap
Titolo: Jack Sheppard, il bandito piu' amato di Londra
La biografia di un personaggio particolare vissuto a fine 1700-inizio 1800
Cari lettori,
oggi parliamo di una biografia: Memorie di James Hardy Vaux, truffatore e ladro, a cura di Mauro Cotone, edito da Haiku.
La trama. Completamente immerso – “come un pesce nell’acqua” – nel mondo criminale dei primi anni del XIX secolo, James Hardy Vaux (1782-?) abbandona la sicurezza di una famiglia che spesso rimpiangerà per dedicarsi a ogni sorta di truffe e raggiri. Arrestato e deportato per tre volte in Australia, sperimenta gli orrori delle navi-prigione, le traversate oceaniche e la durezza della permanenza all’altro capo del mondo. In occasione dei rientri in patria, non smette di delinquere, spinto da quello che egli stesso chiama “il mio cattivo genio”, per finire poi i propri giorni nel Nuovissimo Mondo, in un anno imprecisato.
Nella seconda permanenza australiana scrive il Nuovissimo Vocabolario del Gergo criminale, uno strumento fondamentale per la conoscenza del linguaggio della malavita inglese.
Con uno stile inaspettatamente colto, per un ragazzo dedito a una vita facile all'insegna del furto e del raggiro, James Hardy Vaux ci fa vivere dall'interno l'esistenza precaria di un giovane che si è lasciato alle spalle la convivenza civile. Una serie di avventure nelle quali è possibile leggere la ribellione delle classi diseredate, che hanno scelto di vivere ai margini della società, sfidandone le convenzioni fino alle estreme conseguenze. Aderendo totalmente al proprio stile di vita, l'autore si getta a capofitto nella sua lotta solitaria, dandoci uno spaccato impietoso della società inglese del tempo. Il volume è arricchito da un’appendice interessantissima: un vocabolario del gergo criminale scritta dallo stesso Vaux.
Leggiamo un brano della biografia, narrata da Vaux medesimo.
Quella stessa sera fui formalmente accolto come
membro di questa confraternita fraudolenta e, dopo
una libagione al caffè Piazza, tutti tornarono in scena,
dove io poco dopo capitai come per caso; così, dopo
aver giocato qualche partita con il biscazziere,
dimostrando grande mancanza di capacità, fui infine
sfidato da uno del nostro gruppo, che era stato visto
in altre occasioni giocare bene. Naturalmente, furono
fatte grandi scommesse contro la mia persona: così
nel bel mezzo del gioco, fingendomi irritato dalla
diffusa sfiducia degli astanti verso di me, iniziai a
riscaldarmi e attirai le scommesse di molti fra i presenti,
fino a che vinsi la partita (con le puntate che stavano
sei a quattro contro); anche il mio antagonista si
cautelò facendo le stesse scommesse dei nostri
compari, dopo di che, non arrivando più altre
puntate, si rilassò un po’ nel gioco. Io migliorai
progressivamente e, per amore della forma, lasciai
che il punteggio arrivasse a venti pari: i babbei (o gli
estranei) iniziarono a dare di matto e cercarono di
tirarsi fuori, ma senza effetto. Presi dunque un rischio
con successo e vinsi la partita, con grande sconforto
di quelli che così risolutamente mi si erano messi
contro. La persona che giocava con me disse che
avevo vinto solo per fortuna e per un gioco scriteriato
e, gettando via con aria infuriata le ricevute delle
scommesse, giurò che avrebbe giocato con me il
giorno successivo per una somma maggiore, e mi
avrebbe dato cinque punti di distacco. Questa
trovata tolse qualsiasi sospetto dalle menti dei perdenti,
che avevamo interesse a mantenere all'oscuro del trucco.
Poiché l'ambiente si stava facendo caldo,
ci allontanammo uno alla volta, ci incontrammo
al solito posto e procedemmo alla divisione dei
guadagni della serata, che ammontavano a circa trenta sterline.
Conosciamo il traduttore e curatore del libro, Mauro Cotone.
Mauro Cotone, laureato in Scienze Politiche,
ex dirigente amministrativo del Mibact, è autore
di pubblicazioni di carattere specialistico nell'ambito
del pubblico impiego. Ha tradotto e curato, su riviste di settore,
testi di pensatori del radicalismo inglese, nonché
il trattato del 1793 La giustizia politica di William Goodwin.
Ha pubblicato ricerche sullo stampatore Giambattista
Bodoni e sul Risorgimento italiano. Nel 2012 ha tradotto
e curato Il Lavoro e i Poveri nella Londra vittoriana,
prima traduzione italiana dell’opera del giornalista
Henry Mayhew. Nel 2017 ha pubblicato La forza della
necessità - Antologia del radicalismo inglese dei secoli
XVIII e XIX. Per la collana “Settemari”, di cui è codirettore
nell’ambito della casa editrice Haiku, ha
tradotto e curato Jack Sheppard. Il bandito più amato
di Londra, del 1839, di William Harrison Ainsworth
(2019), St. Leon l’Alchimista, del 1799, di William
Godwin (2020) e le Memorie di James Hardy Vaux.
Truffatore e ladro del 1819 (pubblicate sempre nel
2020). Ha ottenuto riconoscimenti in concorsi letterari
nazionali per racconti e romanzi, pubblicando due
raccolte di racconti (Tratti di penna, 2009 e La casa di
via Donatello, 2011) e tre romanzi: La bicicletta di
Rasputin (2016), I giorni (2017) e La vita sessuale degli
Ittiti (LuoghInteriori 2018), che ha vinto la sezione
Narrativa del Premio letterario “Città di Castello”