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sabato 21 giugno 2025

REVIEW PARTY: L'ULTIMA PREDICA DI ALESSIA FRANCONE


Un giallo storico ambientato in Toscana nel XIII secolo





L’ultima predica di Alessia Francone, edito da Nps edizioni, è un romanzo ambientato in un paese immaginario della Toscana, precisamente nel 1262, periodo in cui si affermavano i Comuni e la lotta tra Guelfi e Ghibellini era serrata.

Questa è l’ambientazione scelta dall’autrice, una medievista, per un giallo dal taglio classico i cui

protagonisti sono il giudice Raniero da Albinea e Arrigo Buonforte, cavaliere del podestà. I due si

trovano a indagare sull’omicidio di frate Rinaldo da Firenze, predicatore domenicano, e si

muovono quindi in un ambiente particolarmente ostico, quello dei conventi, in una cittadina scossa

da faide nobiliari e avvenimenti storici.

L’ambientazione storica è molto precisa e puntuale, a partire dalle date che scandiscono i capitoli,

passando per l’uso di una terminologia particolarmente accurata, un elenco dei personaggi per

finire con un utilissimo glossario.

La trama scorre molto bene, è intrigante senza mai appesantirsi da lungaggini o descrizioni troppo

tediose e non mancano i colpi di scena.

I personaggi, le cui caratteristiche emergono nel corso della storia, sono ben delineati.


Seguite le successive tappe del review party!

Recap

  • Titolo: L’ultima predica
  • Autore: Alessia Francone
  • Editore: NPS Edizioni
  • Genere: giallo storico
  • Pagine: 206
  • Prezzo: 15€ (cartaceo); 2,99€ (digitale)
  • Copertina di Fabio Maffia.
  • Data di uscita: 10 giugno 2025


martedì 16 aprile 2024

RECENSIONE: L'ULTIMA PREDICA DI ALESSIA FRANCONE


Un giallo storico ambientato in Toscana nel XIII secolo

 

 


 

L’ultima predica di Alessia Francone è un romanzo ambientato in un paese immaginario della Toscana, precisamente nel 1262, periodo in cui si affermavano i Comuni e la lotta tra Guelfi e Ghibellini era serrata.

 

Questa è l’ambientazione scelta dall’autrice, una medievista, per un giallo dal taglio classico i cui protagonisti sono il giudice Raniero da Albinea e Arrigo Buonforte, cavaliere del podestà. I due si trovano a indagare sull’omicidio di frate Rinaldo da Firenze, predicatore domenicano, e si muovono quindi in un ambiente particolarmente ostico, quello dei conventi, in una cittadina scossa da faide nobiliari e avvenimenti storici.

Trama:

Toscana, anno del Signore 1262.
Frate Rinaldo da Firenze, illustre predicatore domenicano giunto nel borgo di Monteviverna per tenervi i sermoni quaresimali, viene trovato morto in un vicolo buio, ucciso con un’unica pugnalata inferta alle spalle. I confratelli e i fedeli sono attoniti: chi può aver osato colpire un uomo di Dio, ammirato per la sua straordinaria eloquenza e per il suo inflessibile rigore di vita, e perché? Spetta al colto giudice Raniero da Albinea, con l’aiuto dell’amico Arrigo, addentrarsi nella difficile ricerca della verità, in un’indagine intricata che porterà alla luce i lati tenebrosi dell’animo umano. Ben presto si scoprirà che più di una persona aveva motivi di risentimento contro il defunto Rinaldo, e che un’amara realtà si cela oltre le apparenze…

 

L’ambientazione storica è molto precisa e puntuale, a partire dalle date che scandiscono i capitoli, passando per l’uso di una terminologia particolarmente accurata, un elenco dei personaggi per finire con un utilissimo glossario.

 

La trama scorre molto bene, è intrigante senza mai appesantirsi da lungaggini o descrizioni troppo tediose e non mancano i colpi di scena.

 

I personaggi, le cui caratteristiche emergono nel corso della storia, sono ben delineati.

 

L’editing, curato da Jessica Maccario, è accurato e anche la cover è ideale nella sua semplicità.

 

Il romanzo è il primo di una serie, aspettiamo dunque con ansia la seconda avventura di Raniero da Albinea!

 

 

Recap

 

  • Titolo: L’ultima predica
  • Autrice: Alessia Francone
  • Genere: giallo storico
  • Editore: self published
  • N. di pagine: 210
  • Prezzo: € 12, ebook € 2,99
  • Link: Amazon

 

 

giovedì 2 novembre 2023

NUOVA USCITA: BRONZO ASSASSINO DI MARCO BERTOLI

 Intrighi a Sparta!





E' da poco uscito il nuovo romanzo di Marco Bertoli, Bronzo Assassino- Intrighi a Sparta, edito da Nps edizioni.


Sparta, 1208 a.C.

Il principe Ettore, erede al trono di Troia, guida una missione diplomatica per stipulare un trattato di alleanza con Menelao, wanaka di Sparta, ma si ritrova coinvolto in una serie di efferati delitti e di macchinazioni politiche.

In una lotta contro il tempo e la sete di vendetta dei bellicosi Achei, il primogenito di Priamo dovrà trovare le prove per scagionare Paride ed Enea dalle accuse di omicidio e salvarli così da una condanna a morte.

Un avvincente giallo storico in cui i personaggi del mito sono calati nella dura e passionale realtà della civiltà micenea.

 

Estratto:

Tannatamuwatalla, Possente devastatore, era il nome con cui il padre lo aveva presentato al popolo, mostrandolo dalla terrazza della reggia di Troia.

Sorrise. Il suo ospite, per quanto avvezzo alla parlata dei popoli che abitavano le sponde del Mare Inospitale, aveva riassunto lo scioglilingua in Ettore, il Forte.

 

Biografia: Marco Bertoli 


Marco Bertoli è geologo in pensione. Ha pubblicato i romanzi: “L’avvoltoio. Delitti all’alba della scrittura”, “Gilgamesh. La storia di un eroe sumero”, “Eroina suo malgrado e altri racconti”, “Frammenti di vita”, “Delitti nella Storia”, “Il Cavaliere, la strega e…”, “Ivano. Il cavaliere del leone”, “1886. Quando le Lunatermiti invasero la Terra”, “La Streghetta e la Vampira”, “Morte a Pilakopi”, “La mula del maresciallo”, e “Miniera”.

Numerosi racconti hanno vinto concorsi e sono stati pubblicati in oltre duecentocinquanta antologie.

Con NPS Edizioni ha pubblicato la serie di gialli ucronici “I delitti del Reame Pisano”: “Percussor” e “La Signora che vede i morti”.



Recap


  • Titolo: Bronzo assassino. Intrighi a Sparta.
  • Autore: Marco Bertoli
  • Editore: NPS Edizioni
  • Genere: giallo storico, miti e leggende
  • Pagine: 280
  • Formato: 14,8*21 cm (cartaceo)
  • Prezzo: 15 euro (cartaceo) / 2,99 euro (ebook).
  • Data di uscita: 1 novembre 2023
  • Copertina di Fabio Maffia
  • Link: Nps edizioni
  •          Amazon

venerdì 20 ottobre 2023

BLOGTOUR BRONZO ASSASSINO DI MARCO BERTOLI- TERZA TAPPA

 


La Mitologia dietro “Bronzo assassino”



Benvenuti alla terza tappa del blogtour dedicato a Bronzo assassino, giallo storico-mitologico di Marco Bertoli edito ds Nps edizioni.

In questa tappa parleremo della mitologia dietro al romanzo, spiegata da Marco Bertoli in persona.


Il romanzo è un giallo storico ambientato nella Grecia continentale durante la fase terminale dell’Epoca micenea, il così definito Tardo Elladico IIIB:2. Ho cercato di descrivere le caratteristiche del periodo conclusivo di questa civiltà dell’Età del Bronzo nella maniera più fedele possibile sulla base delle attuali conoscenze archeologiche. Le radici della vicenda narrata nel libro non attingono, però, né ad avvenimenti reali né a personaggi storici bensì alla loro versione trasfigurata dal mito.

La Guerra di Troia. Ultimo quarto del XIII secolo a.C.

Se chiedessimo a un qualsiasi passante chi, a suo giudizio, sia il più grande condottiero della Storia, è probabile che otterremmo come risposta: «Alessandro Magno», «Giulio Cesare», «Annibale» o «Napoleone». Se, invece, gli domandassimo quale consideri essere la guerra più famosa, novantanove su cento ci sentiremo dire con espressione sicura: «La guerra di Troia!»

Curioso come i cinquantuno giorni di combattimenti cantati in un’opera di poesia, l’Iliade, siano assurti nel nostro immaginario collettivo come l’archetipo di tutti i conflitti.

La trama del poema, incluso l’epilogo non presente nei suoi versi, si riassume in poche righe. La guerra fra Achei e Troiani fu scatenata del rapimento di Elena, moglie di Menelao wanaka di Sparta e la donna più bella del mondo, perpetrato da Paride, secondogenito di Priamo, il sovrano di Troia. Per vendicare l’onore del fratello, Agamennone, signore di Micene, raccolse in un esercito i maggiori comandanti delle città greche e i loro sudditi per muovere contro Troia. Lo scontro durò dieci anni, con perdite di eroi e gente comune in entrambi gli schieramenti. Troia infine cadde grazie all’astuzia di Odisseo, wanaka di Itaca, e al suo stratagemma del cavallo di legno.

Questo racconta il mito, ma la realtà?

Grazie agli scavi di Schliemann, e a lui successivi, uniti ai documenti dell’Impero Ittita, sappiamo che è esistita una città di nome Wilusa, da cui l’omerico (W)Ilion, capitale di un regno che dominava le rive nord-occidentali dell’Anatolia ed era vassallo del suddetto impero. L’importanza e le ricchezze dell’insediamento provenivano dal controllo che esercitava sullo Stretto dei Dardanelli. Questo, infatti, costituiva un passaggio obbligato per le rotte commerciali che dalla Grecia conducevano ai floridi giacimenti metalliferi del Mar Nero. Frutto ambito al centro dei complessi e spesso bellicosi rapporti fra gli Ittiti e gli Achei, Troia doveva infine cadere vittima di un raid condotto da questi ultimi in un momento di debolezza degli antagonisti. Il successo della scorreria dovette destare così grande rinomanza da essere tramandato nei secoli successivi. La trasmissione orale, poi, ingigantì i fatti e i protagonisti al punto di tramutare uno scontro risoltosi in pochi mesi in una guerra protrattasi per dieci anni che vide perfino l’intervento delle divinità a sostegno degli eroi di ambedue le fazioni.

Nonostante quanto riferito e le evidenze archeologiche visibili sulla collina di Hissarlik, l’identificazione di uno dei livelli (Troia VIIa) con la città descritta da Omero e rasa al suolo dopo un assedio rimane tuttora, come minimo, dai contorni incerti.

Atreo e Tieste, gemelli coltelli.

Nel Capitolo 32 di “Bronzo assassino” faccio raccontare da Elena la storia che vede contrapposti e nemici feroci i gemelli omozigoti Atreo e Tieste.

La saga degli Atridi, al pari di una Soap opera, è costituita dalla lunga serie di miti incentrati su Atreo, i suoi figli, Agamennone e Menelao, e i nipoti contrapposti a Tieste e alla sua altrettanto agguerrita progenie. Ne esistono diverse varianti, alcune anche contraddittorie nello svolgersi degli eventi e nei comportamenti dei protagonisti, tuttavia il filo comune è la catena di dispute e crudeli vendette reciproche, con le loro conseguenze, messe in atto dai gemelli per impossessarsi del trono di Micene. Cannibalismo, incesto, omicidio, matricidio, tradimenti e altri crimini minori: nessuna nefandezza è stata trascurata allo scopo di produrre sentimenti morbosi di orrore e ripugnanza negli ascoltatori!

Va bene la rappresentazione di un campionario delle atrocità cui può spingersi la natura umana pur di raggiungere il fine prefissato, ma cosa si nasconde dietro la leggenda?

Credo che una risposta sia la cruda realtà di un sistema sociale che non tollerava debolezza o tentennamenti in quanti aspiravano allo scettro di wanaka. In altre parole, congiura e assassinio erano i metodi più naturali ed efficaci per impossessarsi di un trono che si riteneva spettasse per diritto o per forza.


Quarta di copertina: 


Sparta, 1208 a.C.

Il principe Ettore, erede al trono di Troia, guida una missione diplomatica per stipulare un trattato di alleanza con Menelao, wanaka di Sparta, ma si ritrova coinvolto in una serie di efferati delitti e di macchinazioni politiche.

In una lotta contro il tempo e la sete di vendetta dei bellicosi Achei, il primogenito di Priamo dovrà trovare le prove per scagionare Paride ed Enea dalle accuse di omicidio e salvarli così da una condanna a morte.Un avvincente giallo storico in cui i personaggi del mito sono calati nella dura e passionale realtà della civiltà micenea.

 

Estratto:

Tannatamuwatalla, Possente devastatore, era il nome con cui il padre lo aveva presentato al popolo, mostrandolo dalla terrazza della reggia di Troia.

Sorrise. Il suo ospite, per quanto avvezzo alla parlata dei popoli che abitavano le sponde del Mare Inospitale, aveva riassunto lo scioglilingua in Ettore, il Forte.

Seguite le prossime tappe del blogtour e, qualora non lo aveste fatto, leggete anche le rpecedenti!

 

Biografia: Marco Bertoli 


Marco Bertoli è geologo in pensione. Ha pubblicato i romanzi: “L’avvoltoio. Delitti all’alba della scrittura”, “Gilgamesh. La storia di un eroe sumero”, “Eroina suo malgrado e altri racconti”, “Frammenti di vita”, “Delitti nella Storia”, “Il Cavaliere, la strega e…”, “Ivano. Il cavaliere del leone”, “1886. Quando le Lunatermiti invasero la Terra”, “La Streghetta e la Vampira”, “Morte a Pilakopi”, “La mula del maresciallo”, e “Miniera”.

Numerosi racconti hanno vinto concorsi e sono stati pubblicati in oltre duecentocinquanta antologie.

Con NPS Edizioni ha pubblicato la serie di gialli ucronici “I delitti del Reame Pisano”: “Percussor” e “La Signora che vede i morti”.



Recap

  • Titolo: Bronzo assassino. Intrighi a Sparta.
  • Autore: Marco Bertoli
  • Editore: NPS Edizioni
  • Genere: giallo storico
  • Pagine: 280
  • Prezzo: 15 euro (cartaceo) / 2,99 euro (ebook)
  • Data di uscita: 1 novembre 2023
  • Copertina di Fabio Maffia
  • Link: Amazon
  • Sito NPS: www.npsedizioni.it


venerdì 16 dicembre 2022

BLOGTOUR LA SIGNORA CHE VEDE I MORTI DI MARCO BERTOLI

 Prima tappa del blogtour dedicato al romanzo ucronico fantasy La signora che vede i morti di Marco Bertoli




Cari lettori,

ha oggi inizio il blogtour dedicato a La signora che vede i morti di Marco Bertoli, edito da Nps edizioni, e ci occuperemo dei personaggi principali del romanzo.

Innanzitutto, la trama:

Reame Pisano, anno 1636.

Manfredi Gambacorti, colonnello dei Reali Moschettieri, e il suo fido aiutante, il mago giudiziario Franco Gentilini, giungono a Villafranca in Lunigiana, per indagare su misteriosi suicidi che scuotono il regno di Banduccio III della Gherardesca, discendente del celebre Conte Ugolino che guidò i pisani nella vittoriosa Battaglia della Meloria. Tra intrighi e nuovi misfatti, si imbatteranno in una ragazza del popolo che sta scoprendo i suoi incredibili poteri.

Marco Bertoli ci regala una doppia avventura nell’alternativo Reame Pisano da lui creato, svelando le origini di Debrena Mori, Primo Siniscalco dell’Ufficio Indagini Speciali, e scoprendo come è diventata la signora che vede i morti.

 

Estratto:

Credo che possegga una seconda vista, una capacità piovuta dal Cielo che le consente di percepire cose di là dalla portata dei nostri occhi. Mi prenderete per pazzo, ma più mi arrovello, più mi convinco che l’unica spiegazione plausibile sia questa: Debrena ha visto un’anima.

 

Scopriamo i personaggi principali

Debrena Mori 


Il Primo Siniscalco dell’Ufficio Indagini Speciali è una venticinquenne dal carattere a un tempo pacato e pronto all’azione. I lineamenti del volto non la definiscono “una bellezza”, ma il mescolarsi omogeneo di linee morbide e tagli volitivi generano un insieme piacevole a guardarsi. Le sopracciglia di un color cenere disegnano archi sottili alla base di una fronte alta. Sin da bambina, nei momenti di tensione, ha l’abitudine di attorcigliare con le dita una ciocca dei capelli biondi.

All’età di otto anni è stata sfiorata da un fulmine durante un temporale estivo ed è diventata cieca.

A compensare la menomazione possiede un talento assimilabile al “Dono”, la facoltà di usare la magia, ma che se ne distingue perché si manifesta senza bisogno di un intervento cosciente: è in grado di vedere e comunicare con l’anima di chi è morto assassinato. Da questa sua capacità deriva il soprannome con cui è conosciuta nel Reame Pisano: La Signora che vede i morti.

 

Estratto:

Come premio per aver risolto un’indagine, era solita regalarsi una visita al Salone di Bellezza dei Fratelli Vanni, due gemelli, figli d’arte, annoverati tra i migliori parrucchieri della città. Poco più anziani di lei, erano persone affabili e spiritose che la mettevano a suo agio, ignorando, con consumata professionalità, la sua menomazione e, soprattutto, il suo genere di lavoro. Decise che l’indomani mattina sarebbe stato il momento giusto per riscuotere la ricompensa. Mentre scartava una pettinatura dopo l’altra, avvertì con autentico sollievo che il groviglio di sentimenti che si battibeccavano strillando nel suo animo, andava pian piano sciogliendosi. Optò infine, per un’acconciatura giunta di recente dalla Francia, per quanto esibita per la prima volta da una Medici che aveva avuto la fortuna di sposarne il re, detta “all'agnellino”. Capelli accorciati di quattro dita e modellati tutti a ricciolini, precisò fra sé.

 

Manfredi Gambacorti 


L’ufficiale dei Moschettieri Reali è un uomo di alta statura, il fisico robusto ma longilineo. Le onde dei capelli castani scivolano attorno a un volto squadrato su cui domina un naso da rapace. Mustacchi imponenti e arricciati sono la corona di labbra atteggiate in un’espressione di perenne sarcasmo. Sono gli occhi verde oliva, però, la caratteristica predominante dell’aspetto. Chi ne attrae l’attenzione, infatti, si sente esaminato e valutato da un temperamento disciplinato e riflessivo che governa una mano rapida a sguainare la spada.

Discendente da una famiglia dell’aristocrazia pisana, feconda di uomini d’arme e di governo, è nato in un palazzo sulla riva sinistra dell’Arno. Terzogenito di un terzetto di maschi, per lui era stata prevista una carriera nella magistratura. Al compimento della maggiore età, però, si è ribellato alla volontà del padre e arruolato nei ranghi del più importante corpo di polizia del Reame Pisano.

La genialità e l’impegno profusi nel risolvere indagini complesse e pericolose gli hanno guadagnato il riconoscimento dei superiori, consentendogli di diventare colonnello ad appena trentasei anni.

 

Estratto

Vi chiedo un poco di pazienza ma, per giustificare il mio forzato raggiro, è d’uopo che parta da lontano. Per quanto il mio lavoro si svolga in un ambito molto preciso e circoscritto, l’investigare sui delitti perpetrati da membri della nobiltà, nel tempo libero, che capita assai di rado purtroppo, per mio diletto mi piace essere edotto su qualsiasi accadimento criminoso, insolito o senza chiaro movente che avvenga nel reame. Che so, una gentile pastorella che avvelena gli abitanti di un borgo sperduto, un pio scrivano che stermina la propria famiglia o un integerrimo precettore che violenta l’allieva e poi s’impicca. Un innocuo svago per me, una morbosa ossessione secondo la mia diletta sposa. Approfittando del mio grado, lo ammetto, ho dato disposizioni acciocché i tanti distaccamenti dei Reali Moschettieri sparsi nel regno m’inviino succinti rapporti mensili al riguardo.

 

Franco Gentilini  


Il Mago giudiziario è un individuo basso e di corporatura asciutta. I capelli, neri e dritti come fili di ferro, sono tagliati corti. La faccia è ossuta e gli occhi piccoli e scuri, sempre in movimento, sono incassati nel fondo delle orbite. Una linea di baffi e un pizzetto a punta costituiscono l’unico tratto distintivo di un viso per il resto simile a decine di altri altrettanto anonimi. Non fosse per l’aura di potere arcano che emana dalla sua figura, si potrebbe scambiare per un salumiere, un commerciante di vasellame o un artigiano.

Oltre che del “Dono”, è dotato di un’intelligenza vivace e un’indole pronta alla battuta. Pur ligio alle procedure codificate nei vari regolamenti, il suo essere un figlio del popolo lo rende insofferente alla disciplina dei Moschettieri Reali e lo porta spesso a battibeccare con il superiore.

 

Estratto

«Come primo passo, lancerò su queste ampolle, riempite con il sangue della contessa, un incantesimo di lunga conservazione in modo che il liquido non si modifichi né si deteriori e possa, in futuro, essere utilizzato in qualità di prova, se necessario». Un paio di brevi formule dal suono gracchiante, arcane e inintelligibili e un alone argenteo avvolse per un secondo i recipienti, indi svanì con uno schiocco da mortaretto che fece trasalire Malaspina. «Ora che siamo sicuri che la sua composizione non muterà nonostante i sortilegi cui verrà sottoposto, stabilirò se il sangue della contessa è quello di una persona sana, confrontandolo con il sangue di una gentildonna che luminari della medicina hanno certificato essere in perfetta salute. La verifica si fonda sulla Legge Fondamentale della Metoneddoche Magica».


Biografia dell'autore, Marco Bertoli 


Marco Bertoli è geologo. Ha pubblicato vari romanzi: “L’avvoltoio. Delitti all’alba della scrittura”, “Gilgamesh. La storia di un eroe sumero”, “Eroina suo malgrado e altri racconti”, “Frammenti di vita”, “Delitti nella Storia”, “Il Cavaliere, la strega e…”, “Ivano. Il cavaliere del leone”, “1886. Quando le Lunatermiti invasero la Terra”, “La Streghetta e la Vampira”, “Morte a Pilakopi”, “La mula del maresciallo” e “Miniera”.

Numerosi racconti hanno vinto concorsi e sono stati pubblicati in oltre duecentotrenta antologie.

​​​​​​​Per NPS Edizioni, ha scritto racconti per “Bestie d'Italia” e “Streghe d’Italia” e ha pubblicato il giallo ucronico “Percussor. I delitti del Reame Pisano”.

 

Recap:


Non perdete le prossime tappe del blogtour!




lunedì 24 ottobre 2022

RECENSIONE: ALIEN THRILLER DI AA.VV.

 

Un’antologia di racconti fantathriller di ambientazione italiana (o quasi!)

 

 

 


 

Cari fantascientifici,

 

Alien thriller è un’antologia di 13 acconti fantathriller a cura di Vito Introna, editi da MEA in cui è presente anche un mio racconto, Non ci sono fiori su Marte.

 

I racconti sono molto avventurosi e uno degli elementi di forza dell’antologia è sicuramente la grande varietà di idee e stili degli autori che hanno partecipato, come affermato anche dalla prefazione a cura di Marcello Introna; un racconto di fantascienza non è mai, però, solo evasione, ma come tutto il genere fantastico vuole sempre dirci qualcosa oltre le righe. Sta al lettore trovare significati reconditi tra le righe delle storie in cui è immerso.

 

Il primo racconto è Il barbiere di Grado di Lorenzo Davia: un agente è incaricato di pedinare un misterioso barbiere, e si troverà in un mistero più grande di lui. Il racconto dà un senso di spaesamento, perché grazie all’abilità dell’autore non è mai perfettamente chiaro cosa stia succedendo; la risoluzione, inaspettata, del mistery sarà solo nelle ultime pagine. Spiazzante e intrigante.

 

Il secondo racconto, Abduction BZ9 di Ugo Spezza, narra, come si evince dal titolo, di rapimenti da parte di alieni. Il protagonista è Ugo, un uomo che si ritrova a lavorare in una fattoria in Abruzzo dopo un passato da alcolista: qui iniziano ad avvenire ritrovamenti di animali orrendamente mutilati, e partono le indagini… Un racconto scorrevole e avvincente.

 

Segue Il pozzo delle Tiadi, dove Frank Detari ci presenta un personaggio sempre tendente al fallito, uno scrittore caduto in disgrazia che campa facendo editing per due soldi a romanzi illeggibili (una chiara critica all’editoria italiana attuale), che inizia a vedere strani lampi colorati e soprattutto a sentire un inquietante canto in latino. Molto originale, con un finale inaspettato dal sapore… mitologico.

 

Il brigadiere Paternostro di Nicola Pera è un racconto molto nelle mie corde, ha uno stile affine al mio. Ambientato credo in Toscana (non ci sono evidenti riferimenti a luoghi noti ai più), in un piccolo paese, il protagonista si trova invischiato in un bel mistero: persone che scompaiono e poi vengono ritrovate assai strane; ho trovato atmosfere inquietanti di film sci fi anni ‘60/70, narrate con una prosa scorrevole e essenziale. Finale aperto.

 

L’orco del Reno è scritto a quattro mani da Francesca Panzacchi e Alessandro Noseda, che ci portano in Emilia Romagna e riescono ad unire l’aspetto fantascientifico a un giallo dalla tematica ahimè attuale, con un orco della porta accanto che tenta di abusare e poi uccidere una ragazzina amica della figlia. Un racconto che mi è piaciuto molto, sia come idea sia come realizzazione.

 

 

Segue Morte a Venezia di Friedrich L. Friede, dove l’ambientazione è chiara sin dal titolo, ma ci troviamo in un contesto futuristico in cui molti marziani vivono tra noi e sono appassionati turisti della Serenissima, in versione settecentesca di sopra e nel futuro sotto. Un ispettore indaga sull’omicidio di un alieno; nel racconto, brillante e ben scritto, ci sono palesi richiami alle leggi robotiche di Asimov e androidi protocollari di starwarsiana memoria.

 

Il racconto successivo è il mio: Non ci sono fiori su Marte è il sequel del racconto Gli scomparsi, apparso su Scritture Aliene- Alien Platinum, GDS edizioni, antologia sempre curata da Vito Introna, ed è ambientato molti anni dopo: il detective protagonista è il nipote dell’ispettrice Rinaldi, protagonista di quel racconto, ma non temete: c’è un riassuntone che spiega tutto il pregresso, e comunque Non ci son fiori su Marte è una storia a sé stante. Un gruppo di poliziotti viene mandato su Marte per indagare su un delitto avvenuto su una pacifica colonia di ibridi umani/alieni proveniente dal Lazio, ma pian piano si scopre che il luogo non è così idilliaco come sembra…

Curiosità: una degli agenti si chiama Molly Serra, ed è un omaggio alla mia amica scrittrice Monica Serra, fantascientifica doc ma che non è presente in questa antologia come autrice!

 

Invece è presente l’altra mia amica scrittrice Loriana Lucciarini, col racconto Crisalide. Una giovane si trova a girare in una zona desolata di Roma; qui aprirà u portale per recuperare l’anima di un’altra giovane. Scopriamo quindi la storia di questa fanciulla di origini messicane dagli straordinari poteri, il tutto narrato con lo stile tipico di Loriana, curato nella scelta dei vocaboli e molto intrigante. Un racconto che vira più sul fantasy che sulla sci-fi, pieno di significati sottesi sul potere e l’energia delle donne che lo rende uno dei miei preferiti.

 

A seguire Mondo femmina di Flavio Firmo, molto abile a snocciolare indizi su questa distopia il cui protagonista viene prelevato da un gruppo di soldatesse. Ambientazione tra Milano e Brescia. Un racconto che mi ha coinvolto, mi è piaciuta l’idea dell’istinto e del DNA. Uno dei miei racconti preferiti.

 

Segue Il vampiro di Marco Alfaroli, che inizia come un thriller dai risvolti horror: un serial killer in Versilia dissangua le vittime, ma come lo fa? E qui si inserisce l’elemento fantascientifico, con colpo di scena finale. Racconto molto carino.

 

In ogni antologia di fantascienza c’è (almeno) un racconto in cui non ci capisco una mazza, con vari gradi di non comprensione. In questa, è toccato ahimè a Uomini oscuri di Marco Milani, ove il protagonista con una collega vanno in un luogo non bene identificato chiamato Red Pale Venice a raccogliere campioni, ma il luogo è pieno di pericoli e mostri. Poi il protagonista si risveglia e non sa più chi è. Ci sono molti termini tecnico-fanta-scientifici che mi hanno reso la lettura poco scorrevole, però il tema del racconto, ovvero la ricerca della conoscenza di sé stessi, mi è piaciuto molto.

 

Segue La Sacerdotessa di Daniela Piras, ambientato in Sardegna. Due curiosi finiscono nelle rovine di un pozzo sacro, e all’interno troveranno qualcosa di incredibile. La storia si può dividere in tre parti, che differiscono anche per stile: la prima narra della discesa dei due nel pozzo, e ha uno stile molto cronachistico, con pochissimi dialoghi; nella seconda abbiamo la spiegazione aliena, scorrevole e sintetica; la terza è un monologo di un alieno, con un linguaggio poetico e ricco. Tutto il racconto sottolinea il ruolo della donna e della vita nell’intero cosmo. Poco omogeneo nello stile, forse volutamente; un buon racconto.

 

Chiude la carrellata Covid 219-la rivoluzione di Armonia di Roberta De Tomi, che prende evidente spunto dalle conseguenze della pandemia proiettandole nel futuro, con tragiche conseguenze per la vita della decimata popolazione. A questo unisce un assassinio con conseguente indagine. Un racconto molto avvincente e scorrevole.

 

L’edizione è molto curata; la casa editrice MEA ha prodotto il libro con una cover che ricorda i gialli Mondadori: il volume è inserito infatti nella collana di gialli, non fantascienza, come ricorda la scritta in copertina. Ottima la carta e la tipologia di stampa.



 

Consiglio l’antologia sia agli amanti dei gialli/thriller, ma che abbiano dimestichezza con la fantascienza, sia ai lettori di quest’ultimo genere che cerchino qualcosa in più oltre la mera sci-fi: un tocco di thrilling ci sta sempre bene!

 

 

Recap

 

  • Titolo: Alien Thriller
  • Autori: AAVV
  • Curatore: Vito Introna
  • Editore: MEA
  • Genere: fantascienza, thriller, fantastico
  • N. di pagine: 286
  • Prezzo: € 15
  • Link: Amazon

  

giovedì 10 marzo 2022

SEGNALAZIONE: AL POSTO TUO DI TIZIANA IROSA E VINCENZO ROMANO

Un romanzo che unisce fantasy, giallo e rosa 





Cari lettori,

oggi parliamo di un romanzo multigenere, tra il fantasy, il giallo, il rosa e l'umoristico:  Al posto tuo di Tiziana Irosa e Vincenzo Romano.

La trama:

A chi non è mai capitato di dire a qualcuno: “Vorrei vedere te al mio posto?”

E se per una volta questo scambio funzionasse davvero, cosa ne sarebbe della nostra vita?

Leonardo Guerra è il popolare presentatore di un programma di documentari storici; Bianca Vinci è la direttrice di un piccolo museo. La sua carriera è stata stroncata proprio da Guerra, e da allora i due sono nemici giurati ed entrambi desiderano la gloria e la vendetta.

Il ritrovamento di un antico oggetto rituale li farà rincontrare, costringendoli a lavorare (e litigare) di nuovo fianco a fianco, ma mai potrebbero immaginare quel che il "Versus" è in grado di fare. Purtroppo, l’oggetto scompare misteriosamente e i due, insieme a un avvenente capitano dei Carabinieri e a un trafficante di opere d’arte, dovranno fare di tutto per recuperarlo. Se falliranno, Bianca e Leonardo resteranno nel corpo sbagliato per il resto della loro vita.

Una storia dalle sfumature gialle e rosa, nel cuore segreto di Napoli.

                       


Leggiamo un estratto di Al posto tuo


«Che vogliamo fare? Ci guardiamo in faccia o ci prendiamo questo caffè?»

Ora capisco perché i due sono amici: sono uno più cafone dell’altro.

Ci sediamo con lui. Un cameriere ci raggiunge in un attimo e fa per lasciare i menu sul tavolo.

De Marinis lo trattiene e gli strizza l’occhio. «Per me il solito. Chiedi a Pasquale, lui sa.»

«Cosa prendi?» chiedo a Guerra.

«Caffè alla nocciola.»

Questo pazzo distruggerà anni di sacrifici e rovinerà il mio corpo!

Provo a rimediare: «Non sarebbe meglio un caffè normale? Lo sai che ti fa male.»

Se proprio devo peccare, preferisco una sfogliatella.

«Hai ragione, meglio un caffè freddo con panna» dice, rivolgendosi al cameriere. «Ah! Anche una frolla.»

L’ho già detto che vorrei la vista laser di Goldrake per incenerirlo sul posto?

Permaloso com’è, non gli è andato giù che lo abbia chiamato stronzo. Meglio arrendersi, altrimenti mangerà una torta intera.

Il cameriere mi guarda aspettando che dica qualcosa.

«Per me un caffè, grazie» dico.

Il ragazzo si allontana, e de Marinis mi guarda fisso. «Mo il caffè me lo hai offerto, posso sapere che vuoi?»

Andiamo al sodo subito!

Guerra parte in quarta: «Vede, signor de Marinis, questa mattina noi…»

Quello solleva una mano. «Signurì, senza offesa, ma non ho chiesto a voi.»

Leonardo sbuffa e, con un gesto stizzito, mi cede la parola.

«Come ti dicevo, ho bisogno di un’informazione» spiego.

«Leonà, da quand’è che ti sei imparato a girare attorno alle cose? Dimmi che ti serve di sapere.»

«Riguarda un oggetto che sto cercando.»

«Di che si tratta?»

«Qualsiasi notizia può essere utile.»

«Aeh, le notizie. Le notizie le danno i giornali.»

Il cameriere torna con in mano un vassoio; sistema davanti a de Marinis un bricco con il latte, la tazzina in porcellana e due lingue di gatto adagiate in un piattino della stessa fattura. Sfoggiando un sorriso, con discrezione, sistema lo scontrino sotto il piattino del mio caffè.

De Marinis raccoglie col cucchiaino il ricciolo di panna che galleggia sul suo caffè nero e lo porta alla bocca, facendo un’espressione beata.

Aspetto che torni a guardarmi, per continuare: «Come ti dicevo…»

«Ci sta un problema, però: tu ti presenti qua, insieme a una direttrice di museo» mi interrompe, scrutando il mio corpo con un sorriso, «e vuoi sapere informazioni da me. Anche ammesso che io sappia qualcosa di questo ipotetico oggetto, non te lo direi, bellezza mia.»

Guerra ci riprova: «Mi scusi, ma a me interessa soltanto il recupero di…»

«N’ata vota! Voi mi dovete scusare ma, tra gli appassionati, vi si conosce come una persona educata. Oggi, però, signurì, continuate a interrompere un discorso comme na’ criatura[1]

Vedo me stessa assumere un’espressione contrariata: Guerra starà schiattando. Speriamo almeno che si renda conto delle persone che frequenta. Va bene che mi ha fatto un complimento dicendo che sono educata, ma non mi pare che, tra i due, sia io quella di cui non ci si può fidare.

«Peppe, per Bianca posso garantire io, è una persona discreta» spiego.

Non l’ho convinto, lo capisco dalla smorfia che gli affiora sulle labbra.

«Comunque,» riprende de Marinis con la sua cadenza fastidiosa, «del furto di stanotte io non so niente. Mi dispiace, guagliò. Se dovessi sentire qualcosa, ti faccio sapere.»

Sorseggia appena il caffè, mette il borsalino sulla testa, si alza, afferra una delle lingue di gatto e ci saluta con un cenno della mano. Impettito, si perde tra la folla di passanti.

 



[1] Letteralmente: bambina.





Conosciamo meglio gli autori, Tiziana Irosa e Vincenzo Romano


Tiziana Irosa è nata nell’assolata Palermo, ma si è dovuta adattare alle nebbie di Bergamo dove vive insieme alla famiglia e si occupa di acquisti e relazioni con l’estero nella società in cui lavora da più di dieci anni. Era poco più di una bambina quando il padre le regalò una raccolta di racconti di Agatha Christie. Fu subito colpo di fulmine. 

Divoratrice di libri, adora viaggiare per le capitali del nord Europa e dove sia possibile arrivare con un aereo. Fin da piccola la sua testa è stata popolata da storie e personaggi fantastici a cui non aveva mai dato un seguito, fino a quando, una sera di alcuni anni fa, si è messa davanti una pagina bianca del suo pc e ha iniziato a riempirla con migliaia di parole che ancora non è riuscita a fermare.

In self publishing ha pubblicato anche: Volevo una Quarantadue, Maledetta Cenerentola, Tutta colpa di un Cioccolatino e Uno per Tutte, Tutte per Me.

 

 


Vincenzo Romano è nato a Benevento nel 1980 e cresciuto a Napoli - con una parentesi professionale negli Stati Uniti - , dal 2010 vive a Pozzuoli con la famiglia, che ha ribattezzato #romanicomio. 


Appassionato di fantasy e fantascienza, si mette in testa di provare a raccontare storie.

Nel 2016 pubblica “Mezzosangue” (0111 Edizioni). I temi centrali del romanzo sono il superamento del pregiudizio, il valore della diversità, la ricerca di se stessi e il valore dell’amicizia.

Nel 2018 esce "Romanicomio: storie di figli, pensieri di papà", un breve testo di riflessioni sulla genitorialità, vista dal lato dei padri.

Nel 2019 cura l’antologia “I viandanti di Eirahn”, nove autori contribuiscono con un racconto ambientato su Eirahn, l’ambientazione di Mezzosangue. L’antologia ha uno scopo benefico e sostiene i progetti di Opportunity Onlus.

Nel 2021 il racconto “Alienazione”, scritto a quattro mani con Linda Talato, viene inserito nell’antologia “Oltre lo specchio” (Dark Zone Edizioni). Il progetto è patrocinato da Amnesty International, di cui sostiene i progetti.

Nel 2021 il racconto “Il suono” vince il premio “scelto dal pubblico” e viene inserito nell’antologia “Le migliori storie da Lo scrigno dei racconti” (Runa Editrice).

Curiosità: Gli autori si sono divertiti tantissimo a mettersi "al posto dell'altro" e il fatto di essere amici e di aver già lavorato insieme, non ha fatto altro che mettere su carta l'ilarità di certe scene vissute dai protagonisti di questa storia.


Recap



  • Titolo: Al posto tuo
  • Autori: Tiziana Irosa e Vincenzo Romano
  • Genere: Umoristico, con sfumature giallo, rosa e fantasy
  • Casa editrice: self publishing
  • Data uscita: 10 febbraio versione ebook e 15 febbraio versione cartaceo. Disponibile su Amazon e Kindle Unlimited
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  • Prezzo: 0,99 – 11,99
  • Pagine: 300 circa