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domenica 31 maggio 2026

THE MANDALORIAN & GROGU - MY 2 CENTS

 

                           Questa è la Via?




Sì e no. The Mandalorian & Grogu è con tutta evidenza la quarta stagione della serie, soprattutto il primo tempo, su cui poi hanno "costruito" una trama per realizzare il film, senza nemmeno impegnarcisi troppo perchè si capisce praticamente subito cosa succederà, al netto di un paio di chliffanger neppure troppo inaspettati.

Il Nostro, dopo aver portato a termine una missione viene immediatamente reclutato da Ward per un'altra missione, di quelle che devi trovare uno che non si sa che faccia abbia, ma per farlo devi andare di qua a cercare questo e quest'altro, ma poi scopri quest'altra cosa e provi a fare così cosà e ti trovi nei pasticci.

(Difficile non spoilerare, quindi beccatevi la trama raccontata così, tanto quest'è.)

Qui entra in gioco il senso del film, il messaggino è che nessuno si può sempre salvare da solo: questa è la Via.

Avendo visto il film a circa 10 giorni dall'uscita, mi sono capitati sui social post di commenti anche molto negativi, che non mi sento assolutamente di condividere: il film è in linea con la serie, si lascia guardare senza pretese, ti diverti, ti rilassi e sono anche passata anche sopra al deus ex machina che appare a un certo punto, perchè alla fine è carino e ci sta. Gli FX non sono tra i più costosi della storia del cinema, ma ci sta anche questo. Grogu e gli altri pupazzini sono sempre adorabili. Si vede in faccia il nostro Djin Darin/ Pedro Pascal? Non ve lo dico se no spoilero! Le spade laser ci sono? No, e questo mi ha fatto un po' incazzare. 

Hanno introdotto un nuovo personaggio che potrebbe essere interessante, chissà se lo riproporranno in qualche altra pellicola o serie, oppure finisce così: non ho ben chiaro cosa uscirà in futuro (I apologize), ma forse neppure Favreau & Filoni.

Ci si poteva aspettare qualcosa di più? Forse sì, ma va bene così.

Vedetevelo, rilassatevi, godetevi i combattimenti e il tenerume: anche questa è una Via.


Recap

  • Titolo: The Mandalorian & Grogu
  • Genere: Fantascienza
  • Produzione: USA
  • Durata: 132'
  • Uscita in ITA: 20 maggio
  • Regia: Jon Favreau
  • Main cast: Pedro Pascal, Sigurney Weaver, Johnny Coyne



giovedì 8 febbraio 2024

RECENSIONE SERIE TV: AHSOKA STAGIONE 1

 

Ahsoka, Lo spin-off di the mandalorian è ai livelli della serie madre

 


 

La stagione 1 di Ahsoka in realtà sarebbe prima di tutto un sequel della serie animata Rebels, che non ho visto, ma è anche uno spin-off di The Mandalorian: abbiamo visto apparire Rosario Dawson nei panni della Jedi durante la seconda stagione delle avventure del Mando.



In effetti non è una vera Jedi, non ha completato l’addestramento e si è distaccata dall’Ordine, spesso troppo dogmatico; nonostante ciò ha un’allieva, Sabine Wren, che è anche una delle pochissime mandaloriane ad avere poteri Jedi.

Insieme a Hera Syndulla cercano di fermare una minaccia proveniente dal passato, ovvero dal Jedi rinnegato Baylan Skoll (Ray Stevenson, recentemente scomparso) non ancora del tutto Sith, e dalla sua allieva più malvagia Shin Hati, dagli occhi da pazza; le cose si complicano con la presenza delle Streghe rosse di Dathomir e del grande ammiraglio imperiale Thrawn (Lars Mikkelsen). Questi personaggi danno alla serie quello spunto horror/vampiresco che ispirato a personaggi della saga cinematografica come il conte Dooku o Palpatine stesso.

Ma il fulcro della vicenda è un altro: i rapporti tra allievo e maestro.

Ahsoka è infatti ex allieva ribelle di Anakin, lui stesso ribelle, e i flashback riportano Hayden Christensen sullo schermo; cè poi il rapporto tra Ahsoka e Sabine, e quello tra Baylan e Shin.

Molto girl power!

Non mancano combattimenti, inseguimenti, comparsa di altri personaggi da Rebels, qualche battuta in mezzo a tanti drammi, e il cast è di altissimo livello, c’è pure David Tennant!

In definitiva, un’ottima serie, molto starwarsiana, ben sceneggiata, non manca qualche colpo di scena anche se la trama è semplice ma di buona struttura.

Aspettiamo con ansia la seconda stagione, che è stata confermata dai boss Disney.

 

 Recap

 

  • Titolo: Ahsoka
  • Genere: fantascienza, fantasy
  • Stagione 1 (segue)
  • Puntate: 8
  • Produzione: Disney-USA
  • Rete di trasmissione in Italia: Disney+
  • Main cast: Rosario Dawson, Hayden Christensen, Ray Stevenson, M. Elizabeth Winstead, Natasha Liu Bordizzo, Ivanna Sakhno, Lars Mikkelsen, David Tennant 



 

mercoledì 31 gennaio 2024

RECENSIONE: THE MANDALORIAN 3a STAGIONE

 

L'universo Star Wars ha nuovi eroi

 

 


 

 

Il fulcro della 3a stagione di The Mandalorian è un ideale passaggio di consegne tra il Nostro e Bo Katan Kreese, che sembra diventare la nuova eroina della serie.

E questo è molto interessante in quanto ci si aspettava  che Din Djarin fosse sempre e comunque il protagonista di ogni azione, reazione, idea, salvataggio ecc ecc.

La stagione si apre con la volontà del Mando di riprendere in pieno le sue prerogative, deve purificarsi e per questo torna su Mandalore per immergersi nelle acque, portando con se Bo-Katan che si immerge, e quindi purifica, insieme a lui. Lei vede il Mitosauro, un essere mitologico che nessuno sa se esista o meno, ma tace.

Da qui si dipana una serie di avventure che vedono l'introduzione di nuovi personaggi, anche simpatici e strampalati in pieno stile starwarsiano, il ritorno di vecchi come Moff Gideon, e nuove rivelazioni sulla Darksaber e il passato di Mandalore.

Non dimentichiamo il piccolo Grogu, che ha scelto di contnuare a seguire Din Djarin, di cui diventa l'apprendista, ma sembra ricoprire un ruolo più marginale. Ha però una visione nel finale di stagione...

 

Circa la stagione 4, le ultime news affermano che non si farà...
... perchè uscirà direttamente il film per il grande schermo!!! Si intitolerà The Mandalorian and Grogu e sarà diretto da Jon Favreau, con la sceneggiatura di Dave Filoni.

 

The Mandalorian continua a essere una delle serie più starwarsiane di tutte, rimane la più apprezzata anche se pure Ahsoka è di gran livello, e presto (si fa per dire...) arriverà la nostra recensione, quindi…

Stay tuned!

 

Recap

 

  • Titolo: The Mandalorian
  • Stagioni: 3 (segue)
  • Puntate: 8+8+8
  • Rete di trasmissione in Italia: Disney +
  • Produzione: Disney USA
  • Main cast: Pedro Pascal (Brendan Wayne, Lateef Crowder controfigure), Kathee Sackhoff, Giancarlo Esposito



venerdì 15 dicembre 2023

RECENSIONE SERIE TV: ANDOR

 Dalla galassia di Star Wars una serie ben realizzata e ricca di spunti

 

 



Andor è ambientata cinque anni prima di Rogue one, film spin off che ha messo d'accordo un po' tutti, gli incontentabili fans e gli spettatori più distaccati, come la sottoscritta.

Inizia in maniera un bel po' sconcertante per quel che è il sistema - Star Wars, molto…disneyano: Andor fugge da un bordello e si imbatte in due guardie, uccidendone una.

Da qui partono le sue peregrinazioni e i suoi incontri, che lo porteranno a entrare a far parte della ribellione.

 Questo è uno dei temi principali della serie, uno dei più amati del franchise; nella seconda parte della stagione, Cassian Andor viene imprigionato in un carcere dove si svolgono lavori forzati, dove tutti pensano di poter scontare la pena e uscire, ma non è così. Anche questo è un tema molto forte, una metafora dei regimi totalitari.

 La seconda protagonista, che combatte l'Impero nei salotti buoni di Coruscant, è la senatrice Mon Mothma.

 Con questi due personaggi emerge come la lotta all'Impero è stata svolta in più fronti, e ogni piccola azione può valere molto per la riuscita della ribellione.

Non ho amato molto l'interprete di Andor, Diego Luna, non tanto per una questione di bravura quanto perchè non ce lo vedo nel ruolo, ma è un'opinione del tutto personale.

 La serie è ben realizzata e, insieme a The Mandalorian, è una delle migliori della galassia starwarsiana.

Attendiamo la seconda e, forse, ultima stagione per metà 2024.


Recap

  • Titolo: Andor
  • Genere: Fantascienza, fantastico
  • Produzione: Disney, USA
  • Stagioni: 1 (segue)
  • N. di puntate: 12
  • Rete di trasmissione in Italia: Disney+
  • Maun cast: Diego Luna, Stellan Skarsgard, Genevieve O'Reilly, Adria Ayrona






lunedì 18 luglio 2022

RECENSIONE SERIE TV: OBI-WAN KENOBI


La serie Disney su obi-Wan kenobi offre sequenze memorabili e sfondoni stellari

 

 




La serie su obi-wan kenobi è una delle più attese del franchise star wars, ma pur avendo scene emozionanti e ben fatte, ha anche degli sfondoni di sceneggiatura inaccettabili per la disney.  È vero che il fandom duro e puro di star war è incontentable, ma stavolta anche i meno attenti non possono non essersi trovati straniti di fronte a certe scene.

 

La serie si colloca dieci anni dopo i fatti narrati in episodio iii. obi-wan, ottimamente interpretato dal bravissimo ewan mcgregor, è un jedi fallito che si nasconde a tatooine, facendosi chiamare ben, ove sorveglia a distanza il piccolo luke skywalker, custodito dagli zii, come tutti sanno. Deve dissotterrare le spade laser quando viene richiamato in missione: la piccola leia organa è stata rapita e lui ha il compito di salvarla, sebbene riluttante accetta.

il percorso di obi-wan è una delle cose riuscite della serie: da jedi che ha fallito miseramente col suo allievo, con poteri super indeboliti, torna a essere sé stesso, risolvendo un conflitto nell’epica scena finale. Molto grazioso anche il rapporto tra lui e la piccola leia, ottimamente interpretata dalla piccola attrice yyy, un rapporto quasi padre-figlia: lei è una peperina che lascia già intravedere la leia adulta, assistiamo alla nascita di una piccola ribelle.

Leia è stata rapita dall’inquisizione, secondo un piano di reva, la “terza sorella”, e qui cominciano le dolenti note, trattandosi del peggior personaggio delle varie serie, peggio anche di boba fett.

 

Da qui in poi sono necessari spoiler, sappiatelo.

 

Non è reva in sé un brutto personaggio, ha anche un’origine interessante, ma il suo scopo ultimo e soprattutto le sue azioni per arrivarci sono del tutto insensate, inoltre non si capisce come fa a sapere tutte le cose che sa. Inoltre nella penultima puntata viene trafitta dala spada laser, che sappiamo essere mortale, invece la ritroviamo nell’ultima puntata, viva anche se non del tutto vegeta!

 

La presenza di dart vader interpretato da hayden christensen è sicuramente quello che i fans volevano assolutamente vedere, e il duello finale è molto emozionante e con riferimenti ai film, però sia qui che in scene precedenti compie scelte inspiegabili: è al culmine dei suoi poteri eppure non riesce a fermare una navicella che fugge, si impaurisce di fronte a un muro di fiamme e non finisce kenobi, e kenobi stesso dopo aver sconfitto dart vader, compreso che anakin non c’è più, che fa? Lo uccide dopo averlo sconfitto? No! Se ne va. E vabbè.

 

E vogliamo parlare della scena in cui kenobi salva leia, introducendosi in una base segreta e avvolgendola in un cappotto mentre tutte le truppe nemiche girano per la nave a cercarli?

 

quindi mi chiedo, perché gli sceneggiatori sono stati così scarsi, a fronte invece di scene molto emozionanti e ben interpretate?

 

Alcuni dialoghi sono delle chicche per fans, ma c’è anche un clamoroso errore di doppiaggio, che poi è stato corretto, in un dialogo tra reva e kenobi quando lui scopre le sue origini. Da disney plus ci aspettiamo ben altra cura!

 

La scena finale, con l’apparizione dello spirito del maestro qi gong, mi è piaciuta molto, anche perché uno si aspettava l’apparizione in un momenti di crisi invece no, appare proprio quando obi-wan torna sé stesso, giustamente.

 

Fine spoiler!

 

Nonostante questi palesi buchi di sceneggiatura, consiglio ugualmente la visione, per la bravura degli attori e per la profondità di alcune scene fondamentali.

 

 

Recap

 

  • Titolo: obi-wan kenobi
  • Genere: fantascienza, fantasy
  • Produzione: usa- disney
  • n. puntate: 6
  • Rete di trasmissione in italia: disney plus
  • Main cast: ewan mcgregor, hayden christensen,vivien lyra, moses ingram

 


martedì 31 maggio 2022

ESCE OGGI IL NUOVO NUMERO DELLA RIVISTA DELOS SCIENCE FICTION

 

Esce oggi il n. 235 di Delos Science Fiction 



Cari amanti della SCi-fi,

esce oggi il nuovo, ricchissimo numero di Delos Science Fiction, rivista di fantascienza fondata da Silvio Sosio e a cura di Carmine Treanni.



Uno speciale su fantascienza e mondo LGBTQ, servizi sulle serie TV Obi-Wan Kenobi e Star Trek Picard e sul film Doctor Strange nel Multiverso della Follia sono i contenuti del numero 235 della nostra rivista di approfondimento

 

Era arrivato il momento di rompere le barriere esistenti del canone Star Trek e andare ancora oltre. Con queste parole, Alex Kurtzman, creatore e show runner di Star Trek: Discovery, ha introdotto nella serie TV personaggi del mondo LGBTQ (acronimo italiano di: Lesbica, Gay, Bisessuale, Transgender e Queer), dando ancora una volta alla saga creata da Gene Roddenberry il compito di porre l'accento su questioni centrali nella società contemporanea. Un po' è la stessa cosa che fece proprio il creatore di Star Trek, quando mise negli anni Sessanta, una donna di colore sul ponte di comando dell'Enterprise, che dava ordini a uomini bianchi.

Negli ultimi anni, per la verità, si sono moltiplicati nelle serie TV di fantascienza i personaggi LGBTQ e, per fare un esempio concreto, pensiamo proprio a Star Trek: Discovery, in cui per la prima volta ci sono due uomini che si amano, ovvero il dottore Hugh Culber (interpretato da Wilson Cruz) e l'ingegnere Paul Stamets (interpretato da Anthony Rapp), e una storia d'amore tra un personaggio non-binario (che non si riconosce né come maschio né come femmina), Adira, e uno trans, un Trill di nome Gray, interpretati proprio da due attori, uno non-binario e l'altro trans, rispettivamente Blu Del Barrio e Ian Alexander.

Abbiamo deciso di dedicare del numero 235 della nostra rivista di approfondimento proprio a questi rilevanti temi, con uno speciale curato interamente da Roberto Taddeucci. Nello specifico, ci sono un articolo su serie TV e mondo LGBTQ, un'intervista allo scrittore Sam J Miller e una tripla a Franco Forte, editor di Mondadori, Giorgio Raffaelli di Zona42 e Silvio Sosio, direttore di Fantascienza.com e Robot sul rapporto tra editoria di fantascienza e mondo LGBTQ.

Nella ricca sezione dei servizi, Arturo Fabra ci parla sia del nuovo film Marvel Doctor Strange nel Multiverso della Follia sia della serie TV Obi-Wan Kenobi. Lo scrittore Franco Piccinini, invece, ci introduce nei romanzi e nei racconti che hanno il tema della clonazione al loro centro. Infine, sempre Fabra ci racconta della controversa seconda stagione della serie Star Trek Picard.

Nella sua rubrica sui topoi del cinema di fantascienza, Giuseppe Vatinno analizza quel capolavoro che è Dark Star, il film d'esordio di John Carpenter, mentre segnaliamo l'uscita sul mercato anglosassone dei racconti della saga letteraria e televisiva di The Expanse.

Infine, il curatore Carmine Treanni ricorda nel suo editoriale lo scrittore Valerio Evangelisti, recentemente scomparso.

Il racconto è di Alessandro Cosentino.

 



INDICE DELLA RIVISTA

 

·          Carmine Treanni, Addio Magister

·          Redazione, I racconti di The Expanse

·          Giuseppe Vatinno, Dark Star ovvero che fare con una bomba atomica paranoica

·          Roberto Taddeucci, Lo schermo LGBTQ. Dentro, e fuori, la fantascienza

·          Roberto Taddeucci, Sam J. Miller: 'Perché includo personaggi LGBTQ+ nei miei romanzi'

·          Roberto Taddeucci, Fantascienza e mondo LGBTQ: il punto di vista degli editor

·          Arturo Fabra, Sam Raimi: 'Un Doctor Strange con atmosfere horror'

·          Franco Piccinini, Clonazione: l'uomo e il suo doppio nella narrativa di fantascienza

·          Arturo Fabra, Star Trek: Picard, la seconda stagione

·          Arturo Fabra, Star Wars: da George Lucas a Obi-Wan Kenobi

·          Commando Jugendstil, Colpo di una notte di mezza estate

·          Alessandro Cosentino, Progetto H5

 

EDIZIONE EBOOK

 

  • Data di uscita: 31 maggio 2022
  • Editore: Associazione Delos Books
  • Collana: Delos Science Fiction n. 235
  • Pagine (stimate): 80
  • Formati: epub, kindle
  • Prezzo: Euro 1,99
  •  Link: Delos Digital
  •           Amazon


Per la nostra recensione di Dottor Strange nel Multiverso della follia, cliccate qui;  la recensione di Star Trek Discovery 3 uscirà domani 1 giugno!

venerdì 27 maggio 2022

RECENSIONE SERIE TV: THE BOOK OF BOBA FETT

 Il secondo spin-off di  Star Wars non convince

 

 


 

Ho finito di visionare questa serie da un po’, ma non l’avevo ancora recensita perché… l’avevo rimossa!!! 😅

 

The book of Boba Fett, secondo spin-off televisivo di Star Wars dopo l’ottimo The Mandalorian (recensito qui e qui) è stato una notevole delusione sin dalle prime puntate, si salva solo verso la fine quando appare il Mandaloriano (scusate lo spoiler ma lo dovevo dire per forza).

 

La serie comincia nel momento in cui Boba Fett si tira fuori dal Sarlacc in cui era precipitato in Episodio VI. Da qui iniziano una serie di flashback tra presente e passato, lenti e noiosi, inseriti un po’ così a sentimento, poco amalgamati e soprattutto poco interessanti.

Il Nostro, con l'aiuto della Fennec Shand, vuole impadronirsi del territorio lasciato scoperto da Jabba a Mos Espa, governandolo con correttezza; e dov’è finito il perfido cacciatore di taglie? Si è dissolto nel periodo passato nel deserto con i Tusken, che sembrano un po' i Fremen di Dune, ma senza mostrarci il percorso psicologico del personaggio.

In seguito lo vediamo con un gruppo di motociclisti ribelli teppisti disoccupati ma con vestiti e moto fighissime, che in due secondi accettano di diventare il braccio destro di Boba nel governare la città nel deserto.

I combattimenti sanno di finto, sono lenti tanto da sembrare una esercitazione di apprendisti stunt.

La lentezza è uno dei leit-motiv della serie, che non è mai brillante e riserva pochissime sorprese, tutte verso la fine quando appare il Mando (ma belle grosse, roba da hype!)

Diciamo che hanno distrutto il mistero del personaggio nel tentare di dargli una storia e uno spessore, tentativo miseramente fallito, e a dirla tutta a me non piace nemmeno l’attore, Temuera Morrison, che lo impersona.



Non basta inserire dei duelli western nella città polverosa e un paio di spade laser per fare Star Wars, si può vedere questa serie solo perché fa da collegamento tra The Mandalorian 2 e 3, per il resto fate come me: rimuovetela!

 

 

Recap

 

  • Titolo: The book of Boba Fett
  • Genere: fantascienza, fantastico, fantasy
  • Produzione: Disney USA
  • N. di puntate: 7
  • Rete di trasmissione in Italia: Disney +
  • Main Cast: Temuera Morrison, Ming- Na Wen, Jennifer Beals, Pedro Pascal 

martedì 23 marzo 2021

RECENSIONE: THE MANDALORIAN STAGIONE 2

La seconda stagione della serie Tv basata sull’universo Star Wars collega definitivamente il mandaloriano alla saga madre

 


Cari starwarsiani,

 

The Mandalorian 2 è stata una stagione davvero entusiasmante.

Senza perdere lo spirito della prima stagione, che rimandava abbondantemente alle atmosfere della trilogia storica, gli autori hanno ulteriormente ampliato l’universo lucasiano, inserendo personaggi che sono stati visti negli spin- off animati Rebels e The clone wars, ma non solo.

 Nell’ultima puntata c’è una sorpresa molto, molto grossa che farà restare tutti a bocca aperta!

 In questa serie il nostro Mando deve cercare un Jedi a cui affidare il piccolo, che si chiama Grogu; in questa ricerca trova vecchi e nuovi alleati, tra cui Bo Katan Kryze, interpretata dalla bravissima attrice sci-fi Katee Sachoff (Scorpion in Battlestar Galattica-la serie) che altro non è che la doppiatrice del personaggio nella serie animata! Una chicca da appassionati, i fan più seri sicuramente avranno trovato altre easter-egg nel corso delle puntate.


Katee Sachoff è Bo Katan

Din Djarin ovviamente trova sulla sua strada anche molti nemici e gente che gli mette i bastoni tra le ruote, ma tra inseguimenti per terra, per mare e nei cieli alla fine … ce la farà?

 

Come la prima stagione, la serie si lascia guardare nella sua linearità, senza complessi intrecci ma mantenendo sempre viva l’attenzione dello spettatore, sempre più immerso nel mondo starwarsiano, che si amplia quindi di nuove importanti informazioni e lascia presagire ulteriori seguiti e magari altri spin off.

Ulteriore nota di merito: molto girl power !

 Lato tecnico tutto perfetto (effetti, costumi, scenografie, montaggio, suono, musica). L’unico effetto che si poteva fare meglio è proprio nella scena finale… ma ci accontentiamo, presi dall’entusiasmo!

 Se vi è piaciuta la prima stagione, non potete perdere la seconda, anche se non avete visto gli spin off animati (come me).

 Attendo la terza con ansia…quando ci sarà? Pare che esordirà a Natale 2021!

 

Recap

  • Titolo: The Mandalorian 2
  • Genere: Fantascienza, fantasy, avventura
  • N. di puntate: 8+8
  • Anno: 2019-20
  • Produzione: USA
  • Rete di trasmissione in Italia: Disney +
  • Main Cast: Pedro Pascal, Katee Sackhoff, Gina Carano, Giancarlo Esposito, Ming-Na Wen, Rosario Dawson



 

 Non mi vedo come cacciatrice di taglie... sostienimi tramite una donazione! Come? Pigia sul tasto giallo in alto a dx, versione web!

lunedì 4 maggio 2020

RECENSIONE SERIE TV: THE MANDALORIAN



La serie tv di Star Wars su Disney convince e ci dona l’adorabile Baby Yoda





Finalmente la tanto attesa serie tv collegata alla saga di Star Wars ha esordito anche in italia col canale Disney plus, anche se gia’ ampiamente annunciata da cio’ che abbiamo visto su internet, soprattutto il protagonista assoluto, il tenerissimo “Baby Yoda” che ha invaso di meme il web.


in realta’ il protagonista della serie in 8 episodi e’ un Mandaloriano, il cui volto e nome scopriremo solo alla fine. il team-up con il Bambino (sarebbe il baby yoda) e’ tra i migliori della storia del cinema e della tv.



Al killer di Mandlore (ma poi scopriremo di piu’ a riguardo) viene assegnato un incarico: consegnare questo bambino a un “cliente”, ma lui non lo fa e si rifiuta, colpito dal suo potere (e forse tenerizzato come noi tutti dalla dolcezza del piccolo).



La storia e’ ambientata 5 anni dopo “il ritorno dello Jedi” e 25 prima de "il risveglio della forza". Mando, cosi’ viene soprannominato il protagonista, nella sua fuga inizia una serie di avventure rocambolesche su tanti pianeti e incontra uno svario di gente. Molto carini i personaggi comprimari, da poche scene o battute si evince la loro personalita’. Certo non possono essere approfonditi, le puntate sono quasi tutte molto brevi, circa 30 minuti, e la serie e’ di solo 8 episodi.



Cosa c’e’ di Star Wars in questa serie? Tutto: pianeti misteriosi e polverosi, un po’ western, creature immaginifiche, numerose citazioni alla serie originale, sia palesi come i troopers che ancora girano tra i pianeti o come i pianeti stessi (uno e’ quello di origine di Leia), combattimenti, umorismo e ovviamente i Mandaloriani e il baby Yoda, di cui ancora non si conosce la razza. Chissa’ se con la prossima stagione ne sapremo di piu’?
 i fans piu’ sfegatati troveranno sicuramente molti easter eggs, anche collegati alle serie cartoon che non ho visto.



La serie procede  a episodi singoli, la trama orizzontale c’e’ ma e’ blanda. Pero’ cosi’ si lascia vedere in completo relax.

La stagione 2 sara’ lanciata a ottobre 2020.

Giudizio finale:
Da vedere assolutamente .

Recap 

  • Titolo : The Mandalorian
  • Genere: fantascienza, azione, avventura
  • N. puntate: 8- stagione 1
  • Produzione: usa
  • ideatore: Jon Favreau
  • Autori: George Lucas, Dave Filoni, Favreau
  • Cast: Pedro Pascal (Mando), Werner Herzog, Gina Carano, Ming-Na Wen, Giancarlo Esposito
  • Rete di trasmissione italiana : Disney Plus 



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domenica 29 dicembre 2019





RECENSione: star wars ix l’ascesa di skywalker


L’unico finale possibile per la saga che ha segnato tre generazioni



 un finale perfetto? No, ci mancherebbe. Ma è stato il finale giusto.
in questo ultimo capitolo della saga iniziata negli anni ’70 si trova la summa di tutto l’immaginario starwarsiano. 
il film condensa tutti i significati insiti nell’affresco lucasiano.

Le mie emozioni all’uscita della sala sono state contrastanti. Se da un lato ancora mi asciugavo le lacrime, dall’altra ero inalberata per gli evidenti svarioni della trama, causati dall’altalenarsi dei registi e da idee contrastanti su storia e personaggi.
1)      il povero finn voleva dire qualcosa a rey, forse una dichiarazione d’amore? Ma non aveva una story con rose tyco? E perché alla fine non le dice nulla?
2)      la gente cambia idea in pochi attimi.
3)      Palpatine, come abbiamo già visto, è vivo. Come, lo spiega, non dicono però altre cose. queste sono spiegate nei numerosi libri dell’universo espanso, ma uno che non li ha letti non lo può capire. Due paroline ce le potevano dire.
4)     L’uso spropositato della forza, quasi da deus ex machina. questo ci aveva perplessi anche nei film precedenti, specie nella scena di leia che resta viva nello spazio.
però pare che nella serie tv The MANDALorian ci spiegheranno meglio.
Stop alla sintesi dei punti critici, passiamo alle laudi.

il film si può dividere in due parti, che corrispondono più o meno ai due tempi: nel primo c’è una “cerca”, piena di avventure e sorprese, nel secondo arriviamo al bandolo della matassa. qualcuno ha criticato le battute, l’avventura, le creature buffe, ma non condividiamo affatto queste critiche: tutto ciò fa parte da sempre di star wars, ci sono sempre state e sempre ci saranno.
La sorpresa dell’ascendenza di rey c’è, bisogna darne atto agli sceneggiatori. La storia è molto incentrata su di lei, finalmente protagonista dopo il tributo al vecchio cast nel primo film della terza trilogia e dopo la coralità del secondo, dove venivano presentati nuovi personaggi. Nella sua fragilità, compirà il suo percorso con una logica conclusione.
Anche kylo ren compirà il suo percorso, con una scena epocale che rimarrà nella storia.
Poe, finn e gli altri avranno il loro spazio, ottimi comprimari che arricchiscono il film.

Gli effetti speciali sono ottimi, con poco uso della cgi (jj abrams non la ama), certi combattimenti sono epocali. Anche le scenografie, i vari pianeti, sono classici starwarsiani. il montaggio è serrato quanto basta e gli interpreti tutti nella parte.
Le musiche riarrangiate fanno il loro effetto.

Le tematiche della saga sono tutte condensate in questo finale: l’amicizia, il bene e il male, l’idea che non è il sangue a fare una famiglia e possiamo cambiare il nostro destino, e il concetto che non siamo soli anche se vogliono farci credere che lo siamo, così come vogliono farci sentire inetti e inadeguati, ma non dobbiamo dar loro retta.

in questo finale c’è tutto, quindi no, non sarà perfetto, ma è l’unico possibile, un po’ come quello di got (ci ho visto anche più' di un parallelismo, ad esempio il trono di palpatine ricorda quello di spade).
Richiami e battute per i fans più duri e puri non mancano.

...finisce qui? non credo proprio !!! 

la critica di zerocalcare su wired 

  • Titolo: star wars-l'ascesa di skywalker
  • regia: jj abrams
  • produzione: disney, usa
  • durata: 155 min
  • data di uscita: 18/12/2019
  • cast: daisy ripley, adam driver, carrie fisher, mark hamill, john boyega, oscar isaac


 Trailer:




martedì 5 giugno 2018


RECENSIONE: SOLO- A STAR WARS STORY








Genere: fantascienza,  avventura
Regia: Ron Howard
Produzione: Disney, USA
Uscita italiana: 23 maggio 2018
Con: Alden Ehrenreich, Emilia Clarke, Woody Harrelson, Donald Glover, Paul Bettany




Come ho già avuto modo di dire, non sono perfettamente a mio agio quando devo recensire un film di Star Wars perché non faccio parte della schiera di super-fans onniscienti a riguardo, pur conoscendo e apprezzando la saga, quindi darò un'opinione da spettatrice più o meno nella media.

Ho notato che questo film ha diviso in due la critica, c'è chi ne parla bene chi malissimo; io sono rimasta soddisfatta tranne per qualcosina. 

La trama è risaputa: Han è un giovane che sopravvive arrangiandosi in un pianeta demmerda, Corellia, insieme all'amata Qi-Ra. Decidono di fuggire, ma ci riesce solo lui, che si troverà a vivere una serie di avventure che lo porteranno a conoscere Chewbecca e Lando Carlissian, a cui vince a carte il Millenium Falcon (come detto ne L'impero colpisce ancora) ; sullo sfondo, le prepotenze dell'Impero e dei perfidi sindacati, come Alba Cremisi.





Moti hanno criticato il  protagonista perché non è all'altezza di Harrison Ford. Beh, ma dove lo trovi uno come Harrison Ford?! Che pretese. Per me va più che bene. Non mi è piaciuta molto Emilia Clarke, non solo perché si è gonfiata zigomi e labbra, ma perché l'ho vista troppo a disagio nelle scene d'azione. Evidentemente si è abituata a far fare tutto ai draghi e agli Immacolati! :-D ahhauuuagghsss !
Molto bravi invece Harrelson e Glover. Si poteva approfondire il villain interpretato da Paul Bettany.

 Altra critica: troppo western, action e bar con gli alieni. Embé, ma queste cose fanno parte della mitologia della saga, che diamine! Anzi, ho apprezzato molto le battaglie sia sui pianeti vari (ghiacciati, polverosi,fangosi...) che nello spazio aperto. Ho trovato un buon equilibrio tra le scene più sentimentali e quelle action; apprezzabile anche la scarsità di siparietti comici che avrebbero spezzato il pathos. 

Quello che invece non sono riuscita a percepire è il lasso di tempo in cui si svolge la vicenda. Ho letto che il periodo rappresentato nel film va dai 18 ai 24 anni di Han Solo (qui ci spiegano anche l'origine del suo cognome), ma a me non è sembrato che sia trascorso tutto questo tempo, non ho percepito il tempo interno alla storia; di conseguenza il cambiamento  di un personaggio (non dico quale per non spoilerare) mi è parso troppo repentino. Invece la trasformazione di Han è stata più graduale, probabilmente perché essendo il protagonista viene seguito per tutto il tempo. Possiamo dire che questo film è quello che doveva essere una storia di formazione, in cui effettivamente possiamo vedere come Han è diventato Solo.

Sul lato tecnico niente da eccepire, e anche la regia di Howard, subentrato ad altri registi per volere della produzione, è lineare  come in tutti i suoi film. 

Di certo il film è disseminato di richiami e easter eggs comprensibili solo allo zoccolo duro e ai Veri Credenti; di certo, verso la fine appaiono due personaggi che fanno parte dell'universo starwarsiano. Mancano invece riferimenti a Jedi e Forza, forse si poteva inserirli in qualche modo? Il film comunque non finisce, lascia spazio a un sequel.

Staremo a vedere. Intanto il mio giudizio su questo  episodio della saga è positivo.

giovedì 4 gennaio 2018


RECENSIONE: STAR WARS VIII GLI ULTIMI JEDI












Avendo visto il film in enorme ritardo rispetto al giorno di uscita, non ho potuto fare a meno di leggere numerosi commenti e recensioni qui e là in rete, opinioni molto discordanti tra loro, quindi non sapevo cosa aspettarmi.

Il film comincia con un combattimento tra Primo Ordine e Resistenza, per passare subito dopo al punto preciso in cui era finito Episodio VII, ovvero Rey che porge a Luke la spada laser.
Luke in questo film è, come giusto che sia, un personaggio giunto al crepuscolo, tormentato e deluso, che compie però il suo dovere fino in fondo; anche Leia è al tramonto, ma … debbo dire che indossa anelli bellissimi!
Ecco, le battute umoristiche, reintrodotte nella saga dopo una lunga assenza, fanno proprio quest’effetto: sono messe un po’ a cavolo interrompendo l’epicità delle scene, però sono adatte all’epoca contemporanea (qualcuno le ha definite da cinepanettone Marvel). Nella trilogia classica erano prerogativa soprattutto del duo Han/Chewbe, qui sono divise tra le scene Pou e le scene riguardanti Finn, più altri pezzi in cui sono presenti le creaturine aliene.
Finn non ha un ruolo centrale come in Episodio VII, ha comunque il suo spazio anche se la sua missione mi ha lasciato un po’ perplessa, sia per quanto riguarda la lunghezza sia sull’utilità in sé.
 Altri personaggi introdotti nel film precedente non hanno avuto lo spazio che si presumeva, come la famigerata Phasma; ne vengono però introdotti di nuovi, come quello interpretato da Benicio Del Toro.
Il protagonista assoluto, e anche il personaggio meglio riuscito, stavolta è Kylo Ren, ovvero il lato oscuro della forza perfettamente controbilanciato da Rey, che ne rappresenta il lato chiaro. Kylo, alias Ben Solo, è molto tormentato e viene indagato a fondo più degli altri personaggi. Rey fa il suo, anche se è messa un po’ in ombra da Luke e da Kylo, con cui ha bellissimi duetti.
Una mancanza che ho avvertito nel film è stata l’assenza di un qualsivoglia legame tra Kylo e sua madre. Possibile che non si pensino, non si citino, niente? Boh.

Le creature aliene, una delle caratteristiche della saga, sono molto carine e anche  ben inserite nel contesto.

Ciò che ha fatto più storcere il naso ai fan sono state due cose specifiche: una in effetti mi è sembrata davvero esagerata, l’altra una questione molto tecnica a cui non ho dato molto peso in verità, anche se capisco che agli specialisti possa aver dato fastidio. Non entro nello specifico per non spoiler are, anche se mi rendo conto di essere criptica…

Nulla da eccepire sugli effetti speciali, sui costumi, sul trucco e parrucco, sulla fotografia  e sulla colonna sonora; il montaggio invece non mi ha del tutto convinto: alcune sequenze sono troppo lunghe, si potevano anche tagliare, tipo il rapporto Rey/Luke e la scena dell’avventura di Finn insieme a una nuova,Rose Tico.
 Il film comunque non è affatto noioso nonostante sia molto lungo, i colpi di scena non mancano anche se non sono proprio da restare a bocca aperta.

L’impressione generale è che Gli ultimi Jedi sia un film di svolta, pur restando nella scia della saga,  preludio per il gran finale che tornerà a essere diretto da JJ Abrams.
 Di certo si è  osato di più rispetto a Episodio VII, che è stato un bellissimo e sentito omaggio alla serie classica e nulla di più.  
Tutti ci chiediamo che ne sarà della Principessa Leia, data la dolorosa scomparsa di Carrie Fisher a cui giustamente è dedicato il film. Non ci resta che aspettare due anni.

In loving memory of our princess Carrie Fisher è la frase che conclude la prima parte dei titoli di coda, e anche io voglio concludere questa recensione così.