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lunedì 8 gennaio 2024

LE SERIE TV PIU' ATTESE DEL 2024

 

Top 10 serie tv 2024

 

 


 

 

 Bentrovati!

Terminate le ferie (per voi, io ho lavorato!), inauguriamo l’anno con un bell’articolo sulle serie tv più attese del 2024, in ordine di uscita ipotetica.

Per chi capitasse qui per la prima volta: diamo particolare evidenza alle serie di genere fantastico! 

 

     1)     Avatar, la leggenda di Aang: live action su Netflix il 22 febbraio

2)     The Walking dead, the ones who love, ovvero lo spin off con Rick e Michonne, il 25 febbraio.

3)     Il problema dei tre corpi, serie fantascientifica tratta dal romanzo di Liu Cixin e adattata dal duo Weiss/Benioff, il 21 marzo su Netflix.

4)     House of the dragon 2, periodo estivo.

5)     Wednesday 2, verso ottobre.

6)     Stranger Things 5, su Netflix, data ignota

7)     Squid game 2, su Netflix, data ignota

8)     The Acolyte, altra serie tv della galassia Star Wars, su Disney+

9)     Daredevil: Born again, con Charlie Cox, verso fine anno, su Disney+.

10)The Penguin con Colin Farrell, sempre verso fine anno.

 

Non sappiamo se farà in tempo ad uscire nel 2024 Blade Runner 2099, prodotto da Ridley Scott; aggiungo fuori lista anche True detective: Night country, in cui ci sarà anche Jodie Foster e sarà ambientata in Alaska, in uscita il 14 gennaio su Netflix.

 

 

Ce ne saranno sicuramente mote altre, intanto scaldiamo i telecomandi/gli streaming con questi!

 

Buona visione a tutti noi!

venerdì 14 luglio 2023

RECENSIONE SERIE TV: SNOWPIERCER 3

 

La terza stagione della serie tratta dal fumetto francese Transpercerniege


 


 

Non è facile recensire questa stagione senza spoilerare, sarà quindi una short review...più short del solito!

La serie riprende da uno snodo interessante: sarà sopravvissuta Melanie? Layton, ormai a capo del treno, riesce a staccarsi dalla Big Alice e inizia la ricerca della donna; nel mentre, i vari personaggi continuano a cercare di sopravvivere sul treno, intrecciano nuove relazioni, proseguono colpi di scena e tradimenti vari.

A un certo punto compare un nuovo personaggio che dà l’input a Layton per cercare un punto caldo nel corno d’Africa, grazie anche a delle visioni che lui inizia ad avere (c’è anch3 una puntata onirica, la 3x07); ma sarà vero o no? Senza conoscere la risposta, Andre utilizza questa speranza per tenere vive le speranze di tutti coloro che vivono sul treno, ormai allo stremo delle forze. In pratica mente, e qui ritorniamo a Melanie, a Wilford e a tutti coloro che sono stati a capo dello Snowpiercer, lungo 1029 carrozze (variabili): i leader alla fine dicono bugie, buoni o cattivi o neutrali che siano. Interessante riflessione.

Riusciranno i nostri eroi nl loro intento?

 

La serie a me è piaciuta, nonostante qualche ripetitività o sottotrame risolte un po’ alla carlona, e quando ho scoperto che la quarta stagione, inizialmente rinnovata, è stata invece cancellata mi è preso un colpo! Non è facile lasciare così questo mondo e i suoi personaggi, anche se comunque il finale potrebbe anche esserci anche se non si risolve tutto tutto, restano cose in sospeso.

Spero in un ripensamento! Al limite mi consolerò leggendo il fumetto!

 

Recap

 

  • Titolo: Snowpiercer
  • Genere: post apocalittico, fantascienza
  • N. di puntate: 10+10+10
  • Produzione: USA
  • Rete di trasmissione in Italia: Netflix
  • Main Cast: Jennifer Connelly, Daveed Diggs, Sean Bean, Mickey Sumner, Alison Wright

 


venerdì 16 giugno 2023

RECENSIONE SERIE TV: L'IMPERATRICE

 

La serie su Sissi più vicina alla realtà

 

 


 

 

Questa serie in sole 6 puntate ci racconta l’inizio della vicenda di Elizabeth di Baviera, meglio conosciuta come Sissi, del suo incontro con Francesco Giuseppe e del suo traumatico ingresso a corte.

 

Abituati ai film degli anni ‘50, in cui il personaggio era eccessivamente romanzato ed edulcorato, la serie ci fornisce una versione più vicina alla realtà, presentandoci una Sissi piena di chiaroscuri, come effettivamente era.

Sicuramente aveva una personalità fuori dai canoni dell’epoca, insofferente alle regole, amante della libertà, ed è anche per questo che Franz scelse lei invece della sorella Helena, la vera promessa sposa.

Sono ben delineati anche i personaggi di contorno, tra cui spiccano l’arciduchessa Sofia, madre di Franz e zia di Sissi (i due erano cugini), e Massimiliano, fratello minore di Franz, scapestrato e ribelle ancor più della protagonista.

Va da sè che nella serie i due hanno un’attrazione reciproca, anzi lui pare proprio innamorato (di questo non ci sono riscontri in realtà), anche se lei resta fedele al promesso sposo-poi marito.

C’è sicuramente grossa crisi con Sofia, rigidissima madre dell’imperatore, come rigida era tutta la corte dell’epoca, in maniera anacronistica anche per fine ‘800: lo scontro si fa durissimo e lei sta per abbandonare la corte, ma resta incinta, quindi rimane.

 I due cercheranno inoltre di svecchiare l’Impero, e in queste puntate emergono le tribolazioni di entrambi. Franz invece di fare la guerra, come vorrebbe la madre, vuole fondi per costruire una ferrovia; lei vorrebbe migliorare le condizioni di estrema povertà dei suoi sudditi.

Molti sono i complotti alle loro spalle, più o meno romanzati; non è chiaro se effettivamente Massimiliano partecipò a questi tentativi eversivi, più no che sì.

A una attenta caratterizzazione dei personaggi, fa da sfondo una ricercatezza nei costumi notevole: indimenticabile il vestito da sposa di Sissi. Non sono da meno le ricchissime scenografie, con scene girate nel palazzo di Weissenstein in Baviera.

La serie risulta troppo corta, sembra un'anima parte di stagione, ma è densa di avvenimenti e non ci si annoia mai.

Attendiamo la seconda stagione.


Recap


  • Titolo: L'Imperatrice
  • Genere: Storico
  • Produzione: Germania
  • Stagioni: 1- segue
  • N. di puntate: 6
  • Rete di trasmissione in Italia: Netflix
  • Main cast: Devrim Lingnau, Philip Froissant, Melika Foroutan, Johannes Nussbaum
  •  


venerdì 21 aprile 2023

RECENSIONE SERIE TV: MERCOLEDI'

 Il ritorno sul piccolo schermo di Mercoledì Addams, firmata da Tim Burton





Cari telefilm- dipendenti,

 

Mercoledì, la serie diretta da Tim Burton (i primi 4 episodi) con Jenna Ortega ha suscitato molte opinioni contrastanti: c’è chi l’ha definita un capolavoro, chi una ciofeca per la sua banalità e gli scopiazzamenti.

 

Una sana via di mezzo: è una serie molto carina, avvincente, molto sopra le righe che rimane di fondo un teen drama ambientato in una scuola per ragazzi speciali- sì, l’ennesima. Vero, è ormai un cliché, ma i teen freak (o “super” che dir si voglia) rendono molto bene in un contesto scolastico, che si rifà ai college inglesi/americani.

 

La protagonista è un personaggio unico. A molti è risultata odiosa e insopportabile, ma è proprio per questo che l’interpretazione della Ortega è perfettamente riuscita. La sua Mercoledì è una ragazza molto goth, amante del macabro, solitaria e asociale che nel contempo sembra saper fare tutto: tirare di scherma, suonare il violoncello, scrivere, combattere… sicuramente meno umoristica della sua predecessora cinematografica interpretata da Christina Ricci, che qui interpreta un altro personaggio, la prof. di erboristeria. Non mi trovo d'accordo neppure con chi l'ha criticata perchè piatta: questo tipo di personaggi è piatto di default: avete forse visto nelle serie o nei film delle modifiche alla loro personalità rilevanti? No, e anzi qui un po' di cambiamento tra l'inizio delle puntate e la fine c'è.

Questa Mercoledì o la ami o la detesti. Io la prima!

 

Arrivata alla Nevermore, obbligata dalla famiglia, si trova presto in un thriller a carattere soprannaturale che coinvolge la vicina cittadina di Jericho; alla trama thriller si aggiungono i tipici drammi adolescenziali, amorosi e di altro tipo, che caratterizzano le produzioni dedicate ai teen agers (o giù di lì). Alla fine si scoprono anche dettagli sul passato di Morticia, che studiò in questo college, e Gomez, e sulla loro love-story.

 

È una serie avvincente, frizzante, sicuramente non un capolavoro, ma c’è una scena che in effetti lo é. Quella in cui Mercoledì danza alla festa scolastica!





 Ovviamente nella sceneggiatura ci sono passaggi altamente scontati, soprattutto per chi mastica di televisione da anni, ma i colpi di scena non mancano.

 

 Jenna Ortega è supportata da un buon cast, su cui spicca l’interpretazione di Gwendolyne Christie, che, smessi i panni di Brienne di Tarth nel Trono di spade, passa a interpretare l’ambigua direttrice del collegio. La famiglia di Mercoledì si vede poco, ma sicuramente Catherine Zeta-Jones è perfetta nel ruolo di Morticia. Gomez invece è interpretato da un Luiz Guzman ancora più brutto del solito, e questo ha suscitato polemiche perché gli interpreti precedenti avevano tutti un certo charme; in realtà, nelle strips originali, il personaggio era davvero bruttissimo, diciamo quindi che la scelta è stata attinente.

Immancabile Mano, che segue la ragazza al college!

 

Un’altra critica che ho letto è proprio al regista, Tim Burton. Non si può certo pretendere che un regista replichi in ogni opera i suoi masterpiece, ma io ci ho visto molto di lui in questa serie: innanzitutto l’amore per i freaks e i reietti in generale, poi la grafica dei mostri e infine la cura per i dettagli dark, che in tv non possono essere come quelli del grande schermo, ma ci sono.

L’abbigliamento di Mercoledì è perfetto, così come le scenografie: indimenticabile la camera che la protagonista divide con la compagna di stanza Enid (Emma Myers), una licantropetta che non sviluppa i suoi poteri e che ama i colori, gli arcobaleni ecc., insomma l’opposto di Mercoledì!

 

La serie è autoconclusiva, ma c’è un finalissimo che rimanda alla prossima stagione, confermata da Netflix.

 

Suggerisco la visione a tutti, adulti e ragazzi, vi divertirete! L’horror non è troppo horror, è più un fantasy-horror (per chi avesse paura di spaventare i pargoli).

 

 

Recap

 

  • Titolo: Mercoledì (Wednesday)
  • Genere: fantasy, horror, teen drama
  • Stagioni: 1-segue
  • Puntate: 8
  • Rete di trasmissione in Italia: Netflix
  • Regia: Tim Burton (p.1-4)
  • Main cast: Jenna Ortega, Catherine Zeta-Jones, Luiz Guzman, Gwendolyne Christie, Christina Ricci

 

 

 




 

venerdì 27 gennaio 2023

RECENSIONE SERIE TV: STRANGER THINGS 4

La recensione di Stranger Things, quarta stagione





Cari telefilm-lovers,

nella 4a stagione di Stranger Things abbiamo assistito a un doppio passaggio: dall’infanzia all’adolescenza dei protagonisti (anche a causa del lungo stop alle riprese causato dalla pandemia) e da un mondo fantastico, sebbene pauroso, all’horror vero e proprio.

Il nemico paranormale contro il quale deve lottare il nostro gruppo di amici, Vecna, stavolta è veramente terribile: compie infatti una serie di efferati omicidi, e almeno all’inizio Undici è lontana e priva di poteri. Trasferitasi con la famiglia a Los Angeles, subisce il bullismo dei coetanei e senza poteri non riesce a cavarsela; li riacquisterà in seguito, anche se allo spettatore rimane un senso di amaro in bocca perché la giovane non è riuscita a trovare una dimensione senza le sue capacità paranormali. Invece ad Hawkins Will, Dustin e Lucas si uniscono a un club di gamers, l’Hellfire club di Eddie, che verrà accusato di essere l’assassino proprio per il fraintendimento dello scopo del suo club: una chiara critica al mondo degli adulti che non ascoltano i giovani e non capiscono il loro mondo. Il gruppetto più grande, Nancy, Johnantan e Steve, collaborerà alla riuscita del piano, ma come personaggi nel corso della serie perdono un po’ di spessore. Nancy e Murray invece hanno una sottotrama distaccata dal plot principale: i due vanno in Russia per un’operazione di salvataggio, ma le loro avventure tragicomiche spezzano in modo irritante il filone principale e appaiono inutili nello svolgimento generale.

Importantissimo in questa stagione lo svelarsi del passato di Undici, che scopriamo tramite flashback.

Le puntate sono solo 7, ma sono molto più lunghe del normale, l’ultima addirittura più di due ore! Questo offre un tocco cinematografico alla serie; inoltre la produzione non ha lesinato in CGI, a livelli quasi da film.

Oltre alla qualità degli effetti speciali, non si può non citare la colonna sonora (es i Metallica e Kate Bush) e il citazionismo di classici del passato anni '80, soprattutto Stephen King, che lo spettatore più attento ritroverà in diverse occasioni.

Nel complesso, una serie spettacolare, nonostante qualche scelta a livello di sceneggiatura avrebbe potuto essere migliore.

La 5° e ultima stagione uscirà nel 2024, e il titolo del primo episodio sarà The crawl.

Moriremo di curiosità per un altro anno almeno!

 

Recap

 

  • Titolo: Stranger Things
  • Genere: fantascienza, fantasy, horror, teen-drama, hriller, azione, avventura
  • Produzione: Usa
  • Creatori: Duffer brothers
  • Anno: 2016- in corso
  • N. di stagioni: 4- in corso
  • N. di puntate totali: 34
  • Rete di trasmissione in Italia: Neflix
  • Main Cast: Winona Ryder, Millie Bobby Brown, Finn Wolfhard, Gaten Materazzo, Caleb McLaughlin, Natalia Dyer

 

 



venerdì 13 gennaio 2023

RECENSIONE SERIE TV: ARCHIVE 81

 

Archive 81, una serie mistery dai risvolti inquietanti

 

 


 

Cari serie tv addicted,

 Archive 81 è una serie autoconclusiva mistery con risvolti inquietanti, a tratti horror, con una forte componente paranormale che ho trovato interessante, anche se non esente da pecche.

 

Dan Turner è un restauratore di pellicole e vecchi vhs (ADORO!!) che viene ingaggiato da un tipo misterioso per ripristinare vecchi nastri girati negli anni ’90 da una studentessa che svolgeva una ricerca per la tesi di laurea sul condominio Visser, distrutto poi in un incendio mai spiegato.

Sbobinando le vhs, chiuso da solo in un centro isolato messo a disposizione dal committente, si rende conto di quanto fosse inquietante quel condominio e strane le persone che ci vivevano, ma non solo: si trova collegato a Melody, come se i due si percepissero.

 

Nella prima parte della serie scopriamo i fatti insieme a Dan, sfruttando il meccanismo del found footage, cosa che poi viene abbandonata anche per velocizzare l’azione, che ha diversi tempi morti.

 

I protagonisti sono molto carismatici e portano avanti la serie non dico da soli ma quasi; le decisioni che prendono i personaggi lasciano a volte un po’ perplessi (se sto in un condominio angoscioso con persone stranissime e succedono cose poco spiegabili io non resto e me la do a gambe, idem se uno mi fa lavorare isolata e succedono altrettante cose ai confini della realtà), ma questo sembra essere un problema comune a tutte le sceneggiature degli ultimi anni, e vabbè, ci passiamo sopra.

 

Non si può dire che la soluzione del mistero sia del tutto imprevedibile e il finale pare troppo veloce rispetto alla lentezza di alcuni episodi (anche questo pare un vizio comune dal finale di GoT), in complesso la serie mi è piaciuta discretamente e la consiglio.

 

 

Recap

 

  • Titolo: Archivio 81
  • Genere: mistery, horror, paranormale
  • Produzione: USA
  • Episodi: 8
  • Data di uscita: gennaio 2022
  • Rete di trasmissione in Italia: Netflix
  • Main cast: Mamoudou Athie, Dina Shihabi, Matt McGorry

 

 

lunedì 12 dicembre 2022

RECENSIONE SERIE TV: THE WITCHER STAGIONE 2

 

La recensione della seconda stagione di The Witcher, serie fantasy con Henry Cavill

 

 

 


 

La seconda stagione di The Witcher ha un passo completamente diverso rispetto alla prima, che, rispecchiando più o meno il volume 1 della saga, era composta da una serie di episodi con una trama orizzontale piuttosto labile, ma che è servita a presentare i personaggi principali.

 

Invece questa seconda serie abbandona la frammentarietà della prima e catapulta lo spettatore in una storia dal ritmo avvincente, con una trama più lineare, mostrando un mondo fantasy con le sue varie fazioni in lotta e una serie di informazioni sul mondo stesso, affascinante e coerente.

 

Il tema principale della serie è il rapporto tra lo strigo e Cirilla, di cui pian piano si scoprono le origini; Geralt la porta ad allenarsi a Kaer Mohren, roccaforte dei Witcher, dove lui incontra dopo anni il suo maestro Vesemir. Nel mentre crede l'amata Yennefer morta nella battaglia di Sodden. La trama va infittendosi e diventa anche un po’ confusionaria e non sempre facile da seguire, per quanto riguarda le macchinazioni politiche tra Cintra, i regni del Nord e Nilfgaard, in cui Yennefer resta invischiata insieme alla pericolosa Fringilla; molto più interessante la storyline del protagonista e di Ciri, che in questa serie sovrasta di gran lunga Yennefer, relegata alla storyline più ostica.

Il protagonista compie un arco di trasformazione, diventando da killer di mostri una figura paterna per Cirilla.

Ranuncolo si vede poco, e infatti l’humor che permeava la prima serie qui si è perso, lasciando spazio quasi solo al drama.

Appare anche il popolo elfico, qui rappresentato come un popolo derelitto, schiavizzato, metafora dei popoli migranti del mondo reale.

 

Ottimo il finale, ricco di magia e colpo di scena finale.

 

Migliorata molto la CGI, mentre costumi e scenografie sono degni di nota come nella stagione 1.

 

Nel complesso, la seconda stagione di The Witcher è di gran lunga migliore della prima, aspettiamo con trepidazione le serie seguenti per immergerci ulteriormente nel mondo magico creato da Andrzej Sapkowski. La terza stagione è stata annunciata per l’estate 2023, e sappiamo da poco più di un mese in via ufficiale che nella 4° stagione; Geralt sarà impersonato non più da Henry Cavill ma, a quanto pare, da Liam Hemswort, anche se è stata fatta una raccolta di firme per far rimanere Cavill.

Nota personale: detesto i recasting, poi dei personaggi principali non ne parliamo!

 

 Recap

 

  • Titolo: The Witcher
  • Genere: fantasy
  • Produzione: USA, Polonia
  • Episodi: 8+8
  • Rete di trasmissione in Italia: Netflix
  • Main cast: Henry Cavill, Anya Chalotra, Freya Allan, Kim Bodnia 





lunedì 19 settembre 2022

RECENSIONE DOCU-SERIE : AGE OF SAMURAI

 

 Una docu-serie sui Samurai e le guerre nel periodo Sengoku

 

 


 

Cari amanti del Giappone e della Storia in generale,

Age of Samurai è una miniserie- documentario in 6 puntate, che unisce la documentazione e lentertainment per raccontarci un periodo particolarmente confusionario e sanguinoso della storia giapponese, il periodo Sengoku (1552-1615)

Siamo nel XVI secolo, il Governo centrale a perso il potere, che ora è suddiviso tra vari signori locali, i Daimyo, che lottano per accaparrarsi più potere e territorio possibile. I tre unificatori, che porteranno i vari shogunati a unirsi sotto legida dei Tokugawa, sono Oda Nobunaga, Tokugawa Ieyasu e Toyotomi Hideyoshi,

Battaglie sanguinarie, tradimenti, congiure, sopraffazioni e delitti tra parenti sono i protagonisti di questa docu-serie, che ci mostra i personaggi e le battaglie principali con filmati accuratamente realizzati alternati a interviste di storici di varia nazionalita.

I personaggi sono approfonditi in ogni aspetto, anche psicologico, cosi come le usanze, labbigliamento, le armi e le armature, le case e gli edifici dellepoca.

La serie colpisce per la ferocia del periodo, riportata senza troppe censure, e la scarsita delle figure femminili; quelle mostrate hanno comunque un certo rilievo, nonostante lepoca, come Lady Nene che mi ha molto affascinata, e Lady Chacha.

 

Ho trovato Age of Samurai ben realizzata per quel che riguarda i filmati, mentre i vari prof che spiegavano la situazione li ho trovati quasi tutti con scarse capacità divulgative, non aiutati certo dalla solita inquadratura statica a mezzobusto su sfondo neutro.

Alla fine ho certamente appreso qualcosa di interessante su quel periodo, ma non posso affermare di non essermi mai annoiata!

 

Consiglio comunque la docu- serie agli appassionati e curiosi della Storia e del Giappone.


Recap

 

  • Titolo- Age of Samurai
  • Genere- storico, documentario
  • Produzione- Usa/Canada
  • N. puntate- 6
  • Rete di trasmissione italiana- Netflix
  • Main cast- Hayate Masao (Ieyasu Tokugawa), Masami Kosaka (Toyotomi Hideyoshi), Hideaki Ito (Date Masamune), Elina Miyake (Nene), Masayoshi Haneda (Oda Nobunaga). 

 

 

giovedì 28 luglio 2022

RECENSIONE SERIE TV: GLI EREDI DELLA TERRA

 

Il sequel di La cattedrale del mare di Ildefonso Falcones

 

 


Dopo aver visto la serie e letto il romanzo La cattedrale del mare (qui recensionedoppia), di Ildefonso Falcones, ho deciso di non leggere il seguito per l’eccessiva presenza di particolari sui numerosi abusi sulle donne, ma ho guardato la serie sapendo che le scene sarebbero state molto più leggere rispetto al romanzo, che comunque mi era piaciuto nel complesso.

 

Ci ritroviamo a Barcellona nel XIII sec, il Nostro Arnau Estanyol è un ricco e stimato consigliere, ma alla morte del Re i suoi nemici giurati, i Puig, tornano in città e lo eliminano. Il protagonista di questo sequel è Hugo Llor, un umile orfano protetto da Arnau e amico del figlio di questi, Bernat; nonostante la morte del suo benefattore riesce a salvarsi, andando a lavorare nei campi degli ebrei e diventando un bravo vinaio. La vicenda si complica tra amori, intrighi, segreti, rivolte, guerre e, pirati e pratiche mediche proibite.

 

Il tema principale quindi è ancora quello del riscatto sociale, e troviamo ancora una volta il terribile trattamento riservato alle donne (ma non si vedono dettagli atroci, per fortuna) nel Medioevo.

Hugo e gli altri personaggi compiono il loro percorso, che sarà a volte positivo e a volte negativo; molto interessante la descrizione degli usi e costumi dell’epoca; ottime le ambientazioni e le scenografie, che con un uso sapiente della fotografia rivestono grande importanza nella riuscita della serie, fornendo quell’alone gotico in contrasto con la natura ancora sterminata e incontaminata: il mare, i campi sono i grandi protagonisti della storia.

Gli attori tutti bravi e in ruolo.

 

Consiglio quindi la visione delle 8 puntate; ci sono senz’altro delle lentezze e delle scene un po’ da soap opera ma la visione è nel complesso godibile.

 

Recap

 

  • Titolo: Gli eredi della Terra
  • Genere: Storico
  • Produzione: Spagna
  • N. di puntate: 8
  • Rete di trasmissione in Italia: Canale 5 (prima visione), Mediaset Infinity, Netflix
  • Main Cast: Yon Gonzales, Elena Rivera, Rodolfo Sancho, Michelle Jenner
  •  Link al romanzo, € 15,60: Amazon  




lunedì 20 giugno 2022

RECENSIONE SERIE TV: SNOWPIERCER 1° STAGIONE

 

Una serie tv fantascientifica post-apocalittica originale e avvincente

 

 


 

Quando vidi il film Snowpiercer (diretto da Bong Joon-ho uscito nel 2013 ) restai colpita positivamente, anche se non fomentata a livello HYPE, così ho tardato a visionare la serie tv e non ho neppure preso il fumetto da cui è tratta, Le Transperceneige (Jaques Lob e Jean Marc Rochette), che esce addirittura dal 1982 nei paesi francofoni.

La graphic novel è uscita in formato omnibus, edita da Editoriale Cosmo (qui link) ma ancora non l’ho acquisita, invece la stagione 1 l’ho vista e mi ha fomentato.


Siamo 8 anni prima di quanto abbiamo visto nel lungometraggio e la serie è “canon”; all’inizio c’è una breve spiegazione di quanto è successo nel 2026 e del perché questo treno viaggia in moto perpetuo a super velocità in un mondo completamente ghiacciato e in cui la vita è impossibile. Il treno è stato creato dal Sig. Wilford, e le redini sono tenute da Melanie Cavill, un’eccellente Jennifer Connelly.



 Lungo mille e una carrozza, come amano ripetere, il treno è diviso in tre classi, che corrispondono alle classi sociali, più il “Fondo”, dove ci sono i reietti, i paria, quelli saliti sul treno da clandestini e che versano in condizioni disumane. La storia comincia con un thriller: Melanie Cavill si rivolge a Andre Leyton (Daveed Diggs), detective che vive nel Fondo, per risolvere una serie di delitti.

Grazie a questo escamotage, scopriamo pian piano l’ambientazione, le particolarità del treno, le leggi che lo regolano, i personaggi e molti oscuri segreti. Intanto il Fondo vuole ribellarsi, mentre i ricchi della 1° classe ovviamente vorrebbero incrementare i loro privilegi. Questa trama si sviluppa nella seconda parte della serie, che risulta quindi poco omogenea ma molto avvincente dall’inizio alla fine.

Gli attori sono tutti molto bravi e nel ruolo, su tutti la già nominata Jennifer Connelly, la sceneggiatura scorre bene, i colpi di scena non mancano, anche nei rapporti tra personaggi e non ci si annoia mai. La struttura permette di seguire la trama senza scervellarsi.

Colpo di scena nel finale, in parte prevedibile.

 

Lo consiglio senz’altro a tutti gli amanti della sci-fi.

Vedrò presto la 2° stagione, sperando sia all’altezza!

 

 Recap

 

  • Titolo: Snowpiercer
  • Genere: fantascienza post-apocalittica
  • N di stagioni: 3- (segue)
  • Puntate: 10+10+10
  • Produzione: USA
  • Rete di trasmissione in Italia: Netflix
  • Main cast: Jennifer Connelly, Daveed Diggs, Alison Wright, Mickey Sumner

 

mercoledì 1 giugno 2022

RECENSIONE SERIE TV: STAR TREK DISCOVERY 3° STAGIONE


 Star Trek Discovery si smarca dal passato e diventa indipendente

 


Cari telefilm addicted,

la 3° stagione di Star Trek Discovery abbandona i legami con la serie madre per diventare indipendente e arrivare là dove nessun uomo è giunto prima, mille anni dopo gli eventi narrati sinora. Creare un nuovo universo narrativo non è mai facile, e gli sceneggiatori hanno messo molta carne al fuoco.

Le sottotrame sono tante e i nuovi personaggi interessanti, ma né quelle né questi sono approfonditi a dovere, visto che le puntate sono 13 e il minutaggio non supera mai i 50’. Ad esempio, si sottolinea come una terribile esplosione nel passato abbia semidistrutto la galassia e soprattutto tutte le navi col dilitio, rendendo impossibili i viaggi a curvatura, storia interessante da approfondire, invece rimane superficiale per tuta la serie.

Di contro, non ci si annoia mai, succedono un botto di cose piene di combattimenti e sentimenti, anche colpi di scena.

Il girl power è ciò che ho apprezzato di più nella stagione: i personaggi femminili sono quelli maggiormente valorizzati, finalmente con ruoli di rilievo.

La serie è corale; Michael Burnham resta la protagonista, ma c’è molto spazio anche per tutti gli altri: Saru, Stamez, Tilly, Georgiu ecc. che vivranno molte avventure.

La villain della serie, Osyraa, una tipa verde che assomiglia un po’ a Gamora un po’ a She Hulk, e anche alla Perfida Strega dell’Ovest, invece non convince molto, ha poco spazio e sembra che minaccia la Discovery mentre gli altri sono impegnati in altre missioni. Non fa mai veramente paura.

Quindi nel complesso direi che è una serie molto ricca, tocca vari argomenti ma senza approfondire molto, i personaggi sono convincenti anche grazie alla bravura del cast, ma c’è poca trama orizzontale.

Sono curiosa di vedere la 4° stagione, che è stata già trasmessa da Pluto Tv ma ora non c’è più nel palinsesto; bisogna attendere Paramount Tv in Italia, pare a settembre 2022.

La 5° stagione di Star Trek Discovery è stata confermata.

 

Recap

 

  • Titolo: Star Trek Discovery 4
  • Genere: Fantascienza
  • Produzione: USA
  • N. di puntate: 15+14+13+13
  • Rete di trasmissione in Italia: Pluto TV/Paramount
  • Main Cast: Sonequa Martin Green, Doug Jones, Anthony Rapp, Michelle Yeoh, Mary Wiseman

 

 


 Ci vediamo dopo il ponte del 2 giugno! Buona festa!

martedì 3 maggio 2022

RECENSIONE SERIE TV: SWEET TOOTH STAGIONE 1

 

Una serie post-apocalittica dal tono fiabesco

 

 



Molto particolare questa serie post-apocalittica, cari videodipendenti, sicuramente tra le più originali del 2021, tratta da un fumetto di Jeff Lemire.




Il tema pandemia poi riporta l’attenzione ai tragici fatti che stiamo vivendo dal 2020: dieci anni prima dei fatti narrati, una pandemia detta il Grande Crollo ha sterminato l’umanità e ha comportato la nascita di bambini ibridi, metà umani e metà animali. Gus/ Sweet Tooth (= Golosone) è il piccolo protagonista, un bambino- cervo che vive barricato in una casa nel bosco col padre, ma presto ne uscirà per compiere un lungo viaggio. Incontra subito l’Uomo Grande, Jepperd (Nonso Anozie), un cinico e disilluso tipo nel cui cuore subito farà breccia, e poi altri personaggi.

A questa storyline se ne aggiungono altre, più adulte: quella del medico Singh, che cerca una cura per la moglie infettata, ma col virus bloccato; Aimee, una ex psicologa che ha costruito un rifugio per i bambini ibridi, tra cui sua figlia; il generale Abbott, il villain di turno, che bracca gli ibridi.

Nel corso delle puntate, ricche di azione e colpi di scena ma anche di momenti più lenti, si scoprirà di più su quel mondo e sul virus che ha quasi sterminato la razza umana e sulla mutazione. Le cose non sono mai come sembrano!

Non tutte queste storyline hanno il tono fiabesco che si percepisce quando c’è Gus, anzi sono sicuramente più adulte, anche se la violenza non viene mai mostrata esplicitamente: fa molto anni ’80! Ma è proprio quando c’è il piccolo Golosone che la serie attira maggiormente, tra l’altro l’attore, Christian Convery, è molto bravo a rendersi sempre tenero e mai antipatico. Di certo è aiutato dai movimenti delle sue orecchiette di cervo, che sottolineano le sue emozioni. C’è anche una voce narrante a aumentare il senso fiabesco…e il richiamo agli ’80!

In generale un ottimo casting, non c’è che dire.

La fotografia è particolare, molto chiara e molto colorata, a sottolineare il tono fiabesco; gli effetti speciali non sono un granché, ma anche questo fa molto stile anni ’80!

In conclusione, una serie avvincente, emozionante, fiabesca ma anche dura, corale e con un protagonista molto azzeccato.

Attendiamo la seconda stagione, già confermata da Netflix!




 Recap

 

  • Titolo: Sweet Tooth
  • Genere: post apocalittico, fantasy, fantascienza, distopico, avventura, drama
  • Stagioni: 1 (segue)
  • Produzione: USA
  • N. di puntate: 8
  • Rete di trasmissione in Italia: Netflix
  • Anno: 2021
  • Main Cast: Christian Convery, Nonso Anozie, Adeel Aktar, Dania Ramirez, Stefania Owen

 

 

 

venerdì 8 aprile 2022

RECENSIONE SERIE TV- SQUID GAME

 

 La serie tv coreana di Netflix e una vera sorpresa

 

 


 

Ho guardato questa serie quando leco delle numerose polemiche che ha suscitato era gia svanito, e me la sono goduta doppiata in italiano, per non perdere neppure un fotogramma.

Oh, ve lo dico subito, bisogna abituarsi alla recitazione orientale, spesso fuori dalle righe, molto eccessiva, esagerata, con espressioni da manga che possono sembrare macchiettistiche.

 

Squid game (Il gioco del gambero, una specie di gioco della campana nostrano)  e' una serie cruda, brutale, che non lesina in dettagli splatter, ma capace di una eccellente introspezione psicologica sia sui personaggi singoli sia sul comportamento degli uomini in situazioni di pericolo, rinchiusi tutti insieme.

Il protagonista e Seong, un fallito che una sera viene intercettato da un tipo che gli propone di partecipare a un gioco in cui il montepremi è stratosferico. Accetta e si ritrova in un luogo misterioso, con altri perdenti e falliti come lui, 456 persone che devono sfidarsi ad alcuni giochi. Il primo e'  Un due tre stella.

 Ma in versione mortale. 




Disperati, i sopravvissuti votano per uscire da lì (ne hanno facolta'), ma ben presto decidono di tornarci. Tutti. Perche la vita la fuori per loro non significa piu nulla, sono finiti, ai margini della societa, oppure rischiano il carcere, mentre li dentro hanno uno scopo e sono tutti uguali alla partenza. Questo vien loro espressamente detto e sottolineato piu' volte da un manipolo di uomini vestiti di rosso e mascherati, comandati dal Front-Man, un misterioso tizio che sembra il Dottor Destino.



Facciamo la scoperta degli altri personaggi. Il vecchissimo e malato Oh-Il Nam, limmigrato indiano Abdul Ali, il gangster Jang, lamico di infanzia di Seong Cho, ora bancarottiere, una ladruncola in cui Seong si era imbattuto, e molti altri, tutti ottimamente caratterizzati. Cè anche un ispettore di polizia che cerca il fratello scomparso, e si intrufola nel covo segreto.

 

Gli Hunger Games coreani non lasciano tregua. Le puntate sono super appassionanti, e anche se si capisce chi vincera alla fine non si riesce a staccare gli occhi dallo schermo. Ci sono puntate, come quella delle biglie, che sono un pugno nello stomaco. Per sopravvivere si mente, si tradisce, si va contro i propri legami, contro se stessi. Un vero inferno.

 

Il finale pare un inizio per una stagione successiva, che infatti e stata confermata, ma non si vedra prima del 2023.

 

Infine, una riflessione. Perche anche il Corea del Sud riescono a fare serie di successo viste da tutto il mondo e in Italia no?

Semplice, continuiamo a essere troppo provinciali, troppo locali, anche nelle migliori produzioni. Non sto dicendo che una serie o un film debbano essere  "distopici",  assolutamente. Squid Game e senzaltro coreano, si vedono i loro cibi tradizionali, le loro citta, ma resta tutto sullo sfondo; avrebbe potuto essere ovunque nel mondo. Invece da noi lItalia o la citta italiana, i dialetti, i localismi sono sempre troppo protagoniste, continua a mancare una visione globale. E secondo me questa visione ci sarebbe pure, ma le lobby delle produzioni impediscono agli sceneggiatori piu' freschi, di talento e con idee innovative di essere considerati, facendo lavorare solo e sempre le stesse persone. 

Confido in Sky e in Netflix, che stanno facendo vedere le cose migliori da qualche anno a questa parte, v. Romulus.

 

Quindi, Squid game e imperdibile, ma, cari genitori, non la guardate coi vostri figli per poi piagnucolare e minacciare querele a Netflix, usate il cervello e il parental control prima di gridare allo scandalo

 

 

Recap

 

  • Titolo- Squid Game (Il gioco del gambero)
  • Genere- distopico, azione, thriller, drama
  • Produzione- Corea del Sud
  • Stagioni-1 (continua)
  • N. di puntate- 9
  • Rete di trasmissione in Italia- Netflix
  • Main cast- Lee Jung-Jae, Park Hae-Soo, Oh Yeong-Su, Anupam Tripathi, Kim Jo-Ryoung