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venerdì 18 settembre 2026

MY 2 CENTS: LA MALATTIA BIANCA DI KAREL ČAPEK

 

Un dramma teatrale che anticipa i tempi e fa riflettere

 

 


 

 

Sono molti i temi che tocca questo dramma teatrale, La malattia bianca, scritto da Karel Čapek nel 1937, uscito in una nuova edizione a cura di Le Strade Bianche di Stampa Alternativa, nella collana Biblioblò.

Difficile trovare una collocazione tra i generi letterari: distopico? Letteratura d’anticipazione? L’autore ceco peraltro è anche l’“inventore” del termine “robot”, utilizzato per la prima volta in un altro dramma teatrale del 1920 (che mi premurerò di reperire e leggere quanto prima), Rossum’s Universal Robots, in cui i robot erano esseri biologici artificiali che svolgevano il lavoro umano (cosa che ha iniziato ad accadere, in qualche modo, già da un po’); non siamo lontani quindi da quella fantascienza che prevede, anticipa i tempi a venire, pur senza inserire UFO, alieni, multiversi e superpoteri  (altre branche della sci-fi).

 

Durante un regime totalitario (uno a caso…), si diffonde una malattia che arriva dalla Cina (!), si presenta con macchie bianche sulla pelle e porta a una morte rapida e dolorosa, inoltre colpisce solo persone dai 40 anni in su. Un medico pacifista, il dottor Galen (ovvio riferimento al medico dell’antica Grecia Galeno), trova la cura, ma non vuole diffonderla se non in cambio della pace e del disarmo. Si trova davanti un muro di gomma fatto di marescialli, consiglieri, guerrafondai di ogni tipo, che esaltano la guerra come unificatrice di popoli e nazioni e non sottostanno al ricatto; anche Galen non cede di un passo, neppure di fronte alla strage pandemica.

Sono così diversi i due fronti?

Questa è stata la mia prima riflessione, ma ci sono altre domande: perché solo gli adulti e non i giovani, che anch’essi presentano aspetti duri e crudeli (un ragazzo, figlio di un protagonista, pensa sia giusto che muoiano i 50enni, così i giovani avrebbero finalmente posti di lavoro e potere)? Il morbo invece non risparmia in base al censo: è giusto curare solo i poveri, perché i ricchi hanno sempre avuto la strada spianata?

 

Il tragico finale non lascia scampo né possibilità di ravvedimento: la folla manipolata può compiere di tutto in preda all’esaltazione.

 

L’autore quindi ci pone, tramite le sue pagine, davanti ai rischi delle propagande e a questioni etiche di vario tipo.

 

La scrittura per il teatro sintetizza la vicenda poiché questa viene svelata attraverso le battute (i dialoghi) dei personaggi, eliminando tutta la parte descrittiva tipica della narrativa e rendendo il tutto molto scorrevole, e per me, che vengo ammorbata dalle lunghe descrizioni, è stata una gran piacevole lettura.

 

L’edizione proposta da Le Strade Bianche è illustrata da Simone Lucciola, che sceglie di rappresentare alcune scene significative e cruciali del testo.

La prefazione di Elisabetta Peri introduce il testo con ogni tipo di informazione che possa servire al lettore per immergersi nella lettura.

 

Mi piacerebbe vederlo a teatro, spero che prima o poi qualche compagnia lo metta in scena.

 

 

Recap

 

  • Titolo: La malattia bianca
  • Autore: Karel Čapek
  • Editore: Le Strade Bianche di Stampa Alternativa
  • Collana: Biblioblò
  • Illustrazioni e copertina: Simone Lucciola
  • Genere: dramma teatrale; distopia
  • N. di pagine: 155
  • Prezzo: almeno 10 euro; ebook gratis sul sito
  • Link: Strade Bianche

martedì 1 settembre 2026

MY 2 CENTS: ROBIN HOOD-IL PREZZO DEL SANGUE

 

La morte di Robin Hood secondo Sarnoski





Quando ho letto dell'uscita di questo film mi sono chiesta se occorresse un ennesimo film su Robin Hood, che ci hanno proposto in tutte le salse. Risposta: assolutamente sì, e non ho bisogno di vederne altri in futuro: questo è quello definitivo.

Michael Sarnoski, di cui non ho visto nessun film, non si inventa così de botto senza senso un Robin Hood "dark", ma va a rielaborare una ballata popolare inglese antecedente al XVII sec, "Robin Hood's death". La materia leggendaria sul personaggio è ampia, anche se a noi risulta soprattutto l'eroe che ruba ai ricchi per dare ai poveri.

E Robin, interpretato da un fantastico Hugh Jackman, lo dice subito a chiare lettere: non esiste quel personaggio, è una diceria messa su apposta. Siamo nel 1247 e fa freddo, è tutto fangoso e sporco, e il Nostro vive alla selvaggia nemmeno cercando di espiare, sa che non può. Litle John lo cerca per un aiuto contro i proprietari terrieri malvagi, avviene una ecatombe e Robin si rifugia, sotto mentite spoglie, in un convento di monache gestito da una misteriosa priora, Brigida.

Qui sembrerebbe avvenire una sorta di rinascita, nel rapporto con Margaret, la figlia di Little John anch'essa rifugiatasi nel convento, ma come si è detto non ci si può redimere dopo tutte le malefatte del passato: si accettano e basta.

Non c'è un ritmo forsennato: non è un film d'azione, vira più sui sentimenti del protagonista e degli altri personaggi; la scenografia è realistica, sottolineata perfettamente da una fotografia fredda, che predilige il marrone e il verde.

L'operazione del regista è quindi riuscita, fornendoci una versione che sovverte tutto ciò che la vulgata conosce dell'eroe, e lo fa basandosi su altre fonti della leggenda, la ballata di cui sopra. Volontà di distruggere i miti dell'infanzia? No, magari non questo è lo scopo, ma prendiamo tutte le informazioni possibili e forniamo tutte le interpretazioni prima di idolatrare chicchessia. Questo ritengo sia l'intento dell'opera.

E poi un po' di decostruzione Disney ci sta, anche basta!

Non è quindi il classico film per famiglie, ma vale la pena vederlo, anche solo per la magistrale interpretazione di Jackman, che da solo regge tutto il film, senza nulla togliere ai comprimari assolutamente in ruolo.


Recap

  • Titolo: Robin Hood-Il prezzo del sangue
  • Genere: avventura, storico, miti e leggende, drammatico
  • Regia: Michael Sarnoski
  • Produzione: USA
  • Data di uscita in Italia: 13 agosto 2026
  • Durata: 123'
  • Main cast: Hugh Jackman, Jodie Comer, Bill Skarsgard

giovedì 6 agosto 2026

CAPITAN HARLOCK- MEMORIE DELL'ARCADIA DI JEROME ALQUIE': MY 2 CENTS

 

Capitan Harlock- Memorie dell'Arcadia, un sentito omaggio all'opera di Leiji Matsumoto




Dopo essere uscito nel 2020, anno di covid, Capitan Harlock- Memorie dell'Arcadia è stato nuovamente editato in versione omnibus dalla Panini comics nel 2026, riuscendo così a tornare disponibile per chi, come la sottoscritta, non aveva neppure idea che fosse uscito.

L'opera di Jerome Alquiè è un sentito omaggio al capolavoro di Leiji Matsumoto, venuto a mancare nel 2023, che ha dato il suo placet all'opera del francese e in cui compare in un cameo rilevante.

Non è un sequel ma un reboot: la battaglia contro le Mazoniane della serie classica viene rivisitata e ampliata con nuovi personaggi, mantenendo però lo spirito dell'opera originale intatto: libertà, senso di giustizia, ribellione, malinconia, amicizia imperitura e coraggio sono temi e motivi che emergono in ogni tavola.

L'autore mantiene il character design originale, rendendolo attuale e dinamico; le tavole sono ricche di dettagli e il colore fornisce profondità e suggestione, specie nelle tavole ambientate nel "mare di stelle".

Chi conosce bene la saga del Leiji-Verse sa che non c'è una continuità in senso marvelliano del termine, ovvero non si tiene sempre conto di ciò che è accaduto prima o di ciò che sta accadendo altrove ad altri personaggi che compongono questo universo (a questo punto lo chiamerei multiverso); qui si trovano riferimenti a puntate della serie tv oppure ad altre opere come il film L'Arcadia della mia giovinezza (dove l'astronave aveva un altro design), e ovviamente compaiono altri personaggi della Harlock-saga.

Personalmente l'ho trovato interessante e affascinante, la trama cattura anche se non ci si può aspettare troppa originalità, ma in un omaggio così deve essere, e i disegni affascinano.

Lo consiglio agli amanti del personaggio e dell'autore.


Recap

  • Titolo: Capitan Harlock- Memorie dell'Arcadia Omnibus
  • Autore: Jerome Alquiè
  • Editore: Panini Comics
  • Genere: fantascienza
  • Data di uscita: 5 febbraio 2026 (prima uscita 2020)
  • N. di pagine: 184
  • Prezzo: € 40
  • Link: Amazon





martedì 28 luglio 2026

I FIGLI DEL CEMENTO DI MIRIAM PALOMBI - MY 2 CENTS

 La periferia e Lovecraft si incontrano in un horror che colpisce duro





I figli del cemento di Miriam Palombi, edito da Zona 42, non è un mero horror, poichè emerge in ogni pagina la denuncia sociale e ambientale dell'autrice, che conosce bene quello di cui sta parlando, ovvero una periferia di Milano (Sesto s. Giovanni) dove non si respira. In nessun senso: oppressione ambientale, oppressione fisica, oppressione psicologica.

Ivano, Riccardo, Mathias e Claudia sopravvivono in questo quartiere dell'hinterland milanese (ma potrebbe essere qualunque periferia) con le loro famiglie disfunzionali e i loro traumi, finchè non sentono un richiamo dal profondo.

C'è tutto un sussurrare, un vibrare, uno strisciare subdolo nell'aria, nelle tubature, nella polvere e nel cemento: l'ambientazione vive, ed è protagonista alla pari del quattro adolescenti. 

Miriam Palombi prima ci presenta i ragazzi, mostrandoceli nelle loro case, ci fa vivere i loro traumi tirandoci quasi dentro ai loro orrori. In un crescendo dai tempi perfetti, ci conduce quasi a tifare per loro quando compiono atti indicibili per il loro dio del cemento, l'unico che pare ascoltarli nel loro orrore quotidiano. 

D'altronde, quale dio non richiede venerazione, onore e sacrifici? E quale dio alla fine risponde offrendo ciò che si desidera? Loro sembrano averlo trovato. 

Non si può non pensare a Lovecraft, e sicuramente l'ispirazione è quella.

Lo stile è scorrevole e particolarmente accurato: tutti i vocaboli utilizzati sono frutto di una ricerca che porta l'autrice a scegliere proprio quella parola, quella similitudine, e questo contribuisce certamente a rendere il romanzo breve così piacevole da leggere, nella sua durezza che colpisce allo stomaco.

Da leggere!


Per tutte le info e i link: la segnalazione di IUF è qui

La video recensione di Elena Mandolini è su Instagram




martedì 16 giugno 2026

DISCLOSURE DAY: MY 2 CENTS

 

Disclosure day non porta nulla di nuovo al tema degli incontri ravvicinati con gli alieni




Non era poi molto tempo che Spielberg non dirigeva un film sci-fi: Ready Player One è uscito nel 2018, e qui potete leggerne la recensione: un film che mi aveva fomentato molto, grazie ai suoi rimandi agli anni '80.

Disclosure day, il giorno della rivelazione, è una storia che ogni appassionato di fantascienza capisce dove vuole andare a parare dopo pochi minuti di visone.

Daniel (Josh O'Connor) è un informatico che ha con sè preziosi files sugli incontri ravvicinati con gli alieni, compresa l'Area 51 e Roswell, e i suoi datori di lavoro, la Wardex Corporation diretta da Noah Scanlon (Colin Firth) cercano di fermarlo affinchè i dati non vengano diffusi e preservare così l'umanità, che per altro è sull'orlo della terza guerra mondiale. Questo tragico fatto rimane un po' sullo sfondo, relegato a programmazione televisiva o ad assalti ai generi alimentari, ma nell'economia del film dovrebbe essere di fondamentale importanza.

Nel mentre, la meteorologa Margaret (Emily Blunt) si risveglia con eccezionali poteri, e si mette a parlare klingon (no, scherzo: parla in realtà come lo xenomorfo della serie tv Alien Pianeta Terra) in diretta tv, così anch'essa viene ricercata dalla Wardex. Costoro ghanno anche una strumentazione di origine aliena, che permette collegamenti telepatici e altri superpoteri.

La contro-organizzazione è gestita da Hugo (Colman Domingo), altro fuoriuscito dalla Wardex che vuole portare a conoscenza dell'umanità l'esistenza degli alieni, e il conseguente messaggio di pace poichè essi sono buoni e coccolosi come ET.

Ecco, diciamo che il film è un po' ET e un po' X-Files, con qualche scena alla Indiana Jones (Spielberg cita sè stesso nella scena dell'inseguimento con fuga sul treno di Daniel e Margaret).

Non dico oltre per non spoilerare, ma va da sè che questo film non porta nessuna novità nel mondo della sci-fi, anche perchè da Incontri ravvicinati del terzo tipo sono passati un bel po' di anni e di film e serie tv, e i fruitori del genere sono ormai scafatissimi a riguardo.

Detto ciò, pur non riscontrando colpi di scena, e al netto di una scena religiosa un po' patetica e di alcuni FX sottocosto, il film è pur sempre girato da uno dei registi più importanti della storia del cinema, che è capace di pennellare movimenti di macchina, fotografia, inquadrature e tempi nel migliore dei modi, e quindi si passano due ore e mezza spensierate e piacevoli al cinema. 


Recap

  • Titolo: Disclosure Day
  • Genere: fantascienza
  • Regia: Steven Spielberg
  • Produzione: USA
  • Uscita in Italia: 10 giugno 2026
  • Durata: 145'
  • Main cast: Josh O'Connor, Emily Blunt, Colin Firth







giovedì 29 gennaio 2026

SEGNALAZIONE: OMBRE DEI VIVI E DEI MORTI DI LUCIO BESANA

 

Nello scavo c’era un buio sbagliato. In quel nero non si vedevano le fiamme dei fornelli a petrolio. Ma si vedevano quei due occhi. 




Per gli abitanti della Valle non è insolito che la gente sparisca nel nulla o che muoia senza una ragione. Sono le Ombre, tutti in Valle lo sanno. Ci sono sempre state a dispensare miracoli o sciagure, ma dopo la costruzione della centrale sono diventate sempre più ostili.

Tra saga famigliare e fiaba dark, tra folk horror e malinconia, tra weird e storia industriale, Ombre dei Vivi e dei Morti ci conduce in un viaggio nel lato oscuro del progresso tecnologico, verso tutto ciò che è andato perso, verso una casa che non è più la nostra.


L'autore

Lucio Besana è uno scrittore, traduttore e sceneggiatore che lavora nel campo del weird e dell’horror.
Ha pubblicato le Storie della Serie Cremisi (Edizioni Hypnos), seguite dal romanzo L’innocenza del Buio (Sperling & Kupfer, con Roberto De Feo). Per il cinema ha sceneggiato i film The Nest (2019) e A Classic Horror Story (Netflix, 2021).
Lucio Besana insegna sceneggiatura alla Scuola Holden, alla Scuola Civica di Cinema “Luchino Visconti”, alla Scuola del Fumetto e all’Accademia di animazione e game design e-artsup di Strasburgo.


Una recensione a cura di Elena Mandolini:




Recap
  • Titolo: Ombre dei vivi, ombre dei morti
  • Autore: Lucio Besana
  • Genere: Horror
  • N. di pagine: 104
  • Prezzo: € 10,90
  • Editore: Zona 42
  • Link: Zona 42



venerdì 7 novembre 2025

RECENSIONE: L'ULTIMA CURA DI ELENA MANDOLINI


Un romanzo thriller- horror dal finale a sorpresa (veramente)





Stavolta il finale a sorpresa c’è veramente, non è una frase fatta o un modo di dire, e, come sa chi mi segue, non mi sorprendo facilmente.

Quarta di copertina

Per Claudia, scrittrice di best seller thriller e horror, nulla è più importante della mente. Il raziocinio domina il corpo e, per lei, perdere l’intelletto, vuol dire perdere se stessi. Eppure, è proprio quello che le sta accadendo. Di recente, ha cominciato a soffrire di crisi epilettiche e non riesce più a gestire la sua vita. Ricoverata nell’ospedale Sant’Anna di Roma, si affida al Dott. Mereu, primario di neurologia. Tra i corridoi della struttura, Claudia peggiora. Ha delle visioni, percepisce delle voci e vede un essere deforme che tenta sempre di toccarla e di parlarle. Che significato ha questa creatura? Cosa vuole comunicarle? Claudia sta forse perdendo il contatto con la realtà a causa dell’immaginazione? Pur di scoprire la verità, Claudia abbandonerà ciò che è sempre stata, diventando quello che ha sempre odiato.

Claudia Mucci è una scrittrice con problemi di salute, legati anche alla memoria, ricoverata per accertamenti all’ospedale S. Anna di Roma. Qui viene seguita dal dott. Mereu e dal suo staff e fa la conoscenza di alcuni pazienti, tra cui Flavio, da cui si sente stranamente attratta, e il piccolo Alessandro. Da subito però capisce che c’è qualcosa che non va. Ha strane e orribili visioni, inoltre un’altra paziente, Lucia, afferma che l’ospedale non è ciò che sembra.
E ha ragione.
Claudia si perde nei labirinti dei corridoi ospedalieri e in quelli della sua mente, da cui affiorano mostri e ricordi che sembrano non appartenerle, mentre tutti i suoi cari – la sorella, la sua editor- sembrano averla abbandonata. Decide di indagare, nonostante la sua sofferenza fisica e psichica, ma quello che scoprirà cambierà per sempre la sua vita.

In questo romanzo, narrato al tempo presente in prima persona, c’è molto di più di ciò che sembra: non è un semplice thriller horror, e non solo perché la verità finale stravolge tutte le carte in tavola, ma anche perché l’autrice, Elena Mandolini, riesce a inserire più di un piano di lettura nella storia. Questa sua prerogativa, presente in tutti i suoi libri che ho letto (e recensito: Il signore dei Racconti e Biancaneve Zombie), è molto marcata in questo romanzo, che definirei il suo più personale di tutti per diversi motivi.
Una protagonista scrittrice in preda agli incubi, che si perde più volte sia all’esterno che dentro di sé, e il tema della memoria, sviscerato a fondo in tutte le sue implicazioni: siamo ciò che ricordiamo? Le persone e le cose che amiamo sono tali finché ne abbiamo memoria, oppure i sentimenti esistono a prescindere dalla mente?
Queste sono le questioni che percorrono tutto il romanzo.
L’immersone nella vicenda non è data solo dal sapiente utilizzo della prima persona al tempo presente, ma anche dalla capacità descrittiva della Mandolini, che ci permette di vivere i luoghi come se fossimo noi all’interno di essi, senza essere mai didascalica o sovrabbondante.

L’inaspettato finale riesce a stravolgere tutte le carte in tavola, e solo allora ci si rende conto della bravura dell’autrice nello sparpagliare indizi: dev’essere stato un lavoro davvero molto impegnativo.

Circa l’edizione a cura della Dark Zone, risulta ben curata e con una perfetta cover di Candida Corsi.

Ora facciamo qualche domanda a Elena Mandolini, già ospite su IUF. 



1)   Elena, sei d’accordo con questa recensione? Vuoi aggiungere qualcosa?
Ciao Alessandra, grazie mille per il gradito invito. La tua recensione ha colto il messaggio che volevo giungesse a ogni lettore. Posso solo aggiungere che narrare la storia di Claudia al tempo presente e in prima persona credo sia stata una scelta molto funzionale: assieme alla protagonista del libro, scopri cosa accade all'interno del Sant'Anna e riesci a mettere insieme i pezzi di questo puzzle.

2)  È indubbio che le tue vicende personali ti abbiano ispirato i temi del romanzo; scriverne è stato per te liberatorio o doloroso? O entrambi?

Scrivere, in generale, è terapeutico e liberatorio. Potrei scrivere questa frase sul muro di fronte alla mia scrivania. La scrittura mi ha sempre aiutata. Potremmo definirla una amica fedele che è sempre pronta ad ascoltarti. In questo romanzo ho cercato di metabolizzare qualcosa di amaro che sto vivendo attualmente; un qualcosa legato proprio al finale del libro e che quindi non posso rivelare. È stato un percorso doloroso e liberatorio in egual misura e con cui ancora devo imparare a convivere.

3)  Come hai lavorato allo spargimento degli indizi? Li avevi già tutti in mente o hai dovuto tornarci più volte?

Mai in passato, ho lavorato alla struttura della storia come per questo romanzo. Era necessario dosare bene indizi e seminarli nei punti giusti, in modo tale che si potessero raccogliere nel finale del libro. Sicuramente, non è stato un lavoro semplice. Infatti, in un paio di momenti durante la stesura del libro, mi sono bloccata per sistemare alcuni punti salienti del plot.

4)  Da questo romanzo si potrebbe trarre un film o una miniserie, è molto cinematografico, anzi mi auguro che qualche produzione o regista possa leggerlo e innamorarsene; avresti qualche attore che vedresti bene nei panni dei personaggi principali?

Grazie! Lo spero tanto anche io. Credo che una miniserie di tre episodi sarebbe l'ideale. Continuando a sognare, vorrei che fosse girata da Gabriele Mainetti, oppure da Guillermo Del Toro. Per quanto riguarda il cast, sceglierei Tom Hiddleston per interpretare Flavio, mentre per Claudia, Olivia Wilde. Anche per Martin, l'infermiere che spesso segue e monitora Claudia, avrei il volto ideale: Vin Diesel.




Inutile dire che consiglio a tutti questo romanzo che ho molto apprezzato.



Recap
  • Titolo: L’ultima cura
  • Autrice: Elena Mandolini
  • Editore: Dark Zone
  • Data di uscita: 31-10-2025
  • Prezzo: € 14,90



venerdì 10 ottobre 2025

SHORT REVIEW: I PRINCIPI DEL MARE DI ANDREA GUALCHIEROTTI

 

Un romanzo fantasy ambientato nella Grecia del Mito




Con "I principi del mare" (edizioni Il Ciliegio) Andrea Gualchierotti ci porta ai tempi della Guerra di Troia, e precisamente dopo il ritorno di Ulisse a Itaca.

Posiamo chiamarlo sequel dell'Odissea? O forse spin-off? Un po' entrambi.

Alkas, il protagonista, vuole vendicarsi dell'uomo dal multiforme ingegno, in quanto ha ucciso, nella strage dei Proci, suo fratello Antinomo. Il principe di Dulichia parte dunque per un'avventura degna di quella del suo rivale, dove incontra re e regine, creature infernali e pericoli di ogni genere.


Dopo lunghi anni di assenza, Ulisse è tornato. Bramoso di riprendersi il potere, il re di Itaca si vendica sui pretendenti che hanno invaso la sua casa e insidiato la fedele Penelope.
Molti guerrieri vengono uccisi, compreso il fratello di Alkas, principe del regno di Dulichia. Ora Ulisse lo sta cercando per eliminare anche lui. Il re suo padre lo convince ad allontanarsi dall’isola. Inizia così per Alkas un’avventurosa, personale Odissea…


Avvincente, ricco di echi mitologici e sfumature Sword&Sorcery, il romanzo è scritto col consueto stile di Andrea Gualchierotti: aulico, ricco di riferimenti mitologici, perfettamente in linea col testo narrato, che mostra una profonda conoscenza dell'argomento.

Consigliato a chi ha amato i romanzi e racconti precedenti dell'autore, e a chi ama la mitologia e l'avventura.


L'autore  


Andrea Gualchierotti (Roma, 1978) vive e lavora in provincia di Roma. Dopo la laurea in Sociologia, ha conseguito il master in Marketing management, specializzandosi poi nella gestione dei Sistemi di Qualità. Ispirato dai numi tutelari del Fantastico d’oltreoceano come R.E.Howard, H.P.Lovecraft e C.A. Smith, ama miscelare nei suoi lavori il gusto per gli scenari esotici con il fascino dei misteri del mondo antico. Per le Edizioni Il Ciliegio è autore, assieme a Lorenzo Camerini, dei due volumi della saga di Atlantide (Gli Eredi di Atlantide e Le guerre delle Piramidi), e in solitaria del romanzo di fantasia eroica mediterranea La stirpe di Herakles. Ha pubblicato numerosi racconti e romanzi brevi a tema fantastico anche per altri editori: Delos Digital, Watson Edizioni, Psiche&Aurora, Ailus, Solfanelli e Italian Sword&Sorcery Books. Ha recensito novità e classici della letteratura fantasy sulla rivista Hyperborea, di cui è stato. Direttore editoriale. Suoi racconti e articoli appaiono anche sul quadrimestrale Dimensione Cosmica, diretto da Gianfranco de Turris (Tabula Fati), su Il Giornale OFF, LabParlamento, PlusNews.

Di recente è uscito Campioni dall'Inferno (il Ciliegio) e ha aperto un'agenzia di servizi editoriali.


Recap


  • Titolo: I Principi del Mare
  • Autore: Andrea Gualchierotti
  • Genere: Miti e leggende, fantasy mitologico
  • Editore: Il Ciliegio
  • N. di pagine: 256
  • Prezzo: € 15, ebook € 4,89
  • Link: Amazon



sabato 27 settembre 2025

SEGNALAZIONE + MY 2 CENTS: POETA A VENT'ANNI- VITA BREVE, OPERE E SCORRIBANDE DI SERGIO CORAZZINI, GRAPHIC NOVEL DI ANDROMALIS E SIMONE LUCCIOLA

 Un graphic novel sulla vita di Corazzini, poeta crepuscolare





In occasione delle Giornate Mondiali di #100thousandpoetsforthechange2025, oggi parliamo di questo graphic novel di Andromalis (disegni) e Simone Lucciola (testi) su Sergio Corazzini, poeta crepuscolare romano dalla breve vita e dall'animo tormentato, edito da Barta.

Dal risguardo:

Che strani esseri i poeti, che entrano nelle nostre case e si accoccolano in un angolo e aspettano. Poi offrono parole e toccano pelle e sangue riuscendo così a diventare: amici, amanti, fratelli…
Basta vedere Sergio Corazzini a fumetti di Simone Lucciola e Andromalis.
Corazzini nasce a Roma nel 1886 e muore nel 1907. Crepuscolare, adotta il verso libero, ha un rapporto stretto col quotidiano e con la vita. Scrive con l’anima ma passando per il corpo malato. Moderno quasi all’eccesso, ma con un ancestrale bisogno di antico, scrive: «Tutta la dolce, rassegnata tristezza della mia vita è in un pensiero di morte».
I disegni di Andromalis e le parole di Lucciola ci portano alla scoperta di un poeta che ha rivoluzionato la poesia e nel poco tempo che è vissuto ha sbaragliato pensiero e convenzioni. Di più: il loro viaggio non è solo alla scoperta del rivoluzionario Corazzini, vivo e morto, ma della parola poesia.
È la prima volta che mi capita di ritornare su un poeta, amato e letto, attraverso immagini e frasi che mi obbligano a ricercare il tempo del vivere e l’espressione per dirlo.
«Il mio cuore è una rossa / macchia di sangue dove / io bagno senza possa / la penna…».
(Antonio Veneziani)

My 2 cents

La vita e le poesie di Sergio Corazzini vengono presentate dagli autori con un amalgama perfetto di stile, ritmo e narrazione. Impossibile scindere le scorribande del titolo dalla produzione del poeta, morto giovane di tisi; scorrendo le tavole si ha l'impressione di venire catapultati nell'anima del "piccolo fanciullo che piange", con i suoi problemi familiari, i suoi amici poeti crepuscolari, i suoi amori e la sua malattia.

Le tavole di Andromalis sono molto ricche, riempite in ogni angolo; dove non c'è disegno, c'è la scrittura, col suo lettering unico (adoro quelle Qu e le T!), che procede tra poesie, carteggi epistolari e qualche didascalia di raccordo, un lavoro di stesura da parte di Simone Lucciola dopo una gran mole di attività di ricerca e anche di giri cimiteriali, come si evince dalle note degli autori in fondo al testo e nel fumetto stesso.

Curatissima l'edizione da parte di Barta.


Bio autori

SIMONE LUCCIOLA – Punk-rocker, illustratore e disegnatore underground, giornalista musicale autonomo, dalla fine degli anni novanta ha gestito il punk-webmagazine Lamette.it e la sua costola a fumetti Lamette Comics, fondata con Rocco Lombardi, la cui produzione principale è rappresentata dai due volumi dell’antologia Guida illustrata al frastuono più atroce, uscita nel 2009-2010 e ristampata in un tomo unico con extra e note critiche (In Your Face Comix, Aprilia 2019). È presente su antologie, quotidiani e riviste: «Linus», «Repubblica XL», «La Lettura del Corriere della Sera», Yellow Kim, «AFA», «Puck», «ČAPEK», Fumetti di menare, «Sottoterra», Sostiene Sankara, «Mamma!», «Sherwood Comics», Carne, «Antifa!nzine», «Urbikerz». Ha pubblicato i libri a fumetti LO-FI (GRRRzetic,  Genova 2010) e Campana (a quattro mani con Rocco Lombardi, G.I.U.D.A., Ravenna 20142, contributi di G.C. Millet, P. Pianigiani, G. Neri), e i libri di poesie Disulfiram (Perrone, Roma 2010), Bianco di Titanio (deComporre, Gaeta 20152) e View-Master (Ghenomena, Formia 2018).

«Ti voglio bene, o Abramo, ma tu devi uccidere tuo figlio».



ANDROMALIS  – Ostinatamente underground, ha pubblicato fumetti per le peggiori fanzine e autoproduzioni del mondo, come «Blaspheme», «Outlaw», «Sang d’Ecre», «Agit POP», «VoidZine», «Orange Errance», «Dottor Gibbò», «Interiors», »Nextasy», «Orion», «Snuff Comix», «Antifa!nzine», «Zapruder», «Urbikerz»… e per case editrici più o meno indipendenti come Sotto Mondo, Calamar, Gallucci, Barta, Il Galeone, In Your Face Comix, Yawn Comics, Paginauno, Ortica Editrice, Bordeaux… Ha disegnato volantini e magliette per centri sociali e lotte sindacali, copertine di dischi punk e meno punk, manifesti per festival blues e rave party. Due opere con il collettivo artistico Open Zoo fan bella mostra permanentemente sui muri della Biblioteca Abusiva Metropolitana e del Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz a Roma. Per i nostri tipi ha pubblicato, con Gianluca Diana, Mariem Hassan: Io sono saharaui (3a edizione nel 2023) e, da solo, una delle storie di Pasolini speciale (2023) e due avventura di Mascherina, il piano nillapizzi”  e igiorninfelici (eh sì, 2023).

«Il futuro non è ancora stato disegnato».


Recap


  • Titolo: Poeta a vent'anni- vita breve, opere e scorribande di Sergio Corazzini
  • Autori: Andromalis e Simone Lucciola
  • Editore: Barta
  • Genere: graphic novel, biografia, poesia
  • N. di pagine: 103
  • Prezzo: € 15
  • Link: Barta edizioni


La XIV edizione della performance globale 100mila poeti per il cambiamento (100thousands poets for the change) quest'anno si terrà in tutto il mondo il 27 e il 28 settembre.

Nata nel 2011 negli USA da un’idea di Michael Rothenberg e Terri Carrion, dopo la scomparsa di Michael, avvenuta il 21 novembre 2022, Terri ha proseguito a portare avanti l’eredità del compagno. Prosegue così l’azione culturale globale che unisce voci, lingue, generi e comunità nel nome della giustizia sociale, della pace e della sostenibilità ambientale.

Cercate nelle vostre città le iniziative proposte per queste giornate di arte e poesia.



lunedì 22 settembre 2025

SEGNALAZIONE + MY 2 CENTS: RACCONTI FANTASTICI DI IGINIO UGO TARCHETTI

 Una raccolta illustrata di racconti gotici e fantastici dalla scapigliata penna di Tarchetti





Grazie a questa raccolta di racconti ho conosciuto uno dei più importanti esponenti della scapigliatura italiana, Iginio Ugo Tarchetti (1839-1869), e le sue storie fantastiche di ispirazione gotica, che ricordano molto Edgar Allan Poe.

Ogni racconto è arricchito dalle illustrazioni di Simone Lucciola, che ha saputo perfettamente cogliere come in un'istantanea il fulcro di ogni storia.


Editori e illustratori alla presentazione del volume
Pitigliano, agosto 2025


I racconti sono:

  • I fatali -  "Esistono realmente esseri destinati ad esercitare un’influenza sinistra sugli uomini e sulle cose che li circondano?"

  • Le leggende del castello nero - "I grandi caratteri delle cose si sono distrutti come le cose, e le idee si sono modificate con esse — la verità è nell’istante — il passato e l’avvenire sono due tenebre che ci avviluppano da tutte le parti, e in mezzo alle quali noi trasciniamo, appoggiandoci al presente che ci accompagna e che viene con noi, come distaccato dal tempo, il viaggio doloroso della vita."

  • La lettera U - "U! U! Ho io scritto questa lettera terribile, questa vocale spaventosa? L’ho io delineata esattamente?"

  • Un osso di morto - "Dopo alcuni minuti d’indugio mi accorsi per sensazioni nuove e inesplicabili che io non era più solo nella stanza, sentii per così dire la sua presenza."

  • Uno spirito in un lampone - "Mi attenterò a raccontare, con quanta maggior esattezza mi sarà possibile, questa avventura meravigliosa, benchè comprenda essere cosa estremamente difficile l’esporla in tutta la sua verità e con tutti i suoi dettagli più interessanti."

Il mio racconto preferito è senz'altro La lettera U, che ho trovato geniale e anche divertente. Le leggende del castello nero è molto molto edgarallanpoesco; anche Uno spirito in un lampone è una storia notevole. 
Il testo è ottocentesco, quindi il lettore dovrà abituarsi all'italiano di quel periodo, che non è esattamente quello di adesso: l'edizione rispecchia lo spirito originale dell'opera anche mantenendo il linguaggio originale.

Segue una raccolta di pensieri dell'autore.

Il volume è un tascabile edito da Le Strade Bianche di Stampalternativa (coloro che hanno pubblicato per primi in Italia la collana Millelire) nella collana Biblioblò, lo trovate sul sito dell'editore; l'ebook è gratuito (oh yes!), mentre il cartaceo viene "almeno 10 euro" (sic!).



Recap

  • Titolo: Racconti fantastici
  • Autore: Iginio Ugo Tarchetti
  • Editore: Le Strade Bianche
  • Collana: Biblioblò
  • Genere: gotico, fantastico, horror
  • Illustrazioni e cover: Simone Lucciola
  • Intro: Alda Teodorani
  • N. di pagine: 135
  • Prezzo: cartaceo almeno € 10, ebook gratis
  • Link: Le Strade Bianche