La morte di Robin Hood secondo Sarnoski
Quando ho letto dell'uscita di questo film mi sono chiesta se occorresse un ennesimo film su Robin Hood, che ci hanno proposto in tutte le salse. Risposta: assolutamente sì, e non ho bisogno di vederne altri in futuro: questo è quello definitivo.
Michael Sarnoski, di cui non ho visto nessun film, non si inventa così de botto senza senso un Robin Hood "dark", ma va a rielaborare una ballata popolare inglese antecedente al XVII sec, "Robin Hood's death". La materia leggendaria sul personaggio è ampia, anche se a noi risulta soprattutto l'eroe che ruba ai ricchi per dare ai poveri.
E Robin, interpretato da un fantastico Hugh Jackman, lo dice subito a chiare lettere: non esiste quel personaggio, è una diceria messa su apposta. Siamo nel 1247 e fa freddo, è tutto fangoso e sporco, e il Nostro vive alla selvaggia nemmeno cercando di espiare, sa che non può. Litle John lo cerca per un aiuto contro i proprietari terrieri malvagi, avviene una ecatombe e Robin si rifugia, sotto mentite spoglie, in un convento di monache gestito da una misteriosa priora, Brigida.
Qui sembrerebbe avvenire una sorta di rinascita, nel rapporto con Margaret, la figlia di Little John anch'essa rifugiatasi nel convento, ma come si è detto non ci si può redimere dopo tutte le malefatte del passato: si accettano e basta.
Non c'è un ritmo forsennato: non è un film d'azione, vira più sui sentimenti del protagonista e degli altri personaggi; la scenografia è realistica, sottolineata perfettamente da una fotografia fredda, che predilige il marrone e il verde.
L'operazione del regista è quindi riuscita, fornendoci una versione che sovverte tutto ciò che la vulgata conosce dell'eroe, e lo fa basandosi su altre fonti della leggenda, la ballata di cui sopra. Volontà di distruggere i miti dell'infanzia? No, magari non questo è lo scopo, ma prendiamo tutte le informazioni possibili e forniamo tutte le interpretazioni prima di idolatrare chicchessia. Questo ritengo sia l'intento dell'opera.
E poi un po' di decostruzione Disney ci sta, anche basta!
Non è quindi il classico film per famiglie, ma vale la pena vederlo, anche solo per la magistrale interpretazione di Jackman, che da solo regge tutto il film, senza nulla togliere ai comprimari assolutamente in ruolo.
Recap
- Titolo: Robin Hood-Il prezzo del sangue
- Genere: avventura, storico, miti e leggende, drammatico
- Regia: Michael Sarnoski
- Produzione: USA
- Data di uscita in Italia: 13 agosto 2026
- Durata: 123'
- Main cast: Hugh Jackman, Jodie Comer, Bill Skarsgard

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