Libri, film, fumetti, cartoni animati, serie tv, ma anche il passato e la Storia: sono infiniti gli Universi in cui navigare e perdersi, mondi di fantasia oppure realtà che si confonde col mito e la leggenda.
Nessuna luce nei loro occhi. Solo visioni d’Inferno.
Oggi segnaliamo Sanguenero, fantasy contemporaneo a tinte horror di Valerio La Martire, edito da Dark Zone.
Sanguenero è il nuovo fantasy di Valerio la Martire.
Dodici bambine sono sparite nella notte nei boschi del Maramures, in Romania. L’unico testimone, il fratellino di una delle rapite, dice che è stato un mostro. E quando il corpo di una delle bimbe viene trovato fatto a pezzi e parzialmente mangiato, le ricerche si fanno frenetiche e puntano su Kalaru, lo strano eremita che vive da solo nel bosco, sul monastero del Sacro Dolore di Gesù, arroccato su una rupe, e su poche altre piste.
Elyss, Michele e Honey vengono chiamati da Kalaru, che sente le maglie delle indagini stringersi su di lui. Insieme scoprono che forze oscure si muovono nei boschi e nelle valli del Maramures, una terra antica dove sanguinose battaglie sono state combattute e dove una Bocca dell’Inferno influenza tutte le creature magiche che vivono in quella zona.
Un male antico si scuote nella terra e la profezia oscura sul futuro del mondo dei Nephilim sembra farsi sempre più vicina.
Il mondo di Shree e Gleb sta morendo. Il cielo è un sudario di cenere, la terra un cimitero di ossa, il gelo divora ogni respiro. Solo la disperazione prolifera, proprio come la Morte Nera.
Quando l’esercito della Chiesa di Nergal riduce in polvere la resistenza dei gha’unt, l’ultima illusione di libertà si dissolve nel sangue. A Shree non resta che il ricordo di chi le è stato strappato. Ed è in quel vuoto che la ragazza accende la fiamma della vendetta. Gleb però si rifiuta di seguirla: è convinto che esista ancora qualcosa per cui battersi e da cui ricominciare.
Così i due amici si separano.
Lei con l’animo consumato dal rancore.
Lui alla cieca ricerca di speranza.
Ma in un mondo sull’orlo dell’estinzione, c’è una verità più crudele e implacabile: non esiste salvezza, non esiste redenzione.
E forse, non esiste più nemmeno un domani.
Corruptio è il sequel di Pestilentia, di cui puoi leggere la nostra recensione.
Recap
Titolo: Corruptio
Autore: Stefano Mancini
Genere: dark fantasy, horror, fantasy, post-apocalittico
Un romanzo thriller- horror dal finale a sorpresa (veramente)
Stavolta il finale a sorpresa c’è veramente, non è una frase fatta o un modo di dire, e, come sa chi mi segue, non mi sorprendo facilmente.
Quarta di copertina
Per
Claudia, scrittrice di best seller thriller e horror, nulla è più importante
della mente. Il raziocinio domina il corpo e, per lei, perdere l’intelletto,
vuol dire perdere se stessi. Eppure, è proprio quello che le sta accadendo. Di
recente, ha cominciato a soffrire di crisi epilettiche e non riesce più a
gestire la sua vita. Ricoverata nell’ospedale Sant’Anna di Roma, si affida al
Dott. Mereu, primario di neurologia. Tra i corridoi della struttura, Claudia
peggiora. Ha delle visioni, percepisce delle voci e vede un essere deforme che
tenta sempre di toccarla e di parlarle. Che significato ha questa creatura?
Cosa vuole comunicarle? Claudia sta forse perdendo il contatto con la realtà a
causa dell’immaginazione? Pur di scoprire la verità, Claudia abbandonerà ciò
che è sempre stata, diventando quello che ha sempre odiato.
Claudia Mucci è una scrittrice con problemi di salute, legati anche alla memoria, ricoverata per accertamenti all’ospedale S. Anna di Roma. Qui viene seguita dal dott. Mereu e dal suo staff e fa la conoscenza di alcuni pazienti, tra cui Flavio, da cui si sente stranamente attratta, e il piccolo Alessandro. Da subito però capisce che c’è qualcosa che non va. Ha strane e orribili visioni, inoltre un’altra paziente, Lucia, afferma che l’ospedale non è ciò che sembra.
E ha ragione.
Claudia si perde nei labirinti dei corridoi ospedalieri e in quelli della sua mente, da cui affiorano mostri e ricordi che sembrano non appartenerle, mentre tutti i suoi cari – la sorella, la sua editor- sembrano averla abbandonata. Decide di indagare, nonostante la sua sofferenza fisica e psichica, ma quello che scoprirà cambierà per sempre la sua vita.
In questo romanzo, narrato al tempo presente in prima persona, c’è molto di più di ciò che sembra: non è un semplice thriller horror, e non solo perché la verità finale stravolge tutte le carte in tavola, ma anche perché l’autrice, Elena Mandolini, riesce a inserire più di un piano di lettura nella storia. Questa sua prerogativa, presente in tutti i suoi libri che ho letto (e recensito: Il signore dei Racconti e Biancaneve Zombie), è molto marcata in questo romanzo, che definirei il suo più personale di tutti per diversi motivi.
Una protagonista scrittrice in preda agli incubi, che si perde più volte sia all’esterno che dentro di sé, e il tema della memoria, sviscerato a fondo in tutte le sue implicazioni: siamo ciò che ricordiamo? Le persone e le cose che amiamo sono tali finché ne abbiamo memoria, oppure i sentimenti esistono a prescindere dalla mente?
Queste sono le questioni che percorrono tutto il romanzo.
L’immersone nella vicenda non è data solo dal sapiente utilizzo della prima persona al tempo presente, ma anche dalla capacità descrittiva della Mandolini, che ci permette di vivere i luoghi come se fossimo noi all’interno di essi, senza essere mai didascalica o sovrabbondante.
L’inaspettato finale riesce a stravolgere tutte le carte in tavola, e solo allora ci si rende conto della bravura dell’autrice nello sparpagliare indizi: dev’essere stato un lavoro davvero molto impegnativo.
Circa l’edizione a cura della Dark Zone, risulta ben curata e con una perfetta cover di Candida Corsi.
Ora facciamo qualche domanda a Elena Mandolini, già ospite su IUF.
1) Elena, sei d’accordo con questa recensione? Vuoi aggiungere qualcosa?
Ciao Alessandra, grazie mille per il gradito invito. La tua recensione ha colto il messaggio che volevo giungesse a ogni lettore. Posso solo aggiungere che narrare la storia di Claudia al tempo presente e in prima persona credo sia stata una scelta molto funzionale: assieme alla protagonista del libro, scopri cosa accade all'interno del Sant'Anna e riesci a mettere insieme i pezzi di questo puzzle.
2)È indubbio che le tue vicende personali ti abbiano ispirato i temi del romanzo; scriverne è stato per te liberatorio o doloroso? O entrambi?
Scrivere, in generale, è terapeutico e liberatorio. Potrei scrivere questa frase sul muro di fronte alla mia scrivania. La scrittura mi ha sempre aiutata. Potremmo definirla una amica fedele che è sempre pronta ad ascoltarti. In questo romanzo ho cercato di metabolizzare qualcosa di amaro che sto vivendo attualmente; un qualcosa legato proprio al finale del libro e che quindi non posso rivelare. È stato un percorso doloroso e liberatorio in egual misura e con cui ancora devo imparare a convivere.
3)Come hai lavorato allo spargimento degli indizi? Li avevi già tutti in mente o hai dovuto tornarci più volte?
Mai in passato, ho lavorato alla struttura della storia come per questo romanzo. Era necessario dosare bene indizi e seminarli nei punti giusti, in modo tale che si potessero raccogliere nel finale del libro. Sicuramente, non è stato un lavoro semplice. Infatti, in un paio di momenti durante la stesura del libro, mi sono bloccata per sistemare alcuni punti salienti del plot.
4)Da questo romanzo si potrebbe trarre un film o una miniserie, è molto cinematografico, anzi mi auguro che qualche produzione o regista possa leggerlo e innamorarsene; avresti qualche attore che vedresti bene nei panni dei personaggi principali?
Grazie! Lo spero tanto anche io. Credo che una miniserie di tre episodi sarebbe l'ideale. Continuando a sognare, vorrei che fosse girata da Gabriele Mainetti, oppure da Guillermo Del Toro. Per quanto riguarda il cast, sceglierei Tom Hiddleston per interpretare Flavio, mentre per Claudia, Olivia Wilde. Anche per Martin, l'infermiere che spesso segue e monitora Claudia, avrei il volto ideale: Vin Diesel.
Inutile dire che consiglio a tutti questo romanzo che ho molto apprezzato.
Un romanzo thriller-horror dal finale a sorpresa (veramente!)
Esce oggi il romanzo thriller-horror di Elena Mandolini, edito da Dark Zone, presentato in anteprima aStranimondi, finito sold-out.
Leggiamo la sinossi:
Memoria e raziocinio. Claudia ha sempre creduto che la stabilità di una persona si fondasse su questi due elementi. L'idea di perdere il controllo della propria mente e dei ricordi, la terrorizza. Eppure, è proprio quello che le sta accadendo. Scrittrice di romanzi thriller e horror, la giovane donna ha cominciato a soffrire di ripetuti e violenti attacchi epilettici e ormai ha perso il controllo della propria vita. Decisa a capire i perché della sua malattia, si affida alle cure del Dottor Mereu, primario di Neurologia dell'ospedale Sant'Anna di Roma. Tra i corridoi di questa struttura, le condizioni mentali di Claudia peggiorano. Cosa le sta accadendo? Davvero non può più fidarsi di se stessa? Dei suoi sensi? Claudia cercherà le risposte alle tante domande, scavando nella sua mente e inoltrandosi tra i reparti dell'ospedale, trovando solo altri dubbi e interrogativi.
Tre estratti:
Estratto 1
Qualche metro più in là, c’è una porta blindata a misura d’uomo e sulla cui superficie c’è un simbolo. Mi avvicino quel tanto che basta per osservarlo. Un triangolo giallo, con all’interno quelli che potrebbero essere tre petali stilizzati e tondeggianti e, al centro esatto della figura, un semplice cerchio.
Biohazard.
Direi che la mia spedizione termina qui.
Sto per andarmene, ma un rumore metallico mi fa desistere. Un suono così forte, da superare la porta blindata. Strilli e poi una risata. Appoggio entrambe le mani e l’orecchio destro alla superficie della porta, degli uomini parlottano in lontananza. Qualcuno grida.
«Tutto» dice una voce. Frastuoni incomprensibili.
Poi un’altra voce. «Verde. Ok, è ok.»
Silenzio. Non sento più niente. Mi giro e lancio uno strillo. Martin, a braccia conserte, mi guarda come un vichingo che ha appena razziato un tesoro prezioso. Appagato e divertito.
«Non credi di esserti spinta troppo oltre, occhi blu?»
Guardo in alto, oltre le larghe spalle di Martin. Ero talmente presa dalla curiosità da non accorgermi delle telecamere di sicurezza ai lati del corridoio.
Merda!
Estratto 2
Un altro grido. Mi affaccio in corridoio e vedo degli infermieri correre verso una stanza poco più avanti. In lontananza la ragazza urla ancora.
Lucia?
Ho davvero paura che sia lei. Devo capire se è così.
«Resta qui» faccio ad Alessandro e corro per raggiungere la stanza di Lucia.
Un medico entra difilato e io mi avvicino per controllare cosa stia accadendo. Lei è sdraiata sul letto. Un infermiere con la stessa struttura fisica di Martin le sta a cavalcioni, bloccandole le braccia. Lucia continua a gridare. Alterna strilla a frasi senza senso.
«No, no. Perdonami.» Urla.
«Non volevo.» Grida.
«Ho pa-paura.»
Il modo in cui urla l’ultima parola mi fa tremare. Quello strillo era carico di disperazione, angoscia e panico.
«Lucia?» pronuncio il suo nome sottovoce. Faccio un passo per entrare nella stanza, ma un secondo infermiere con in mano una siringa piena di liquido trasparente mi chiude la porta in faccia.
Estratto 3
Incrocio le gambe. «Sì, in un incubo. O meglio… in una sorta di incubo. Dopo che sono svenuta per l’analisi del sangue.»
Lui mi sorride con dolcezza. «Un piccolo episodio di assenza. Sicuramente hai avuto un flash anomalo, ma si tratta solo di questo. Hai riportato alla mente qualcosa che ti aveva spaventata.»
«Era molto spaventoso, sì. Nel sogno voleva toccarmi, dirmi qualcosa.»
«I sogni sono sempre il riflesso di qualcosa di incompiuto. Dovresti parlarne con la dott.ssa Dorotei.»
«La psicologa?»
«Esatto. Come già ti ho accennato in precedenza, sarà un valido supporto durante il tuo soggiorno qui al Sant'Anna.»
Sospiro.
«Un’altra cosa. Stai scrivendo al momento?»
«Beh, sto lavorando a un’idea, ma non ho ancora scritto niente.»
«Posso chiederti che tipo di idea? Cosa accade nel romanzo? Ci sono forse dei mostri?»
Alzo la mano per fermarlo. «Ho capito dove si vuole andare a parare. Scrivo da sempre thriller e horror e non mi hanno mai dato problemi. Non ho mai perso il contatto con la realtà. E anzi, se avevo dei problemi da risolvere, i miei libri mi hanno sempre aiutata a farlo.»
Bio autrice
Elena Mandolini, scrittrice
horror, sci-fi e steampunk, vive e lavora a Roma. Da sempre appassionata di
libri e film, si è laureata al Dams dell’Università degli Studi Roma
Tre. Dopo, ha conseguito due Master: il primo, in Scrittura per cinema e tv
presso lo IED di Roma e, il secondo, in Critica giornalistica, presso la
l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico. Ha lavorato come critica
cinematografica e teatrale, sia per riviste cartacee che webzine. Ha
partecipato a diverse antologie letterarie e ha pubblicato cinque romanzi. I
suoi lavori hanno vinto molti riconoscimenti letterari, tra cui il Trofeo
Cittadella per Biancaneve Zombie, sequel goth – horror della fiaba
originale, e la Menzione D'onore agli Holmes Awards per Il Signore dei
Racconti, dark fantasy - horror. Per la DZ edizioni ha scritto i racconti Dies
Irae, inserito nell’antologia Gothica, e La città di tufo e oro,
per la raccolta L’ombra di Cthulhu. Con la DZ Edizioni, ci sono tanti
progetti in essere che verranno pubblicati a breve.
Un omaggio al Conan di Howard in un'antologia di racconti
Cari lettori,
oggi parliamo di un'antologia di AA.VV. edita da Dark Zone, L'urlo di Conan, dedicata al noto personaggio nato dalla penna di Howard.
Robert E. Howard
L’urlo di Conan è la raccolta dedicata all’opera di Robert Ervin Howard.
Robert Ervin Howard era un uomo e un autore contraddittorio, ossessionato dalla costante ricerca di una forza, fisica e morale, capace di stravolgere il mondo. Il risultato del suo lavoro è stata la creazione di un sottogenere, lo «Sword&Sorcery», capace tutt’oggi d’influenzare i più grandi autori di genere.
Gli autori della casa editrice Dark Zone hanno scelto di omaggiarlo partendo dalle sue opere per creare dieci nuove storie con lo stile, l’atmosfera e le tematiche – oltre ai personaggi – tanto cari a Howard.
Immerso nel sangue, frenetico per l’adrenalina o straziante nel dissidio interiore dei protagonisti, ogni racconto parte da una citazione dell’autore per poi evolversi in qualcosa di nuovo che possa vibrare con la stessa potenza della spada di Conan.
Un romanzo horror paranormale con al centro un'indagine in un istituto misterioso
Cari mostriciattoli,
oggi è Halloween e non potevamo non festeggiare segnalando una nuova uscita: il romanzo horror paranormale Segui le mosche di Barbara Parodi, edito da Dark Zone.
Trama:
Quando il dottor Pete Buckler si trova fra le mani la cartella
di Sophy Ward è convinto si tratti di un caso semplice e di routine. Tuttavia,
ben presto il colloquio con la giovane rivela una verità sconcertante e
terribilmente inquietante. Pete Buckler aiutato dal detective Paul Stein e dal
collega Friederich Mounchen cercherà di far luce su uno dei luoghi più sinistri
del mondo: il St. George Institute.
Un estratto:
I
gradini si susseguivano uno dopo l’altro, ma senza mai offrire una fine. Forse
il tempo aveva davvero smesso di trascorrere e loro scendevano una scala
infinita che si snodava attraverso le viscere della terra in un loop eterno.
Eppure, qualcosa cambiava. Faceva caldo e c’era puzza. Un odore aspro che
aggrediva la gola obbligandoli a mettersi una mano sulla bocca per ripararsi da
quel miasma che sembrava possedere vita propria.
Dopo
un’eternità, i loro piedi incontrarono ancora un pavimento, identico a quello
che avevano lasciato al piano superiore, una vita prima. Un pavimento
impolverato sul quale si intravedevano porte sgangherate come occhi sbilenchi
di un pazzo. Passando vicino a quelle orbite stralunate, i due uomini ne
vedevano l’interno: budelli maleodoranti e fatiscenti, cunicoli nei quali
perdere la propria lucidità sarebbe stata una grazia. In quel momento l’unica
cosa certa era che affrontare l’inferno da pazzi sarebbe stato meglio.
Biografia dell'autrice, Barbara Parodi
Barbara
Parodi nasce a Milano nel 1983. Conseguita la Laurea in Scienze Filosofiche
inizia a insegnare presso un istituto privato.
Nel
2016 esordisce come self con il romanzo horror Segui le mosche che verrà
ripubblicato tre anni più tardi dalla Dark Zone Edizioni.
Nel
2018 pubblica in self la raccolta Spegni le luci e l’anno successivo una
piccola opera
comica
sulle donne dal titolo Le donne. Istruzioni per l’uso.
Nel
2020 fa dell’ironia la chiave per scrivere Sesso, Hawaii e cliché che viene
pubblicato dalla O.D.E. Edizioni.
Attualmente
abita nella provincia di Pavia assieme al marito, al cane e al gatto.
Un romanzo fantasy basato sui tragici fatti di Ciudad Juarez, in Messico
Questo,
cari lettori, è un romanzo decisamente atipico, ma dall’autrice, DaisyFranchetto, non mi aspettavo nulla di meno. Le sue capacità narrative vengono
confermate da questo libro particolare.
Agua
Ploma, edito da Dark Zone, prende spunto da un tragico fatto: Ciudad Juárez è
un luogo da incubo, al confine messicano, dove migliaia di donne, perlopiù
operaie, vengono barbaramente uccise e i loro corpi abbandonati nel deserto.
Nessuno indaga seriamente, solo alcune associazioni cercano di far luce sulla
vicenda, scontrandosi col muro di omertà minacce, corruzione delle autorità
locali. Sembra la trama di un horror, ma è tutto vero: le croci rosa nel
deserto stanno a testimoniarlo.
Daisy
Franchetto è riuscita a portare su carta questi tragici fatti, e lo fa nel solo
modo che le è possibile: tramite un romanzo fantastico, non certo per rendere
la realtà più accettabile o meno cruenta, anzi. Il libro è ricco di simbologia
e di metafore, e anche di accadimenti cruenti, dolorosi: leggerlo non è facile,
e se cercate un romanzo fantastico per distrarvi, non è in questo libro che
dovete cercare.
La
protagonista, in un alternarsi di capitoli in terza e in prima persona (i
flashback), compie la sua progressiva trasformazione: all’inizio si trova in un
non- luogo, una casa misteriosa, con due strani personaggi anche loro molto
simbolici (una ha uno spillone nella gola- non parlare!, e un altro cerca
qualcosa dove sa di non poterla trovare); non sa chi è, cosa ci fa lì, nulla.
Pian piano, grazie anche a un ragazzo che conosce, prende consapevolezza di sé,
ricorda pian piano e con molto dolore tutto, e alla fine c’è pure un level-up
che le permetterà di vendicarsi ed essere finalmente libera.
Molto
ben scritto, il romanzo è molto appassionante, crudo, doloroso, sicuramente da
leggere non solo perché porta alla luce i fatti di Ciudad Juárez, ma anche
perché i proventi sono destinati ad Amnesty International Italia.
Copertina
ed editing perfetti.
Rivolgiamo
qualche domanda all’autrice, Daisy Franchetto, già ospite di IUF.
1)Ciao Daisy, sei
d’accordo con questa recensione? Vuoi aggiungere qualcosa?
Ciao a tutti, non posso che ringraziare per
questa recensione e per il tempo dedicato al mio romanzo. È prezioso per me
ogni spazio che viene dedicato a questa storia che in pochi conoscono.
2)Come e quando ti è
venuto in mente di parlare dei tragici fatti Ciudad Juárez tramite un romanzo
fantastico, scelta coraggiosa e non facile?
Come hai accennato nella recensione, ho
raccontato la storia nell’unico modo che mi era possibile: usando un filtro
onirico. L’utilizzo di un mondo parallelo per raccontare storie reali e
terribili è un canale atto ad avvolgere il lettore, portarlo a toccare la
profondità delle vicende.
3)Perché hai scelto di
destinare i proventi ad Amnesty?
Devo molto ad Amnesty International, in termini
umani e di formazione. È grazie al loro lavoro di documentazione e denuncia che
ho conosciuto queste vicende negli anni ’90. Anche grazie ad AI quel che accade
in questi luoghi non è caduto nella dimenticanza.
4)Progetti futuri?
In autunno usciranno un illustrato
molto speciale, di cui ho curato il testo, e unnuovo romanzo, in cui affronto il tema
dell’aborto, dell’insonnia e, ancora una volta, la possibilità di trasformare
gli eventi traumatici in percorsi di crescita.
5) Grazie
per essere stata con noi, alla prossima.
L'antologia di racconti fantastici i cui proventi andranno in beneficienza partita dall'iniziativa Write together del gruppo Facebook Scrittori e Lettori Fantasy
Cari lettori,
è con vero piacere che annuncio l'uscita dell'antologia "Oltre lo specchio", edita da Dark Zone, i cui proventi andranno ad Amnesty International.
L'iniziativa parte da lontano, ne avevamo già parlato, nascendo da Facebook e coinvolgendo gruppi, scrittori, blogger, videomaker ecc.
Scrittori e lettori fantasy, là, dove è iniziato tutto
Questa la prefazione del volume:
Oltre lo specchioè stato un percorso
ambizioso.
Abbiamo chiesto a una
quarantina di persone con competenze diverse di riunirsi e lavorare per uno
scopo benefico, per realizzare qualcosa che sarebbe stato donato e di farlo affrontando
un tema ostico.
Autori, editor,
illustratori, blogger, videomaker hanno regalato il loro impegno in questi
ultimi mesi per raggiungere il traguardo.
Mai come in questo
percorso ci siamo resi conto di quanto il tema che abbiamo voluto dare alla raccolta
sia stato anche il nostro tema di confronto: l’Altro, diverso da noi, portatore
di istanze personali o sociali. Abbiamo toccato con mano la difficoltà del
confronto, la fatica della mediazione, la necessità di trovare terreni comuni
se si voleva raggiungere un risultato.
E il risultato di
questo percorso si trova ora nelle mani dei lettori: un’antologia di dieci
racconti illustrati, supportati dal lavoro di professionisti che hanno lavorato
sul testo e promosso il progetto.
Il frutto di un
pensiero che ci ha guidati: la cultura svolge un importante funzione sociale.
Questa antologia è un
segno tangibile di come persone diverse possano uscire ciascuna da se stessa e
andare verso l’Altro, se sono unite da un comune sentire e hanno un fine
condiviso.
Questa la sinossi del volume:
Immaginate un mondo in cui le violazioni dei
diritti umani siano ovunque, dove discriminazione e violenza facciano da sfondo
alle vicende di uomini e donne.
Purtroppo per vedere questo mondo non occorre
viaggiare con la fantasia, basta aprire gli occhi.
I racconti di questa antologia parlano di
comprensione dell'altro, e di quanto sia facile per tutti noi cadere nella
mancanza di empatia.
I proventi della raccolta saranno interamente
devoluti ai progetti di Amnesty International Italia, che si batte per i diritti
di tutti.
Amnesty International Italia conferisce il patrocinio alla raccolta Write
together.
Un gruppo di scrittori è riuscito a produrre un’opera sorprendentemente
coerente, a mettere insieme voci che riescono a trasmettere in maniera efficace
e non pedante un messaggio di rispetto e inclusione. Non si tratta di uno
sfoggio di buoni sentimenti. Piuttosto, questi racconti non hanno paura di
puntare il dito contro la discriminazione e la violenza, il controllo sulla
libertà personale e l’alienazione. Emerge un mondo spietato in cui le
violazioni dei diritti umani sono ovunque, sottilmente e ostinatamente.
Un’opera come questa può servire a trasformare semplici suggestioni in uno
scenario drammatico, a raccontare un mondo che ha bisogno di ritrovare
un’autentica comprensione dell’altro, a farci riflettere su quanto questo
riguardi anche noi.
Ma veniamo ai racconti e al volume che li contiene.
Oltre lo specchio è un’antologia di dieci racconti, eterogenei per genere e
tema trattato, ma con un filo conduttore: l’Altro, la difficoltà di mettersi
nei suoi panni e la necessità, per poter crescere, di superare questa barriera.
1) Agenzia Nove di Andrea Marinucci Foa e Manuela Leoni
Agenzia Nove è un racconto breve di fantascienza.
Surreale, polemica, sarcastica e cinica, la storia parte dalle tendenze attuali
di chiusura dei confini, dall’ostilità verso la scienza e la cultura al fine di
riaffermare verità semplificate e di restaurare le politiche razziste e
nazionaliste del secolo scorso.
2) Alienazione di Linda Talato e Vincenzo Romano
I
temi cardine del racconto sono proprio l'alienazione vista sotto ogni suo
aspetto, nonché il malessere dell'anima e il senso di inadeguatezza che
travalicano i limiti dell'umano e arrivano a toccare ciò che umano non è.
3) Autonoe di Lily Lorenzini
Autonoe è un racconto SF che verte sul tema
dell'empatia e i diritti umani e animali. Ma non solo. L'animo umano è
sfaccettato, ciò che ci rende uomini (e donne) sono le passioni e i sentimenti,
come la capacità di provare pietà, l'amore e l'impellenza di proteggere chi è
più debole. Tuttavia queste caratteristiche implicano un pericoloso rovescio
della medaglia, perché le passioni possono spesso condurre lungo vie oscure.
Cosa è giusto, allora? Seguire le emozioni, con tutto quello che può derivarne,
o soffocare la nostra umanità in nome di una giustizia superiore? Sarà mai
possibile, un giorno, creare un mondo perfetto, equo, imparziale, pur
mantenendo vive le passioni? Potremo mai "avere tutto"? La risposta,
se ce n'è una corretta, è lasciata al lettore.
4) Broken di Alastor Maverick e L.A. Mely
Questo racconto ha come argomento la “diversità di
genere”.
“I protagonisti sono Alex e Andrea, due anime
nate nel corpo sbagliato che si incontrano nel momento in cui sono agli estremi
opposti del processo di accettazione.
Entrambi si identificano con un
termine, in particolare, che fanno loro con consapevolezza diversa.
L’obiettivo che volevamo raggiungere
è quello di spiegare come l’ostilità, che spesso il mondo circostante pone
sulla nostra strada, non debba averla mai vinta. Ciascuno è libero di poter
essere se stesso senza che l’ignoranza ponga, nella nostra testa, il dubbio che
si possa essere sbagliati. A volte tendere la mano a chi sta vivendo quanto da
noi già superato è il primo passo per essere, a tutti gli effetti, migliore.”
5) Il giardino delle parole di Angela M. Perri
Il racconto "Il giardino
delle parole" è uno sci-fi ambientato nel futuro, in cui uno spostamento
dell'asse terrestre ha fatto ghiacciare il mondo. Protagonista è una bambina
(voce narrante della storia) che ha un grave disturbo di comprensione del
linguaggio. Ha molte difficoltà nel capire ciò che la circonda e nel comunicare
con gli altri. Il racconto è incentrato sui suoi pensieri, sul suo disagio e
sul suo desiderio di non sentirsi sola. A scuola le viene dato un libro:
"Il giardino segreto" e lei si appassiona alla lettura. Si rifugia in
un mondo tutto suo in cui realtà e immaginazione si confondono.
6) Libero arbitrio di Andrea Venturo
Libero
Arbitrio è una storia ambientata in Italia a un anno dallo scoppio della Il
guerra mondiale.
Sullo
sfondo di una odiosa violenza perpetrata in nome di valori discutibili come
razza, genere e religione, emerge la realtà che si tratta di scelte
consapevoli.
Discriminare,
usare violenza, uccidere sono decisioni che hanno, in quanto tali, conseguenze
il cui peso può essere altrettanto grave.
7) Mavis e il Millenario di E. L. Reid
Il racconto
tratta in chiave fantasy i temi del bullismo femminile (problematica fin troppo
sottovalutata) e della discriminazione razziale attraverso la voce di Mavis
"l'impura"; la protagonista. Mavis si ritroverà a fare i conti con la
propria diversità e, al contempo, ritroverà se stessa grazie all'avventura che
la condurrà alla ricerca di una leggendaria e magica creatura. Riuscirà a
trovarla e a convincerla a salvare il Drago Millenario, sacro albero dei Drahian?
8) No 1 di Bellard Richmont e Marko D’Abbruzzi
No.1, gioco di parole con “No One”, è un racconto che parla
della difficoltà sociale. Nessuno può sperare di fare davvero la differenza in
un sistema che, come Matrix (film del 1999 dei fratelli Wachowski), si
auto-protegge. La diversità di un pensiero politico, per quanto socialmente
apprezzabile, deve scontrarsi, e si scontrerà sempre, con chi detiene il
regolamento del gioco.
9) La bara di cristallo di Irene Trabucchi
Il racconto “La bara di
cristallo” è di ambientazione fantascientifica e tratta metaforicamente della
diversità e dell’intolleranza.
La protagonista Eve trascorre
una vita serena tra fidanzato, amici e clienti in una comunità dove luminanti,
noviluni, leggeri e ordinari convivono in armonia.
Una mattina viene accecata da un
improvviso bagliore e si risveglia in un luogo sconosciuto, all’interno di una
bara di cristallo.
Ben presto scoprirà di trovarsi
su un’astronave e il capitano le rivelerà la verità: la Terra è stata distrutta
dalla guerra delle razze. Luminanti, noviluni, leggeri e ordinari si sono
divisi e ora viaggiano soli nell’universo alla ricerca di un nuovo pianeta,
allontanandosi il più possibile gli uni dagli altri.
Ma la nave dove si trova Eve è
diversa: al suo interno luminanti, noviluni, leggeri e ordinari portano avanti
un progetto di speranza. Nelle bare di cristallo possono lasciarsi alle spalle
l’odio e la guerra, e sognare un mondo dove tutte le razze convivono in
armonia. Un sogno da coltivare e che possa essere realizzato su nuovo pianeta.
10) Exit di Angela M. Perri
La vita del piccolo nanorobot
Ged838 inizia in un ambiente biologico del quale non conosce nulla, si lascia
trasportare da una forza sconosciuta insieme ai suoi simili. Eppure si sente
diverso dagli altri nanorobot: prova curiosità per ciò che lo circonda e si
pone tante domande sulla sua esistenza. Il suo bisogno non viene compreso e
condiviso dai compagni. Si sente solo finché non incontra un altro robot con la
sua stessa curiosità. In un moto di ribellione, insieme, proveranno ad
esplorare il loro mondo per scoprirne i misteri. Una forza esterna, impossibile
da contrastare, porrà fine ai loro sogni riconducendoli al destino stabilito
dai loro creatori.
Infiniti universi fantastici ha partecipato all'iniziativa,
sostenendo il racconto Mavis e il Millenario di E. L. Reid.
Il volume è disponibile sul sito Dark Zone e da oggi 2 aprile in tutti