Visualizzazione post con etichetta animazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta animazione. Mostra tutti i post

sabato 6 maggio 2023

RECENSIONE FILM: SUZUME

 

Un anime avventuroso, ricco di fantasia e commovente




 

A dire il vero, non conoscevo questo film, l’ho trovato per caso mentre cercavo di andare a vedere L’esorcista del Papa.  Suzume è un anime del 2022, uscito da noi solo ora, di Makoto Shinkai, autore noto per Your Name, che a questo punto devo recuperare assolutamente.  

Protagonista è una sedicenne che incontra un misterioso ragazzo che cerca una porta, Souta; lei lo manda in una località abbandonata vicino casa sua, nel Kanto, dove in effetti c’è una porta che è anche un portale verso un altra realtà. Suzume, orfana allevata dalla zia, divelle una statuetta nei pressi, che diventa un gatto parlante, e da qui succede di tutto…

 Insieme al ragazzo, trasformato in un oggetto a causa di una maledizione (non dico cosa per non rovinare la sorpresa, ma si tratta di qualcosa molto importante per la ragazza), inizia a percorrere un viaggio per il Giappone in  cerca di portali nei luoghi abbandonati, che vanno chiusi in quanto un terribile verme che scatena terremoti può uscire da essi, combinando catastrofi. In ognuno di questi luoghi riecheggiano le emozioni di chi li ha vissuti in passato.

Quante volte siamo passati in luoghi del nostro passato ora chiusi e abbandonati, e pensiamo alle emozioni che abbiamo vissuto in essi? Io molte volte. E se  queste emozioni fossero in qualche modo rimaste a impregnare quei luoghi? Ecco, vedendo il film la mente viaggia in questo modo, per capirci.

A un primo tempo molto avventuroso, segue un secondo tempo che diventa man mano sempre più intimista, in quanto la protagonista, rivivendo grazie al viaggio che ha percorso emozioni e traumi del passato riesce a superare la perdita della madre.

Un film molto ricco di metafore, alla faccia di chi taccia i cartoni animati e il fantasy come roba per bambini!, con un finale molto commovente.

L’animazione non è in CGI, va più sul classico; il Giappone e la sua storia presente e passata emerge in ogni scena del film: come non ricordare la data dell’11 marzo che compare a un certo punto e che è la stessa della tragedia di Fukushima?

Il film è un ottimo mix di idee, tradizioni e tecnica, capace di smuovere emozioni e stimola la ricerca di metafore e riferimenti vari.

Lo consiglio vivamente a tutti gli amanti del genere; è adatto anche ai bambini.

 

Recap

 

  • Titolo: Suzume (Suzume no tojimari- Suzume delle porte)
  • Genere: animazione, fantasy, avventura, Giappone, anime, miti e leggende, urban fantasy
  • Produzione: Giappone
  • Regia: Makoto Shinkai
  • Durata: 122’

  • Anno: 2022

lunedì 16 maggio 2022

SEGNALAZIONE: ANIME-GUIDA AL CINEMA D'ANIMAZIONE GIAPPONESE1958-1969 DI AA.VV.

 La nuova edizione del libro sui cartoni giapponesi più famoso, dopo 30 anni





Cari fan degli anime,

Kappa Lab ha rieditato il famoso volume Anime- guida all'animazione giapponese, 1958-69, uscito una trentina di anni fa e non più disponibile se non nel mercato dell'usato a prezzi mostruosi!

La nuova versione, ampliata e migliorata, è uscita il 30 marzo 2022.

Presumibilmente usciranno anche i volumi successivi.

L’animazione giapponese è divenuta una delle massime espressioni della cultura pop e dell’immaginario per milioni di persone in tutto il mondo. Ma, prima di essere riconosciuta come uno dei settori industriali del Sol Levante di maggiore importanza nazionale, ha attraversato più di un secolo di cambiamenti, tra false partenze, picchi di successo, periodi di crisi, folgoranti riprese e innovazioni stilistiche. Grazie alla fervente passione e professionalità degli operatori del settore, questo mezzo narrativo ha potuto godere di una costante evoluzione in un variopinto caleidoscopio costituito da migliaia di meravigliosi lungometraggi d’animazione e iconiche serie televisive, in cui si sono formati e affermati grandissimi autori e registi come Osamu Tezuka, Isao Takahata, Osamu Dezaki e perfino un premio Oscar, Hayao Miyazaki. Negli ultimi decenni la mole di produzione di anime (ovvero i cartoni animati giapponesi) è aumentata a dismisura in Giappone e spesso è difficile perfino per un appassionato trovare il bandolo della matassa in questo vasto oceano. Attraverso un sistema di schede presentate in ordine cronologico, complete di dati tecnici, trame, analisi e curiosità, questo volume costituisce un prezioso strumento per chiunque desideri avvicinarsi o approfondire la conoscenza delle opere di animazione realizzate nel Sol Levante.

Il primo volume della più completa e celebre enciclopedia cronologica dell’animazione giapponese mai realizzata, in una nuova edizione enormemente ampliata.

FILM • CORTOMETRAGGI • PILOT • FESTIVAL• SERIE TV

Con un’intervista esclusiva a ISAO TAKAHATA (STUDIO GHIBLI)


Non si può non avere, no?...


Recap


  • Titolo: Anime. Guida al cinema d'animazione giapponese 1958-69
  • Autori: AA.VV:
  • Editore: KappaLab
  • Genere: animazione, Giappone, anime, robot, fantascienza, saggistica
  • N. di pagine: 264
  • Prezzo: € 20
  • Link: Kappalab
  •          Amazon 

mercoledì 5 gennaio 2022

TOP 3 LIBRI, SERIE TV E CINEMA 2021

 

I migliori libri, film e migliori serie tv del 2021




 Nel corso del 2021 ho visto come sempre molte serie tv, ma ho letto molti meno libri del solito; questo è dovuto essenzialmente a due motivi, 1) accumulo di impegni personali, 2) la lettura di un romanzo particolare e unico che conta ben 1400 pagine!

“Come”, direte, cari lettori “tu ami i racconti e i romanzi brevi e poi ti sei accollata un malloppone??” Ebbene sì, e per farlo mi sono anche unita a un bookclub per la prima volta in vita mia: non sarei riuscita né a comprendere in pieno questa lettura né a portarla a termine senza questo bellissimo gruppo di lettura.

 

Circa il cinema, la perdurante chiusura delle sale causa Covid 19 ha influito sullo scarso numero di film visti, ma stilerò una Top 3 anche per essi.

 

TOP 3 LIBRI

 

1)    La storia di Genji (Genji Monogatari) di Murasaki Shikibu, edizioni Einaudi, traduzione Maria Teresa Orsi.




Questo tomo di circa 1400 pagine è considerato il primo romanzo della storia (in realtà ci sono romanzi anche di molto precedenti) nel senso moderno del termine, ed è stato scritto nell’anno 1000 dalla dama di corte Murasaki Shikibu, ed è un eccezionale documento sulla vita nel periodo Heian della storia giapponese. Non mi è possibile recensire compiutamente tale capolavoro letterario, posso solo scrivere qualche considerazione. Hikaru Genji, o Genji lo Splendente, è figlio illegittimo di un imperatore del Giappone, e rappresenta un appartenente al clan Minamoto (realmente esistito). La storia si concentra sulla sua vita sentimentale, assai movimentata, ma quel che colpisce è la straordinaria capacità dell’autrice di approfondire la psicologia dei personaggi, unita a un’abilità fuori del comune di tratteggiate con poche parole l’ambiente e descrivere abiti, oggetti, natura. Un’altra caratteristica è quella di aver inserito numerose poesie brevi, o tanka, all’interno della storia, che ha un andamento ciclico: i personaggi tendono sempre a ripetere le loro azioni, e ciò si tramanda dai genitori ai figli. Questo probabilmente è derivato dalla religione buddista, che all’epoca conviveva con lo Shinto, non senza problemi. Questo romanzo, scritto a puntate dall’autrice, ha avuto un successo tale alla sua epoca che dovette scriverne un sequel, la parte finale del libro, detto “i capitoli di Uji”. C’è da dire che potrebbero mancare dei capitoli, e quelli che ci sono arrivati possono aver subito ritocchi durante le copie a mano nel corso dei secoli.

Ho potuto leggere in maniera degna quest’opera grazie a Dafne Borracci, una ragazza che vive a Kyoto e che ha un profiloInstagram dedicato al Giappone molto interessante, vi invito a seguirla anche su Twitch. Il bookclub si è svolto su Youtube sul suo canale “Mai una soya”(le dirette restano disponibili per poco tempo), e su Discord.

Va da sé che ho amato moltissimo quest’opera, che entra nella mia Top 10 best books di tutti i tempi, ma la consiglio soprattutto a chi ama il Giappone o ne è incuriosito, non è una lettura facile. Il libro viene € 26,60 su Amazon, c’è anche in ebook a € 9,90, l’edizione Einaudi è ottima e in calce ha un sostanzioso numero di note di approfondimento.

 

2)    La Bussola d’oro di Phillip Pullman, Salani editore. Fantasy che tiene incollati dalla prima all’ultima pagina, stile immersivo. La recensione qui.

3)    Rodi, il sorriso del Colosso di Andrea Guido Silvi, ed. Hyperborea. Raccolta di racconti proprio del mio genere, fantasy più mitologia e storia. Qui la recensione.

 

Ovviamente non ho incluso nel computo antologie con miei racconti, che quest’anno sono inserite nei seguenti volumi:

 

-         #lemieprigioni, ed. Archeoares. Prossimamente la recensione.

-         Streghe d’Italia, Nps edizioni. Prossimamente la recensione.

-         Alien Thriller, Mea edizioni. Prossimamente, la recensione.

-          Storie dell’oriente, storie dell’occidente, Qui edit edizioni.

 

E per l’anno prossimo? Salvo complicazioni, ne vedrete delle belle! ;-)

 

E veniamo alle serie tv. Di queste ne ho viste parecchie, la mia Top 3 è:

 

1)    The Handmaid’s Tale 4. Impossibile non amare questa serie, qui la recensione.

2)    The Boys 1-2. Una serie che stupisce veramente, dai contenuti molto forti, per chi ha pelo sullo stomaco. Qui la recensione della stagione 1, il 7 gennaio 2022 quella della stagione 2.

3)    La regina degli scacchi. Non è di genere fantastico, ma l’ho adorata. Miniserie autoconclusiva che narra di una giovane e disadattata orfana che diventa campionessa di scacchi negli anni ’60-’70. Da non perdere!

 

Cinema.

Ho visto davvero pochi film per i motivi su esplicati, questa la mia top 3:

 

1)    Spiderman No way home, la summa della genialità Marvel, recensione qui

2)    Eternals, un film Marvel per certi versi atipico. Recensione qui.

3)    Freaks out. Come non amare i freaks con superpoteri di Mainetti? Recensione qui.


Circa cartoni animati, anime e film d'animazione è andata ancora peggio, perché ho visto solamente Strappare lungo i bordi di Zerocalcare, assolutamente imperdibile, in cui c'è tutto: risate, commozione, emozioni, riflessioni, critica sociale; e Love, death & robots, piaciuta, recensione qui.

 

Tra i fumetti letti, pochi anch’essi, la mia preferenza va al n. 420 di Dylan Dog, facente parte della trilogia Dylan + Vasco Rossi. Recensione qui.

 

Avete letto/visto queste opere? Quali sono stati i vostri libri/film/serietv/fumetti preferiti del 2021? Fatemi sapere nei commenti, sono curiosa!

 

lunedì 13 dicembre 2021

NUOVA USCITA: C'ERA UNA VOLTA GOLDRAKE DI MASSIMO NICORA

Il nuovo libro su Goldrake nella sua versione definitiva




Esce oggi in tutti gli store "C'era una volta Goldrake" di Massimo Nicora, edito da La Torre, nuova edizione definitiva del saggio uscito qualche anno fa.

 In oltre 1000 pagine raccolte in due tomi il libro ricostruisce la più ricca e dettagliata analisi del fenomeno Goldrake che sia stata mai realizzata, con una tale quantità di nuovi materiali da diventare l’edizione definitiva per ogni appassionato del robot giapponese. La vasta analisi spazia dalla nascita in Giappone all’arrivo in Francia e in Italia, proponendo una mole di documenti e articoli d’epoca, nuove scoperte, interviste esclusive a dirigenti e funzionari RAI, presentatori e autori delle sigle al fine di raccontare in modo esaustivo la nascita e la diffusione della serie televisiva, il successo e il fenomeno popolare, le polemiche e il dibattito a mezzo stampa, facendo luce una volta per tutte sui misteri e i retroscena che per decenni hanno incuriosito migliaia di appassionati. Ampio spazio viene riservato al mondo del giocattolo con un lungo capitolo interamente dedicato alla storia dei prodotti su licenza realizzati tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, con interviste inedite ai protagonisti dell’epoca che rivelano dopo oltre quarant’anni come sono nati quei giochi che hanno fatto sognare generazioni di bambini. Tra le altre importanti novità di questa edizione una nuova ipotesi sull’arrivo di Goldrake in Francia, curiosità e articoli a stampa sulla trasmissione oltralpe e italiana, gli interventi sulle riviste per insegnanti e genitori in Francia e in Italia. Un avvincente racconto a più voci che offre una fotografia indelebile di un periodo straordinario della televisione italiana.

Con le note introduttive di Massimiliano Gusberti e Paola De Benedetti e un saggio conclusivo di Gianluca Di Fratta.


Conosciamo l'autore, Massimo Nicora: 


Massimo Nicora (Varese, 1972), giornalista, è laureato in Filosofia Teoretica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e si occupa di comunicazione e relazioni con la stampa per conto di importanti aziende internazionali che operano nel campo dell’entertainment. Studioso di cultura pop giapponese, con particolare riguardo ai settori dell’animazione e della serialità televisiva, è autore dei libri C’era una volta... prima di Mazinga e Goldrake. Storia dei robot giapponesi dalle origini agli anni Settanta (Youcanprint, 2016), C’era una volta Goldrake. La vera storia del robot giapponese che ha rivoluzionato la TV Italiana (La Torre, 2017) e Tokusatsu. I telefilm giapponesi con effetti speciali dalle origini agli anni Ottanta (La Torre, 2019).


Non può certo mancare nella libreria dei fans più accaniti!


Recap:

  • Titolo: C'era una volta Goldrake
  • Autore: Massimo Nicora
  • Genere: saggio
  • Editore: La Torre
  • N di pagine: 1006, in 2 volumi
  • Prezzo: € 49
  • Link: sito La Torre

 


lunedì 20 settembre 2021

RECENSIONE SERIE ANIMATA: LOVE, DEATH & ROBOTS VOL.2

La seconda stagione di Love, Death & Robots  si conferma di alto livello 





Cari videopatici,

Love, death & robots vol. 2 ha 8 episodi anziché 18 come il primo, ma tutti di ottima qualità, sia a livello di storie che a livello realizzativo.

La serie è ancora più cupa, dai molti risvolti horror, quasi agghiacciante non solo a livello di scene ma anche e soprattutto per il significato profondo di queste storie, tratte da racconti di autori del fantastico.

Ognuna ha uno stile grafico diverso, la CG la fa da padrona ma non tutti gli episodi sono realizzati con questo metodo.

Nel primo, Automatic Customer service, quello più ironico e buffo, una vecchietta e il suo cagnolino lottano contro un robot domestico impazzito, tra call center assurdi e scene tra il drammatico e l’esilarante. Geniale nella sua semplicità.

In Ghiaccio, un gruppo di adolescenti potenziati pù uno senza poteri vanno a vedere misteriose creature sotto il ghiaccio. Una bella storia sulla diversità e sull’amicizia.

In Pop squad, uno dei miei preferiti, l’umanità raggiunge il sogno dell’eterna giovinezza quindi l’immortalità, ma non c’è più posto per i nuovi nati in quanto le risorse e lo spazio sono scarsi. Un agente deve eliminare figli abusivi e i loro genitori. Ottimo.

Snow nel deserto ha la migliore CG della serie: un albino viene cacciato per la sua immortalità; incontra una donna che nasconde un segreto. Anche qui prevale il tema della diversità.

L’erba alta è un racconto horror: un treno si ferma vicino a un prato, un tizio scende e si perde nell’erba alta ove incontra orribili creature. Inquietante, ma poco originale.

Era la notte prima di Natale sembra ispirato da un mio racconto uscito in un’antologia natalizia edito da Opera indomita, “Accadde a Natale”! In realtà non sono io l’ispiratrice del racconto… Due bimbi aspettano Babbo Natale, ma sarà non proprio come credono. Carino.

La cabina di sopravvivenza narra di due astronauti che precipitano su un pianeta disabitato: anche qui ottima CG, ma storia non particolarmente appassionante.

Il gigante affogato è un altro dei miei episodi preferiti. In riva al mare viene ritrovato un gigante morto. Uno scienziato va ad osservarlo tutti i giorni, ricavandone profonde riflessioni filosofiche sul senso della vita, mentre la gente lo distrugge pian piano depredandolo. Molto bello e profondo.

 

Love, death & robots si conferma un’eccellente serie animata antologica di fantascienza e horror, da non perdere per gli appassionati. Terzo volume confermato.

 

Recap

 

  • Titolo: Love, death & robots
  • Genere: fantascienza, fantasy, horror
  • Stagioni: 2
  • Puntate: 18+8
  • Produzione: Usa
  • Rete di trasmissione italiana: Netflix

 

giovedì 9 luglio 2020


TOP TEN SIGLE DEI CARTONI ANIMATI

      Le 10  migliori sigle dei cartoni animati giapponesi




Come si fa a stabilire quali sono le migliori sigle degli anime?
Come un po' per tutte le top 10, entrano in gioco  in parte la qualità oggettiva della sigla (testi, musica, orecchiabilità..) in parte le sensazioni personali.
Comincio col dire che sono tutte sigle di cartoni vintage, che non esistono le sigle di Cristina D'Avena: per quanto qualcuna sia anche caruccia, hanno a mio avviso segnato il termine del periodo d'oro delle sigle.
Al successo degli anime negli anni 70 e 80 hanno di certo contribuito queste sigle, qualcuna cover, qualcuna originale, scritta da parolieri e musicisti con i controcoglioni, passatemi il termine.
Nella compilation entra in gioco anche la preferenza per il cartone animato preferito? No, ho scelto le sigle scindendole dalle mie preferenze. Anche le immagini delle sigle rientrano tra i criteri di valutazione.

Iniziamo dalla fine, e abbiamo un pari merito!

10) L'uomo tigre e Lady Oscar, cantate entrambe dai Cavalieri del re. Una è una sigla piena di verve, energica, come dev'essere per un anime sportivo/avventuroso; l'altra è una ballata, anch'essa in sintonia con un cartone storico/drammatico, che sottolinea benissimo le immagini animate.








9) Planet O, sigla di Lupin III prima serie (giacca verde), una sigla che non c'entra nulla con il cartone, cantata da Daisy Daze & the Bumble Bees in inglese: le immagini delle rocambolesche avventure del ladruncolo nippo-francese scorrono sotto la calda voce della cantante e la musicalità molto anni '70.



8) Mazinga Z è una cover: i Galaxy Group ripropongono in italiano la mitica sigla giapponese, lasciando identica la musica. Un classico!



7) Trider G7, incisa dai Superobots, davvero ottimo testo e ottima musica. peccato per l'errore di pronuncia: Trider viene pronunciato come è scritto e non Traider!



6) Daitarn III. Anche qui il testo e le ritmatissime parole su una musica super orecchiabile, con degli snodi memorabili, scorrono su una serie di immagini indimenticabili. Scrivono Albertelli/Tempera e cantano I Micronauti. 



5) Capitan Harlock. Questa sigla ha un'intro indimenticabile, anch'essa ideata dai maestri Tempera/Albertelli e cantata dal solito gruppo che cambiava nome all'occorrenza, stavolta si son fatti chiamare la Banda dei Bucanieri. Da brividi la descricìzione del pirata dello spazio!



4) Atlas Ufo Robot. Una sigla storica, sempre di Albertelli/Tempera, che ha venduto un milione di copie, divertente e ritmatissima. Un cult, come anche la sigla di chiusura, Goldrake, cantata da Tadini/Actarus.



3) Il Grande Mazinger- Il capolavoro dei Superobots fa ampio uso dei sintetizzatori ed è semplicemente perfetta, musica, parole e immagini si amalgamano magnificamente.





2) Bryger. Una sigla poco conosciuta di una serie non tra le più famose, ma ha una intro e un'energia pazzesche. Canta il recentemente scomparso Franco Martin.



1) Al primo posto la sigla più bella, quella storica di Kenshiro, anche questa con un'intro da brividi, cantata dagli Spectra.



Sono rimaste fuori sigle storiche, lo so: non posso non citare Jeeg robot d'acciaio, una cover dall'originale Jap di Fogus (non Pietro Pelù!), che però personalmente alla lunga mi stanca, Daltanious con il suo storico "odia gli stupidi e aiuta i deboli", i Jetter Robot, Devilman,  oppure le dolci sigle di Conan, Candy Candy, Heidi, Bia con suo alfabeto magico, tutti i vati sportivi tra cui Takaya Todoroki il supercampionissimo che fu l'eroe per chilometri e chilometri... Ma dieci ne dovevo scegliere, dieci ne ho scelte!
Per concludere, metto quella di Gundam, la cui foto campeggia all'inizio di questo articolo!



Scrivete nei commenti la vostra top ten sigle anni 70-80, con divieto di Cristina D'Avena! 

martedì 3 settembre 2019



Recensione amime- Kyashan sins

Il reboot della nota serie anni 70 Kyashan prende il largo e approda alla sci-fi filosofica









Kyashan sins non centra assolutamente nulla con la serie originale. 
Durante tutta la durata della visione ho pensato al motivo per cui avessero utilizzato il personaggio di punta della Tatsunoko per narrarci questa storia e non ne abbiano creati ex-novo; mi sa tanto di utilizzo del franchise al solo scopo di attrarre spettatori per un opera che sin dalle prima puntate si mostra complessa e lentissima.
Il nostro Kyashan, disegnato come Saint Seiya (ma per me ci sta bene), si aggira in un mondo post apocalittico in cui gli uomini sono stati quasi tutti sterminati dai robot, e questi ultimi stanno andando in rovina a causa del deterioramento, la vera parola chiave della serie. 
Kyashan ha perso la memoria; apprende nel corso delle puntate che il deterioramento sarebbe colpa sua, perche avrebbe ucciso il sole chiamato Luna, colei che restituiva la vita ai robots in disfacimento.

Kyashan sins si puo dividere in due parti, una incentrata sul viaggio delleroe e una sulla soluzione (piu o meno) dei conflitti con conclusione della vicenda.

La prima parte della serie dunque si svolge in modo abbastanza ripetitivo. Il Nostro incontra numerosi altri personaggi, con cui combatte o si allea (come Lyuze, la piccola Ringo e anche il cane Flender) e scopre tasselli di verita (o non-verita’…), venendo anche in contatto con le emozioni umane che i vari personaggi rappresentano.
Un forte simbolismo permea tutta la serie. Il tema dominante e la morte e la paura della stessa.
Dopo questa prima parte, che ho trovato ripetitiva e lenta, si inizia nella seconda parte a capire qualcosa del passato, del presente e infine del futuro, con lingresso di altri importanti personaggi e qualche colpo di scena, a dire il vero prevedibile. Ma non si capisce proprio tutto in puro stile giapponese, quando pensi di aver compreso una cosa nella puntata successiva dicono o fanno il contrario di quel che si era visto.

Ecco, posso definire questa opera veramente molto, molto giapponese, in tutti i sensi. Attimi di pause riflessive, scene ripetitive, pensieri, ricordi, frammenti sullo sfondo di uno scenario di morte e desolazione rendono le 24 puntate un po indigeste per il pubblico occidentale, ormai abituato (sin troppo) a ritmi piu sostenuti e a trame chiare e lineari.
Una musica angosciante ma molto bella sottolinea tutti i momenti piu cupi della serie, musica usata spessissimo, un vero leitmotiv della storia.  Carine le sigle di testa e di coda.
Circa la grafica, e stato fatto un connubio ben riuscito tra lo stile anni 70 e quello moderno, che come ho detto ammicca molto a Kurumada e ai suoi Cavalieri dello Zodiaco, ma con colori pastellosi e cupezza di fondo, a volte contrastata d bellissimi campi di fiori, o spiagge con conchiglie, specie nelle scene dove ce la piccola Ringo, che rappresenta la vita, la speranza e il futuro.


Come sintitolano le 24  puntate di Kyashan sins?


  • Alla fine del mondo
  • Il mondo è pieno di urla di morte
  • Per le fine della sofferenza
  • L'angelo della rovina
  • L'uomo che uccise il sole chiamato Luna
  • Riunione con il destino
  • La ragazza dell'alta torre
  • L'elogio della speranza
  • Il fiore che sboccia nella Valle della Rovina
  • L'uomo imprigionato nel passato
  • Una missione personale
  • Dipingere i momenti di vita
  • Il passato sorgerà prima di te
  • La verità illumina le tenebre
  • Lo shinigami Dune
  • Per la forza di credere
  • La culla di vetro
  • Vivere il tempo trascorso, il tempo che verrà
  • Credi nel fiore che vive nel cuore
  • Per chi sboccia il fiore
  • Paradiso di disperazione
  • La lacrima chiamata eternità
  • Quelli che ritorneranno
  • Per i fiori che vagano e sbocciano



Credits
Titolo originale- Casshern sins
 Canale di trasmissione in Italia- Mang-ga Sky
Produzione-  Tatsunoko/ Madhouse
Dvd- Yamato video

In conclusione, non mi sento di dire che e una serie brutta, perche affronta temi profondi e complessi, ma e adatta piu che altro agli appassionati di sci-fi filosofica e di stile lentissimo alla giapponese.




lunedì 12 agosto 2019



RECENSIONE: KNIGHTS OF THE ZODIAC

I Cavalieri dello Zodiaco Netflix version sono stati pensati per coinvolgere nuovi telespettatori, ma tradiscono la “vecchia guardia”




Knights of the Zodiac è il remake dell’ anime I Cavalieri dello Zodiaco, realizzato in 3D e ideato per conquistare nuovi telespettatori.
È un prodotto che ai giovani d’oggi piacerà, ma ai fans di vecchia data no.
E non hanno tutti i torti.

Quali sono i maggiori motivi di critica di Knights of the Zodiac?

Sicuramente l’aver reso il cavaliere di Andromeda donna.
Andromeda nella versione classica è un cavaliere particolare, non ama combattere ed è gentile e delicato. Rappresenta un tipo di uomo differente rispetto ai classici machi,  però sa lottare al pari degli altri: un personaggio unico e a suo modo rivoluzionario, differente, e questo messaggio si è perso col cambio di sesso.

Senz’altro Shaun, Andromeda girl version, è un personaggio che va incontro ai gusti attuali, che giustamente prevedono almeno una donna in squadra; inoltre Shun ,il cavaliere di Andromeda originale, è sempre stato il cavaliere di bronzo meno amato dagli spettatori anni ’90, che forse non lo hanno capito a fondo e non si identificavano in lui.





Altro punto critico è la presenza di un nemico nuovo che ostacola il gruppo con il suo armamentario di elicotteroni e tecnologia, ma a me non ha dato fastidio. Tra l’altro il loro capo appare anche nei fumetti, è il tipo che sta con Alman di Thule quando trova la piccola Athena tra le braccia di Micene di Sagittario, morente.

Quello che proprio non mi è piaciuto è il 3D. i personaggi sembrano videogiochi, non sono fluidi, sono gommosi: potevano fare di meglio. Sfondi, colpi e armature invece sono bellissimi. 





 Quello che manca davvero è il pathos che contraddistingueva I Cavalieri dello Zodiaco originali.

Tutto il pathos, il mistero dietro a personaggi e situazioni, al Cosmo, è sparito. Dovendo sintetizzare una cinquantina di puntate in sei episodi, hanno spiegato tutto subito, rendendo la storia molto meno accattivante. 
Il concetto fondamentale dell'amicizia almeno è rimasto.

L’edizione italiana è stata ben realizzata: hanno mantenuto i nomi della versione italiana e aggiunto quelli originali, come ad esempio Seiya , mai stato chiamato per nome nella serie originale. L’idea di chiamare i doppiatori storici per Pegasus e Dragone , Ivo de Palma e Marco Balzarotti, la approvo, ma avrebbero dovuto  ringiovanire un po’ le voci: quei toni adulti su personaggi adolescenti stonano parecchio.



Quante sono le puntate dei Cavalieri dello zodiaco nuovi?

Sono sei, ma ne sono state prodotte dodici; riassumono la prima parte dell’anime classico, la conquista delle armature e la guerra galattica.
Le puntate durano 24 minuti l’una e s’intitolano:

  • Seiya 
  • Brucia il tuo cosmo 
  • Arriva il dragone 
  • La catena di Andromeda 
  • I cavalieri neri 
  • Phoenix rinasce




In conclusione, è una serie adatta per agganciare nuovi telespettatori, un prodotto ideato per diffondere il brand, e come tale va considerato.



venerdì 31 maggio 2019




RECENSIONE ANIME: L’ATTACCO DEI GIGANTI ST. 1 e 2
進撃の巨人  , Shinjeki no kojin- Attack of the Titans  





Autori: Hajime Isayama (manga), Tetsuro Araki (anime)
Genere: dark fantasy, post-apocalittico, distopico
Produzione: Giappone
Stagioni : 3
Data di trasmissione in Italia: 2015, 2017, 2018/19
Canali di trasmissione in Italia: VVVVID, Netflix, Rai 4



Mi sbagliavo: ci sono anime decenti usciti dopo i CdZ. Questo è uno dei migliori in assoluto visti negli ultimi 20 anni, pure qualcosina in più, almeno finora: il rischio di finali da sbattere la testa al muro tipo EVA è sempre in agguato, ma meglio non pensarci.

Già dalla prima puntata si viene calati in questa realtà dove una grande città medievaleggiante è protetta da tre ordini di mura colossali e dentro vivono rinchiusi i suoi abitanti. Non possono uscire perché fuori si aggirano dei mostruosi giganti il cui unico scopo è mangiare vivi gli uomini.


Nessuno sa chi siano, da dove vengano, il loro scopo.
Un giorno arriva un gigante colossale, distrugge il primo muro e fa entrare quelli più piccoli, provocando una strage.



I tre protagonisti sono i giovani Eren Jaeger, la sorellina adottiva Mikasa e l’amico Armin, e un gigante si pappa proprio la madre di Eren davanti ai suoi occhi.
Per difendersi gli uomini hanno tre corpi militari, tra cui gli Esploratori; costoro possono uscire dalle mura e cercare di colpire i giganti nel loro punto debole, la nuca, grazie al dispositivo di manovra tridimensionale. I tre giovani naturalmente si arruolano.




Nel corso della prima stagione ci saranno numerosi colpi di scena, ma è solo nella seconda che si comprenderà un pochino di più riguardo i misteriosi esseri.
La sensazione di opprimente impotenza accompagna lo spettatore durante tutta la visione; tutto è sapientemente congegnato e le puntate scorrono una dietro l’altra , sempre più coinvolgenti.
I disegni sono di altissima qualità, i personaggi sono ben caratterizzati sia graficamente (non sono tutti uguali come in molti anime) che caratterialmente; non si incentra poi solo sui protagonisti, anzi si può dire che sia un’opera collettiva perché sono in molti a emergere in questa opera.
Non ho letto il manga, quindi non posso fare paragoni; direi comunque che è un anime da non perdere.

La prima parte della terza stagione è disponibile in giapponese su VVVVID, ma io aspetterò il doppiaggio in italiano.

 Le immagini crude, anche shoccanti, lo rendono un anime adatto a un pubblico adulto, dai 14 anni in su.


mercoledì 2 gennaio 2019



I 20 FILM PIU’ ATTESI DEL 2019




Bentrovati amici cinefili!  Come dicevo nel post conclusivo del 2018, l’anno scorso per me non è stato un granché cinematograficamente parlando, pochi film mi hanno attratto e ancora meno quelli che poi mi hanno lasciato soddisfatta.
Quest’anno sembra che le cose possano andare diversamente, i titoli interessanti sembrano essere di più.

Ecco la Top 20 dei film che voglio vedere assolutamente:

1)   Il primo re di Matteo Rovere, il film su Romolo e Remo con Alessandro Borghi, in uscita il 31 gennaio. Finalmente un film che tratta delle nostre origini, fatto in Italia! Queste le dichiarazioni del regista, che ho apprezzato in “Veloce come il vento”:
"Il nostro mito fondativo non è stato trattato dal cinema che, invece, ha costruito un filone ricchissimo sulla narrazione dell'antica Roma. È stata questa la spinta iniziale: era il momento di provare a calare lo spettatore nel Lazio dell'VIII secolo a. C. tenendoci più lontani possibile dall'estetica classica del peplum alla Ben-Hur, immaginando di raccontare, invece, la fondazione dell'Impero a partire proprio dal mito come se fosse vero. Alla pari di un film d'avventura, abbiamo reinterpretato in chiave realistica ed emotiva la leggenda dei gemelli Romolo e Remo". 

2)   Avengers: Endgame. Non aspetto altro dallo schiocco di dita di Thanos! E dovrò aspettare fino al 24 aprile. Regia sempre dei Russo Bros.

3)   Star Wars IX, Black Diamond, regia JJ Abrams. Anche questo lo attendiamo tutti da una vita. Trama top secret, esce il 18 dicembre, quindi avoja aspettà.

4)   Capitan Marvel di Anna Boden e Ryan Fleck, primo singolo per una supereroina Marvel. Ci dovrebbe essere anche un film su Black Widow, con la Johansson, che sarà un prequel ma non si sa la data. Invece la bionda eroina chiamata da Nick Fury nella scena dopo i titoli di coda di Infinity uscirà il 6 marzo, sarà interpretata da Brie Larsson e nel cast non può mancare Samuel L. Jackson; ci sarà anche Jude Law.

5)   Dark Phoenix di S. Kinberg. Dopo la sòla di X Men -conflitto finale (2006), speriamo che questo reboot renda giustizia a uno dei più grandi personaggi Marvel, Fenice, stavolta interpretato da Sophie Turner. Nel cast gli immancabili McAvoy, Michael Fassbender, Evan Peters, Jennifer Lawrence, Jessica Chastain. Esce il 6 giugno.


6)   Maria di Scozia. Perché gli storici ci piacciono e la storia di Maria Stuart è davvero intrigante. Saoirse Ronan, Margot Robbie,Guy Pierce, David Tennant saranno diretti da Josie Rourke. Esce il 17 gennaio.

7)   It 2. Regia di Andy Muschietti, esce il 5 settembre.

8)   Glass di Night Shamalan. Il 3° film della ‘strampalata’ trilogia del regista indiano farà da trait d’union tra Unbreakable e Split; ci saranno sempre McAvoy, Bruce Willis, Samuel L. Jackson e Sara Paulson. Esce il 17 gennaio.

9)   Ad Astra  è uno dei film di fantascienza più interessanti dell’anno      (almeno tale si annuncia), diretto da J. Gray, con Brad Pitt, Donald Shuterland e Tommy Lee Jones. Un uomo ricerca suo padre lost in space. Esce il 23 maggio.

10)                     Attack of Titans è il live action dell’omonimo anime/manga , di cui ho visto solo la 1° stagione ma mi  appresterò a breve a vedere la 2° . E’ ambientato in un futuro distopico dove l’umanità superstite all’attacco di orribili giganti antropofagi vive in una città cinta da tre ordini di mura, credendosi al sicuro; ma i misteriosi esseri torneranno all’improvviso. Protagonisti i giovanissimi Eren Jaeger e la sorellina Mikasa. Diretto da Andy Muschietti, non si sa la data.

11)                     Alita l’angelo della battaglia, altro live action derivato da un manga/anime. Regia: Robert Rodriguez. Cast: Rosa Salazar, Jennifer Connelly, Christoph Waltz, Michelle Rodriguez. Uscita, non si sa.

12)                     Once upon a time in Holliwood, altro film di Tarantino; tratta le vicende di Charles Manson. Con: Brad Pitt (anche qui), Di Caprio, al Pacino, Kurt Russell, Dakota Fanning. Beh, il cast non è male direi. Esce il 26 luglio.

13)                     Spiderman : Far from home, di J. Watts con Tom Holland. Il seguito di Homecoming vedrà come villain (o forse friend?) Mysterio. Esce il 4 luglio.

14)                     Aquaman. Il film DC è stato molto atteso  per l’interpretazione di Jason Momoa, ma ci sono anche la Kidman e Dolph Lungren. Questo è uscito già, il 1 gennaio.

15)                     Pari merito: Chaos Walking e Captive state, due film di fantascienza. Il primo è tratto dall’omonima trilogia di Patrick Ness: gli umani hanno colonizzato un pianeta simile alla terra e convivono coi nativi alieni. Un virus, Noise, rende percepibili i pensieri di tutti. Scoppia il caos e un gruppo di rivoltosi decide di combattere gli indigeni. Regia: Doug Liman, con: Daisy Ridley, Tom Holland, Mads Mikkelsen. Esce il 1 marzo.Il secondo è un distopico ambientato a Chicago, 10 anni dopo un’occupazione aliena, ed è un film sulle libertà civili e gli stati di polizia totalitari. Regia: Rupert Wyatt, con Vera Farmiga. Esce il 28 marzo. (Marzo, il mese della fantascienza?...)

17) Piccole donne. Embè! Il mio primo libro letto ! Dopo la miniserie BBC vista a Natale su Canale 5, ora anche il film: alla riscoperta della Alcott! Regia: Greta Gerwig, con Emma Watson, Saoirse Rowan, Meryl Streep. Esce il 25 dicembre.

18) Terminator 6. No, basta, mi sono detta, poi ho letto meglio le news: Cameron non sarà il regista ma è stato molto coinvolto, e la storia ricomincia dalla fine di Terminator 2, ignorando tutti gli altri film. La regia è di T. Miller, avremo il nostro Schwartzy e Linda Hamilton, mitica Sara Connor. Esce il 31 ottobre.

19) Spawn. Il personaggio di McFarlane del 1992,  piuttosto horror, si rigenera grazie a un tessuto che si chiama necroplasma, e ho detto tutto. L’autore è anche sceneggiatore e regista; cast, Al Simmons e Jeremy Renner. Uscita, non si sa.

20) Gemini man, di Ang Lee. Ancora sci fi con Will Smith, che interpreta un killer sulla via della pensione che però incontra un suo clone. Esce il 3 ottobre.

Non sono solo questi i film di mio interesse che usciranno quest’anno: ci sono anche La moglie di Frankenstein (remake del film del 1935, con Javier Bardem e Gal Gadot; il live action di Masters of the universe (questo mi fa un po’ paura…); Godzilla 2 (questo si vede!); Pinocchio di Garrone con Benigni (non so se lo vedrò, non amo Pinocchio); Suicide squad 2 (devo ancora vedere l’1…lo so, sono imperdonabile!); World war Z 2, zombi e Brad Pitt non si possono perdere; l’italica commedia Non ci resta che il crimine, dove un gruppo di casinisti ( Giallini, Tognazzi, Leo, Gassman, Pastorelli) finisce nel 2982 e incontra la Banda della Magliana; The Batman, di nuovo con Affleck (ufffff ); Joker con Joaquin Phoenix e Robert De Niro, in uscita il 3 ottobre; Dumbo e il Re leone in CGI; Shazam!, supereroe per i più piccoli; Frozen 2; Downtown Abbey, tratto dalla famosa serie che devo ancora affrontare; Men in Black International; Aladdin live action di Guy Ritchie.

Che dire? Oltre a questi usciranno moltissimi altri film (ne sono previsti più di 400), di sicuro qualcuno mi sarà sfuggito, ma in generale mi sembra un’annata interessante anche se le idee nuove scarseggiano: i remake e i sequel la fanno da padrone da anni ormai.

E voi? Qual è la vostra lista dei must-watch?...