Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query dylan dog 420. Ordina per data Mostra tutti i post
Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query dylan dog 420. Ordina per data Mostra tutti i post

giovedì 9 settembre 2021

RECENSIONE FUMETTI: DYLAN DOG N 418-419-420


 Dylan Dog e Vasco Rossi, tre fumetti da collezione

 


 

 Chiamatela operazione commerciale, chiamatela ideona, fatto sta che i tre numeri in cui il nostro indagatore dell’incubo è alle prese con avventure ispirate a tre canzoni del Blasco colpiscono ed emozionano.

 

Le canzoni di Vasco da cui si è deciso di prendere spunto, tre titoli di nomi di donna, sono state sceneggiate da tre donne, tre autrici del panorama letterario-fumettistico italiano:

 

N. 418- Sally, storia sceneggiata da Paola Barbato e disegnata da Corrado Roi

N. 419- Albachiara,  storia sceneggiata da Gabriella Contu e disegnata da Sergio Gerasi

N 420- Jenny, storia sceneggiata da Barbara Baraldi e disegnata da Davide Furnò.

 

Le storie risultano un ottimo connubio tra penne e disegni, i disegnatori hanno interpretato col loro stile unico le sfumature delle avventure narrate.

Sono tre storie differenti ma che hanno un trait d’union: l’emarginazione.

Tutte e tre le protagoniste femminili sono donne che sono, o si sentono, sole, strane, invisibili, depresse, bullizzate. Tutto questo dà vita, essendo storie horror, a qualche mostro da uccidere: come sempre il significato delle storie dylaniate è che i mostri nascono dentro di noi, sono nella nostra testa, e combattere contro i propri demoni è quello che fa Dylan, fanno i personaggi, fa Vasco e facciamo anche noi, ogni giorno.

 

Sally, n. 418, narra le vicende di una donna che va da Dylan perché non ha più emozioni e crede di essere morta. Inizialmente Dylan non le crede, pensa solo a una depressione, ma poi le cose prendono un’altra piega. Storia avventurosa e allo stesso tempo simbolica, la Sally creata dalla Barbato ha pensieri uguali alla Sally vascorossiana, forse in questo un po’ didascalica; Roi, coi suoi tratti tenebrosi e sfumati, i suoi neri totali, le sue bellissime figure femminili, è disegnatore perfetto per questa storia.

 

In Albachiara, n 419, la Contu si stacca maggiormente dalla fanciulla cantata nella celeberrima canzone del Blasco. Abbiamo una ragazza che ama studiare, mangia le mele, tranquilla, con delle amiche all’università; ma ha anche la percezione di essere una nullità, di essere schernita da compagni e insegnanti. Anche qui si inseriscono dei mostri reali, anche se avrei preferito un finale differente: invece che un responsabile concreto mi sarebbe piaciuta una materializzazione delle paure di Alba, o meglio che si restasse nel dubbio, come in una storia dylaniata di altri tempi.

Le matite di Gerasi sono fresche e giovanili, adatte alla storia narrata, anche questa altamente simbolica.

 

Jenny, n 420, è forse la storia che ho amato di più, dove si respirano le vecchie atmosfere dylandoghiane, con una storia particolare come la canzone, a cui è perfettamente aderente. La Baraldi e Furnò interpretano perfettamente la canzone, che parla di una ragazza con disturbi di depressione, una malattia comune eppure tanto stigmatizzata sia oggi sia tantopiù negli anni ’70, quando uscì.

Dylan si risveglia in una stanza senza nulla, vicino a lui c’è un’altra camera con una ragazza, Jenny. Cercano di uscire lottando con vari personaggi (c’è anche uno spiegone di varie vignette, si vede che ora si usa così, il lettore non deve ragionare da solo, vabbè), da qui succedono molte altre cose, ma ciò che conta sono le emozioni, i sentimenti espressi e la rappresentazione di quel vero incubo che è la depressione.

 


In ogni albo c’è un’intervista a Vasco Rossi, corredata da diverse foto, c’è una cover double face dove in una c’è Dylan con Vasco e nell’altra un’illustrazione attinente alla storia, e ci sono anche interviste ad autrici e disegnatori.



Tre lavori veramente completi e di qualità, pur con qualche piccola pecca su esposta, e ne consiglio la lettura sia ai fan di Vasco che a quelli di Dylan.

 

Recap:

 

  • Titoli: Sally-Albachiara-Jenny
  • Serie: Dylan Dog
  • Numeri: 418-419-420
  • Autori: Vasco Rossi, Barbato/Roi, Contu/Gerasi, Baraldi/Furnò
  • Editore: Sergio Bonelli
  • Pagine: 112
  • Prezzo: € 4,40
  • Link: Sergio Bonelli editore

 

mercoledì 5 gennaio 2022

TOP 3 LIBRI, SERIE TV E CINEMA 2021

 

I migliori libri, film e migliori serie tv del 2021




 Nel corso del 2021 ho visto come sempre molte serie tv, ma ho letto molti meno libri del solito; questo è dovuto essenzialmente a due motivi, 1) accumulo di impegni personali, 2) la lettura di un romanzo particolare e unico che conta ben 1400 pagine!

“Come”, direte, cari lettori “tu ami i racconti e i romanzi brevi e poi ti sei accollata un malloppone??” Ebbene sì, e per farlo mi sono anche unita a un bookclub per la prima volta in vita mia: non sarei riuscita né a comprendere in pieno questa lettura né a portarla a termine senza questo bellissimo gruppo di lettura.

 

Circa il cinema, la perdurante chiusura delle sale causa Covid 19 ha influito sullo scarso numero di film visti, ma stilerò una Top 3 anche per essi.

 

TOP 3 LIBRI

 

1)    La storia di Genji (Genji Monogatari) di Murasaki Shikibu, edizioni Einaudi, traduzione Maria Teresa Orsi.




Questo tomo di circa 1400 pagine è considerato il primo romanzo della storia (in realtà ci sono romanzi anche di molto precedenti) nel senso moderno del termine, ed è stato scritto nell’anno 1000 dalla dama di corte Murasaki Shikibu, ed è un eccezionale documento sulla vita nel periodo Heian della storia giapponese. Non mi è possibile recensire compiutamente tale capolavoro letterario, posso solo scrivere qualche considerazione. Hikaru Genji, o Genji lo Splendente, è figlio illegittimo di un imperatore del Giappone, e rappresenta un appartenente al clan Minamoto (realmente esistito). La storia si concentra sulla sua vita sentimentale, assai movimentata, ma quel che colpisce è la straordinaria capacità dell’autrice di approfondire la psicologia dei personaggi, unita a un’abilità fuori del comune di tratteggiate con poche parole l’ambiente e descrivere abiti, oggetti, natura. Un’altra caratteristica è quella di aver inserito numerose poesie brevi, o tanka, all’interno della storia, che ha un andamento ciclico: i personaggi tendono sempre a ripetere le loro azioni, e ciò si tramanda dai genitori ai figli. Questo probabilmente è derivato dalla religione buddista, che all’epoca conviveva con lo Shinto, non senza problemi. Questo romanzo, scritto a puntate dall’autrice, ha avuto un successo tale alla sua epoca che dovette scriverne un sequel, la parte finale del libro, detto “i capitoli di Uji”. C’è da dire che potrebbero mancare dei capitoli, e quelli che ci sono arrivati possono aver subito ritocchi durante le copie a mano nel corso dei secoli.

Ho potuto leggere in maniera degna quest’opera grazie a Dafne Borracci, una ragazza che vive a Kyoto e che ha un profiloInstagram dedicato al Giappone molto interessante, vi invito a seguirla anche su Twitch. Il bookclub si è svolto su Youtube sul suo canale “Mai una soya”(le dirette restano disponibili per poco tempo), e su Discord.

Va da sé che ho amato moltissimo quest’opera, che entra nella mia Top 10 best books di tutti i tempi, ma la consiglio soprattutto a chi ama il Giappone o ne è incuriosito, non è una lettura facile. Il libro viene € 26,60 su Amazon, c’è anche in ebook a € 9,90, l’edizione Einaudi è ottima e in calce ha un sostanzioso numero di note di approfondimento.

 

2)    La Bussola d’oro di Phillip Pullman, Salani editore. Fantasy che tiene incollati dalla prima all’ultima pagina, stile immersivo. La recensione qui.

3)    Rodi, il sorriso del Colosso di Andrea Guido Silvi, ed. Hyperborea. Raccolta di racconti proprio del mio genere, fantasy più mitologia e storia. Qui la recensione.

 

Ovviamente non ho incluso nel computo antologie con miei racconti, che quest’anno sono inserite nei seguenti volumi:

 

-         #lemieprigioni, ed. Archeoares. Prossimamente la recensione.

-         Streghe d’Italia, Nps edizioni. Prossimamente la recensione.

-         Alien Thriller, Mea edizioni. Prossimamente, la recensione.

-          Storie dell’oriente, storie dell’occidente, Qui edit edizioni.

 

E per l’anno prossimo? Salvo complicazioni, ne vedrete delle belle! ;-)

 

E veniamo alle serie tv. Di queste ne ho viste parecchie, la mia Top 3 è:

 

1)    The Handmaid’s Tale 4. Impossibile non amare questa serie, qui la recensione.

2)    The Boys 1-2. Una serie che stupisce veramente, dai contenuti molto forti, per chi ha pelo sullo stomaco. Qui la recensione della stagione 1, il 7 gennaio 2022 quella della stagione 2.

3)    La regina degli scacchi. Non è di genere fantastico, ma l’ho adorata. Miniserie autoconclusiva che narra di una giovane e disadattata orfana che diventa campionessa di scacchi negli anni ’60-’70. Da non perdere!

 

Cinema.

Ho visto davvero pochi film per i motivi su esplicati, questa la mia top 3:

 

1)    Spiderman No way home, la summa della genialità Marvel, recensione qui

2)    Eternals, un film Marvel per certi versi atipico. Recensione qui.

3)    Freaks out. Come non amare i freaks con superpoteri di Mainetti? Recensione qui.


Circa cartoni animati, anime e film d'animazione è andata ancora peggio, perché ho visto solamente Strappare lungo i bordi di Zerocalcare, assolutamente imperdibile, in cui c'è tutto: risate, commozione, emozioni, riflessioni, critica sociale; e Love, death & robots, piaciuta, recensione qui.

 

Tra i fumetti letti, pochi anch’essi, la mia preferenza va al n. 420 di Dylan Dog, facente parte della trilogia Dylan + Vasco Rossi. Recensione qui.

 

Avete letto/visto queste opere? Quali sono stati i vostri libri/film/serietv/fumetti preferiti del 2021? Fatemi sapere nei commenti, sono curiosa!