giovedì 15 giugno 2017

Recensione: Ulfhednar War – La guerra dei lupi di Alessio del Debbio




Genere: urban fantasy, mitologico, storico
Pagine: 411
Editore: il Ciliegio
Prezzo di copertina: € 19,50
Link:Amazon


Amici da anni, Ascanio, Daniel, Marina e la loro compagnia di Viareggio non desiderano altro che trascorrere una tranquilla vacanza insieme, ma il destino ha altro in serbo per tutti loro. Gli ulfhednar di Odino sono tornati e la Garfagnana non è più un posto sicuro da quando Raul ha preso il comando del branco del Vello d'Argento. Spetta ad Ascanio, ultimo discendente di una stirpe di officianti della Madre Terra, contrastare i suoi progetti di dominio, aiutato dal suo compagno Daniel, un ulfhedinn fuggiasco che ha imparato ad apprezzare la vita tra gli uomini. Ma dietro le mire espansionistiche del violento e indegno Alfa si nasconde un'ombra antica, disposta a tutto pur di aggrapparsi alla vita


Sembra essere un gruppo di trentenni come tanti, quello che si appresta a compiere una rimpatriata sui monti della Garfagnana. Ma non è così.
Durante l’escursione il gruppo viene aggredito da un branco di lupi, ma Ascanio sfodera i suoi poteri di officiante e Daniel con sua sorella Marina si trasformano in ulfhednar, ovvero in uomini lupo.
Da qui prende il via la saga ideata da Alessio Del Debbio: non c’è un solo nemico da affrontare, non c’è una separazione manichea tra buoni e cattivi, non tutto è ciò che sembra.
Le relazioni tra il gruppo di amici sono articolate: vecchi amori, rancori che permangono, affetti e amicizia sono presenti in tutto il romanzo. Ognuno dei personaggi (la Dottoressa, Aurora e Dominic col figlioletto Fabio, Gianni-pedia, Bianca e Gigi) ha un ruolo ben preciso nell’arco della narrazione, mentre lo speciale rapporto che lega i due protagonisti, Ascanio e Daniel, viene accennato all’inizio, diventando man mano più evidente e palese, risultando una delle positive sorprese del libro.
I malvagi avversari sono più d’uno: in principio il villain sembra essere Raul, nuovo Alfa del branco appenninico del Vello d’argento; poi uscirà fuori l’Ombra; su tutto, aleggia lo spettro dei Figli di Cardea, associazione millenaria che si ripropone di sterminare tutto ciò che è sovrannaturale e quindi pericoloso. L’anziana officiante Johanna rimane ambigua da quando compare all’ultima pagina del romanzo.
Ma chi sono questi ulfhednar? Sono i lupi di Odino, e qui c’è il primo contatto con la mitologia norrena utilizzata dall’autore. Non sono proprio classici licantropi, perché si trasformano quando vogliono, non quando c’è la luna piena; inoltre corrono il rischio di andare in berserkgangr, ovvero che la loro parte ferina e selvaggia emerga sull’uomo (esempio nerd: gli Evangelion quando andavano, appunto, in berserk).
Alla mitologia norrena è unita anche quella greca e latina: gli ulfhednar hanno un sangue che è un vero toccasana, che sarà utilizzato più volte da Ascanio o anche dai lupi stessi nel corso della storia per curare e salvare, e questo sangue è chiamato ichor. Il termine, un tempo appannaggio esclusivo degli studenti di materie classiche e poi sdoganato dai Cavalieri dello Zodiaco, è il sangue degli dei Olimpi, ma qui è anche prerogativa degli Asi. Altro rimando alla mitologia latina è Cardea, dea degli stipiti e protettrice delle case dai “mostri”: è il nome usato per la società dei Figli di Cardea.
Il romanzo è strutturato in 40 capitoli, più un prologo e un epilogo e alcune note con glossario, utilissime. I capitoli non sono tutti ambientati nel presente: ci sono numerosi flashback, in quanto la storia ha origine e si dipana partendo da molti secoli addietro, con la presenza anche di personaggi storici reali, e sotto il titolo del capitolo c’è sempre indicato il tempo in cui è ambientato: oggi, prima, molto prima e così via. I capitoli storici sono senz’altro quelli che mi hanno fatto andare in visibilio, senza togliere nulla agli altri, ovviamente!
E veniamo alla scelta di alcuni nomi. Il protagonista, Ascanio, ha un nome “pesante”, e come viene specificato nel romanzo stesso, è il nome del figlio di Enea: un retaggio forte dunque, ed è quello che in effetti ha il ragazzo; nipote di un potente officiante, Aristide, ha una grande responsabilità sulle spalle. I nomi degli altri amici sono nomi comuni, che sottolineano la contemporaneità e l’aderenza all’attualità (nonostante si tratti di un romanzo urban fantasy) della storia. Mi è piaciuto anche la scelta del nome Raul per il capo del branco del Vello d’argento, fa molto Kenshiro!
Alessio Del Debbio ha dichiarato più volte che non ama i vampiri, ma un piccolo richiamo alla loro mitologia l’ho trovato: gli ulfhednar possono essere uccisi con un paletto di frassino, inoltre sono fortemente “allergici” a una particolare pianta, un po’ come la verbena dei vampiri di the Vampire Diaries. Tra l’altro Alessio si dimostra buon conoscitore delle proprietà magiche delle piante: anche questo aspetto fa parte delle tradizioni e delle leggende della Toscana che ama tanto. Troviamo, a riguardo, citazioni di creature apparse ne “L’ora del diavolo”, qui recensito l’anno scorso, come Lucida Mansi o i linchetti.
Le località della Toscana che fanno da sfondo alle avventure sono molteplici; ho amato molto la Grande Quercia, che avrà un ruolo fondamentale per la storia. Va da sé che l’ambientazione italiana è un valore aggiunto.
Lo stile dell’autore è scorrevole, piacevole, utilizza con la stessa nonchalance termini ricercati come “ferocità” o fumettistici come “.mpf”; non va mai fuori registro, abusando in descrizioni o al contrario scarseggiando con le medesime, è tutto molto equilibrato. Mi è piaciuto molto il termine “officiante” anziché stregone o sacerdote, che mi sembra molto più corretto rispetto a “stregone “ o “sacerdote”, ormai strausati ovunque!
Terminiamo con l’edizione. La cover è molto bella, con lo sguardo del lupo sopra al titolo e i due protagonisti al centro, sullo sfondo la natura della Garfagnana. Molto bello anche il font usato per i titoli dei capitoli, che è lo stesso utilizzato in copertina per il nome dell’autore.
Il romanzo termina con un colpo di scena: speriamo di non dover attendere molto per leggere il secondo volume!
Consigliatissimo a tutti gli amanti del genere, il target penso dai 14 anni in su.

Come sempre, concludiamo con una breve intervista ad Alessio, ormai un habituèe di Infiniti Universi Fantastici!

1)   Ciao Alessio, bentornato in queste pagine virtuali! Sei d’accordo con la mia recensione? Vuoi aggiungere qualcosa?

Bellissimo articolo, brava, sei stata una lettrice attenta! Hai scovato anche i riferimenti ai racconti di “L’ora del diavolo”. C’è anche una piccola citazione da “Favola di una falena”: il bar Delafia (lo stesso frequentato da Jonathan & amici). Poiché sei stata attenta, ti svelerò un segreto: il nome Ascanio non è casuale. Ciò sarà ancora più evidente nei prossimi libri, ma Nomen Omen. E sono sicuro arriverai a capirlo anche tu. ^_^

2)   Ti sei documentato molto prima di scrivere questo romanzo: quali libri hai letto?

Decisamente sì. Premesso che è un’opera di fantasia e non un saggio storico o mitologico, ho comunque letto un bel po’ di libri, soprattutto sulla mitologia nordica. Al primo posto l’Edda di Snorri (citata persino da Camille) e “I miti nordici” della Isnardi, una meravigliosa summa di tutto il sapere nordico. Ci ho trovato un sacco di termini, idee, concetti che ho ripreso e adattato nel romanzo. E poi “La vita segreta dei lupi” di J. Dutcher (National Geographic), bellissimo testo fotografico che racconta l’esperienza di due ambientalisti con il Sawtooth Pack, un branco di lupi nelle Montagne Rocciose americane, di come questi animali vivono in branco, le regole che dominano la vita del branco, le interazioni tra i membri. È stata una lettura istruttiva e affascinante, che mostra come i lupi tengano l’uno all’altro, all’unità del branco, con un forte spirito di comunità e rispetto che manca a molti esseri umani. 

3)   Hai un articolo da consigliare per approfondire la mitologia degli Ulfhednar?

Se volete navigare in rete, sul sito “Lande Incantate” trovate la mia rubrica “Alla luce della luna”, dedicata ai licantropi nella storia, letteratura e mitologia, quindi anche agli ulfhednar. Altrimenti consigliatissimo il libro “Alla luce della luna”, di Luca Barbieri (Odoya), che tratta anche dei guerrieri lupo di Odino.

4)   Quando hai ideato il romanzo, lo hai immaginato come una trilogia sin dall’inizio? Quanto dovremo aspettare per conoscere il seguito delle avventure del gruppo di amici della Garfagnana?

Sì, l’ho pensata fin dall’inizio come una trilogia. Ogni volume ha una sua avventura, abbastanza autonoma, in cui i protagonisti devono fronteggiare una minaccia specifica (o più d’una^^), al tempo stesso ogni nuovo libro va ad aggiungere nuovi tasselli alla saga, indagando sempre sul passato dei personaggi e facendoli progredire nella narrazione al presente, fino all’ultimo, apocalittico, volume.
Speriamo di non dover aspettare molto. L’editore ha già il manoscritto pronto, spero che presto inizieremo a lavorare sul testo. Io al momento sto scrivendo il terzo e conclusivo capitolo.

5)   Ci anticipi qualcosa sul prossimo volume? Io spero che Aurora e Dominic divorzino! ;-P

Posso anticiparti il titolo: “I figli di Cardea”. Originale, vero? ^^
Ci saranno nuovi nemici, nuovi branchi e tante nuove ambientazioni, luoghi affascinanti e misteriosi della mia Toscana. E giocherò ancora con la mitologia, il folklore e la storia, locale e nazionale.

6)   Rimanendo sui personaggi: ti sei ispirato a persone che conosci per qualcuno di essi? E quanto c’è di te in loro?

In generale sono tutti personaggi inventati, sebbene qualcosa di me, o di altre persone che conosco, ci sia in tutti loro; sono tutti miei figliocci, anche quella testa dura di Dominic! (Quanti calci gli darei!^^) Ax, in particolare, è una mia versione letteraria, abbiamo lo stesso modo di pensare!

7)   Oltre alla saga dei Lupi, quali progetti hai? Ci sono altre uscite nell’aria?

La prossima nuova uscita sarà a fine anno, sto lavorando in questi giorni con il mio attento editor al miglioramento del testo. Sarà un urban fantasy ma, attenzione, niente Toscana stavolta, anzi niente in Italia. Ci sposteremo a nord e, anziché lupi, avremo a che fare con gli orsi!

8)   Grazie per aver partecipato all’intervista!

Grazie per la fantastica ospitalità!



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