giovedì 11 giugno 2020



RECENSIONE: TENEBRA LUX di ALESSANDRO DEL GAUDIO

L’urban fantasy arrivato al 3° posto al premio Cittadella 2019 trascina il lettore in un mondo onirico



Bentrovati cari viaggiatori tra i mandi fantastici, oggi vi parliamo di Tenebra Lux, romanzo di Alessandro Del Gaudio, prolifico autore piemontese.

Leonardo detto Ruffo è un disegnatore di fumetti di discreto successo, un ragazzo come tanti con guai, sentimentali e non, e amici con cui sbirrazzarsi la sera.
Una notte incontra una misteriosa fanciulla, Alice. Dopo una notte con lei, si trova catapultato in un mondo buio e irreale. Qui inizia una serie di avventure in cui incontrerà personaggi negativi, come il perfido Pakinopah, clown omaggio a IT di Stephen King, e personaggi positivi, che lo aiuteranno a ricordare la sua identità e a ritrovare la strada di casa.
L’avventura, al di là della simbologia di ogni personaggio, è una metafora del ritrovare sé stessi, soprattutto nei periodi in cui ci si sente persi, avvolti dalle tenebre, perdendo contatto con la propria identità. Così, tra incontri, pericoli, scelte combattute tra ciò che è comodo e piacevole e ciò che è “pericoloso” ma giusto, Leonardo si muove in un mondo onirico in cui incontra anche i suoi personaggi, quelli da lui creati.
Questo, per chiunque scriva storie, è un messaggio in più: i nostri personaggi, le nostre creature fanno parte di noi, sono frammenti di noi, e possono aiutarci a ritrovarci.

Lo stile è scorrevole, piacevole a leggersi; ogni tanto l’autore non segue il dogma letterario “Show don’t tell”, forse per abbreviare e dare più ritmo alla vicenda.
Il protagonista è vivido, reale, fa subito simpatia e le sue vicende si seguono con trepidazione.
Carino l’auto-citarsi dell’autore in alcune situazioni!
L’edizione è ben curata e la copertina, che ritrae Pakinopah con uno sguardo assassino, è perfetta per il libro.
Lo consiglio assolutamente a tutti gli amanti del genere fantastico e onirico.

Rivolgiamo qualche domanda ad Alessandro Del Gaudio

1)             Ciao Alessandro, benvenuto su IUF. Parlaci un  po’ di te e dei tuoi romanzi.

Ciao Alessandra. Grazie per la splendida recensione. Io sono un autore torinese con all’attivo una quindicina di pubblicazione, alcune delle quali legate al genere fantastico. Lavoro in un importante museo e coltivo la passione della scrittura fin da bambino. Riguardo al genere fantastico mi piace scorrazzare tra i sottogeneri, offrendo ai lettori suggestioni spiazzanti. Nei miei personaggi non manca mai una componente introspettiva e le storie, benché autoconclusive, finiscono inevitabilmente per avere dei punti di contatto, come dei camei di personaggi o riferimenti tra i libri.

2)             Sei d’accordo con la mia recensione, vuoi aggiungere qualcosa?

Assolutamente d’accordo. Potrei aggiungere alcune curiosità, tipo una legata al titolo, che avrebbe dovuto essere Tenebra di Luce. Lo cambiai per non creare omonimie con il romanzo della Zimmer Bradley. E poi la storia. Il libro l’ho scritto in una settimana – resta al momento il mio romanzo fantasy più breve – ma l’ho sottoposto a un lavoro di taglio e cuci con inserimenti persino un minuto prima di mandarlo all’editore. Il capitolo finale, ad esempio, l’ho scritto in dieci minuti prima di spedirlo.

3)             Chi o cosa rappresenta Pakinopah?

Ti ringrazio per il parallelismo con Pennywise, associazione che quasi tutti hanno fatto, ma che purtroppo è impropria. Io non ho mai letto il libro né visto il film. So che molti si scandalizzeranno per questo.
Potrei dire che il mio personaggio ha origine dalla stessa inquietudine che da sempre trasmettono i clown e ricordo un quadro nella stanza dove dormivo, ospite da parenti, in cui c’era un pagliaccio dal ghigno diabolico che mi incuteva un timore pazzesco. Potrei dirti che Pakinopah è nato in quel momento. Dall’aspetto sembrava quasi un santone voodoo, con il volto dipinto. Ma come in IT anche in Tenebra Lux quella del clown è solo una montatura che nasconde ben altre sembianze.

4)             Quanto c’è di te nel protagonista?

Forse tra i protagonisti dei miei romanzi fantasy Ruffo è quello che più mi assomiglia, un vigliacco dall’animo gentile, pieno di difetti, che non perde occasione per lamentarsi, ma che in certe occasioni dimostra un coraggio che spiazza lui per primo. E poi ha un rapporto di sinergia con i personaggi delle sue storie, come se fossero vivi. Capita anche a me di provare gli stessi sentimenti verso i miei personaggi.

5)             Ci racconti della premiazione al Cittadella? Te l’aspettavi?

Non me l’aspettavo e devo dire che è stato una bella occasione per incontrare altri autori con cui mi tengo in contatto. È stata una grandissima soddisfazione, anche se il ritiro del premio è stata un’esperienza al quanto rocambolesca. Ho impiegato meno tempo per arrivare da Torino a Roma che da Roma a Fiuggi. E sul viaggio di ritorno meglio sorvolare.

6)             Progetti futuri?

Contrariamente a molti altri autori, posso dire che il periodo di quarantena è stato decisamente prolifico (Anche per me!!! N.d.A.) Ho terminato la stesura di Ambra Marea, in assoluto il mio romanzo più lungo, un fantasy davvero particolare ambientato in una città-isola. E sto per terminare la stesura di Acciaio vivo, il mio primo romanzo di fantascienza, iniziato ben sedici anni fa e mai completato. Inoltre sono in cerca di editori per romanzi che ho ancora nel cassetto. Purtroppo l’emergenza sanitaria mi ha privato della possibilità di presentare il mio ultimo romanzo edito, Anello d’Ombra, capitolo conclusivo di una trilogia fantastico-supereroistica pubblicata dalle Edizioni Il Foglio. Spero quanto prima di poter tornare a incontrare il mio pubblico in qualche libreria.

Grazie e alla prossima!

      Grazie a te.


 Titolo: Tenebra Lux
Autore: Alessandro Del Gaudio
Editore: Leucotea
Genere: urban fantasy onirico
N. di pagine: 166
Prezzo cartaceo: € 14,15
                ebook: € 4,19
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