MINISERIE TV: PICNIC AD
HANGING ROCK
Genere:
mistery, storico
Produzione:
Australia
Puntate:
6
Rete
italiana: Sky Atlantic

Il
giorno di San Valentino del 1900, la rigida direttrice dell’Istituto Ms.
Appleyard concede a ragazze e insegnanti una gita ad Hanging Rock. Un gruppo di
fanciulle, Miranda, Irma, Marion, Edith e la professoressa Mc Graw si
avventurano sul massiccio roccioso e spariscono misteriosamente; una di loro
torna in stato di shock senza ricordare nulla, e un’altra viene trovata svenuta
poco tempo dopo, durante le ricerche. Delle altre non si saprà più nulla.
Una
serie ricca di mistero, dove le vite rigide di queste ragazze ricche e nobili
(tranne una, la piccola Sarah che è stata adottata), i loro turbamenti
adolescenziali, l’amicizia a tratti saffica (nella serie), i loro desideri di
libertà si amalgamano e si fondono con la natura selvaggia dell’Australia e
della imperscrutabile montagna sacra agli aborigeni, Hanging Rock.
Ci
sono varie differenze tra la serie e il film; quella principale è il
personaggio della Appleyard, interpretato nella serie da Natalie Dormer (GoT),
molto più protagonista rispetto al film dove la sua importanza è relativa. Le
sei ore di telefilm hanno permesso di indagare a fondo sul passato della donna
e sui sentimenti e le personalità delle ragazze, aggiungendo scene inesistenti
nel film; non so nel libro perché come dicevo non l’ho letto, ma ho avuto
l’impressione che si sia trattato di una iniziativa degli sceneggiatori.
La
miniserie mi è piaciuta molto, anche il film non è male ma risente a mio avviso
di uno stile ormai superato, come ad esempio l'inserimento di scene paesaggistiche che risultano troppo documentaristiche e sembrano inserite troppo forzatamente; gli interpreti sono all’altezza, anche la fotografia
rende molto, sia nel film che nella serie, riuscendo a sottolineare
l’importanza della natura e del suo fascino insondabile e inquietante. Qualche
scena della serie magari si poteva accorciare, ma nel complesso il ritmo è
buono. Ottima sceneggiatura.

Da
vedere.
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