venerdì 6 novembre 2020

SEGNALAZIONE: PORCELLANA DI MARIA ENEA

  Un giallo storico ambientato nel Settecento 



Cari amanti del giallo- thriller di ambientazione storica, vi segnaliamo un romanzo che fa al caso vostro: Porcellana di Maria Enea, finalista al concorso 1 Giallo x 1000.

Leggiamo la sinossi:

All’inizio del Settecento, la porcellana cinese è ambita da nobili e famiglie regnanti; ma la sua formula è protetta dal segreto di stato da parte della Cina e vani sono tutti i tentativi per riprodurla. Un alchimista tedesco, Bottger, viene arrestato a Dresda e condotto al palazzo reale dal re di Sassonia, convinto che egli possa scoprirne la formula.  Nel suo lavoro viene supportato dall’amico fisico Von Tschirnhaus. Tuttavia la ricerca rimane infruttuosa finché per caso i due non s’imbattono  nella vicenda di una misteriosa donna alchimista, Osmolinda, originaria delle Fiandre , morta  più di un  secolo prima. Osmolinda, bella, colta, intelligente, amante del sapere, innamorata dell’Arte Regia, a suo agio nell’Officina alchemica, sarà la protagonista di una intensa e dolorosa storia d’amore…


Conosciamo l'autrice, Maria Enea: 


Maria Enea è nata a Palermo ed è laureata in lettere classiche.  Sposata e madre di due figli, insegna italiano e latino in un grande liceo palermitano. Appassionata di letteratura, arte, musica e spettacolo, è sostenitrice attiva dei diritti delle donne. Ecologista convinta, amante della natura e ciclista per diletto, è persuasa che ognuno debba fare la propria parte per salvare il mondo. Compone da sempre versi e opere in prosa. Ha pubblicato per Antipodes la silloge poetica “Sale e cioccolato”. E’ nella rosa dei finalisti al concorso 1 Giallo x 1000 indetto da Zerounoundici edizioni con il thriller storico “Porcellana.”

Recap

  • Titolo: Porcellana
  • Autrice: Maria Enea
  • Genere: giallo, thriller storico
  • Editore: 0111 edizioni
  • N. di pagine: 223
  • Prezzo cartaceo: € 15,50
  •             ebook: € 5,99
  • Link: Amazon  

Booktrailer:





martedì 3 novembre 2020

SEGNALAZIONE: LA SUPERFICIE DELLA REALTA' DI LIBERO PARRI- BIRO-SIMONE LOMBARDI

Un romanzo fantathriller multimediale dove nulla è come sembra




LA SUPERFICIE DELLA REALTÀ”

Cosa succede quando un’assassina al soldo della più grande e antica società segreta del mondo decide di ribellarsi?

Ha inizio la partita tra Valery e Ipersfera, dove nulla è come sembra.


Cari lettori, 

oggi segnaliamo un romanzo molto particolare, il thriller fantastico "La superficie della realtà" scritto da Libero Parri edito da Edikit. All'interno infatti, oltre a 12 illustrazioni di Biro, ci saranno anche 5 condici QR per ascoltare la colonna sonora originale, composta da Simone Lombardi.

La trama:

Valery è un’assassina cinica e spietata al soldo di Ipersfera, una società antichissima e segreta. I metodi violenti e coercitivi dell’organizzazione la spingono presto a ribellarsi e a voler mettere alla prova l’esistenza di Ipersfera stessa.

Progetta quindi di uccidere l’unica persona che rappresenta un legame tra lei e la società: la sua diretta superiore, la sua guida e mentore. Il piano però non andrà secondo le aspettative di Valery, scatenando un vortice di imprevisti e colpi di scena.

Attraverso le parole di Parri, le illustrazioni di Biro e la colonna sonora di Lombardi, sarete trascinati nel mondo di Valery; un mondo oscuro, fatto di haiku, tatuaggi, assassini e galeotti.


È giunto il tempo di abbandonare il nostro covo. Dobbiamo essere sempre molto attenti a non far saltare la nostra copertura. Solo così Ipersfera vivrà per sempre al sicuro. La superficie della realtà è da sempre la nostra maschera. Ci permette di agire indisturbati. Protetti da un sottile strato di normalità, ci muoviamo per eseguire i nostri piani.”



Gli autori del romanzo:

Biro (illustratore) nasce a Brescia nel 1974 e da quando ha memoria disegna le creature che gli affollano la mente. Nel 2005 decide di aprire un laboratorio di idee che chiamerà l’Ozio: uno spazio dove lavorare e ospitare differenti realtà artistiche. Si possono apprezzare i sui murales in diversi bar e ristoranti di Brescia (Latteria Molloy, Box Pub, Bar 24h), su alcune scuole e teatri (Scuola primaria di Flero, Teatro Comunale di Borgosatollo) e nel giardino botanico Heller Garden. Ha inoltre lavorato diversi anni come docente presso l’Istituto San Clemente e vinto il premio come miglior installazione all’Ambient Festival e come migliore illustrazione per la rivista Historieta Patagonica.

Tra le sue pubblicazioni, il fumetto “Zero e Uno” (Maledizioni) e il libro di illustrazioni “Buon viaggio Tarek” (Liberedizioni).

Simone Lombardi (compositore) pianista da una vita, si occupa di colonne sonore da 15 anni. Compone musica per immagini, installazioni e performance teatrali. Nel 2019 è uscito il suo primo disco solista, “7Words” album dalle sonorità neoclassiche.

Insegna all’accademia Santa Giulia di Brescia Sound Design, Mix e Audio.

Vive e lavora a Brescia

Libero Parri (autore), classe 1981, vive, legge e sogna a Castegnato, un borgo alle porte di Brescia. Nel 2018 pubblica il suo primo romanzo “L’isola delle idee” (Bookabook). Dal Maggio del 2019 collabora con l’emittente digitale Radio Play Time in qualità di speaker, conducendo la rubrica “Tokyo Blues”, dove intervista persone che hanno mollato tutto per inseguire il proprio sogno.


Recap

  • Titolo: La superficie della realtà
  • Autori: Libero Parri- Biro- Simone Lombardi
  • Genere: thriller fantastico
  • Editore: Edikit
  • N. di pagine: 184
  • Prezzo: € 16
  • Link: Amazon  


domenica 1 novembre 2020

NOVITA' EBOOK: BESTIE D'ITALIA VOL. 3

 Le leggende del folklore italiano nel terzo volume della serie di antologie Bestie d'Italia




Cari folkloristici,

è disponibile in ebook il vol. 3 di Bestie d'Italia,  nuova antologia sul folklore italiano di Nps Edizioni.

La quarta di copertina recita:

Lupi, draghi, cervi e tori mannari. L’Italia è ricca di leggende, che si annidano, come folletti dispettosi, nelle cantine di ogni casa, nei giardini incolti, nei borghi antichi che costellano gli Appennini e che gridano di vita, nonostante gli uomini fatichino a udirne la voce. Eppure, come il canto delle sirene, a volte ammaliano i viandanti, conducendoli nei loro mondi fantastici.

Il progetto “Bestie d’Italia” parte dal recupero delle tradizioni folcloristiche italiane, per raccontarle a chi non le conosce, per guardare con occhi diversi il territorio, ricco di storia, misteri e magia.

La terza e conclusiva tappa di questo viaggio nel folclore regionale ci porterà lungo le coste del Mar Adriatico e dello Ionio, fino alle isole del Mar Mediterraneo, in compagnia di dieci scrittori italiani.

Occhi aperti, amici lettori! Le Bestie d’Italia sono ovunque intorno a voi!

Il volume 3 di “Bestie d’Italia” contiene dieci racconti di scrittori italiani, appassionati di fantastico e folclore, ambientati nelle regioni del Mare Adriatico, Ionio e Mediterraneo: 

  • Il sortilegio della Biddrina”, di Giuseppe Gallato;

  •  “Assedio notturno”, di Francesca Cappelli; 

  • “Bakunin aveva ragione”, di Giuseppe Chiodi; 

  • “L’urlo della vita”, di Alessio Del Debbio; 

  • “Respiro d’inverno”, di Elena Mandolini; 

  • “Il cavallo d’argento”, di Alessandro Ricci; 

  • “Il giorno della taranta”, di Alessandra Leonardi;

  •  “ “La natura vince su tutto”, di Maria Pia Michelini; 

  • “Fuga da Malaperla”, di Debora Parisi; 

  • “Caccia al drago”, di Monica Serra.




Esistono leggende nate dai barlumi sempre mutevoli dell’immaginazione, leggende che danzano nell’empireo e ardono di magia: ataviche, affondano nelle radici dell’umanità e sfuggono al controllo della logica. Alcune hanno perfino la forza di insediarsi nel mondo, di farsi carne attraverso le gesta o le colpe di esigue anime, plasmando eroi o generando mostri.


Disponibile su tutti gli store di ebook dal 1 novembre

Disponibile su tutti gli store di libri, in libreria (distribuzione Libro.co) e sul sito NPS Edizioni dal 1 dicembre

sabato 31 ottobre 2020

RACCONTO DI HALLOWEEN

 LA PORTA di ALESSANDRA LEONARDI




Carissimi lettori,

per Halloween vi dono questo racconto, riveduto e corretto, uscito qualche anno fa in un'antologia horror. 

Buona lettura!

                                                                        

                                                 La Porta


Sapevo che il derby proprio il 31 ottobre sarebbe stato un casino, sin da quando a fine luglio è uscito il calendario del campionato. Un vero casino. E non solo perché Sonia mi avrebbe scassato le palle con qualche stupida festa in maschera, mentre io avevo l’abbonamento in Curva Sud, no: era per quel ‘problemino’ lì. Ma non potevo mancare al derby. “Andrà come deve andare. Magari scopro che il problema è solo nella mia testa” penso. “Allora, abbonamento preso, documenti presi, sciarpa presa, bombe carta oggi meglio di no… devo passare dal pusher. Saluto i miei, inforco il motorino smarmittato e parto alla volta dello stadio Olimpico.

 

Il rettangolo di gioco è lontano ma allo stesso tempo vicino, sembra quasi possibile fare un solo passo ed essere lì a giocare, con la folla osannante e il conto in banca pieno. Non fa freddo per essere fine ottobre. Il Sorcio è arrivato e già snocciola dati e statistiche sui derby giocati il giorno di Halloween nel corso della storia, poi tira fuori i foglietti delle scommesse effettuate.

«Questa è un rischio, ma se mi vince il Leicester prendo mille euri! Ma che c’hai stasera, Luca, ti vedo perso… che ti sei calato?»

«Soliti cannoni, dose multipla. Non c’era però Ahmed, mi sa che se lo so’ bevuto! C’era un altro. Oggi devo stare calmo, molto calmo». Sorcio mi guarda storto, poi continua a mostrarmi le ricevute delle sue giocate.

Attendiamo il fischio d’inizio. Sento bussare sulla spalla. “Sarà il solito vecchio che vuole la solita sigaretta” penso. Mi giro torvo, ma non trovo il tizio che in genere siede dietro di me. Sotto al cappello, un volto marrone scuro, le orbite nere e prive di bulbi oculari e pezzi di materia grigia che fuoriescono dalle orecchie. Le labbra non le ha, e i denti gialli spiccano su quella faccia orrida.

Mi rigiro di scatto e rattrappisco nel giaccone.

«Ma che hai visto un fantasma? Hai una faccia…» mi fa il Sorcio.

«Sì, tipo» mormoro. Non so se è colpa dell’hashish del nuovo pusher o del ‘problemino’.

La partita inizia, solita caciara, tutti in piedi a cantare e strillare. Tra il pubblico noto qui e là occhi vacui che mi osservano, facce staccate a metà col cervello colante, esseri ricoperti da vermi, tutti rivolti verso di me. Ma nessun altro sembra farci caso, li vedo solo io. Cerco di guardare il campo, solo il rettangolo di gioco.

Alla fine del primo tempo, il telefono squilla.

«Amo’, come va la partita? Vinciamo? Perfetto! Sono già alla festa, ti aspetto! Esci prima, daaai! Ti mando l’indirizzo su Whatsapp. A dopo, sbrigati!»

Sì, mi sbrigo. Forse è meglio che me ne vada prima, in effetti” penso.

A un quarto d’ora dall’inizio del secondo tempo mi alzo e inforco le scale.

«Ma dove vai?» mi chiede il Sorcio.

«Tanto vinciamo quattro a zero, vado alla festa, così non trovo traffico. Ciao!»

Mentre salgo la scalinata di corsa, sento qualcosa di gelido che mi blocca una caviglia, rischiando di farmi cadere. Guardo in basso: una mano scheletrica si avvinghia sopra il mio piede destro, provocandomi brividi fin dentro le ossa. Col fiato grosso, mi volto piano e vedo uno di quegli esseri che mi fissa, apre la bocca sdentata e marcia come per parlarmi, ma non ne esce che fetido fumo. Scuoto la gamba per liberarmi e corro ancora più veloce verso il parcheggio dei motorini. Un paio di guardie mi notano, e credendo chissà cosa, mi rincorrono.

Non ci voleva, cazzo!” Se mi fermo a slegare lo scooter quelli mi raggiungono e mi fanno perdere un sacco di tempo. Allora corro verso i cespugli all’inizio di via dei Gladiatori; là sotto, ben nascosti, qualche mazza ferrata o tirapugni ci sta sempre: l’unico modo sono due mazzate in testa, mica per far loro male, solo per tramortirli e permettermi di fuggire.

Scavo più in fretta che posso: sembra non esserci nulla. Prima del derby hanno bonificato ben bene l’area, i maledetti sbirri. Ormai ce li ho addosso: mi afferrano per un braccio e sento di nuovo odore di cimitero e freddo da oltretomba. Uno di loro ha il berretto che tenta di celare la testa sfondata, l’altro ha all’altezza dello stomaco uno sbrego dal quale fuoriescono interiora nere e pullulanti di vermi. E cercano di parlarmi anche loro, come il tizio allo stadio. Con la mano ancora libera, finalmente riesco a trovare un bastone scampato al repulisti della polizia, lo estraggo dal terreno e inizio a menar fendenti, senza trattenermi, ma è come picchiare l’aria: i due non vengono scalfiti. In compenso iniziano a svanire, io mi divincolo e scappo. Sento il cuore in gola. Lo sapevo che non dovevo uscire di casa oggi!

Inforco il motorino e smanetto a tutto gas verso l’indirizzo della dannata festa di Halloween, sulla via Cassia.

La nebbiolina livida calata su Roma Nord non promette niente di buono. Una vocina nella mia testa mi dice “Luchino, torna a casa!”, ma io niente, sgaso il motorino al massimo e cerco di non fare caso a quell’essere spappolato che si rotola sul ciglio della strada, o a quell’auto in cui seduto dietro c’è un bambino dal colorito bianco-grigiastro e gli occhi cerchiati di viola, e la bocca spalancata e nera.

 

Mi sa che mia nonna aveva ragione.

 

Suono alla porta, e mi apre una tipa vestita da Morticia Addams: che fantasia! Sonia mi corre incontro, con due shottini in mano:

«Amooooo’! Finalmente! Tieni, bevi!» mi porge il bicchierino e mi bacia: vestita da streghetta in effetti è sexy. Ma stasera non è cosa.

Intorno a me si aggirano maschere di tutti i tipi: dalle più banali o fuori tema, tipo i soliti Batman, Lord Fener, Scream, Freddy Krueger, fantasmi e diavoli vari, e qualcosa di più figo, tipo il gruppo di The Walking Dead, o il tizio vestito da Cappellaio Matto depresso, quello del sequel cinematografico.

La padrona di casa dev’essere un’amante del Giappone, poiché l’appartamento è pieno di stampe nipponiche e su un mobile troneggia una vera katana.

La casa ha un giardino, e con Sonia appesa al mio braccio mi dirigo lì, noncurante delle sue lamentele. Mi butto su un divanetto in un angolo e le dico di andare a fare quello che stava facendo prima, che devo riposarmi un attimo.

«Amo’, ma che ti sei preso? Sei strano una cifra» squittisce, ma obbedisce.

Cerco di concentrarmi, di estraniarmi dal casino festaiolo. La musica è lontana, e gli schiamazzi pure. Poco lontano ci sono due ragazzi vestiti da vampiri che si baciano, appassionati e noncuranti.

 

Avevo cinque anni quando i miei mi portarono in giro per il quartiere vestito da fantasmino, il giorno di Halloween. Non ho ricordi nitidi, solo flash in cui vedo mostri di ogni genere: ho tanta paura, urlo e piango. Gli anni successivi, il 31 ottobre sono sempre stato da nonna Ada, che si chiudeva in camera con me, al buio, e mi cantava ninne-nanne finché non mi addormentavo. Verso i dodici anni, ho notato che spargeva sale intorno alla stanzetta e poi irrorava l’ambiente con acqua santa, e le chiesi il perché.

«Perché tu sei come me, tesoro mio: sei una Porta. La notte di Ognissanti è uno di quelli in cui le distanze tra il mondo dei vivi e quello dei morti sono più labili, ed essi ti vedono, come se fossi un faro. Vogliono parlarti, ma soprattutto vogliono passare attraverso di te per tornare tra i vivi. E tu non devi permetterglielo» spiegò.

Non le chiesi neppure il motivo, da quanto ero terrorizzato. Mamma e papà non credevano a nulla di tutto ciò: per loro era solo una vecchietta strampalata, ma la lasciavano fare.

Dopo quattro anni la nonna morì. Quell’Halloween lo passai nella mia stanza solo e strafatto, quello successivo in ospedale in coma etilico; e poi quest’anno, in cui ho pensato che avevano ragione i miei, erano tutte fantasie da vecchia folle, e sono uscito lo stesso. Non potevo perdere il derby, cazzo. Sempre un po’ fatto, ma ‘sti bomboni del nuovo pusher non valgono una ceppa. Oppure sì, e tutto ciò che sto vedendo è colpa della roba. Sono confuso.

Riapro gli occhi.

Il giardino è infestato di morti. Sono vicini, ormai mi circondano. Iniziano a sfiorarmi, passano attraverso di me lasciandomi gelo e nausea.

Tutti iniziano a vederli e si complimentano per i costumi.

Io sono immobile, semisdraiato sul divanetto, quando vedo una figura familiare davanti a me.

«Nonna».

«Tesoro mio».

«Perché ti sento?»

«Perché vuoi sentirmi».

«Cosa vogliono tutti questi morti ritornati?»

«Te lo avevo spiegato, Luchino. Portare con loro i vivi. Trascinarli nelle tenebre. Tu devi impedirlo».

«E come?»

Domanda inutile: nonna Ada se n’é andata così come era venuta, dal nulla all’improvviso.

Intorno a me iniziano a succedere cose strane: gente accasciata al suolo, gente che scappa, urla, qualcuno ride, i vampiri gay ci danno dentro incuranti di tutto. Mi alzo, vado nel salone e prendo la katana. La sfodero come se fossi un personaggio dei cartoni animati, tipo Goemon di Lupin III insomma.

Inizio col decapitare un non-morto-ritornato alla mia destra: stavolta posso colpirli.

Si sono materializzati dopo essere passati dentro di me, i bastardi.

Qualcuno mi attacca da dietro, ma non sento nemmeno più dolore: mi giro e ne trafiggo un altro. Sento Sonia in lontananza che urla “Amooooo’ ma che faiiii?”. Le ordino di chiudersi nel cesso con le amiche sue. E continuo a sterminarle i vivi-morti: fanno rumore come quando sfondi una zucca. Qualcuno sanguina e urla, strano! Ah, sono un po’ confuso e becco anche qualche vivo-vivo.

Scivolo sul sangue e sulle interiora di qualcuno che ho sbudellato, mi rialzo e continuo la mattanza: mi sembra di aver combattuto per ore, invece è durato tutto pochi minuti.

Quando non c’è più nessuno, mi accascio al suolo anche io.

 

Sono al gabbio da un anno e ancora il processo non è finito. Sono quello che sui giornali, le tv e internet viene descritto come “il diciottenne drogato e ubriaco che ha fatto strage di coetanei la notte di Halloween”.

L’avvocato d’ufficio mi ha fatto fare la perizia psichiatrica, che afferma che sono uno “schizofrenico paranoide”, come mia nonna, dicono. Sonia non mi ha mollato, perché stando con me è diventata super-popolare e dice che su Instagram guadagna un botto. I miei mi vengono a trovare al carcere di Rebibbia tutte le volte che possono e sono fiduciosi che mi faranno fare solo qualche anno di cure psichiatriche, poi tornerò libero.

Solo che domani è di nuovo Halloween, e io sono in galera, senza niente per stordirmi e né armi per difendere i vivi.

 

 Alessandra Leonardi 

Buon Halloween!



Ph Free CC0 di Enrique Meseguer e Alexa Photos by Pixabay

giovedì 29 ottobre 2020

SEGNALAZIONE: TEMPOREALE DI NICOLA PAGAN

Un romanzo di fantascienza con viaggi nel tempo





TEMPOREALE”

Il ritrovamento di uno strumento per viaggiare nel tempo, per Leonardo Bontempi, segna l’inizio di una sfolgorante carriera da archeologo. Ma sarà anche l’inizio della sua più grande ossessione: stiamo vivendo davvero il presente reale?



Cari viaggiatori nello spaziotempo,

oggi parliamo di un nuovo romanzo di fantascienza edito da Edikit, Temporeale di Nicola Pagan 

La sinossi:

Leonardo Bontempi, famoso archeologo, da quando trova un misterioso strumento che gli permette di viaggiare nel tempo sviluppa una strana ossessione per il futuro: crede di stare vivendo eventi che sono già accaduti, di essere nel passato di qualcun altro e che il presente reale si trovi nel suo futuro.

Quando, in uno dei suoi salti nel tempo, incontra un viaggiatore dal futuro, ne ha la prova e parte alla ricerca del presente reale.

Un giorno del 1998, però, ricompare nel giardino di casa e muore sotto gli occhi del figlio, Ettore. Per il giovane Bontempi sarà l’inizio di un viaggio tra le pieghe del tempo, alla scoperta di verità impossibili da immaginare.


Conosciamo meglio l'autore:

Nicola Pagan nasce a Gallarate 46 anni fa e vive i primi ventitré anni della sua vita a Busto Arsizio, dove si diploma al Liceo Scientifico. Si convince di poter studiare Astronomia, così si iscrive alla facoltà di Fisica a Como ma, dopo avere aperto il libro di Analisi Matematica, capisce che, se proprio dovrà prendere una laurea, non sarà in Fisica. Dopo due anni sabbatici e uno di servizio militare, si iscrive al corso di Operatore dei Beni Culturali a Pavia. Lì si trasferisce e si laurea con brillantezza, incontrando per la prima volta l’archeologia.

Nel 2002 inizia a lavorare come archeologo in alcune società del nord Italia, fino a quando decide di mettersi in proprio.

Dal 2006 si trasferisce in Franciacorta, a Monticelli Brusati (Brescia), per amore della compagna e del rinomato vino, ma per lavoro si sposta ovunque sia necessario.

TempoReale è il suo primo romanzo.


Recap:

  • Titolo: TempoReale
  • Autore. Nicola Pagan
  • Genere: Fantascienza
  • Editore: Edikit
  • N. di pagine: 164
  • Prezzo cartaceo: € 12
  •             ebook: € 3,99
  • Link: Amazon 


lunedì 26 ottobre 2020

RECENSIONE FUMETTO : ALESSANDRO MAGNO


 Un  fumetto della Mondadori Comics sul  grande eroe macedone e il suo sogno

 


Carissimi,

conoscevo già la  collana Histroica della Mondadori Comics, ma non conoscevo questa sottocollana dedicata alle biografie di personaggi storici famosi di tutte le epoche.  Tra i vari disponibili in libreria ho scelto questo su Alessandro Il Grande, e c’è da spiegare perché?

No, non è perché non lo conosco, ma perché è uno dei personaggi  più importanti della Storia, per certi versi ancora misterioso.

 

La graphic novel è incentrata sul “sogno” di Alessandro, su come è maturato e come è finito; occasione per raccontare i fatti è l’incontro a Menfi, nel 300 a.C., davanti alla statua del Macedone, di due uomini che lo hanno seguito nelle sue imprese, un oplita e uno scriba che era stato assistente di Callistene, colui a cui il condottiero diede il compito di scrivere le sue gesta.


La battaglia di Isso, mosaico situato al MANN (Napoli)

I due ricordano i fatti accaduti dall’arrivo di Alessandro proprio a Menfi fino alla sua morte, passando per  tutte le battaglie e gli accadimenti principali e soffermandosi soprattutto sulla volontà del Macedone di unire Greci e Persiani in un solo grande popolo, un’idea troppo avanti rispetto all’epoca.

Alcuni fatti poco spiegabili sono risolti in modo insolito dagli autori.

 

C’è quindi nella storia molto poco dei suoi rapporti personali , tipo con la moglie Rossane o con l’amato Efestione, essendo basata più che altro sulle sue gesta e sul pensiero che c’era dietro.

 

I disegni, di Antonio Palma, sono bellissimi, i personaggi ricchi di espressioni; l’assistente scriba è identico a Ben Kingsley!

Precise le ricostruzioni, le scenografie e i costumi, molto belli i colori pastellati, sabbiosi dell’Arancia studio.

Gli autori, Blengino e Goy, si sono avvalsi della consulenza storica di Paulin Ismard.

Ottima l’edizione, bella copertina che ritrae il sovrano in trono; alla fine c’è pure un riassunto storico della vita del condottiero, corredata da foto e illustrazioni.

Anche per chi già conosce la storia del Macedone, un albo imperdibile. Potrebbe essere dato da leggere nelle scuole, purtroppo i fumetti sono ancora troppo poco considerati.

 

Recap

  • Titolo: Alessandro Magno
  • Autori: Blengino, Goy, Palma, Ismard
  • Editore: Mondadori
  • Collana Historica biografie n. 18
  • Genere: graphic novel storico, biografia
  • Data di uscita: 2018
  • N. di pagine: 56
  • Prezzo: € 8,99
  • Link: Mondadori store

giovedì 22 ottobre 2020

SEGNALAZIONE: TERRA NOVA DI CATERINA FRANCIOSI

Un racconto di fantascienza ambientato su un altro pianeta 




Cari navigatori degli spazi siderali nonché web,
oggi vi parliamo di un racconto lungo di fantascienza, Terra Nova di Caterina Franciosi, Delos Digital.

Un nuovo pianeta, senza ingiustizie, senza carceri, senza problemi. Ma forse i problemi ci sono, ma sono stati nascosti.

La sinossi:


Una "Terra Nuova": sì, ma quale?
Emel vive a New Beacon: pianeta trovato nel cosmo, terraformato e ripopolato dai superstiti del disastro ecologico terrestre. Qui vige un nuovo benessere, non esistono carceri e tutti sono felici e prosperi, salvi dall'anarchia dei progenitori. Ma se è davvero così, perché ai confini ci sono i ribelli? E perché la giornalista Victoria, moglie del funzionario di propaganda Emel, è sparita senza che il Governo abbia fatto altro che insabbiare tutto?
Alla ricerca di risposte, Emel si trova presto in un gioco più grande di lui, verso un altro pianeta, molto più antico e molto più vero, che forse non è affatto nuovo… ma che ospita risposte, resistenze, rinascite. E la verità di cui si ha bisogno per vivere.
Conosciamo meglio l'autrice, Caterina, Franciosi: 
Caterina Franciosi è nata nel 1990 in una piccola cittadina della riviera romagnola al confine con le Marche. Ha frequentato il Liceo Classico e, successivamente, la facoltà di Lingue e Culture Straniere all’Università di Urbino. Nel 2018 apre il blog Il Salotto Letterario che si occupa di interviste e recensioni. Collabora con diverse case editrici, siti web, gruppi Facebook e riviste, tra cui l’associazione culturale Italian Sword&Sorcery nella sezione racconti e il magazine Life Factory Magazine nella sezione recensioni. Ha pubblicato racconti in varie antologie, tra cui Eau de VampireIl Marinaio e la Sirena e Vento del Nord (in Dreamscapes – I Racconti Perduti, editrice GDS), Dietro il muro (in Ali Spezzate, PAV Edizioni, contro la violenza sulle donne), Corvi di Guerra (in Guerriere, antologia fantasy al femminile edita da Le Mezzelane) e La carità di murt (in Halloween all’italiana, dal contest del portale LetteraturaHorror.it). Il suo racconto La pioggia ricorda è uscito per la collana Delos Passport.
Recap:
  • Titolo: Terra Nova
  • Autrice: Caterina Franciosi
  • Genere: fantascienza
  • Editore: Delos digital
  • Collana: Futuro presente
  • N. di pagine: 56
  • Prezzo ebook: € 1,99
  • Link: Amazon