martedì 5 febbraio 2019



I ROMANZI STORICI DI ARPEGGIO LIBERO EDITORE









Salve amici lettori e followers, oggi parliamo dei romanzi storici della casa editrice Arpeggio Libero, ambientati nelle più svariate epoche storiche e in diverse  località.
Tutti i libri sono scontati sul sito dell’editore del 15%!


  • ·       1657-L’anno della peste” di Roberto Palumbo è ambientato a Genova nel 1657.  


 Il medico Piero Argentieri entra in città pochi giorni prima dell’epidemia di peste che avrebbe ucciso più della metà dei suoi abitanti. Non può scappare. Non può nascondersi. Non può far altro che subire passivamente gli stati d’animo derivanti da una situazione apocalittica. Ma, oltre a dolore, rabbia, sgomento e tradimenti, la peste gli indica anche la via dell’amore, della solidarietà e della speranza che non tutto finisca.
Prezzo di copertina: €18

  • ·       A.D. 1243- L’ultimo assedio” di Marta Tempra e Furio Toth è ambientato a Viterbo tra il 1237 e i 1243.


1237. Sono gli anni dei contrasti tra l’impero e i comuni sostenuti dal papato, lotte intestine che spaccheranno le città, dividendo i padri dai figli, i fratelli dai fratelli.
A Viterbo, Giacinta Brettoni, giovane nobile di parte guelfa, è destinata al convento fin dalla nascita, ma l’avversa fortuna della famiglia la porterà a rinunciare al velo per sposarsi.
Nel frattempo, il poeta siciliano Jacopo degli Altofonte viene convocato alla corte di Federico II e l’iniziale meraviglia si trasformerà in angoscia quando s’innamora perdutamente di Selvaggia, figlia naturale del sovrano e destinata in sposa all’uomo più crudele del suo tempo.
Alle loro storie si unisce quella di Guido, speziale lombardo in fuga con la famiglia da Lodi.
Amori infelici, rocambolesche fughe e impetuose battaglie si intrecciano in un romanzo corale in cui le vicende di tutti finiranno per convergere proprio nella città di Viterbo, culminando nella battaglia in cui la valorosa cittadina fronteggerà l’immenso esercito imperiale.
Gli epici giorni dell’anno domini 1243, l’ultimo assedio di Viterbo.
Prezzo di copertina: € 23
  • ·       Cangrande paladino dei ghibellini” di Giovanna Barbieri è ambientato a Verona tra il 1312 e 1314.



Tra il 1312 e il 1314 la guerra contro la guelfa Padova diventa più cruenta. In città entra il poeta Dante Alighieri a cui il signore di Verona concede riparo. Il rimatore decide di terminare “il Paradiso” nella Biblioteca Capitolare e di cercare i figli Pietro e Iacopo. Le vicende di Dante e di Cangrande s' intrecciano con il casato Aligari di Fumane, dove sono reclutati i cavalieri, senza terra e ricchezza, Paolo e Julien de Grenier, d'origine franca. Il cavalier Julien conduce una faida contro una famiglia di orfani d'origine ebraica. Paolo e Caterina, la maggiore dei ragazzi perseguitati, s'incontrano per caso nel bosco Belo e s'innamorano a prima vista. La loro relazione però è osteggiata dal padre di lui.
Prezzo di copertina: € 18, 25

  • ·      Conspiratio” di Furio Toth è ambientato nella Firenze quattrocentesca.


1476. Jan, un mercante di Bruges, si trasferisce a Firenze dove conoscerà Francesca giovane orfana che assieme
al fratello Lapo si occupa dell’attività che era del padre: il commercio della seta.
Alla tormentata storia d’amore fra i due fanno da sfondo le tumultuose vicende di quegli anni, intrighi, congiure, e infine una guerra. Vicende che vedono coinvolte le figure di spicco del XV secolo: i Pazzi, i Medici, gli Sforza, Federico da Montefeltro, papa Sisto IV, Re Ferrante.
Un romanzo storico nel quale le vicende dei protagonisti si intrecciano con quelle realmente accadute nel periodo che va dal Torneo del gennaio 1475 per celebrare l’alleanza fra Firenze, Milano e Venezia fino alla cosiddetta “Guerra dei Pazzi” e all’invasione turca di Otranto 1480.
Furio Thot ci regala un affresco dell’ultimo quarto del XV secolo con la precisione dettata da una profonda conoscenza della storia del periodo e dalla cura dei dettagli storici, nata da una ricerca approfondita durata più di un anno.
Prezzo di copertina: € 21

  • ·      I fuochi nella notte” di Valerio Castelli è ambientato in Europa nel 1300.


Anno 1349. La peste nera mette in ginocchio l'occidente e fa strage di uomini e animali. In questo contesto di morte, un qualcosa di incredibilmente importante spinge tre distinti gruppi di uomini a intraprendere un lungo e pericoloso percorso che li porterà a rischiare la vita ogni giorno. Traversate via mare, faticosi trasferimenti a cavallo attraverso il sud della Francia, le Alpi e la pianura padana fino a Venezia, metteranno a dura prova l'animo e la volontà dei protagonisti. Nella lotta per mettere le mani sopra un tesoro che tutti bramano, si alterneranno delusioni e sconfitte, rivelazioni e segreti.
Un soldato senza lavoro, due monaci fuori del comune, quattro giovani ebrei, un gruppo di nobili francesi e il papa di Avignone si sfideranno in un gioco di forza e intelligenza verso un obiettivo che sembra avere volontà propria e pare prendersi gioco degli uomini che l'hanno sfidato.

Pagine 440. Prezzo di copertina: € 21


  •   Il mio nome è Pio IV” di Luca Cremonesi è ambientato nella Roma del 1500.  



Roma, otto dicembre anno 1565.
Papa Pio IV sul letto di morte riceve la visita del nipote Carlo Borromeo e gli esprime la volontà di volersi confessare. Dopo essere stati completati i preamboli sacramentali, inizia a raccontare gli episodi vissuti durante la sua vita. Espone, inoltre,gli eventi di pirateria e di brigantaggio che ha compiuto a Musso sul lago di Como,insieme al fratello Giacomo. Prima di ricevere l’estrema unzione, il pontefice si preoccupa di riferire anche quanto accaduto nel suo primo viaggio a Roma, così come racconta le conoscenze politiche e diplomatiche che acquisì frequentando la curia e l’apparato ecclesiastico. Infatti, in poco tempo, diventò cardinale e poi assunse il titolo di vicario di Cristo, avendo comunque cura di non tralasciare mai i legami sentimentali e amorosi con le compagnie femminili.

Prezzo di copertina € 17

  • ·      Samnes” di Anrtonello Santagata è ambientato nel Sannio nel I sec a. C.   


Samnes è la storia di Lomea, avvenente ragazza vissuta nell’antico Sannio del I sec. a. C.,
devota alla dea Jana, e del suo amore contrastato con il guerriero Lucio.
Samnes è la storia di Lucio, fiero avversario dei conquistatori romani, giovane
 legato del comandante sannita nella battaglia di Porta Collina che segnò la fine
della Guerra Civile tra Mario e Silla e, con essa, la fine dei Sanniti.
Ma è anche la storia di Gavio Betitio, padre di Lomea, vignaiolo innovatore
 e di successo, che con i suoi vini prodotti nelle campagne del Sannio caudino,
aveva conquistato le tavole dei Romani.
Come si viveva a quei tempi nel Sannio? Quali dèi adoravano, quali armi
 maneggiavano i mitici fanti sanniti? Come mangiavano, come vestivano,
 come si adornavano, come parlavano?
Il romanzo, che si sviluppa in 17 capitoli ciascuno dedicato ad un aspetto
 della vita in quel tempo, vuole rispondere anche a queste domande.
All’epoca nacquero due miti che hanno da sempre caratterizzato il Sannio.
Quello, concreto e reale, dei gladiatori e quello, molto più fantastico,
delle streghe dette janare.
La trama, che si svolge nei giorni attorno alla battaglia dell’82 a.C.,
 vuole essere un mezzo per indagare sulla vita dei Sanniti, per affacciarsi
 sul loro mondo e per saperne di più su un pezzo della loro storia spesso trascurato.

Pagine 125. Prezzo di copertina € 12
                          
  • ·      Sardomachia” di Aldo Sechi è ambientato in Sardegna nel 215 a. C.




Alla vigilia della memorabile impresa di Annibale (215 a.C. circa), il cantore romano Lucio Vero Viridio viene incaricato di accompagnare il console Matone in Sardegna per sedare un focolaio di rivolta nell’isola, in modo tale che, al ritorno in patria, possa cantare quanto vissuto in quelle battaglie.
Il protagonista, uomo di ideali puri, si accorge subito del lato oscuro del suo console e la sua simpatia nei suoi confronti svanisce immediatamente. Ben presto Lucio si ribellerà al suo stesso comandante e inizierà in tal modo un percorso interiore di grande cambiamento. Salvato miracolosamente da un gruppo di guerrieri sardi, Lucio, quasi in fin di vita, viene portato al villaggio di Siete Fuentes e affidato alle cure di Nora, della quale, una volta guarito, si innamora.
La vita trascorre piacevolmente fino a quando la guerra chiama a gran voce, così come l’anelito libertario degli uomini di Sardegna, ai quali Lucio si unirà in un’epica battaglia contro il nemico di sempre: Roma
.

Prezzo di copertina € 12




  • ·        Verba daemonis” di Lucio Stel è ambientato nella Francia del 1500.




Francia, 1635. Gli abitanti di Debie sono in subbuglio in seguito ad una serie di brutali omicidi avvenuti nei boschi che circondano il villaggio. La responsabile è stata individuata in Camille Boudreaux, poco più che ragazzina, accusata di stregoneria e rinchiusa in attesa di esecuzione nelle segrete del castello che dall'alto di una collina sembra vegliare sul piccolo villaggio come un gigante di pietra. Per interrogare la ragazza è stato fatto giungere da Parigi Eric Grenier, uno degli inquisitori più spietati del Paese, che con Debie ha più di un legame. E mentre il giorno dell'esecuzione della strega si avvicina inesorabilmente il male sembra aver messo le radici nel villaggio, proliferando indisturbato grazie alla paura e all'ignoranza degli abitanti, abituati a sottostare alle ferree disposizioni del vescovo La Croix e dei suoi uomini.

Prezzo di copertina € 16

  • ·      Amyclae” di Irene Chinappi è un thriller  ambientato tra presente e passato.  


Due antiche dinastie hanno nascosto per millenni la verità sul mistero di Amyclae, la “città muta"scomparsa improvvisamente e mai ritrovata.
Ma oggi il passato grida giustizia. 
In visita nel sito archeologico di Amyklès, in Laconia, Lisa viene morsa da una vipera, cade in trance e ha delle allucinazioni: il poeta latino Virgilio le rivela che la verità su Amyclae è custodita in una versione dell' Eneide corretta e mai pubblicata.
Una congregazione segreta è disposta a tutto pur di fermare Lisa e i suoi amici.
Ma saranno le più profonde inquietudini che fecero tremare l'Imperatore Tiberio, erede di Ulisse, a dare il senso più vero alle ricerche della protagonista .

Prezzo di copertina € 18.

Ci sono poi diversi romanzi di storia contemporanea: “Gli anni di Giulia” di Massimo Taras, “Il golp”  e “La vedova forestiera” di Alessandra Delogu, “Neve su un campo di more” di Serena Lavezzi, di ambientazione giapponese, “Suhareka” di Robert Shkurti, “Zaragoza Km 390” di Beppe Semisoni.


Allora, che ve ne pare? Ce n’è davvero per tutti i gusti, no?
Ricordiamo che i prezzi indicati sono di copertina, ma sul sito Arpeggio Libero sono scontati del 15% .


sabato 2 febbraio 2019




CINERECENSIONE:  IL  PRIMO  RE







 Genere: storico, mitologico
Produzione: Italia- Belgio
Regia: Matteo Rovere
Durata: 127 min.
Data di uscita: 31 gennaio 2019
Cast: Alessandro Borghi, Alessio Lapice, Tania Garribba, Fabrizio Rongione, Alessandro Rossi


Finalmente!  Divis   gratias,  in Italia siamo riusciti a produrre un film epico sulle nostre origini che non ha nulla da invidiare ai kolossal d’oltreoceano, anzi dovrebbe essere il contrario.
Matteo Rovere e tutta la produzione hanno coinvolto archeologi e studiosi per dare al film quel senso di realismo che lo contraddistingue da tutte le altre opere del genere, rintracciabile solo  nei film gibsoniani Apocalypto e La passione di Cristo specie per quanto riguarda il linguaggio: si è deciso di utilizzare un proto-latino, in cui qui e là sono riconoscibili molte locuzioni del latino studiato a scuola.  Ma non solo. C’è un’attentissima ricostruzione della società dell’epoca, delle usanze, dell’abbigliamento, dei villaggi fatti di paglia e fango (i pagi),  della religione che non è quella attribuita al periodo da tutti coloro che hanno narrato la vicenda di Romolo e Remo nei secoli successivi (ad es Tito Livio, Orazio, Plutarco), ma una religione arcaica in cui si veneravano una triplice dea, come vediamo nella prima scena [potrebbe essere la triade lunare Selene-Artemide-Ecate oppure, più probabilmente  la dea Madre nei suoi tre aspetti (giovane, madre, vecchia) ] e il dio fuoco, come emerge in quasi tutte le scene del film .
La religiosità arcaica era intrisa di superstizione (ma anche quella classica in effetti), e non c’erano Marte e Venere e altri dei noti, acquisiti in seguito.  Ho riscontrato quindi una piccola imprecisione quando Satnei, la sacerdotessa del dio fuoco viene chiamata Vestale, in effetti lo era ma non si poteva definire con questo appellativo perché il dio fuoco non era Vesta, culto comunque antichissimo;  ma per familiarità ci può stare, dai.

Romolo e Remo sono dunque due gemelli restati soli, a causa della morte della madre per colpa degli  Albani, e Remo, il più forte, si prende cura del più delicato, Romolo. La scena iniziale è un piccolo capolavoro: i due pastori vengono travolti dal fiume in piena e poi catturati dagli Albani stessi, insieme ad altri prigionieri, e costretti a combattere davanti alla Vestale che deve compiere i suoi riti. Remo però riesce a far scappare tutti, li porta ad attraversare un bosco che incute timore mentre Romolo è gravemente ferito e siccome è stato toccato dal fuoco/dalla Vestale lo ritengono maledetto e vogliono ucciderlo, ma Remo lo protegge. Poi arrivano in un villaggio dove Remo si autoproclama re. È lui dunque il primo re del titolo.

 La Vestale è anche aruspicina e in un fegato di capretta legge il loro futuro: dei due, uno solo sarà re di un impero che non avrà eguali. Remo però va oltre, è violento, il potere e la forza fan sì che si ritenga superiore agli dei e pecca così di hybris; Romolo invece è pius e consdera il poplo non come schiavo, ma come gente libera.

Non voglio raccontare tutto il film anche se la storia è nota; mi soffermerei sugli aspetti tecnici. Abbiamo già detto della meticolosità di scenografia, costumi, ricostruzione (gli attori sono sempre tutti sporchi di fango , feriti, lacerati) ; a questo hanno contribuito una fotografia a luce naturale, perfetta, e una colonna sonora mai ingombrante. Circa il montaggio, mi sembra di aver notato tre raddoppi ma dovrei rivederlo (cosa che presumo di f are). 


Non c’è un intreccio narrativo vero e proprio, non è quel genere di film, qui si racconta altro; c’è chi potrebbe trovare pesanti due ore e 10 di film, a me è piaciuto ogni singolo fotogramma, anche se non amo i sottotitoli : ci sono i tempi giusti per immergerci in quel mondo arcaico, anche quando pare che alcune scene siano ripetitive.
L’interpretazione dei protagonisti , Borghi e Lapice, è eccezionale, non deve essere stato facile recitare sporchi di fango e parlando in proto-latino per tutto il tempo. Tutto il cast ha dato una grande prova di recitazione.
Il regista Matteo Rovere lo avevo già apprezzato in Veloce come il vento, qui fa un enorme passo in avanti, come lo fa tutto il cinema italiano , che dimostra di non essere solo commedia che percula i borghesi o drammoni sempre borghesi (dimostrazione già effettuata con altri film come Lo chiamavano Jeeg robot, ma questo è diverso).
A chi lo consiglio?  Davvero a tutti, però se ci si infastidisce per scene cruente e di violenza (ci sono arti spezzati e uccisioni di animali, sempre in nome del realismo) astenersi. Bambini: non è vietato, ma lo consiglio da 13 anni in su.
Il 2019 cinematografico è iniziato benissimo!







martedì 29 gennaio 2019


NUOVA USCITA: ROMOLO, IL PRIMO RE
 - La fondazione di Roma tra realtà e leggenda
di FRANCO FORTE e GUIDO ANSELMI








Editore: Mondadori
Genere: storico
Data di uscita: 29 gennaio 2019
Pagine: 360
Prezzo di copertina: € 19
Link: Amazon 





Dal 29 gennaio, in libreria e sugli store online, il romanzo che racconta in modo crudo e disincantato la straordinaria storia della fondazione di Roma, che in bilico fra realtà, mito e leggenda, ci riporta nell'epoca primitiva che ha visto la lotta fra due gemelli per la nascita di una stirpe che avrebbe segnato l'inizio di una delle più importanti civiltà della Storia.





 Sono contentissima di segnalare l'uscita di questo romanzo che mi affascina tantissimo e senz'altro leggerò!

La trama del libro:



 In una terra selvaggia e primordiale, ammantata di storia e superstizione, un vomere traccia il solco di una città: nessuno immagina che è appena nata Roma, la Città Eterna. La storia dietro quell’attimo fatale è però molto diversa dalla leggenda che tutti conosciamo, perché avviene in un tempo di fame, freddo e carestie, dove la sopravvivenza è spesso sinonimo di sopraffazione. E la lupa non è affatto quella che i miti ci hanno tramandato. Perché la fondazione di Roma è un’avventura cruda e disperata, un’epopea di resilienza, un solco di sangue tracciato nel nostro passato che racconta la sfida primordiale fra due gemelli consacrati dagli dèi, e il suo doloroso esito, che ne ha proclamato il vincitore: Romolo, il bambino sopravvissuto alla morte, il ragazzo che ha combattuto nel fango e nel dolore, l’uomo che per realizzare il suo sogno ha piegato un mondo ostile, brutale e dominato dalla violenza, dando così inizio alla più gloriosa potenza antica che la Storia ricordi. Romolo, il primo re.

La pagina Facebook dedicata: Romolo - Il Primo Re  




Gli autori 


Franco Forte è nato a Milano nel 1962. Considerato uno dei più importanti autori di romanzi storici, ha pubblicato con Mondadori i due titoli della serie “Il romanzo di Roma”, Carthago (2009) e Roma in fiamme (2011), i gialli storici con protagonista il notaio criminale Niccolò Taverna Il segno dell’untore (2012) e Ira Domini (2014), oltre a Gengis Khan (2014) e al romanzo storico Caligola (2015). Nel 2016 e 2017 sono usciti Cesare l’immortale e Cesare il conquistatore, i due capitoli della saga che riporta in vita Giulio Cesare. Ha lavorato come autore delle serie TV Distretto di Polizia e RIS: Delitti imperfetti. Cura il “Giallo Mondadori” e “Urania”.




Guido Anselmi è nato a Vibo Valentia nel 1972, ma vive sulle sponde del Lago Maggiore. Laureato in ingegneria, ha vinto la trentanovesima edizione del premio WMI, indetto dalla rivista “Writers Magazine Italia”, ed è stato finalista al premio Bukowski 2016. Ha pubblicato diversi racconti sulla WMI, sullo speciale SF e nelle raccolte “365 Racconti per un anno” di Delos Digital.






Intervista a Franco Forte e Guido Anselmi


Partiamo subito, come amate dire voi scrittori, in medias res. Cosa deve aspettarsi un lettore che si accinga alla lettura del vostro Romolo?
Una bella sorpresa. Tutti conosciamo, fin dalla scuola, la leggenda della nascita di Roma e i personaggi che l’hanno animata, ma davvero poco è stato raccontato, almeno nella narrativa contemporanea, di quell’epoca remota. Noi abbiamo preso i personaggi leggendari e tutto ciò che ha un fondamento storico accertato e abbiamo cercato di ricostruire quel contesto primitivo. Un’impresa difficile, vista la scarsità delle fonti, ma affascinante per chi, come noi, ha dovuto ricostruire un intero mondo e le emozioni che lo pervadevano. Emozioni molto forti!

Primitivo è un aggettivo che ricorre spesso, associato al tempo nel quale il romanzo è ambientato. Dobbiamo aspettarci un Romolo sanguinario e bestiale?
Romolo è figlio del suo tempo, un’età oscura, dominata dalla forza e dalla violenza, dove l’unica legge era quella che consentiva di restare in vita. Ma Romolo non è solo questo, non potrebbe esserlo colui che ha dato inizio al più grande impero dell’antichità, no? Leggendo il libro crediamo si possa capire quanto questo personaggio, mitologico o meno, abbia segnato il destino di tutta l’umanità, non solo dei popoli italici.

Di certo non ha avuto vita facile, a partire dalla contesa con Remo.
La figura di Remo e il rapporto che Romolo aveva con lui è stato uno dei punti di partenza nel delineare la figura del nostro eroe. Pensiamo che nessun uomo, neppure il più arido e spietato, possa passare indenne alla tragedia di uno scontro fratricida e di certo Romolo non fa eccezione.

Un eroe ferito, quindi.
Edificare Roma ha richiesto un prezzo altissimo. La contesa con Remo è stata un momento terribile, ma di certo non l’unico che Romolo ha dovuto affrontare. È stato un lungo cammino, lastricato di dolore e privazioni, al quale tuttavia Romolo non ha sacrificato la propria natura più profonda e i propri ideali di giustizia.

Traspare dalle vostre parole un legame forte, quasi affettivo, con il personaggio che avete narrato.
E non potrebbe essere altrimenti; noi per primi abbiamo vissuto le sue imprese e le sue sconfitte, emozionandoci e disperandoci insieme a lui. Siamo convinti che dal romanzo questa partecipazione profonda raggiungerà anche i lettori.

Quanto è stato difficile scrivere un romanzo storico che racconta tuttavia una leggenda?
Una difficoltà che si è anche presto trasformata in opportunità. La leggenda di Romolo e Remo è stata rimaneggiata a più riprese, praticamente da tutti gli storici romani. Questo l’ha arricchita di particolari e dettagli, alcuni dei quali aggiunti con l’unico scopo di ammantarla di grandezza ed epicità. Una vera cuccagna per dei narratori!

Come vi siete regolati rispetto alla disomogeneità delle fonti?
Di base, abbiamo sempre cercato di riferirci alla versione canonica, che è poi anche quella più plausibile dal punto di vista storico. Poi, abbiamo riempito i “buchi” per costruire un arco narrativo più solido, e scelto le fonti che fornissero la versione più interessante e plausibile della leggenda. Magari, qualche volta, con le dovute “licenze poetiche”, scegliendo la versione della leggenda che privilegiasse la drammaticità degli eventi, il tutto in funzione del coinvolgimento del lettore. In fondo noi non siamo né storici né archeologi, il nostro mestiere è quello di regalare emozioni. E questa storia di emozioni ne fornisce in quantità!

lunedì 28 gennaio 2019



SEGNALAZIONE: 
LA MALEDIZIONE DEL VORTICE -PRIGIONIERI DEI SIGILLI INFRANTI di 
SIMONA MASTRANGELI






Genere: epic fantasy
Editore: Il Trampolino
Pagine: 373
Prezzo di copertina: € 15
Link: Iskoob   


Bentrovati lettori fantastici, oggi presentiamo il romanzo di Simona Mastrangeli,  I prigionieri dei sigilli infranti, primo volume della saga La Maledizione del vortice.

Questa è la sinossi:

Nessuno conosce la vera identità di Lord, Signore di Okein. Valoroso condottiero prima e Signore Nero poi, per portare a termine il proprio progetto di conquista delle Terre Selvagge è disposto a tutto, anche a distruggere sigilli antichi e liberare nel mondo creatura aberranti che riposavano nelle leggende e nella memoria degli uomini.
Cinque ragazzi, diversi per razza e idee, entrano in possesso di alcune pietre: sono le Pietre elementali, artefatti tanto potenti quanto pericolosi che donano ai proprietari una forza immensa, ma ne risucchiano la forza vitale.
I possessori delle Pietre sono l’ultima possibilità di salvezza dall’egemonia di Lord, ma i risentimenti, la diffidenza e le gelosie presenti nel gruppo rischiano di essere più pericolosi del tiranno stesso e sviarli dalla propria missione.
I prigionieri dei sigilli infranti, primo volume della trilogia la maledizione del vortice, è un epic fantasy dal duplice piano di lettura: alle avventurose vicende dei protagonisti, si affianca l’esplorazione dell’animo umano e della forza della natura.
I giovani eroi dovranno comprendere come l’armonia e la collaborazione siano l’unico modo per non soccombere al male che alberga in ogni creatura.


Lord, Signore di Okein, parla di sé in questo estratto:
«Io non sono il seme del male piantato in questo mondo. Io sono i fiori e i frutti del suo albero più rigoglioso, lo stendardo del pensiero della gente e la voce dei suoi popoli; sono loro, sono le folle, a essere le mie solide radici. Senza di loro adesso non sarei qui, a risplendere della fama di cui la mia malvagità mi ha ammantato.
Malvagità, perfezione, cambiamento… Quanto sono dissimili fra loro queste idee?
Non sono forse tutte figlie di una mente bastarda e ingorda che non sa mai dirsi sazia?
Io sono l’odio del mondo e l’oppio dei poveri. Sono la droga degli sprovveduti».



Questi sono i cinque protagonisti:




Scopriamo chi è Simona Mastrangeli dalla sua biografia:



Simona Mastrangeli nasce a Ferentino (Fr), il 28 ottobre del 1992. Durante percorso scolastico – si diploma al liceo scientifico con il massimo dei voti- riceve molti riconoscimenti letterari, come il premio Campiello Giovani Lazio, Anna Malfaiera della città di Fabriano, Premio Leoncini.
Dopo aver conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia con lode, intraprende la professione di Medico Chirurgo. Soggiorna per un periodo a Trondheim, in Norvegia, e a Bristol, in Inghilterra. Attualmente vive a Roma dove, nonostante la professione medica, non ha mai smesso di coltivare il suo interesse per la lettura e la scrittura.

Possiede un blog, Books On The Road, dove condivide le sue passioni letterarie: www.librifantasydisimonamastrangeli.wordpress.com .

Un blog davvero notevole  e ricco di articoli interessanti che vi consiglio personalmente.

Un articolo di approfondimento sul romanzo si trova nel suddetto blog qui.


venerdì 25 gennaio 2019



RECENSIONE: MEDITERRANEA  di  AA.VV.






Genere: fantasy, miti e leggende, storico, avventura
Editore: Italian Sword & Sorcery
Pagine: 300
Uscita: maggio 2018
Prezzo e-book: € 5,30



Finalmente un’altra antologia in cui il fantastico fa riferimento all’area mediterranea e ai miti e leggende nostrani rispetto alle ambientazioni classiche medievaleggianti del Nord Europa: un bel lavoro di dieci autori, Donato Altomare, Alessandro Forlani, Enzo Conti, Adriano Monti Buzzetti, Alberto Henriet, Mauro Longo, Andrea Gualchierotti e Lorenzo Camerini, Andrea Berneschi, Francesco Brandoli e Riccardo Brunelli. Sono presenti anche due apparati critici di saggisti del calibro di: Enrico Santodirocco (autore di Conan La leggenda) e Marco Maculotti (fondatore di AXIS mundi). L’introduzione e la cura è stata affidata a Francesco La Manno, mentre la copertina è stata realizzata da Andrea Piparo.
La Manno introduce il mondo del fantasy mediterraneo, citando le sue caratteristiche peculiari e un elenco di opere già presenti sul mercato; passa poi in rassegna i racconti contenuti in questa antologia.
Il primo racconto, “Il ponte della morte” di Donato Altomare, è una storia adrenalinica, ambientata in un passato lontanissimo e non meglio definito, così come il luogo : un villaggio è stato attaccato e una strega, la Vieja Bruja, accorre con le sue arti magiche. Molta azione, molta magia e un pizzico di horror rendono il racconto molto d’effetto.
Il secondo racconto, “Il figlio di Asterione” di Andrea Berneschi, è uno dei miei preferiti. Unisce al fantasy un po’ di distopia, abbiamo infatti i Romani con particolari … armi (non faccio spoiler!) e una nobildonna cartaginese che fugge insieme a tre compagni a Creta dove si scontrerà con la progenie del Minotauro. Mi è piaciuta questa  ambientazione in un mediterraneo immaginario. Il racconto  ha un bel colpo di scena finale : viene voglia di saperne di più sul prosieguo della storia!
Il terzo racconto, “Una ballata di fuoco e di mare” di Francesco Brandoli, mi ha ricordato in qualche modo GOT; ci sono due città rivali, Venias e Ankon, maghi misteriosi, meduse giganti e un esercito di nonmorti, e, finalmente, un’eroina. Racconto lungo e ricco di avvenimenti , stile scorrevole, mi è piaciuto.
Segue “Shardana”, di Riccardo Brunelli . In questo racconto gli Shardana , ovvero la popolazione sarda, è alle prese con gli invasori punici e il protagonista Dannu dovrà vedersela con il loro dio Baal (Hammon!) e i sacrifici umani a lui dedicati dal popolo invasore. Un racconto affascinante e suggestivo, scorrevole e avvincente, mi è piaciuto.
Il racconto successivo, "Il Banchetto", è del dinamico duo Gualchierotti-Camerini, ed è ambientato all’epoca dell’imperatore Giustiniano, quindi  VI sec. d.C., un periodo di passaggio tra l’epoca tardo antica e il medioevo, ricca di suggestioni e descritta con cura; emerge lo studio alle spalle e la conoscenza del periodo. Basilio e Venanzio vivono un’avventura marittima contro i pirati vandali per poi finire in un misterioso luogo siciliano. Avvincente e coinvolgente, non mancano neppure qui sfumature horror. Ottima scrittura, ottima idea, uno dei miei racconti preferiti in assoluto.
Ho molto apprezzato anche "Più tenace della morte" di Enzo Conti, una rivisitazione del mito di Alcesti e Admeto raccontato da un punto di vista... molto particolare. Anche qui grandi suggestioni e qualche sfumatura horror nel corso dell’avventura in cui i due dovranno vedersela con una lamia.
"Arabrab di Anubi" di Alessandro Forlani è un’avventura della protagonista del suo romanzo omonimo. Chissà perché ha scelto un nome che se letto al contrario è Barbara?... Lo stile è molto ricercato, classico, a tratti aulico, e la storia è  avvincente. Suggestioni egizie.
"La spada di Aeskylos" di Alberto Harriet ci porta invece in Grecia nel 490 a. C.: il protagonista dopo la battaglia di Maratona diviene un trastullo in mani divine e vive avventure immaginifiche. Grandissima fantasia dell’autore che rendono piacevole un racconto con poco intreccio narrativo.
"L’artiglio della Fenice Nera" di Mauro Longo ha come protagonista Sheban Due facce che con l’affascinante Kellah e il compare Zanklios compiono un lungo viaggio per seguire una profezia e scontrarsi contro un accolito del dio Moloch. Molti combattimenti, bei dialoghi e  suggestiva ambientazione di fantasia che richiama le terre del Vicino Oriente.  Finale a sorpresa, un racconto che ho gradito molto.
Ultimo racconto prima dei due saggi , "Gli occhi di Angizia" di Adriano Monti Buzzetti Colella. Anche questo è uno dei miei racconti preferiti, e non solo perché ci sono i miei amati Romani. Lo stile è scorrevole e molto accattivante, il racconto è ricco di riferimenti storici e si nota lo studio e l’approfondimento preliminare, anche a livello linguistico, alla stesura di questa storia, che mi ha permesso di conoscere anche usi e costumi di una delle popolazioni italiche, i Marsi. I personaggi sono molto ben delineati, le ambientazioni vivide, la trama appassionante, davvero un racconto eccellente.
Concludono due saggi: uno, “Il servizio divino dei greci” di Marco Maculotti,  interessante e complesso, con linguaggio accademico, forse un po’ fuori registro; l’altro, “La fantasia eroica mediterranea nei fumetti” di Enrico Santodirocco, senz’altro più scorrevole, che affronta un argomento molto ampio: di fumetti interessantissimi genere fantasy mediterraneo ce ne sono tantissimi, e anche di personaggi ispirati alle leggende greco-latine, quindi non può essere certo esaustivo anche perché avrebbe dovuto scrivere un intero libro a riguardo! Anzi, dovrebbe veramente, visto il materiale a disposizione. Alcuni fumetti e personaggi li conoscevo, specie i Marvel (oltre a quelli  citati nel saggio, la Casa delle Idee ha proposto numerosi personaggi estratti direttamente dai miti mediterranei: Ercole e  Ares in persona, per esempio), altri meno, altri per nulla, quindi ho arricchito senz’altro le mie conoscenze.
Circa l’edizione, la cover sul verde con Perseo e la Medusa  è generica ma molto ben realizzata, anche la grafica del titolo è a tema e vengono citati tutti gli autori, cosa che non sempre si fa nelle antologie. L’editing è più accurato su alcuni racconti che su altri, che potevano essere migliorati riguardo la punteggiatura (forse nella conversione ebook c'è stato qualche problema coi files) e gli avverbi di modo, ma niente di rilevante.
Nel complesso, un’antologia ottima il cui unico vero difetto è che… non ha neppure un racconto scritto da una autrice! Mi domando come mai non vi sia neppure una donna tra gli autori, sigh! A questo punto auspico un Mediterranea 2  scritto solo da girls, anzi mi candido volentieri!
Consiglio vivamente questa antologia a tutti gli amanti del fantasy che vogliano tuffarsi nel fascino dei mondi mediterranei, diverso dall’usuale epic mutuato dalla mitologia anglo-sassone, e anche a coloro che già ne sono stati catturati, magari dopo aver letto il mio “Oracoli”! ;-)