Libri, film, fumetti, cartoni animati, serie tv, ma anche il passato e la Storia: sono infiniti gli Universi in cui navigare e perdersi, mondi di fantasia oppure realtà che si confonde col mito e la leggenda.
venerdì 15 dicembre 2017
TOP 10 FILM 2018
I film in uscita l'anno prossimo che non si possono assolutamente perdere ... e anche quelli che si potrà fare a meno di vedere!
Ovviamente secondo la sottoscritta.
All'inizio di quest'anno avevo postato un bell'articoletto in cui elencavo ben 20 film che non volevo perdere. Ho rispettato, almeno in parte, quello che mi ero prefissata: dell'elenco, ho visto 12 film, recensiti sia qui che su Showlandia, due devo ancora vederli, due non pervenuti, ovvero non sono più usciti (Gambit e Il Gioco di Gerald), e poi ci sono quei due che mi sono rifiutata di vedere: La Torre Nera, una riduzione davvero inguardabile (hanno dimenticato il volto dei loro padri...), e Thor, il cinepanettone Marvel. Gli altri me li sono persi, ma recupererò!
Quest'anno ne ho scovati solo dieci: la stagione pare quindi fiacca, a meno che non esca fuori qualche sorpresa.
Andiamo a vederli.
1) Pacific Rim, la rivolta. Regia Steven S. DeKnight. Aspettavo da anni il sequel del primo, e finora unico, film con dei robottoni che hanno fatto. Ne voglio di più! In uscita il 22 marzo.
2) Solo: a Star Wars Story, di Ron Howard con Daenerys...ops!, Emilia Clarke e Paul Bettany. Speriamo sia bello come Rogue One, anche se un po' de paura c'è sempre... In uscita il 23 maggio.
3) Kill Bill vol. 3 : Quentin, era ora!
4) Avengers: the Infinity War, regia dei Russo Bros. I vendicatori contro Thanos per le Gemme dell'Infinito deve essere minimo epico. Esce il 25 aprile.
5) The New mutants, di J. Boone. Azzeccheranno infine un film sui mutanti? Questo promette bene, gli hanno dato un tocco di horror... vedremo dal 12 aprile. c'è nel cast anche Maisie Williams.
Oltre a questi due.attendo altri supereroi: the Black panther, sulle avventure del re del Wakanda, T'Challa , dal 14 febbraio; Cloak e Dagger, ovvero le avventure di Tandy e Tyrone: lei emette daghe di luce, lui cattura nella sua cappa oscura. Ant Man and the Wasp, con Evengeline Lilly , Michelle Pfeiffer, Paul Rudd, Michael Douglas, Lawrence Fishburne. Che cast! Si narreranno le avventure di Scott Lang dopo i fatti di Capitan America- Civil War. l'Uomo multiplo, altro spin-off degli X-Men con James Franco, X-Force, team up con un po' di mutanti fuori le righe, e i Sinistri sei, nemici di Spiderman.
6) Ready player one, di Spielberg. Tratto dal romanzo di Ernest Cline, è ambientato sulla Terra nel 2045: l'unico svago per la gente è un universo virtuale dtto OASIS. Ne vedremo delle belle, dal 29 marzo.
7) L'uomo che uccise Don Chisciotte, di Terry Gilliam. Perchè i film di Gilliam vanno visti e basta.
8) Maria, regina di Scozia, di J. Rourke,perchè i film storici in costume ci piacciono assai. Uscita: 8 novembre.
9) Animali fantastici- I crimini di Grindewald di D. Yates, con Johnny Depp. Perchè Harry ci manca, e un po' del suo mondo fa sempre bene. Dal 15 novembre.
10) Dune, di Villeneuve. Giusto perchè il regista è lui.
Altri film d'interesse saranno I, Tonia (il 22 marzo), Maze Runner la Rivelazione, i cui protagonisti sono in fuga nella terra desolata, Made in Italy di Ligabue, Man of steel 2, Macchine mortali, uno sci-fi di C. Rivers, post apocalittico, Sherlock Holmes 3 di G. Ritchie, Aquaman con Jason Momoa. Gli attori del Trono di Spade vanno alla grande!
TOP 10 FILM PERDIBILISSIMI ... ovvero ne potevamo fare anche a meno.
1) Tomb Raider . Reboot delle avventure di Lara Croft, con Alicia Vikander. Ma perchè?!
2) The crow reborn, remake a 20 anni dall'uscita. Se la potevano risparmiare.
3) Suspiria, di Luca Guadagnino, remake ambientato a Berlino nel '77, con Dakota Johnson, Tilda Swinton e Cloe Grace Moretz. Il cast americano mi fa ancora più inc...zzare.
4) Il giustiziere della notte di Eli Roth con Bruce Willis. Altro remake inutile.
5) Pinocchio, di Matteo Garrone con Toni Servillo. Bastaaaaa! Pinocchio ce lo siamo sorbito in tutte le salse!
6) Morbius. Personaggio Marvel , scienziato che si trasforma in vampiro. Ancora vampiri, pietà!
7) Jurassic World il regno distrutto di J.A. Bayona, con J. Goldblum, Chris pratt, Bryce Dallas Howard. Ancora dinosauri, che noia che barba...
8) Ocean's Eight, remake al femminile di Ocean's Eleven: la sorelle di Danny Ocean progetta un colpo. Poi avremo la cognata, la biscugina, il consuocero... Sì vabbè...
9)The Batman con Ben Affleck (ancora!)e Jeremy Irons. Basta. Basta. Basta.
10) Mission impossible 6. Vabbè, è un franchise di successo, ma ora è troppo, nuncelafacciopiù!
Tutto ciò si riassume con: che scarsità di idee!
Chi è d'accordo con me?...
lunedì 11 dicembre 2017
Recensione:
Legio M Ultima-Sfida all’Impero
Autore:
i Demiurghi
Genere:
Epic fantasy, storico, mitologico
Editore:
Astro
Pagine:
303
Prezzo
di copertina: € 13,90 cartaceo
Link: Astro edizioni
Si apre come una
partita a scacchi, anzi all’antico gioco romano dei latrunculi,
questo primo capitolo della saga dedicata alla Legio M Ultima.
Due uomini si ritrovano
ai lati opposti di una scacchiera a determinare le sorti dell’impero, in una
partita decennale. Tra mosse scorrette e pedine sacrificabili, l’indomabile
Azia Medea e il condottiero Elios, unico sopravvissuto di Atlantide, sfideranno
imperi, magister e creature mitologiche, instaurando
alleanze con uomini e dei.
Il tutto sotto l’egida
di Diocleziano, che trova in loro i degni guerrieri della Specula, un corpo
militare speciale di cui la Legio M Ultima è il braccio armato.
Le
prime pagine di questo libro mi hanno catturata subito e proiettata in un mondo
fantastico-storico coinvolgente e
originale: siamo all’epoca di Diocleziano, III sec d.C.
La vicenda di Azia Medea Rubinia Antinea è
dolorosa e appassionante: il personaggio principale viene da subito delineato
alla perfezione come controverso e ambiguo, e non mancano i colpi di scena già
dall’inizio del libro.
La
donna, figlioccia di Diocleziano, viene reclutata nella Specula, corpo militare
segreto che ha lo scopo di combattere le minacce all’Impero più oscure e
misteriose ; il suo ruolo è quello di Sapiente, ma ha anche una spada moooolto
particolare…
Insieme a lei ci sono Gautighot il violens, il druido Pendaran, poi Eliogabalo,
Elettra la guerriera dacia, e Domiziano: ognuno di loro ha una abilità
particolare. Il gruppo parte per una prima missione, il recupero di un oggetto
misterioso. Scopriamo così nella prima parte del romanzo le caratteristiche e
le personalità di questa piccola Coorte,
grazie a brillanti dialoghi e scene d’azione: sono delineati a pennello.
Nella
seconda missione , ad Augusta Taurinorum, subentrerà un nuovo membro, Minea,
che rimarrà con loro anche nelle missioni successive.
Quello
che ho apprezzato di più in questo romanzo sono stati personaggi e ambientazione.
Lo stile è ricco e scorrevole, vengono sapientemente usati molti
termini latini (per i meno pratici c’è un ottimo glossario finale), e si evince
una buona conoscenza del periodo storico in questione, anche se qualche
discrepanza c’è: a volte vengono usati termini gergali che ho trovato un po’
dialettali, come ad esempio “ecchecchazzo” o “cazzo mi frega”. Ma non perché i
Romani non dicessero parolacce, anzi! C’è la famosa “mentula”… ! Solo mi sono
sembrate troppo contemporanee. Oppure ci
sono termini in uso in epoche
successive, come l’alchimia o il grimorio , o anche un errore temporale: il
tessuto di batista è iniziato a esistere solo nel XII secolo. A parte questi
dettagli, la conoscenza storica è davvero ammirevole, anche perché so bene quanto sa complesso scrivere un
romanzo ambientato nell'era antica e quanto studio sia necessario. Tanto più
che è un racconto di genere fantasy, non propriamente storico!
Quello
che invece mi ha lasciato perplessa è che il romanzo è formato da episodi a sé stanti, uniti in pratica solo
dalla partita a Latruncoli di due misteriosi soggetti. Ho sentito la mancanza di una trama
orizzontale forte che intrecciasse le vicende. Inoltre, ho trovato stridente la
breve parte dopo il primo episodio: c’è un capitolo narrato al presente, mentre
tutto il resto del romanzo è narrato al passato. In generale il tempo presente
si utilizza quando il narratore vuol far vivere al lettore passo passo le
vicende dei personaggi, facendogliele scoprire mentre succedono, e a me non
dispiace; ma in questo caso l’ho trovato, ripeto, dissonante col resto del
libro.
Presumo
che questo tipo di narrazione, ricca di
battaglie e con struttura a episodi, sia
derivata dal fatto che gli autori, i Demiurghi, sono esperti creatori di giochi di ruolo: di
certo il loro background avrà influito.
La
conoscenza degli autori riguardo la storia, le usanze e la mitologia non si
limita a quella romana, ma, come vediamo nell’ultimo “racconto”, il mio
preferito delle quattro avventure, anche di quelle norrena e celtica, ma non
dico di più per non spoilerare!
Riguardo
l’edizione, è curata ma qualche refuso ahimè salta sempre fuori… pochi in
verità.
Ottimo il glossario finale, preciso e
completo.
La
copertina dell’ottimo Fabio Porfidia? Bella, bellissima, eccezionale, ma… è
generica! Ritrae infatti un soldato romano con dietro l’esercito, ma non riesco
a collegarlo a nessuno dei personaggi. Credo che ci abbiano pensato anche gli
editori, in quanto il secondo volume , “L’impero reagisce”, ha in copertina una
bellissima guerriera: sarà Azia?
Chiediamolo
direttamente agli interessati, ovvero i Demiurghi, alias Azia Medea Rubinia
Antinea ed Elios Tigrane. Yes, nomi d’arte!
1)
Ciao
Azia e Elios, parlateci un po’ dei Demiurghi. Chi siete, che fate, cosa avete pubblicato…
Siamo due amici
di vecchia data, ci siamo conosciuti ai tempi Delle superiori nel lontano '93.
Per un lungo periodo ci siamo anche persi di vista, abbiamo imboccato strade
diverse e ci siamo inciampati addosso di nuovo nel 2009. Da lì è ricominciato
tutto come se nulla fosse: parlare, ridere, giocare e anche scrivere.
Siamo entrambi famiglia muniti, entrambi con un lavoro che assorbe troppa parte delle nostre giornate e fatichiamo a incontrarci, tuttavia sfruttiamo appieno la tecnologia per tenerci in contatto e sviluppare nuove trame e nuovi personaggi.
Se vogliamo andare nello specifico, io sono un'analista informatico di alto profilo, Elios invece è titolare di un'azienda sua di manutenzione e riparazione caldaie. Finora abbiamo pubblicato per lo più self, poi un giorno mi squilla il cellulare, un numero sconosciuto, e dall'altra parte la sua voce: ciao, sono Francesca, ho aperto una mia CE e voglio Latrunculi. Dammi il tuo indirizzo che ti mando il contratto.
Siamo entrambi famiglia muniti, entrambi con un lavoro che assorbe troppa parte delle nostre giornate e fatichiamo a incontrarci, tuttavia sfruttiamo appieno la tecnologia per tenerci in contatto e sviluppare nuove trame e nuovi personaggi.
Se vogliamo andare nello specifico, io sono un'analista informatico di alto profilo, Elios invece è titolare di un'azienda sua di manutenzione e riparazione caldaie. Finora abbiamo pubblicato per lo più self, poi un giorno mi squilla il cellulare, un numero sconosciuto, e dall'altra parte la sua voce: ciao, sono Francesca, ho aperto una mia CE e voglio Latrunculi. Dammi il tuo indirizzo che ti mando il contratto.
Al momento la mia faccia è apparsa a mio marito
qualcosa di simile a questa: :-O
Posso assicurarti che Elios l'ha fatta davvero quando
gliel'ho detto. Già, Latrunculi, la famosa partita, non è altro che la genesi
dei due volumi di Legio M Ultima attualmente pubblicati con Astro Edizioni.
Prima erano una serie di racconti sparsi e scollegati, troppo brevi per essere
pubblicati e troppo lunghi per il blog. Poi Francesca ci ha dato l'idea:
metteteli insieme a mo' di serie TV, con una trama orizzontale che li colleghi
tutti. Pare che il risultato finale sia piaciuto... Nel complesso prima di
questo abbiamo pubblicato solo in selfpublishing, per diversi motivi, abbiamo
all'attivo due racconti, Requiem e Un morto che cammina, il terzo Domine et
Serva è stato ritirato dal mercato per darlo in pasto a un editor che faccia un
lavoro come Dio comanda; prima o poi lo rimetteremo sullo store, rinnovato.
2)
Che
ne pensate della mia recensione? Volete aggiungere qualcosa?
Ci piace e la
troviamo molto pertinente e puntuale, di certo non ci aspettavamo qualcuno
capace di cogliere quelle piccole imperfezioni che hai colto tu. Vorremmo
quindi dare un paio di spiegazioni, perché non tutti sanno che:
L'alchimia sì deriva dall'arabo al-khīmiyya, ma la parola araba si riprende la più antica parola greca khymeia, "fondere, unire". Ma, soprattutto, noi ci rifacciamo alla storia e alla mitologia e quale popolo più degli Egizi era considerato un popolo di maghi? Alchimia potrebbe derivare infatti anche da Al Kemi, l'arte egizia da Khem, l'antico nome di Egitto in egiziano antico.
Stessa cosa si potrebbe dire per grimorio, la cui etimologia è certamente incerta, per quanto si sia a risalire al massimo al medioevo con il Francese antico griomoire, tuttavia c'è da aggiungere anche una questione pratica.
Molto spesso, soprattutto per alchimia e grimorio siamo partiti dalla base di gioco. L'alchimista è una classe magica di AD&D e l'alchimista e i maghi di D&D hanno i grimori.
Il problema è stato per noi decidere se tenere o meno quelle parole, al pari delle espressioni più contemporanee che già citi. Il problema era molto semplice: non sapevamo come altro rendere l'idea al più vasto pubblico possibile. E se per una parolaccia si poteva passarci sopra, per le altre era più difficoltoso farlo. E allora via di studio di etimologia, storia dei tessuti, ecc. Da qui, vedi, abbiamo capito che si poteva tenere alchimia, la radice greca ce lo permetteva.
Per grimorio, invece, non ci sono origini certe, tuttavia è un tipo di libro molto più completo di un libro di magia e meno pedante di un manuale. In nessun caso rendeva l'idea e alla fine abbiamo deciso di tenere lo stesso il termine. "Tanto, chi vuoi che se ne accorga? E di quelli che se ne accorgeranno, quanti tireranno fuori la cosa?". Ecco, appunto.
La nostra consulente storica per i costumi ha dato il placet per usare batista, perché i romani sapevano filare la seta e le tuniche di lino Delle nobili erano descritte così "leggere e impalpabili" da capire che, effettivamente, tessevano della vera e propria batista, il punto è che non davano un nome specifico ai tessuto, e quindi non aveva senso cercarne uno di diverso. L'importante era rendere l'idea del vestiario, in fin dei conti.
L'alchimia sì deriva dall'arabo al-khīmiyya, ma la parola araba si riprende la più antica parola greca khymeia, "fondere, unire". Ma, soprattutto, noi ci rifacciamo alla storia e alla mitologia e quale popolo più degli Egizi era considerato un popolo di maghi? Alchimia potrebbe derivare infatti anche da Al Kemi, l'arte egizia da Khem, l'antico nome di Egitto in egiziano antico.
Stessa cosa si potrebbe dire per grimorio, la cui etimologia è certamente incerta, per quanto si sia a risalire al massimo al medioevo con il Francese antico griomoire, tuttavia c'è da aggiungere anche una questione pratica.
Molto spesso, soprattutto per alchimia e grimorio siamo partiti dalla base di gioco. L'alchimista è una classe magica di AD&D e l'alchimista e i maghi di D&D hanno i grimori.
Il problema è stato per noi decidere se tenere o meno quelle parole, al pari delle espressioni più contemporanee che già citi. Il problema era molto semplice: non sapevamo come altro rendere l'idea al più vasto pubblico possibile. E se per una parolaccia si poteva passarci sopra, per le altre era più difficoltoso farlo. E allora via di studio di etimologia, storia dei tessuti, ecc. Da qui, vedi, abbiamo capito che si poteva tenere alchimia, la radice greca ce lo permetteva.
Per grimorio, invece, non ci sono origini certe, tuttavia è un tipo di libro molto più completo di un libro di magia e meno pedante di un manuale. In nessun caso rendeva l'idea e alla fine abbiamo deciso di tenere lo stesso il termine. "Tanto, chi vuoi che se ne accorga? E di quelli che se ne accorgeranno, quanti tireranno fuori la cosa?". Ecco, appunto.
La nostra consulente storica per i costumi ha dato il placet per usare batista, perché i romani sapevano filare la seta e le tuniche di lino Delle nobili erano descritte così "leggere e impalpabili" da capire che, effettivamente, tessevano della vera e propria batista, il punto è che non davano un nome specifico ai tessuto, e quindi non aveva senso cercarne uno di diverso. L'importante era rendere l'idea del vestiario, in fin dei conti.
Insomma, non sto a
dire di aver fatto giusto o sbagliato, ma di certo anche se ho cannato (la
batista), era comunque sempre una scelta consapevole. Figurati che nel secondo
volume faccio rispondere ad Azia con una locuzione latina un bel po' fuori
luogo: vox populi. Leggermente anacronistico, no? Eppure rende appieno l'idea
di quello di cui si sta parlando.
3)
La
vostra passione per i giochi di ruolo
influisce sul vostro stile di scrittura?
Più che altro
influisce sullo sviluppo delle trame e, soprattutto, sui personaggi visto che
li costruiamo tutti con le schede del buon vecchio AD&D!
4)
Com’è
scrivere un libro a quattro mani? Come vi siete suddivisi il lavoro?
É
difficilissimo. In primo luogo perché serve un grossissimo affiatamento, idee
chiare, scalette precise (sennò come fai a mandare a pallino i progetti con
cose ancora migliori? )
e tanta, ma tanta pazienza. Accompagnata da una buona dose di coltelli da
lancio, perché quando litighiamo mica andiamo tanto per il sottile, eh!
L'organizzazione è fondamentale per portare avanti un lavoro a quattro mani è, tutto sommato, noi due siamo anche fortunati perché se uno, Elios, è più portato per le descrizioni, l'altro, io, è più portata a dialoghi e introspezioni psicologiche ed emotive.
Nel complesso, comunque, dipende sempre da quello che andiamo a sviluppare. In alcuni casi uno dei due traccia il solco principale, poi passa l'altro a consolidare o modificare il tracciato. In pratica è un lavoro di autoediting prima di dare lo scritto in pasto a un editor vero e proprio.
L'organizzazione è fondamentale per portare avanti un lavoro a quattro mani è, tutto sommato, noi due siamo anche fortunati perché se uno, Elios, è più portato per le descrizioni, l'altro, io, è più portata a dialoghi e introspezioni psicologiche ed emotive.
Nel complesso, comunque, dipende sempre da quello che andiamo a sviluppare. In alcuni casi uno dei due traccia il solco principale, poi passa l'altro a consolidare o modificare il tracciato. In pratica è un lavoro di autoediting prima di dare lo scritto in pasto a un editor vero e proprio.
5)
E’
da poco uscito il secondo romanzo della serie Legio M Ultima. Avrà la stessa
struttura a episodi o ci dobbiamo aspettare qualcosa di diverso? Torneranno i
personaggi già conosciuti, magari insieme ad altri nuovi? Chi è la bella
guerriera in copertina?
L'impero reagisce ha
la stessa struttura di Sfida all'impero, proprio perché nasce da un corpo unico
originale che era latrunculi. Difatti è stata Francesca a suggerire di
spezzarlo in due, cosa che stranamente abbiamo accolto di buon grado e per
questo ci siamo dati da fare a renderli entrambi autoconclusivi. Purtroppo non
tutti hanno capito che il primo libro si chiude davvero così, ma pensa a come
possono finire le partite a scacchi e capirai cosa intendo, così non spoilero
nulla.
Il secondo romanzo si colloca temporalmente dopo sfida all'Impero, pur partendo in contemporanea con il suo finale; coinvolge vecchie conoscenze e introduce nuovi personaggi che vi ritroverete tra i piedi in futuro, stanne certa: abbiamo un sacco di storie da raccontare! Molte delle quali citate proprio nel secondo libro!
Infine, chi è la bella guerriera della cover? Davvero devo rispondere?
Se nel primo era raffigurato Elios, ecco che nel secondo ritroviamo Azia. Alla fine abbiamo dato un volto ai nostri personaggi preferiti, i nostri avatar, e l'abbiamo fatto in grande stile e con il beneplacito dell'editore (ok, lo ammettiamo, anche questa è stata una sua idea... Figa però, no?)
Il secondo romanzo si colloca temporalmente dopo sfida all'Impero, pur partendo in contemporanea con il suo finale; coinvolge vecchie conoscenze e introduce nuovi personaggi che vi ritroverete tra i piedi in futuro, stanne certa: abbiamo un sacco di storie da raccontare! Molte delle quali citate proprio nel secondo libro!
Infine, chi è la bella guerriera della cover? Davvero devo rispondere?
Se nel primo era raffigurato Elios, ecco che nel secondo ritroviamo Azia. Alla fine abbiamo dato un volto ai nostri personaggi preferiti, i nostri avatar, e l'abbiamo fatto in grande stile e con il beneplacito dell'editore (ok, lo ammettiamo, anche questa è stata una sua idea... Figa però, no?)
6)
Prima
di salutarci potete lasciare la sinossi del nuovo romanzo? Grazie di essere
stati con noi e alla prossima!
Si
apre una nuova partita a latrunculi, l'antesignano degli scacchi dei romani. La
partita di Zarich con il riformista riprende, cruda e spietata. Azia Medea e la
sua coorte VI percorreranno strade mai calcate e ne pagheranno lo scotto;
Gautighot e compagni, sempre pronti, risponderanno all'appello finale per porre
fine alla guerra civile, alla rivolta dei riformisti che nel frattempo è
scoppiata, anche a costo della vita. Le avventure della Legio M Ultima, in
difesa dell'ultimo baluardo di civiltà rappresentato da Roma e Diocleziano,
saranno ancora una volta le contromosse di un giocatore astuto che troverà in
Azia Medea, la sapiente più fredda della Specula, un'alleata preziosa.
Link : Astro
giovedì 30 novembre 2017
Recensione: The OA 1° stagione
Guardo il cursore lampeggiare
sulla pagina vuota e mi chiedo se scrivere o no una recensione su
questa serie tv così particolare e caotica, che sembra creata appositamente per
confondere e spiazzare lo spettatore. “Non ci ho capito un cavolo” quindi si
può tranquillamente dire senza passare per cretini.
Ok, la sto già scrivendo.
In queste 8 puntate
lanciate nel dicembre 2016 su Netflix, la protagonista Prairie torna a casa
dopo 7 anni, non più cieca, dagli anziani genitori. Inizia a reclutare un gruppo
di giovani e racconta la sua esperienza pre-morte, affermando di essere figlia di un ricco russo, che ha subìto un
attentato morendo affogata, e che è però tornata dalla morte. Inoltre, prima
della sparizione era cieca, ora non più. Racconta poi di essere stata rapita da
uno strano individuo che l’ha rinchiusa in una teca di vetro, insieme ad altri
ragazzi tornati dalla morte, per fare esperimenti.
E tutto questo solo nelle
prime puntate: la serie mescola un po’ tutto, thriller, paranormale, mondi
paralleli, angeli e demoni, proseguendo tra colpi di scena e lentezze
incredibili.
Di certo è una delle più
originali che abbia visto ultimamente, per non spoilerare non racconto di più, se non che il finale è
controverso e instilla dubbi di ogni genere: quel che abbiamo visto e sentito è
vero o è frutto della follia di Praire?...
L’attrice che interpreta
la protagonista, Brit Marling, è brava, il resto del cast non mi ha particolarmente entusiasmato;
la fotografia è molto fredda e piatta, credo volutamente; i ritmi come ho detto
lenti nonostante la quantità di carne al fuoco; di certo la seconda stagione,
già confermata, rivelerà qualcosa di più.
Almeno speriamo!
Etichette:
fantasy,
paranormale,
recensione,
serie tv
venerdì 24 novembre 2017
La nuova collana fantasy Starlight-Pub Me
C’è
un gran fermento nel mondo editoriale in questi ultimi tempi: in un paese come
l’Italia in cui sembra che la gente legga sempre meno, vedere che ci sono
persone determinate e preparate che credono nel loro lavoro, nell’importanza
della lettura (e quindi nella scrittura) di qualità e s’ingegnano per creare
qualcosa di nuovo non può che far piacere.
Una
delle ultime novità in campo editoriale è la Collana Starlight di Jessica
Maccario, in collaborazione con la piattaforma Pub Me , dedicata esclusivamente
al fantasy.
Naturalmente
è del tutto free, altrimenti non starei qui a parlarne visto che sono schierata
contro la piaga dell’ EAP: i testi selezionati verranno infatti sottoposti a
editing , revisione testo, distribuzione e promozione senza spese da parte
dell’autore.
I
testi cercati sono tutti quelli inerenti al fantasy : urban, paranormal
romance, epic, storico…
Tutte
le informazioni sulla collana e sulla modalità di invio dei testi sono
reperibili sul sito della Collana Starlight.
Starlight
non è l’unica collana in collaborazione con Pub Me: ci sono anche collane di
narrativa generale, romance, fantascienza e thriller/gialli/noir/horror, ognuna
gestita da un diverso responsabile.
Tutte le info sul sito Pub me !
Starlight
ha ultimamente lanciato un contest per racconti con scadenza 2 dicembre: sulla pagina Facebook tutte le info. Affrettatevi!
Ora
rivolgiamo qualche domanda alla curatrice della collana, Jessica Maccario.
1)
Ciao
Jessica, grazie per essere con noi. Ci parli un po’ di te e dei tuoi romanzi?
Ciao Alessandra, grazie mille per l’invito! Sono una
ragazza di 27 anni che si è avvicinata per la prima volta ai libri da
piccolina, grazie alla maestra delle elementari che cercava di invogliarci a
leggere. La passione per la scrittura è nata intorno ai 12 anni, ho iniziato a
scrivere un romanzo rosa che ho portato all’esame di terza media, poi sono
passata a uno più autobiografico che raccontava la storia di un gruppo di
amiche che rispecchiava abbastanza la mia realtà e, infine, sono approdata ai
fantasy. È proprio con il primo fantasy “Insieme verso la libertà” che ho
deciso di puntare sulla pubblicazione, anche se all’inizio sapevo davvero poco
di questo mondo! La prima uscita è stata quindi un azzardo, sono stata scelta
da una piccola casa editrice ma non ho ricevuto grandi aiuti nella correzione e
nella promozione e questo mi ha spinta verso il self publishing. Ho pagato per
una correzione bozze ed editing, ho avuto la fortuna di trovare colleghi
preparati che mi hanno aiutata a capire come migliorare il mio stile e ho
cominciato a prendere la scrittura in modo più serio, trattandola a tutti gli
effetti come un lavoro e non come un semplice svago. Nel frattempo mi sono
introdotta nel mondo editoriale facendo le prime valutazioni per Libro Aperto
edizioni, poi ho avuto la grande fortuna d’incontrare Argeta e ho iniziato a
collaborare con la Butterfly prima nelle valutazioni dei manoscritti poi
nell’ufficio stampa. Ho avuto altre esperienze con la Ruota edizioni e altri
editor, ho fatto da beta e correttrice per molti autori e ho continuato a
studiare l’editing. Infine, sono entrata nel Seu come socio autore e in seguito
anche nello staff, la splendida Associazione di Scrittori Emergenti Uniti che
mi ha permesso di conoscere tante nuove persone e di arrivare a tante fiere
italiane. Insomma, è stato un percorso intenso, che mi ha cambiata molto. Ho
scelto di laurearmi in Beni Culturali Archivistici e Librari perché volevo seguire
dei corsi che mi aiutassero anche nella scrittura e sono molto felice, adesso,
di poter continuare a lavorare in questo ambito.
Per quanto riguarda i miei romanzi, ho deciso di
disdire il contratto per il primo libro, che uscirà tra qualche mese in self,
rivisto e aggiornato, insieme ai successivi della trilogia, “La spada degli
elfi” e “L’amore non si arrende”. Ho pubblicato anche la duologia romantica “In
volo con te” e “Questo viaggio è per sempre” che tratta i temi
dell’omosessualità, dei pregiudizi della gente, del coraggio di ricominciare e
superare le proprie paure; infine, sono usciti il romantic suspense “Io ti
libererò” e diversi racconti.
2)
Come
è nata l’idea della collana Starlight?
Seguivo già da un po’ con interesse la collana
Floreale, la prima nata per volere di Flora Gallert e PubMe, e quando ho visto
le selezioni per dirigere delle nuove collane ho deciso di provarci. Sono
passate un po’ di settimane e, dopo averne discusso con il capo di PubMe, mi è
stata affidata la collana dei fantasy. Per me è stata la scelta migliore,
perché i miei generi preferiti da lettrice sono sempre stati il rosa e il
fantasy. Ho avuto libertà su molti aspetti, perciò ho deciso il nome Starlight,
ho pensato a cosa scrivere sul sito, a chi avrei potuto contattare e in
generale a come organizzarmi. In un mese ho ricevuto dei manoscritti, ne ho
valutati un po’, ne ho scelti due, ho firmato i contratti e adesso ci stiamo
occupando dell’editing e della copertina; il lancio è previsto a fine gennaio,
se tutto va come deve andare, sono due storie molto diverse tra di loro, una
con un’ambientazione classica, l’altra moderna. Sono molto soddisfatta della
scelta e, nonostante le difficoltà – inevitabili – che s’incontrano ogni
giorno, penso che questo lavoro mi aiuterà anche a crescere come persona.
3)
La
piattaforma Pub Me con questa collana si sta evolvendo da piattaforma per il
self publishing a CE vera e propria, ho ben capito? Quali sono le altre
collane?
In realtà PubMe ha deciso di portare avanti due
percorsi diversi: il self publishing e le collane. Le collane fungono da case
editrici a tutti gli effetti, che PubMe ha dato in gestione a persone esterne
scelte come curatrici e direttrici: noi in questo ruolo ci occupiamo della
selezione, dell’editing e della copertina e aiutiamo l’autore nella promozione.
PubMe ci lascia in gestione la maggior parte degli aspetti; si occupa invece
del prodotto finito distribuendolo, pagando gli autori e sbrigando tutte le
faccende burocratiche. Ogni collana agisce in modo indipendente, anche se come
direttori ci consultiamo spesso, e ciascuna ha la propria politica e i propri
generi di pubblicazione.
Chi sceglie il self publishing, invece, carica
direttamente il libro sulla piattaforma senza passare dalle collane. I
contratti sono differenti e il marchio delle collane compare sia sui siti sia
nel libro, da questo si può capire quale percorso ha scelto l’autore.
Al momento le collane coprono i generi del
fantasy, rosa, giallo/thriller, narrativa contemporanea, libri per bambini e a
breve l’horror. È possibile che ne nascano altre, per esempio per la
saggistica.
4)
Cosa
cerchi in un testo? Quali sono le cose che più ti colpiscono e che non devono
mancare in un fantasy per la collana da te gestita?
Dall’analisi di un testo emerge quasi subito lo
stile dell’autore, la sua maturità, non è difficile capirne l’esperienza e la
necessità d’intervento sul testo. Sono rimasta stupita dai primi manoscritti,
che mostravano già una certa maturità, mentre ne ho ricevuti altri con uno
stile molto acerbo. Io mi sono prefissata di aiutare gli autori a migliorare,
quindi per i manoscritti scelti il lavoro di editing è approfondito e richiede
uno scambio costante con l’autore, per quelli scartati cerco di dare comunque
dei consigli generali affinché possa sapere cosa non funziona e su cosa
lavorare se vuole rimetterci mano.
Cerco storie con una struttura coerente, una
storia che sappia interessare il lettore, spingerlo a continuare la lettura,
che abbia anche una componente emozionale. Su singole scene e personaggi si può
lavorare, su testi che denotano scarsa informazione o una struttura caotica è
più difficile e richiede più tempo. Cerco un’idea originale, dei personaggi che
mi colpiscano. Anche lo stile e la scelta del ritmo sono molto importanti.
Diciamo che l’analisi prende un po’ tutti gli aspetti e confronta i punti di
forza con i punti di debolezza.
5)
Cosa
ti aspetti da questa esperienza?
Di arricchirmi, come persona, come lettrice, come
autrice. D’imparare ogni giorno cose nuove, di accrescere la mia esperienza nel
campo. E, soprattutto, di non deludere gli autori. Mi sto mettendo in gioco più
di quanto abbia mai fatto per i miei scritti perché voglio donare all’autore la
gioia di essere letto e apprezzato e non voglio che si senta solo in questo
percorso pieno di ostacoli. Siamo solo all’inizio, tanti progetti devono ancora
prendere forma, tante idee devono ancora essere realizzate, ma un passo dopo
l’altro riusciremo ad arrivare lontani. Intanto sto decidendo il calendario
delle prossime uscite: per i romanzi bisognerà attendere l’anno nuovo, ma per i
racconti è possibile che già a Natale ci saranno delle sorprese.
Voglio ringraziare le persone che mi hanno
sostenuta e dato fiducia e vi invito a visitare il sito http://starlight.pubme.me/ e a rimanere
aggiornati sulla pagina https://www.facebook.com/collanastarlight/
6)
Grazie per l’intervista, complimenti e a presto
su IUF!
Grazie mille a te! :)
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Starlight
lunedì 20 novembre 2017
RECENSIONE:
IL CASTELLO DI OTRANTO di H. WALPOLE
Genere:
Gotico, romance, storico
Anno:
1764
Pagine:
98
Edizione:
Newton
Collana:
100 pagine 1000 lire
Link: Amazon
Avete
presente quando negli anni ’90 ci fu l’invasione dei libretti “100 pagine 1000
lire”? Grazie a quella intuizione della Newton Compton è stato possibile
leggere moltissimi classici a prezzo bassissimo, alcuni dei quali mai più
ristampati da anni. Molti di questi libri si trovano ancora oggi, oltre che
nelle nostre librerie personali, nei mercatini o nelle Libere Librerie, ed è
proprio qui che ho trovato il famigerato “Il Castello di Otranto”, capostipite
del genere gotico. Un libro uscito nel 1764. Mi sono chiesta se avesse un senso
oggi come oggi leggere un testo simile, ma poi la mia curiosità nonché sete di
sapere mi ha spinto a prenderlo.
![]() |
| il Castello di Otranto oggi |
La
storia è ambientata nel 1200 circa, a Otranto, e narra del principe Manfredi e
della sua famiglia colpita da una maledizione: «Il Castello e la signoria d'Otranto sarebbero
venuti a mancare all'attuale famiglia, quando l'autentico possessore fosse
diventato troppo grande per abitarvi». Suo figlio Corrado sta per sposare la
principessa Isabella, ma muore schiacciato da un enorme elmo; Manfredi decide
allora di sposare lui la giovane, benché sia già sposato con Ippolita. Isabella
viene aiutata a fuggire da un giovane contadino, Teodoro; nel mentre si
compiono altri prodigi, come gambe e braccia giganti o quadri che sembrano prendere
vita.
L’intreccio prosegue con altri personaggi ,
degno della migliore soap opera: infatti a parte gli elementi “de paura” il
romanzo è un romance bello e buono, con intrighi familiari, paternità segrete,
fughe, qui pro quo e patemi d’animo
vari.
![]() |
| Illustrazione di Houghton per il romanzo |
La trama è ben congegnata, e la curiosità di sapere come finisce c’è;
alcuni dei dialoghi, di cui il romanzo è ricco, sono anche divertenti, altri
troppo ripetitivi e noiosi, a prescindere dal tono settecentesco che può anche
piacere ma è decisamente troppo aulico e melodrammatico per il giorno d’oggi.
Immagino che la comparsa del
soprannaturale debba aver provocato scalpore all’epoca; oggi quanto descritto
non fa per niente paura, anche perché, come ripeto, è più un romance che altro,
e poi ormai siamo andati molto avanti con horror e derivati.
Riguardo l’edizione, per far
entrare questo testo in 100 pagine hanno compresso al massimo il materiale,
ottenendo così dialoghi e frasi una dietro l’altro, affaticando la vista e aumentando
la confusione. Ho visto però che il romanzo è reperibile in altri formati,
rieditato da altri, quindi sconsiglio l’edizione economica a chi volesse
leggerlo e optare per altra edizione.
Tornando alla questione iniziale:
sì, i classici vanno letti per comprendere le origini dei generi letterari, e per capire meglio il nostro passato e le
epoche precedenti alla nostra, come si viveva e come si scriveva; e, no, se
questo non lo leggerete non vi sarete persi un capolavoro.
mercoledì 15 novembre 2017
Recensione
manga: La Divina Commedia di Go Nagai
Numero
volumi: 3
Anno:
1994-2014
Editore:
J-Pop
Collana:
Epic
Prezzo:
€ 8,50 a numero
Potevo
perdermi l’opera del Maestro Go Nagai sulla Divina Commedia? Assolutamente no,
e finalmente a tre anni dall’edizione italiana me lo sono procurato.
La
lettura mi ha lasciato entusiasta.
Go
Nagai ha dichiarato più volte di aver conosciuto l’opera di Dante negli anni
’70, di averla molto apprezzata e di essersi a esso ispirata per il manga “Mao
Dante”, ma non contento, nel 1994 ha iniziato a trasporla a fumetti.
Quello
che più mi ha colpito è stata la cura e l’estrema aderenza al testo dantesco:
Nagai ne ha colto in pieno l’essenza e il significato, trasponendo inoltre
dettagliatamente le immagini in esso riportate con maestria e cura. Non solo:
si nota anche lo studio accurato dell’epoca, nonché del periodo classico in
quanto come tutti ricorderete (lo ricordate , veroooo?!?...) Virgilio nella cantica
dell’Inferno accompagna Dante a zonzo per i gironi.
Ciò
ha comportato anche uno studio approfondito della religione cattolica, che non
dev’essere di facile comprensione per un orientale.
Tra
tutti i suoi manga che ho letto questo è di certo quello disegnato in maniera
più accurata, raggiungendo livelli che non esito a definire sopraffini, sia
artisticamente che tecnicamente, pur restando fedele ai suoi stilemi e alle
tipicità dei manga (ad esempio quando un
personaggio è preoccupato o in ansia, appare una goccia di sudore sulla sua
fronte…).
I
primi due volumi sono dedicati proprio all’Inferno, che, diciamolo, è la parte
che appassiona di più gli studenti (me compresa) e evidentemente anche il
Maestro non è rimasto immune al suo fascino; all’inizio introduce anche vari
rimandi alla vita di Dante e al periodo storico in cui vive.
Il terzo volume
comprende Purgatorio e Paradiso, quindi queste due cantiche sono narrate in
maniera molto più sintetica, anche troppo forse.
Tutta
l’opera è in realtà una sintesi, poiché appaiono gli episodi principali e più
importanti, anche perché altrimenti sarebbe stata troppo lunga e avrebbe finito
per perdersi, invece così com’è va bene, anche se il finale è un po’ troppo
sintetico.
Straconsiglio
a tutti questa opera, sia agli studenti liceali che ai più grandi; anzi, se
fossi una prof li inserirei come lettura integrativa alla Divina Commedia nel
programma scolastico!
Da
non perdere!
Le immagini sono copyright degli aventi diritto e sono inserite a puro scopo illustrativo.
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lettura,
manga,
recensione
giovedì 9 novembre 2017
Segnalazione : BERSERKR
Titolo:
Berserkr
Autore:
Alessio Del Debbio
Editore:
Dark Zone Edizioni
Genere:
urban fantasy
Isbn:
978-8899845209
Trama:
Berlino, inizio del terzo millennio. La Guerra Calda è finita, gli
Accordi dell’89 sono stati firmati e la città è stata divisa in
sette zone, ciascuna assegnata a una delle antiche stirpi.
All’interno della ringbahn
vivono gli uomini, protetti dalla Divisione, incaricata di mantenere
la pace e impedire sconfinamenti e scontri tra le stirpi. Misteriosi
omicidi, provocati da sconosciute creature sovrannaturali, iniziano
però a verificarsi in tutta la città, rischiando di frantumare il
delicato equilibrio raggiunto. La Divisione incarica Ulrik Von
Schreiber di indagare, aiutato dal pavido collega Fabian, ben sapendo
quanto abbia a cuore il mantenimento della pace. Ma Ulrik non è
soltanto un cacciatore, incarna lo Spirito Protettore della Città,
l’Orso di Berlino, che non attende altro che liberare la propria
furia.
Il nuovo romanzo di Alessio Del Debbio, "Berserkr", sarà presentato in occasione del Pisa Book Festival nei giorni 10-11-12 novembre 2017. Il romanzo è uscito in anticipo in occasione della fiera del libro di Francoforte, a cui la Dark Zone è stata invitata come CE rappresentante della Regione Lazio, ed è andato sold out a Lucca comics and games!
Già disponibile
su tutti gli store di libri.
In
uscita a novembre 2017 in occasione del Pisa Book Festival.
Biografia:
Alessio
Del Debbio, scrittore viareggino, appassionato di tutto ciò che è
fantastico e oltre la realtà. Numerosi suoi racconti sono usciti in
riviste (come Con.tempo e StreetBook Magazine) e in antologie,
cartacee e digitali (come I
mondi del fantasy,
di Limana Umanìta Edizioni, Racconti
Toscani,
di Historica Edizioni, Sognando,
di Panesi Edizioni). I suoi ultimi libri sono il romanzo Favola
di una falena
(Panesi Edizioni, 2016) e i fantasy contemporanei Ulfhednar
War – La guerra dei lupi
(Edizioni Il Ciliegio, 2017) e Berserkr
(Dark Zone, 2017).
Cura
il blog “I
mondi fantastici”
che promuove scrittori di fantasy italiano. Scrive articoli per il
portale di letteratura fantastica “Le
lande incantate”.
È presidente dell’associazione culturale “Nati per scrivere”
che sostiene gli scrittori emergenti, soprattutto locali, e d’estate
organizza la rassegna “Un
libro al tramonto”
– Aperitivi letterari a Viareggio, per far conoscere autori
toscani.
Contatti:
Pagina
Facebook “I mondi fantastici – Alessio Del Debbio”:
https://www.facebook.com/alessio.deldebbio/
Sito
autore: www.alessiodeldebbio.it
Blog
“i mondi fantastici”: www.imondifantastici.blogspot.it
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