mercoledì 10 gennaio 2018


Presentazione  “La fine del Tempo, la fine del Mondo



Autrice: Alessandra Leonardi
Genere: racconto low fantasy
Pagine: 40
Editore: Collana Starlight/Pub.me
Link: Ibs
             Kobo
             Amazon
Prezzo: € 1,49 ebook 
(N.B. A causa delle nuove politiche di Amazon, al momento non è dato sapere se dopo il 15 gennaio l'ebook potrà mantenere il suo prezzo su tale store o verrà aumentato unilateralmente dal distributore stesso).






 “Tutti sapevano che in quel periodo i Sapienti del Santuario del Ki giravano per i villaggi alla ricerca di bambini “speciali”, ma Taitun era distante dalle loro solite rotte.
Invece quel giorno arrivarono.”
Inizia così la nuova vita di Aleysha, prelevata da casa ad appena dieci anni e costretta a vivere nel Santuario insieme ad altri bambini come lei.
Aleysha ha un dono speciale e, proprio per l’energia che possiede e le abilità che apprende durante l’addestramento, si trova suo malgrado coinvolta in un progetto molto ambizioso: salvare il Mondo dalla distruzione.
Eppure, quello che desidera davvero la ragazza è di essere libera. Libera di tornare dalla mamma, di innamorarsi e seguire la strada che più preferisce. Libera di fare la sua scelta al di là di ogni obbligo. E l’incontro con Krynon la getta ancora di più nella confusione. Chi è quel ragazzo misterioso che l’aspetta nel bosco ogni giorno sempre alla stessa ora? Cosa le nasconde?
Combattuta tra scelte difficili e segreti da scoprire, Aleysha deve decidere se seguire il suo cuore o portare avanti il compito che le spetta. Il passo per liberarsi dalle catene è breve, ma ogni scelta ha le sue conseguenze… a volte imprevedibili
.





Il racconto “La fine del Tempo, la fine del Mondo”  ha avuto una genesi molto particolare.
Tutto ha avuto inizio due anni fa, quando si è manifestata nella mia testa matta l’immagine di un’anziana donna che cammina tra le rovine in un mondo desolato, in  un’eterna alba.
Ho subito buttato giù questa idea, scrivendo sul mio quadernino  quello che poi è diventato l’incipit del racconto. Mi chiedevo, anzi mi rivolgevo direttamente alla donna, domandandole: “Chi sei? Da dove vieni? Qual è la tua missione? ” In quel periodo ero molto occupata col lavoro, e non riuscivo a concentrarmi sulla sua storia, o meglio, non riuscivo ad ascoltare le risposte di quel personaggio.
Nel frattempo sono passati un paio di anni, ho avuto molte altre idee e scritto altre storie mettendo da parte questa; finalmente una notte la  vecchietta si è ripresentata nella mia mente, consentendomi di portare a termine la sua storia.
Quando poi ho conosciuto la Collana Starlight di Jessica Maccario ho pensato che fosse un racconto adatto per questa Collana! 


Jessica  è stata davvero encomiabile: la curatrice della Collana si occupa oltre che della scelta dei testi, dell'editing, delle cover e dopo l'uscita della promozione, non lasciando mai l'autore solo in questa importantissima fase. 





Scrivere fantasy è affascinante ma non  semplice, perché è facile cadere nei cliché, che sono però al contempo la linfa di questo genere!
 Ho optato per un low fantasy in cui non sono presenti orchi, elfi e draghi, e la magia è rappresentata dalla manipolazione di  questa energia, il Ki, che ritroviamo anche nel mondo reale nelle discipline orientali, nonché  da altre forze naturali che non specifico per non rovinare la sorpresa.  Delle tipicità del genere fantasy ho mantenuto l’ambientazione medievaleggiante e la caratteristica del romanzo di formazione: Aleysha, la protagonista, è una “prescelta” con un grande potere, ma essendo rimasta chiusa in un Santuario per anni, non sa nulla del mondo; è ingenua e piena di dubbi perché le sono mancati gli affetti fondamentali, e diventerà pienamente consapevole di sé e del suo ruolo solo nel finale.
Ho evitato il manicheismo presente in molti fantasy: qui chi dovrebbe essere “buono” ha molti scheletri nell’armadio, e chi dovrebbe essere “cattivo” non lo è poi così tanto, avendo le sue buone ragioni.
La relazione amorosa che ho inserito non è accessoria, anzi è fondamentale per lo sviluppo della storia. Nei miei racconti precedenti non ho mai dato molta importanza alle storie d’amore, anzi a dire il vero non sono quasi mai presenti, perché preferisco in genere dare più importanza ad altri aspetti; stavolta invece ho voluto dare risalto anche alla relazione sentimentale. Non per questo ho infarcito il racconto di scene romantiche, intendiamoci! Non è un romance! 
L'incontro con Krynon risulta quindi determinante per la sua crescita interiore.

Aleysha

Krynon







Il tema principale che ho voluto affrontare nel racconto è quello della libertà di scelta, tema che ricorre anche in altri miei racconti, ma qui è 
affrontato in maniera diversa. La domanda di fondo è: “Quanto tutti noi siamo davvero liberi nell’effettuare le nostre scelte?”  Aleysha non è mai stata libera di fare nulla, perché, a causa del suo potere ha sempre vissuto ne Santuario, come dicevo sopra, costretta a severe regole. Come diceva Spider-Man, “da un grande potere derivano grandi responsabilità”, e in genere i “prescelti” soccombono ai loro doveri; Aleysha cosa deciderà? Seguirà la sua sorte o si ribellerà? Non lo dico per non spoilerare, ma sottolineo che lei non ha le basi per costruirsi  una forte identità e non ha capacità di discernimento;  fino alla fine l’indecisione della ragazza sarà sempre presente, e questo fa di lei una protagonista atipica.

L’energia citata nel racconto, il Ki, è mutuata da discipline orientali come il reiki, l’ayurveda (dove è chiamato prana) , l’aikido, il taijiquan, ed è l’energia vitale presente in tutte le cose. Al Santuario del Ki gli adepti imparano a percepirla e utilizzarla in molteplici applicazioni, dalla creazione di sfere di energia alla manipolazione degli oggetti, alle terapie di guarigione.

La via per il Santuario del Ki


 Circa la forma, quella del racconto, io tendo a essere molto sintetica; so che i cultori del genere fantasy in genere  amano i tomi da mille e mille pagine o le saghe interminabili, ma oggi come oggi c’è anche chi desidera leggere qualcosa di veloce e autoconclusivo. Io tendo a essere molto sintetica, quindi il racconto è il tipo di narrazione in cui, almeno finora, mi sono trovata meglio.

Mi aspetto e spero di riuscire con questa storia a coinvolgere il lettore, a trascinarlo nel mondo che ho immaginato, offrire un po’ di svago e perché no, anche di riflessione sui temi trattati.
Qualche lettore ha paventato l'idea di un ampliamento o un seguito, ma dico subito che ho già trattato tutti gli argomenti che desideravo trattare in questa storia, e non avrebbe senso dilungarmi e inserire ulteriori vicende che risulterebbero iterative e inutili alla narrazione, quindi non ci sarà un romanzo basato su questo racconto.



Un estratto:

Erano in quattro, due uomini e due donne; il più anziano di loro percepì subito la mia presenza, lasciò perdere le altre case e si diresse verso di noi. Vedendomi giocare nel giardino, disse che non aveva mai percepito tanto ki in una bambina della mia età; aggiunse che sarei dovuta andare via con loro. Io non volevo, ma i due Sapienti più giovani entrarono e mi acchiapparono, senza ascoltare i miei strilli. Stavo per essere strappata per sempre al mio piccolo mondo di bambina. Il terrore s’impadronì di me, mi sembrava di soffocare mentre vedevo mia madre che usciva di casa, disperata, trattenuta a stento da un paio di vicini. Tutti sapevano che non era concesso interferire coi Sapienti: non c’era più nulla da fare. Quell’immagine velata dalle lacrime, di mia madre che gridava e piangeva nel nostro giardino fiorito, mi rimase impressa per sempre.
Neppure ricordo il momento preciso del mio arrivo al Santuario, né le ore successive: ero troppo terrorizzata, non riuscivo a ragionare.
Solo in seguito presi atto che mi trovavo in un luogo adagiato tra i monti, in un’ampia spianata ricoperta di neve.
Quella prima notte al Santuario, non chiusi occhio.”

Qualche recensione:

 Libri e emozioni di Paola Bianchi, una recensione molto accurata sia nella forma che nel contenuto.

La testa fra i libri di Shuska Zanni, una recensione sintetica e precisa.

Su Amazon e su Kobo altre recensioni dei lettori.





Mi sono anche divertita a immaginare un cast stellare per una ipotetica versione cine/tv!

Aleysha potrebbe avere il viso dolce e fresco di Chloe Grace Moretz:





Krynon, il ragazzo che incontra Aleysha,  misterioso e affascinante, sarebbe un giovane Keanu Reeves:





Marfon, il Santone Supremo: per questa figura ho avuto l’imbarazzo della scelta, alla fine ho optato per il mitico Max Von Sydow:






I personaggi minori, ma non per questo privi di importanza:

Pharna, l’amica adepta al Santuario, verrebbe interpretata da Millie Bobby Brown.




Mayla, la Sapiente a cui è stata affidato il compito di vigilare su Aleysha, sarebbe Grace Adler.


Flaura, l’amata madre di Aleysha, sarebbe Holly Marie Combs.




Siete pronti per immergervi nella storia che ho immaginato?











giovedì 4 gennaio 2018


RECENSIONE: STAR WARS VIII GLI ULTIMI JEDI












Avendo visto il film in enorme ritardo rispetto al giorno di uscita, non ho potuto fare a meno di leggere numerosi commenti e recensioni qui e là in rete, opinioni molto discordanti tra loro, quindi non sapevo cosa aspettarmi.

Il film comincia con un combattimento tra Primo Ordine e Resistenza, per passare subito dopo al punto preciso in cui era finito Episodio VII, ovvero Rey che porge a Luke la spada laser.
Luke in questo film è, come giusto che sia, un personaggio giunto al crepuscolo, tormentato e deluso, che compie però il suo dovere fino in fondo; anche Leia è al tramonto, ma … debbo dire che indossa anelli bellissimi!
Ecco, le battute umoristiche, reintrodotte nella saga dopo una lunga assenza, fanno proprio quest’effetto: sono messe un po’ a cavolo interrompendo l’epicità delle scene, però sono adatte all’epoca contemporanea (qualcuno le ha definite da cinepanettone Marvel). Nella trilogia classica erano prerogativa soprattutto del duo Han/Chewbe, qui sono divise tra le scene Pou e le scene riguardanti Finn, più altri pezzi in cui sono presenti le creaturine aliene.
Finn non ha un ruolo centrale come in Episodio VII, ha comunque il suo spazio anche se la sua missione mi ha lasciato un po’ perplessa, sia per quanto riguarda la lunghezza sia sull’utilità in sé.
 Altri personaggi introdotti nel film precedente non hanno avuto lo spazio che si presumeva, come la famigerata Phasma; ne vengono però introdotti di nuovi, come quello interpretato da Benicio Del Toro.
Il protagonista assoluto, e anche il personaggio meglio riuscito, stavolta è Kylo Ren, ovvero il lato oscuro della forza perfettamente controbilanciato da Rey, che ne rappresenta il lato chiaro. Kylo, alias Ben Solo, è molto tormentato e viene indagato a fondo più degli altri personaggi. Rey fa il suo, anche se è messa un po’ in ombra da Luke e da Kylo, con cui ha bellissimi duetti.
Una mancanza che ho avvertito nel film è stata l’assenza di un qualsivoglia legame tra Kylo e sua madre. Possibile che non si pensino, non si citino, niente? Boh.

Le creature aliene, una delle caratteristiche della saga, sono molto carine e anche  ben inserite nel contesto.

Ciò che ha fatto più storcere il naso ai fan sono state due cose specifiche: una in effetti mi è sembrata davvero esagerata, l’altra una questione molto tecnica a cui non ho dato molto peso in verità, anche se capisco che agli specialisti possa aver dato fastidio. Non entro nello specifico per non spoiler are, anche se mi rendo conto di essere criptica…

Nulla da eccepire sugli effetti speciali, sui costumi, sul trucco e parrucco, sulla fotografia  e sulla colonna sonora; il montaggio invece non mi ha del tutto convinto: alcune sequenze sono troppo lunghe, si potevano anche tagliare, tipo il rapporto Rey/Luke e la scena dell’avventura di Finn insieme a una nuova,Rose Tico.
 Il film comunque non è affatto noioso nonostante sia molto lungo, i colpi di scena non mancano anche se non sono proprio da restare a bocca aperta.

L’impressione generale è che Gli ultimi Jedi sia un film di svolta, pur restando nella scia della saga,  preludio per il gran finale che tornerà a essere diretto da JJ Abrams.
 Di certo si è  osato di più rispetto a Episodio VII, che è stato un bellissimo e sentito omaggio alla serie classica e nulla di più.  
Tutti ci chiediamo che ne sarà della Principessa Leia, data la dolorosa scomparsa di Carrie Fisher a cui giustamente è dedicato il film. Non ci resta che aspettare due anni.

In loving memory of our princess Carrie Fisher è la frase che conclude la prima parte dei titoli di coda, e anche io voglio concludere questa recensione così.






 

sabato 30 dicembre 2017


365 giorni di Infiniti Universi Fantastici

 

 










Come ogni fine anno, è giunto il momento dei bilanci... oltre che della bilancia!!! :-P 

In questo 2017 ho recensito 15 libri, la maggior parte con annessa intervista, 15 film, 8 tra serie tv e anime, 5 fumetti, segnalato 15 libri, effettuato 1 tappa di blogtour e segnalato numerose iniziative e concorsi legati al mondo della scrittura. Beh, non male!

Questi sono i libri che ho recensito:

-I mondi del Fantasy VI, di AAVV. Presto la recensione de I mondi del Fantasy VII!

- L'ora del diavolo, l'antologia di racconti ispirati alle leggende locali toscane di Alessio Del Debbio;

-La rosa oscura, l'urban fantasy di Laura Martin Montagner;

-Il Duca di ferro, racconto steampunk di Monica Serra;

-Rex di Daphne Amati e Romolo di M. Sconcerti, esperimento di recensione doppia sullo stesso argomento;

-Nora, il romanzo d'esordio di Giacomo Ferraiuolo, il re dell'horror italiano;

-Nessun dove, celebre romanzo urban fantasy di Neil Gaiman;

-Ulfhednar War, la guerra dei lupi, urban fantasy di Alessio Del Debbio, vincitore del 1° giveaway del blog. L'anno prossimo ne farò un altro, stay tuned! ;-)

- La svastica sul sole di P.K. Dick e The man in the high castle, recensione incrociata serie tv e romanzo;

-Lo scudo di Talos, di V.M. Manfredi, che mi è stato utilissimo per il romanzo storico che sto scrivendo e che spero di finire l'anno prossimo;

-Romanitas di S. McDougall, romanzo ucronico di cui spero di riuscire a leggere il seguito nel 2018;

-Il castello di Otranto di Walpole, un classico, capostipite della letteratura gotica. Un classico all'anno bisogna leggerlo!

-Caracalla, o il mito di Alessandro di Andrea Foschini, libro molto particolare, storico- poetico;

- Legio M Ultima dei Demiurghi, epic fantasy-storico.



Vorrei ringraziare tutte le persone che mi hanno seguito leggendo i miei post, specie i lettori fissi, e chi ha speso il suo tempo lasciando un commento, sempre molto graditi.
 Scrivere una recensione non è mai facile, anzi è molto impegnativo; bisognerebbe cercare di essere il più obiettivi possibile, ma questo è un blog personale e non una testata giornalistica, quindi alla fine ci metto sempre un po' di mio, non potrebbe essere altrimenti! 

Quali sono stati i tre articoli più letti nel 2018? Eccoli!

1) La recensione di "Ulfhednar War-La guerra dei lupi", romanzo di Alessio Del Debbio (postato il 15 giugno 2017)
2) Concorso letterario Libropolis (postato il 5 giugno 2017)
3) Segnalazione dell'antologia "Tutte le storie del mondo", a cura di Pietro Damiano (postato il 25 febbraio 2017)

Con la speranza di ritrovarvi qui tra queste pagine anche nel 2018, e di conquistare molti altri lettori, auguro a tutti una buona fine e un miglior principio!

                            BUON ANNO NUOVO!!!

          Alessandra Leonardi e i suoi Infiniti Universi Fantastici

lunedì 25 dicembre 2017


In occasione del Natale vi regalo questo racconto di genere paranormale, che ha partecipato al contest sul gruppo Facebook "Scrittori & lettori fantasy" per la pubblicazione su JobOk Magazine, classificandosi terzo. 
Le vicende narrate sono ispirate a fatti realmente accaduti a me medesima qualche anno fa...
Buone Feste !


                                               Gli “altri” sogni







Come ogni estate, anche quell’anno mi trovavo a trascorrere le vacanze nella cosiddetta  “la residenza estiva”, una villetta al mare  ereditata dai nonni,  situata a Lavinio, nei pressi di Anzio.
Le mie giornate trascorrevano tutte uguali: di mattina andavo in spiaggia di buon’ora, per evitare la confusione;  pranzavo a casa, facevo una pennichella sul letto e poi, nel pomeriggio, mi dedicavo alle letture, sdraiata nell’amaca tra due pini nel giardino, sorseggiando bibite fresche: unico brivido, le pigne che avrebbero potuto piovermi in testa da un momento all’altro. Prima di cena, una bella pedalata con la vecchia bici, tanto per ricordare al sangue di continuare a circolare, e in serata recupero delle serie tv che non avevo potuto seguire durante l’inverno.  Ogni tanto mi recavo in visita a qualche conoscente; il sabato sera una pizza e una birra  al solito ristorantino con i familiari, e la domenica mattina  una passeggiata nella Riserva di Tor Caldara,  in mezzo ai sugheri e ai lecci, passando tra canyon sulfurei dalle variopinte sfumature che digradavano dal bianco al bronzo, passando attraverso toni giallognoli. Al termine del tragitto si ergeva la Torre, che dopo cinquecento anni ancora proteggeva la costa da un eventuale nemico proveniente dal mare. 
Tor Caldara
Tutte queste giornate scandite  da ritmi lenti e attività immutabili provocavano in me una sorta di ipnosi da reiterazione, incrementata dall’incessante frinire delle cicale, colonna sonora di tutte le mie estati; nei giorni più caldi, l’inattività si faceva ancora più accentuata e il tedio aumentava.
Quella notte c’era un insopportabile caldo afoso e quando andai a coricarmi non riuscivo a prendere sonno, tormentata da umidità  e  zanzare. Stanca di rigirarmi nel letto, decisi di fare un giro notturno in sella alla mia bicicletta.
Percorrevo la via Ardeatina  pedalando vicino al guard-rail, con le macchine che sfrecciavano alla mia sinistra; la strada era pericolosa e a due sole corsie, con i bordi laterali sconquassati dall’eruzione delle radici dei pini marittimi. Questi alberi dai tronchi inclinati a causa delle  sferzate di vento intrecciavano le loro chiome lassù in cima, formando un tunnel naturale sotto il quale  pedalavo beata verso Anzio. Non avevo mai percorso in bicicletta quella strada data la sua  pericolosità, eppure invece di procedere con cautela volavo: le ruote sembravano neppure toccare terra. I rumori giungevano ovattati , le luci dei lampioni e quelle dei fanali delle automobili erano amplificate, con aloni enormi, come quando si va dall’oculista e ti inoculano l’atropina negli occhi per vedere cosa c’è in fondo al tuo sguardo. La luna era gigantesca, e il suo lucore creava una scia sul mare nero alla mia destra che sembrava un ponte verso l’infinito.
Prima del rettilineo imboccai una stradina laterale, un vialetto secondario sulla sinistra. 
Una scena terribile si materializzò davanti a me: un’automobile si era ribaltata  e una donna era restata intrappolata al suo interno tra le lamiere contorte! Scesi dalla bici al volo, abbandonandola con le ruote roteanti in mezzo alla strada, e mi precipitai a soccorrere la poveretta: non so con quale forza riuscii ad aprire lo sportello incastrato, a slacciare la cintura di sicurezza e a trascinar fuori la donna, che, seppur traumatizzata e dolorante, riusciva a camminare.

Quando mi risvegliai la mattina successiva, confusa e stordita, ripensai all’accaduto.
 Compresi che era impossibile percorrere l’Ardeatina quasi scivolando sull’aria, e neppure estrarre una donna dall’auto con le  mie sole forze era plausibile; ciò che era successo non poteva essere reale, e compresi di aver sognato.
 “Ma che strano sogno che ho fatto!”, pensai. Mi tirai su a fatica, ero più stanca della sera precedente e le gambe mi dolevano, come se avessi davvero pedalato a lungo. Preparai il mio caffelatte freddo, presi la pizza bianca e mi sedetti davanti alla tv per ascoltare il telegiornale regionale del mattino.
L’immagine che rimandava, col titolone sovrimpresso, era agghiacciante:
“Tragico incidente ad Anzio, donna muore in auto”. 
La pizza mi cadde di mano e non riuscii a parlare per alcuni minuti, tanto che anche mia madre si accorse del mio stato di shock; le raccontai così dello strano sogno che avevo fatto, lasciando anche lei basita.
Mi preparai in fretta per andare sulla spiaggia: volevo raccontare al più presto la vicenda a mia cugina Emilia, da sempre appassionata di paranormale. Forse lei poteva avere una spiegazione plausibile a riguardo.
Non si meravigliò più di tanto: mentre sguazzavamo nelle acque cristalline, appese a una boa lontane dalla riva, mi propose di contattare una signora di sua conoscenza, tale  Matilde Boschi, sensitiva e medium. Avevo già conosciuto in passato una donna con capacità empatico-precognitive, quindi non avevo riserve al riguardo e accettai con entusiasmo.

Matilde abitava nelle vicinanze di Nettuno, nell’entroterra, in una villetta celata allo sguardo dei curiosi dal verde rigoglioso del suo giardino. Ci accolse con uno smagliante sorriso sul suo viso curato e con poche rughe; l’età avanzata si percepiva dalle mani piene di macchie scure e un po’ adunche, per il resto camminava eretta e spedita ed era molto elegante nella sua semplicità: pochi gioielli vistosi, un prendisole a fiori e i capelli tinti di biondo raccolti in uno chignon.
Ci fece accomodare nel gazebo, abbracciato da roselline rampicanti; mentre ci offriva del the freddo in un servizio di porcellana inglese, più adatto al the caldo a dire il vero, mi spronò a raccontare il mio sogno.
Non mi feci pregare e raccontai l’accaduto con dovizia di particolari.
«Cosa sai dei sogni, bambina?» mi chiese.
«Beh, lasciando perdere tutte le implicazioni freudiane e junghiane, so che sono un’attività psichica che compie il cervello in fase di sonno REM: vediamo immagini, sentiamo suoni, rielaboriamo ciò che abbiamo vissuto, oppure viviamo i nostri desideri, o i nostri incubi peggiori…» risposi, tralasciando il fatto che ormai avevo quasi quarant’anni, altro che bambina!
«Negli ultimi tempi hanno anche stabilito che si sogna in fase non-REM, durante il sonno profondo: sono i sogni che non ricordiamo» puntualizzò Emilia, accendendosi una sigaretta.
«Freud ha affermato che i sogni sono una porta sull’inconscio; c’è andato vicino! » ridacchiò l’arzilla vecchietta. «Possiamo dire che sono un portale, un ingresso verso altri piani dell’esistenza. E poi i sogni non sono tutti uguali: ci sono quelli di rielaborazione, oppure  altri  in cui viviamo le nostre vite come vorremmo che fossero, o ancora incubi terribili… e poi ci sono gli “altri” sogni, quelli  in cui il corpo astrale si distacca dal corpo fisico e vola altrove. Questo mi sembra proprio il tuo caso» spiegò.
«Corpo astrale? Cos’è?» chiesi, incuriosita.
«Ma tu non sai niente, peggio di Jon Snow!» Emilia e io scoppiammo a ridere: anche l’arzilla vecchietta era fan del Trono di Spade! «Ci sono cinque corpi in ogni uomo, solo quello fisico è visibile, gli altri non lo sono. Questi sono: il corpo eterico, che è in soldoni la nostra energia vitale; il corpo astrale o emotivo, che può distaccarsi dal corpo fisico, ed è il tuo caso; poi ci sono il corpo mentale, cioè i nostri pensieri, e infine il corpo spirituale, ovvero l’anima»  spiegò. «Non c’entrano nulla i “sogni dell’Oltre” di Jojen Reed!» concluse, citando di nuovo la famosa serie di libri e telefilm.
«Ma perché questo mio corpo astrale è volato a salvare quella donna, riuscendoci, se invece nel mondo reale è deceduta? » domandai, più confusa di prima.
«Questo non lo so, ma un motivo ci sarà. Io mi chiederei perché proprio a te sia accaduto» rispose Matilde, versandomi dell’altro the.
«Ora mi sta mettendo paura» rabbrividii.
«Ma no, stellina! Tieni, mangia un biscottino. Li ho fatti io, eh! Sono all’anice!» Matilde mi porse la biscottiera di porcellana.
Sgranai una decina di biscotti in pochi secondi, con la tipica voracità di chi è molto nervoso.
«Per caso hai avuto un incidente stradale, in passato?» mi chiese, dopo qualche istante di silenzio.
«Sì! Come fa a saperlo? L’ho avuto qualche anno fa, sono stata in ospedale due mesi.»
Altra raffica di biscottini.
«L’ho percepito. Probabilmente sarai stata “richiamata” tu proprio perché avevi avuto un’esperienza simile. Perché non cerchi di scoprire di più su questa donna? Tutti i giornali locali hanno riportato la vicenda, con nome e cognome di quella poveretta. Pensaci.»

La sera riflettei molto sulla conversazione; presi il tablet  e iniziai un po’ di ricerche online, seduta sul divano a dondolo del mio giardino: un po’ sui sogni, un po’ sul “corpo astrale”, e un po’ riguardo la signora deceduta. Scoprii che il suo nome era Simona Marelli, vedova di soli quarant’anni, con due figli. Non sapevo cosa fare: chiamare i genitori della donna o peggio ancora i bambini mi sembrava un’invasione nella  privacy, un intromettermi del loro dolore e raccontare cos’era successo avrebbe potuto scatenare indignazione e turbamento, insomma mi potevano prendere per pazza.
Accantonai presto l’idea di comunicare con la famiglia della donna; anche Emilia era concorde riguardo il fatto di non disturbare la famiglia.
Il resto dell’estate scivolò via come sabbia tra le dita, anche se ogni tanto il pensiero di quel sogno “altro” mi turbava e  non mi abbandonava, neppure quando rientrai nella Capitale e ripresi il solito tran-tran quotidiano.

Era autunno inoltrato quando  dovetti recarmi al cimitero di Prima Porta.
Le foglie dorate frullavano nei mulinelli d’aria che si creavano  all’improvviso e fiori caduti dalle corone funebri delle persone appena sepolte adornavano anche i vialetti del camposanto oltre che le sepolture. Avevano appena tumulato una mia anziana prozia, Antonietta , e dopo il triste rito mi avviai verso un’altra area, dove giaceva mia nonna Costantina.
Durante il tragitto raccoglievo i fiori freschi abbandonati al suolo che incontravo sul mio cammino, finché lo sguardo non si posò su una lapide a forma di croce. Mi avvicinai, guardai bene la foto e sentii un tuffo al cuore: era lei,  Simona Marelli, morta ad Anzio il 7 agosto 2008.
 Percepii un ronzio alle orecchie e iniziò a girarmi la testa. Le mie gambe si erano fatte molli, e mi aggrappai alla croce.
«Grazie» udii dire alle mie spalle. La voce sembrava provenire dall’Oltretomba, e non era un modo di dire. Risuonava cupa e lontana, vibrava nella mia testa.
Mi voltai.
 Lei era lì, dietro di me, col volto disteso e sorridente.
«Perché mi ringrazi? Io non ti ho salvata. Non ti ho tirata fuori dalla macchina quella sera. Mi dispiace, non sono arrivata in tempo forse» le dissi, coi denti che mi battevano, e non per il freddo.
«Oh, no! Io ero destinata a morire quel giorno: tu hai estratto la mia anima, che era rimasta imprigionata tra le lamiere come il mio corpo. Una morte violenta provoca uno shock all’anima, che non riesce a distaccarsi.  Ora sto insieme a mio marito, sono serena. Dal luogo in cui mi trovo veglio sui miei figli. Grazie ancora! Addio!»
Quando ritornai in me, alcuni operai del cimitero mi stavano sorreggendo e scuotendo;  sopra e intorno a me erano sparsi ovunque i fiori che avevo raccolto.
«Signora… signora si svegli! Tenga, un po’ d’acqua.»
Rifiutai l’acqua, ringraziai e raccolsi i fiori che mi erano caduti di mano, spargendosi intorno. Guardai ancora un attimo la tomba di Simona Marelli, e mi  incamminai per la mia strada.
 Finalmente avevo avuto le risposte che cercavo.
Mi sentii in pace.









sabato 23 dicembre 2017



L’ESORDIO  DELLA   COLLANA  STARLIGHT






















La fine del Tempo, la fine del Mondo” , racconto  fantasy di Alessandra Leonardi (yes, moi!) e “Die party”, urban fantasy di Silvia Castellano sono i primi libri in uscita per la Collana Starlight curata da Jessica Maccario per PubMe, in formato ebook, disponibili dal 23 dicembre in tutti gli store online.

Link per “La fine del Tempo, la fine del Mondo”: Amazon
Prezzo: € 1,49

Link per “Die Party”: Amazon
Prezzo: € 1,49







“La fine del Tempo, la fine del Mondo”, fantasy classico (low fantasy) di Alessandra Leonardi

“Tutti sapevano che in quel periodo i Sapienti del Santuario del Ki giravano per i villaggi alla ricerca di bambini “speciali”, ma Taitun era distante dalle loro solite rotte.
Invece quel giorno arrivarono.”
Inizia così la nuova vita di Aleysha, prelevata da casa ad appena dieci anni e costretta a vivere nel Santuario insieme ad altri bambini come lei.
Aleysha ha un dono speciale e, proprio per l’energia che possiede e le abilità che apprende durante l’addestramento, si trova suo malgrado coinvolta in un progetto molto ambizioso: salvare il Mondo dalla distruzione.
Eppure, quello che desidera davvero la ragazza è di essere libera. Libera di tornare dalla mamma, di innamorarsi e seguire la strada che più preferisce. Libera di fare la sua scelta al di là di ogni obbligo. E l’incontro con Krynon la getta ancora di più nella confusione. Chi è quel ragazzo misterioso che l’aspetta nel bosco ogni giorno sempre alla stessa ora? Cosa le nasconde?
Combattuta tra scelte difficili e segreti da scoprire, Aleysha deve decidere se seguire il suo cuore o portare avanti il compito che le spetta. Il passo per liberarsi dalle catene è breve, ma ogni scelta ha le sue conseguenze… a volte imprevedibili.


“Die Party”, Urban fantasy di Silvia Castellano

“Sei pronto per la festa più pericolosa dell’anno?”
Tutti conoscono il “Die Party”, la festa più apprezzata dell’anno. Molti si stanno organizzando per andarci, ma a Lyla non interessa trascorrere la vigilia di Natale in un posto in cui ci sarà tutta la scuola. Con un nome così non le sembra nulla di originale e ha già i suoi problemi con Alex, alias Mister Arroganza, colui che sarebbe in grado di spezzarle il cuore in pochi attimi. Ma Jan, il suo migliore amico, sa essere molto persuasivo e Lyla si ritrova suo malgrado a varcare la soglia del locale.
Quella che si preannunciava come una normale festa tra ragazzi, diventerà a poco a poco il party più pericoloso dell’anno.
Un segreto si annida tra quelle pareti, ma le carte non sono ancora state svelate...
E tu, aprirai quella porta?

           
                                  

Il Primo Starlight Party è un evento su Facebook creato apposta per festeggiare l’uscita dei primi due racconti della collana Starlight (marchio editoriale di Pubme gestito da Jessica Maccario). Per seguire l’evento venite qui:
Vi terremo compagnia dal 22 al 28 di dicembre con articoli e recensioni in collaborazione con i blog, interviste in diretta e una sorpresa finale per i lettori.





La Starlight è una collana per la pubblicazione di racconti e romanzi fantasy nata a ottobre 2017, che si occupa di valutazione, correzione di manoscritti e promozione con l’autore.
Per contattarli o seguirli, potete andare su questi siti.
Indirizzo email a cui mandare manoscritti o richiedere collaborazioni: collanastarlight@gmail.com
Instagram: starlight_collana
Video di presentazione della collana:



mercoledì 20 dicembre 2017



La casa editrice social: Geeko Editor







Il mondo editoriale è proprio in fermento! Dopo aver parlato recentemente della Collana Starlight (tra le cui prime uscite c'è anche un mio racconto...) e delle altre linee di Pub Me, oggi è la volta della CE social: Geeko editor.

Geeko editor nasce da un’idea di Alba Grazioli, che avvia una startup e nel luglio 2017 dà il via al progetto , coadiuvata da Fabio Antinucci, scrittore e responsabile della comunicazione, e Lidia Verdone, grafica. I tre, amanti della scrittura da sempre, hanno ideato questo nuovo modo di fare editoria, connettendosi alla rete e sviluppando una piattaforma social che è una vera e propria casa editrice digitale (per ora).

Cosa è possibile fare su questo portale? Praticamente tutto: postare racconti, romanzi e poesie, partecipare a contest, leggere e votare gli scrittori; si possono postare anche articoli, poiché nella propria pagina personale c’è anche uno spazio blog.
Il vincitore del contest verrà pubblicato in ebook: saranno quindi i lettori a decidere qual è la storia più meritevole! Ma non è l’unico modo di essere pubblicati.
C’è anche una seconda strada: mandare il proprio manoscritto alla CE; attendere una selezione da parte dei responsabili; essere votati dai membri della community, che leggeranno un estratto o una sinossi del vostro lavoro.

Qualcuno potrebbe obiettare: “ma c’è già Meetale!”. Non è proprio la stessa cosa. Anche su Meetale è possibile postare i propri scritti, farsi notare da CE esterne e sì, anche creare condivisione con altri utenti; anche lì si  fanno contest, ma non è una CE vera e propria, come invece è Geeko.

Il sito è molto curato, con graziose illustrazioni di Alessandra Loreti; ha moltissime pagine,  quindi dopo aver effettuato il log-in bisogna spulciarlo ben bene per comprenderne a fondo tutte le possibilità.
Le spiegazioni comunque sono dettagliate e semplici da capire.


Diamo ora la parola  agli editori stessi per avere più informazioni. 

1) Ciao Alba, Fabio e Lidia, parlateci un po’ di voi e della vostra passione per lettura e scrittura: presentatevi in breve!

Alba: “Io sono la responsabile editoriale di Geeko Editor: mi occupo della coordinazione del team, ma anche e soprattutto della cura dei manoscritti arrivati in redazione e della supervisione dei contest. Sono una grande appassionata di letteratura, narrativa e comunicazione, passioni che mi ha portato a concepire il progetto”.

Fabio: “Io mi occupo responsabile della comunicazione e copywriter. Sono da sempre appassionato di narrativa, scrivo storie fantastiche da molto tempo e da quale anno ho intrapreso la strada per diventare social media manager e copywriter: essere coinvolto in Geeko è stata una vera fortuna.”



Lidia: “Il mio compito è occuparmi del comparto grafico in toto, dalla creazione delle copertine degli e-book sino alle grafiche per i profili social dell’azienda. Amo molto leggere, l’arte e il cinema, e dunque ho una spiccata sensibilità verso il nostro lavoro.”

2) Com’è nata l’idea di Geeko Editor? Quali sono stati i passi necessari per questo progetto?

Fabio: “Geeko Editor è nata da un’idea di Alba, che l’ha sviluppata nel corso degli anni dell’università e appena laureata riflettendo attentamente sulle logiche dell’editoria e sul modo nel quale esse potessero combinarsi con quelle dei social network. Geeko Editor è il frutto di una lunga riflessione, ma anche di un lungo cammino fatto di formazione e documentazione. Quanto ai passi fatti per arrivare al varo di un sito del genere citiamo soprattutto il crowdfunding di quaranta giorni su Eppela che ci ha permesso di finanziare il progetto, e prima ancora la lunga campagna sui social attraverso la quale abbiamo riunito attorno a noi una community di sostenitori.”

3) Ci sono garanzie antiplagio per chi pubblica sul vostro sito?

Fabio: “Abbiamo un sistema tanto semplice quanto efficace: la data di pubblicazione. In Geeko Editor c’è  la storia di ogni opera, e ogni contenzioso può essere facilmente risolto dimostrando a colui che tenta il plagio di aver pubblicato il racconto prima di lui. Ci teniamo inoltre a specificare che questo possibile problema riguarda solo i racconti pubblicati sul sito, e non i romanzi che vengono inviati in redazione e sottoposti al giudizio della community.”

4) Che genere di materiale è richiesto per la pubblicazione? Genere dei romanzi, anche racconti singoli, antologie … c’è un numero minimo/massimo di battute?

Fabio: “L’unico materiale richiesto è l’opera, assieme a una piccola immagine rappresentativa da allegare al form del sito che permette di inviare il manoscritto: sarà la copertina provvisoria con la quale presenteremo l’estratto dell’opera da votare al contest di pubblicazione. Quanto al resto, non ci sono altre preclusioni eccetto che per la poesia, che al momento non è inclusa all’interno della nostra offerta editoriale e, per comodità, per il racconto breve singolo, che sarebbe più comodo includere all’interno di una raccolta più corposa.”

5) I romanzi e racconti che arrivano alla pubblicazione sono distribuiti solo sul portale Geeko Editor o anche negli store online?

Fabio: “Al momento Geeko Editor è l’unico punto vendita ma di sicuro in futuro, quando la CE sarà diventata più forte, tenteremo in ogni modo di espanderci in altri store”.

6) Come progettate di ampliare la CE? Pensate di arrivare al cartaceo? Altri obiettivi?

Fabio: “Di progetti per il futuro ce ne sono molti, anche basati su innovazioni delle tecnologie per la comunicazione che stanno venendo sviluppate in questi anni. Quanto al cartaceo, è senza dubbio un obiettivo che va raggiunto, ma al momento, essendo una piccola CE esordiente, non possiamo che continuare a offrire solo un servizio di pubblicazione in digitale.”.

7) Grazie per aver accettato l’intervista su IUF, a presto!


Tutti: “Grazie a te!”