venerdì 17 maggio 2019




 BLOGTOUR “QUANDO BETTA FILAVA”
DI ALESSIO DEL DEBBIO-  TAPPA  6






Buonsalve, oggi IUF ospita con sommo piacere la sesta tappa del blogtorur “Quando Betta filava”, di Alessio Del Debbio.



Autore: Alessio Del Debbio
Editore: NPS Edizioni
Genere: Raccolta di racconti fantastici
Pagine:  212
Prezzo: 14 euro (cartaceo), 2,99 euro (digitale)
Uscita: 1 maggio 2019 (ebook) – 15 maggio 2019 (cartaceo).
Disegno di copertina di Marco Pennacchietti.

Disponibile in digitale su tutti gli store di ebook.
Disponibile in cartaceo in tutte le librerie online e fisiche.

Quarta di copertina:

Molto tempo fa, il mondo era pieno di meraviglie: folletti che burlavano i paesani, donne depositarie dei segreti delle erbe, cavalieri erranti in cerca di gloria e diavoli tentatori. Non era raro, per gli incauti viandanti, imbattersi in chimere e serpenti volastri, strigi e mannari. Ma solo chi aveva occhi attenti, e mente aperta, poteva ammirare i tesori nascosti negli anfratti delle Alpi Apuane e in Maremma, immergersi negli abissi del mare e camminare per l’antica Tirrenide.
Nelle pagine di questo libro rivivono storie e leggende dimenticate, creature fantastiche che popolavano la Toscana e, chissà, magari la popolano tutt’oggi, sfuggendo allo sguardo distratto dell’uomo moderno.
Quando Betta filava” contiene quindici racconti fantastici ispirati a leggende del folclore toscano, che offrono uno spaccato dell’immaginario della regione.
Contiene i racconti: Il diavolo vede lungi, La lupa di sangue, La vera storia di Burlaman, Il tesoro nel castello, La rificolona, Il labirinto del re, L’ultimo cavaliere, La camera rossa, Il tempio del destino, Anime nella bufera, Sulle tracce della Tirrenide, L’ombra della sera, L’amore di Lencio Meo, Oltre gli stretti; L’ultima Kinzica.



1)     Ciao Alessio e bentornato su IUF per questa tappa del blogtour “Quando Betta filava”. Innanzitutto toglimi una curiosità: perchè “Betta” e non “Berta”, poiché il detto dice “quando Berta  filava”?

Grazie per l’ospitalità. È sempre bello navigare in “Infiniti universi fantastici”.
Dunque, l’antologia si chiama “Quando Betta filava” perché, per quanto in italiano si dica Berta, in Toscana, e in particolar modo nella zona della Lucchesia, si dice Betta. Essendo io originario di queste zone, e dato l’argomento dei racconti, che recuperano storie del folclore e delle tradizioni popolari locali, mi piaceva dare, fin dal titolo, la giusta atmosfera, accogliendo il lettore anche con lo stile adeguato.

2)   Questa antologia può considerarsi il seguito ideale de “L’ora del diavolo”?

Volendo, si può vedere in questo modo. Si tratta sempre di racconti fantastici, sempre ispirati al folclore e alle tradizioni locali, ma se “L’ora del diavolo” verteva più sulla zona Versilia, Lucca e Alpi Apuane, con “Quando Betta filava” ampliamo al resto della Toscana, ritrovandoci a vagare per la campagna senese e aretina, per la Maremma o le isole dell’arcipelago toscano, con giganti, chimere, lupi e altre creature fantatiche.

3)   Nei tuoi romanzi e racconti troviamo molto spesso dei camei di personaggi dell’uno o dell’altro romanzo, e anche qui ci sono rimandi e citazioni. Chi troviamo, e perché questa scelta?

Certo. I camei non mancano mai. Mi diverto troppo a recuperare ambientazioni o personaggi, citandoli in nuove storie, magari anche fuori dal loro mondo. In “Quando Betta filava” compaiono Jonathan e Leonardo, protagonisti dei miei romanzi per ragazzi (come “Anime contro), qua in veste di cacciatori di creature sovrannaturali, nel racconto d’apertura dell’antologia: “Il diavolo vede lungi”, ambientato a Lucca. Poi vengono citate la Busdraga, Lucida Mansi, la Guerra del Fatonero. In qualche modo i racconti si considerano tutti avvenuti, sia pur essendo storie autonome e indipendenti, tutti appartenenti allo stesso universo narrativo.

4)   Tra i vari racconti ce n’è uno un po’ atipico, quello del Burlaman. Ma chi è?

Burlaman è il supereroe viareggino, ispirato in parte a Superman, in parte a Burlamacco, la maschera ufficiale del Carnevale di Viareggio. Il suo costume infatti è a righe bianche e rosse, i colori di Burlamacco, ma anziché essere aitante come Superman è un ometto di mezza età, un po’ tracagnotto, goloso e mangione, che preferisce stendere i supereroi a colpi di coriandoli (esplosivi) e rutti al cipollotto che non faticare troppo! I suoi superpoteri, però, risiedono nell’amore per la sua città e nel tentativo di difenderne gli abitanti dalle forze del male.

5)   Ne “L’ora del Diavolo”  i personaggi femminili sono quasi tutti abbastanza negativi, in “Quando Betta filava” invece  sono meglio definiti , più approfonditi e sfaccettati. È una mia impressione o dopo l’uscita de “La guerra dei Lupi” hai curato di più i personaggi femminili?

Mah, non saprei dire. La mia simpatia va sempre ai protagonisti maschili, ma sicuramente anche i personaggi femminili rivestono la loro importanza nelle storie. In “Quando Betta filava” abbiamo, ad esempio, Carlotta, una potente strega (forse un’officiante) vissuta nella Firenze del Diciassettesimo Secolo; la povera Laide, messa in fuga dalla madre, che le ha augurato “ti prendessero i lupi”, e Kinzica de’Sismondi, una grande eroina pisana, detta “la Salvatrice”. Alla fine, credo, maschi o femmine, l’importante è creare personaggi ben costruiti, ben delineati e inseriti nel giusto contesto.


6)   Perché è importante il folclore italiano?

Per non dimenticare la nostra storia, le nostre radici, le nostre tradizioni. Perché la Cultura è anche questa, non solo ciò che si insegna nei libri di scuola, è importante anche la piccola storia, quella della gente comune, che la sera si ritrovava a veglia, attorno al fuoco, e tirava fuori le loro ansie, le loro paure, esorcizzandole in stilemi del folclore popolare.
Per avere anche un approccio diverso al fantastico, che non sia il solito fantasy clone di Tolkien. Infine, per offrire alle generazioni che verranno qualcosa in cui credere, qualcosa su cui riflettere e che magari li distolga dallo schermo di un pc e che ricordi loro che al mondo c’è altro. Qualcosa di più magico e misterioso. Basta solo saperlo cercare.

7)    La Toscana è veramente una terra ricca di folclore, e come abbiamo visto nell’antologia “Bestie d’Italia” anche le altre regioni. Pensi di scrivere prima o poi una tua antologia personale sul folclore italiano e non solo della Toscana?

Perché no, in futuro non sarebbe male. O anche realizzare un’antologia di racconti per ciascuna regione! ^^
Al momento comunque non è nei miei progetti. A livello di antologie, le prossime uscite riguarderanno storia, leggende e mitologia germanica, dell’area tedesca, e storie di uomini e lupi.

8)   Progetti futuri?

A fine anno ci sarà una bella sorpresa, per gli amanti di “Berserkr”, ma non posso ancora anticipare niente o la boss della Dark Zone mi uccide! ^^
È in fase di scrittura il terzo e conclusivo capitolo di “Ulfhednar War” (di cui vi do un indizio: il titolo è composto da quattro parole, come negli altri due libri!) e un nuovo progetto sulle leggende lucchesi, in collaborazione con la band “Joe Natta e le leggende lucchesi”, che vedrà la nascita quest’estate.

Grazie per l’ospitalità!

Grazie a te per aver risposto a tutte queste domande!

Per concludere, un estratto del libro e una breve bio dell’autore.
Se non li avete già lette, correte a recuperare le precedenti tappe del blogtour! 😉

Estratto:
Col tempo, Jonathan aveva imparato che il diavolo esisteva davvero, in forme orribili e diverse, come esistevano torme di disperati pronti a evocarlo e a chiederne i favori. Aveva cacciato ed era stato cacciato, aveva visto gli orrori celati negli abissi del mare e nei boschi delle Alpi Apuane, creature dimenticate che attendevano nell’ombra il soffio del vento del riscatto.

Biografia:  


Alessio Del Debbio, scrittore viareggino, appassionato di tutto ciò che è fantastico e oltre la realtà. Numerosi suoi racconti sono usciti in riviste e in antologie, cartacee e digitali. I suoi ultimi libri sono la saga fantasy contemporanea Ulfhednar War, composta da “La guerra dei lupi” e “I Figli di Cardea” (Edizioni Il Ciliegio, 2017), l’urban fantasy “Berserkr” (DZ Edizioni, 2017) e l’antologia “L’ora del diavolo” (NPS Edizioni, 2018).
Cura il blog “i mondi fantastici”, che sostiene la letteratura fantastica italiana. Presiede l’associazione culturale “Nati per scrivere”, che organizza eventi e incontri letterari con scrittori locali. Tiene laboratori e workshop di scrittura e lettura creativa e editoria, in giro per l’Italia.

Contatti:
Blog “I mondi fantastici”: www.imondifantastici.blogspot.it
Pagina Facebook “I mondi fantastici – Alessio Del Debbio”: https://www.facebook.com/alessio.deldebbio


giovedì 16 maggio 2019



BLOGTOUR LA LEGGENDA DEGLI AMANTI DEL LAGO





TITOLO: La leggenda degli amanti del lago
AUTORE: Simona Cremonini
EDITORE: PresentARTsì
DATA DI PUBBLICAZIONE: 6 maggio 2019
GENERE: Romanzo, fantastico, folklore, horror, urban fantasy, miti e leggende
COLLOCAZIONE: 3° romanzo della Saga delle Streghe Quinti, autoconclusivo.
PREZZO CARTACEO: 15 euro
NUMERO DI PAGINE: 246
LINK: Amazon 


Bentrovati cari lettori, oggi IUF vi porta sul bellissimo lago di Garda, ospitando la quinta tappa del blogtour "La leggenda degli amanti del lago".

In questa tappa parliamo del titolo “La leggenda degli amanti del lago” e delle epoche di ambientazione del romanzo; l'autrice stessa, Simona Cremonini, ha risposto ai quesiti a riguardo.


Qual è il significato di questo titolo un po’ misterioso e un po’ struggente?

Il romanzo “La leggenda degli amanti del lago” ha un titolo molto evocativo che potrebbe anche sembrare un po’ romantico, ma non è un libro d’amore. Bensì è dedicato molto di più al tema degli amanti e, soprattutto, questo tema è presente su più livelli, perché coinvolge una leggenda locale e affligge anche la protagonista, Brunella, nella sua vita privata.
Per quanto riguarda la leggenda, siamo in realtà di fronte a un vero e proprio paradosso che mi ha sempre colpito. Infatti questa storia presente nelle tradizioni del lago di Garda indica che due personaggi realmente esistiti in questi luoghi, il poeta Catullo (che aveva una residenza presso le famose Grotte di Catullo a Sirmione) e la regina italiana Adelaide di Borgogna, siano stati amanti. È una leggenda stranissima, inspiegabile, su un amore impossibile su tutti i livelli, anche perché i due sono vissuti a mille anni di distanza l’uno dall’altra: Catullo muore nel 54 o nel 55 a.C., mentre Adelaide nasce nel 931 d.C., praticamente 10 secoli più tardi, passando per il lago di Garda nel 951 d.C. quando, prigioniera sulla Rocca di Garda, riesce a fuggire in modo misterioso e attraversando il basso lago per vie sconosciute giunge a Canossa, dove verrà salvata dall’imperatore Ottone, che tra l’altro la sposerà facendola diventare anche Imperatrice d’Europa oltre che regina italiana.
Perché, allora, esiste questa leggenda così strana su Catullo e Adelaide (peraltro donna integerrima divenuta poi anche santa della Chiesa cattolica)?
Dal punto di vista analitico e storico non ho una risposta a questa domanda, e non so nemmeno se mi sarà mai possibile trovarla, così questo romanzo è anche una spiegazione tutta mia all’esistenza di questa leggenda così particolare su questi due amanti raccontati nel basso lago.
Per quanto riguarda Bru, in questo romanzo sentirà sulla propria pelle ciò che significa essere “amante”, perché si troverà a subire il fascino di un corteggiatore ammaliante quanto pericoloso, un personaggio che abbiamo conosciuto nei romanzi precedenti e che le ha già dato del filo da torcere. La tentazione lavorerà su di lei e la metterà in crisi nella sua relazione con Cristian, nata nel corso degli altri libri.

Già parlando dei personaggi si capisce che il romanzo attraversa, anche solo tramite le leggende, varie epoche. Quali sono quindi le ambientazioni storiche?

L’ambientazione in generale, quella che riguarda la storia di Brunella, è contemporanea, ma come negli altri miei libri le leggende mi permettono di introdurre in “La leggenda degli amanti del lago” anche elementi e storie di altri tempi.
In questo romanzo ho dedicato un’ampia parentesi ad Adelaide e al suo passaggio per la parte meridionale del lago di Garda, con alcuni capitoli che introducono il suo viaggio attraverso la terra della Lugana (dove oggi si produce il buonissimo vino bianco omonimo) e la zona del Lavagnone, delle paludi e delle selve che esistevano in questi luoghi a quel tempo.
Il passaggio di Adelaide per queste terre è stato documentato da diversi storici ma di fatto è sempre stato lasciato sempre un po’ in ombra rispetto ad altre versioni della sua storia.
Io, invece, volevo raccontare il viaggio di questa donna straordinaria del Medioevo che ancora non conosce il glorioso futuro che la attende e qui in questi luoghi, nel mio romanzo, rischia tutto per un incontro che potrebbe cambiare il suo destino. Di fatto le farò incontrare Catullo e il mondo romano... una specie di steampunk al contrario su cui però non voglio anticipare troppo, ma che giustificherà proprio questa leggenda così strampalata.
Gli altri cenni storici più importanti riguardano quindi l’epoca romana, che è anche l’epoca in cui la famiglia Quinti viene creata, nonché una parentesi importante dedicata all’epoca dannunziana, gli anni Trenta del Novecento: faremo infatti anche una “capatina” al Vittoriale degli Italiani, nel suo periodo di massimo splendore, a conoscere una delle antenate di Brunella che si scoprirà aver dato del filo da torcere al Vate a suo tempo, e così avremo modo di conoscere altri dettagli su questa famiglia di streghe e sulle tante sfaccettature delle streghe Quinti nel corso del tempo.

I collegamenti tra le epoche e fatti così diversi sono davvero molti: come interagisce tutto questo col sovrannaturale?

Il sovrannaturale è un filo conduttore del romanzo e della saga: e nelle mie storie è un punto di arrivo anche per molti fatti che nella realtà erano solo storici, e tra loro slegati, e che io ho collegato in modo nuovo proprio attraverso l’inserimento di situazioni fantastiche. Per esempio ho collegato personaggi di epoche diverse e creato una continuità attraverso le epoche che è data proprio dalla famiglia Quinti così come viene raccontata nei libri, coinvolgendo tra l’altro anche personaggi rinascimentali e medievali come la beata Stefana Quinzani o Cornelia Quintiliana, condannata al carcere a Salò in quanto “strega”.
Proprio il sovrannaturale riesce a creare quel legame unico e “magico” con tutto ciò che è stato in passato e che la protagonista ha avuto in eredità dalla sua famiglia.

Per approfondire vi invito a recuperare le tappe precedenti del blogtour e seguire le successive, nonché visitare le pagine social e il sito dell'autrice:

Riferimenti web e social
Sito autrice Simona Cremonini: www.leggendedelgarda.com
Facebook editore PresentARTsì: https://www.facebook.com/presentartsieditore/
Twitter: @leggende
Instagram: simonacremonini

Qui il link per il programma del blogtour: sito Leggende del Garda

E qui l'evento Facebook da seguire !




martedì 14 maggio 2019



Dottor Libro 2019 Inaugurazione con 

Gianrico Carofiglio






Buongiorno a tutti, oggi vi parleremo di una importante iniziativa che si terrà a Roma il 16 maggio.

Al via la quarta edizione di “Dottor Libro”, rassegna letteraria negli Ospedali .

 Il 16 Maggio 2019 alle 16.30, nell’aula A al secondo piano dell’edificio Piastra dell’Ospedale San Camillo - Forlanini di Roma, Gianrico Carofiglio presenta il suo ultimo libro “La versione di Fenoglio”, edito da Einaudi Editore. Con l’autore dialogherà lo scrittore Roberto Ippolito. L’incontro è aperto a pazienti, familiari, personale ospedaliero e pubblico esterno.
L'evento è patrocinato dal Comitato di quartiere di Monteverde Nuovo.




 

Dottor Libro è una rassegna letteraria pensata per portare gli scrittori a parlare dei loro libri all’interno delle strutture ospedaliere. Si fonda sull’idea che per i pazienti e per il personale ospedaliero gli incontri possano essere occasione di alleviare per gli uni la costrizione della degenza, per gli altri l’impegno continuativo di una professione tanto fondamentale quanto a volte gravosa. Il progetto è attivo dal 2016 presso gli Ospedali San Giovanni e San Camillo di Roma.

Nel Dicembre 2018, il suo ideatore, Claudio Madau, è stato insignito dal Presidente della Repubblica, “Motu Proprio”, dell’Onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per l’iniziativa. La scelta di invitare Gianrico Carofiglio ad inaugurare la nuova edizione non è casuale: è stato infatti lo scrittore barese il primo autore in assoluto a presentare un suo romanzo all’interno della rassegna, il 4 Novembre del 2016.


Davvero una bella iniziativa, che auspichiamo venga ampliata in futuro!

martedì 7 maggio 2019



GLI AUTORI DEL CSU AL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO






Ciao amanti dei libri, di certo già saprete che dal 9 al 13 maggio si terrà a Torino, presso il Lingotto, il Salone internazionale del libro (qui il sito ufficiale) a cui parteciperanno molti editori e autori: ci saranno stand, espositori, interviste, eventi, di tutto e di più!




Tra gli eventi, ci tengo a presentarvi quello organizzato dal Collettivo Scrittori Uniti, una "staffetta letteraria" a cui parteciperanno 8 autori, condotto del presidente CSU Claudio Secci. L'evento si terrà il 9 maggio alle h 18,30 alla Sala Avorio, ingresso libero fino a esaurimento dei 50 posti.

Gli autori sono:

WILMA COERO BORGA presenta "Conoscere la mia città. Torino" - genere Narrativo Fotografico

ALFONSO PISTILLI presenta "Con il casco azzurro verniciato a spruzzo" - genere Narrativa


EMANUELA NAVONE presenta "47 secondi" - racconti
ANITA DELL'ACQUA presenta "Senza fili" - storico
MARGHERITA MELONI 
 presenta "Francesca da Rimini" - psicologico

CORRADO D'ANGELO presenta "Io sono l'usignolo" - thriller
EDOARDO GUERRINI  presenta "Basta litigare 3C" - saggistica
MARIAGRAZIA PIA  
presenta "Il tempo che mi serve" - romanzo

Ogni autore avrà a disposizione 8 minuti per parlare del proprio libro, più il firmacopie finale.

O voi che andrete, non perdetelo!

lunedì 6 maggio 2019


NUOVA USCITA: LA SPOSA DELLE TENEBRE- IL BACIO DELLA MORTE di FABIANA ANDREOZZI e VANESSA VESCERA 








Genere: Urban Fantasy
Formato: ebook e cartaceo
Editore: Self-publishing
Costo: 0.99€ in offerta in ebook per il pre-order e fino al 12 maggio poi 2,99€ - gratis in KU - 12€ cartaceo
Numero Pagine: 310
Uscita: 6 Maggio

Link: Amazon 


Buongiorno appassionati lettori di universi fantastici, oggi esce un 

nuovo romanzo urban fantasy, La sposa delle tenebre- Il bacio della

morte di Fabiana Andreozzi e Vanessa Vescera.

Leggiamo la trama:



Honey ha diciassette anni, ma di una ragazza comune non ha nulla. Bionda e con occhi chiari, di un viola che ricorda i lillà, è cresciuta con la sola consapevolezza di essere orfana di madre, cagionevole di salute e con una forte fede religiosa.
Tutto nella sua vita scorre serenamente fino a quando, dopo la premiazione di un concorso letterario che si tiene a Whitby, la sua vita viene stravolta.
Nel paese che le è sempre stato caro il sangue scorre a fiumi e, dopo la scomparsa della sua migliore amica Ellie, i suoi incubi iniziano a essere veri squarci sul futuro.
Suo padre, il reverendo del paese, preoccupato la affida a Michael, spacciandolo per un amico di famiglia, e la manda a Londra, lontano dalla ferocia di un serial killer che si aggira indisturbato.
La realtà invece è tutt’altra e sconvolgerà la vita di Honey per sempre.
La leggenda della sposa delle tenebre le farà scegliere da che parte stare e dovrà decidere se assecondare il cuore oppure la ragione per mantenere un equilibrio ormai sull’orlo del precipizio.




Conosciamo le due autrici:   



Fabiana Andreozzi nasce e vive a Roma dal 1979. Laureata in psicologia ma per lavoro non fa né la scrittrice né la psicologa. Siccome nella vita reale non fa nulla di quello che le piace non le resta che volare con la fantasia quando scrive o quando legge. Per riempire meglio il tempo gestisce un
Ha pubblicato con piccole CE e poi in self publishing diversi libri a quattro mani con la sua amica Vanessa Vescera: D&S Non voglio perderti (2010), Amore nel Sangue (2011), Attimi indimenticabili (2012), Vuoi sposarmi? No grazie! (2013), Il richiamo della luna (2013), il racconto Ops, che figuraccia nell’antologia Ops! Che figura! (2013), il racconto Lo scoglio incantato (2014), Colpo di fulmine da Harrods (2014), Principessa per Capriccio (2015) e Kiss me… Baby (2015), Kiss me… baby2 (2017) e D&S Ho bisogno di te (2019).
Insieme alla sua amica Sara Pratesi ha pubblicato la quadrilogia Love match e lo spin off della serie: Come ti spaccio il fidanzato (2015), Matrimonio al buio (2015), A.A.A: Cercasi marito a Las Vegas (2016), Due perfetti sconosciuti (2016). Lo spin off della serie: Sotto sotto ti amo (2016).
Con Marco Canella ha pubblicato Non voglio innamorarmi di te (2017).
Da sola ha pubblicato per la Darcy edizioni, Eternal Damnation – Piovuta dal cielo (2019)
Nel 2016 - 2018 organizza e partecipa con dei racconti alle antologie di beneficenza Gocce d’amore e Once Upon a Time.
Ha scritto il racconto Amore a tempo determinato pubblicato nell’antologia Parole in corsa VII edizione dopo essere stato selezionato nel concorso omonimo.
Insieme a tre amiche dal 2016 amministra il gruppo Facebook e il blog Le cercatrici di libri.
Insieme a Sara Pratesi e a Viviana Leo a maggio del 2018 ha dato vita alla Darcy Edizioni.
La potete trovare sulla pagina autrice: @iRomanziDiFabiana
Oppure sul gruppo: I romanzi di Fabiana Andreozzi e Sara Pratesi

Vanessa Vescera nasce nell’86 a San Giovanni Rotondo. Tra le sue passioni quella della danza, della scrittura, della lettura e della grafica.
Pubblica il suo romanzo d’esordio nel 2013 “Convivenza leggera… matrimonio d’affari” (24 ore a Parigi per averti). Nel 2017 pubblica in self publishing “Le parole di una Rosa” e in seguito, nel 2018 “Piccola Cenerentola Ossessione d’amore”. Partecipa a un concorso di poesie con cui arriva sesta con segnalazione di merito. Scrive svariati romanzi a quattro mani con Fabiana Andreozzi e Rujada Atzori.
La potete trovare sulla sua pagina autrice: @vanessavesceraautrice





sabato 4 maggio 2019


RECENSIONE: AVENGERS ENDGAME










Genere: supereroi, fantascienza
Produzione: Marvel, USA
Durata: 182'
Regia: Russo bros.
Cast: al completo!
Data di uscita: 24 aprile 2019



Dopo undici anni e ventidue film del MCU, siamo alla fine dei giochi. 

Un'epopea cinematografica come non se ne sono viste finora ha avuto una degna conclusione con Avengers Endgame, filmone della durata monstre di tre ore che tiene incollato lo spettatore dell'inizio alla fine. solo la Marvel, maestra della narrazione, poteva riuscire in questa impresa da storia del cinema.


La storia è prevedibile, i colpi di scena sono davvero relativi, e questo è anche normale: non poteva esserci un finale diverso e per arrivare a questo finale le cose da fare erano ovvie. 
Non ho timore ad affermare che mi è piaciuto di più Infinity War: più colpi di scena, più azione.
Ma quel che conta in questa storia è l'aspetto emotivo, i sentimenti che hanno mosso, in un modo o nel'altro, i nostri eroi, sicuramente cambiati dopo lo SNAP di Thanos ma sempre eroi. 

Dubitano, ci pensano e ripensano, abbracciano il lato oscuro, si perdono, ma alla fine si ritrovano e scelgono l'amore.
Fondamentale è uno dei cardini delle storie Marvel, il principio del tutti per uno, uno per tutti. 



Possiamo così godere di tutti i protagonisti di questi film in un'unica storia in cui ognuno avrà un ruolo importante, anche se la parte del leone è riservata ai cinque Avengers originali.
Non mi soffermerò sugli aspetti tecnici, assolutamente impeccabili, o sulla bravura di cast e crew, ormai li abbiamo ampiamente apprezzati. 
La sceneggiatura sempre ottima, tutto s'incastra alla perfezione e riesce ad amalgamare momenti di pathos molto drammatici e momenti divertenti.

Non dico di più per non spoilerare.

Segnalo il cameo del compianto Stan Lee e... la mancanza del finalino dopo i bellissimi titoli di coda.



Cosa succederà dopo questo film? Per scoprirlo dobbiamo sbirciare nei prossimi film Marvel in uscita, ma non sappiamo se la saga continuerà oppure ci sarà un reboot.

Intanto ci aspettano Dark Phoenix a giugno e Spiderman Far from home a luglio!










venerdì 3 maggio 2019



DIMENSIONE COSMICA ~ LA RIVISTA








Ritorna la rivista dedicata all’immaginario fantastico.


Nata nel 1978 grazie a Michele Martino, inizialmente  fanzine e in seguito rivista vera e propria, Dimensione cosmica è diventata un vero punto di riferimento per gli amanti del genere, iniziando a divulgare anche una via italiana al’immaginario fantastico.
Negli anni ’80 è stata guidata da Anna Rinonapoli e poi da Renato Prestiniero, per poi sparire purtroppo dalla circolazione.

Ora Dimensione cosmica, edita da Tabula fati, è ritornata in vita ad opera di Marco Solfanelli, Adriano Monti-Buzzetti (direttore editoriale) e Gianfranco De Turris (direttore responsabile), ed è arrivata al suo quinto numero.





Nel numero uno si trova il manifesto programmatico, in cui viene sottolineato il desiderio di tornare a una fantascienza e a un fantasy  orientato al senso del meraviglioso.




All’interno di questo e dei numeri successivi ci sono  saggi e articoli, approfondimenti a tema, illustrazioni e racconti di autori italiani noti e meno noti, tra cui: Altomare, Gualchierotti, Gobbi, Monti-Buzzetti, Pietrafesa, Serra.




La rivista costa € 8 ed è possibile abbonarsi. Tutte le informazioni sul sito della rivista, Dimensione Cosmica.