lunedì 16 novembre 2020

SEGNALAZIONE: UN TRIANGOLO ROSA DI PAOLO ARIGOTTI

 Un romanzo sull'omossessualità nel periodo nazista



Cari lettori,

oggi vi parliamo di Un triangolo rosa, romanzo storico di Paolo Arigotti.

Questa la trama:

30 gennaio 1933. Adolf Hitler è nominato cancelliere della Germania, divenendone in breve tempo padrone assoluto.

La notizia arriva in Italia, dove il giovane Marco, impiegato di notaio, è al lavoro, mentre Berlino festeggia con fiaccolate e processioni pagane per le vie della città.

Tra i giovani che sfilano per le strade della capitale tedesca c'è il giovane Klaus, al quale a breve un alto ufficiale delle SS, Walter Schellenberg, offrirà un posto nei pretoriani di Hitler, aprendogli le porte ad una luminosa e fulminante carriera, che lo porterà a collaborare alla notte dei lunghi coltelli ed alla nascita dei primi lager.

Marco viene convocato qualche tempo dopo a colloquio privato dal suo datore di lavoro, l'anziano notaio ebreo Spagnoli, che gli anticipa, con una lungimiranza sorprendente, i successivi eventi, tra i quali la campagna d'Etiopia e l'avvicinamento dell'Italia fascista al terzo Reich, compreso il varo delle leggi razziali.

Marco riceve un'offerta di collaborazione con non meglio precisate forze d'opposizione, decidendo di accettare in nome degli ideali di libertà appresi dal padre, convinto socialista.

Grazie ad una fitta rete, Marco entra in contatto con un giovane e brillante avvocato, Luigi Marini, con il quale instaura una solida amicizia destinata, con l'andare del tempo e dopo i gravi lutti che colpiscono il giovane, a diventare una relazione sentimentale, tenuta nascosta a tutti.

Gli eventi precipitano e i venti di guerra soffiano sempre più forti, mentre tutti i fatti pronosticati da Spagnoli si avverano implacabilmente.

Poco dopo l'inizio della guerra anche Spagnoli muore, lasciando una grossa eredità a Marco, unitamente al compito di proseguire nella rete di contatti clandestina che, inutilmente, aveva cercato di evitare l'entrata in guerra dell'Italia.

Sul letto di morte l'anziano uomo confiderà a Marco di sapere tutto del suo rapporto con Luigi, raccomandandogli grande prudenza e testimoniandogli in questo modo il suo profondo affetto.

La dichiarazione di guerra del 10 giugno 1940, fortemente voluta da Mussolini nell'illusione di non combatterla, trascina il paese in un conflitto devastante, mentre Marco e Luigi avviano una collaborazione sempre più stretta con il Vaticano, assumendovi impieghi delicati ed importanti.

I due ragazzi vengono a sapere degli orrori perpetrati nei campi dell'est Europa, anche a danno di persone che vivono la loro stessa condizione, come già noto a Luigi grazie ai rapporti instaurati con alcuni giovani tedeschi prima dell'avvento al potere del nazismo.

Durante un ricevimento ufficiale, Marco, presente nella nuova veste di funzionario presso la segreteria di stato vaticana, fa la conoscenza di un giovane ufficiale nazista, in servizio da poco nella capitale italiana: Klaus.

Per tre anni le cose restano immutate per Marco e Luigi, che portano avanti segretamente la loro relazione, mentre la guerra travolge l'Italia ed il fascismo, a causa di una serie di rovinose sconfitte, che a poco a poco minano lo stesso mito dell'invincibilità tedesca.

Lo sbarco alleato in Sicilia spinge il Re, fino a quel momento sostenitore del fascismo, a destituire il Duce ed a chiedere un armistizio, che però causa l'invasione tedesca del Paese.

L'occupazione dà avvio ai progetti di rastrellamento degli ebrei romani, che Marco e Luigi cercano di evitare; in quella occasione conoscono e stringono amicizia con la famiglia di Deborah, appartenente alla comunità ebraica della capitale.

Tra la donna e Marco nascerà immediatamente un rapporto molto forte, e Deborah gli confiderà di aver capito la natura del suo rapporto con Luigi.

Le loro attività clandestine vengono spiate e riferite ai nazisti da un sacerdote collaborazionista, mosso da intenti personali ed egoistici, che conducono all'arresto di Marco e Luigi, proprio ad opera di Klaus.

L'ufficiale, richiamato in Germania per prestare servizio ad Auschwitz, dove nel frattempo sono stati deportati Deborah e la sua famiglia, chiede ed ottiene di portare con sé i prigionieri, per spingerli a collaborare.

In realtà, i motivi sono altri.

Klaus, invaghitosi di Marco, lo vuole e gli propone un patto: concedersi a lui in cambio della salvezza per sé, il compagno e Deborah.

Marco è costretto ad accettare; dopo qualche tempo Klaus, che già nutriva seri dubbi sugli stermini perpetrati ad Auschwitz, si convince che occorre fare qualcosa e spinto dai suoi sentimenti per Marco decide di collaborare con lui, favorendo la sua rocambolesca fuga assieme a Luigi.

Il loro intento di portare al mondo libero le prove degli eccidi non raggiunge lo scopo desiderato, mentre il rapporto tra Marco e Luigi entra in crisi quando quest'ultimo si rende conto che pure Marco si è innamorato di Klaus.

Tornati a Roma Marco rivede Klaus, che gli confida di aver tradito; il giovane, dopo la liberazione della città, decide di proseguire la lotta contro il nazismo, unendosi ai partigiani del nord, anche per non abbandonarlo.

A Firenze Marco riceve l'incarico di farsi portatore a Mussolini di una proposta di pace vaticana, purtroppo senza successo.

Il giovane resta a Milano, dove nel frattempo è stato inviato Klaus; i due si rivedono e per breve tempo vivono il loro amore.

La scoperta del tradimento da parte delle SS, determina l'arresto di Klaus e dello stesso Marco, il quale, in occasione di una nuova fuga, viene ferito a morte; dopo mille vicissitudini morirà a Milano, proprio il giorno della liberazione.

Klaus, rimasto solo, viene arrestato e processato per crimini di guerra, ma eviterà la condanna a morte grazie alla difesa di Luigi, che metterà da parte risentimento e preconcetti per ottemperare alle ultime volontà di Marco.

Deborah, sopravvissuta ai campi grazie a Klaus assieme alla figlia Ester, resterà loro vicina, contribuendo all'assoluzione dell'ufficiale nazista.

Quando Klaus verrà rilasciato, i due torneranno assieme a Roma, dove tra loro nascerà una relazione stabile, destinata a durare mezzo secolo, senza mai dimenticare rocambolesca fuga assieme a Luigi.

Il loro intento di portare al mondo libero le prove degli eccidi non raggiunge lo scopo desiderato, mentre il rapporto tra Marco e Luigi entra in crisi quando quest'ultimo si rende conto che pure Marco si è innamorato di Klaus.

Tornati a Roma Marco rivede Klaus, che gli confida di aver tradito; il giovane, dopo la liberazione della città, decide di proseguire la lotta contro il nazismo, unendosi ai partigiani del nord, anche per non abbandonarlo.

A Firenze Marco riceve l'incarico di farsi portatore a Mussolini di una proposta di pace vaticana, purtroppo senza successo.

Il giovane resta a Milano, dove nel frattempo è stato inviato Klaus; i due si rivedono e per breve tempo vivono il loro amore.

La scoperta del tradimento da parte delle SS, determina l'arresto di Klaus e dello stesso Marco, il quale, in occasione di una nuova fuga, viene ferito a morte; dopo mille vicissitudini morirà a Milano, proprio il giorno della liberazione.

Klaus, rimasto solo, viene arrestato e processato per crimini di guerra, ma eviterà la condanna a morte grazie alla difesa di Luigi, che metterà da parte risentimento e preconcetti per ottemperare alle ultime volontà di Marco.

Deborah, sopravvissuta ai campi grazie a Klaus assieme alla figlia Ester, resterà loro vicina, contribuendo all'assoluzione dell'ufficiale nazista.

Quando Klaus verrà rilasciato, i due torneranno assieme a Roma, dove tra loro nascerà una relazione stabile, destinata a durare mezzo secolo, senza mai dimenticare rocambolesca fuga assieme a Luigi.

Il loro intento di portare al mondo libero le prove degli eccidi non raggiunge lo scopo desiderato, mentre il rapporto tra Marco e Luigi entra in crisi quando quest'ultimo si rende conto che pure Marco si è innamorato di Klaus.

Tornati a Roma Marco rivede Klaus, che gli confida di aver tradito; il giovane, dopo la liberazione della città, decide di proseguire la lotta contro il nazismo, unendosi ai partigiani del nord, anche per non abbandonarlo.

A Firenze Marco riceve l'incarico di farsi portatore a Mussolini di una proposta di pace vaticana, purtroppo senza successo.

Il giovane resta a Milano, dove nel frattempo è stato inviato Klaus; i due si rivedono e per breve tempo vivono il loro amore.

La scoperta del tradimento da parte delle SS, determina l'arresto di Klaus e dello stesso Marco, il quale, in occasione di una nuova fuga, viene ferito a morte; dopo mille vicissitudini morirà a Milano, proprio il giorno della liberazione.

Klaus, rimasto solo, viene arrestato e processato per crimini di guerra, ma eviterà la condanna a morte grazie alla difesa di Luigi, che metterà da parte risentimento e preconcetti per ottemperare alle ultime volontà di Marco.

Deborah, sopravvissuta ai campi grazie a Klaus assieme alla figlia Ester, resterà loro vicina, contribuendo all'assoluzione dell'ufficiale nazista.

Quando Klaus verrà rilasciato, i due torneranno assieme a Roma, dove tra loro nascerà una relazione stabile, destinata a durare mezzo secolo, senza mai dimenticarerocambolesca fuga assieme a Luigi.

Il loro intento di portare al mondo libero le prove degli eccidi non raggiunge lo scopo desiderato, mentre il rapporto tra Marco e Luigi entra in crisi quando quest'ultimo si rende conto che pure Marco si è innamorato di Klaus.

Tornati a Roma Marco rivede Klaus, che gli confida di aver tradito; il giovane, dopo la liberazione della città, decide di proseguire la lotta contro il nazismo, unendosi ai partigiani del nord, anche per non abbandonarlo.

A Firenze Marco riceve l'incarico di farsi portatore a Mussolini di una proposta di pace vaticana, purtroppo senza successo.

Il giovane resta a Milano, dove nel frattempo è stato inviato Klaus; i due si rivedono e per breve tempo vivono il loro amore.

La scoperta del tradimento da parte delle SS, determina l'arresto di Klaus e dello stesso Marco, il quale, in occasione di una nuova fuga, viene ferito a morte; dopo mille vicissitudini morirà a Milano, proprio il giorno della liberazione.

Klaus, rimasto solo, viene arrestato e processato per crimini di guerra, ma eviterà la condanna a morte grazie alla difesa di Luigi, che metterà da parte risentimento e preconcetti per ottemperare alle ultime volontà di Marco.

Deborah, sopravvissuta ai campi grazie a Klaus assieme alla figlia Ester, resterà loro vicina, contribuendo all'assoluzione dell'ufficiale nazista.

Quando Klaus verrà rilasciato, i due torneranno assieme a Roma, dove tra loro nascerà una relazione stabile, destinata a durare mezzo secolo, senza mai dimenticarerocambolesca fuga assieme a Luigi.

Il loro intento di portare al mondo libero le prove degli eccidi non raggiunge lo scopo desiderato, mentre il rapporto tra Marco e Luigi entra in crisi quando quest'ultimo si rende conto che pure Marco si è innamorato di Klaus.

Tornati a Roma Marco rivede Klaus, che gli confida di aver tradito; il giovane, dopo la liberazione della città, decide di proseguire la lotta contro il nazismo, unendosi ai partigiani del nord, anche per non abbandonarlo.

A Firenze Marco riceve l'incarico di farsi portatore a Mussolini di una proposta di pace vaticana, purtroppo senza successo.

Il giovane resta a Milano, dove nel frattempo è stato inviato Klaus; i due si rivedono e per breve tempo vivono il loro amore.

La scoperta del tradimento da parte delle SS, determina l'arresto di Klaus e dello stesso Marco, il quale, in occasione di una nuova fuga, viene ferito a morte; dopo mille vicissitudini morirà a Milano, proprio il giorno della liberazione.

Klaus, rimasto solo, viene arrestato e processato per crimini di guerra, ma eviterà la condanna a morte grazie alla difesa di Luigi, che metterà da parte risentimento e preconcetti per ottemperare alle ultime volontà di Marco.

Deborah, sopravvissuta ai campi grazie a Klaus assieme alla figlia Ester, resterà loro vicina, contribuendo all'assoluzione dell'ufficiale nazista.

Quando Klaus verrà rilasciato, i due torneranno assieme a Roma, dove tra loro nascerà una relazione stabile, destinata a durare mezzo secolo, senza mai dimenticare rocambolesca fuga assieme a Luigi.

Il loro intento di portare al mondo libero le prove degli eccidi non raggiunge lo scopo desiderato, mentre il rapporto tra Marco e Luigi entra in crisi quando quest'ultimo si rende conto che pure Marco si è innamorato di Klaus.

Tornati a Roma Marco rivede Klaus, che gli confida di aver tradito; il giovane, dopo la liberazione della città, decide di proseguire la lotta contro il nazismo, unendosi ai partigiani del nord, anche per non abbandonarlo.

A Firenze Marco riceve l'incarico di farsi portatore a Mussolini di una proposta di pace vaticana, purtroppo senza successo.

Il giovane resta a Milano, dove nel frattempo è stato inviato Klaus; i due si rivedono e per breve tempo vivono il loro amore.

La scoperta del tradimento da parte delle SS, determina l'arresto di Klaus e dello stesso Marco, il quale, in occasione di una nuova fuga, viene ferito a morte; dopo mille vicissitudini morirà a Milano, proprio il giorno della liberazione.

Klaus, rimasto solo, viene arrestato e processato per crimini di guerra, ma eviterà la condanna a morte grazie alla difesa di Luigi, che metterà da parte risentimento e preconcetti per ottemperare alle ultime volontà di Marco.

Deborah, sopravvissuta ai campi grazie a Klaus assieme alla figlia Ester, resterà loro vicina, contribuendo all'assoluzione dell'ufficiale nazista.

Quando Klaus verrà rilasciato, i due torneranno assieme a Roma, dove tra loro nascerà una relazione stabile, destinata a durare mezzo secolo, senza mai dimenticare rocambolesca fuga assieme a Luigi.

Il loro intento di portare al mondo libero le prove degli eccidi non raggiunge lo scopo desiderato, mentre il rapporto tra Marco e Luigi entra in crisi quando quest'ultimo si rende conto che pure Marco si è innamorato di Klaus.

Tornati a Roma Marco rivede Klaus, che gli confida di aver tradito; il giovane, dopo la liberazione della città, decide di proseguire la lotta contro il nazismo, unendosi ai partigiani del nord, anche per non abbandonarlo.

A Firenze Marco riceve l'incarico di farsi portatore a Mussolini di una proposta di pace vaticana, purtroppo senza successo.

Il giovane resta a Milano, dove nel frattempo è stato inviato Klaus; i due si rivedono e per breve tempo vivono il loro amore.

La scoperta del tradimento da parte delle SS, determina l'arresto di Klaus e dello stesso Marco, il quale, in occasione di una nuova fuga, viene ferito a morte; dopo mille vicissitudini morirà a Milano, proprio il giorno della liberazione.

Klaus, rimasto solo, viene arrestato e processato per crimini di guerra, ma eviterà la condanna a morte grazie alla difesa di Luigi, che metterà da parte risentimento e preconcetti per ottemperare alle ultime volontà di Marco.

Deborah, sopravvissuta ai campi grazie a Klaus assieme alla figlia Ester, resterà loro vicina, contribuendo all'assoluzione dell'ufficiale nazista.

Quando Klaus verrà rilasciato, i due torneranno assieme a Roma, dove tra loro nascerà una relazione stabile, destinata a durare mezzo secolo, senza mai dimenticare il compianto Marco.

L'incipit del romanzo

Prologo

 

Il 25 aprile 1995 era una splendida giornata di primavera in tutta l'Italia.

Molte famiglie, approfittando della temperatura gradevole e della giornata di festa, avevano organizzato gite fuori porta.

I grandi centri urbani, eccezion fatta per quelli d'interesse artistico, si vuotarono e furono pochi coloro che trascorsero la giornata in città.

Milano non fu da meno, anche se non mancarono le celebrazioni per il cinquantesimo anniversario della liberazione dal nazifascismo.

In Piazza Duomo, alle prime luci dell'alba, c’erano pochissime persone in giro, e tra queste una coppia di uomini anziani, entrambi oltre gli ottanta.

I due camminavano con passo spedito per la loro età e senza l'aiuto di bastoni, l'uno al braccio dell'altro.

Indossavano due abiti scuri, di taglio elegante  e di sartoria, al polso portavano dei Rolex.

Era evidente che si trattava di due anziani benestanti, che nonostante l’età avanzata davano l’idea di essere stati molto belli da giovani.

Si fermarono in uno dei pochi bar già aperti a quell'ora per fare colazione, in attesa che aprisse il Duomo.

Il barista notò che uno dei due stringeva in mano un mazzo di fiori: si trattava di rose rosse.

Quando servì loro caffè e cornetti, sentì qualche passaggio della loro conversazione.

Pareva esserci un grande affetto tra i due, ridevano e scherzavano.

Non erano fratelli, questo no, non si somigliavano affatto.

Erano molto alti, oltre il metro ed ottanta.

Uno di loro parlava con l’accento romano, l'altro sembrava straniero, forse tedesco, per quanto parlasse un ottimo italiano.

" Non dovresti esagerare con tutti questi dolci, sai le tue ultime analisi... " disse con tono di rimprovero bonario il romano.

" Almeno questo lasciamelo mangiare in pace, sei il mio avvocato non il mio medico! " rispose l'altro sorridente, addentando subito dopo il cornetto alla crema.

" Fai quello che vuoi, ma poi non lamentarti che stai male."

" Oggi è il cinquantesimo anniversario, mi servono di un po' di zuccheri " replicò il “tedesco”, concedendosi quel piccolo peccato di gola che oramai si poteva permettere solo di rado.

L'altro non disse nulla, ma sorrise e gli diede un buffetto sulla guancia.

Il barista rimase colpito da quei curiosi vecchietti.

I clienti particolari non mancavano mai, ma quei due davano l'idea di una vecchia coppia in vacanza.

Non era sua abitudine disturbare i clienti, a meno che non fossero loro ad accennare un minimo di conversazione, ma quella volta non seppe resistere.

" Siete qui in vacanza? " domandò simulando indifferenza, quando tornò per sparecchiare il tavolino.

" Siamo venuti a trovare un vecchio e carissimo amico " rispose il romano.

" Ah capisco, vi auguro un buon soggiorno allora " il barista sorrise.

" Grazie."

Tornando verso il bancone, notò che l'anziano di origine forse tedesca aveva gli occhi lucidi.

Il romano, rendendosene conto, poggiò una mano sulla sua.

" Coraggio, sai che lui non avrebbe voluto vederti così."

" Hai ragione, è stato solo un attimo, scusa " disse sorridendo ed asciugandosi gli occhi con un fazzoletto.

" Il Duomo aprirà fra poco, ti va di fare due passi in piazza?"

" Certo, paghiamo e andiamo via."

I due saldarono il conto e si avviarono, sempre a braccetto, verso la piazza.

Il barista non poteva sapere che quello era il finale di una storia iniziata molti anni prima, oltre sessanta per la precisione.

 

 

 

 

 

Capitolo 1

 

Il 30 gennaio 1933 era una giornata molto fredda, grigia e piovosa a Roma, mentre Marco si recava a piedi allo studio notarile dove lavorava come impiegato da circa un anno.

Quel posto glielo aveva trovato sua madre: aveva chiesto lei al parroco del quartiere, del quale la donna era amica e confidente da diversi anni, di mettere una buona parola con il notaio Spagnoli.

Marco non amava quel lavoro. Lui avrebbe preferito seguire le sue inclinazioni e dedicarsi alla musica classica ma i genitori, sua madre in particolare, si erano imposti affinché studiasse per prendere il diploma da ragioniere e si trovasse un buon impiego.

Abitavano in Via Taranto, strada dominata da fulgidi esempi di urbanistica popolare piccolo borghese fine anni venti, voluta dal Regime nel più complessivo progetto di ridisegno dell’Urbe.

Lo studio del Notaio Spagnoli si trovava relativamente vicino, sempre nel quartiere tuscolano.

La crisi della fine degli anni venti faceva sentire tutto quanto il suo peso, anche se lo Stato, con gli interventi e le opere propagandate dal Fascismo, aveva saputo dare risposte efficaci, attraverso importanti azioni a sostegno dell’economia e dell’occupazione.

Quando si affrontava questo argomento il padre di Marco si infervorava, sostenendo che avevano rovinato un sacco di gente invece e che tanti amici avevano perso lavoro e risparmi.

"I soldi, ripeteva spesso, quelli li danno solo a chi già li ha!"

La madre ascoltava quelle imprecazioni in silenzio, assumendo un’espressione triste e preoccupata; benché sapesse che il marito, ex sindacalista e protagonista di molte lotte ai tempi del biennio rosso, non avesse tutti i torti.

La sua paura era che qualcuno, sentendo quelle parole, potesse denunciarlo.

Non era infrequente sentir parlare di uomini che, solo per aver espresso in pubblico critiche o riserve nei confronti del Governo, si erano presi una bella dose di manganellate o erano stati costretti a mandare giù qualche bicchiere di olio di ricino.

Il marito aveva già avuto la sua razione ai tempi delle spedizioni punitive e non aveva perso il lavoro in fabbrica solo perché il proprietario, antifascista pure lui, ne aveva stima.

La moglie non capiva nulla di politica: sapeva solo che Benito Mussolini, il Duce come tutti la chiamavano, era stato definito l’uomo della Provvidenza dal Pontefice.

Il Papa, così le era stato insegnato fin da bambina, era il capo della Chiesa e la guida spirituale della cristianità, per cui se aveva definito così Mussolini chi era lei per contraddirlo?

L’amico parroco le aveva spiegato che grazie agli accordi siglati dal Cavalier Mussolini con la Chiesa nel 1929, ora il Papa poteva uscire in Piazza San Pietro a benedire il popolo sul piazzale, questo era quanto.

La coppia, in effetti, non poteva essere più diversa quanto a credo politico e religioso.

Lui era ateo e libertino, lei molto devota e praticante, eppure amava infinitamente quell’uomo ribelle, che l’aveva conquistata solo con uno sguardo in quella lontana estate del 1909, durante una gita ai castelli romani con i suoi fratelli.

Lui aveva notato subito quella bella ragazza: non era molto alta ma aveva con due occhi azzurri come il cielo, lunghi capelli lisci e castani naturali, un viso bello e dolcissimo.

Lei timidissima, si era innamorata a prima vista di quell’uomo sui quaranta, molto più grande di lei che ne aveva appena diciotto, alto più di uno e ottanta e con un fisico statuario, fisicità che avrebbe trasmesso al figlio maschio.

Faceva l’operaio nella stessa fabbrica dove lavoravano i suoi due fratelli e parlava di un mondo migliore, fatto di diritti per i lavoratori e pari opportunità per le donne.

I due si erano rivisti in altre occasioni, complici i fratelli di lei, nonostante l’opposizione dei genitori, conservatori e cattolici; alla fine la ragazza l’aveva spuntata quando – con un coraggio che non credeva di possedere – si era imposta dicendo loro che se non gli fosse stato permesso di sposare l’uomo che aveva scelto, si sarebbe fatta monaca di clausura.

Il loro fu un matrimonio molto felice, e lo era ancora.

Il segreto di quell’idillio tra persone tanto diverse era molto semplice e si reggeva sul patto non scritto che nessuno dei due avrebbe mai discusso o contestato le credenze e le idee dell’altro, per quanto opposte e antitetiche.

Le idee socialiste e rivoluzionarie dell’uomo avevano ricevuto una batosta quando nell’ottobre del 1922 i fascisti, con la marcia su Roma, avevano conquistato il potere, sopprimendo nel giro di pochi anni le libertà democratiche e sindacali e imponendo la dittatura del partito unico.

Il senso di responsabilità e l’amore per la moglie e i due figli, Marco nato nel 1913 e Anna Maria venuta al mondo due anni più tardi, lo avevano indotto a più miti consigli, proseguendo la propria attività di operaio specializzato nel piccolo opificio, pur continuando a sognare un mondo migliore per sé e i propri cari. Quegli scatti di rabbia all’interno delle mura domestiche, davanti alla moglie e ai figli, erano il suo unico sfogo e i figli ascoltavano senza parlare, oramai abituati ai suoi comizi dell’ora tarda.

La passione politica del padre, curiosamente, era stata trasmessa alla figlia Anna Maria, piuttosto che al figlio maschio, appassionato molto più di libri e musica classica.

 

Radio e giornali subivano il controllo della censura di regime e già da qualche anno parlavano diffusamente dell’ascesa in Germania del partito nazionalsocialista, guidato da un politico di nome Adolf Hitler.

Mussolini non si era granché interessato alle vicende del suo emulo tedesco, anche se i mezzi di informazione salutavano con favore  i progressi di una forza politica considerata vicina al Fascismo.

Quella mattina, un giorno come tanti, subito dopo colazione il ragazzo, si recava al lavoro senza pensare che quei fatti e vicende politiche, apparentemente estranee, avrebbero cambiato in modo radicale la sua vita.

Solo la sera, rientrando a casa dopo una giornata di duro lavoro tra atti, visure catastali e note di trascrizione, era venuto a sapere che quell’oscuro ometto coi baffetti triangolari era il nuovo cancelliere della Germania.


La biografia dell'autore, Paolo Arigotti 


Nato a Cagliari il 26 maggio 1973, Paolo Arigotti si laurea in Giurisprudenza nel 1998, prendendo servizio poco più di un anno dopo nella pubblica amministrazione; il 21 luglio 2020 si è laureato in Storia e società presso la Facoltà di Studi umanistici dell’Università di Cagliari (laurea magistrale).

 

Essendo da sempre un grande appassionato di storia, viaggi, lettura, scrittura e cinema, fa il suo esordio nel mondo letterario con il romanzo Un triangolo rosa, incentrato sullo sterminio dei gay sotto il nazismo, premiato con diploma d’onore della giuria per la narrativa edita nell’ambito del concorso internazionale Il Molinello 2016, pubblicando nel 2018 Sorelle molto speciali, dedicato alla condizione delle persone Down negli anni Trenta del secolo scorso.

 

Paolo Arigotti, inoltre, è autore di diversi racconti pubblicati in varie antologie e di un manuale giuridico.

 

Il collegio dei segreti è il suo terzo lavoro dato alle stampe e stavolta l’autore si è concentrato, con una trama ricca di riferimenti storici e colpi di scena per catturare attenzione del lettore, alla storia degli oppositori interni del nazismo.


Recap


  • Titolo: Un triangolo rosa
  • Autore: Paolo Arigotti
  • Genere: storico, dramma
  • Editore: CTL
  • Data di uscita (nuova edizione). 16 ottobre 2020
  • N. di pagine: 350
  • Prezzo: € 15
  • Link: Amazon


giovedì 12 novembre 2020

RECENSIONE: LA STIRPE DI HERAKLES di ANDREA GUALCHIEROTTI


 Un fantasy mediterraneo ambientato nell’antica Grecia  

 


 Cari Eraclidi,

in realtà è riduttivo definire La stirpe di Herakles di Andrea Gualchierotti semplicemente un fantasy mediterraneo ambientato nell’antica Grecia! Innanzitutto il periodo non è quello classico, andiamo molto più indietro nel tempo: le gesta dei protagonisti avvengono dopo la guerra di Troia, siamo quindi nel XIII-XII sec a.C., in parallelo alle vicende di Ulisse se vogliamo.

Mitologia e leggenda ammantano questo romanzo dalla prima all’ultima pagina, e non sono i miti a cui tutti siamo più avvezzi, o meglio, che amiamo ricordare. Gli Dei sono anche crudeli, insondabili, malvagi. Oscuri esseri  di stirpe divina giacciono sepolti nelle tenebre al di sotto della reggia di Cencrea.

Dunque il romanzo rientra anche nel sottogenere Sword & sorcery, molto amato dall’autore.

La sinossi:

I grandi guerrieri che hanno combattuto davanti alle mura di Troia sono caduti, e rivali ambiziosi insidiano i troni rimasti vacanti. Tradito dai suoi, anche il principe Arethes, reggente di Cencrea, viene detronizzato, proprio mentre dal passato riemerge una stirpe d'invasori feroci e invincibili. Per riavere ciò che è suo, Arethes dovrà così incamminarsi lungo una via sanguinosa, una strada che lo condurrà a sfidare persino gli dèi stessi, in una lotta che unisce la suggestione dei miti antichi alla potenza dello Sword & Sorcery.

Il giovane protagonista, Arethes, regna sul trono di Cencrea dopo la morte del padre, ma ben presto verrà deposto dal malvagio Archidamo e dai suoi sgherri. All’umiliazione segue la fuga insieme ad altri due tormentati personaggi, Elteo reduce da Troia, e Zacros, ladro cretese.

Il nome del protagonista non è casuale: Arethes, dal greco Aretè, la virtù: in contrasto con le sue caratteristiche positive, il nostro eroe compie un viaggio negli Inferi, metafora dell’oscurità dentro sé stessi. Riuscirà a ritornare incolume?

 

L’epopea dell’eroe è completa: il viaggio/fuga, le ferite e il dolore, la volontà di riscattarsi,  lo scontro con  forze divine infere.

Ci sarebbe da dire molto di più, ma non voglio spoilerare.

Le figure femminili sono quasi assenti, c’è in pratica solo la Pizia (e un altro paio, ma solo accennate): un personaggio molto affascinante che agisce in un mondo ancora una volta oscuro, il suo potere donato dal luminoso Apollo in realtà sembra provenire dai fumi del sottosuolo ed è permeato di tenebra. Torna quindi il contrasto luce/buio anche in questa inaspettata versione della sacerdotessa di Delfi.

Il romanzo è molto avvincente, ricco di avvenimenti, mistero, descrizioni ammalianti, combattimenti; emerge ovunque la profonda conoscenza dell’autore della mitologia greca.

Nella parte finale c’è un capitolo molto interessante riguardante Zacros e la sua famiglia la cui storia a mio parere si potrebbe approfondire con un bello spin-off, se non un romanzo magari un bel racconto lungo!

Il registro è elevato, ricco, quasi aulico senza però appesantire, perfetto per il genere di storia e il periodo in cui è ambientata; l’edizione è molto curata e la cover ottima.

 

Passiamo a intervistare Andrea Gualchierotti

 

1) Ciao Andrea, benvenuto su Infiniti universi fantastici.  Parlaci di te e della tua passione per la scrittura e per il mondo antico.

In breve, potrei dirti che sono tutt’uno. Nello scrivere amo soprattutto la capacità della parola di rievocare dalla polvere gli scenari perduti dell’antichità, con i suoi misteri, il suo esotismo e la sua avventura, specie in relazione alla storia del mediterraneo e del mondo greco romano. Una sorta di miscela tra i mondi perduti di Haggard, i viaggi fantastici di Merrit e l’azione di R.E.Howard. Questo non significa però che mi dedichi a descrivere un’antichità di cartapesta: cerco sempre di inserire elementi reali del passato, e di evitare di rappresentare personaggi di molti secoli fa come individui odierni, solo abbigliati diversamente. Il modo di pensare, le cose a cui dare importanza e via dicendo, devono almeno in parte rispecchiare ciò che sappiamo della mentalità antica.

Questo è anche uno dei motivi per cui nel romanzo, per esempio, le donne hanno un ruolo secondario. Semplicemente, la società della fine dell’Età del Bronzo le relegava a posizioni subordinate: sacerdotesse, se andava bene, regine silenziose. Ma nella maggior parte dei casi umili spose. L’epica cantava di uomini, principalmente.

 

2) Sei d’accordo con la mia recensione o vuoi aggiungere qualcosa?

 

Essendo una recensione molto positiva, mi guardo bene dal metterla in dubbio! Scherzi a parte, credo che le tue parole centrino il fulcro delle atmosfere che volevo descrivere, e cioè quelle di una Grecia ancora primitiva, barbarica, lontana dai marmi e dagli allori della classicità, e invece ancora sporca del sangue delle guerre in cui sono caduti gli eroi del mito. I famosi secoli bui seguiti al ritorno degli Eraclidi di cui parla il mito – rivisitato in maniera del tutto personale nel romanzo – sono stati avvero un’età ferrea, sul cui sfondo tenebroso restano le figure di guerrieri semidimenticati. Nel mio piccolo ho voluto farli riemergere per un’ultima volta dalle nebbie, e raccontare le loro imprese tragiche ispirandomi agli antichi aedi. Sangue e bronzo, azione e miti crudeli, magia nera: questa è la ricetta de “La stirpe di Herakles”!

 

3)  Secondo te il registro aulico potrebbe scoraggiare qualche lettore?

Non credo, anche perché in tutta onestà il linguaggio del libro non è poi così aulico da mettere in difficoltà il lettore medio. Certo, durante la scrittura presto particolare cura alla sintassi e al lessico, che devono risultare coerenti sia con l’ambientazione – antica in questo caso – sia con alcuni passaggi del romanzo, volutamente epici. Ma in quest’ottica ritengo che una maggiore varietà e ricchezza di linguaggio siano solo dei pregi. Se esistono molti colori su una tavolozza, perché limitarsi ai soliti due o tre? Uno stile diverso, non banale, secondo me può attirare invece di respingere.

 

4) Sono previsti spin-off riguardo i personaggi di Zacros e la sua famiglia?

No, penso proprio di no. Zacros è un personaggio assieme drammatico e divertente, e la sua presenza mi ha permesso di fare un breve excursus sulla decadente Creta della fine dell’età del Bronzo, ma il suo ruolo narrativo si esaurisce all’interno de “La stirpe di Herakles”. Per quanto abbia le spalle larghe e un passato da cercatore di tesori, non lo trovo adatto a una storia incentrata solo su di lui, ora come ora. Ma mai dire mai!

 

5) Ti sei ispirato a qualche romanzo o a qualche autore per questo libro?

Nel libro sono convogliati, com’è inevitabile, tanti spunti e influenze maturati nel corso degli anni. Buona parte dei luoghi descritti nel romanzo, dai palazzi ciclopici dei sovrani Achei ai monti dell’Argolide, dai corridoi inferi del Necromanteion alle spiagge dell’Egeo, sono tutte località e siti che ho visitato personalmente durante i miei viaggi in Grecia. E devo dire che potersi ispirare al ricordo di località reali e di rovine toccate con mano, offre molto in termini di atmosfera. A questo aggiungerei le molte letture dedicate alla questione omerica, e allo scenario più o meno storico della guerra di Troia sotto il profilo sia archeologico che mitico. Volenti o nolenti, una delle basi dell’epica e della letteratura, da cui non si può prescindere. Infine, citerei di nuovo le reminiscenze howardiane, che nei miei lavori sono sempre presenti. Essendo egli il padre indiscusso dello Sword&Sorcery, seguire il suo influsso non può che far bene se si vuole scrivere un romanzo d’avventura!

 

6) Progetti futuri?

Sicuramente tornerò, sebbene in maniera diversa, a esplorare la Grecia del mito. In questo senso ho già varie idee. Ma devo dire che non mi dispiacerebbe provare a scrivere qualcosa di attinente anche a uno dei grandi cicli della letteratura fantastica, quello arturiano! Si tratta di una sfida da cui sono molto tentato, e a cui sto pensando già da un po’: fammi il tuo in bocca al lupo!

 Certamente! In bocca al lykos

Grazie per essere stato con noi, alla prossima!

 

Recap


  •  Titolo: La stirpe di Herakles
  • Autore: Andrea Gualchierotti
  • Editore: Il ciliegio
  • Genere: fantasy mediterraneo, miti e leggende, sword & sorcery
  • Uscita: agosto 2019
  • N. di pagine: 207
  • Prezzo cartaceo: € 13
  •                Ebook: € 3,99
  • LinK: Amazon

lunedì 9 novembre 2020

RECENSIONE FUMETTO: BERSERKR di ALESSIO DEL DEBBIO E LUCREZIA GALLIERO

 La trasposizione a fumetti del romanzo urban fantasy ambientato a Berlino di Alessio Del Debbio

 



Cari fumettofili,

la DZ comics ha avuto un’ottima idea nel decidere di proporre Berserkr, best seller urban fantasy di Alessio Del Debbio, in un adattamento a fumetti.

Il romanzo si presta molto a una traslazione fumettistica: è ricco di azione e offre una marea di personaggi e creature notevoli sia dal punto di vista caratteriale sia grafico.

 

Questa la trama:

 

Berlino, inizio del terzo millennio.

La Guerra Calda è finita, gli Accordi dell’89 sono stati firmati e la città è stata divisa in sette zone, ciascuna assegnata a una delle antiche stirpi.

All’interno della ringbahn vivono gli uomini, protetti dalla Divisione, incaricata di mantenere la pace e impedire sconfinamenti e scontri tra le stirpi.

Misteriosi omicidi, provocati da sconosciute creature sovrannaturali, iniziano però a verificarsi in tutta la città, rischiando di frantumare il delicato equilibrio raggiunto.

La Divisione incarica Ulrik Von Schreiber di indagare, aiutato dal pavido collega Fabian, ben sapendo quanto abbia a cuore il mantenimento della pace.

Ma Ulrik non è soltanto un cacciatore, incarna lo Spirito Protettore della Città, l’Orso di Berlino, che non attende altro che liberare la propria furia.

 

E in questo post c’è anche la recensione del romanzo, alla quale rimando per la mia opinione sulla trama e i personaggi.

 

Quello che mi ha colpito di più di questo fumetto è stata la capacità di entrambi, Del Debbio e Galliero, di convertire in fumetto il romanzo intero, senza attuare tagli di sorta e senza snaturarlo: troppo spesso infatti gli adattamenti tra media diversi comportano la perdita di qualcosa (più raramente l’aggiunta di qualcosa).

 

L’energia della narrazione si compenetra a pennello con lo stile della disegnatrice, estremamente dinamico e molto attuale; i personaggi sono come me li ero immaginati leggendo il romanzo.

Proporre su carta tutte quelle creature del folklore germanico non dev’essere stato facile, ma sicuramente divertente e di soddisfazione.

 

La presentazione di Berserkr a Lucca Città di Carta- agosto 2020

Alessio Del Debbio ha sceneggiato in maniera adatta al fumetto e pienamente esaustiva il suo urban fantasy, sicuramente si sarà divertito un sacco. 

Ma chiediamoglielo direttamente!

 

 

1)        Ciao Alessio, bentornato su IUF! Cosa hai pensato quando Francesca Pace, bossah di Dark Zone, ti ha proposto di realizzare il fumetto di Berserkr?

 

Ciao Alessandra. Ero molto contento, elettrizzato e onorato per la fiducia. Sono molto affezionato a Ulrik, tanto che prima o poi vorrei scrivere un’altra storia con lui protagonista, e l’idea di trasformarlo nel personaggio di un fumetto è stata davvero intrigante! Il risultato, poi, ha superato ogni aspettativa.

[Sìììì!! Vogliamo altre storie con Ulrik!!!😍  - N.d.A.]

 

2)        Ti sei divertito a realizzare l’adattamento?

 

Sì, certo. È stato interessante scrivere la sceneggiatura, in quanto un approccio narrativo decisamente diverso rispetto alla scrittura di un racconto o romanzo. Per questo devo ringraziare il mitico Spectrum, disegnatore DZ, che mi ha dato consigli e aiuto!

 

3)        Come hai lavorato con Lucrezia Galliero?

 

Molto bene. Lucrezia ha uno stile decisamente adatto al romanzo, è riuscita a riprodurre l’atmosfera urbana della storia alla perfezione. E poi è una fan di Ulrik, per cui non abbiamo dovuto pregarla molto! ^^

 

4)        Ci racconti qualche dietro le quinte?

 

L’adattamento è molto fedele al romanzo, anche se alcune scene non sono identiche, ma la trama e i personaggi comunque quelli sono. Sparse, nel fumetto, vi sono però piccole aggiunte, che ampliano l’universo narrativo di “Berserkr”, fornendo informazioni in più, che nel romanzo non vengono date. Ad esempio sapevate che sono state le streghe a evocare Erlkonig durante la Guerra Calda?! Eh sì, mai fidarsi di quelle megere! 😉

 

5)        Pensi di ripetere l’operazione con qualche altro tuo romanzo o racconto? Quale si presterebbe meglio secondo te?

 

Chissà, sicuramente sarebbe interessante. Magari qualche racconto fantastico potrebbe trasformarsi in un fumetto (anche se anni fa è partito un progetto simile, “Lucca a fumetti”, sulle leggende lucchesi). “La guerra dei lupi”, invece, lo vedrei bene in versione serie tv. Netflix, dove sei?! ^^

[Sìììì! Vogliamo la serie tv della Guerra dei Lupi!!! Netfliiiixxxx!]

6)        Progetti futuri?

Troppi. Ormai non ne parlo più, perché tanto i programmi saltano. Per il momento mi dedico alla promozione dei libri di NPS Edizioni, che ho il piacere di dirigere, alla lavorazione di quelli futuri e alla nuova uscita: “Bestie d’Italia – volume 3”, per cui ho scritto un racconto ispirato al folclore sardo! Curiosi?!


Grazie per essere stato con noi, alla prossima!

 

Woof! Grazie a voi, cara Sibilla!

 

Consiglio a tutti coloro che hanno amato Berserkr di leggere anche la versione a fumetti, mentre coloro che non l’hanno letto (shame on you!) possono scoprirlo proprio tramite questo volume.

 

Recap

 

·      Titolo: Berserkr- fumetto

·      Autori: Alessio Del Debbio- Lucrezia Galliero

·      Genere: urban fantasy

·      Editore: DZ Comics

·      Prezzo: € 14,90

·      Link: Dark Zone

 

venerdì 6 novembre 2020

SEGNALAZIONE: PORCELLANA DI MARIA ENEA

  Un giallo storico ambientato nel Settecento 



Cari amanti del giallo- thriller di ambientazione storica, vi segnaliamo un romanzo che fa al caso vostro: Porcellana di Maria Enea, finalista al concorso 1 Giallo x 1000.

Leggiamo la sinossi:

All’inizio del Settecento, la porcellana cinese è ambita da nobili e famiglie regnanti; ma la sua formula è protetta dal segreto di stato da parte della Cina e vani sono tutti i tentativi per riprodurla. Un alchimista tedesco, Bottger, viene arrestato a Dresda e condotto al palazzo reale dal re di Sassonia, convinto che egli possa scoprirne la formula.  Nel suo lavoro viene supportato dall’amico fisico Von Tschirnhaus. Tuttavia la ricerca rimane infruttuosa finché per caso i due non s’imbattono  nella vicenda di una misteriosa donna alchimista, Osmolinda, originaria delle Fiandre , morta  più di un  secolo prima. Osmolinda, bella, colta, intelligente, amante del sapere, innamorata dell’Arte Regia, a suo agio nell’Officina alchemica, sarà la protagonista di una intensa e dolorosa storia d’amore…


Conosciamo l'autrice, Maria Enea: 


Maria Enea è nata a Palermo ed è laureata in lettere classiche.  Sposata e madre di due figli, insegna italiano e latino in un grande liceo palermitano. Appassionata di letteratura, arte, musica e spettacolo, è sostenitrice attiva dei diritti delle donne. Ecologista convinta, amante della natura e ciclista per diletto, è persuasa che ognuno debba fare la propria parte per salvare il mondo. Compone da sempre versi e opere in prosa. Ha pubblicato per Antipodes la silloge poetica “Sale e cioccolato”. E’ nella rosa dei finalisti al concorso 1 Giallo x 1000 indetto da Zerounoundici edizioni con il thriller storico “Porcellana.”

Recap

  • Titolo: Porcellana
  • Autrice: Maria Enea
  • Genere: giallo, thriller storico
  • Editore: 0111 edizioni
  • N. di pagine: 223
  • Prezzo cartaceo: € 15,50
  •             ebook: € 5,99
  • Link: Amazon  

Booktrailer:





martedì 3 novembre 2020

SEGNALAZIONE: LA SUPERFICIE DELLA REALTA' DI LIBERO PARRI- BIRO-SIMONE LOMBARDI

Un romanzo fantathriller multimediale dove nulla è come sembra




LA SUPERFICIE DELLA REALTÀ”

Cosa succede quando un’assassina al soldo della più grande e antica società segreta del mondo decide di ribellarsi?

Ha inizio la partita tra Valery e Ipersfera, dove nulla è come sembra.


Cari lettori, 

oggi segnaliamo un romanzo molto particolare, il thriller fantastico "La superficie della realtà" scritto da Libero Parri edito da Edikit. All'interno infatti, oltre a 12 illustrazioni di Biro, ci saranno anche 5 condici QR per ascoltare la colonna sonora originale, composta da Simone Lombardi.

La trama:

Valery è un’assassina cinica e spietata al soldo di Ipersfera, una società antichissima e segreta. I metodi violenti e coercitivi dell’organizzazione la spingono presto a ribellarsi e a voler mettere alla prova l’esistenza di Ipersfera stessa.

Progetta quindi di uccidere l’unica persona che rappresenta un legame tra lei e la società: la sua diretta superiore, la sua guida e mentore. Il piano però non andrà secondo le aspettative di Valery, scatenando un vortice di imprevisti e colpi di scena.

Attraverso le parole di Parri, le illustrazioni di Biro e la colonna sonora di Lombardi, sarete trascinati nel mondo di Valery; un mondo oscuro, fatto di haiku, tatuaggi, assassini e galeotti.


È giunto il tempo di abbandonare il nostro covo. Dobbiamo essere sempre molto attenti a non far saltare la nostra copertura. Solo così Ipersfera vivrà per sempre al sicuro. La superficie della realtà è da sempre la nostra maschera. Ci permette di agire indisturbati. Protetti da un sottile strato di normalità, ci muoviamo per eseguire i nostri piani.”



Gli autori del romanzo:

Biro (illustratore) nasce a Brescia nel 1974 e da quando ha memoria disegna le creature che gli affollano la mente. Nel 2005 decide di aprire un laboratorio di idee che chiamerà l’Ozio: uno spazio dove lavorare e ospitare differenti realtà artistiche. Si possono apprezzare i sui murales in diversi bar e ristoranti di Brescia (Latteria Molloy, Box Pub, Bar 24h), su alcune scuole e teatri (Scuola primaria di Flero, Teatro Comunale di Borgosatollo) e nel giardino botanico Heller Garden. Ha inoltre lavorato diversi anni come docente presso l’Istituto San Clemente e vinto il premio come miglior installazione all’Ambient Festival e come migliore illustrazione per la rivista Historieta Patagonica.

Tra le sue pubblicazioni, il fumetto “Zero e Uno” (Maledizioni) e il libro di illustrazioni “Buon viaggio Tarek” (Liberedizioni).

Simone Lombardi (compositore) pianista da una vita, si occupa di colonne sonore da 15 anni. Compone musica per immagini, installazioni e performance teatrali. Nel 2019 è uscito il suo primo disco solista, “7Words” album dalle sonorità neoclassiche.

Insegna all’accademia Santa Giulia di Brescia Sound Design, Mix e Audio.

Vive e lavora a Brescia

Libero Parri (autore), classe 1981, vive, legge e sogna a Castegnato, un borgo alle porte di Brescia. Nel 2018 pubblica il suo primo romanzo “L’isola delle idee” (Bookabook). Dal Maggio del 2019 collabora con l’emittente digitale Radio Play Time in qualità di speaker, conducendo la rubrica “Tokyo Blues”, dove intervista persone che hanno mollato tutto per inseguire il proprio sogno.


Recap

  • Titolo: La superficie della realtà
  • Autori: Libero Parri- Biro- Simone Lombardi
  • Genere: thriller fantastico
  • Editore: Edikit
  • N. di pagine: 184
  • Prezzo: € 16
  • Link: Amazon  


domenica 1 novembre 2020

NOVITA' EBOOK: BESTIE D'ITALIA VOL. 3

 Le leggende del folklore italiano nel terzo volume della serie di antologie Bestie d'Italia




Cari folkloristici,

è disponibile in ebook il vol. 3 di Bestie d'Italia,  nuova antologia sul folklore italiano di Nps Edizioni.

La quarta di copertina recita:

Lupi, draghi, cervi e tori mannari. L’Italia è ricca di leggende, che si annidano, come folletti dispettosi, nelle cantine di ogni casa, nei giardini incolti, nei borghi antichi che costellano gli Appennini e che gridano di vita, nonostante gli uomini fatichino a udirne la voce. Eppure, come il canto delle sirene, a volte ammaliano i viandanti, conducendoli nei loro mondi fantastici.

Il progetto “Bestie d’Italia” parte dal recupero delle tradizioni folcloristiche italiane, per raccontarle a chi non le conosce, per guardare con occhi diversi il territorio, ricco di storia, misteri e magia.

La terza e conclusiva tappa di questo viaggio nel folclore regionale ci porterà lungo le coste del Mar Adriatico e dello Ionio, fino alle isole del Mar Mediterraneo, in compagnia di dieci scrittori italiani.

Occhi aperti, amici lettori! Le Bestie d’Italia sono ovunque intorno a voi!

Il volume 3 di “Bestie d’Italia” contiene dieci racconti di scrittori italiani, appassionati di fantastico e folclore, ambientati nelle regioni del Mare Adriatico, Ionio e Mediterraneo: 

  • Il sortilegio della Biddrina”, di Giuseppe Gallato;

  •  “Assedio notturno”, di Francesca Cappelli; 

  • “Bakunin aveva ragione”, di Giuseppe Chiodi; 

  • “L’urlo della vita”, di Alessio Del Debbio; 

  • “Respiro d’inverno”, di Elena Mandolini; 

  • “Il cavallo d’argento”, di Alessandro Ricci; 

  • “Il giorno della taranta”, di Alessandra Leonardi;

  •  “ “La natura vince su tutto”, di Maria Pia Michelini; 

  • “Fuga da Malaperla”, di Debora Parisi; 

  • “Caccia al drago”, di Monica Serra.




Esistono leggende nate dai barlumi sempre mutevoli dell’immaginazione, leggende che danzano nell’empireo e ardono di magia: ataviche, affondano nelle radici dell’umanità e sfuggono al controllo della logica. Alcune hanno perfino la forza di insediarsi nel mondo, di farsi carne attraverso le gesta o le colpe di esigue anime, plasmando eroi o generando mostri.


Disponibile su tutti gli store di ebook dal 1 novembre

Disponibile su tutti gli store di libri, in libreria (distribuzione Libro.co) e sul sito NPS Edizioni dal 1 dicembre