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venerdì 8 giugno 2018


SEGNALAZIONE: IL DISCEPOLO DI MATTEO MAROCCHI





Genere: Fantascienza
Editore self-published con Pubme
N. Pagine: 100
Link: Amazon





Nascono nuovi autori nelle terre del Frusinate e precisamente a Ferentino, si tratta di Matteo MAROCCHI in arte Marmat Er Professore, già conosciuto nell’ambito musicale come produttore e beatmaker di strumentali di musica hip hop e per le sue iniziative nel coinvolgere artisti emergenti di tutta la scena nazionale ed internazionale, oggi in veste di autore presenta il suo primo libro: IL DISCEPOLO, “Colui che nel tempo tutto può.”

Il Discepolo è un racconto fantascientifico ambientato negli anni ‘70 e precisamente nel 1977 con fatti completamente inventati e del tutto surreali il cui protagonista è un ragazzo di nome Matteo Ruspanti, ex militare e figlio d’arte di un Ufficiale dell’ Esercito Italiano.
Matteo, dopo aver abbandonato la carriera militare, decise di legarsi ad una setta segreta chiamata l’Agenzia dell’Immacolata (che ha sede a Castel Sant’Angelo a Roma proprio all’interno della Chiesa Cristiana) con lo scopo di custodire un importante segreto e una scoperta fatta negli anni relativa ad alcuni portali spazio-temporali. Il tutto è scaturito dal ritrovamento di un antico manufatto che ha il potere di cambiare il destino di chi ne entra in possesso.
Il racconto è ricco di intrighi, spionaggio, misteri, il tutto è ambientato tra le città di Firenze e Roma con una piccola variante in Grecia sull’isola di Creta e nel finale nella regione dello Yucàtan in Messico per poi fare tuffo nel passato nell’era dei Maya, Il Discepolo, è, appunto il custode del segreto ma soprattutto è il guardiano del “passato” che agisce nel “presente”.
Diversi sono gli attori in gioco ma tra tanti chi sarà il prescelto che dovrà proteggere e conservare, anche a costo della sua stessa vita, questo segreto? Lo scoprirete leggendo!
Il libro è disponibile in tutte le librerie online, attualmente si trova al 70° posto nella gratuatoria Nazionale dei libri più venduti su amazon genere Fantascienza ed è destinato a salire.

A questo link potete trovare il booktariler:



Biografia dell'autore:


Matteo MAROCCHI, in arte Marmat “O’ Professore,  nasce il 9 giugno del 1977, nella provincia di Roma. Attualmente vive in provincia di Frosinone in un paese di nome Ferentino. Lo pseudonimo Marmat trae origine dall’unione delle abbreviazioni tra il cognome e il nome, mentre “O’ Professore”, è un nomignolo attribuitogli per diletto dagli amici più cari ispiratisi ad un personaggio del film “Il Camorrista”. Si arruola nel ESERCITO ITALIANO, dove attualmente presta servizio dal 1995, collezionando molteplici missioni di pace all’estero. Marmat nasce artisticamente nel 2005 con l’hobby della musica, ad oggi vanta molteplici  collaborazioni internazionali e nazionali anche di prestigio. Dal 2012 al 2016  inizia la gestitone di un programma radiofonico su un emittente locale via web streaming dedicato alla cultura Hip Hop. Nei 12 anni di carriera musicale, ha gestito anche diversi siti internet (alcuni di maggior lustro) sempre dedicati alla cultura musicale hip hop, poi, negli anni a seguire, decise di dedicare la sua esperienza maturata agli artisti emergenti, sfruttando l’onda del successo, riesce a fondare  ben tre etichette discografiche no profit gestite sul web (net-label) e portandolo alla realizzazione di diverse compilation autoprodotte, attualmente parte dei progetti musicali sono disponibili in tutti gli Stores Digitali. Nel settembre 2017 per causa di forza maggiore è costretto ad abbandonare le sue attività manageriali, ma rimane la passione per la produzione di strumentali musicali. Vista la sua continua voglia di mettersi in gioco, a novembre 2017 scrive il suo primo libro che prende il nome di IL DISCEPOLO “Colui che nel tempo tutto può”.  Marmat è sposato ed ha due figlie.


domenica 8 dicembre 2019


PIU' LIBRI, PIU' LIBERI 2019




La fiera Più Libri, più liberi alla nuvola di Fuksas a Roma è un grande successo di pubblico




Cari lettori e followers, la mia seconda esperienza alla PLPL, la fiera dedicata alla piccola e media editoria della mia città, Roma, è stata intensa ed emozionante. 

Ho passato l'intera giornata di sabato 7 allo stand A52 dal mio editore Arpeggio Libero, con tutta la squadra al completo: Fabio Dessole & C. hanno magistralmente affrontato l'assalto dei numerosissimi avventori che hanno avidamente acquisito romanzi storici e romanzi per bambini, tra cui hanno spopolato le Guide per piccoli turisti, di Stafania Scaini ed Ellen Locatelli! 


Allo stand erano presenti anche altri autori: il guasconeggiante Antonio Borghesi autore di antologie di racconti, la giovanissima rivelazione Aurora Gioli e il suo fantasy Night Rain, Paride Morrone con suo il romanzo Romana, Marco Bruschi con il suo nuovo storico L'impero segreto che ha fatto sold out, Valerio Castelli autore de La quarta Maria, e Nicola Fiorin, autore di numerosi best-seller targati A.L.).





Il momento più emozionante è stato quando un bambino che aveva preso Il nome segreto mentre io ero in pausa pranzo, è tornato per avere una dedica! 😍
Sono questi i momenti che danno un senso alla mia attività di scrittrice... 


Alessandra Leonardi firma una copia de Il nome segreto
a un simpaticissimo giovane lettore


Quest'anno ho incontrato meno persone rispetto all'anno scorso, vuoi perché qualcuno non è potuto venire (vedi Daniela Tresconi 😭), vuoi perché qualcun altro c'era ma in altri giorni (vedi Monica Serra,impegnata con la premiazione del suo "Lei", Loriana Lucciarini fuori regione per presentare Doppio Carico, e Francesca Andreini girovaga per il mondo😭😭😭), oppure si è verificato anche il caso di... mancati incroci (vedi Andrea Gualchierotti, Clara Cerri, Fabio Antinucci e qualcun altro); in compenso ho beccato tutti i Darkers presenti allo stand Dark Zone, sempre capeggiati dalla dinamica Francesca Pace, in primis la regina dell'horror italiana, Elena Mandolini col suo ultimo lavoro, L'ultima cura. Allo stand, presenti anche Daniel Di Benedetto, Chiara Casalini e Miriam Palombi.


Elena Mandolini e Alessandra Leonardi


Non poteva mancare un salto al piano di sopra, vicino alla nuvola: nell'empireo, si davano un gran da fare gli scienziati, ricercatori e archeologi del CNR, al cui stand ho assistito alla mini conferenza di Marco Arizza sui graffiti e murales antichi e contemporanei.


Marco Arizza, CNR


Ho avuto anche il grandissimo piacere di essere intervistata in diretta Facebook da Francesca Arcelloni & C, del bellissimo gruppo Fb "Segui le tue parole- follow your words", che consiglio di seguire.


Un fotogramma dell'intervista


Quando la notte cala sulla città eterna, la nuvola di Fuksas si accende di rosso; è arrivato per me il momento di lasciare la struttura di vetro per fare ritorno a casa,  stanca ma carica di energia, sogni e idee!
Alla prossima fiera!


La Nuvola di Fuksas




lunedì 3 dicembre 2018


                           IL NOME SEGRETO 
                  di ALESSANDRA LEONARDI








Genere: urban fantasy; libri per bambini e ragazzi
Editore: Arpeggio Libero
Pagine: 120
Data di uscita: novembre 2018
Prezzo di copertina: € 14
Link: sito Arpeggio Libero
         Ibs 
         Amazon 




Il Nome segreto”, il nuovo romanzo della vostra autrice/blogger (me medesima!), è per giovani lettori di età compresa tra gli 8 e i 12 anni circa.

La sinossi ufficiale recita:

Roma 2018, otto ragazzi di età compresa tra i 10 e i 13 anni, molto diversi tra loro, vengono invitati con svariati pretesti a frequentare un corso di Archeologia per adolescenti.
Ben presto, scopriranno che tutto questo non è casuale ma  ognuno di loro è lì per uno scopo ben preciso, e la ragione di questa loro presenza ha radici  in un passato lontano millenni. Tra viaggi nel tempo, enigmi da svelare e prove di coraggio, vivranno un’avventura straordinaria e scopriranno il significato dell’amicizia.


Valerio, Elena e il fratellino Tito, Alessandro, Nevia, Ismail, Adriano e Lucilla sono i giovanissimi protagonisti di questa avventura, ambientata a Roma ai giorni nostri, ognuno con il proprio carattere e le proprie caratteristiche, provenienti da ambienti e da zone della città diverse. I ragazzi vengono reclutati con diversi stratagemmi da una coppia di simpatici e misteriosi archeologi, Fabio e Domitilla, per seguire un corso di archeologia per adolescenti tenuto da loro stessi.
Ben presto i ragazzi si accorgono che c’è  un motivo preciso per cui si trovano a seguire questo corso: strani avvenimenti non tardano a manifestarsi, e, mentre studiano reperti, girano per musei e siti archeologici , comprendono che dovranno affrontare un pericolo che proviene dal lontano passato. Perché proprio loro? Riusciranno a mettere da parte le antipatie reciproche e a collaborare? Troveranno tutto quello che occorre per affrontare e combattere il nemico?

I temi che ho affrontato sono quelli dell’amicizia e della collaborazione,  del credere in sé stessi, dell’impegno necessario per superare le difficoltà e limare le spigolosità altrui;  non mancano i primi batticuori e nemmeno difficoltà e grandi dolori, comunque superabili con il coraggio e con la forza dell’amicizia.

È anche un romanzo “didattico”,  in quanto ho inserito numerosi richiami all’archeologia e alla storia antica, in maniera leggera e avvincente, con lo scopo di incuriosire i più giovani e mostrare loro il fascino e l’importanza del nostro passato: i protagonisti si troveranno più volte in siti archeologici e in musei per via delle missioni da compiere.

Lo stile che ho usato per questo romanzo è semplice, molto scorrevole, adatto ai giovanissimi  ma senza tralasciare qualche termine più difficile, in modo da spingere i lettori a acquisire un vocabolario più ampio; i dialoghi sono realistici e le caratteristiche dei protagonisti sono attuali, corrispondenti alla vita vera.

Il romanzo è disponibile sul sito dell’editore (scontato del 15%!), su IBS, Amazon e lo store online Mondadori;  è stato presentato alla fiera del libro di Roma Più libri, più liberi, tenutasi dal 5 al 9 dicembre; sono stata presente allo stand dell’editore Arpeggio libero, A52, nella giornata di domenica a firmare copie con dedica ai giovani lettori, e il romanzo ha avuto grande successo: alle 16 ha registrato il sold out!












giovedì 15 giugno 2017

Recensione: Ulfhednar War – La guerra dei lupi di Alessio del Debbio




Genere: urban fantasy, mitologico, storico
Pagine: 411
Editore: il Ciliegio
Prezzo di copertina: € 19,50
Prezzo ebook: € 3,99, Amazon
Link:Amazon


Amici da anni, Ascanio, Daniel, Marina e la loro compagnia di Viareggio non desiderano altro che trascorrere una tranquilla vacanza insieme, ma il destino ha altro in serbo per tutti loro. Gli ulfhednar di Odino sono tornati e la Garfagnana non è più un posto sicuro da quando Raul ha preso il comando del branco del Vello d'Argento. Spetta ad Ascanio, ultimo discendente di una stirpe di officianti della Madre Terra, contrastare i suoi progetti di dominio, aiutato dal suo compagno Daniel, un ulfhedinn fuggiasco che ha imparato ad apprezzare la vita tra gli uomini. Ma dietro le mire espansionistiche del violento e indegno Alfa si nasconde un'ombra antica, disposta a tutto pur di aggrapparsi alla vita


Sembra essere un gruppo di trentenni come tanti, quello che si appresta a compiere una rimpatriata sui monti della Garfagnana. Ma non è così.
Durante l’escursione il gruppo viene aggredito da un branco di lupi, ma Ascanio sfodera i suoi poteri di officiante e Daniel con sua sorella Marina si trasformano in ulfhednar, ovvero in uomini lupo.
Da qui prende il via la saga ideata da Alessio Del Debbio: non c’è un solo nemico da affrontare, non c’è una separazione manichea tra buoni e cattivi, non tutto è ciò che sembra.
Le relazioni tra il gruppo di amici sono articolate: vecchi amori, rancori che permangono, affetti e amicizia sono presenti in tutto il romanzo. Ognuno dei personaggi (la Dottoressa, Aurora e Dominic col figlioletto Fabio, Gianni-pedia, Bianca e Gigi) ha un ruolo ben preciso nell’arco della narrazione, mentre lo speciale rapporto che lega i due protagonisti, Ascanio e Daniel, viene accennato all’inizio, diventando man mano più evidente e palese, risultando una delle positive sorprese del libro.
I malvagi avversari sono più d’uno: in principio il villain sembra essere Raul, nuovo Alfa del branco appenninico del Vello d’argento; poi uscirà fuori l’Ombra; su tutto, aleggia lo spettro dei Figli di Cardea, associazione millenaria che si ripropone di sterminare tutto ciò che è sovrannaturale e quindi pericoloso. L’anziana officiante Johanna rimane ambigua da quando compare all’ultima pagina del romanzo.
Ma chi sono questi ulfhednar? Sono i lupi di Odino, e qui c’è il primo contatto con la mitologia norrena utilizzata dall’autore. Non sono proprio classici licantropi, perché si trasformano quando vogliono, non quando c’è la luna piena; inoltre corrono il rischio di andare in berserkgangr, ovvero che la loro parte ferina e selvaggia emerga sull’uomo (esempio nerd: gli Evangelion quando andavano, appunto, in berserk).
Alla mitologia norrena è unita anche quella greca e latina: gli ulfhednar hanno un sangue che è un vero toccasana, che sarà utilizzato più volte da Ascanio o anche dai lupi stessi nel corso della storia per curare e salvare, e questo sangue è chiamato ichor. Il termine, un tempo appannaggio esclusivo degli studenti di materie classiche e poi sdoganato dai Cavalieri dello Zodiaco, è il sangue degli dei Olimpi, ma qui è anche prerogativa degli Asi. Altro rimando alla mitologia latina è Cardea, dea degli stipiti e protettrice delle case dai “mostri”: è il nome usato per la società dei Figli di Cardea.
Il romanzo è strutturato in 40 capitoli, più un prologo e un epilogo e alcune note con glossario, utilissime. I capitoli non sono tutti ambientati nel presente: ci sono numerosi flashback, in quanto la storia ha origine e si dipana partendo da molti secoli addietro, con la presenza anche di personaggi storici reali, e sotto il titolo del capitolo c’è sempre indicato il tempo in cui è ambientato: oggi, prima, molto prima e così via. I capitoli storici sono senz’altro quelli che mi hanno fatto andare in visibilio, senza togliere nulla agli altri, ovviamente!
E veniamo alla scelta di alcuni nomi. Il protagonista, Ascanio, ha un nome “pesante”, e come viene specificato nel romanzo stesso, è il nome del figlio di Enea: un retaggio forte dunque, ed è quello che in effetti ha il ragazzo; nipote di un potente officiante, Aristide, ha una grande responsabilità sulle spalle. I nomi degli altri amici sono nomi comuni, che sottolineano la contemporaneità e l’aderenza all’attualità (nonostante si tratti di un romanzo urban fantasy) della storia. Mi è piaciuto anche la scelta del nome Raul per il capo del branco del Vello d’argento, fa molto Kenshiro!
Alessio Del Debbio ha dichiarato più volte che non ama i vampiri, ma un piccolo richiamo alla loro mitologia l’ho trovato: gli ulfhednar possono essere uccisi con un paletto di frassino, inoltre sono fortemente “allergici” a una particolare pianta, un po’ come la verbena dei vampiri di the Vampire Diaries. Tra l’altro Alessio si dimostra buon conoscitore delle proprietà magiche delle piante: anche questo aspetto fa parte delle tradizioni e delle leggende della Toscana che ama tanto. Troviamo, a riguardo, citazioni di creature apparse ne “L’ora del diavolo”, qui recensito l’anno scorso, come Lucida Mansi o i linchetti.
Le località della Toscana che fanno da sfondo alle avventure sono molteplici; ho amato molto la Grande Quercia, che avrà un ruolo fondamentale per la storia. Va da sé che l’ambientazione italiana è un valore aggiunto.
Lo stile dell’autore è scorrevole, piacevole, utilizza con la stessa nonchalance termini ricercati come “ferocità” o fumettistici come “.mpf”; non va mai fuori registro, abusando in descrizioni o al contrario scarseggiando con le medesime, è tutto molto equilibrato. Mi è piaciuto molto il termine “officiante” anziché stregone o sacerdote, che mi sembra molto più corretto rispetto a “stregone “ o “sacerdote”, ormai strausati ovunque!
Terminiamo con l’edizione. La cover è molto bella, con lo sguardo del lupo sopra al titolo e i due protagonisti al centro, sullo sfondo la natura della Garfagnana. Molto bello anche il font usato per i titoli dei capitoli, che è lo stesso utilizzato in copertina per il nome dell’autore.
Il romanzo termina con un colpo di scena: speriamo di non dover attendere molto per leggere il secondo volume!
Consigliatissimo a tutti gli amanti del genere, il target penso dai 14 anni in su.

Come sempre, concludiamo con una breve intervista ad Alessio, ormai un habituèe di Infiniti Universi Fantastici!

1)   Ciao Alessio, bentornato in queste pagine virtuali! Sei d’accordo con la mia recensione? Vuoi aggiungere qualcosa?

Bellissimo articolo, brava, sei stata una lettrice attenta! Hai scovato anche i riferimenti ai racconti di “L’ora del diavolo”. C’è anche una piccola citazione da “Favola di una falena”: il bar Delafia (lo stesso frequentato da Jonathan & amici). Poiché sei stata attenta, ti svelerò un segreto: il nome Ascanio non è casuale. Ciò sarà ancora più evidente nei prossimi libri, ma Nomen Omen. E sono sicuro arriverai a capirlo anche tu. ^_^

2)   Ti sei documentato molto prima di scrivere questo romanzo: quali libri hai letto?

Decisamente sì. Premesso che è un’opera di fantasia e non un saggio storico o mitologico, ho comunque letto un bel po’ di libri, soprattutto sulla mitologia nordica. Al primo posto l’Edda di Snorri (citata persino da Camille) e “I miti nordici” della Isnardi, una meravigliosa summa di tutto il sapere nordico. Ci ho trovato un sacco di termini, idee, concetti che ho ripreso e adattato nel romanzo. E poi “La vita segreta dei lupi” di J. Dutcher (National Geographic), bellissimo testo fotografico che racconta l’esperienza di due ambientalisti con il Sawtooth Pack, un branco di lupi nelle Montagne Rocciose americane, di come questi animali vivono in branco, le regole che dominano la vita del branco, le interazioni tra i membri. È stata una lettura istruttiva e affascinante, che mostra come i lupi tengano l’uno all’altro, all’unità del branco, con un forte spirito di comunità e rispetto che manca a molti esseri umani. 

3)   Hai un articolo da consigliare per approfondire la mitologia degli Ulfhednar?

Se volete navigare in rete, sul sito “Lande Incantate” trovate la mia rubrica “Alla luce della luna”, dedicata ai licantropi nella storia, letteratura e mitologia, quindi anche agli ulfhednar. Altrimenti consigliatissimo il libro “Alla luce della luna”, di Luca Barbieri (Odoya), che tratta anche dei guerrieri lupo di Odino.

4)   Quando hai ideato il romanzo, lo hai immaginato come una trilogia sin dall’inizio? Quanto dovremo aspettare per conoscere il seguito delle avventure del gruppo di amici della Garfagnana?

Sì, l’ho pensata fin dall’inizio come una trilogia. Ogni volume ha una sua avventura, abbastanza autonoma, in cui i protagonisti devono fronteggiare una minaccia specifica (o più d’una^^), al tempo stesso ogni nuovo libro va ad aggiungere nuovi tasselli alla saga, indagando sempre sul passato dei personaggi e facendoli progredire nella narrazione al presente, fino all’ultimo, apocalittico, volume.
Speriamo di non dover aspettare molto. L’editore ha già il manoscritto pronto, spero che presto inizieremo a lavorare sul testo. Io al momento sto scrivendo il terzo e conclusivo capitolo.

5)   Ci anticipi qualcosa sul prossimo volume? Io spero che Aurora e Dominic divorzino! ;-P

Posso anticiparti il titolo: “I figli di Cardea”. Originale, vero? ^^
Ci saranno nuovi nemici, nuovi branchi e tante nuove ambientazioni, luoghi affascinanti e misteriosi della mia Toscana. E giocherò ancora con la mitologia, il folklore e la storia, locale e nazionale.

6)   Rimanendo sui personaggi: ti sei ispirato a persone che conosci per qualcuno di essi? E quanto c’è di te in loro?

In generale sono tutti personaggi inventati, sebbene qualcosa di me, o di altre persone che conosco, ci sia in tutti loro; sono tutti miei figliocci, anche quella testa dura di Dominic! (Quanti calci gli darei!^^) Ax, in particolare, è una mia versione letteraria, abbiamo lo stesso modo di pensare!

7)   Oltre alla saga dei Lupi, quali progetti hai? Ci sono altre uscite nell’aria?

La prossima nuova uscita sarà a fine anno, sto lavorando in questi giorni con il mio attento editor al miglioramento del testo. Sarà un urban fantasy ma, attenzione, niente Toscana stavolta, anzi niente in Italia. Ci sposteremo a nord e, anziché lupi, avremo a che fare con gli orsi!

8)   Grazie per aver partecipato all’intervista!

Grazie per la fantastica ospitalità!



venerdì 3 dicembre 2021

PIU’ LIBRI, PIU’ LIBERI- ROMA, 4-8 DICEMBRE 2021

 

La fiera della piccola e media editoria di Roma torna dopo un anno di fermo causa Covid19

 

 



Presso il centro congressi La Nuvola di Roma, dal 4 all’8 dicembre 2021 si terrà la kermesse dedicata ai libri e alla cultura Più libri, più liberila prima fiera italiana dedicata esclusivamente all’editoria indipendente dove ogni anno circa 500 editori, provenienti da tutta Italia, presentano al pubblico le novità ed il proprio catalogo. Cinque giorni e oltre 650 eventi in cui incontrare gli autori, assistere a reading e performance musicali, ascoltare dibattiti sulle tematiche di settore.

 

Più libri più liberi nasce nel dicembre del 2002 da un’idea del Gruppo Piccoli Editori dell’Associazione Italiana Editori. L’obiettivo è quello di offrire al maggior numero possibile di piccole case editrici uno spazio per portare in primo piano la propria produzione, spesso “oscurata” da quella delle imprese più grandi, garantendogli la vetrina che meritano. Una vetrina d’eccezione, nella capitale d’Italia e durante il periodo natalizio.
Ma Più libri non è solo questo, il vero cuore della fiera è il programma culturale: incontri con autori, reading, dibattiti su temi di attualità, iniziative per la promozione della lettura, musica e performance live scandiscono le cinque giornate della manifestazione in una successione continua di eventi per tutti i gusti e per tutte le età.

484 espositori da tutta Italia presenteranno al pubblico le novità e il proprio catalogo. 

 L’inaugurazione ufficiale della Fiera sarà il 4 dicembre, h 10.30 presso lo Spazio Rai.


Alcuni degli autori presenti:

Mario Vargas Llosa, Sandra Cisneros, Alessandro Baricco, Melania Mazzucco, Roberto Saviano, Fernando Savater, Tibor Fischer, Michela Murgia, Zerocalcare, Maurizio De Giovanni, Silvia Ronchey, Giulia Caminito, Chiara Valerio, Nadia Terranova, Vauro, Vera Gheno, Maura Gancitano, Riccardo Falcinelli, Reni Eddo-Lodge, Guadalupe Nettel, Michela Marzano, Francesco Piccolo, Donatella Di Pietrantonio, Stefano Bartezzaghi, Paolo Di Paolo,Alessandro Barbero.

Il tema di questa edizione post lockdown è la libertà, coniugata in ogni sua declinazione: le libertà collettive e quelle individuali, i diritti civili e politici, la libertà di stampa e di espressione.

Ma c’è anche un altro significato: i libri ci liberano, ci rendono migliori. Da qui il nome Più libri, più liberi.

 Per il programma completo vi rimando al sito ufficiale; qui mi limito a segnalare, in ordine alfabetico, alcune case editrici che a mio parere meritano una visita particolarmente attenta.


1) Associazione italiana studi tolkeniani/ Eterea edizioni- Stand B70. Pubblicazioni nell’ambito dell’immaginario fantasy, gadget vari.


2) Arpeggio libero- Stand E04. Romanzi storici, di narrativa, per bambini e ragazzi e altro.

Bakemono lab- Stand F08. Attinge le sue venature dark dalla tradizione favolistica 3) BAO Publishing- Stand D62/E61. Graphic novels e fumetti, tra I suoi autori Zerocalcare e Leo Ortolani.


4) Chance edizioni- Stand F63. Narrativa introspettiva, poesie, saggi, racconti, progetti sperimentali, nell’ottica di una “editoria emotiva.Dark Zone/DZ comics – Stand F52. Horror, fantasy, urban fantasy, dark, narrativa: romanzi e 

5) Edizioni Il Ciliegio- Stand C63. Narrativa, bambini e ragazzi, young adult, saggistica, noir, fantasy e urban fantasy.


6) Edizioni NPE – Stand E63. Fumetti, graphic novel, saggi a tema.


7) Ensemble- Stand B35. Narrativa, poesie, racconti, letteratura migrante.


8) La Ruota- Stand B05. Narrativa, fantasy, libri per bambini, poesie e haiku.


9) Nero Press- Stand A44. Narrativa e saggistica di genere: horror, noir, weird, giallo, thriller, gothic.


10) Odoya- Stand G31. Saggistica di ogni genere, biografie, cinema e tv, illustrati.


Ci sono ovviamente moltissimi altri editori di qualità, questo elenco non è e non vuole essere esaustivo. Mi raccomando, state alla larga dagli stand delle CE a pagamento, perché a mio parere, e a parere di moltissimi autori ed editori seri che lavorano investendo il proprio denaro e credendo negli autori, rappresentano un grosso problema nel mondo dell'editoria, pur essendo, purtroppo,  assolutamente legali.


La sottoscritta, Alessandra Leonardi, sarà presente allo stand Arpeggio Libero, E04. Passatemi a trovare per parlare di Il nome segreto, il mio romanzo per bambini e ragazzi, e di tanti altri bei libri!


lunedì 16 novembre 2020

SEGNALAZIONE: UN TRIANGOLO ROSA DI PAOLO ARIGOTTI

 Un romanzo sull'omossessualità nel periodo nazista



Cari lettori,

oggi vi parliamo di Un triangolo rosa, romanzo storico di Paolo Arigotti.

Questa la trama:

30 gennaio 1933. Adolf Hitler è nominato cancelliere della Germania, divenendone in breve tempo padrone assoluto.

La notizia arriva in Italia, dove il giovane Marco, impiegato di notaio, è al lavoro, mentre Berlino festeggia con fiaccolate e processioni pagane per le vie della città.

Tra i giovani che sfilano per le strade della capitale tedesca c'è il giovane Klaus, al quale a breve un alto ufficiale delle SS, Walter Schellenberg, offrirà un posto nei pretoriani di Hitler, aprendogli le porte ad una luminosa e fulminante carriera, che lo porterà a collaborare alla notte dei lunghi coltelli ed alla nascita dei primi lager.

Marco viene convocato qualche tempo dopo a colloquio privato dal suo datore di lavoro, l'anziano notaio ebreo Spagnoli, che gli anticipa, con una lungimiranza sorprendente, i successivi eventi, tra i quali la campagna d'Etiopia e l'avvicinamento dell'Italia fascista al terzo Reich, compreso il varo delle leggi razziali.

Marco riceve un'offerta di collaborazione con non meglio precisate forze d'opposizione, decidendo di accettare in nome degli ideali di libertà appresi dal padre, convinto socialista.

Grazie ad una fitta rete, Marco entra in contatto con un giovane e brillante avvocato, Luigi Marini, con il quale instaura una solida amicizia destinata, con l'andare del tempo e dopo i gravi lutti che colpiscono il giovane, a diventare una relazione sentimentale, tenuta nascosta a tutti.

Gli eventi precipitano e i venti di guerra soffiano sempre più forti, mentre tutti i fatti pronosticati da Spagnoli si avverano implacabilmente.

Poco dopo l'inizio della guerra anche Spagnoli muore, lasciando una grossa eredità a Marco, unitamente al compito di proseguire nella rete di contatti clandestina che, inutilmente, aveva cercato di evitare l'entrata in guerra dell'Italia.

Sul letto di morte l'anziano uomo confiderà a Marco di sapere tutto del suo rapporto con Luigi, raccomandandogli grande prudenza e testimoniandogli in questo modo il suo profondo affetto.

La dichiarazione di guerra del 10 giugno 1940, fortemente voluta da Mussolini nell'illusione di non combatterla, trascina il paese in un conflitto devastante, mentre Marco e Luigi avviano una collaborazione sempre più stretta con il Vaticano, assumendovi impieghi delicati ed importanti.

I due ragazzi vengono a sapere degli orrori perpetrati nei campi dell'est Europa, anche a danno di persone che vivono la loro stessa condizione, come già noto a Luigi grazie ai rapporti instaurati con alcuni giovani tedeschi prima dell'avvento al potere del nazismo.

Durante un ricevimento ufficiale, Marco, presente nella nuova veste di funzionario presso la segreteria di stato vaticana, fa la conoscenza di un giovane ufficiale nazista, in servizio da poco nella capitale italiana: Klaus.

Per tre anni le cose restano immutate per Marco e Luigi, che portano avanti segretamente la loro relazione, mentre la guerra travolge l'Italia ed il fascismo, a causa di una serie di rovinose sconfitte, che a poco a poco minano lo stesso mito dell'invincibilità tedesca.

Lo sbarco alleato in Sicilia spinge il Re, fino a quel momento sostenitore del fascismo, a destituire il Duce ed a chiedere un armistizio, che però causa l'invasione tedesca del Paese.

L'occupazione dà avvio ai progetti di rastrellamento degli ebrei romani, che Marco e Luigi cercano di evitare; in quella occasione conoscono e stringono amicizia con la famiglia di Deborah, appartenente alla comunità ebraica della capitale.

Tra la donna e Marco nascerà immediatamente un rapporto molto forte, e Deborah gli confiderà di aver capito la natura del suo rapporto con Luigi.

Le loro attività clandestine vengono spiate e riferite ai nazisti da un sacerdote collaborazionista, mosso da intenti personali ed egoistici, che conducono all'arresto di Marco e Luigi, proprio ad opera di Klaus.

L'ufficiale, richiamato in Germania per prestare servizio ad Auschwitz, dove nel frattempo sono stati deportati Deborah e la sua famiglia, chiede ed ottiene di portare con sé i prigionieri, per spingerli a collaborare.

In realtà, i motivi sono altri.

Klaus, invaghitosi di Marco, lo vuole e gli propone un patto: concedersi a lui in cambio della salvezza per sé, il compagno e Deborah.

Marco è costretto ad accettare; dopo qualche tempo Klaus, che già nutriva seri dubbi sugli stermini perpetrati ad Auschwitz, si convince che occorre fare qualcosa e spinto dai suoi sentimenti per Marco decide di collaborare con lui, favorendo la sua rocambolesca fuga assieme a Luigi.

Il loro intento di portare al mondo libero le prove degli eccidi non raggiunge lo scopo desiderato, mentre il rapporto tra Marco e Luigi entra in crisi quando quest'ultimo si rende conto che pure Marco si è innamorato di Klaus.

Tornati a Roma Marco rivede Klaus, che gli confida di aver tradito; il giovane, dopo la liberazione della città, decide di proseguire la lotta contro il nazismo, unendosi ai partigiani del nord, anche per non abbandonarlo.

A Firenze Marco riceve l'incarico di farsi portatore a Mussolini di una proposta di pace vaticana, purtroppo senza successo.

Il giovane resta a Milano, dove nel frattempo è stato inviato Klaus; i due si rivedono e per breve tempo vivono il loro amore.

La scoperta del tradimento da parte delle SS, determina l'arresto di Klaus e dello stesso Marco, il quale, in occasione di una nuova fuga, viene ferito a morte; dopo mille vicissitudini morirà a Milano, proprio il giorno della liberazione.

Klaus, rimasto solo, viene arrestato e processato per crimini di guerra, ma eviterà la condanna a morte grazie alla difesa di Luigi, che metterà da parte risentimento e preconcetti per ottemperare alle ultime volontà di Marco.

Deborah, sopravvissuta ai campi grazie a Klaus assieme alla figlia Ester, resterà loro vicina, contribuendo all'assoluzione dell'ufficiale nazista.

Quando Klaus verrà rilasciato, i due torneranno assieme a Roma, dove tra loro nascerà una relazione stabile, destinata a durare mezzo secolo, senza mai dimenticare rocambolesca fuga assieme a Luigi.

Il loro intento di portare al mondo libero le prove degli eccidi non raggiunge lo scopo desiderato, mentre il rapporto tra Marco e Luigi entra in crisi quando quest'ultimo si rende conto che pure Marco si è innamorato di Klaus.

Tornati a Roma Marco rivede Klaus, che gli confida di aver tradito; il giovane, dopo la liberazione della città, decide di proseguire la lotta contro il nazismo, unendosi ai partigiani del nord, anche per non abbandonarlo.

A Firenze Marco riceve l'incarico di farsi portatore a Mussolini di una proposta di pace vaticana, purtroppo senza successo.

Il giovane resta a Milano, dove nel frattempo è stato inviato Klaus; i due si rivedono e per breve tempo vivono il loro amore.

La scoperta del tradimento da parte delle SS, determina l'arresto di Klaus e dello stesso Marco, il quale, in occasione di una nuova fuga, viene ferito a morte; dopo mille vicissitudini morirà a Milano, proprio il giorno della liberazione.

Klaus, rimasto solo, viene arrestato e processato per crimini di guerra, ma eviterà la condanna a morte grazie alla difesa di Luigi, che metterà da parte risentimento e preconcetti per ottemperare alle ultime volontà di Marco.

Deborah, sopravvissuta ai campi grazie a Klaus assieme alla figlia Ester, resterà loro vicina, contribuendo all'assoluzione dell'ufficiale nazista.

Quando Klaus verrà rilasciato, i due torneranno assieme a Roma, dove tra loro nascerà una relazione stabile, destinata a durare mezzo secolo, senza mai dimenticare rocambolesca fuga assieme a Luigi.

Il loro intento di portare al mondo libero le prove degli eccidi non raggiunge lo scopo desiderato, mentre il rapporto tra Marco e Luigi entra in crisi quando quest'ultimo si rende conto che pure Marco si è innamorato di Klaus.

Tornati a Roma Marco rivede Klaus, che gli confida di aver tradito; il giovane, dopo la liberazione della città, decide di proseguire la lotta contro il nazismo, unendosi ai partigiani del nord, anche per non abbandonarlo.

A Firenze Marco riceve l'incarico di farsi portatore a Mussolini di una proposta di pace vaticana, purtroppo senza successo.

Il giovane resta a Milano, dove nel frattempo è stato inviato Klaus; i due si rivedono e per breve tempo vivono il loro amore.

La scoperta del tradimento da parte delle SS, determina l'arresto di Klaus e dello stesso Marco, il quale, in occasione di una nuova fuga, viene ferito a morte; dopo mille vicissitudini morirà a Milano, proprio il giorno della liberazione.

Klaus, rimasto solo, viene arrestato e processato per crimini di guerra, ma eviterà la condanna a morte grazie alla difesa di Luigi, che metterà da parte risentimento e preconcetti per ottemperare alle ultime volontà di Marco.

Deborah, sopravvissuta ai campi grazie a Klaus assieme alla figlia Ester, resterà loro vicina, contribuendo all'assoluzione dell'ufficiale nazista.

Quando Klaus verrà rilasciato, i due torneranno assieme a Roma, dove tra loro nascerà una relazione stabile, destinata a durare mezzo secolo, senza mai dimenticarerocambolesca fuga assieme a Luigi.

Il loro intento di portare al mondo libero le prove degli eccidi non raggiunge lo scopo desiderato, mentre il rapporto tra Marco e Luigi entra in crisi quando quest'ultimo si rende conto che pure Marco si è innamorato di Klaus.

Tornati a Roma Marco rivede Klaus, che gli confida di aver tradito; il giovane, dopo la liberazione della città, decide di proseguire la lotta contro il nazismo, unendosi ai partigiani del nord, anche per non abbandonarlo.

A Firenze Marco riceve l'incarico di farsi portatore a Mussolini di una proposta di pace vaticana, purtroppo senza successo.

Il giovane resta a Milano, dove nel frattempo è stato inviato Klaus; i due si rivedono e per breve tempo vivono il loro amore.

La scoperta del tradimento da parte delle SS, determina l'arresto di Klaus e dello stesso Marco, il quale, in occasione di una nuova fuga, viene ferito a morte; dopo mille vicissitudini morirà a Milano, proprio il giorno della liberazione.

Klaus, rimasto solo, viene arrestato e processato per crimini di guerra, ma eviterà la condanna a morte grazie alla difesa di Luigi, che metterà da parte risentimento e preconcetti per ottemperare alle ultime volontà di Marco.

Deborah, sopravvissuta ai campi grazie a Klaus assieme alla figlia Ester, resterà loro vicina, contribuendo all'assoluzione dell'ufficiale nazista.

Quando Klaus verrà rilasciato, i due torneranno assieme a Roma, dove tra loro nascerà una relazione stabile, destinata a durare mezzo secolo, senza mai dimenticarerocambolesca fuga assieme a Luigi.

Il loro intento di portare al mondo libero le prove degli eccidi non raggiunge lo scopo desiderato, mentre il rapporto tra Marco e Luigi entra in crisi quando quest'ultimo si rende conto che pure Marco si è innamorato di Klaus.

Tornati a Roma Marco rivede Klaus, che gli confida di aver tradito; il giovane, dopo la liberazione della città, decide di proseguire la lotta contro il nazismo, unendosi ai partigiani del nord, anche per non abbandonarlo.

A Firenze Marco riceve l'incarico di farsi portatore a Mussolini di una proposta di pace vaticana, purtroppo senza successo.

Il giovane resta a Milano, dove nel frattempo è stato inviato Klaus; i due si rivedono e per breve tempo vivono il loro amore.

La scoperta del tradimento da parte delle SS, determina l'arresto di Klaus e dello stesso Marco, il quale, in occasione di una nuova fuga, viene ferito a morte; dopo mille vicissitudini morirà a Milano, proprio il giorno della liberazione.

Klaus, rimasto solo, viene arrestato e processato per crimini di guerra, ma eviterà la condanna a morte grazie alla difesa di Luigi, che metterà da parte risentimento e preconcetti per ottemperare alle ultime volontà di Marco.

Deborah, sopravvissuta ai campi grazie a Klaus assieme alla figlia Ester, resterà loro vicina, contribuendo all'assoluzione dell'ufficiale nazista.

Quando Klaus verrà rilasciato, i due torneranno assieme a Roma, dove tra loro nascerà una relazione stabile, destinata a durare mezzo secolo, senza mai dimenticare rocambolesca fuga assieme a Luigi.

Il loro intento di portare al mondo libero le prove degli eccidi non raggiunge lo scopo desiderato, mentre il rapporto tra Marco e Luigi entra in crisi quando quest'ultimo si rende conto che pure Marco si è innamorato di Klaus.

Tornati a Roma Marco rivede Klaus, che gli confida di aver tradito; il giovane, dopo la liberazione della città, decide di proseguire la lotta contro il nazismo, unendosi ai partigiani del nord, anche per non abbandonarlo.

A Firenze Marco riceve l'incarico di farsi portatore a Mussolini di una proposta di pace vaticana, purtroppo senza successo.

Il giovane resta a Milano, dove nel frattempo è stato inviato Klaus; i due si rivedono e per breve tempo vivono il loro amore.

La scoperta del tradimento da parte delle SS, determina l'arresto di Klaus e dello stesso Marco, il quale, in occasione di una nuova fuga, viene ferito a morte; dopo mille vicissitudini morirà a Milano, proprio il giorno della liberazione.

Klaus, rimasto solo, viene arrestato e processato per crimini di guerra, ma eviterà la condanna a morte grazie alla difesa di Luigi, che metterà da parte risentimento e preconcetti per ottemperare alle ultime volontà di Marco.

Deborah, sopravvissuta ai campi grazie a Klaus assieme alla figlia Ester, resterà loro vicina, contribuendo all'assoluzione dell'ufficiale nazista.

Quando Klaus verrà rilasciato, i due torneranno assieme a Roma, dove tra loro nascerà una relazione stabile, destinata a durare mezzo secolo, senza mai dimenticare rocambolesca fuga assieme a Luigi.

Il loro intento di portare al mondo libero le prove degli eccidi non raggiunge lo scopo desiderato, mentre il rapporto tra Marco e Luigi entra in crisi quando quest'ultimo si rende conto che pure Marco si è innamorato di Klaus.

Tornati a Roma Marco rivede Klaus, che gli confida di aver tradito; il giovane, dopo la liberazione della città, decide di proseguire la lotta contro il nazismo, unendosi ai partigiani del nord, anche per non abbandonarlo.

A Firenze Marco riceve l'incarico di farsi portatore a Mussolini di una proposta di pace vaticana, purtroppo senza successo.

Il giovane resta a Milano, dove nel frattempo è stato inviato Klaus; i due si rivedono e per breve tempo vivono il loro amore.

La scoperta del tradimento da parte delle SS, determina l'arresto di Klaus e dello stesso Marco, il quale, in occasione di una nuova fuga, viene ferito a morte; dopo mille vicissitudini morirà a Milano, proprio il giorno della liberazione.

Klaus, rimasto solo, viene arrestato e processato per crimini di guerra, ma eviterà la condanna a morte grazie alla difesa di Luigi, che metterà da parte risentimento e preconcetti per ottemperare alle ultime volontà di Marco.

Deborah, sopravvissuta ai campi grazie a Klaus assieme alla figlia Ester, resterà loro vicina, contribuendo all'assoluzione dell'ufficiale nazista.

Quando Klaus verrà rilasciato, i due torneranno assieme a Roma, dove tra loro nascerà una relazione stabile, destinata a durare mezzo secolo, senza mai dimenticare il compianto Marco.

L'incipit del romanzo

Prologo

 

Il 25 aprile 1995 era una splendida giornata di primavera in tutta l'Italia.

Molte famiglie, approfittando della temperatura gradevole e della giornata di festa, avevano organizzato gite fuori porta.

I grandi centri urbani, eccezion fatta per quelli d'interesse artistico, si vuotarono e furono pochi coloro che trascorsero la giornata in città.

Milano non fu da meno, anche se non mancarono le celebrazioni per il cinquantesimo anniversario della liberazione dal nazifascismo.

In Piazza Duomo, alle prime luci dell'alba, c’erano pochissime persone in giro, e tra queste una coppia di uomini anziani, entrambi oltre gli ottanta.

I due camminavano con passo spedito per la loro età e senza l'aiuto di bastoni, l'uno al braccio dell'altro.

Indossavano due abiti scuri, di taglio elegante  e di sartoria, al polso portavano dei Rolex.

Era evidente che si trattava di due anziani benestanti, che nonostante l’età avanzata davano l’idea di essere stati molto belli da giovani.

Si fermarono in uno dei pochi bar già aperti a quell'ora per fare colazione, in attesa che aprisse il Duomo.

Il barista notò che uno dei due stringeva in mano un mazzo di fiori: si trattava di rose rosse.

Quando servì loro caffè e cornetti, sentì qualche passaggio della loro conversazione.

Pareva esserci un grande affetto tra i due, ridevano e scherzavano.

Non erano fratelli, questo no, non si somigliavano affatto.

Erano molto alti, oltre il metro ed ottanta.

Uno di loro parlava con l’accento romano, l'altro sembrava straniero, forse tedesco, per quanto parlasse un ottimo italiano.

" Non dovresti esagerare con tutti questi dolci, sai le tue ultime analisi... " disse con tono di rimprovero bonario il romano.

" Almeno questo lasciamelo mangiare in pace, sei il mio avvocato non il mio medico! " rispose l'altro sorridente, addentando subito dopo il cornetto alla crema.

" Fai quello che vuoi, ma poi non lamentarti che stai male."

" Oggi è il cinquantesimo anniversario, mi servono di un po' di zuccheri " replicò il “tedesco”, concedendosi quel piccolo peccato di gola che oramai si poteva permettere solo di rado.

L'altro non disse nulla, ma sorrise e gli diede un buffetto sulla guancia.

Il barista rimase colpito da quei curiosi vecchietti.

I clienti particolari non mancavano mai, ma quei due davano l'idea di una vecchia coppia in vacanza.

Non era sua abitudine disturbare i clienti, a meno che non fossero loro ad accennare un minimo di conversazione, ma quella volta non seppe resistere.

" Siete qui in vacanza? " domandò simulando indifferenza, quando tornò per sparecchiare il tavolino.

" Siamo venuti a trovare un vecchio e carissimo amico " rispose il romano.

" Ah capisco, vi auguro un buon soggiorno allora " il barista sorrise.

" Grazie."

Tornando verso il bancone, notò che l'anziano di origine forse tedesca aveva gli occhi lucidi.

Il romano, rendendosene conto, poggiò una mano sulla sua.

" Coraggio, sai che lui non avrebbe voluto vederti così."

" Hai ragione, è stato solo un attimo, scusa " disse sorridendo ed asciugandosi gli occhi con un fazzoletto.

" Il Duomo aprirà fra poco, ti va di fare due passi in piazza?"

" Certo, paghiamo e andiamo via."

I due saldarono il conto e si avviarono, sempre a braccetto, verso la piazza.

Il barista non poteva sapere che quello era il finale di una storia iniziata molti anni prima, oltre sessanta per la precisione.

 

 

 

 

 

Capitolo 1

 

Il 30 gennaio 1933 era una giornata molto fredda, grigia e piovosa a Roma, mentre Marco si recava a piedi allo studio notarile dove lavorava come impiegato da circa un anno.

Quel posto glielo aveva trovato sua madre: aveva chiesto lei al parroco del quartiere, del quale la donna era amica e confidente da diversi anni, di mettere una buona parola con il notaio Spagnoli.

Marco non amava quel lavoro. Lui avrebbe preferito seguire le sue inclinazioni e dedicarsi alla musica classica ma i genitori, sua madre in particolare, si erano imposti affinché studiasse per prendere il diploma da ragioniere e si trovasse un buon impiego.

Abitavano in Via Taranto, strada dominata da fulgidi esempi di urbanistica popolare piccolo borghese fine anni venti, voluta dal Regime nel più complessivo progetto di ridisegno dell’Urbe.

Lo studio del Notaio Spagnoli si trovava relativamente vicino, sempre nel quartiere tuscolano.

La crisi della fine degli anni venti faceva sentire tutto quanto il suo peso, anche se lo Stato, con gli interventi e le opere propagandate dal Fascismo, aveva saputo dare risposte efficaci, attraverso importanti azioni a sostegno dell’economia e dell’occupazione.

Quando si affrontava questo argomento il padre di Marco si infervorava, sostenendo che avevano rovinato un sacco di gente invece e che tanti amici avevano perso lavoro e risparmi.

"I soldi, ripeteva spesso, quelli li danno solo a chi già li ha!"

La madre ascoltava quelle imprecazioni in silenzio, assumendo un’espressione triste e preoccupata; benché sapesse che il marito, ex sindacalista e protagonista di molte lotte ai tempi del biennio rosso, non avesse tutti i torti.

La sua paura era che qualcuno, sentendo quelle parole, potesse denunciarlo.

Non era infrequente sentir parlare di uomini che, solo per aver espresso in pubblico critiche o riserve nei confronti del Governo, si erano presi una bella dose di manganellate o erano stati costretti a mandare giù qualche bicchiere di olio di ricino.

Il marito aveva già avuto la sua razione ai tempi delle spedizioni punitive e non aveva perso il lavoro in fabbrica solo perché il proprietario, antifascista pure lui, ne aveva stima.

La moglie non capiva nulla di politica: sapeva solo che Benito Mussolini, il Duce come tutti la chiamavano, era stato definito l’uomo della Provvidenza dal Pontefice.

Il Papa, così le era stato insegnato fin da bambina, era il capo della Chiesa e la guida spirituale della cristianità, per cui se aveva definito così Mussolini chi era lei per contraddirlo?

L’amico parroco le aveva spiegato che grazie agli accordi siglati dal Cavalier Mussolini con la Chiesa nel 1929, ora il Papa poteva uscire in Piazza San Pietro a benedire il popolo sul piazzale, questo era quanto.

La coppia, in effetti, non poteva essere più diversa quanto a credo politico e religioso.

Lui era ateo e libertino, lei molto devota e praticante, eppure amava infinitamente quell’uomo ribelle, che l’aveva conquistata solo con uno sguardo in quella lontana estate del 1909, durante una gita ai castelli romani con i suoi fratelli.

Lui aveva notato subito quella bella ragazza: non era molto alta ma aveva con due occhi azzurri come il cielo, lunghi capelli lisci e castani naturali, un viso bello e dolcissimo.

Lei timidissima, si era innamorata a prima vista di quell’uomo sui quaranta, molto più grande di lei che ne aveva appena diciotto, alto più di uno e ottanta e con un fisico statuario, fisicità che avrebbe trasmesso al figlio maschio.

Faceva l’operaio nella stessa fabbrica dove lavoravano i suoi due fratelli e parlava di un mondo migliore, fatto di diritti per i lavoratori e pari opportunità per le donne.

I due si erano rivisti in altre occasioni, complici i fratelli di lei, nonostante l’opposizione dei genitori, conservatori e cattolici; alla fine la ragazza l’aveva spuntata quando – con un coraggio che non credeva di possedere – si era imposta dicendo loro che se non gli fosse stato permesso di sposare l’uomo che aveva scelto, si sarebbe fatta monaca di clausura.

Il loro fu un matrimonio molto felice, e lo era ancora.

Il segreto di quell’idillio tra persone tanto diverse era molto semplice e si reggeva sul patto non scritto che nessuno dei due avrebbe mai discusso o contestato le credenze e le idee dell’altro, per quanto opposte e antitetiche.

Le idee socialiste e rivoluzionarie dell’uomo avevano ricevuto una batosta quando nell’ottobre del 1922 i fascisti, con la marcia su Roma, avevano conquistato il potere, sopprimendo nel giro di pochi anni le libertà democratiche e sindacali e imponendo la dittatura del partito unico.

Il senso di responsabilità e l’amore per la moglie e i due figli, Marco nato nel 1913 e Anna Maria venuta al mondo due anni più tardi, lo avevano indotto a più miti consigli, proseguendo la propria attività di operaio specializzato nel piccolo opificio, pur continuando a sognare un mondo migliore per sé e i propri cari. Quegli scatti di rabbia all’interno delle mura domestiche, davanti alla moglie e ai figli, erano il suo unico sfogo e i figli ascoltavano senza parlare, oramai abituati ai suoi comizi dell’ora tarda.

La passione politica del padre, curiosamente, era stata trasmessa alla figlia Anna Maria, piuttosto che al figlio maschio, appassionato molto più di libri e musica classica.

 

Radio e giornali subivano il controllo della censura di regime e già da qualche anno parlavano diffusamente dell’ascesa in Germania del partito nazionalsocialista, guidato da un politico di nome Adolf Hitler.

Mussolini non si era granché interessato alle vicende del suo emulo tedesco, anche se i mezzi di informazione salutavano con favore  i progressi di una forza politica considerata vicina al Fascismo.

Quella mattina, un giorno come tanti, subito dopo colazione il ragazzo, si recava al lavoro senza pensare che quei fatti e vicende politiche, apparentemente estranee, avrebbero cambiato in modo radicale la sua vita.

Solo la sera, rientrando a casa dopo una giornata di duro lavoro tra atti, visure catastali e note di trascrizione, era venuto a sapere che quell’oscuro ometto coi baffetti triangolari era il nuovo cancelliere della Germania.


La biografia dell'autore, Paolo Arigotti 


Nato a Cagliari il 26 maggio 1973, Paolo Arigotti si laurea in Giurisprudenza nel 1998, prendendo servizio poco più di un anno dopo nella pubblica amministrazione; il 21 luglio 2020 si è laureato in Storia e società presso la Facoltà di Studi umanistici dell’Università di Cagliari (laurea magistrale).

 

Essendo da sempre un grande appassionato di storia, viaggi, lettura, scrittura e cinema, fa il suo esordio nel mondo letterario con il romanzo Un triangolo rosa, incentrato sullo sterminio dei gay sotto il nazismo, premiato con diploma d’onore della giuria per la narrativa edita nell’ambito del concorso internazionale Il Molinello 2016, pubblicando nel 2018 Sorelle molto speciali, dedicato alla condizione delle persone Down negli anni Trenta del secolo scorso.

 

Paolo Arigotti, inoltre, è autore di diversi racconti pubblicati in varie antologie e di un manuale giuridico.

 

Il collegio dei segreti è il suo terzo lavoro dato alle stampe e stavolta l’autore si è concentrato, con una trama ricca di riferimenti storici e colpi di scena per catturare attenzione del lettore, alla storia degli oppositori interni del nazismo.


Recap


  • Titolo: Un triangolo rosa
  • Autore: Paolo Arigotti
  • Genere: storico, dramma
  • Editore: CTL
  • Data di uscita (nuova edizione). 16 ottobre 2020
  • N. di pagine: 350
  • Prezzo: € 15
  • Link: Amazon