lunedì 4 marzo 2019



BLOGTOUR IL MISTERO DI VIRGINIA HAYLEY -
QUARTA TAPPA






Titolo: Il mistero di Virginia Hayley
Autore: Alessio Filisdeo
Editore: NPS Edizioni
Genere: urban fantasy / gotico
Pagine: 194
Formato: cartaceo e digitale
Prezzo: 14 euro (cartaceo) / 2,99 euro (digitale)
ISBN: 978-88-31910-118 (cartaceo) / 978-88-31910-125 (digitale)
Uscita ufficiale: 1 marzo 2019 (ebook), 15 marzo 2019 (cartaceo).

Disponibile su tutti gli store di ebook
Disponibile su tutti gli store di libri, in libreria (distribuzione Libro.co) e sul sito NPS Edizioni


Hello cari lettori, IUF è lietissimo di partecipare al blogtour dedicato al romanzo di Alessio Filisdeo Il mistero di Virginia Hayley!






Questa la trama del romanzo:


Londra. Autunno 1892.
Una serie di efferati delitti a sfondo rituale sconvolge la città e l’opinione pubblica.
Un investigatore oppiomane, un’elegante dama straniera, un americano dai modi spicci e un vecchio cacciatore aristocratico si ritrovano a indagare sull’omicidio della giovane Virginia Hayley, che Scotland Yard cerca pervicacemente di nascondere.
In una corsa contro il tempo, tra bassifondi degradati, sontuose sale da ballo e magioni infestate da antiche presenze, i quattro riluttanti compagni si ritroveranno invischiati loro malgrado in un inquietante complotto interno all’Impero Britannico, cercando al contempo di scongiurare il Crepuscolo di Ra e l’avvento del caos.

Leggiamo un estratto:

Qualunque organo governativo rappresentiate realmente, di qualunque società segreta o circolo facciate parte, dimenticate gli accadimenti connessi a Virginia Hayley. Inseguirli, e badate che questa non è una minaccia, vi distruggerà.
Il mondo, dicono, è un luogo oscuro e crudele. Credetemi, non volete sapere quanto in realtà sia ancora più oscuro e crudele.


Qualche notizia sull'autore:  


Nato ad Ischia nel 1989, Alessio Filisdeo vive a Barano d’Ischia.
Comincia a scrivere racconti fantasy, e a tema supereroistico, a sedici anni finché, una bella notte, non si trova ad assistere per caso alla proiezione del film culto Intervista col Vampiro.
Sboccia immediatamente l’amore per la figura del vampiro aristocratico, per il genere gotico e per i grandi classici ottocenteschi. Il passo da fan del genere a fanatico cultore è più breve del previsto.

Conclude il suo primo romanzo storico a tinte sovrannaturali all’età di diciannove anni. C’è un solo problema: ormai i “vampiri di una volta” di cui ha scritto sono passati di moda.
Ma Alessio Filisdeo non demorde: destreggiandosi tra la passione per la scrittura e alcuni lavoretti part-time (confermando quindi lo stereotipo dello scrittore perennemente squattrinato con tante belle speranze), e spaziando momentaneamente tra più generi e personaggi, aspetta pazientemente il ritorno alla ribalta della creatura dannata in tutto il suo maledetto splendore.
Per il momento ha pubblicato tre opere di genere urban fantasy, e una di genere gotico, con la casa editrice Nativi Digitali Edizioni.


  E ora veniamo agli argomenti che analizzeremo in questa quarta tappa del blogtour, ovvero i simboli presenti nel romanzo.

Pentacolo



Il pentacolo è il simbolo magico per eccellenza. Viene spesso erroneamente associato al Male, in quanto in epoca Medioevale la Chiesa lo bollò come tale, ma nelle antiche culture pagane fungeva semplicemente da protezione verso le forze invisibili, o da catalizzatore di energie mistiche.
Secondo alcune culture, le estremità del pentacolo raffigurano i cinque elementi del cosmo (acqua, aria, fuoco, terra e spirito); per altre, invece, il rapporto che intercorre tra il mondo fisico e quello divino, col corpo umano disposto geometricamente nel pentalfa.
Le interpretazioni, insomma, sono innumerevoli.

Ne “Il mistero di Virginia Hayley” il pentacolo sarà un simbolo adoperato dall’assassino, il cui scopo verrà rivelato col progredire della storia.


Occhio di Ra



L’Occhio di Ra, o Occhio di Horo, o ancora Occhio di Horus, è probabilmente il simbolo più famoso e conosciuto dell’antica cultura egizia.
Raffigura, per l’appunto, l’occhio sinistro del dio del sole, spesso rappresentato con la testa di falco, ricettacolo di un grande potere mistico, tanto sulla vita quanto sulla morte.
Secondo i miti, Horus perse il suo occhio durante una feroce battaglia contro Seth, dio del caos e suo acerrimo rivale, cercando di ristabilire l’ordine naturale sulle terre d’Egitto.

Ne “Il mistero di Virginia Hayley” l’Occhio di Ra ricoprirà un ruolo di primaria importanza, a testimonianza di come, tra le altre cose, durante il periodo vittoriano rinacque nella società accademica (e non solo) un grande interesse per la cultura del Nilo.


Le Grand Guignol

Originariamente nome del celebre teatro parigino, sul finire del XIX secolo Le Grand Guignol assunse un significato tutto suo.
Era un termine (in parte sopravvissuto fino ad oggi) che stava ad indicare una rappresentazione teatrale, un intero genere addirittura, caratterizzato da storie particolarmente macabre e violente.
Gli spettacoli, spesso grotteschi e perversi, mettevano in scena sesso e nudità, omicidi e sovrannaturale, e fin da subito ottennero uno straordinario successo di pubblico.
Le Grand Guignol, che toccò l’apice della sua popolarità proprio a Londra, durante la prima metà del XX secolo, fu a tutti gli effetti il precursore del cinema horror e splatter. Ironicamente cadde in disgrazia soppiantato proprio da quest’ultimo.

Ne “Il mistero di Virginia Hayley” i protagonisti vengono chiamati a riflettere su questo singolare fenomeno, dimostrando, nonostante tutto, una visione d’insieme poco lungimirante, e ancor meno benevola, nei confronti di una “moda passeggera”.


Jack lo Squartatore



Figura che non avrebbe bisogno di nessuna presentazione, quella dello Squartatore di Whitechapel ha per secoli influenzato, direttamente o indirettamente, l’immaginario collettivo di genere.
Tra l’estate e l’autunno del 1888, Jack mutilò, seviziò è uccise almeno cinque donne, divenendo il più celebre assassinio seriale del XIX secolo e della Storia Moderna.
Descrivere per intero la sua storia, parlare delle indagini, dei sospetti, delle teorie complottiste e delle mezze verità che non portarono mai a una cattura richiederebbe un tempo davvero eccessivo.
Libri e film sull’argomento si sprecano e, nel caso, per i curiosi, sapranno assolvere al loro compito.
Certo è che Jack lo Squartatore, a scapito dei secoli, continua a solleticare insistentemente la morbosa fascinazione delle menti più disparate.

Ne “Il mistero di Virginia Hayley”, ambientato nel 1892, si avvertono ancora gli echi di inquietudine connessi alla figura dello Squartatore, e di come l’opinione pubblica nutra un forte senso di sfiducia verso le forze dell’ordine.


Non perdete le tappe successive del blogtour! Prossimo appuntamento: blog Peccati di penna, il 7 marzo!





venerdì 1 marzo 2019



DOPPIA RECENSIONE : CLOAK & DAGGER ~ SERIE TV E FUMETTO







Genere: supereroi, fantascienza, fantasy, avventura
Stagioni: 1 - continua
Puntate: 10
Produzione: Marvel
Rete italiana: Amazon Prime video
Cast: Olivia Holt, Aubrey Joseph



Autori: Bill Mantlo, Ed Hannigan, Rick Leonardi (no, non è  mio parente!)
Editore: Marvel /Play Press
Prima uscita italiana: 1989
Prezzo di copertina: £ 8.000
Link: ebay  



Cari fumettofili e teledipendenti, dopo aver visionato la prima stagione di Cloak & Dagger mi sono messa a compiere una epica cerca tra i miei fumetti e ho reperito il vecchio, anzi antico primo numero dell’albo dedicato ai due eroi Marvel, e l’ho riletto a distanza di 30 anni.

Uno shock culturale…

Il volume riprende i quattro numeri della miniserie uscita negli USA nel 1983/84, quindi diversi ani prima dell’uscita italiana, e l’introduzione recita così:

“Lei è bianca, colta, ricca, pura: l’incarnazione della luce. Lui è nero, balbuziente, tenebroso: l’incarnazione del buio. Il loro legame non è una semplice alleanza: è la coabitazione forzata di due perfetti opposti che il fato costringere a vivere insieme. […] Un dualismo puro.”



A distanza di anni il cliché è evidente e anche un pochinino razzista se vogliamo, ma all’epoca si trattava di una storia innovativa, con personaggi originali. I due adolescenti si incontrano per caso a New York: lei, Tandy Bowen, fugge della famiglia e lui, Tyrone Johnson, dalla polizia. Qui vengono rapiti e utilizzati per sperimentare una nuova droga: da qui l’origine dei loro poteri. Lei, Dagger emette lame di luce che feriscono i nemici, oppure aiutano i drogati a liberarsi dalla dipendenza, quindi capacità curative; lui, Cloak, con la sua cappa connessa alla dimensione oscura ha sempre bisogno di luce e a volte la "prende" dalle persone che ingloba al suo interno, ma è anche un teleport.
Le storie sono molto drammatiche, ambientate nei bassifondi di NY, dove i due agiscono come vendicatori fuorilegge, vigilantes mascherati che si rifugiano in una chiesa, venendo però braccati dalla detective O’Reilly, che non ammette i loro comportamenti da giudici-giuria-boia.
Ovviamente le loro avventure sono continuate negli anni, intersecandosi con le vicende degli altri supertipi Marvel, specie con gli X-Men in quanto per lungo tempo si è dibattuto se i due avessero il gene X o meno. (È andata a finire che non ce l’hanno).

I due hanno anche subito un bel restyling nei numeri più recenti.



La sceneggiatura vista con occhi moderni non appare il massimo, specie per quel che riguarda le didascalie onnipresenti e super-spiegone, nei fumetti attuali quasi completamente abbandonate; i volti del disegnatore mio omonimo Leonardi sono molto molto espressivi anche se a volte eccede nelle smorfie; le vignette dettagliate e dinamiche; i colori sono realizzati coi retini. Carina la cover coi due personaggi a tutto campo, lui con la sua cappa nera aspira-luce e risucchia- presone e lei con le sue daghe di luce.

E veniamo alla serie tv.
La prima differenza che salta all’occhio è l’origine dei loro poteri. I due da piccoli vengono investiti dall’esplosione causata dall’industria Roxxon, poi si rincontrano otto anni dopo; inoltre lui è ricco mentre lei no, capovolgendo lo stereotipo del fumetto.
Inoltre siamo a New Orleans invece che a New York. Come mai? Boh! Forse perché NY pullula di supereroi e avrebbero quindi dovuto fare dei crossover?
Ricordiamo  che C&D fa parte del MCU e che nel corso della serie ci sono varie citazioni di altri supereroi.
Pure poteri sono un po’ diversi, anche se ancora nella prima stagione i due non sanno utilizzarli al meglio: ad esempio, lei riesce anche a scoprire i desideri altrui, lui le paure.
Il tono è molto young adult; ci sono lunghe sequenze sottolineate da una buona ma un po’ invadente colonna sonora dove vengono mostrate le loro vite da teenager, sconvolte dai poteri e dalla missione che si sono prefissati: fare tana alla Roxxon, colpevole di tanti crimini ambientali e non. Non manca l’avventura; ci sono molti comprimari, tra cui i parenti dei due e la detective O’Reilly, presente anche nei fumetti.
La serie ingrana nella seconda parte, la prima parte come al solito è dedicata maggiormente alla presentazione dei personaggi e dei loro poteri.

Commento finale: la serie è stata di mio gradimento, ho compreso l'intento di attualizzare i personaggi e renderli appetibili per un pubblico giovane, pienamente riuscito. 

La seconda stagione si preannuncia interessante, e non manca molto: è annunciata per la prossima primavera.
Stay tuned!





lunedì 25 febbraio 2019



SEGNALAZIONE: AARON E GLI DEI COMBATTENTI di CLAUDIO MASSIMO



Genere: fantasy
Editore: Lettere Animate
Serie: 1° volume della trilogia omonima
N. pagine: 230
Data di uscita:
Prezzo: cartaceo € 12,00
             ebook € 3,00
Link: Amazon  


Ciao amici amanti del fantasy, oggi segnaliamo il primo volume della trilogia di Aaron e gli dei combattenti di Claudio Massimo.

Leggiamo la trama del libro:

In un tranquillo villaggio nel sud ovest dell’Irlanda, Aaron ha delle strane visioni. Guerrieri di luce ed entità sinistre combattono una guerra che va avanti dai tempi delle leggende. Coinvolto suo malgrado in questa lotta, e gravato da profonde responsabilità, Aaron è costretto a rifugiarsi nel mondo parallelo, dove apprende che sarà lui a guidare l’esercito nello scontro con le forze oscure, dal cui esito dipenderà il futuro dell’umanità. In un mondo che piega le leggi della fisica fra divinità e potenti druidi, Aaron comincerà il suo viaggio al fianco di un antico guerriero, verso risposte taciute e verso un destino che non è ancora certo di poter realizzare.

Ecco un estratto del romanzo:



Aaron rimase folgorato da quella scena. Mai avrebbe immaginato che un giorno sarebbe stato oggetto di un tributo del genere, ma soprattutto, che a farglielo fossero i discendenti del magico popolo delle Thuatha De Dannan, un popolo che aveva immaginato mille volte nei suoi sogni a occhi aperti, grazie ai racconti di suo nonno.
Un gong fece vibrare nell’aria le sue potenti note. Era il segnale che annunciava l’arrivo del re e della regina.
La grande folla si allargò per far passare il carro trainato da un cavallo bianco a sei zampe. Passando in mezzo alle due ali di folla, il carro regale arrivò a poche decine di metri da Aaron.
Sottovoce, Bor suggerì al ragazzo di fare un inchino in segno di rispetto. Il re e la regina scesero dal carro per andare incontro ad Aaron. Quando furono vicini, il re disse:
“Puoi sollevare il capo, Prescelto” disse Finvarra.
Quando Aaron lo sollevò, si accorse di essere al cospetto di un uomo di una bellezza mai vista, e sua moglie, Donagh, la cui leggendaria beltà non aveva pari tra il mondo del Sidhe e quello umano, reggeva parimenti il confronto con il marito.
Finvarra anche lui alto come Bor, aveva lunghi capelli dal candido colore della neve con leggere striature corvine. I capelli contornavano il suo viso scendendo giù fino al torace. Anche la sua carnagione era rosa perlacea e sul suo volto affinato spiccavano verdissimi occhi che ricordavano certi laghi smeraldini d’Irlanda.
Sua moglie, la regina Donaugh, aveva ondulati capelli neri, che cadevano lungo le spalle, con boccoli che contornavano il suo bellissimo viso dal colore leggermente olivastro. Sul suo giovane volto spiccavano carnose labbra rosa, e gli occhi curiosi che osservavano Aaron erano di un verde muschio con delle dorate striature che contornavano la sua pupilla. Sulla fronte dei regnanti del Sidhe, Aaron aveva notato lo stesso simbolo di Bor, che doveva essere un segno d’appartenenza, comune anche al resto del popolo.
 Mentre tutti gli elfi erano vestiti con blusa e pantaloni di pelle che svariavano dal cuoio, al rosso rubino, al verde muschio, al giallo e all’arancione nelle sfumature del rododendro, i reali del Sidhe vestivano con lunghe tuniche e mantelli, dai tenui colori dell’ambra e del tortora che distinguevano, pur non essendo sfarzosi, il loro lignaggio.
Dopo un primo attimo di smarrimento dovuto alla beltà dei divini esseri che si trovava di fronte, Aaron parlò:
“Sono molto onorato di fare la vostra conoscenza sire.”
“Sono io che sono onorato di fare la conoscenza del Prescelto” disse re Finvarra.
“Spero che gradirai la festa che abbiamo organizzato in tuo onore” e così dicendo il re si girò verso il popolo magico e battendo due volte le mani disse:
“Che la festa abbia inizio.” Poi, rivolgendosi nuovamente ad Aaron: “Sali sul mio carro Prescelto, mentre il popolo organizza la tua festa, ti mostrerò il nostro regno.”
Aaron volse lo sguardo indietro verso Bor, il quale sorridendo, gli fece cenno con il capo di salire.
“Va’ Aaron, ci rivedremo dopo” disse Bor.



Conosciamo meglio l'autore, Claudio Massimo:



Claudio Massimo, cinquanta anni di Rivoli (TO), coltiva fin da ragazzino la passione per la storia e la letteratura. Sposato, con una figlia, attualmente vive a Settimo Torinese. Nel 2014 partecipa alla prima edizione del seminario di scrittura creativa sull’impostazione del romanzo, patrocinato da La Corte editore di Torino. Un suo racconto viene selezionato per un'antologia di Historica Edizioni e premiato al Salone del libro di Torino 2018. Finalista al concorso nazionale patrocinato da Insolito Forese con il racconto: vite dimenticate. (edizione 2018) Ha collaborato con altri autori a diverse antologie
Dopo alcuni tentennamenti, porta a termine un vecchio progetto, da cui nasce Aaron e gli dei combattenti (Lettere Animate, 2017). La spilla di luce)è il secondo volume della saga. (Lettere Animate, 2018)

Infine, la sua pagina Facebook dove è possibile seguirlo.








venerdì 22 febbraio 2019



         Archeologia  Etrusca – parte 1





Tomba a Tarquinia



Bentrovati amici lettori e followers, come secondo articolo della rubrica culturale (il primo qui) vi proponiamo un estratto dell’intervento dell’ archeologo dott. Marco Arizza durante l’evento tenutosi a Formello (Roma) il 27 ottobre Cronache etrusche; questa prima parte verterà sul lavoro degli archeologi specie nell’ambito di scavi in ambiente etrusco e verrà analizzato il contenuto di una tomba, mentre nella seconda parte parleremo della divinazione etrusca.

Il  lavoro degli archeologi spesso è percepito come un mestiere avventuroso alla Indiana Jones oppure come noiosa professione di topo da biblioteca; in realtà il loro lavoro si basa su metodi scientifici di lettura e interpretazione delle fonti attraverso gli strumenti a disposizione, che sono:
-        Fonti letterarie
-        Fonti materiali
-        Interpretazione dei paesaggi
-        Analisi scientifiche



Nel caso della civiltà etrusca, non è possibile fare affidamento su fonti letterarie dirette: purtroppo non si è conservato nulla di scritto da parte di questo popolo, e anche per quanto riguarda l’interpretazione del paesaggio la successiva romanizzazione ha spesso cancellato le tracce della precedente frequentazione etrusca.
Quindi è necessario basarsi sulle fonti archeologiche e su quelle letterarie indirette, greche e romane, che raccontano della vita, della storia e della civiltà etrusca in generale, applicando però una inevitabile lente distorsiva, dettata sia dalla distanza cronologica tra il narratore e i fatti raccontati sia dal giudizio che l’autore esprime nel corso dei racconti.

Molti pensano tuttora che la scrittura etrusca sia misteriosa e indecifrata: niente di più falso, in quanto da tempo è stata interamente decifrata. Se non ci sono lunghi testi scritti a noi arrivati, dove  troviamo gli scritti etruschi? Nelle tombe come iscrizioni funebri, poi su vasi, gioielli e altri oggetti.

Riguardo la storia evenemenziale (battaglie, conquiste ecc) la ricostruzione risulta più semplice, in quanto sono disponibili più fonti e incrociare le informazioni aiuta a definire un quadro pressoché completo degli eventi, per esempio la battaglia del romano Furio Camillo conto i veienti che comportò la presa definitiva della città nel 396 a.C.

"Il trionfo di Furio Camillo"  di F. Salviati


La questione si complica quando si affronta il problema dell’interpretazione dell’ideologia di una società: una dimensione fortemente sentita nel quotidiano ma che lascia poche tracce materiali o comunque non leggibili e interpretabili con facilità.

Un esempio è quello dell’ideologia funeraria: ogni singolo elemento di una sepoltura rientra in un sistema unitario complesso, frutto di delicati meccanismi socio-culturali che vedono fondersi le volontà auto rappresentative del defunto e famiglia (col funerale e la sepoltura)  e la partecipazione della comunità nel costruire, accogliere e interpretare questa manifestazione.

Cosa rimane visibile di tutto questo dopo 3000 anni? Ci sono numerose testimonianze nelle necropoli più celebri e meno famose, ma non per questo meno importanti, come la piccola necropoli di via d’Avack sulla via Giustiniana a Roma.
In questo sito troviamo una fossa con corridoio d’accesso, alcuni arredi e il cospicuo corredo funebre e gli ornamenti personali del defunto. In questo corredo si riconoscono tutti gli elementi per la preparazione, il servizio e il consumo del vino, elementi legati al trattamento del corpo (profumazioni ecc), e gli ornamenti personali.
Oltre a questi è stato rinvenuto un vaso straordinario un kantharos (vaso per il vino) , con incisa la più antica scena complessa di navigazione etrusca. Quindi si desume che la famiglia del defunto ha voluto inserire insieme al set per il banchetto, come si usava in quel periodo come atto di affermazione sociale, un vaso con le prodezze navali del padrone di casa che dirigeva i simposi.

Il kantharos di Via D'Avack

Questo è un esempio di cosa si può dedurre sulle civiltà del passato grazie alle evidenze archeologiche.
Il  kantharos è stato al centro di una mostra tenutasi nel 2013 nel Museo dell’Agro Veientano a Formello (Rm).

~ fine parte I ~













martedì 19 febbraio 2019


SEGNALAZIONE: STANZA 218 
di  GIACOMO FERRAIUOLO





Genere: horror
Editore: Dark Zone
Pagine: 252
Data di uscita: 25/01/2019
Prezzo di copertina: € 14,90
Link: Amazon



Dopo il successo di Nora (recensione qui) e di Non devi dormire, Giacomo Ferraiuolo torna a deliziarci, o meglio, a... terrorizzarci, con un nuovo romanzo, sempre edito da Dark Zone: Stanza 218.

Leggiamo la quarta di copertina:

Doveva essere una vacanza spensierata per Antonio e sua madre, da trascorrere a casa di zia Adele. Si ritroveranno invece prigionieri di una follia che dilagherà priva di freni, facendoli sprofondare in un labirinto senza fine di rancore e vendetta.
In questo humus di malvagità, e tormentato dal suo passato, Antonio scoprirà che i suoi incubi sono reali e che non c'è  via di scampo quando il male è accanto.


Dall'autore di Nora, l'horror che ha terrorizzato e conquistato i lettori, un prequel che riprende le stesse atmosfere claustrofobiche, tramutando le paure più agghiaccianti in terribili realtà.







E ora leggiamo (e tremiamo!) con ben tre estratti:

Lucia si voltò. Una delle bambole di pezza era caduta a terra. Poggiò la
fotografia e si precipitò a raccoglierla. Le diede un bacio sulla guancia e la rimise al suo posto.
Qualcosa scivolò nel buio. Un lezzo improvviso si alzò attorno a lei.
Un’altra bambola cadde più avanti, la donna rimase immobile con gli occhi sbarrati.
Ne cadde un’altra. Poi due. Un vento improvviso d’ira le sbatté tutte sul pavimento. Lucia gridò, il corpo irrigidito dal terrore, gli occhi sgranati.
Qualcosa l’afferrò dalle viscere; la paura divenne così reale che la costrinse a piegarsi in due, come un mozzicone di sigaretta vecchio. Cadde anche lei a terra, di fianco al cimitero di bambole silenziose.
L’urlo si trasformò in un gorgoglio e cominciò a ripetere come se fosse una cantilena: «Non vedo, non sento, non parlo. Non vedo, non sento, non parlo. Non vedo, non sento, non parlo. Non vedo, non sento, non parlo...» la voce crebbe d’intensità distorcendosi per il terrore ancora vivo dentro di lei.
Allungò la mano tremante verso il cassetto di un mobile e sfilò una forbice arrugginita.

2.

Spasmi improvvisi cominciarono a scuotere Vera. Le due donne scivolarono fuori dalla stanza e vennero ingoiate dalle ombre che le attendevano nel corridoio.
La pozza di sangue continuava ad allargarsi sul letto e a gocciare sul pavimento. Un lago di dolore si espandeva e una strana calma iniziò ad abbracciare Vera e a insinuarsi nella ferita ancora pulsante.
Il dolore cominciò a mutare, trasformandosi in un piacere così malsano e Vera ne volle di più.
Allargò le gambe e qualcosa le tirò, un altro spruzzo di sangue la bagnò.
La porta d’ingresso sbatté violentemente e la luce dell’abatjour si spense.
L’oscurità si liberò e abbracciò il suo corpo dolorante, stringendolo in una morsa di sofferenza.
3.
Non ascoltò la risposta di sua moglie, non ascoltò il brusio che si fece forte. Fece finta di non vedere quella massa nera che aveva ricominciato a camminare lungo le pareti della sala.
Vide l’ombra di una donna agonizzante seduta sul divano, la testa scarna e le braccia fumose si protendevano verso di lui. La pancia gonfia che vibrava, un mostro che si cibava delle sue carni.
Sua madre continuava a cercarlo per tenerlo stretto, per proteggerlo da tutto quell’orrore e quella morte.
La oltrepassò e sentì gli occhi disperati della donna continuare a fissarlo, come lo stava fissando sua moglie in cima alle scale.
Disperazione e delusione, due sensazioni che affollarono l’ossigeno della casa di Antonio, rendendo l’aria opprimente.


Da questi estratti emerge chiaramente la potenza descrittiva dell'autore e la sua capacità di immergere il lettore nelle storia.

Ma chi è Giacomo Ferraiuolo?  

Scopriamolo dalle sue parole:


Una mente in burrasca, dita che pigiano freneticamente i tasti del Mac.
Tramonti che dipingono lo scorrere del tempo.
Storie intrise di oscurità.
Questo sono io.
Mi occupo di Social Media e di Comunicazione, dico la mia, sempre e comunque, su Twitter e immortalo la poesia del mondo su Instagram. Quando posso scrivo, a qualsiasi ora, in qualsiasi posto. Racconto di me nel mio blog e pubblico storie di paura, che non sono altro che storie di umanità.

Nel 2016 ho pubblicato ‘Non Devi Dormire‘ (DZedizioni), raccolta di racconti horror, #1 su Amazon per oltre un mese.

Nel 2017 ho pubblicato il romanzo ‘Nora‘ (DZedizioni), Sold Out al Salone Internazionale del Libro, #1 su Amazon.


Dal 2015 ho preso parte a oltre 10 pubblicazioni e il mio racconto ‘L’Ossario‘ ha vinto il premio 24hr Writing.









lunedì 18 febbraio 2019


Eventi culturali e presentazioni a Roma
 (settimana 18-22 febbraio 2019)














Cari lettori, 
dopo la presentazione di venerdì scorso all'Enoteca Letteraria di Roma, l'Aperitivo Miti e Leggende dove ho presentato "Oracoli" , 
Alessandra Leonardi, Elena Mandolini
e Gianluca Malato
all'Aperitivo Miti e Leggende
insieme a Gianluca Malato e il suo "Venuti dal mare" (entrambi Nps edizioni) , relatrice la bravissima  Elena Mandolini, domenica 24 mi attende una nuova presentazione!




Stavolta sarò a Ostia, presso il bar "Gli Sprizzati", insieme a Elena Mandolini: parleremo della rilevanza del genere fantasy e dei nostri libri, "Oracoli" e il suo "Il Signore dei  racconti".




Ecco il comunicato stampa:


COMUNICATO STAMPA
COLAZIONE LETTERARIA CON SCRITTRICI ROMANE
ELENA MANDOLINI E ALESSANDRA LEONARDI INAUGURANO
FANTASTIKANDO! Live”


Domenica 24 febbraio, ore 11.00
Bar “Gli Sprizzati”
via Carlo Marenco di Moriondo 19/21
Ostia - Roma


Roma, 16 febbraio 2018 – Saranno due scrittrici romane a inaugurare la rassegna “Fantastikando!”, promossa dall’associazione culturale Japanimation a Ostia Lido, per valorizzare la letteratura fantastica italiana. Domenica 24 febbraio, alle ore 11.00, Elena Mandolini e Alessandra Leonardi incontreranno i lettori, presentando i loro romanzi, presso il bar Gli Sprizzati a Ostia.
Elena Mandolini presenterà “Il signore dei racconti” (Dario Abate Editore), romanzo urban fantasy ambientato a Roma, con protagonista Giulio, un ragazzo vittima di bullismo, che si imbatte nel Signore dei Racconti, un essere misterioso che conosce l’esistenza di tutti gli umani e gli offre l’opportunità di migliorare la sua vita. Il destino, in fondo, non è mai scritto e il futuro può essere cambiato. Ma a quale prezzo? Cosa è disposto a sacrificare Giulio per realizzare i suoi sogni?
Alessandra Leonardi presenterà “Oracoli”, antologia di racconti che affondano nella cultura dell’Antichità, dedicati a quattro popoli che hanno segnato la storia del Mediterraneo, accomunati da un’ossessione: il vaticinio. Quattro racconti di mistero e magia, che illustrano come i Fenici, gli Ellenici, gli Etruschi e i Romani si rapportavano con la divinazione: sussurri nell’acqua e nella pietra, voli di uccelli e viscere degli animali, sacrifici e visioni, oracoli vergati su fogli di papiro e libri con una risposta per ogni domanda.
Un’occasione per conoscere due autrici del nostro territorio, in un contesto informale e stimolante.
Appuntamento per domenica 24 febbraio, alle ore 11.00, al bar “Gli Sprizzati”, in via Carlo Marenco di Moriondo 19/21, a Ostia (Roma).
Per rimanere aggiornati, è in rete anche la pagina FB dell’evento:
https://www.facebook.com/events/2266762166936778/
Nati per scrivere – Associazione Culturale
Associazione culturale Nati per scrivere – Piazza Diaz 10, 55041 Camaiore (LU) – natiperscrivere@hotmail.com

Pagina dell’incontro “FANTASTIKANDO! Live” su FB:
https://www.facebook.com/fantastikandoincontri/

Japanimation - Associazione Culturale
Via delle Azzorre n. 352, 00121 Ostia Lido (X Municipio di Roma) - info@japanimation.it - www.japanimation.it



Siamo anche su Roma Today , su Il Tabloid, sul blog I mondi fantastici e molti altri giornali e siti parleranno del nostro evento nei prossimi giorni.

Vi aspettiamo per una bella chiacchierata sul fantasy!

La settimana culturale romana inizia però mercoledì 20: alle 17 presso la biblioteca della Camera dei deputati si terrà "Fantastico mediterraneo, la via italiana al fantastico", con molti scrittori e altre personalità della cultura. Ingresso gratuito consentito previa iscrizione via mail, posti quasi esauriti! Affrettatevi! 




Giovedì 21 invece imperdibile il convegno alla Curia Iulia, presso i Fori Imperiali: iniziati il 14 febbraio, gli incontri "Giovedì al ParCo" continueranno ogni giovedì alle h 16,30, fino al 4 aprile, con ingresso gratuito a Largo della Salara vecchia.

La Curia Iulia


Il 21 Francesca Ghedini, professore emerito di Archeologia classica presso l’Università degli Studi di Padova, che affronterà il ruolo delle donne della dinastia dei Severi, rivolgendo particolare attenzione a Giulia Domna, figura di grande influenza politica, moglie di Settimio Severo, da lui nominata mater castrorum (madre degli accampamenti). 
Qui per gli eventi successivi: Arte

Sabato 23 alle 11 per Mythologica, iniziata mesi fa, si narreranno le figure di Fedra, Artemide e Ippolito con la voce del latinista Giusto Picone (il 9 marzo per Edipo e gli enigmi Stefano Bartezzaghi affiancherà un classicista, come pure farà Roberto Vecchioni il 23 marzo per parlare di Ulisse e di Itaca). Sempre ingresso gratuito.




Imperdibili!