mercoledì 3 marzo 2021

SEGNALAZIONE: IL MERCANTE D'ACQUA DI VALERIO CARBONE

 

Un romanzo di fantascienza a tema socio-ecologico




Cari lettori,

molto interessante la trama di questo romanzo di fantascienza, Il mercante d'acqua di Valerio Carbone, edito da Edizioni Haiku:

 In un lontano futuro sarà rimasto ben poco del mondo come lo conosciamo ora. Le multinazionali avranno assunto il potere politico e l’intera società sarà gestita secondo logiche commerciali. Droghe sintetiche hanno il compito di tenere a bada una depressione, sempre latente, derivata da stress e frustrazione accumulata in anni di obbedienza, le emoticon sostituiscono gran parte del linguaggio perché le persone non conoscono più le parole per esprimere le loro emozioni. A causare la deriva del nostro mondo è la perdita del Bene Comune per eccellenza: l’acqua, che è nelle mani di un solo uomo: Oceano, il governatore della Città-degli Specchi. Suo figlio, il giovane Fiume, è destinato a diventare l’erede di un impero vigliacco e senza umanità ma la sua età, la sua sensibilità, la sua curiosità ma soprattutto il suo bisogno di rapporti affettivi lo porteranno ad allontanarsi sempre più da suo padre fino a schierarsi dalla parte di un manipolo di ribelli che si fanno chiamare le scimmie di Darwin e che hanno in programma una rivoluzione...

Una realtà differente e internamente coerente, un’ottima miscela di azione e introspezione, personaggi ben costruiti che accompagnano il lettore nel corso di una lettura veloce e coinvolgente: sono tutti elementi vincenti di questo romanzo che vanta anche le belle illustrazioni (quaranta) firmate Marianna Forte. Una favola fantascientifica atipica che mescola elementi e temi cari alla tradizione (Dick) a venature più surreali (Carroll, Vian) per un romanzo d’esordio scorrevole e ben scritto.

Un estratto:

“Questo vecchio, stanco mondo esploderà. Deflagrerà, salterà in aria trascinando via con sé tutte le contraddizioni di cui è composto. Tremendo, inesorabile. – così mi ha detto: – Arriva sempre il momento in cui le idee devono schizzare libere via dal cranio, sputate a terra come fiotti di sangue da un boxeur ferito. L’alternativa è di recidere chirurgicamente il trigemino pulsante di un’ennesima rivoluzione. Soltanto un mondo giovane e forte può permetterselo. Questo mondo è spacciato” (incipit del romanzo) “Poi, finalmente, il dolore diventa rabbia. Che è un po’ come a voler dire che una rivoluzione comincia a esplodere dappertutto” “Dov’è quel calore di cui abbiamo perso la memoria?” (parole del comandante Martin Lebenswelt). 


 Conosciamo l'autore, Valerio Carbone 



Valerio Carbone è Dottore di ricerca (Ph.D.) in Filosofia. Attualmente lavora come psicologo (regolarmente iscritto all’albo) e come editor, consulente editoriale e insegnante di scrittura creativa (presso la piattaforma online Scrittura Efficace, di cui è responsabile dal 2019). Cofondatore, nel 2010, della casa editrice indipendente romana Edizioni Haiku, nel cui catalogo figurano il racconto La confusione chiara (2010), la silloge Lode a Mishima e a Majakovskij (2011, insieme a Flavio Carlini) e soprattutto Il mercante d’acqua (2015), romanzo di formazione in ambientazione distopica sci-fi. Fra le altre pubblicazioni: la silloge poetica Ordalia. Trentatré liriche di rinascita (Prospero Editore, 2017) e l’antologia di racconti Il fantastico mondo di Fruitore Di Nonsense (Edizioni Efesto, 2017).


Recap

  • Titolo: Il mercante d'acqua
  • Autore: Valerio Carbone
  • Editore: Haiku
  • Genere: fantascienza
  • Cover e illustrazioni: Mark S. Watherhouse- Marianna Forte
  • N. di pagine: 192
  • Uscita: 2015
  • Prezzo: € 15
  • ebook: € 5,69

lunedì 1 marzo 2021

I FILM CHE USCIRANNO NEL 2022


I migliori film che usciranno nel 2022 al cinema (forse!)

 

 


 

Cari cinefili,

il precedente elenco dei film in uscita nel 2021 non ha soddisfatto le vostre pupille?

Ecco cosa propone la programmazione del 2022!

Seguiamo un ordine di uscita, segnalando i film che ci sembrano più interessanti secondo gli IUF- criteri (cioè i nostri).

 

1-  Thor: Love & Thunder. Il 4° film su Thor, sempre con Chris Hemsworth, con Natalie Portman e Christian Bale nei panni del villain è schedulato per il 6 maggio 2022.

2-  The Batman- Contrariamente a quanto precedentemente annunciato, The Batman con Robert Pattinson uscirà il 4 marzo 2022.

3-  Doctor Strange in the multiverse of madness: esce il 25 marzo 2022.

4-  Dungeon & dragons, film videoludico fantasy con Chris Pine, dovrebbe uscire il 27 marzo 2022, ma le riprese mentre scriviamo ancora  non sono iniziate.

5-  Black Panther 2. La prematura scomparsa di Chadwich Boseman ha cambiato i programmi della Marvel; l’attore non verrà sostituito e il film si concentrerà sui comprimari. Riprese da luglio 2021, uscita prevista 8 luglio 2022.

6-  Animali fantastici 3. Johnny Depp è stato rimpiazzato da Mads Mikkelsen, il resto del cast rimane e il film esce il 15 luglio 2022.

7-  Indiana Jones 5. Indy Ford torna per noi sugli schermi il 29 luglio 2022, inizio riprese primavera 2021.

8-  Halloween Ends: la fine della saga di Michael Myers arriverà il 14 ottobre 2022.

9-  The Flash: introduzione del Multiverso DC con i due Batman interpretati da Ben Affleck e  Michael Keaton. Flash sarà Ezra Miller. Esce il 4 novembre 2022.

10-    Mission impossibile 8: 4 novembre 2022.

11-    Capitan Marvel 2: 11 novembre 2022.

12-    Avatar 2 di James Cameron: 16 dicembre 2022.

 

Il prossimo film di Star Wars, vi starete chiedendo, quando esce: ahimè, nel 2023.

 

Intanto accontentiamoci di queste uscite!


Nel mentre, mi offrite un pacchetto di pop-corn? C'è il pulsante Donazioni in alto a dx, versione web! 

venerdì 26 febbraio 2021

SEGNALAZIONE: MEMORIE DI JAMES HARDY VAUX, TRUFFATORE E LADRO. A CURA DI MAURO COTONE

 La biografia di un personaggio particolare vissuto a fine 1700-inizio 1800




Cari lettori,

oggi parliamo di una biografia: Memorie di James Hardy Vaux, truffatore  e ladro, a cura di Mauro Cotone, edito da Haiku.

La trama. Completamente immerso – “come un pesce nell’acqua” – nel mondo criminale dei primi anni del XIX secolo, James Hardy Vaux (1782-?) abbandona la sicurezza di una famiglia che spesso rimpiangerà per dedicarsi a ogni sorta di truffe e raggiri. Arrestato e deportato per tre volte in Australia, sperimenta gli orrori delle navi-prigione, le traversate oceaniche e la durezza della permanenza all’altro capo del mondo. In occasione dei rientri in patria, non smette di delinquere, spinto da quello che egli stesso chiama “il mio cattivo genio”, per finire poi i propri giorni nel Nuovissimo Mondo, in un anno imprecisato.

Nella seconda permanenza australiana scrive il Nuovissimo Vocabolario del Gergo criminale, uno strumento fondamentale per la conoscenza del linguaggio della malavita inglese.

Con uno stile inaspettatamente colto, per un ragazzo dedito a una vita facile all'insegna del furto e del raggiro, James Hardy Vaux ci fa vivere dall'interno l'esistenza precaria di un giovane che si è lasciato alle spalle la convivenza civile. Una serie di avventure nelle quali è possibile leggere la ribellione delle classi diseredate, che hanno scelto di vivere ai margini della società, sfidandone le convenzioni fino alle estreme conseguenze. Aderendo totalmente al proprio stile di vita, l'autore si getta a capofitto nella sua lotta solitaria, dandoci uno spaccato impietoso della società inglese del tempo. Il volume è arricchito da un’appendice interessantissima: un vocabolario del gergo criminale scritta dallo stesso Vaux.


Leggiamo un brano della biografia, narrata da Vaux medesimo.


Quella stessa sera fui formalmente accolto come

membro di questa confraternita fraudolenta e, dopo

una libagione al caffè Piazza, tutti tornarono in scena,

dove io poco dopo capitai come per caso; così, dopo

aver giocato qualche partita con il biscazziere,

dimostrando grande mancanza di capacità, fui infine

sfidato da uno del nostro gruppo, che era stato visto

in altre occasioni giocare bene. Naturalmente, furono

fatte grandi scommesse contro la mia persona: così

nel bel mezzo del gioco, fingendomi irritato dalla

diffusa sfiducia degli astanti verso di me, iniziai a

riscaldarmi e attirai le scommesse di molti fra i presenti,

fino a che vinsi la partita (con le puntate che stavano

sei a quattro contro); anche il mio antagonista si

cautelò facendo le stesse scommesse dei nostri

compari, dopo di che, non arrivando più altre

puntate, si rilassò un po’ nel gioco. Io migliorai

progressivamente e, per amore della forma, lasciai

che il punteggio arrivasse a venti pari: i babbei (o gli

estranei) iniziarono a dare di matto e cercarono di

tirarsi fuori, ma senza effetto. Presi dunque un rischio

con successo e vinsi la partita, con grande sconforto

di quelli che così risolutamente mi si erano messi

contro. La persona che giocava con me disse che

avevo vinto solo per fortuna e per un gioco scriteriato

e, gettando via con aria infuriata le ricevute delle

scommesse, giurò che avrebbe giocato con me il

giorno successivo per una somma maggiore, e mi

avrebbe dato cinque punti di distacco. Questa

trovata tolse qualsiasi sospetto dalle menti dei perdenti,

che avevamo interesse a mantenere all'oscuro del trucco.

Poiché l'ambiente si stava facendo caldo, 

ci allontanammo uno alla volta, ci incontrammo 

al solito posto e procedemmo alla divisione dei 

guadagni della serata, che ammontavano a circa trenta sterline.


Conosciamo il traduttore e curatore del libro, Mauro Cotone



Mauro Cotone, laureato in Scienze Politiche,

 ex dirigente amministrativo del Mibact, è autore 

di pubblicazioni di carattere specialistico nell'ambito 

del pubblico impiego. Ha tradotto e curato, su riviste di settore, 

testi di pensatori del radicalismo inglese, nonché

il trattato del 1793 La giustizia politica di William Goodwin.

 Ha pubblicato ricerche sullo stampatore Giambattista

Bodoni e sul Risorgimento italiano. Nel 2012 ha tradotto

e curato Il Lavoro e i Poveri nella Londra vittoriana,

prima traduzione italiana dell’opera del giornalista

Henry Mayhew. Nel 2017 ha pubblicato La forza della

necessità - Antologia del radicalismo inglese dei secoli

XVIII e XIX. Per la collana “Settemari”, di cui è codirettore

nell’ambito della casa editrice Haiku, ha

tradotto e curato Jack Sheppard. Il bandito più amato

di Londra, del 1839, di William Harrison Ainsworth

(2019), St. Leon l’Alchimista, del 1799, di William

Godwin (2020) e le Memorie di James Hardy Vaux.

Truffatore e ladro del 1819 (pubblicate sempre nel

2020). Ha ottenuto riconoscimenti in concorsi letterari

nazionali per racconti e romanzi, pubblicando due

raccolte di racconti (Tratti di penna, 2009 e La casa di

via Donatello, 2011) e tre romanzi: La bicicletta di

Rasputin (2016), I giorni (2017) e La vita sessuale degli

Ittiti (LuoghInteriori 2018), che ha vinto la sezione

Narrativa del Premio letterario “Città di Castello”

edizione 2017.


Recap

  • Titolo: Memorie di James Vaux, truffatore e ladro
  • Autore: James Vaux
  • Curatore e traduttore: Mauro Cotone
  • Editore: Haiku
  • Genere: Biografia, storico
  • Cover: Luigi Conci
  • Uscita: 2020
  • N di pagine: 300
  • Prezzo: € 14,50
  • ebook: € 8,68
  • Link: Amazon


mercoledì 24 febbraio 2021

SEGNALAZIONE: SOTTO I SOLI DI GWALTHUR DI MALA SPINA

 Un romanzo di fantascienza illustrato made in Italy




Cari fantascientifici,

oggi parliamo del nuovo romanzo di fantascienza di Mala Spina, poliedrica scrittrice e illustratrice toscana: Sotto i soli di Gwalthur.

La trama:

Zorya è un’intrepida cacciatrice dall’aspetto ferino, nata in un mondo primitivo e condannata dalle legge tribali della sua gente. Ben Sawyer è un agente al servizio di una delle più potenti corporazioni della galassia civilizzata, costretto a un atterraggio di fortuna. Le loro strade si incrociano nelle selvagge foreste di Gwalthur, infestate da bestie simili a dinosauri. I due presto scoprono che il pianeta nasconde segreti di un’antica colonizzazione, e un dio-macchina dormiente in attesa di risvegliarsi. Inizia così la loro fuga, inseguiti da cacciatori feroci e macchine assassine, per riuscire a salvarsi sotto i soli di Gwalthur.

Leggiamo un estratto:

Il pensiero che rifiutare di diventare la sposa di Saikhan avesse provocato l’ira del loro unico dio le provocò un nodo alla gola, ma continuò a correre verso la libertà. I ruggiti e i rumori del villaggio erano sempre più lontani. Voleva solo andarsene il prima possibile, perché non sarebbe più tornata indietro.

I suoi peggiori timori si erano verificati, ma ciò significava anche che se esisteva Gwalthur, allora esisteva anche il Popolo delle stelle.

Una colonna di fumo denso e scuro si alzava dalla foresta verso le montagne. Era distante solo poche ore e sembrava la invitasse a raggiungerla.

Un pezzo di cielo è caduto…


Conosciamo l'autrice, Mala Spina 


Mala Spina è lo pseudonimo di un’autrice toscana appassionata di fantastico che lavora nel campo dell’editoria, illustrazione e web design. Ha pubblicato l’urban fantasy Victorian Horror Story, la black commedy Il mangiapeccati, la serie Altro Evo e il libro interattivo Gremlins ad alta quota. Il suo sito è www.altroevo.com


Recap


  • Titolo: Sotto i soli di Gwalthur
  • Autrice: Mala spina
  • Genere: Fantascienza
  • Editore: Plesio- collana Sirio
  • N. di pagine: 265
  • Data di uscita: 28-12-2020
  • Prezzo cartaceo: € 13
  • ebook: € 2,79
  • Link: Amazon


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lunedì 22 febbraio 2021

RECENSIONE SERIE TV: BARBARI


La serie tv sulla battaglia di Teutoburgo realizzata in Germania

 


Cari videodipendenti amanti della storia,

Barbari è una serie tv Netflix sulla battaglia di Teutoburgo, (9 d.C.) con protagonista il traditore Arminio. Si tratta di una serie tedesca,  e per loro Arminio è un eroe della patria; la vicenda è infatti vista dalla parte delle tribù germaniche, senza un minimo di imparzialità.

Questa presa di posizione è evidente sin dalle prime battute, in cui i Romani parlano latino (latino con pronuncia restituta, bellissimo da sentire) e i barbari la lingua dello spettatore, per creare estraniamento e distacco dai cattivoni romani.

In effetti il personaggio di Armino è stato reso in modo interessante: nella serie è un figlio adottivo di Publio Quintilio Varo in persona, un ufficiale romano di origini barbare che è combattuto tra le sue origini e la sua vita attuale. Tornando in quelle terre rivede i suoi vecchi amici, tra cui la bella guerriera-sacerdotessa Tusnelda, e inizia ad avere dei dubbi su sé stesso e sul suo comportamento.

Peccato che ciò sia una finzione della sceneggiatura, perché Arminio non era il figlio adottivo del comandante Varo, un espediente per rendere interessante, anzi eroica la sua figura, invece che mostrarlo quale traditore con scopi personali. Corrisponde al vero che  Varo era dispotico e avido, decisamente inadatto per romanizzare le terre germaniche; un errore la sua nomina che l’imperatore Augusto commise perché in realtà come governatore della Siria era stato abile, ma quelle terre orientali erano già romanizzate.

Sulla corrispondenza o meno alla veridicità storica vi consiglio alcuni interessanti video che potrete trovare su Youtube.

 


Mi sono espressa tante volte sul problema della veridicità storica in film e serie tv. A mio avviso, non essendo documentari, non è necessario che sia tutto perfettamente corrispondente al vero, anche perché ci sono cose che in televisione o al cinema non funzionano, e ci sono anche problemi di sicurezza degli attori (così si spiegano le onnipresenti staffe, qui si sono adoperati nel tagliare il più possibile le scene più ravvicinate) ; però su certe cose non si può proprio passare sopra, in questo caso la figura del traditore Arminio.

 Ma a livello di impatto emotivo funziona questa serie? Per me sì, funziona, essendosi gli sceneggiatori inventati il conflitto interiore del protagonista, che in realtà come abbiamo già detto era un traditore e un arrivista e basta (voleva essere reik di tutte le tribù germaniche) e, approfittando della fiducia che Varo aveva in lui, mandò tre intere legioni romane a morire dentro una foresta, un trappolone gigantesco, un agguato in un giorno di pioggia, una delle peggiori sconfitte inflitte ai Romani.

Anche il suicidio di Varo, interpretato dall’unico attore italiano del cast, è stato un momento emotivamente coinvolgente.

 Di seguito a questo fatto, Ottaviano Augusto si disperò e pronunciò la famosissima frase “Vare, legiones redde!”

 Non c'è solo il conflitto interiore del protagonista a rendere la serie interessante: di certo costumisti e scenografi hanno studiato, perché le armature, le armi, i costumi, le pettinature, gli arredi, gli accampamenti e i villaggi sono ben realizzati, e anche il cast è all’altezza. Non ci si annoia, dunque direi che è una serie da vedere, pur tenendo bene a mente che è una interpretazione dei tedeschi atta a glorificare il proprio popolo e spalare merda sui Romani, cosa in cui le  produzioni straniere in genere sono molto brave.

Ad esempio, Britannia, di cui aspetto la terza stagione, era molto più equilibrato nel mostrare vizi e virtù di conquistati e conquistatori.

 

Ci sarà la 2° stagione? Sì, è già confermata da Netflix, sempre sei puntate, e partirà da dove si è conclusa la 1° stagione, cioè su cosa è accaduto dopo la battaglia di Teutoburgo nelle regioni germaniche.

 

Cos’è successo dopo-dopo Teutoburgo? Germanico ha sconfitto Armino due volte, a Idistavisio e al Vallo angrivariano, nel 16 d.C., quindi… ciaone proprio! 😜

 

 Recap

 

  • Titolo: Barbari
  • Genere: storico, drammatico
  • N. di puntate: 6
  • Stagioni: 1-continua
  • Produzione: Germania
  • Rete di trasmissione in Italia: Netflix
  • Cast:  Laurence Rupp, Jeanne Goursaud, Gaetano Aronica, David Schutter, Bernhard Schutz  



venerdì 19 febbraio 2021

SEGNALAZIONE: EROI E SANGUE NELLA ROMA ANTICA DI IRENE SALVATORI

 Un saggio sul periodo finale dell'età repubblicana nell'antica Roma




Cari amanti della storia antica, 

oggi parliamo di un saggio sul periodo conclusivo dell'età repubblicana, Eroi e sangue nella Roma antica di Irene Salvatori, edito da Haiku.

A tratti ironico e informale, demitizzante, questo libro narra degli ultimi 90 anni della Repubblica romana. È la storia costruita non come elenco di fatti ma intorno a uomini le cui gesta appartengono a un passato talmente lontano che sembra non possa essere mai esistito. Eppure questi uomini vissero, respirarono, odiarono, amarono, lottando con forza e coraggio per le proprie convinzioni. È il racconto della grandezza di eroi noti o dimenticati che avevano un sogno solo: Roma. 

 Il saggio è una ricostruzione incalzante e accurata del periodo storico di riferimento. L’intento è quello di raccontare la storia che ha portato alla dissoluzione dell’esperienza repubblicana della Roma antica a favore del nuovo ordine che sarà quello imperiale. Nella narrazione dei personaggi scelti dall’autrice (Mario, Silla, Sertorio, i Gracchi, gli Scipioni, Catilina, Cesare) ritroviamo la volontà di ridare vita alle esperienze dei protagonisti, con un occhio sempre vigile sulla contemporaneità. Questa “fine annunciata della repubblica” è forse più vicina di quanto il libro stesso non racconti. 

Leggiamo un brano:

Tempo fa, spulciando tra i file video di mio padre, ne è venuto fuori uno che anche se famosissimo non avevo mai visto: Scipione, detto anche l’Africano di Luigi Magni, 1971, con la nota accanto “da far vedere a Irene”. Il film è un capolavoro, non fosse altro per quei due mostri sacri. La fine della Repubblica di Gassman (Catone) e Mastroianni (Scipione Africano), i protagonisti. È il racconto del processo nel quale furono coinvolti l’Africano e suo fratello Scipione l’Asiatico. Un fattaccio giudiziario di 2200 anni fa che, a più riprese, tenne Roma con il fiato sospeso. Il processo fu infamante e gli Scipioni non ne uscirono bene. Scipione, che aveva reso grande Roma, amaramente lasciò la città, morendo senza troppi onori nella sua proprietà di Literno; il fratello cadde nel dimenticatoio mentre a Catone il Censore, il grande accusatore, fu intitolata una basilica al Foro Romano. Ma le cose raramente sono semplici e lineari. Sulle orme del film di Magni, voglio percorrere la strada che portò al processo per peculato dell’Asiatico e per alto tradimento dell’Africano; una strada fatta di angoli bui, insidie, ambiguità, invidie e brama di potere degne di una serie legal moderna.


Interessante! 

Conosciamo meglio l'autrice, Irene Salvatori 



Irene Salvatori vive e lavora a Roma. Archeologa e divulgatrice, è dal 1998 fondatore e presidente dall’Associazione culturale Storicum. Laureata in Lettere Classiche e Archeologia, con un secondo titolo universitario in Filosofia, ha frequentato anche la Scuola di Specializzazione in Archeologia Classica. Ha partecipato a scavi archeologici in Italia e all’estero con l’Università degli studi di Roma “La Sapienza", esercita attività di consulenza presso cooperative di scavo romane ed è collaboratrice e editor presso il Museo storico della Liberazione in Roma. Parallelamente, ha coltivato la passione per la pittura, organizzando e partecipando a numerose esposizioni e mostre collettive e personali. Ha collaborato con rubriche culturali presso emittenti radiofoniche quali RCA e Radio Italia Anni ’60 Roma.

Nel 2020 pubblica Roma violata. Il vento e le ombre. 8 settembre 1943 - 24 marzo 1944 (Ugo Mursia Editore). 



Recap

  • Titolo: Eroi e sangue nella Roma antica
  • Autrice: Irene Salvatori
  • Genere: saggio; storia; Roma
  • Editore: Haiku
  • N. di pagine: 212
  • Uscita: 2018
  • Prezzo: € 14
  • ebook: € 7,99
  • Link: Amazon


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mercoledì 17 febbraio 2021

SEGNALAZIONE: PRODUCO VELENO DI SILVIA TEMPONI

 Una raccolta di poesie dedicata ai più sensibili con un importante messaggio scritta da una giovanissima poetessa


 


Essere se stessi in un mondo che cambia.

Alcuni ritengono che la poesia, nella sua forma più elevata, sia il frutto di esperienze di una vita e che quindi non sia un’arte che coinvolge chi vive ancora nel cuore dell’adolescenza.

Niente di più sbagliato.

Produco Veleno è il titolo della prima raccolta di poesie di Silvia Temponi, giovanissima poetessa non ancora maggiorenne, che entra nella famiglia della Casa Editrice Horti di Giano. Una raccolta che conduce il lettore a guardarsi dentro, a riconoscersi e, come una fenice, rinascere dalle proprie ceneri.

                “Siamo codardi.

                 Ridiamo e ci comportiamo

                 come se tutto andasse per il meglio.

                 Siamo codardi.

                 Incapaci di togliere le maschere,

                 fingiamo ogni giorno.

                 Siamo codardi.

                 Tutti attori e attrici

                 ma della propria vita

    sempre comparse.”


In un periodo storico nel quale è più importante apparire che essere, dove non è possibile mostrare le proprie debolezze e l’unica soluzione per esistere è omologarsi alla massa e nascondere tutto ciò

che può farci percepire come “diversi”, questa raccolta è un balsamo per l’anima, dedicata a tutte le anime sensibili e ai cuori fragili, che contiene un messaggio: sensibilizzare le persone a guardarsi

intorno, a calare le proprie maschere e cogliere i propri bisogni e i bisogni altrui.

E cercare di smentire Pirandello, quando diceva: “Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti”.


Molto interessante e profondo, vero cari amanti della poesia? 

Conosciamo meglio la giovanissima autrice:


Silvia Temponi vive a Napoli e frequenta l’ultimo anno del Liceo delle Scienze Umane. Inizia a scrivere prima sul web, tramite le piattaforme di Tumblr e Wattpad, riscuotendo un discreto successo.

Prima classificata in poesia alla ventitreesima edizione del premio internazionale “Emily Dickinson” nella sezione giovani esordienti, decide di concretizzare la sua passione per la poesia con una raccolta.

“Produco Veleno” è la sua prima pubblicazione; una storia di evoluzione, di profonda crescita, dedicata a tutti i cuori fragili.


Recap


  • Titolo: Produco veleno
  • Autrice: Silvia Temponi
  • Genere: Poesia
  • Editore: Horti di Giano
  • N. di pagine: 102
  • Data di uscita: 11 dicembre 2020
  • Prezzo: € 10,95
  • Link: Amazon