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martedì 29 gennaio 2019


NUOVA USCITA: ROMOLO, IL PRIMO RE
 - La fondazione di Roma tra realtà e leggenda
di FRANCO FORTE e GUIDO ANSELMI








Editore: Mondadori
Genere: storico
Data di uscita: 29 gennaio 2019
Pagine: 360
Prezzo di copertina: € 19
Link: Amazon 





Dal 29 gennaio, in libreria e sugli store online, il romanzo che racconta in modo crudo e disincantato la straordinaria storia della fondazione di Roma, che in bilico fra realtà, mito e leggenda, ci riporta nell'epoca primitiva che ha visto la lotta fra due gemelli per la nascita di una stirpe che avrebbe segnato l'inizio di una delle più importanti civiltà della Storia.





 Sono contentissima di segnalare l'uscita di questo romanzo che mi affascina tantissimo e senz'altro leggerò!

La trama del libro:



 In una terra selvaggia e primordiale, ammantata di storia e superstizione, un vomere traccia il solco di una città: nessuno immagina che è appena nata Roma, la Città Eterna. La storia dietro quell’attimo fatale è però molto diversa dalla leggenda che tutti conosciamo, perché avviene in un tempo di fame, freddo e carestie, dove la sopravvivenza è spesso sinonimo di sopraffazione. E la lupa non è affatto quella che i miti ci hanno tramandato. Perché la fondazione di Roma è un’avventura cruda e disperata, un’epopea di resilienza, un solco di sangue tracciato nel nostro passato che racconta la sfida primordiale fra due gemelli consacrati dagli dèi, e il suo doloroso esito, che ne ha proclamato il vincitore: Romolo, il bambino sopravvissuto alla morte, il ragazzo che ha combattuto nel fango e nel dolore, l’uomo che per realizzare il suo sogno ha piegato un mondo ostile, brutale e dominato dalla violenza, dando così inizio alla più gloriosa potenza antica che la Storia ricordi. Romolo, il primo re.

La pagina Facebook dedicata: Romolo - Il Primo Re  




Gli autori 


Franco Forte è nato a Milano nel 1962. Considerato uno dei più importanti autori di romanzi storici, ha pubblicato con Mondadori i due titoli della serie “Il romanzo di Roma”, Carthago (2009) e Roma in fiamme (2011), i gialli storici con protagonista il notaio criminale Niccolò Taverna Il segno dell’untore (2012) e Ira Domini (2014), oltre a Gengis Khan (2014) e al romanzo storico Caligola (2015). Nel 2016 e 2017 sono usciti Cesare l’immortale e Cesare il conquistatore, i due capitoli della saga che riporta in vita Giulio Cesare. Ha lavorato come autore delle serie TV Distretto di Polizia e RIS: Delitti imperfetti. Cura il “Giallo Mondadori” e “Urania”.




Guido Anselmi è nato a Vibo Valentia nel 1972, ma vive sulle sponde del Lago Maggiore. Laureato in ingegneria, ha vinto la trentanovesima edizione del premio WMI, indetto dalla rivista “Writers Magazine Italia”, ed è stato finalista al premio Bukowski 2016. Ha pubblicato diversi racconti sulla WMI, sullo speciale SF e nelle raccolte “365 Racconti per un anno” di Delos Digital.






Intervista a Franco Forte e Guido Anselmi


Partiamo subito, come amate dire voi scrittori, in medias res. Cosa deve aspettarsi un lettore che si accinga alla lettura del vostro Romolo?
Una bella sorpresa. Tutti conosciamo, fin dalla scuola, la leggenda della nascita di Roma e i personaggi che l’hanno animata, ma davvero poco è stato raccontato, almeno nella narrativa contemporanea, di quell’epoca remota. Noi abbiamo preso i personaggi leggendari e tutto ciò che ha un fondamento storico accertato e abbiamo cercato di ricostruire quel contesto primitivo. Un’impresa difficile, vista la scarsità delle fonti, ma affascinante per chi, come noi, ha dovuto ricostruire un intero mondo e le emozioni che lo pervadevano. Emozioni molto forti!

Primitivo è un aggettivo che ricorre spesso, associato al tempo nel quale il romanzo è ambientato. Dobbiamo aspettarci un Romolo sanguinario e bestiale?
Romolo è figlio del suo tempo, un’età oscura, dominata dalla forza e dalla violenza, dove l’unica legge era quella che consentiva di restare in vita. Ma Romolo non è solo questo, non potrebbe esserlo colui che ha dato inizio al più grande impero dell’antichità, no? Leggendo il libro crediamo si possa capire quanto questo personaggio, mitologico o meno, abbia segnato il destino di tutta l’umanità, non solo dei popoli italici.

Di certo non ha avuto vita facile, a partire dalla contesa con Remo.
La figura di Remo e il rapporto che Romolo aveva con lui è stato uno dei punti di partenza nel delineare la figura del nostro eroe. Pensiamo che nessun uomo, neppure il più arido e spietato, possa passare indenne alla tragedia di uno scontro fratricida e di certo Romolo non fa eccezione.

Un eroe ferito, quindi.
Edificare Roma ha richiesto un prezzo altissimo. La contesa con Remo è stata un momento terribile, ma di certo non l’unico che Romolo ha dovuto affrontare. È stato un lungo cammino, lastricato di dolore e privazioni, al quale tuttavia Romolo non ha sacrificato la propria natura più profonda e i propri ideali di giustizia.

Traspare dalle vostre parole un legame forte, quasi affettivo, con il personaggio che avete narrato.
E non potrebbe essere altrimenti; noi per primi abbiamo vissuto le sue imprese e le sue sconfitte, emozionandoci e disperandoci insieme a lui. Siamo convinti che dal romanzo questa partecipazione profonda raggiungerà anche i lettori.

Quanto è stato difficile scrivere un romanzo storico che racconta tuttavia una leggenda?
Una difficoltà che si è anche presto trasformata in opportunità. La leggenda di Romolo e Remo è stata rimaneggiata a più riprese, praticamente da tutti gli storici romani. Questo l’ha arricchita di particolari e dettagli, alcuni dei quali aggiunti con l’unico scopo di ammantarla di grandezza ed epicità. Una vera cuccagna per dei narratori!

Come vi siete regolati rispetto alla disomogeneità delle fonti?
Di base, abbiamo sempre cercato di riferirci alla versione canonica, che è poi anche quella più plausibile dal punto di vista storico. Poi, abbiamo riempito i “buchi” per costruire un arco narrativo più solido, e scelto le fonti che fornissero la versione più interessante e plausibile della leggenda. Magari, qualche volta, con le dovute “licenze poetiche”, scegliendo la versione della leggenda che privilegiasse la drammaticità degli eventi, il tutto in funzione del coinvolgimento del lettore. In fondo noi non siamo né storici né archeologi, il nostro mestiere è quello di regalare emozioni. E questa storia di emozioni ne fornisce in quantità!

lunedì 18 novembre 2019



RECENSIONE: ROMOLO IL PRIMO RE DI FRANCO FORTE E GUIDO ANSELMI




La leggenda della fondazione di Roma in un nuovo appassionante romanzo storico

Genere: storico, miti e leggende
Editore: Mondadori
Pagine: 360
Uscita: 19 gennaio 2019
Prezzo di copertina: € 19
               Ebook € 9,90
Link: Amazon


Questo è il terzo libro che ho letto ultimamente sulla leggenda di Romolo; ciò che mi ha colpito in generale riguardo queste opere (le altre erano Rex di Daphne Amati e Romolo di Mario Sconcerti, recensiti in un unico post) è come una storia così nota e stra-nota sia in grado di non annoiare mai, di riservare sempre sorprese, senz’altro grazie anche alla capacità degli autori, ma  il mito è talmente potente da intrigare a ogni lettura, avvincere come se non lo si conoscesse.

La sinossi ufficiale recita:

In una terra selvaggia e primordiale, ammantata di storia e superstizione, un vomere traccia il solco di una città: nessuno immagina che è appena nata Roma, la Città Eterna. La storia dietro quell'attimo fatale è però molto diversa dalla leggenda che tutti conosciamo, perché avviene in un tempo di fame, freddo e carestie, dove la sopravvivenza è spesso sinonimo di sopraffazione. E la lupa non è affatto quella che i miti ci hanno tramandato. Perché la fondazione di Roma è un'avventura cruda e disperata, un'epopea di resilienza, un solco di sangue tracciato nel nostro passato che racconta la sfida primordiale fra due gemelli consacrati dagli dèi, e il suo doloroso esito, che ne ha proclamato il vincitore: Romolo, il bambino sopravvissuto alla morte, il ragazzo che ha combattuto nel fango e nel dolore, l'uomo che per realizzare il suo sogno ha piegato un mondo ostile, brutale e dominato dalla violenza, dando così inizio alla più gloriosa potenza antica che la storia ricordi. Romolo, il primo re.

Forte e Anselmi si basano sulle fonti “ufficiali” della fondazione dell’Urbe, tramandateci soprattutto da Tito Livio e Cassio Dione, ma ci mettono anche del  loro, arricchendo la vicenda di avvenimenti, modificandone qualcuno e rivedendo anche qualche personaggio, come Tarpeia per esempio.

Lo stile è molto scorrevole e avvincente; magistrali le descrizioni delle battaglie e dei combattimenti,  che a me in genere non piacciono perché mi intendo poco di strategie militari: gli autori sono riusciti a descrivere battaglie e assedi, intersecandoli anche con altri avvenimenti, senza annoiarmi mai.

I personaggi sono vividi, così come le descrizioni: sembra davvero di trovarsi  nel Latium Vetus, nei pressi del Cermalo e delle paludi tiberine, VIII secoli avanti Cristo.

Circa l’edizione, la Mondadori è un genio del marketing, e ha fatto uscire il libro in contemporanea al film Il primo re (da noi recensito), utilizzandolo anche per la cover; in realtà il romanzo non c’entra molto con il film, l’unica cosa che hanno in comune è , oltre al tema, la volontà di narrare la storia senza inserire avvenimenti divini o soprannaturali, quindi fuori dalla mitologia. Tra l’altro il film si ferma alla fondazione della città, qui invece va molto oltre: c’è il cosiddetto ratto delle Sabine, ci sono le prime guerre contro le città vicine, c’è anche Tito Tazio, insomma tanta roba!

Questo ottimo  libro dovrebbe essere  letto alle scuole superiori, per rendere la Storia più viva e interessante e approfondire sulle origini della città Eterna.
Consigliaterrimo!

Vi rimandiamo all'intervista agli autori in occasione dell'uscita del libro da noi pubblicata.





martedì 7 marzo 2017


 Recensione doppia: “Rex” di Dafne Amati e “Romolo” di Mario   Sconcerti

Titolo: “Rex”
Autrice: Dafne Amati                                               

Editore: Rizzoli
Genere: storico, mitologico, fantasy
Pagine: 395
Prezzo: cartaceo €3,20
Link Amazon

Titolo: “Romolo”
Autore: Mario Sconcerti
Editore: Dalai Castoldi
Genere: saggio, storico, mitologico
Pagine: 292
Prezzo: cartaceo € 7,42
Link Amazon

                                                                                                                        




Cosa c’entrano il romanzo storico-fantasy-mitologico della misteriosa (non ho trovato che sparute notizie su di lei, non ha neppure una pagina Facebook) Dafne Amati  e il saggio del giornalista sportivo Mario Sconcerti? C’entrano, perché parlano entrambi di Romolo, seppure in un contesto molto diverso.

Mario Sconcerti, che passa con nonchalance da Totti a Romolo (il primo re di Roma e l’ultimo…), sottotitola il saggio “L’alba di Roma da riscrivere”: il libro è finalizzato a dimostrare il fatto che  di Romolo non è esistito, e spiega le motivazioni per cui i Romani hanno avuto  la necessità  di darsi origini mitologiche. Il giornalista inizia da molto lontano, con la genesi del mondo per i Greci e quindi per i Romani (parte che poteva anche essere omessa); inizia poi a spiegare per filo e per segno tutti i personaggi che hanno portato alla nascita di Roma, dedicando molti capitoli all’argomento: Evandro, Saturnia, Albalonga, Rea Silvia, Numitore e Amulio, e soprattutto Enea, Re Latino e Lavinia, spiegando il perché è stato scelto proprio questo eroe (Enea) come progenitore dei gemelli. Passa poi ad elencare le varie versioni della vicenda, dalle origini al fatale fratricidio, che forse neppure è stato commesso da Romolo, per finire alla scomparsa avvolta nel mistero del medesimo. Per fare questo, trae notizie da una corposa serie di libri, anche di autori classici come Dionigi di Alicarnasso , Tacito, Ovidio, anche se la parte del leone la fa Andrea Carandini: ben 50 ne compaiono nella bibliografia, un lavoro enorme!
Lo stile è giornalistico-sportivo: periodi brevi, e quasi totale mancanza di due punti e punti e virgola, che mi ha reso molto , molto difficile la lettura di questo saggio: solo nella descrizione delle battaglie di Romolo contro i popoli vicini la telecronaca è risultata avvincente, per il resto snervante. Riprendendo gli autori classici, ci viene spiegato anche il carattere dei due gemelli:Romolo appare riflessivo, intelligente, cauto; Remo è quello scapestrato, insofferente, ferale.

Dafne Amati romanza tutta la vicenda, arricchendola con elementi fantastici e mitologici. Qui, dei due fratelli è Romolo a essere quello scapestrato: è a capo di un gruppo di banditi, mentre Remo è un placido pastore fornito di poteri connessi alla natura che però tiene segreti e non accetta. Dopo varie peripezie, scendono in guerra contro Amulio, il re usurpatore di Alba; Remo viene rapito e Romolo deve andare a salvarlo. Una delle scene che ho amato di più è quella dove Romolo incontra Ersilia, che l’autrice rivisita nel ruolo di un’amazzone figlia di Tito Tazio, il Re dei Sabini: i due terranno un combattimento corpo a corpo, ed è qui che il vero padre di Romolo, il dio Marte, fa la sua comparsa, in un modo che tanto mi ha ricordato le “apparizioni” degli dèi in “La Torcia”, magnifico romanzo di Marion Zimmer Bradley. Il finale del romanzo è molto lungo e un po’ ripetitivo e noiosetto; probabilmente erano richieste più pagine e l’autrice si è oltremodo dilungata.  Tutto il resto mi ha entusiasmato: idea, ambientazione, descrizioni (alcune a dire il vero un po’ tirate) capaci di proiettarti in un mondo lontanissimo e perduto, dove la storia si intreccia col mito, insomma il classico “libro che vorrei aver scritto io” (finale a parte!).
Il romanzo è uscito nel 2011 per i tipi della Rizzoli, e avrebbe dovuto avere un seguito,  ma al momento non se ne sa nulla.

Riguardo le edizioni, “Rex” è molto curato; la copertina è rigida con sovracoperta, molto di impatto lo scudo di bronzo con al centro la lupa capitolina sormontata dal titolo color oro in rilevo, a effetto screziato; ci sono anche un pre-titolo, “La fondazione di Roma”, e un sotto titolo, “753 A.C. l’alba di un impero”, che mi sembrano un po’ pleonastici, proprio per “non capenti” insomma.
“Romolo” anche ha un sottotitolo, “L’alba di Roma da riscrivere”, che è fondamentale per capire il senso del libro, quindi ci può stare; la copertina ho in primo piano il dettaglio dei gemelli allattati dalla Lupa Capitolina, idea semplice e valida. L’edizione invece non è curatissima, ci sono dei refusi.

“Rex” è un romanzo che ho amato moltissimo, e consiglio a tutti coloro che cercano un’avventura storico-mitologica in un monto remoto, con un tocco di fantasia rielaboratrice ; “Romolo” contiene una marea di informazioni storiche , in stile divulgativo, e quindi adatto a chiunque voglia conoscere senza consultare decine di testi le origini del mito di Roma; però, come ho già scritto, la lettura risulta fastidiosa a causa della punteggiatura.








sabato 2 febbraio 2019




CINERECENSIONE:  IL  PRIMO  RE







 Genere: storico, mitologico
Produzione: Italia- Belgio
Regia: Matteo Rovere
Durata: 127 min.
Data di uscita: 31 gennaio 2019
Cast: Alessandro Borghi, Alessio Lapice, Tania Garribba, Fabrizio Rongione, Alessandro Rossi


Finalmente!  Divis   gratias,  in Italia siamo riusciti a produrre un film epico sulle nostre origini che non ha nulla da invidiare ai kolossal d’oltreoceano, anzi dovrebbe essere il contrario.
Matteo Rovere e tutta la produzione hanno coinvolto archeologi e studiosi per dare al film quel senso di realismo che lo contraddistingue da tutte le altre opere del genere, rintracciabile solo  nei film gibsoniani Apocalypto e La passione di Cristo specie per quanto riguarda il linguaggio: si è deciso di utilizzare un proto-latino, in cui qui e là sono riconoscibili molte locuzioni del latino studiato a scuola.  Ma non solo. C’è un’attentissima ricostruzione della società dell’epoca, delle usanze, dell’abbigliamento, dei villaggi fatti di paglia e fango (i pagi),  della religione che non è quella attribuita al periodo da tutti coloro che hanno narrato la vicenda di Romolo e Remo nei secoli successivi (ad es Tito Livio, Orazio, Plutarco), ma una religione arcaica in cui si veneravano una triplice dea, come vediamo nella prima scena [potrebbe essere la triade lunare Selene-Artemide-Ecate oppure, più probabilmente  la dea Madre nei suoi tre aspetti (giovane, madre, vecchia) ] e il dio fuoco, come emerge in quasi tutte le scene del film .
La religiosità arcaica era intrisa di superstizione (ma anche quella classica in effetti), e non c’erano Marte e Venere e altri dei noti, acquisiti in seguito.  Ho riscontrato quindi una piccola imprecisione quando Satnei, la sacerdotessa del dio fuoco viene chiamata Vestale, in effetti lo era ma non si poteva definire con questo appellativo perché il dio fuoco non era Vesta, culto comunque antichissimo;  ma per familiarità ci può stare, dai.

Romolo e Remo sono dunque due gemelli restati soli, a causa della morte della madre per colpa degli  Albani, e Remo, il più forte, si prende cura del più delicato, Romolo. La scena iniziale è un piccolo capolavoro: i due pastori vengono travolti dal fiume in piena e poi catturati dagli Albani stessi, insieme ad altri prigionieri, e costretti a combattere davanti alla Vestale che deve compiere i suoi riti. Remo però riesce a far scappare tutti, li porta ad attraversare un bosco che incute timore mentre Romolo è gravemente ferito e siccome è stato toccato dal fuoco/dalla Vestale lo ritengono maledetto e vogliono ucciderlo, ma Remo lo protegge. Poi arrivano in un villaggio dove Remo si autoproclama re. È lui dunque il primo re del titolo.

 La Vestale è anche aruspicina e in un fegato di capretta legge il loro futuro: dei due, uno solo sarà re di un impero che non avrà eguali. Remo però va oltre, è violento, il potere e la forza fan sì che si ritenga superiore agli dei e pecca così di hybris; Romolo invece è pius e consdera il poplo non come schiavo, ma come gente libera.

Non voglio raccontare tutto il film anche se la storia è nota; mi soffermerei sugli aspetti tecnici. Abbiamo già detto della meticolosità di scenografia, costumi, ricostruzione (gli attori sono sempre tutti sporchi di fango , feriti, lacerati) ; a questo hanno contribuito una fotografia a luce naturale, perfetta, e una colonna sonora mai ingombrante. Circa il montaggio, mi sembra di aver notato tre raddoppi ma dovrei rivederlo (cosa che presumo di f are). 


Non c’è un intreccio narrativo vero e proprio, non è quel genere di film, qui si racconta altro; c’è chi potrebbe trovare pesanti due ore e 10 di film, a me è piaciuto ogni singolo fotogramma, anche se non amo i sottotitoli : ci sono i tempi giusti per immergerci in quel mondo arcaico, anche quando pare che alcune scene siano ripetitive.
L’interpretazione dei protagonisti , Borghi e Lapice, è eccezionale, non deve essere stato facile recitare sporchi di fango e parlando in proto-latino per tutto il tempo. Tutto il cast ha dato una grande prova di recitazione.
Il regista Matteo Rovere lo avevo già apprezzato in Veloce come il vento, qui fa un enorme passo in avanti, come lo fa tutto il cinema italiano , che dimostra di non essere solo commedia che percula i borghesi o drammoni sempre borghesi (dimostrazione già effettuata con altri film come Lo chiamavano Jeeg robot, ma questo è diverso).
A chi lo consiglio?  Davvero a tutti, però se ci si infastidisce per scene cruente e di violenza (ci sono arti spezzati e uccisioni di animali, sempre in nome del realismo) astenersi. Bambini: non è vietato, ma lo consiglio da 13 anni in su.
Il 2019 cinematografico è iniziato benissimo!







venerdì 24 gennaio 2020


SEGNALAZIONE: LA BAMBINA E IL NAZISTA DI FRANCO FORTE E SCILLA BONFIGLIOLI


Un romanzo sulla memoria e sugli orrori dell'olocausto, una storia triste ma coraggiosa, in cui il desiderio della vita prevale sulla mostruosità dello sterminio



Cari lettori, oggi vi segnaliamo il nuovo romanzo storico di Franco Forte, La bambina e il nazista, stavolta affiancato da Scilla Bonfiglioli.


Germania, 1943. Hans Heigel, ufficiale di complemento delle SS, vive con la moglie Ingrid e la figlia Annie, di otto anni, a Osnabrück, una piccola cittadina della Vestfalia. Non ha mai avuto incarichi operativi, e nella tranquillità del suo presidio cerca di non dare nell'occhio e di non far capire quanto sia disgustato da ciò che sta succedendo, soprattutto in relazione all'operazione di sterminio degli ebrei.La sua vita cambia all'improvviso quando la figlia si ammala di tubercolosi. Hans è disperato, lei è la sola cosa bella e pulita che gli resti al mondo, non può perderla. Nonostante tutti i suoi sforzi, però, Hanne non ce la fa e muore.Hans è sconvolto, ma il destino non sembra disposto a smettere di infierire su di lui: la recrudescenza della guerra spinge il Reich a richiamare tutti gli ufficiali di complemento in incarichi operativi, e lui viene destinato al campo di sterminio di Sobibòr, in Polonia.
Lascia Ingrid, sua moglie, dai suoceri. Lei non si accorge nemmeno di lui, di quello che le dice: ormai sembra morta a sua volta. Hans la saluta e parte verso la sua nuova destinazione, tormentato dal dolore della perdita di tutto ciò che gli era caro, e dalla consapevolezza di non essere riuscito a proteggere la sua famiglia come avrebbe dovuto. Giunto a Sobibòr cerca di continuare a fingere la sua dedizione al Reich, finché un giorno, da uno dei treni che trasportano ebrei al campo per la soluzione finale, vede comparire una bambina smunta, smagrita, ma con gli stessi occhi grandi e pieni di paura che aveva sua figlia prima di morire.
La bambina si chiama Leah, e assomiglia in modo incredibile ad Hanne. Guardandola, Hans si sente riempire di un'energia nuova. Capisce che deve fare di tutto per tenerla in vita, perché non può fallire ancora, non può permettere che quegli occhi così luminosi, così pieni di innocente bellezza, si spengano ancora, com’è accaduto con la sua piccola Hanne.
Inizia quindi una lunga, difficile e pericolosa guerra personale: difendere Hanne dagli orrori del campo di concentramento, dai diavoli nazisti che vorrebbero ucciderla, nella loro smania della soluzione finale, dalla fame, dal dolore, dai soprusi, dalle malattie. Una lotta disperata, che trasformerà il mite Hans Heigel nell’uomo forte e tenace che avrebbe dovuto prendersi cura di sua figlia, anziché lasciarla in balia del suo destino. Un uomo che sa che prima o poi verrà scoperto e giustiziato, ma che non esita mai a fare tutto ciò che è in suo potere per salvare la piccola Leah. La bambina che assomiglia così tanto alla sua Hanne…


Gli autori:



Franco Forte nasce a Milano nel 1962. Giornalista, traduttore, sceneggiatore, editor delle collane edicola Mondadori (Gialli Mondadori, Urania e Segretissimo), ha pubblicato per Mondadori i romanzi Romolo – Il primo re (con Guido Anselmi), Cesare il conquistatore, Cesare l'immortale, Caligola – Impero e Follia, Il segno dell’untore, Roma in fiamme, I bastioni del coraggio, Carthago, La Compagnia della Morte, Operazione Copernico, Il figlio del cielo, L’orda d’oro – da cui ha tratto per Mediaset uno sceneggiato tv su Gengis Khan – e La stretta del Pitone e China killer (Mursia e Tropea). Per Mediaset ha scritto la sceneggiatura del film tv Giulio Cesare e ha collaborato alle serie “RIS – Delitti imperfetti” e “Distretto di polizia”. Direttore della rivista Writers Magazine Italia (www.writersmagazine.it), ha pubblicato con Delos Books Il prontuario dello scrittore, un manuale di scrittura creativa per esordienti. www.franco-forte.it






Scilla Bonfiglioli nasce e vive a Bologna. Ha pubblicato racconti in diverse antologie (Bacchilega,  Book, Edizioni Diversa Sintonia), collane (Delos Digital), sulle riviste Writers Magazine Italia e Robot. Vincitrice del premio WMI per tre volte consecutive, è autrice della saga fantasy L'Ultima Soglia pubblicata per Delos Digital nella collana Fantasy Tales. Nel 2012 esce con il racconto Skylla e Karybdis su Segretissimo Mondadori. Nel 2013 pubblica Pagare cara una pelle nell’antologia Giallo 24 su Giallo Mondadori. Nel luglio del 2014, il thriller storico La Corte della Seta esce nell'antologia “Anno Domini” per Mondadori, accanto a grandi nomi del giallo italiano. A dicembre 2017 pubblica per Mondadori il racconto Un'ombra sulla luna, vincitore del primo Premio Segretissimo. Nel 2018 vince il Premio Gran Giallo Città di Cattolica con il racconto Non si uccidono i dodi, pubblicato a novembre su Giallo Mondadori. Nel 2019 si aggiudica il Premio Altieri con il romanzo Nero&Zagara – Fuoco su Baghdad uscito su Segretissimo ad agosto 2019.

 Per chi desiderasse leggere la nostra recensione di Romolo il primo re, di Franco Forte e Guido Anselmi, si trova qui.

 Ricapitoliamo! 

  • Titolo: La bambina e il nazista
  • Autori: Franco Forte e Scilla Bonfiglioli
  • Editore: Mondadori
  • Collana: Omnibus
  • N. pagine: 320
  • Data di uscita: 14 gennaio 2020
  • Prezzo di copertina: € 19
  •             ebook: € 9,90
  • Link: Amazon


lunedì 15 marzo 2021

SEGNALAZIONE: COLLANA I SETTE RE DI ROMA DI FRANCO FORTE

 La serie di romanzi sui sette re di Roma, tra mito e realtà




Cari amanti della storia e del mito,

oggi, in occasione delle Idi di Marzo, presentiamo la collana di Historica Mondadori ispirata ai Sette mitologici re di Roma, scritti da Franco Forte insieme ad altri autori.

Il primo romanzo uscito è stato “Romolo – Il Primo Re” volume già pubblicato da Franco Forte e Guido Anselmi e dedicato al fondatore dell’Urbe, il romanzo che ha dato il via all'opera, da noi recensito qui.
Il romanzo dedicato a Numa Pompilio, il "re sacerdote", è uscito nel febbraio 2021, scritto da Franco Forte con Imperi e Roncari; sempre a febbraio è uscito Tullio Ostilio, il "re guerriero", scritto da Forte, Alfieri, Bonfiglioli. 

Nel giugno 2021 uscirà il volume dedicato ad Anco Marzio Forte, Di Gialleonardo, Gospodinoff. Tarquinio Prisco è previsto per settembre 2021 (Forte, Fontana, Tortoreto), Servio Tullio a novembre 2021 (Forte, De Boni, Grella).

L'ultimo numero, dedicato a Tarquinio il Superbo, sarà disponibile a gennaio 2022 (Forte, Leonelli, Voudì).



Franco Forte ha dichiarato, in occasione della presentazione della collana:


«Esistono pochissimi lasciti storici su questi re. Insieme a una squadra di validissimi autori abbiamo fatto un lavoro enorme per selezionare le fonti. Abbiamo analizzato tutto il materiale cercando di comprendere cosa possa avere generato certi avvenimenti poi tramandati come leggende».

Una collana da non perdere per tutti gli amanti di Roma, della storia e del mito!



Se vi va di offrirmi un caffè tramite il tasto donazioni in alto a dx, versione web, anche voi rientrereste di diritto nella leggenda! ;-) 

mercoledì 2 gennaio 2019



I 20 FILM PIU’ ATTESI DEL 2019




Bentrovati amici cinefili!  Come dicevo nel post conclusivo del 2018, l’anno scorso per me non è stato un granché cinematograficamente parlando, pochi film mi hanno attratto e ancora meno quelli che poi mi hanno lasciato soddisfatta.
Quest’anno sembra che le cose possano andare diversamente, i titoli interessanti sembrano essere di più.

Ecco la Top 20 dei film che voglio vedere assolutamente:

1)   Il primo re di Matteo Rovere, il film su Romolo e Remo con Alessandro Borghi, in uscita il 31 gennaio. Finalmente un film che tratta delle nostre origini, fatto in Italia! Queste le dichiarazioni del regista, che ho apprezzato in “Veloce come il vento”:
"Il nostro mito fondativo non è stato trattato dal cinema che, invece, ha costruito un filone ricchissimo sulla narrazione dell'antica Roma. È stata questa la spinta iniziale: era il momento di provare a calare lo spettatore nel Lazio dell'VIII secolo a. C. tenendoci più lontani possibile dall'estetica classica del peplum alla Ben-Hur, immaginando di raccontare, invece, la fondazione dell'Impero a partire proprio dal mito come se fosse vero. Alla pari di un film d'avventura, abbiamo reinterpretato in chiave realistica ed emotiva la leggenda dei gemelli Romolo e Remo". 

2)   Avengers: Endgame. Non aspetto altro dallo schiocco di dita di Thanos! E dovrò aspettare fino al 24 aprile. Regia sempre dei Russo Bros.

3)   Star Wars IX, Black Diamond, regia JJ Abrams. Anche questo lo attendiamo tutti da una vita. Trama top secret, esce il 18 dicembre, quindi avoja aspettà.

4)   Capitan Marvel di Anna Boden e Ryan Fleck, primo singolo per una supereroina Marvel. Ci dovrebbe essere anche un film su Black Widow, con la Johansson, che sarà un prequel ma non si sa la data. Invece la bionda eroina chiamata da Nick Fury nella scena dopo i titoli di coda di Infinity uscirà il 6 marzo, sarà interpretata da Brie Larsson e nel cast non può mancare Samuel L. Jackson; ci sarà anche Jude Law.

5)   Dark Phoenix di S. Kinberg. Dopo la sòla di X Men -conflitto finale (2006), speriamo che questo reboot renda giustizia a uno dei più grandi personaggi Marvel, Fenice, stavolta interpretato da Sophie Turner. Nel cast gli immancabili McAvoy, Michael Fassbender, Evan Peters, Jennifer Lawrence, Jessica Chastain. Esce il 6 giugno.


6)   Maria di Scozia. Perché gli storici ci piacciono e la storia di Maria Stuart è davvero intrigante. Saoirse Ronan, Margot Robbie,Guy Pierce, David Tennant saranno diretti da Josie Rourke. Esce il 17 gennaio.

7)   It 2. Regia di Andy Muschietti, esce il 5 settembre.

8)   Glass di Night Shamalan. Il 3° film della ‘strampalata’ trilogia del regista indiano farà da trait d’union tra Unbreakable e Split; ci saranno sempre McAvoy, Bruce Willis, Samuel L. Jackson e Sara Paulson. Esce il 17 gennaio.

9)   Ad Astra  è uno dei film di fantascienza più interessanti dell’anno      (almeno tale si annuncia), diretto da J. Gray, con Brad Pitt, Donald Shuterland e Tommy Lee Jones. Un uomo ricerca suo padre lost in space. Esce il 23 maggio.

10)                     Attack of Titans è il live action dell’omonimo anime/manga , di cui ho visto solo la 1° stagione ma mi  appresterò a breve a vedere la 2° . E’ ambientato in un futuro distopico dove l’umanità superstite all’attacco di orribili giganti antropofagi vive in una città cinta da tre ordini di mura, credendosi al sicuro; ma i misteriosi esseri torneranno all’improvviso. Protagonisti i giovanissimi Eren Jaeger e la sorellina Mikasa. Diretto da Andy Muschietti, non si sa la data.

11)                     Alita l’angelo della battaglia, altro live action derivato da un manga/anime. Regia: Robert Rodriguez. Cast: Rosa Salazar, Jennifer Connelly, Christoph Waltz, Michelle Rodriguez. Uscita, non si sa.

12)                     Once upon a time in Holliwood, altro film di Tarantino; tratta le vicende di Charles Manson. Con: Brad Pitt (anche qui), Di Caprio, al Pacino, Kurt Russell, Dakota Fanning. Beh, il cast non è male direi. Esce il 26 luglio.

13)                     Spiderman : Far from home, di J. Watts con Tom Holland. Il seguito di Homecoming vedrà come villain (o forse friend?) Mysterio. Esce il 4 luglio.

14)                     Aquaman. Il film DC è stato molto atteso  per l’interpretazione di Jason Momoa, ma ci sono anche la Kidman e Dolph Lungren. Questo è uscito già, il 1 gennaio.

15)                     Pari merito: Chaos Walking e Captive state, due film di fantascienza. Il primo è tratto dall’omonima trilogia di Patrick Ness: gli umani hanno colonizzato un pianeta simile alla terra e convivono coi nativi alieni. Un virus, Noise, rende percepibili i pensieri di tutti. Scoppia il caos e un gruppo di rivoltosi decide di combattere gli indigeni. Regia: Doug Liman, con: Daisy Ridley, Tom Holland, Mads Mikkelsen. Esce il 1 marzo.Il secondo è un distopico ambientato a Chicago, 10 anni dopo un’occupazione aliena, ed è un film sulle libertà civili e gli stati di polizia totalitari. Regia: Rupert Wyatt, con Vera Farmiga. Esce il 28 marzo. (Marzo, il mese della fantascienza?...)

17) Piccole donne. Embè! Il mio primo libro letto ! Dopo la miniserie BBC vista a Natale su Canale 5, ora anche il film: alla riscoperta della Alcott! Regia: Greta Gerwig, con Emma Watson, Saoirse Rowan, Meryl Streep. Esce il 25 dicembre.

18) Terminator 6. No, basta, mi sono detta, poi ho letto meglio le news: Cameron non sarà il regista ma è stato molto coinvolto, e la storia ricomincia dalla fine di Terminator 2, ignorando tutti gli altri film. La regia è di T. Miller, avremo il nostro Schwartzy e Linda Hamilton, mitica Sara Connor. Esce il 31 ottobre.

19) Spawn. Il personaggio di McFarlane del 1992,  piuttosto horror, si rigenera grazie a un tessuto che si chiama necroplasma, e ho detto tutto. L’autore è anche sceneggiatore e regista; cast, Al Simmons e Jeremy Renner. Uscita, non si sa.

20) Gemini man, di Ang Lee. Ancora sci fi con Will Smith, che interpreta un killer sulla via della pensione che però incontra un suo clone. Esce il 3 ottobre.

Non sono solo questi i film di mio interesse che usciranno quest’anno: ci sono anche La moglie di Frankenstein (remake del film del 1935, con Javier Bardem e Gal Gadot; il live action di Masters of the universe (questo mi fa un po’ paura…); Godzilla 2 (questo si vede!); Pinocchio di Garrone con Benigni (non so se lo vedrò, non amo Pinocchio); Suicide squad 2 (devo ancora vedere l’1…lo so, sono imperdonabile!); World war Z 2, zombi e Brad Pitt non si possono perdere; l’italica commedia Non ci resta che il crimine, dove un gruppo di casinisti ( Giallini, Tognazzi, Leo, Gassman, Pastorelli) finisce nel 2982 e incontra la Banda della Magliana; The Batman, di nuovo con Affleck (ufffff ); Joker con Joaquin Phoenix e Robert De Niro, in uscita il 3 ottobre; Dumbo e il Re leone in CGI; Shazam!, supereroe per i più piccoli; Frozen 2; Downtown Abbey, tratto dalla famosa serie che devo ancora affrontare; Men in Black International; Aladdin live action di Guy Ritchie.

Che dire? Oltre a questi usciranno moltissimi altri film (ne sono previsti più di 400), di sicuro qualcuno mi sarà sfuggito, ma in generale mi sembra un’annata interessante anche se le idee nuove scarseggiano: i remake e i sequel la fanno da padrone da anni ormai.

E voi? Qual è la vostra lista dei must-watch?...