lunedì 7 dicembre 2020

RECENSIONE FUMETTO: ROMA- CESARE DEVE MORIRE! di Adam-Boisserie-Chaillet-Convard-Annabel-Gine-Penet

 

Un fumetto storico-fantasy ambientato a Roma, sequel di Roma- La nascita della città eterna

 


 Fumettofili storico- fantasy del mio cuor, ho finalmente trovato la 2° parte del fumetto Roma- La nascita della città eterna, che avevo letto e recensito nell’ormai lontano 2017, uscito nell’ancor più lontano 2015. E niente, sono presa da uno scompenso temporale e arrivo sempre tardi, ma arrivo!

Il sequel Roma- Cesare deve morire! è uscito nel 2018 e comprende le ultime 3 storie della saga che prende il via dalla guerra di Troia.

Gli autori completano  la pentalogia che ha come vero protagonista il Palladio, che per tutti è il protettore di Roma mentre in realtà contiene una pericolosa divinità, Ker, che brama vendetta, come abbiamo visto nel primo volume. Le famiglie degli Aquilia e dei Leone sono condannati a custodire sia l’idolo sia il suo segreto: riusciranno le Vestali a contenerlo? 

Nella prima storia troviamo Giulio Cesare che vuole donare il Palladio a Cleopatra, ma l’idolo non è d’accordo; nel secondo troviamo un folle e perverso Caligola (la cui pazzia è stata ampiamente ridimensionata dagli storici, ma qui si sono seguiti i clichè) che sta per liberare la divinità di cui sente i malefici influssi; infine facciamo un salto all’epoca di Costantino, in cui il mondo pagano sta per essere scalzato da quello cristiano: Ker come utilizzerà questo a suo vantaggio?

Dei tre racconti è l’ultimo quello che mi ha incuriosito di più, vuoi perché il passaggio dal paganesimo al cristianesimo è un periodo che mi meraviglia, mi colpisce e al contempo mi inquieta, vuoi perché la storia arriva a una conclusione, un finale  per certi versi prevedibile, per altri no, comunque  interessante.

Nel complesso una saga fantasy storica molto ben congegnata, di certo documentata anche se come detto cade un po’ nei cliché nel secondo racconto, quello che ho gradito di meno, e disegnata in modo eccellente, sia per quel che riguarda i personaggi, vari ed espressivi, sia per sfondi e abbigliamento. Mai noiosa e sapientemente ritmata, ha una puntuale e completa introduzione di Sergio Brancato.

 La consiglio agli amanti del genere fantasy-storico.

 

Recap

 

  • Titolo: Roma- Cesare deve morire!
  • Collana: Historica
  • Editore: Mondadori
  • Numero: 64 (la parte 1: n. 38)
  • Autori: Adam, Boisserie, Chaillet, Convard, Annabel, Gine, Penet
  • N. di pagine: 178
  • Prezzo: € 12,99
  • Link: Mondadori

 

venerdì 4 dicembre 2020

RECENSIONE SERIE TV: UMBRELLA ACADEMY

 Una originale serie su supereroi con veri superproblemi

 


Cari fumettofili,

il sottotitolo non è per fare dell’ironia sui supereroi Marvel, ma qui ci troviamo di fronte a una vera banda di scoppiati.

La serie è tratta da un fumetto edito dalla Dark Horse in Usa e in Italia dalla Magic Press nel 2009, storie che non ho letto e quindi non posso fare paragoni, ma la vicenda è davvero originale, non tanto per la trama quanto per i personaggi e la sceneggiatura.




 Nel 1989 43 donne nel mondo hanno una gravidanza istantanea; 7 di questi bambini vengono adottati dal miliardario Reginald Hargreeves, che ne farà un gruppo di giovani supereroi e li chiamerà con numeri anziché nomi. I ragazzi verranno cresciuti da una scimmia sapiens e da una tata robot.

La storia però inizia quando il gruppo si è sciolto e i giovani hanno preso strade diverse, ma si ritrovano per il funerale dell’odiato genitore. Dei 7, uno è morto (Ben- n. 6), una, Vanya (n.7) pare non abbia poteri e fa la violinista, Allison (n.3) è un’attrice, Luther (n.1) è stato mandato sulla Luna, Klaus (n.4) è drogato, Diego (n.2) è un vigilante e numero Cinque (l’unico senza nome) è scomparso da tempo.

Ricompare proprio con l’occasione, dicendo che dovranno sventare un’apocalisse. Parte così una frenetica indagine, mentre i fratelli cercano di venire a patti col proprio passato e a riprendere contatto tra di loro.

Colpi di scena, battute sarcastiche, psicodrammi farciscono questa serie ben riuscita, singolare e con un ottimo cast, specie Numero Cinque, Aidan Gallagher, che deve interpretare un adulto nel corpo di un ragazzino, e Klaus, Robert Sheenan (Misfits, Shadowhunters, Fortitude).


Klaus e N. 5

La seconda stagione è già andata in onda e la recupererò al più presto.

 Se non conoscete la serie e amate il genere ve la consiglio vivamente! La terza al momento non è stata ancora ufficializzata da Netflix, c'è comunque un teaser trailer su Youtube quindi probabilmente si girerà.

 

Recap

 

  • Titolo: The Umbrella Academy
  • Genere: Supereroi, fantascienza, dramma
  • Stagioni: 2
  • Produzione: USA
  • N. di puntate: 10+10
  • Rete di trasmissione italiana: Netflix
  • Cast: Hellen Page, Tom Hopper, Aidan Gallagher, David Castaneda, Robert Sheenan

 

Trailer


Credits: immagini degli aventi diritto.

mercoledì 2 dicembre 2020

RECENSIONE: STANZA 218 DI GIACOMO FERRAIUOLO


Un romanzo horror molto forte, sequel di “Nora”

 


 Cari horror-maniaci,

avete presente il terrore provato guardando L’esorcista, il raccapriccio durante Suspiria o Phenomena, il panico ansiogeno con Ring? Bene, al confronto di questo romanzo sono opere Disney.

Stanza 218 di Giacomo Ferraiuolo non dà un attimo di respiro, dalla prima all’ultima pagina non c’è tregua: l’orrore trasuda da ogni pagina, le scene sono molto, molto splatter, alcune davvero toste anche per chi ha lo stomaco forte.

 

Leggiamo la trama:

 Doveva essere una vacanza spensierata per Antonio e sua madre, da trascorrere a casa di zia Adele. Si ritroveranno invece prigionieri di una follia che dilagherà priva di freni, facendoli sprofondare in un labirinto senza fine di rancore e vendetta. In questo humus di malvagità, e tormentato dal suo passato, Antonio scoprirà che i suoi incubi sono reali e che non c'è via di scampo quando il male è accanto. Dall'autore di Nora, un prequel che riprende le stesse atmosfere claustrofobiche, tramutando le paure più agghiaccianti in terribili realtà.

Gli argomenti della stregoneria e del patto con diavolo, trattato come  detto con scene molto forti, sono ideali per la tematica del romanzo,  quella del desiderio umano che può spingere le persone a fare di tutto per ottenere ciò che bramano; e il male è lì, dietro l’angolo, a blandire dove trova terreno fertile. Le ombre che inseguono i protagonisti a ogni passo sono metafora delle ombre interiori che si annidano in tutti gli individui, e se prendono il sopravvento possono condurre alla follia.

 

Come accennato nel titolino, “Stanza 218” è un sequel/prequel di “Nora”, qui recensito, grande successo dell’autore, Giacomo Ferraiuolo. Per tre quarti del romanzo non sembra però esserci attinenza, viene tutto svelato alla fine. E che finale!

In “Nora” c’era una voluta mancanza, quella della storia del dottor Marconi, inquietante e ambigua figura che aveva in cura la protagonista. Questa storia colma quella mancanza.

 

 

L’edizione Dark Zone è come sempre curatissima, perfetta la cover di Livia De Simone rappresentante la famigerata stanza ospedaliera.

 

Intervistiamo l’autore, Giacomo Ferraiuolo


 

1)  Ciao Giacomo, bentornato su IUF. Sei d’accordo con questa mia recensione, vuoi aggiungere qualcosa?

Ciao Alessandra, per prima cosa, grazie per lo spazio che mi hai dedicato. Grazie anche per questa splendida recensione, non mi sento di aggiungere altro, hai capito l’essenza del romanzo.

 

2)  Hai dichiarato nella postfazione che la prima stesura del romanzo era molto diversa. Il tema stregoneria ti è venuto in mente dopo o già c’era in quella stesura?

 

Sì, la prima stesura era molto diversa. Il tema della stregoneria c’era anche in quella versione, ma era trattato in maniera molto diversa rispetto alla versione finale. Posso dire che impregnava di meno le pagine, e diventava un ingrediente pericoloso solo alla fine della storia.

 

 3)  Dove ti sei documentato riguardo diavoli e streghe? Le scene che descrivi sono molto forti, ti se ispirato a qualche romanzo o film?

Grazie per il complimento! Sono sempre stato molto interessato all’occulto. Stregoneria e diavoli sono spesso trattati nelle storie dell’orrore. Nei momenti di pausa dal lavoro mi capita di aprire siti web o vagare per Youtube alla ricerca di documentari o testimonianze sugli argomenti più disparati, tra cui anche stregoneria e riti. La scena del coniglio, per esempio, l’ho letta in un articolo e mi è talmente rimasta impressa che ho voluto utilizzarla. Non mi sono ispirato a una storia in particolare, ma se posso consigliare un film sulle streghe che mi ha molto colpito è: ‘Le Streghe di Salem’ di Rob Zombie.

 

4)  La prima stesura mi incuriosisce. L’hai proprio cancellata o c’è la possibilità di leggerla un giorno, magari su qualche blog o in self?

Mmh, ce l’ho ancora. Chissà, forse potrò utilizzarla in un futuro per una storia completamente nuova. Posso dirti che solo due scene erano ambientate post Nora, la prima e l’ultima. Tutto il resto del romanzo era ambientato nel 1975 e Adele era un personaggio di contorno. I protagonisti erano Antonio e il Custode. La vicenda si incentrava su loro e su una strega che era morta nel 1800. Però mancava di qualcosa, era come se la vera storia doveva ancora maturare.

 

5)  La vicenda Nora è conclusa o pensi di riservarci altre sorprese?

Nora avrà per sempre un posto speciale nel mio cuore. Vorrei un giorno riprendere in mano la storia e continuare, in qualche modo, da dove tutto termina in Stanza 218. Al momento sono però preso da altre storie. Ho un romanzo in uscita nel 2021 e sono nel pieno della stesura di un nuovo progetto. Ci vorrà del tempo, ma la cosa meravigliosa dei libri, e dell’arte in generale, è che non hanno una data di scadenza.

 

6)  Chi non ha letto Nora può leggere Stanza 218?

Sì, la vicenda di Nora non è importante per comprendere la storia raccontata in Stanza 218. Ovviamente ci si troverà davanti a qualche spoiler, ma sono due storie che possono essere lette in maniera indipendente.


7)  Progetti futuri?

Tante storie che mi frullano nella testa e che spero di poter scrivere presto! Sì, ci sono diversi progetti all’orizzonte e non vedo l’ora di vederli realizzati in carta e inchiostro. Anche questo è uno dei motivi per i quali non vedo l’ora finisca questo 2020 ;) 


Grazie di essere stato con noi, alla prossima!

 

Grazie a te!

 

Consiglio Stanza 218 a chi ha lo stomaco mooolto forte. Horror duro e puro, ragazzi!


Recap


Titolo: Stanza 218

Autore: Giacomo Ferraiuolo

Editore: Dark Zone

N. di pagine: 250

Prezzo: € 14,90

ebook: € 2,99

Link: Amazon 


lunedì 30 novembre 2020

SEGNALAZIONE FILM: AZZURRINA DI GIACOMO FRANCIOSA

 "Azzurrina”, il film horror di Giacomo Franciosa, sarà completato e distribuito grazie all'accordo tra il regista ed Evoque Art House.


Il film Azzurrina del regista Giacomo Franciosa, girato nel leggendario Castello di Montebello, è un lungometraggio horror la cui lavorazione è stata sospesa molte volte in circostanze misteriose. Finalmente, grazie a un accordo siglato, l’opera sarà completata e distribuita.


Nel corso del MIA Market (il mercato dei film de La Festa del Cinema di Roma) Evoque Art House S.r.l., la Regione Abruzzo e l'Agenzia di Sviluppo (Azienda Speciale della CCIAA di Chieti Pescara), hanno collaborato assiduamente per la promozione del cinema abruzzese e non solo. Durante l'evento, grazie a un importante lavoro di meeting e coworking, Mauro John Capece, CEO di Evoque Art House e Giacomo Franciosa, nipote del noto attore hollywoodiano Anthony Franciosa, hanno siglato un accordo su diversi titoli, sia per la produzione associata che per la distribuzione. Tra questi emerge il film "Azzurrina" e il relativo documentario "Il Castello di Azzurrina", in cui verranno rivelati gli accadimenti avvenuti durante la lavorazione del film.


Il lungometraggio, avvolto da un'aura di mistero e paranormale, racconta la leggenda di Azzurrina, la bambina scomparsa improvvisamente e mai più ritrovata, nel 1365, nella vecchia fortezza di Montebello.


BACKSTAGE “AZZURRINA”






Mauro John Capece dichiara in merito: "avevo già avuto modo di conoscere professionalmente Franciosa e sapevo di questo lungometraggio e dei suoi documentari ed è stato bello intercettare uno dei suoi sales al MIA.

Ignoravo che il percorso di questo film si fosse fermato in post - produzione per diverse ragioni (più burocratiche che tecniche) che risolveremo certamente nel migliore dei modi. È un film molto adatto alle piattaforme, con un cast di tutto rispetto, spiccano tra tutti Matilda Lutz e Paolo Stella. La fotografia è del talentuoso Ugo Lo Pinto. Sono sicuro che questo film darà a entrambi molte soddisfazioni dato che, tra l'altro, è attesissimo dal pubblico. Devo ringraziare gli enti proponenti che mi hanno esortato a collaborare attivamente assieme a loro durante il MIA".





Il regista Giacomo Franciosa aggiunge: “credo e ho creduto molto sia in Azzurrina che negli altri film che ho diretto. Di Azzurrina si è parlato molto in televisione e sono stato ospite di tante trasmissioni, dunque, sui motivi del ritardo di questa uscita ho davvero poco da dire dato che è tutto visibile online. Sono molto contento di aver stretto questo accordo perché so che finalmente ora il film sarà completato e distribuito e nel miglior modo possibile. Sarà un film di successo, ne sono certo. Valuteremo anche lo sviluppo di altri progetti in cui le nostre società potrebbero avere una sinergia italo-spagnola importante".




www.evoquearthouse.com

giovedì 26 novembre 2020

RECENSIONE DOPPIA ROMANZO E SERIE TV. LA CATTEDRALE DEL MARE DI ILDEFONSO FALCONES

Un romanzo storico che offre un affresco unico sulla Barcellona medievale

 




Cari amanti della storia,

dopo aver guardato la miniserie tv in otto puntate de La Cattedrale del mare ho deciso di mettermi a leggere anche il tomo che avevo già da un po’ in casa ma non avevo ancora iniziato, anche per la lunghezza del medesimo (chi mi segue sa che non amo i libri superiori alle 400 pagine), proprio per confrontare le due opere.

 

La storia si svolge nella Catalogna del XIV secolo, e inizia con le disavventure del contadino Bernat causate dai malvagi nobili e di suo figlio Arnau; la trama poi s’incentrerà su quest'ultimo, sulla sua storia di riscatto, caduta e liberazione, molto tormentata e travagliata, sullo sfondo della costruzione della magnifica Cattedrale di Santa Maria del Mar. 

Non conoscevo questa chiesa, debbo dire dalle immagini che ha uno stile gotico originale, unico.

Santa Maria del Mar a Barcellona


Tra l’altro ammetto di non conoscere la chiesa, sono andata a cercare le foto ed è veramente un esemplare originale di gotico catalano.


Questa la sinossi:

 Nel cuore di un umile quartiere della Barcellona del XIV secolo, gli occhi curiosi del piccolo Arnau sono catturati dalle maestose mura di una grande chiesa in costruzione. Un incontro decisivo, poiché la storia di Santa Maria del Mar sarà il cardine delle tormentate vicende della sua esistenza. All'ombra di quelle torri gotiche, Arnau dovrà lottare contro fame, ingiustizie e tradimenti, ataviche barriere religiose, guerre, peste, commerci ignobili e indomabili passioni, ma soprattutto per un amore che i pregiudizi del tempo vorrebbero condannare alle brume del sogno...

La storia di Arnau, della sua famiglia e dei personaggi che lo circondano è coinvolgente ed interessante; Falcones riesce bene a descrivere la Barcellona del tempo, rendendola vivida agli occhi del lettore. Il protagonista si muove tra le sue vie, le sue botteghe, i suoi abitanti e il ghetto ebraico: gli ebrei avranno grande importanza in questa vicenda. Interessante anche la storia dei Bastaixos, gli scaricatori di porto che aiutavano a costruire gratis la Cattedrale di cui Arnau farà parte.


La serie tv riprende quasi perfettamente il romanzo, sintetizzando le vicende ma senza perdere il senso della storia e riuscendo a rendere con bei costumi e scenografie l’epoca e il luogo.

Il cast è perfetto, ogni personaggio corrisponde visivamente a quelli del libro.

Nella serie TV c’era qualcosa che non mi tornava rispetto l’arco di svolgimento del personaggio di Joan, il fratello acquisito di Arnau: nel romanzo è spiegato meglio ed è più credibile. Di contro, le vicende di Aledis sono più logiche a mio avviso nella serie, perché nel romanzo le sue scelte sono poco coerenti: le differenze maggiori stanno proprio nel suo personaggio.

Un’altra cosa che contraddistingue la serie dal libro: nel romanzo ci sono scene molto forti, stupri, torture, violenze, nella serie invece è tutto molto più leggero, probabilmente per consentirne la trasmissione in prima serata (anche se ormai in prime time si vede davvero di tutto…) oppure per renderla fruibile anche per occhi più delicati.

 

Falcones non ci va tenero con le donne: le nobili sono tutte vanitose e perfide, le popolane tutte sfigate. Ma all’epoca le donne certo non contavano molto, le leggi le punivano severamente per ogni mancanza e le usanze/leggi nei loro confronti erano davvero terribili.

A livello storico sembra tutto molto accurato, a volte l’autore esagera nei dettagli appesantendo alcuni brani; alla fine c’è anche una sua postfazione in cui parla delle sue ricerche storiche. Mi sembra però strana la vicenda iniziale dello Ius primae noctis: sapevo che era un falso storico, invece lui cita una precisa legge catalana che lo ammetteva. Se qualcuno ne sa di più, scriva pure nei commenti! Come sapete io sono un po’ più edotta sulla storia antica che su quella medievale.

 

L’edizione è curata, c’è una bella mappa della Barcellona del tempo; la sovraccoperta mi piace molto, all’interno della cattedrale gotica con la luce che entra dal rosone in rilievo e una figura maschile scura di spalle al centro, a lasciarsi scaldare dai raggi. Mi pare comunque scopiazzata da quella de I pilastri della Terra!

 

In finale, il parere è positivo, consiglio sia la miniserie che il romanzo.


Recap romanzo


  • Titolo: La cattedrale del mare
  • Autore: Ildefonso Falcones
  • Genere: storico, dramma
  • Editore: Longanesi
  • N. di pagine: 642
  • Prezzo cartaceo: € 9,50
  • Prezzo ebook: € 7,99
  • Link: Amazon


Recap Serie tv


  • Produzione: Diagonal Tv (Spagna)
  • N. di puntate: 8
  • Anno: 2018
  • Reti di trasmissione italiana: Netflix- Canale 5
  • Cast: Aitor Luna, Pablo Derqui, Michelle Jenner


Trailer




lunedì 23 novembre 2020

SEGNALAZIONE: YOHNNA E LE LACRIME DI ISRAFIL di ANDREINA GRIECO

Un romanzo fantasy di ambientazione mediorientale 



Cari lettori,

il volume di cui vi parliamo oggi, Yohnna e le lacrime di Israfil è il sequel di Yohnna e il baluardo dei deserti, romanzo d'esordio di Andreina Grieco, Edikit editore.

Tornano l’arrotino Yohnna e il Jinn malvagio Horèb.
Loro malgrado dovranno stringere ancora una volta un patto tra di loro, stavolta per fronteggiare una potente setta satanica.

Questa la sinossi del secondo volume della serie:

Chi amerebbe mai un uomo maledetto?

Yohnna accarezza l’idea di farsi una famiglia, ma la presenza costante del Jinn Horèb lo spinge a tenere tutti lontano, per paura che scoprano il suo segreto.

Horèb cerca di tenere a bada il vizio di uccidere e continua la sua opera di protettore del Deserto. Lo scontro con un’entità molto più forte di lui lo costringerà di nuovo a misurarsi con i suoi limiti.

Per salvare il bambino che vorrebbe adottare da una setta satanica, Yohnna dovrà stipulare un nuovo patto con Horèb e sarà obbligato a scrutare nella parte oscura di se stesso.

Ma chi ci guadagnerà veramente da questo patto?


Conosciamo meglio l'autrice, Andreina Grieco

 


Andreina Grieco è nata a Salerno nel 1984. Programmatrice specializzata in applicazioni web, vive a Milano dal 2009. È appassionata di libri fantasy, musica jazz e culture mediorientali e orientali.

Oltre alla scrittura, ha studiato canto jazz per diversi anni.

È autrice della saga fantasy Yohnna e il Baluardo dei Deserti, nonché ha collaborato alla raccolta fantasy I viandanti di Eirahn.


Recap

  • Titolo: Yohnna e le lacrime di Israfil
  • Autrice: Andreina Grieco
  • Genere: Fantasy mediorientale
  • Editore: Edikit
  • Data di uscita: 17 ottobre 2020
  • N. di pagine: 258
  • Prezzo cartaceo: € 14
  •            ebook: 3,49
  • Link: Amazon


venerdì 20 novembre 2020

BLOGTOUR BESTIE D'ITALIA VOLUME 3: QUARTA TAPPA

 Un racconto con protagoniste le sirene, "Fuga da Malaperla" di Debora Parisi




Care bestie d'Italia, 

oggi intervistiamo Debora Parisi che ci parla del suo racconto Fuga da Malaperla, contenuto nel terzo volume del progetto di Nps edizioni dedicato alla riscoperta del folklore italiano.

Il volume 3 di “Bestie d’Italia” contiene dieci racconti di scrittori italiani, appassionati di fantastico e folclore: “Il sortilegio della Biddrina”, di Giuseppe Gallato; “Assedio notturno”, di Francesca Cappelli; “Bakunin aveva ragione”, di Giuseppe Chiodi; “L’urlo della vita”, di Alessio Del Debbio; “Respiro d’inverno”, di Elena Mandolini; “Il cavallo d’argento”, di Alessandro Ricci; “Il giorno della taranta”, di Alessandra Leonardi; “La natura vince su tutto”, di Maria Pia Michelini; “Fuga da Malaperla”, di Debora Parisi; “Caccia al drago”, di Monica Serra.

Il libro è impreziosito dagli schizzi di Marco Pennacchietti, disegnatore di ambito internazionale e autore anche della copertina. 

 1) Benvenuta sul IUF! Parlaci di te: chi sei, dove vai? E soprattutto come e quando ti sei avvicinato alla scrittura?

 Mi chiamo Debora Parisi e sono una normale studentessa e impiegata di giorno e cacciatrice di mostri e leggende di notte. Scrivo fin da quando ero piccola e credo che sia un modo per esprimere me stessa che normalmente non riuscirei con le parole.


 2) Parlaci del tuo racconto “Fuga da Malaperla”, inserito nel terzo volume di “Bestie d’Italia”. Di cosa tratta?

Di un tentativo di fuga da parte di un gruppo di criminali da un carcere di massima sicurezza. Tutto sembra andare bene, fino a quando non scopriranno perché nessuno è mai riuscito ad evadere.

 

 3) Quali creature fantastiche scopriremo leggendolo?

Le sirene greche, ovvero le creature dal volto di donna e corpo d’uccello. Le ho sempre trovate troppo ignorate dai media e le rappresentazioni letterarie, il che mi dispiaceva. Oltretutto ho scoperto che tali creature hanno diverse incarnazioni in altre culture, soprattutto quella russa. Una nota interessante è che, mentre la sirena acquatica è legata alla seduzione sessuale e romantica, quella greca attira le persone con la promessa della conoscenza, rendendole a mio parere ancora più pericolose in quanto incarnazioni del Desiderio nel senso più ampio del termine.

 

4) Dove è ambientato il racconto? Perché questa scelta?

È ambientato in un’Italia ucronica simile al nostro diciottesimo secolo ma con una tecnologia più avanzata, dove la nazione è stata unita in un impero che collabora più o meno apertamente (dipende dalla situazione) con le creature magiche. Fa parte dello stesso universo anche il racconto precedente, “Il caso del basilisco”, dove i non morti fungono da corpo speciale contro maghi e creature magiche. In realtà questo universo faceva parte di un romanzo che però è ancora in fase di revisione, così ho deciso di usare i racconti come mezzo per espandere tale mondo. Nel caso di questo racconto, siamo in una prigione di massima sicurezza, situata nello stretto di Messina, dove vengono spediti i peggiori criminali della penisola. Volevo creare un racconto più macabro del precedente, con personaggi ambigui.

 


5) Lascia pure un estratto del racconto.

“Nessuno usciva vivo da Malaperla. Era la prima frase che sentivi quando entravi nel carcere.

Situata poco più a sud dello stretto di Messina, Malaperla era un’isola insolitamente verdeggiante, anche per l’ambiente siculo. Lì venivano confinati i criminali più pericolosi della penisola italica, gente con cui l’Impero non voleva avere a che fare: membri della malavita, briganti, stupratori, assassini della peggior specie. Il Governo li spediva lì per morire dimenticati, mentre osservavano le terre siciliane e calabresi sulle sponde opposte del mare.

Caruso ricordava ancora il giorno in cui lo trasportarono a Malaperla, legato e imbavagliato. Una cospicua milizia lo scortava a destinazione, cantando una canzone dedicata a un marinaio innamorato di una sirena. La cantavano con foga, tanto da sembrare quasi un inno.

Nonostante Malaperla avesse la fama di essere tra le strutture più sicure al mondo, Massimo Caruso voleva fuggire: era il capo del crimine a Messina e nessuno, nemmeno una stupida struttura in mezzo al mare, avrebbe potuto fermarlo.”

 


6) Quale canzone, o colonna sonora, abbineresti alla lettura del racconto?

 “Seven Devils”di Florence + the Marchine. È una di quelle canzoni il cui testo non ha un significato unico in quanto altamente simbolico, ma può essere interpretato in base all’esperienza dell’ascoltatore. Per me è una canzone sulla vendetta e la corruzione, i sette diavoli possono essere interpretati come i sette peccati capitali, e penso che s’adatterebbero all’atmosfera del romanzo, dove alcuni personaggi pensano di essere nel giusto ma sono vittima di più peccati e alimenta un sistema corrotto. Può essere associato al canto tentatore delle sirene che porta gli umani all’autodistruzione. Trovo la canzone adatta anche per la decostruzione di un finale apparentemente felice, per poi scoprire che è solo un’illusione in quanto tale felicità è stata distrutta o non è mai esistita. Ad esempio quelle storie con una conclusione agrodolce o amara, ma condita di zucchero per non fartene rendere conto. 



 

 

Biografia: 


Debora Parisi è una studentessa di giorno e cacciatrice di leggende e mitologie di notte. Nel 2019 ha pubblicato racconti per Historica Edizioni, NPS edizioni, Fanucci e Mezzelane Editrice. Gestisce un blog chiamato El micio racconta, un canale youtube intitolato Antro del Drago, che tratta di diversi argomenti, tra cui recensioni di libri, film e videogiochi. Collabora anche con le riviste Upside Down Magazine e Porto Intergalattico, ha collaborato anche con Sci-Fi Pop Culture e Spazio Penultima Frontiera. 

Per “Bestie d’Italia – volume 3”, ha scritto il racconto “Fuga da Malaperla”.


Link Bestie d'Italia vol 3: Amazon

                                          Nps edizioni