lunedì 14 dicembre 2020

SEGNALAZIONE: IL MISTERO DI CASA BELL DI ANNALAURA SIERCOVICH

 Il passato torna sempre a presentare il conto

Un fantasy che nasce da un mistero che va avanti da duecento anni, dove la natura e creature fantastiche prendono il sopravvento. Il giovane Nicolas sarà in grado di risolvere l’enigma legato a quella bambina della foto?




Cari lettori, oggi presentiamo Il mistero di Casa Bell, romanzo fantasy d'esordio di Annalaura Siercovich, edito da Horti di Giano.

 Si tratta di un fantasy ricco di segreti e di intrighi, legati a una bambina scomparsa, a un bosco stregato e alle creature che lo abitano. 


Trama:

“Che fine ha fatto Ellen Bell? Estate 1816. La piccola Ellen è stata portata per la prima volta nel magico bosco dei Belt, il cui accesso è conosciuto da pochissimi, tra cui suo padre e suo nonno. Dopo tante emozioni vissute tra incredibili creature, nella notte viene rapita dalla sua cameretta; unica traccia che rimane è una disgustosa melma violacea. Di lei non se ne saprà più niente. 200 anni dopo, la vecchia Casa Bell viene acquistata dalla famiglia del giovane Nicolas che prende per sé la stanza nella soffitta, un tempo di Ellen. In un vecchio baule ritrova alcuni effetti della bambina e una sua foto. Da lì inizia una personale indagine per capire cosa sia realmente accaduto alla piccola, poiché bizzarre leggende del paese attribuiscono la causa della sparizione alle strane creature del magico bosco. Mistero, fantasia e avventura avvolgono questo conflitto tra Bene e Male, tra realtà e dimensione parallela, in un intreccio che non sarà facile districare.”

Un fantasy dal ritmo serrato, ricco di suspense, intrecci e di scelte difficili da compiere, adatto ai lettori di ogni età, amanti degli enigmi e dei misteri da risolvere.


Conosciamo l'autrice, Annalaura Siercovich


Annalaura Siercovich nasce a Tivoli nel 1975. Da sempre appassionata di antropologia ed esoterismo, fin dalla più giovane età si dedica allo studio e alla ricerca delle storie e delle leggende dedicate al piccolo popolo e al mondo dell’invisibile. Artista e musicista, per più di 20 anni si è dedicata allo studio della musica medioevale antica, incidendo due CD musicali. È autrice di diversi spettacoli teatrali per bambini e ragazzi. Attualmente vive alle porte di Roma in una casa vicino al bosco, insieme ai suoi affetti più cari, i suoi cani e i suoi numerosi gatti. Gli abitanti del piccolo popolo continuano ad andarla a trovare costantemente. Con loro, dopo tanti anni, ha stretto una profonda e sincera amicizia. Il mistero di Casa Bell rappresenta il suo felice esordio nel mondo dell’editoria nel genere fantasy.


Recap:


Titolo: Il mistero di casa Bell

Autrice: Annalaura Siercovich

Genere: fantasy

Editore: Horti di Giano

N. di pagine: 164

Prezzo: € 15

Data di uscita: 6 novembre 2020

Link: Amazon


venerdì 11 dicembre 2020

SEGNALAZIONE: LA MIA ESTINZIONE DI VALENTINA LAUDADIO

Realismo magico, temi importanti, viaggi paralleli e divergenti nel primo romanzo onirico di Valentina Laudadio




Cari lettori,
questo romanzo mi incuriosisce molto per la varietà di tematiche che affronta; tra l'altro, è anche arricchito dalla prefazione di Martina Caironi, campionessa paralimpica e record mondiale dei 100 metri.

Leggiamo la sinossi:

Una giovane ragazza di nome Alice scompare misteriosamente dal suo appartamento di Bologna e Penelope, che è la sua migliore amica, si mette subito sulle sue tracce per riportarla a casa. Così, inizia un viaggio a doppio livello: da una parte il vagare geografico e reale di Penelope che, seguendo un po’ il suo istinto e un po’ il caso, arriva fino al Sud America, e dall’altra troviamo Alice che, in verità, non si è persa su questa Terra ma, bensì, in un mondo fatto di sogni, visioni e follie. Incontra Mujica, Fernando Pessoa e altri strambi personaggi. Un po’ come in un romanzo di formazione, le due protagoniste percorrono tutte le tappe che le porteranno alla fase successiva della loro evoluzione ma a tormentarle sarà proprio il dubbio se valga la pena o no “formarsi” ed evolvere. Così, da romanzo di formazione quest’avventura diventa un romanzo sociale. Il viaggio di Alice e Penelope è la storia della Terra e dell’umanità intera, si parte dalla Genesi e, passando per le varie ere geologiche, si arriva a fantasticare sulla nostra stessa estinzione. Cosa può salvarci? Il coraggio, la politica, lo spirito leggero? Evocando un po' gli scenari tipici del realismo magico sudamericano, questa storia fa emergere questioni profonde e presenti dentro ognuno di noi, facendoci scontrare con tutte le nostre certezze e aprendoci gli occhi su infinite possibilità.


Molto particolare, no?


Leggiamo la prefazione di Martina Caironi:


Martina Caironi


Alice, Penelope, si interroga, non smette di essere curiosa. Non si limita a viaggiare; vuole portare i frutti dei suoi viaggi e le sue scoperte nella vita di tutti i giorni. Lei è cuore e fantasia.

Valentina in questo suo primo romanzo ci conduce in un universo parallelo dove tutto accade in un substrato della realtà lasciando spazio a fantasia e immaginazione. Nonostante ciò, un attento lettore potrà capire che i luoghi e le situazioni raccontate non possono che essere state vissute dall’autrice, per poter avere quella veridicità palpabile. In un attimo siamo sotto i portici bolognesi, in una casa buia di un vecchio signore, l’attimo dopo proiettati tra i vicoli musicali di Salvador de Bahia, senza essere prima passati dalle numerose stanze del cervello umano, con i suoi dubbi, le sue speranze.

Io, sua cara amica e compagna di viaggi rivedo in questi suoi scritti la donna curiosa e avida di conoscenza con cui ho potuto esplorare alcuni paesi lontani, l'amica indecisa ma forte con cui ho sognato il Sudamerica, con cui ho vissuto quelle vie di Bologna da lei descritte.

Bisogna essere coraggiosi, seguire il proprio cuore, avere la sfrontatezza di andare contro le convenzioni, e avere quella gioia di intenti che ti porta verso il mare della vita.

I personaggi del romanzo sono liberi o alla ricerca di quella amata libertà di pensiero e azione che è senza tempo, senza spazio. "Libertà significa non aver paura del cambiamento e delle rivoluzioni" scrive l’autrice in uno dei suoi flussi di coscienza mascherati nei dialoghi. È stato per me bellissimo ritrovare la mia amica impulsiva e rimuginatrice allo stesso tempo, sparsa tra i vari personaggi, con le loro avventure che sento di aver vissuto con lei. Amicizia, cura, riflessione, amore. Oltre a questo, ci regala molti altri spunti interessanti a cui voi lettori potrete attingere, come la critica all’uso massivo della tecnologia. O come la massima per cui non si può cambiare il mondo senza prima aver cambiato sé stessi; è per questo motivo che il viaggio fisico o mentale di questo romanzo non è nient’altro che la ricerca della propria essenza. E poi non manca la coscienza politica che ha sempre inquietato Valentina, che l’ha sempre spinta a indagare e a partire. Le partenze, il viaggio, sia esso reale o immaginario, sono il fulcro del racconto, ma la vera crescita interiore si manifesterà con il ritorno.

Grazie per averci portato con il cuore là dove molti di noi non arriveranno mai.



Leggiamo un estratto:


Questa è la storia di tutti e di ogni cosa. Non è né un romanzo né un'autobiografia, potrebbe essere un manifesto ma, probabilmente, non è e basta. Non importa cos'è perché è un regalo al mondo intero e, se sei qui, forse sei la persona giusta al momento giusto per me. Lungo la lettura di questo libro la tua coscienza cambierà un po' insieme a quella della protagonista, è un viaggio per te e per la tua rivoluzione.

 

GENESI

«Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti» (2, 7 – 17)

 

Tra le stelle e le varie lune, tra pianeti sconosciuti e polveri cosmiche uno strano flusso, spaventoso e rassicurante allo stesso tempo, cangiante agli occhi di chi lo guarda, si muove, striscia e vola accarezzando il cosmo e tutti i suoi figliocci appena nati. Giunge da un posto lontano, precisamente dal punto dove ebbe inizio ogni cosa, dove nacque il primo pensiero, si accese la prima stella e dal silenzio si formò la materia. Era un'energia vigorosa che arrivò qui sulla Terra miliardi di anni fa e, forse, non se ne andò più via. Quando Alice lo vide per la prima volta stava bevendo un frappè alla finestra del salone di casa sua a Bologna, era una notte stellata e la luna era bella e piena. La notte giusta per una magia. Una penna nuova di zecca se ne stava impaziente tra le sue dita incapaci di far scivolare inchiostro su quella pagina bianca, tutto il corpo di Alice era fermo e immobile, paralizzato dalla rincorsa di pensieri fugaci. Sguardo concentrato, mani calde che accarezzavano il bicchiere e pelle scura che trasudava estate e turbolenze. Era da ore, ormai, che tutta la sua mente era impegnata in uno sforzo abnorme, voleva delle risposte, era lì che tendeva all'infinito cercando di acchiappare grandi piccole verità. Ma niente, tutti i suoi sforzi sembravano vani e i suoi pensieri ripiegarsi su se stessi. Questi grandi turbamenti esistenziali la coglievano spesso di sera o, comunque, quando era molto stanca e avvilita. Era sempre difficile uscirne e quando finalmente ce la faceva era più stanca di prima.

Un salotto come tanti in via Broccaindosso, in una casa come le altre in una città come ce ne sono milioni nel mondo. Alice era una ragazza come tante con pensieri sicuramente già pensati da qualcun altro. Pensieri che si disperdevano nel vuoto intorno a lei, pensieri inutili. Un'epoca dolorosa, forse anche questa una tra tante, futuro incerto, crisi esistenziali e generazionali. Crisi di valori e guerre sante, guerre economiche, guerre di civiltà e guerre interiori. Eccola lì, affacciata alla finestra, che osserva con sguardo scrutatore quei portici colorati sotto i quali fiumi di persone ogni giorno fluttuano leggere, con le proprie idee ben nascoste nelle tasche e un gran bel corpo pronto all'esibizione terrestre. Bologna è una madre e anche una grande meretrice, pensava; ti allatta e ti vizia dandoti tutto quello di cui pensi aver bisogno e, allo stesso tempo, ti incastra e ti tenta stringendoti tra le sue provocazioni. Fa ristagnare l'energia e ti soffoca. I portici sono un po' così, un po' seni e un po' cosce, una trappola in ogni caso. Insomma, guardando fuori dalla finestra iniziò a pensare che, alla fine, cadendo giù in strada non avrebbe provato tutto questo grande dolore e che, in fin dei conti, avrebbe potuto fare un tentativo.

 

Scopriamo qualcosa sull'autrice, Valentina Laudadio, tramite la sua biografia: 


Valentina Laudadio nasce a Guardiagrele (CH) il 20 maggio del 1988 e cresce a Palena, un piccolo paese ai piedi della Majella. Nel 2007 si trasferisce a Roma per studiare Lingue Straniere e nel 2012 a Ginevra, dove lavora come stagista nelle Pubbliche Relazioni dell’UNHCR -agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati. Tornata in Italia, va a vivere a Bologna dove, dopo la laurea specialistica in Lingue e Comunicazione, lavora presso diversi uffici stampa. Nel 2015 va in missione come reporter nei campi profughi Saharawi in Algeria con la Ong CISP. Nel 2017 vince, insieme ad altri autori, la sezione “racconti brevi” del concorso nazionale “Valerio Gentile” e la Schena Editore pubblica in una raccolta il suo racconto sopra la missione in Algeria, “Il tempo nel deserto”. Nel 2018 parte per un viaggio in solitaria di sei mesi e, con lo zaino in spalla, viaggia per l’America Latina in cerca d’ispirazione. Al ritorno dal suo viaggio, vince il terzo posto come autrice più letta della sezione “Settebello” del settimanale “7” diretto da Beppe Severgnini. Nel 2019 esce in edicola “Rabelais”, volume della collana “I geni del Rinascimento” della DeAgostini.

Quindi, cari lettori, molto particolare sia il romanzo che la vita dell'autrice, vero?


Ricapitoliamo i dati del romanzo


Titolo: La mia estinzione

Autrice: Valentina Laudadio

Genere: onirico, realismo magico, romanzo di formazione

Editore: Lupi

N. di pagine: 193

Prezzo di copertina: € 15 (12 sugli store online)

                ebook: € 1,99

Link: Amazon


giovedì 10 dicembre 2020

RECENSIONE SERIE TV: ROMVLVS 1A STAGIONE


La serie tv italiana ispirata alla fondazione di Roma

 


 Cari romoletti,

avendo adorato il film Il primo re (qui recensito), non potevo certo lasciarmi scappare “Romulus”, prima serie tv italiana dedicata alla fondazione di Roma.

O meglio, alla sua rivisitazione in chiave -più o meno -storica, sempre dal medesimo regista, Matteo Rovere.

Queste vicende  sono narrate anche da una trilogia di Luca Azzolini, di cui per ora sono due volumi, Il sangue della lupa e La regina delle battaglie, editi da Harper Collins.  Serie tv e libro sono stati pubblicati in concomitanza.



La materia della fondazione di Roma è ampia e si può prestare a variazioni sul tema, come già visto per il film, e i mitemi possono essere ripresi e plasmati sopra un realismo storico che potrebbe avvicinarsi a una realtà dei fatti, sebbene molto avventurosa e poco probabile per certi versi;  ovviamente il linguaggio narrativo cinematografico/televisivo  è differente da quello documentaristico/letterario  e la spettacolarizzazione per creare una serie avvincente e al passo coi tempi si è resa necessaria.

Stavolta Rovere & C. si sono avvalsi della consulenza del dott. Valentino Nistri, direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, uno dei più grandi esperti dell’VIII sec a.C.: infatti scenografia, costumi e fotografia sono da Oscar. L’accuratezza della ricostruzione in cui i personaggi si immergono è base portante per la riuscita della serie, anche se per esigenze visive o di sicurezza non tutto corrisponde perfettamente all’epoca, come spiegato in un interessante articolo uscito qualche settimana fa.

La scelta di girare in proto-latino immerge sicuramente di più nell’epoca, ma stavolta io personalmente ho scelto di guardarla in italiano, un po’ perché so’ ciecata, un po’ per non distrarmi troppo dall’azione e dalle espressioni degli attori.

La prova di questi ultimi , quasi tutti semi-sconosciuti al grande pubblico, tranne  Vanessa Scalera - Silvia (senza Rea), Sergio Romano (Amulius) e Yorgo Voyagis (Numitor), ma molto bravi, è stata anche una prova fisica, costretti a girare seminudi, coperti solo da pelli e tuniche, nel fango e sotto la pioggia.

Le prime due puntate mi hanno lasciato un po’ perplessa, anche perché nulla era trapelato sulla trama e quindi non sapevo cosa avrei visto, ma certo non mi aspettavo quello che la serie ci ha proposto.

La vicenda di Numitor e Amulius, con la lega dei Trenta Re, c’è; ma qui i due figli ormai grandi di una Silvia non vestale si chiamano Yemos ed Enitos, e la vestale invece si chiama Ilia ed è figlia di Amulius.


Ilia
                              Yemos e Wiros












Oltre a costoro ci sono un gruppo di Luperci, giovani di Velia che devono passare alcuni mesi nel bosco come rito di passaggio all’età adulta, ma hanno terrore della dea Rumia e dei loro seguaci; tra loro si distingue il debole Wiros, abile con la favella e poco con la lotta, in un periodo ove la violenza e la forza bruta la fanno da padrone.

Da notare come il rapporto con le divinità sia tenuto sempre da donne: Ilia con Vesta e poi Marte (già!), Rumia con la Lupa a capo dei Ruminales, questo popolo lupesco e selvaggio, che hanno un oracolo sempre femmina.

Come dicevo, un encomio speciale alla fotografia, che rende il tutto così reale e così antico, tra buio rischiarato dai fuochi e tra albe e tramonti dal sole basso e freddo. Pettinature un po’ moderne ma carine, bene i costumi e il trucco.

Tutti i personaggi hanno un percorso di trasformazione, e alla fine nessuno sarà più quello che era all’inizio.

Verso metà serie si inizia a intuire dove gli autori vogliono andare a parare, dove riprenderanno i mitemi caratteristici della leggenda.

Io sono più per il classico, ma non mi dispiacciono le variazioni sul tema, ben vengano le novità!

Appassionante, coinvolgente, sicuramente ha momenti più blandi e momenti più movimentati; i combattimenti e le scene forti non mancano, si sentono certi echi da Trono di Spade prime stagioni… Una mezza novità per le produzioni italiane, che con questa serie dimostrano di potersi avvicinare a quelle Usa, e di surclassarle pure, ad esempio per gli studi preliminari alla messa in scena.


Manca qualcosa nel finale, comunque plausibile, e potrebbe essere una precisa scelta per spiazzare lo spettatore che si aspettava una certa cosa (non voglio spoilerare… chi ha visto, capirà).
 

Finalissimo con colpo di scena che prelude a una seconda stagione.

Da notare come i titoli delle puntate compongano una frase:

Tu

Regere

Imperio

Populus

Romane

Memento

Parcere

Subiectis

Debellare

Superbos

 

Ora, se dicessi che mi ricordavo dove l’avessi letta e anche la traduzione precisa, mentirei sapendo di mentire (o di mentine…), ma basta un copincolla su Internet per trovare traduzione e origine: trattasi di un brano dell’Eneide, dove Enea nel mondo dei morti incontra il padre Anchise che alla fine di un discorso gli dice queste parole:

 

Tu regere imperio populos, Romane, memento:
hae tibi erunt artes, pacisque imponere morem,
parcere subiectis et debellare superbos.


Ovvero:


tu, o Romano, ricorda di governare i popoli:
queste saranno le tue arti, e d’imporre la civiltà con la pace,
risparmiare gli arresi e sconfiggere i ribelli.

 

Ficata, eh??? Pure una mezza genialata oserei dire.

La sigla di testa: Shout dei Tears for Fears cantata da Elisa, molto bella e che sottolinea bene le immagini; non capisco bene il nesso con la serie, ma bella.

 La domanda d’obbligo è: quando ci sarà la seconda stagione?

Rovere ha dichiarato recentemente che “ci stanno ragionando”, quindi non è certa al 100%, anche se io sono molto fiduciosa, primo perché la serie ha avuto molto successo di pubblico e critica e andrà anche all’estero, e secondo perché c’è quella scena nel finalissimo che esige un seguito, altrimenti perché metterla?!

 

Recap

 

  • Titolo: Romulus
  • Genere: storico, miti e leggende
  • Regia: Matteo Rovere
  • N. di puntate: 10- 1° stagione
  • Produzione: Italia
  • Rete tv italiana: Sky Atlantic
  • Cast: Andrea Acangeli, Francesco Di Napoli, Vanessa Scalera, Sergio Romano, Yorgo Voyagis, Marianna Fontana, Ivana Lotito, Silvia Calderoni



mercoledì 9 dicembre 2020

SEGNALAZIONE: HALGAS di MARINA MILANI

 Un romanzo di fantascienza distopica con protagonista un gruppo di adolescenti



Cari distopici,

oggi  parliamo di Halgas di Marina Milani, romanzo di fantascienza distopica edito da Edikit.

Leggiamo la trama:

In un futuro non troppo lontano, dopo due rovinose Guerre dell’Acqua insorte a causa

dei cambiamenti climatici, la Terra è stata suddivisa in due emisferi: in quello superiore,

o desertico, sopravvivono 11 enormi metropoli confederate sotto l’egemonia della

più importante di esse, Midland. Qui la popolazione ha ormai sostituito il cellulare con

l’IPSE, microchip impiantato sottopelle in grado di svolgere funzioni di comunicazione

e di controllo dell’umore, mediante proiezione di un alter-ego. L’emisfero australe

invece e’ quasi totalmente sommerso dalle acque ed è abitato dal misterioso popolo

anfibio e antropomorfo degli Halgas, perseguitato in quanto etnia ‘’non riconosciuta’’.

È in questo mondo che la sedicenne Dorotea Spiritalis, innamorata del prof. di lettere

Matt Echo, sarà costretta a fuggire da Midland proprio insieme a Matt, a un ragazzo

di nome Ta e all’hacker Hamsun, i quali hanno osato disinnescare il loro IPSE e ora

rischiano rappresaglie del governo. Saranno guidati dall’inquietante Sciona in fuga

verso l’emisfero australe, in un’avventura destinata a sconvolgere l’intero pianeta.


Conosciamo meglio l'autrice, Marina Milani:

Marina Milani, insegnante, vive a Pavia con la famiglia. Ama leggere, scrivere e

viaggiare. Pubblica il racconto Cacciatori notturni, contenuto nella raccolta Chiama

quando vuoi (Mondadori). Vince inoltre il concorso Voce di donne con il racconto

Frammenti.

Halgas è il suo primo romanzo con Edikit.


Recap:

  • Titolo: Halgas
  • Genere: Fantascienza, distopico
  • Autrice: Marina Milani
  • Editore: Edikit
  • N. di pagine: 266
  • Data di uscita: ottobre 2020
  • Prezzo: € 14
  • Ebook: € 2,99
  • Link: Amazon 

lunedì 7 dicembre 2020

RECENSIONE FUMETTO: ROMA- CESARE DEVE MORIRE! di Adam-Boisserie-Chaillet-Convard-Annabel-Gine-Penet

 

Un fumetto storico-fantasy ambientato a Roma, sequel di Roma- La nascita della città eterna

 


 Fumettofili storico- fantasy del mio cuor, ho finalmente trovato la 2° parte del fumetto Roma- La nascita della città eterna, che avevo letto e recensito nell’ormai lontano 2017, uscito nell’ancor più lontano 2015. E niente, sono presa da uno scompenso temporale e arrivo sempre tardi, ma arrivo!

Il sequel Roma- Cesare deve morire! è uscito nel 2018 e comprende le ultime 3 storie della saga che prende il via dalla guerra di Troia.

Gli autori completano  la pentalogia che ha come vero protagonista il Palladio, che per tutti è il protettore di Roma mentre in realtà contiene una pericolosa divinità, Ker, che brama vendetta, come abbiamo visto nel primo volume. Le famiglie degli Aquilia e dei Leone sono condannati a custodire sia l’idolo sia il suo segreto: riusciranno le Vestali a contenerlo? 

Nella prima storia troviamo Giulio Cesare che vuole donare il Palladio a Cleopatra, ma l’idolo non è d’accordo; nel secondo troviamo un folle e perverso Caligola (la cui pazzia è stata ampiamente ridimensionata dagli storici, ma qui si sono seguiti i clichè) che sta per liberare la divinità di cui sente i malefici influssi; infine facciamo un salto all’epoca di Costantino, in cui il mondo pagano sta per essere scalzato da quello cristiano: Ker come utilizzerà questo a suo vantaggio?

Dei tre racconti è l’ultimo quello che mi ha incuriosito di più, vuoi perché il passaggio dal paganesimo al cristianesimo è un periodo che mi meraviglia, mi colpisce e al contempo mi inquieta, vuoi perché la storia arriva a una conclusione, un finale  per certi versi prevedibile, per altri no, comunque  interessante.

Nel complesso una saga fantasy storica molto ben congegnata, di certo documentata anche se come detto cade un po’ nei cliché nel secondo racconto, quello che ho gradito di meno, e disegnata in modo eccellente, sia per quel che riguarda i personaggi, vari ed espressivi, sia per sfondi e abbigliamento. Mai noiosa e sapientemente ritmata, ha una puntuale e completa introduzione di Sergio Brancato.

 La consiglio agli amanti del genere fantasy-storico.

 

Recap

 

  • Titolo: Roma- Cesare deve morire!
  • Collana: Historica
  • Editore: Mondadori
  • Numero: 64 (la parte 1: n. 38)
  • Autori: Adam, Boisserie, Chaillet, Convard, Annabel, Gine, Penet
  • N. di pagine: 178
  • Prezzo: € 12,99
  • Link: Mondadori

 

venerdì 4 dicembre 2020

RECENSIONE SERIE TV: UMBRELLA ACADEMY

 Una originale serie su supereroi con veri superproblemi

 


Cari fumettofili,

il sottotitolo non è per fare dell’ironia sui supereroi Marvel, ma qui ci troviamo di fronte a una vera banda di scoppiati.

La serie è tratta da un fumetto edito dalla Dark Horse in Usa e in Italia dalla Magic Press nel 2009, storie che non ho letto e quindi non posso fare paragoni, ma la vicenda è davvero originale, non tanto per la trama quanto per i personaggi e la sceneggiatura.




 Nel 1989 43 donne nel mondo hanno una gravidanza istantanea; 7 di questi bambini vengono adottati dal miliardario Reginald Hargreeves, che ne farà un gruppo di giovani supereroi e li chiamerà con numeri anziché nomi. I ragazzi verranno cresciuti da una scimmia sapiens e da una tata robot.

La storia però inizia quando il gruppo si è sciolto e i giovani hanno preso strade diverse, ma si ritrovano per il funerale dell’odiato genitore. Dei 7, uno è morto (Ben- n. 6), una, Vanya (n.7) pare non abbia poteri e fa la violinista, Allison (n.3) è un’attrice, Luther (n.1) è stato mandato sulla Luna, Klaus (n.4) è drogato, Diego (n.2) è un vigilante e numero Cinque (l’unico senza nome) è scomparso da tempo.

Ricompare proprio con l’occasione, dicendo che dovranno sventare un’apocalisse. Parte così una frenetica indagine, mentre i fratelli cercano di venire a patti col proprio passato e a riprendere contatto tra di loro.

Colpi di scena, battute sarcastiche, psicodrammi farciscono questa serie ben riuscita, singolare e con un ottimo cast, specie Numero Cinque, Aidan Gallagher, che deve interpretare un adulto nel corpo di un ragazzino, e Klaus, Robert Sheenan (Misfits, Shadowhunters, Fortitude).


Klaus e N. 5

La seconda stagione è già andata in onda e la recupererò al più presto.

 Se non conoscete la serie e amate il genere ve la consiglio vivamente! La terza al momento non è stata ancora ufficializzata da Netflix, c'è comunque un teaser trailer su Youtube quindi probabilmente si girerà.

 

Recap

 

  • Titolo: The Umbrella Academy
  • Genere: Supereroi, fantascienza, dramma
  • Stagioni: 2
  • Produzione: USA
  • N. di puntate: 10+10
  • Rete di trasmissione italiana: Netflix
  • Cast: Hellen Page, Tom Hopper, Aidan Gallagher, David Castaneda, Robert Sheenan

 

Trailer


Credits: immagini degli aventi diritto.

mercoledì 2 dicembre 2020

RECENSIONE: STANZA 218 DI GIACOMO FERRAIUOLO


Un romanzo horror molto forte, sequel di “Nora”

 


 Cari horror-maniaci,

avete presente il terrore provato guardando L’esorcista, il raccapriccio durante Suspiria o Phenomena, il panico ansiogeno con Ring? Bene, al confronto di questo romanzo sono opere Disney.

Stanza 218 di Giacomo Ferraiuolo non dà un attimo di respiro, dalla prima all’ultima pagina non c’è tregua: l’orrore trasuda da ogni pagina, le scene sono molto, molto splatter, alcune davvero toste anche per chi ha lo stomaco forte.

 

Leggiamo la trama:

 Doveva essere una vacanza spensierata per Antonio e sua madre, da trascorrere a casa di zia Adele. Si ritroveranno invece prigionieri di una follia che dilagherà priva di freni, facendoli sprofondare in un labirinto senza fine di rancore e vendetta. In questo humus di malvagità, e tormentato dal suo passato, Antonio scoprirà che i suoi incubi sono reali e che non c'è via di scampo quando il male è accanto. Dall'autore di Nora, un prequel che riprende le stesse atmosfere claustrofobiche, tramutando le paure più agghiaccianti in terribili realtà.

Gli argomenti della stregoneria e del patto con diavolo, trattato come  detto con scene molto forti, sono ideali per la tematica del romanzo,  quella del desiderio umano che può spingere le persone a fare di tutto per ottenere ciò che bramano; e il male è lì, dietro l’angolo, a blandire dove trova terreno fertile. Le ombre che inseguono i protagonisti a ogni passo sono metafora delle ombre interiori che si annidano in tutti gli individui, e se prendono il sopravvento possono condurre alla follia.

 

Come accennato nel titolino, “Stanza 218” è un sequel/prequel di “Nora”, qui recensito, grande successo dell’autore, Giacomo Ferraiuolo. Per tre quarti del romanzo non sembra però esserci attinenza, viene tutto svelato alla fine. E che finale!

In “Nora” c’era una voluta mancanza, quella della storia del dottor Marconi, inquietante e ambigua figura che aveva in cura la protagonista. Questa storia colma quella mancanza.

 

 

L’edizione Dark Zone è come sempre curatissima, perfetta la cover di Livia De Simone rappresentante la famigerata stanza ospedaliera.

 

Intervistiamo l’autore, Giacomo Ferraiuolo


 

1)  Ciao Giacomo, bentornato su IUF. Sei d’accordo con questa mia recensione, vuoi aggiungere qualcosa?

Ciao Alessandra, per prima cosa, grazie per lo spazio che mi hai dedicato. Grazie anche per questa splendida recensione, non mi sento di aggiungere altro, hai capito l’essenza del romanzo.

 

2)  Hai dichiarato nella postfazione che la prima stesura del romanzo era molto diversa. Il tema stregoneria ti è venuto in mente dopo o già c’era in quella stesura?

 

Sì, la prima stesura era molto diversa. Il tema della stregoneria c’era anche in quella versione, ma era trattato in maniera molto diversa rispetto alla versione finale. Posso dire che impregnava di meno le pagine, e diventava un ingrediente pericoloso solo alla fine della storia.

 

 3)  Dove ti sei documentato riguardo diavoli e streghe? Le scene che descrivi sono molto forti, ti se ispirato a qualche romanzo o film?

Grazie per il complimento! Sono sempre stato molto interessato all’occulto. Stregoneria e diavoli sono spesso trattati nelle storie dell’orrore. Nei momenti di pausa dal lavoro mi capita di aprire siti web o vagare per Youtube alla ricerca di documentari o testimonianze sugli argomenti più disparati, tra cui anche stregoneria e riti. La scena del coniglio, per esempio, l’ho letta in un articolo e mi è talmente rimasta impressa che ho voluto utilizzarla. Non mi sono ispirato a una storia in particolare, ma se posso consigliare un film sulle streghe che mi ha molto colpito è: ‘Le Streghe di Salem’ di Rob Zombie.

 

4)  La prima stesura mi incuriosisce. L’hai proprio cancellata o c’è la possibilità di leggerla un giorno, magari su qualche blog o in self?

Mmh, ce l’ho ancora. Chissà, forse potrò utilizzarla in un futuro per una storia completamente nuova. Posso dirti che solo due scene erano ambientate post Nora, la prima e l’ultima. Tutto il resto del romanzo era ambientato nel 1975 e Adele era un personaggio di contorno. I protagonisti erano Antonio e il Custode. La vicenda si incentrava su loro e su una strega che era morta nel 1800. Però mancava di qualcosa, era come se la vera storia doveva ancora maturare.

 

5)  La vicenda Nora è conclusa o pensi di riservarci altre sorprese?

Nora avrà per sempre un posto speciale nel mio cuore. Vorrei un giorno riprendere in mano la storia e continuare, in qualche modo, da dove tutto termina in Stanza 218. Al momento sono però preso da altre storie. Ho un romanzo in uscita nel 2021 e sono nel pieno della stesura di un nuovo progetto. Ci vorrà del tempo, ma la cosa meravigliosa dei libri, e dell’arte in generale, è che non hanno una data di scadenza.

 

6)  Chi non ha letto Nora può leggere Stanza 218?

Sì, la vicenda di Nora non è importante per comprendere la storia raccontata in Stanza 218. Ovviamente ci si troverà davanti a qualche spoiler, ma sono due storie che possono essere lette in maniera indipendente.


7)  Progetti futuri?

Tante storie che mi frullano nella testa e che spero di poter scrivere presto! Sì, ci sono diversi progetti all’orizzonte e non vedo l’ora di vederli realizzati in carta e inchiostro. Anche questo è uno dei motivi per i quali non vedo l’ora finisca questo 2020 ;) 


Grazie di essere stato con noi, alla prossima!

 

Grazie a te!

 

Consiglio Stanza 218 a chi ha lo stomaco mooolto forte. Horror duro e puro, ragazzi!


Recap


Titolo: Stanza 218

Autore: Giacomo Ferraiuolo

Editore: Dark Zone

N. di pagine: 250

Prezzo: € 14,90

ebook: € 2,99

Link: Amazon