venerdì 16 aprile 2021

RECENSIONE: GLI IMPERI DELLE SABBIE DI ANDREA GUALCHIEROTTI

 

Un romanzo fantasy con un originale contesto storico mediorientale

 


 

Cari lettori,

Gli Imperi delle sabbie è un romanzo storico-fantasy di Andrea Gualchierotti, edito da Italian Sword & sorcery, che ho apprezzato sia per l’ambientazione sia per lo stile di scrittura.

 

Questa la trama:

 

Anno 1030: Le armate di Bisanzio assediano la città fortezza di Aleppo, capitale della Siria e regno dei tenebrosi Emiri Neri, i principi negromanti.
Giunto alla testa dei suoi soldati, il nashrakar Vardan, nobile d'Armenia, si unisce alle truppe imperiali, in vista dello scontro decisivo. Ma il tradimento alligna nelle armate bizantine, e il principe armeno, ridotto in catene da chi credeva amico, scoprirà suo malgrado come appena al di là delle sabbie roventi di Aleppo si celino gli  orrori e le meraviglie di un mondo sconosciuto, fatto di satrapie remote, antichi palazzi d'oro, e maledizioni sorte dal sangue.
Un'avventura che condurrà Vardan fino alle più lontane plaghe d'Oriente, là dove, sotto una mezzaluna d'acciaio, s'incrociano le spade della vendetta...


La vicenda si ispira e parte da una battaglia realmente avvenuta nel 1030, nella zona di Aleppo; non sono molto ferrata sul periodo e nello specifico nella storia mediorientale, ma credo di essere in ottima compagnia! Dunque la preparazione, studio e ricerca dell’autore emergono ancor di più dall’aver scelto un periodo/luogo inusuale.

 

La prima scena è molto affascinante, veniamo subito scaraventati in un mondo misterioso che si fa subito pericoloso e terrorizzante: il nashrakar armeno Vardan si trova a combattere contro i terribili Emiri Neri, dopo aver subito un vile tradimento, tra ombre, tenebre, creature oscure e illusioni.

 

Il protagonista da qui inizia una serie di avventure nella sua ricerca di vendetta, in cui troverà molti ostacoli e incontrerà altri personaggi, avventure che lo porteranno a viaggiare in lungo e in largo, sino all’India e all’Africa.

 

Lo stile di Andrea Gualchierotti è molto ricco, con vocaboli ricercati, e questa è una sua caratteristica specifica, come abbiamo visto in La stirpe di Herakles; qui è meno aulico ed epico, restando sempre in linea con il periodo in cui è ambientata la storia.

 

La trama, pur non essendo particolarmente ricca di intrecci e sottotrame e incentrata in pratica solo sul protagonista Vardan e altri 2 personaggi di rilievo, è avvincente e soprattutto avvolge il lettore trascinandolo in un mondo lontano, poco conosciuto storicamente e quindi misterioso, intrigante. Forse qualche nota o un glossario alla fine o a piè di pagina avrebbe agevolato la comprensione di alcuni termini specifici, tipo nashrakar.

 

Bella e intensa la lunga scena finale.

 

Personalmente ho anche apprezzato la brevità del romanzo.

 

Ottima edizione; molto evocativa e attinente alla storia la cover, con l’inquietante Emiro sullo sfondo di una città dal profilo tipicamente orientale, tutta declinata sul viola/verde.

 

 

Rivolgiamo qualche domanda ad Andrea Gualchierotti, già ospite del blog in occasione della recensione di La stirpe di Herakles.

 

1)   Cia Andrea, bentornato su IUF! Sei d’accordo con questa recensione, vuoi aggiungere qualcosa?  

 

Ciao Alessandra, e grazie innanzitutto per avermi ospitato ancora!

Ti dirò la verità, con “Gli imperi delle sabbie” ho tentato un vero e proprio esperimento, e cioè quello di ricreare sia nei temi che nel linguaggio un ciclo di racconti – o un romanzo a puntate, se vogliamo – che offrisse ai lettori attuali le sensazioni e le atmosfere che avrebbero potuto trovare su riviste come “Oriental Stories” e altri pulp magazines degli anni 30’. Il tutto debitamente ammodernato, s’intende. Ma l’idea era proprio quella di riprendere quello spirito avventuroso, con storie veloci, esotiche e misteriose, che si susseguono senza sosta. Il tuo apprezzamento mi fa capire che il risultato è stato raggiunto!

 

2)   Perché hai scelto questa ambientazione specifica? Ti attira particolarmente la storia del luogo e del periodo?

 

Da molto tempo volevo scrivere una storia d’ambiente mediorientale, che combinasse un po’ varie fascinazioni: quella per un fantastico non europeo e pittoresco, per la storia medievale bizantina e araba (già di per sé fonte di canovacci per molti romanzi, volendo!) e l’idea di un protagonista costretto a vagabondare fin quasi ai confini del mondo conosciuto, che scopre sempre nuovi paesi e nuove meraviglie, anche orrorifiche.

In alcuni casi, lo avevo anche già fatto: un paio di storie della mia raccolta “Byzantium” (che ho, ma ancora non ho letto!...😁 n.d.A.), di qualche anno fa, si svolgono proprio in Siria nel periodo appena precedente la vicenda degli “imperi…”, e alcune citazioni della cosa, piccoli rimandi o cameo, sono presenti in quest’ultimo lavoro. Insomma, la voglia già c’era.

Anche per questo, ho scelto come protagonista un nobile armeno, che se da una parte era perfettamente inseribile nel variegato contesto di quei tempi e di quei luoghi, in cui bizantini, turchi, arabi, e persiani si confrontavano in una guerra eterna, dall’altra era abbastanza originale da garantirmi una via verso quell’Oriente “immaginario” da Mille e una notte, o da viaggi di Marco Polo, che mi è sempre piaciuto.

 

3)   L’ambientazione originale è certamente affascinante, ma non è possibile che possa provocare una sensazione di bassa familiarità, essendo poco nota?

 

In verità, l’idea era proprio quella, volta ad aumentare il mistero di lande ignote. Sfruttare, cioè la magia che viene da posti e culture di cui magari conosciamo sì il nome, ma appena quello, o poco più. Il minimo indispensabile, insomma, a farcele collocare da qualche parte, pressappoco vicino qualche paese meglio identificato… Terre quindi che proprio per la loro vaghezza sono facilmente assimilabili a sedi favolose di reami perduti, luoghi dove tutto può accadere. Una visione, questa, che del resto, si sposa proprio con la mentalità degli uomini – europei e non – dell’anno 1000, periodo in cui la vicenda di Vardan si sviluppa. Allora, tanto in Oriente quanto in Occidente le terre lontane erano sovente più immaginate che visitate, e anche quando ciò succedeva, i filtri culturali le distorcevano nei racconti fino a farle diventare plaghe quasi fatate.

Per gli indiani incontrati da Vardan, l’Europa è “Il Frankistan”, un paese remoto di ghiacci e uomini bianchi, così come per lui, che pure viene da una terra già considerata Oriente dagli europei, l’Armenia, “Il dominio della Mezzaluna”- cioè le regioni turche e arabe - non è che un indistinto impero che sconfina nell’irreale.

Insomma, parafrasando il buon De Camp, il mio Oriente non è quello che è stato o che è, ma quello che “dovrebbe essere” per ambientarvi una buona storia!


4)   Sei un appassionato di vecchi film fantastici e mitologici; per la scena nell’arena (che è la mia preferita e non spoilero!) ti sei ispirato a qualche film?

 

Quello dello scontro nell’arena è un clichè presente in parecchie storie d’avventura e altrettanti film. Io stesso, in maniera diversa, l’ho già utilizzato, in un capitolo de “Gli Eredi di Atlantide” ambientato in una immaginaria città africana del 10.000 a.C…!

Si tratta di una di quelle situazioni dove per i personaggi la tensione sale alle stelle, e al di là di certi luoghi comuni, il nodo narrativo può sciogliersi in una infinità di modi, ed essere foriero di avvenimenti imprevisti.

Per quanto ricorrente, dunque, il duello nell’arena è il classico “trucco che funziona” e anche per Vardan la battaglia sui picchi di Agrapaksh non è scontata, così come le sue conseguenze. E lì alcuni dettagli – lascio ai lettori indovinare quali! - vengono tanto da Le Mille e una Notte come dal Corano, da alcuni fumetti e dai romanzi di H.R. Haggard.

Ovviamente, non posso non riconoscere come l’ispirazione per certe scene d’azione – e non solo – provenga da pellicole di genere peplum o romanzi affini, ma il tutto è più frutto di una lunga “digestione” che dura da anni di certi stilemi narrativi che una semplice riproposizione di questa o quella idea. Anche la caratterizzazione di due villain infidi e crudeli come Teodoro e Yazim, tuttavia, sia nell’aspetto visivo che caratteriale, può trovare alcuni “antenati” in film simili.

 

5)   Progetti futuri?

 

Prima o poi mi piacerebbe “tornare in Oriente”.

Vardan è un personaggio che si presta bene a una sorta di serializzazione, e spingere le sue peripezie ancora più lontano – con una nuova motivazione, s’intende – è un’idea che conto di mettere in pratica quando ci sarà modo.

Quanto ad altri progetti, come sai tendo ad essere abbastanza parco di anticipazioni, perché mi piace rivelarli solo nell’imminenza della pubblicazione. Sicuramente però le prossime storie riprenderanno gli spunti che prediligo: il mediterraneo, la mitologia e i misteri….con qualche eccezione qua e là per alcuni racconti in cui mi è capitato di spaziare più del solito, e che spero vedano la luce a breve. Vedrai che non mancherò di informare né te né i lettori!


Grazie per essere stato con noi!

 

Recap

 

  • Titolo: Gli Imperi delle Sabbie 
  • Autore: Andrea Gualchierotti 
  • Genere: Sword&sorcery, fantasy, storico, epico 
  • Editore: Italian Sword&sorcery 
  • N. di pagine: 141 
  • Prezzo ebook: € 4,99 
  • Link: Amazon

 

mercoledì 14 aprile 2021

SEGNALAZIONE: ACERO E ACCIAIO DI PAOLO SANTANIELLO

 Un romanzo storico di ambientazione ottocentesca, un'avventura sulle tracce di uno Stradivari




Cari lettori,

Paolo Santaniello ci porta con suo romanzo Acero e acciaio, Aporema editore, nel 1888, alla ricerca di uno Stradivari per le vie di Londra e Parigi .

Leggiamo la trama:

Anno 1888. Tra la Francia della Belle Époque e la Londra vittoriana, s’intersecano le vicende di sette personaggi, all’inseguimento di un violino Stradivari: un geniale ma squattrinato pittore che sogna i tropici, un collezionista idealista che vuole a tutti i costi riscattare la memoria del maestro, un’eterogenea banda di delinquenti improvvisati che tenta il colpo della vita, un giovane poliziotto di Scotland Yard dal fiuto eccezionale, un eccentrico aristocratico con la passione per gli enigmi investigativi e la nipote, adolescente ribelle.

Le loro storie ruotano intorno alla ricerca del leggendario violino, detto "Il Messia", che sembra avere la maledizione di sfuggire sempre a chi più lo desidera.


Un estratto:

“C’era quel secolo nuovo, scalpitante, così impaziente di arrivare in anticipo. C’era quel secolo vecchio, così ostinato a resistere fino all’ultimo dei suoi anni, riluttante a cedere il passo al progresso. C’era tutta quella modernità, straripante di forza sovrumana, inarrestabile, ingorda nel divorare cielo, terra e città. C’era la bellezza classica, delle arti, della storia, della gioventù. E poi c’era la primavera, che sbocciava con la piena potenza esplosiva di profumi, colori e vita.

Tutte queste cose quell’anno erano a Parigi, all’Expo, l’Esposizione Universale, allestita nei giardini del Campo di Marte per celebrare i cento anni della Rivoluzione: per i Francesi e per il mondo intero, i cento anni più importanti di tutta la Storia.”


Stavolta abbiamo una bio un po' diversa... una biopertina! 



Pagina Facebook dell'autore: https://www.facebook.com/Scrittosauro


Recap

  • Titolo: Acero e acciaio
  • Autore: Paolo Santaniello
  • Genere: storico
  • Editore: Aporema
  • N. di pagine: 300
  • Prezzo di copertina. € 13,99
  •                ebook: € 3,99
  • Link: Amazon


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lunedì 12 aprile 2021

SEGNALAZIONE: K-112 DI FRANCO BRUNO

Un romanzo di fantascienza con ambientazione contemporanea



Cari fantascientifici,

oggi parliamo K-112 di Franco Bruno, edito da Edikit, di un romanzo di quelli non facilmente posizionabili all'interno di un genere letterario specifico; ambientato nel 2020, è però futuristico, un po' urban fantasy, un po' distopico.

 

“K-112”

Una ragazza dagli incredibili poteri e un investigatore pronto a tutto per proteggerla.

Ma chi è veramente Xenya? E perché l’esercito, un’agenzia privata e la malavita organizzata 

vogliono catturarla ad ogni costo?



Sinossi.

Fresno, 2020. Per Nathan Hawkes è l’ennesimo noioso appostamento; una ricca signora l’ha ingaggiato per scoprire i tradimenti del marito e tutto sembra darle ragione. Fino a quando nella stanza che l’investigatore sta tenendo d’occhio irrompe una squadra di militari, messa subito fuori gioco da una misteriosa ragazza con degli incredibili poteri. Le strade di Xenya, questo il nome della giovane donna, e di Nathan si incroceranno quando lei troverà rifugio nella sua auto: sarà l’inizio di un’avventura che sconvolgerà la vita di tutti.

Ma chi è veramente Xenya? E perché a lei sono interessati l’esercito, la malavita organizzata e l’agenzia privata WeSYP?

Fiancheggiati dall’assistente dell’investigatore, Cheryl, e da alcuni amici hacker, i due dovranno combattere una guerra senza confini, contro nemici immensamente potenti.


L'incipit:


Maledetta pioggia!» I vetri dell’auto continuano ad appannarsi ed è costretto a pulirli di continuo per avere una visuale un minimo decente. Il condizionatore è rotto e il freddo umido delle dieci di sera lo sta torturando, attraverso la pelle, fino alle ossa. Un freddo e un’umidità decisamente insoliti per essere un 3 di maggio californiano, ma ormai il clima ha abituato un po’ tutti alle sorprese fuori stagione. Vorrebbe essere ad anni luce da quel posto in cui si trova ora, da Fresno e dalla confusione che, giorno dopo giorno, odia sempre di più. No, non solo la odia. Gli provoca proprio la nausea. È stufo di quegli odori, di quei rumori, di quelle luci e di quel buio. Ogni cosa sembra ormai senza senso ed è come un peso insopportabile da trascinarsi dietro, di continuo. Ma Nathan Hawkes non può andarsene, non ancora. Ha dei conti in sospeso da saldare prima di lasciarsi tutto alle spalle. Alla soglia dei quarant’anni, ha perso tanto, troppo. Qualcuno che gli vuole bene e su cui contare c’è ancora, ma quello che rappresentava il suo passato felice e sereno è andato distrutto tre anni prima. E, da allora, è stato un crescendo di negatività. Lavoro, casa, famiglia, moglie, amici, colleghi sono evaporati come acqua nel deserto, in parte per colpa del destino ma, soprattutto, per colpa sua e per le sue ossessioni e i suoi sensi di colpa. 


Conosciamo l'autore, Franco Bruno:


Franco Bruno nasce ad Asti nel 1970, cresce a Govone, in provincia di Cuneo, e ora vive a Caselle (TO) con la famiglia. Nel luglio 1993 inizia a lavorare presso la Casa Editrice “Edizioni Il Capitello” di Torino, dove tuttora è impiegato. Ama da sempre la letteratura e il cinema e, vicino al traguardo dei 50 anni, ha voluto provare l’ebbrezza di scrivere, sperando di poter condividere, con il maggior numero possibile di persone, la sua passione per i romanzi gialli, di fantascienza, horror e thriller.

K-112 è il suo libro d’esordio.


Recap:


  • Titolo: K-112
  • Autore: Franco Bruno
  • Editore: Edikit
  • Genere: fantascienza, distopico, urban fantasy
  • Data di uscita: 16 febbraio 2021
  • N. di pagine: 284
  • Prezzo: € 14
  • ebook: 3,99
  • Link: Amazon

 

 

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sabato 10 aprile 2021

RECENSIONE SERIE TV: CARNIVAL ROW 1° STAGIONE

 

Una serie fantasy particolare che affronta temi importanti

 


Cari videodipendenti,

 

Carnival Row è una serie molto ricca, innovativa per certi versi, con temi profondi e importanti, ma anche caotica e con diverse lentezze.

 

L’ambientazione è particolare: siamo a Burgue, una sorta di Londra Vittoriana alternativa, in cui le creature fatate (fate, fauni, coboldi e altro) sono rifugiati di guerra, una guerra lontana che li ha spinti a fuggire dalla loro terra d’origine, ma abitano nella zona Carnival Row in condizioni pessime. Molti di loro servono a casa dei ricchi, molti si arrangiano, c’è anche un bordello di fate… e vengono temuti e disprezzati da tutti (o quasi).

Una chiarissima metafora della situazione attuale del mondo, un tema che certo deve far riflettere.

 


I protagonisti sono l’ispettore Rycroft Philostrate, “Philo”, interpretato da Orlando Bloom: simpatizza per i fatati, o “grinch”, che indaga su terribili omicidi, e la fata Vignette Stonemoss, interpretata da Cara Delevigne. Da subito si capisce che tra i due c’è stato qualcosa; quando lei arriva in città però lo crede morto.

 

Oltre a queste storyline (vicenda dei protagonisti, omicidi seriali e terribili), ci sono quelle delle due famiglie più potenti della città che si contendono il potere e quella di una famiglia composta da fratello e sorella altolocati, gli Spurnrose, caduti in disgrazia, che come nuovo vicino di casa hanno un fauno ricchissimo desideroso di entrare nell’alta società ed essere accettato.

 


C’è molta carne al fuoco, come suol dirsi; forse troppa, perché le 8 puntate non riescono a seguire tutto con equilibrio, e inoltre ci sono momenti molto lenti. La storyline dei fratelli Spurnrose e del fauno Agreus è anche troppo distaccata dalle altre, che bene o male sono più compatte. I protagonisti sono ottimi attori, ma tra loro non sembra scattare la scintilla per offrirci una coppia appassionata.

 

I costumi e le scenografie sono molto buoni, idem trucco ed effetti speciali; la tematica di fondo inoltre è importante, quindi ritengo che la serie vada vista nonostante queste imperfezioni, che si fanno sentire soprattutto nella seconda parte della serie: all’inizio si viene subito catturati dalla particolarità di ciò che si vede, solo successivamente subentrano lentezze e un po’ di confusione.

 

La seconda stagione è stata confermata, dovrebbe uscire su Amazon Prime nel luglio 2021.

 


Recap

 

  • Titolo: Carnival Row
  • Genere: Fantasy, steampunk, thriller, noir, drama
  • Stagioni: 1-
  • Puntate: 8
  • Produzione: USA
  • Anno: 2019
  • Rete di trasmissione italiana: Prime
  • Main Cast: Orlando Bloom, Cara Delevigne, Simon McWorthy, Tamzin Merchant, Davis Gyasi, Indira Varma

 

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giovedì 8 aprile 2021

SEGNALAZIONE: NUMERI IN RIVOLTA DI MARCO MONTI

 Favole e racconti ispirati alla matematica e alla fisica




Bentrovati cari followers,

come avete passato la Pasqua? Avete magnato cioccolata a profusione come da piccoli, sì?... E oggi vi parlo proprio di un libro illustrato per bambini, Numeri in rivolta di Marco Monti, edizioni Haiku.

Il tema è singolare, perché l'autore si ispira alla matematica e alla fisica, materie che mi hanno sempre terrorizzato per tutto il mio percorso di studi, che infatti è stato umanistico!

Se foste così timidi a rivelare i vostri veri sentimenti, potreste imparare a scrivere “ti amo” con un codice segreto: in algebra. E anche se scopriste che il sole al tramonto non è lì dove avevate sempre pensato di vederlo, accettereste questa rivelazione con molta più gioia che sconforto. La matematica e la fisica presentate in queste 13 favole rivolte a tutti vi appariranno materie molto meno ostiche del previsto. Così, fra numeri rivoltosi e meravigliosi frattali, conoscerete la storia della più tenera e saggia fra i segni di punteggiatura: la virgola. Imparerete a calcolare il minimo comune multiplo attraverso la lezione di due insegnanti d’eccezione: il macellaio e il cocomeraro. E vi sembrerà addirittura normale poter vivere a testa in giù… o sopportare quattro elefanti africani sulle spalle!

Una raccolta di favole per bambini di ogni età attraverso cui l’autore riesce a raccontare in modo suggestivo e a spiegare le diverse sfaccettature della matematica e della fisica. L’idea che sottende la realizzazione del libro è che sia possibile ancora imparare divertendosi, andare oltre cioè alle costrizioni a cui spesso ci ha portati un insegnamento scolastico, sin poco fantasioso e di sicuro troppo appiattente. Ciò che impreziosisce il volume sono le bellissime illustrazioni di Silvia Peruzzi capace di regalare un supporto aggiuntivo alla scrittura geniale e scanzonata del nostro “prof.” d’eccezione Marco Monti.


Un estratto:

Signori, siete tutti numeri naturali e appartenete al

sistema dei numeri decimali, – disse rivolto alla folla, –

avete tutti qualcosa di buono da rivendicare e non è

facile trovare un criterio che vi soddisfi in egual misura

senza che qualcuno se ne abbia a male. Ho pensato

di dividervi in decine e per ognuna di esse decretare

il numero più importante.

– Signor Sindaco, la cosa si complica, – ribatterono

alcuni fra i presenti, – che cosa ci propone allora? –

Ognuno vuole essere il primo, il numero perfetto, il

migliore di tutti. Giusto?

– Giustissimo. Ma allora? – risposero il 3 e il 7 che si

sentivano i perfetti per antonomasia.

– Gli umani quando crescono si sentono dire: Che

bello che sei, sei diventato proprio un ometto, sei

maturato molto! Ma quando si diventa numeri maturi?

Il silenzio si fece assoluto. Poi dal fondo della folla un

numero si fece coraggio:

– Signor Sindaco, cosa intende per maturo? Noi mica

siamo umani!

– Beh, potremmo dire che è maturo chi per esistere

non ha bisogno del supporto degli altri. Nel vostro

caso, ad esempio, qualcuno di voi è il risultato del

prodotto di altri numeri. Il 6 con mestizia prese la

parola:

– Ma allora, Signor Sindaco, così io sono già fuori

gioco?

– Temo di sì. Tu sei il prodotto di 2x3 o di 3x2. Ma non ti

buttare giù, tutte le tue belle qualità che hai descritto

rimangono valide lo stesso.

– Insomma. Mica tanto – sottolineò il 6.

– Invece, per quanto riguarda il 7, non riusciamo in

nessun modo a generarlo con un prodotto. Vi sfido a

provarci! – concluse il Sindaco.

– Lo sapevo di essere troppo forte – gridò il 7 pieno di

boria.


Conosciamo l'autore, Marco Monti



Marco Monti nasce a Roma nel 1959. E' ingegnere meccanico. Ci tiene a dire che soffre di ADHD per dimostrare che, pure nelle difficoltà, studiare è facile e divertente oltre che utile. Scrive da sempre in algebra e insegna per passione con il progetto di costruire la sua "Palestra culturale". Ha costruito un triangolo di Sierpinsky con 6561 pezzi  di legno per 60 mq di superficie. Ha in programma di entrare nel Guinness World record con un triangolo di 19683 pezzi per 240 mq.


Beh, glielo auguriamo di tutto cuore, e se pensate che io sappia cos'è un triangolo di Sierpinsky, vi sbagliate, ma siccome sono curiosa me lo sono andato a cercare e l'ho scoperto: è un frattale, una figura geometrica formata da tante figure dello stesso tipo.



Recap


  • Titolo: Numeri in rivolta- favole di matematica e fisica
  • Autore: Marco Monti
  • Illustratrice e cover: Silvia Peruzzi
  • Genere: libri per bambini e ragazzi, favole, racconti
  • Editore: Haiku
  • N. di pagine: 162
  • Anno: 2018
  • Prezzo: € 13,50
  • Ebook: € 4,48
  • Link: Amazon


sabato 3 aprile 2021

BLOGPOST: BUONA PASQUA!

 Infiniti universi fantastici comunica a tutti i follower che andrà in vacanza fino all'8 aprile!



Buona Pasqua a tutti!

Alessandra e IUF

venerdì 2 aprile 2021

NUOVA USCITA: OLTRE LO SPECCHIO DI AA.VV.

 L'antologia di racconti fantastici i cui proventi andranno in beneficienza partita dall'iniziativa Write together del gruppo Facebook Scrittori e Lettori Fantasy




Cari lettori,

è con vero piacere che annuncio l'uscita dell'antologia "Oltre lo specchio", edita da Dark Zone, i cui proventi andranno ad Amnesty International.

L'iniziativa parte da lontano, ne avevamo già parlato, nascendo da Facebook e coinvolgendo gruppi, scrittori, blogger, videomaker ecc.

Scrittori e lettori fantasy, là, dove è iniziato tutto


Questa la prefazione del volume:

Oltre lo specchio  è stato un percorso ambizioso.

Abbiamo chiesto a una quarantina di persone con competenze diverse di riunirsi e lavorare per uno scopo benefico, per realizzare qualcosa che sarebbe stato donato e di farlo affrontando un tema ostico.

Autori, editor, illustratori, blogger, videomaker hanno regalato il loro impegno in questi ultimi mesi per raggiungere il traguardo.

Mai come in questo percorso ci siamo resi conto di quanto il tema che abbiamo voluto dare alla raccolta sia stato anche il nostro tema di confronto: l’Altro, diverso da noi, portatore di istanze personali o sociali. Abbiamo toccato con mano la difficoltà del confronto, la fatica della mediazione, la necessità di trovare terreni comuni se si voleva raggiungere un risultato.

E il risultato di questo percorso si trova ora nelle mani dei lettori: un’antologia di dieci racconti illustrati, supportati dal lavoro di professionisti che hanno lavorato sul testo e promosso il progetto.

Il frutto di un pensiero che ci ha guidati: la cultura svolge un importante funzione sociale.

Questa antologia è un segno tangibile di come persone diverse possano uscire ciascuna da se stessa e andare verso l’Altro, se sono unite da un comune sentire e hanno un fine condiviso.


Questa la sinossi del volume:


Immaginate un mondo in cui le violazioni dei diritti umani siano ovunque, dove discriminazione e violenza facciano da sfondo alle vicende di uomini e donne.

Purtroppo per vedere questo mondo non occorre viaggiare con la fantasia, basta aprire gli occhi.

I racconti di questa antologia parlano di comprensione dell'altro, e di quanto sia facile per tutti noi cadere nella mancanza di empatia.

I proventi della raccolta saranno interamente devoluti ai progetti di Amnesty International Italia, che si batte per i diritti di tutti.

Amnesty International Italia conferisce il patrocinio alla raccolta Write together.

Un gruppo di scrittori è riuscito a produrre un’opera sorprendentemente coerente, a mettere insieme voci che riescono a trasmettere in maniera efficace e non pedante un messaggio di rispetto e inclusione. Non si tratta di uno sfoggio di buoni sentimenti. Piuttosto, questi racconti non hanno paura di puntare il dito contro la discriminazione e la violenza, il controllo sulla libertà personale e l’alienazione. Emerge un mondo spietato in cui le violazioni dei diritti umani sono ovunque, sottilmente e ostinatamente.

Un’opera come questa può servire a trasformare semplici suggestioni in uno scenario drammatico, a raccontare un mondo che ha bisogno di ritrovare un’autentica comprensione dell’altro, a farci riflettere su quanto questo riguardi anche noi.


Ma veniamo ai racconti e al volume che li contiene.


Oltre lo specchio è un’antologia di dieci racconti, eterogenei per genere e tema trattato, ma con un filo conduttore: l’Altro, la difficoltà di mettersi nei suoi panni e la necessità, per poter crescere, di superare questa barriera.

 

1) Agenzia Nove di Andrea Marinucci Foa e Manuela Leoni




Agenzia Nove è un racconto breve di fantascienza. Surreale, polemica, sarcastica e cinica, la storia parte dalle tendenze attuali di chiusura dei confini, dall’ostilità verso la scienza e la cultura al fine di riaffermare verità semplificate e di restaurare le politiche razziste e nazionaliste del secolo scorso.





2) Alienazione di Linda Talato e Vincenzo Romano

I temi cardine del racconto sono proprio l'alienazione vista sotto ogni suo aspetto, nonché il malessere dell'anima e il senso di inadeguatezza che travalicano i limiti dell'umano e arrivano a toccare ciò che umano non è.

 




3) Autonoe di Lily Lorenzini

Autonoe è un racconto SF che verte sul tema dell'empatia e i diritti umani e animali. Ma non solo. L'animo umano è sfaccettato, ciò che ci rende uomini (e donne) sono le passioni e i sentimenti, come la capacità di provare pietà, l'amore e l'impellenza di proteggere chi è più debole. Tuttavia queste caratteristiche implicano un pericoloso rovescio della medaglia, perché le passioni possono spesso condurre lungo vie oscure. Cosa è giusto, allora? Seguire le emozioni, con tutto quello che può derivarne, o soffocare la nostra umanità in nome di una giustizia superiore? Sarà mai possibile, un giorno, creare un mondo perfetto, equo, imparziale, pur mantenendo vive le passioni? Potremo mai "avere tutto"? La risposta, se ce n'è una corretta, è lasciata al lettore.

 


 

4) Broken di Alastor Maverick e L.A. Mely

Questo racconto ha come argomento la “diversità di genere”.

“I protagonisti sono Alex e Andrea, due anime nate nel corpo sbagliato che si incontrano nel momento in cui sono agli estremi opposti del processo di accettazione.

Entrambi si identificano con un termine, in particolare, che fanno loro con consapevolezza diversa.

L’obiettivo che volevamo raggiungere è quello di spiegare come l’ostilità, che spesso il mondo circostante pone sulla nostra strada, non debba averla mai vinta. Ciascuno è libero di poter essere se stesso senza che l’ignoranza ponga, nella nostra testa, il dubbio che si possa essere sbagliati. A volte tendere la mano a chi sta vivendo quanto da noi già superato è il primo passo per essere, a tutti gli effetti, migliore.”

 



5) Il giardino delle parole di Angela M. Perri

Il racconto "Il giardino delle parole" è uno sci-fi ambientato nel futuro, in cui uno spostamento dell'asse terrestre ha fatto ghiacciare il mondo. Protagonista è una bambina (voce narrante della storia) che ha un grave disturbo di comprensione del linguaggio. Ha molte difficoltà nel capire ciò che la circonda e nel comunicare con gli altri. Il racconto è incentrato sui suoi pensieri, sul suo disagio e sul suo desiderio di non sentirsi sola. A scuola le viene dato un libro: "Il giardino segreto" e lei si appassiona alla lettura. Si rifugia in un mondo tutto suo in cui realtà e immaginazione si confondono.

 

 


 

6) Libero arbitrio di Andrea Venturo

Libero Arbitrio è una storia ambientata in Italia a un anno dallo scoppio della Il guerra mondiale.

Sullo sfondo di una odiosa violenza perpetrata in nome di valori discutibili come razza, genere e religione, emerge la realtà che si tratta di scelte consapevoli.

Discriminare, usare violenza, uccidere sono decisioni che hanno, in quanto tali, conseguenze il cui peso può essere altrettanto grave.





7) Mavis e il Millenario di E. L. Reid

Il racconto tratta in chiave fantasy i temi del bullismo femminile (problematica fin troppo sottovalutata) e della discriminazione razziale attraverso la voce di Mavis "l'impura"; la protagonista. Mavis si ritroverà a fare i conti con la propria diversità e, al contempo, ritroverà se stessa grazie all'avventura che la condurrà alla ricerca di una leggendaria e magica creatura. Riuscirà a trovarla e a convincerla a salvare il Drago Millenario, sacro albero dei Drahian?

 



8) No 1 di Bellard Richmont e Marko D’Abbruzzi

No.1, gioco di parole con “No One”, è un racconto che parla della difficoltà sociale. Nessuno può sperare di fare davvero la differenza in un sistema che, come Matrix (film del 1999 dei fratelli Wachowski), si auto-protegge. La diversità di un pensiero politico, per quanto socialmente apprezzabile, deve scontrarsi, e si scontrerà sempre, con chi detiene il regolamento del gioco.

 


 

9) La bara di cristallo di Irene Trabucchi

 





Il racconto “La bara di cristallo” è di ambientazione fantascientifica e tratta metaforicamente della diversità e dell’intolleranza.

La protagonista Eve trascorre una vita serena tra fidanzato, amici e clienti in una comunità dove luminanti, noviluni, leggeri e ordinari convivono in armonia.

Una mattina viene accecata da un improvviso bagliore e si risveglia in un luogo sconosciuto, all’interno di una bara di cristallo.

Ben presto scoprirà di trovarsi su un’astronave e il capitano le rivelerà la verità: la Terra è stata distrutta dalla guerra delle razze. Luminanti, noviluni, leggeri e ordinari si sono divisi e ora viaggiano soli nell’universo alla ricerca di un nuovo pianeta, allontanandosi il più possibile gli uni dagli altri.

Ma la nave dove si trova Eve è diversa: al suo interno luminanti, noviluni, leggeri e ordinari portano avanti un progetto di speranza. Nelle bare di cristallo possono lasciarsi alle spalle l’odio e la guerra, e sognare un mondo dove tutte le razze convivono in armonia. Un sogno da coltivare e che possa essere realizzato su nuovo pianeta.

 



10) Exit di Angela M. Perri

La vita del piccolo nanorobot Ged838 inizia in un ambiente biologico del quale non conosce nulla, si lascia trasportare da una forza sconosciuta insieme ai suoi simili. Eppure si sente diverso dagli altri nanorobot: prova curiosità per ciò che lo circonda e si pone tante domande sulla sua esistenza. Il suo bisogno non viene compreso e condiviso dai compagni. Si sente solo finché non incontra un altro robot con la sua stessa curiosità. In un moto di ribellione, insieme, proveranno ad esplorare il loro mondo per scoprirne i misteri. Una forza esterna, impossibile da contrastare, porrà fine ai loro sogni riconducendoli al destino stabilito dai loro creatori.




Infiniti universi fantastici ha partecipato all'iniziativa, 

sostenendo il racconto Mavis e il Millenario di E. L. Reid.




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Il blog va qualche giorno in vacanza e ritorna l'8 aprile. Buona Pasqua!