mercoledì 10 luglio 2019



RECENSIONE: RACCONTI DI STELLE AL BAR ZODIAK
DI LORIANA LUCCIARINI 
MARIA SABINA COLUCCIA






Genere: antologia di racconti
Editore: Le Mezzelane
Pagine: 264
Prezzo di copertina: € 15
            ebook: € 4,99
Link:Amazon


Carissimi, oggi parliamo di un… universo fantastico diverso dal solito: quello astrologico e zodiacale.

Divinazione antica e divinazione moderna: quando io e Loriana Lucciarini presentiamo insieme i nostri libri cogliamo sempre questo filo conduttore che unisce Oracoli e Racconti di stelle al bar Zodiak, antologia di racconti raccolti in un libro molto particolare.
Sì, perché non ci sono solo storie. La prima parte dell’antologia è dedicata ai segni zodiacali, con le loro caratteristiche peculiari molto ben descritte da Maria Sabina Coluccia, alias Reha; poi, ogni racconto è seguito da un’esegesi in chiave astrologica: ogni protagonista infatti corrisponde a un segno zodiacale, e Reha ci spiega come tale personaggio ha svolto il suo “compito karmico”. Questo concetto è un po’ al centro di tutta l’antologia: non solo le caratteristiche dei segni zodiacali quindi, ma il loro compito evolutivo, ovvero che tipo di “trasformazione” il nato sotto quel segno deve attuare per evolversi.
Interessantissimi gli approfondimenti mitologici su ogni segno zodiacale: alcuni non li conoscevo!

Leggiamo la sinossi ufficiale.

"Racconti di stelle al bar Zodiak" è un mix tra astrologia e narrativa che, cari lettori, di certo saprà intrigarvi. Dodici storie, una per ciascun segno zodiacale, per rappresentarli tutti in modo articolato, a cui si aggiungono commenti, approfondimenti e visioni karmiche per scoprire molto di più sulle caratteristiche di ogni segno e la disposizione dei pianeti in esso. Un progetto nato tanti anni fa, realizzato grazie all'incontro e al connubio artistico tra due scrittrici: Loriana Lucciarini, l'ideatrice di questo volume - che si è occupata di redigere le schede di presentazione dei segni e di scrivere gli "Astroracconti", dando voce e corpo ai protagonisti di questa raccolta - e Maria Sabina Coluccia, che si firma come Reha, che ha curato gli approfondimenti del mito legato ai segni, la sezione "Evolvo così" e i commenti che si trovano alla fine di ogni storia per dare interpretazione a stelle, elementi, destino, visioni, attese, speranze, futuro. E ora, non vi rimane che perdervi tra le stelle...

I racconti sono di vario genere, alcuni teen, alcuni young adult, altri umoristici (divertentissimo l’ultimo racconto, con protagoniste un gruppo di arzille vecchiette giocatrici di burraco), altri ancora abbastanza “drammatici” nello svolgimento, anche se nessuno finisce male.
C’è ovviamente molto romance, ma la Lucciarini è maestra nel pennellare qualunque tipo di emozione e sentimento, sviscerando anche patemi d’animo tipici degli adolescenti.
Tra l’altro ho notato una finezza. Dato che ad ogni segno zodiacale corrisponde anche un’età dell’uomo, i racconti hanno per protagonisti personaggi con un’età in crescendo, da giovanissimi a adolescenti, adulti e infine anziani. Brave!
Il trait d’union è il bar Zodiak. I racconti sono ambientati in varie città italiane, ma in tutti esiste questo bar- ritrovo.
A chiudere i dodici racconti ci sono anche i cocktail zodiacali, a ogni segno il suo, con tanto di ricetta!
Ho trovato questa antologia molto originale, scritta molto bene sia la parte dei racconti che quella astrologica. I racconti sono molto freschi, attuali, scorrevoli e coinvolgenti; il lieto fine e l’argomento zodiacale rendono l’antologia perfetta per essere letta in vacanza, magari sorseggiando il cocktail del proprio segno zodiacale e riflettendo sul proprio comportamento a prescindere dal karma. Penso sia proprio questo lo scopo finale dell’antologia, ispirare le persone a una crescita interiore, a migliorarsi sempre.
Circa l’edizione, la cover col cielo blu e i segni zodiacali disposti in cerchio è perfetta nella sua semplicità; non sono presenti refusi, ma soprattutto le autrici hanno ideato un surplus: gli Zodiakki, ovvero i tarocchi dello Zodiaco ideati da Reha, disegnati dalla bravissima Serena Mandrici, ottenibili con soli € 2 in più rispetto al prezzo del cartaceo! Davvero bellissimi, ve lo assicuro, e di facile lettura.





Passiamo a intervistare le autrici. 


1)   Ciao Loriana e Ciao Maria Sabina, presentatevi in breve ai lettori di Infiniti universi fantastici!
Maria Sabina – Ciao! Sono Reha, la Voce delle Stelle che vi accompagna in questa antologia. Per il mondo umano sono Maria Sabina, vivo in una città di mare, Ancona, e mi divido tra lavoro, famiglia, amicizie, scrittura e interessi olistici. Scrivo perché mi piace, mi rende felice.
Loriana - Ciao a tutti! Sono Loriana, vivo in provincia di Viterbo ma lavoro a Roma e utilizzo la scrittura come via di fuga dallo stress quotidiano, è il mio modo per comunicare, per riflettere, per sognare.


2)   Come avete lavorato insieme per questa antologia?
Loriana - Questo progetto è nato molti anni fa e avevo già scritto i racconti. Mi serviva però chi approfondisse l’aspetto astrologico e karmico e, non avendo trovato il giusto partner, il tutto è rimasto nel cassetto. Fino a quando non ho conosciuto Maria Sabina, Reha, e lì è scoccata la scintilla giusta: le ho proposto di lavorare insieme, lei ha accettato, così ho ripreso il vecchio materiale e… l’ho praticamente buttato! Sì, esatto, avete capito bene: del progetto originale sono rimasti solo paio di racconti, rielaborati, riscritti  e ideati insieme a Reha analizzando le caratteristiche dei singoli segni e decidendo percorso e scelte per ogni personaggio. Ci siamo suddivise il lavoro: io mi sono occupata delle schede di presentazione dei segni zodiacali e della scrittura delle storie, Maria Sabina ha curato tutti gli approfondimenti, da quelli karmici a quelli letterari, fino ai commenti evolutivi. Questa avventura si è andata ad arricchire con contributi e nuove idee rispetto alla versione iniziale, come la pagina con l’evoluzione karmica, i cocktail abbinati ai segni zodiacali e le splendide illustrazioni di Serena Mandrici, per gli Zodiakki.
Maria Sabina – Ci siamo suddivise i compiti, sì, senza risparmiarci a volte, incursioni nei rispettivi campi di pertinenza. In realtà è stato un lavoro sinergico, di scambio continuo. Insieme abbiamo ragionato, analizzato, ipotizzato scelte, scartato finali, creato scenari. Alla fine ne è uscito un cerchio di parole, un cerchio di racconti, dove inizio e fine si prendono per mano, il cerchio dello Zodiaco, con tutto ciò che le nostre menti hanno “partorito”. E questo risultato è stato possibile perché non ci sono state fughe o dispersioni di energia, ma scambio e dialogo costanti.

3)   Siete d’accordo con la mia recensione o volete aggiungere qualcosa?
Maria Sabina – Hai colto l’essenza del nostro lavoro. Aggiungo solo che non è concluso qui, stiamo pensando a un seguito.
Loriana – Non ho nulla da aggiungere, anzi, ti faccio i complimenti perché hai colto il senso del nostro lavoro e hai focalizzato l’attenzione sugli aspetti principali.


4)   C’è un racconto tra questi a cui siete più affezionate e perché?
Loriana –  Potrei dirti che ho avuto difficoltà proprio sul mio segno zodiacale, la Bilancia, in una sorta di “ansia da prestazione”: il registro comico non mi viene spontaneo e temevo di non riuscire a dare il giusto sprint alla storia, la giusta dinamicità. Ci ho lavorato sopra moltissimo -  cambiando, limando, riscrivendo, tagliando - però, a lavoro finito, ammetto che è una delle storie che mi piace di più. Quando poi l’hanno interpretata in un reading e ho visto il pubblico ridere divertito, ho capito di aver vinto la sfida con me stessa.
Maria Sabina – Sono molto legata al racconto sulla Bilancia, proprio perché attraverso la comicità esprime concetti molto profondi. L’ho scelto per essere in parte rappresentato, durante una presentazione letteraria originale, di stampo teatrale, dalle mie parti, recentemente. Poi mi piace molto quello sul segno dell’Acquario, diverso da tutti gli altri. Ma va letto, per capirne il motivo.

5)   Domanda che sorge spontanea: qual è il vostro segno zodiacale e come state messe con l’evoluzone karmica?...
Maria Sabina – Sono Pesci, ascendente Bilancia. Quanto a evoluzione karmica potrei essere al termine di un ciclo, ma chi lo sa? Le sfide della vita si autogenerano di continuo. L’ascendente mi porta a inseguire un ideale di bellezza, amore, giustizia sociale e personale. Non sopporto i soprusi e le ingiustizie. Cerco l’equilibrio e l’armonia in tutto. Scappo di fronte a situazioni disarmoniche e ambigue. Il segno solare, Pesci, è molto difficile da vivere. Mistico e concreto al tempo stesso, compassionevole e spesso “guaritore”. Tende a volare nei regni della fantasia, e a restarci a lungo.
Loriana – Sono Bilancia ascendente Scorpione e, se per natura tendo a mediare, l’ascendente mi spinge a posizioni estreme. Così quando mi stanco esplodo e rompo ed è per sempre, perché non riesco a vivere in un rapporto senza la giusta armonia. E, soprattutto, da buona Bilancia odio chi porta maschere, chi finge, ho un profondo senso di giustizia. Insomma, sono complicata!


     6)   Progetti futuri?
Loriana –  È disponibile un mio nuovo lavoro «Doppio carico, storia di operaie» (Villaggio Maori edizioni), che racconta la condizione delle donne in fabbrica. Un lavoro a sfondo sociale su cui ho impiegato molte energie e che è stato accolto con interesse dai lettori. Due nuove pubblicazioni, un fantasy e un mainstream, sono pronti da tempo per essere pubblicati ma ancora non conosco i tempi d’uscita, tenete quindi d’occhio il web e le novità editoriali dei prossimi mesi, potrebbero esserci anche le mie! Nel frattempo ho terminato un giallo, che sto rivedendo e mi sto cimentando in un thriller-noir - complicato e difficile - ma voglio vincere anche questa sfida! Mi seguirete?
Maria Sabina – E’ pronto un romance, a sfondo esoterico, ambientato in Francia, terra con cui sento un forte legame spirituale. Non conosco i tempi di uscita di questo lavoro, quindi teniamo d’occhio il web. Ho realizzato un altro romance, sempre a sfondo esoterico, a quattro mani, con un altro bravissimo autore, Vito Ditaranto. Ci sono comunque altre storie, che stanno prendendo forma nella mia mente e nel mio computer, a cui mi dedicherò nel tempo delle vacanze estive. Altri progetti includono l’approfondimento di alcune discipline olistiche, come il Reiki e il linguaggio delle essenze floreali. Infine vorrei entrare nel misterioso mondo dei Registri Akashici, e conoscendomi, so che realizzerò questo obiettivo. I Pesci, contrariamente a quanto si dice in giro, sono molto caparbi!


Grazie per essere state con noi, alla prossima!



lunedì 8 luglio 2019





Nuove uscite della Collana Starlight



La Starlight torna con due nuove avventure, Gli angeli della morte di Margherita Donati e Gravity di Mariarosaria Guarino.
 I romanzi sono disponibili in ebook dal 2 luglio e dal 4 luglio anche in cartaceo.








Titolo: “Angeli della Morte”
Autore: Margherita Donati
Editore: collana Starlight (Pubme)
Pagine: 352
Genere: fantasy
Prezzo: ebook in offerta a 0,99 cs; cartaceo a 15,90 €
Copertina a cura di Annamaria Bosco

- Dopo il successo su Wattpad, il romanzo esce in una nuova versione rieditata dalla Starlight e approda in cartaceo e in ebook sui principali siti online (per i primi tre mesi l’ebook è in esclusiva Amazon e disponibile su Kindle Unlimited) -

Trama

Emily Elisabeth Jamie Moony è una ragazza come tante, va al liceo, ha una migliore amica e una mamma con cui ha un rapporto un po’ complicato. Due splendidi occhi viola spiccano sul suo volto e la rendono diversa da tutti, ma lei li considera maledetti.
Finché un giorno scopre che, proprio a causa di quegli occhi, potrebbe essere in pericolo. Due angeli appaiono in casa sua, spinti dal dubbio che lei possa essere niente meno che Morgana, la leggendaria strega di re Artù morta secoli prima. Portata al cospetto della Corte, viene quindi affidata al controllo di Azrael, che dovrà vivere con lei per un intero anno, per poi deciderne le sorti.
Azrael Gabrielson è l’Angelo della Morte che fu costretto a uccidere la sua amata per proteggere il mondo vivente. La vicinanza della ragazza risveglia in lui tutti i ricordi e la sofferenza vissuta, arrivando a condizionare il loro rapporto, mentre l’attrazione che prova Emily verso l’angelo diventa ogni giorno più incontrollabile. Presto anche lei inizia a rivivere le memorie della strega, come se dentro quella sporca cella ci fosse stata lei, come se la scelta di stare dalla parte del Male fosse stata la sua. E se Morgana non fosse morta? Se avesse trovato un modo per manifestarsi attraverso la sua anima?
“Basterà un piccolo ordine di quelli che lo comandano e ti rinnegherà”.
Tra bugie e pentimenti, visioni e sogni rivelatori, Emily dovrà trovare la verità e capire quale strada seguire...
Il momento della scelta è arrivato.

Un estratto:

“Pensavo che i miei occhi portassero sfortuna: quel colore più unico che raro era la mia personale maledizione. Quando parlavo di questo con Jenny sembravo una bambina e come tale lei mi trattava, mettendosi a ridere come se le avessi detto che volevo incontrare Babbo Natale, ma io ci credevo davvero. Non a Babbo Natale, ma alla maledizione! Ero convinta che quello sguardo, quegli occhi, fossero un simbolo di sventura, un marchio oscuro, e speravo che l'iris annullasse il loro effetto.”




Titolo: “Gravity”
Autore: Mariarosaria Guarino
Editore: collana Starlight (Pubme)
Pagine: 256
Genere: distopico
Prezzo: ebook in offerta a 0,99 cs; cartaceo a 13 €
Copertina a cura di Annamaria Bosco

- Dopo il successo di “Cuore di tenebra – Hope in the darkness”, l’autrice torna con un nuovo romanzo di genere distopico che approda in cartaceo e in ebook sui principali siti online (per i primi tre mesi l’ebook è in esclusiva Amazon e disponibile su Kindle Unlimited)

Trama

Ognuno di noi credeva che la vita dell’altro fosse perfetta, ma a quanto pare ci sbagliavamo entrambi.”
In un futuro post apocalittico, l’umanità è scampata alla morte insediandosi in una città sospesa tra cielo e Terra: Gravity, un luogo in cui l’ordine e l’obbedienza sono alla base di tutto.
Qui vive Aron Every, il più giovane tenente dell’aviazione all’accademia militare, destinato a una grande carriera e ammirato da molti. A mettergli i bastoni fra le ruote è un membro della rispettata famiglia Douglas, che fin da subito non mostra alcun rispetto per il suo grado militare e cerca con disprezzo di ostacolarlo, spingendolo a sacrificarsi per salvare i suoi affetti.
È vivo per miracolo ma, cosa ancora più sconcertante, la Terra non è morta come gli avevano fatto credere. Ci sono dei sopravvissuti, degli uomini che desiderano una vita migliore, guidati da una ragazza ribelle e senza paura che gli mostra cosa sia la libertà. Lontano da tutte le regole ferree di Gravity che seguiva solo per amore verso la sorella, Aron è finalmente se stesso. Ma non tutti sono buoni e il pericolo presto giungerà anche lassù.
Aron deve decidere da che parte stare. La sua famiglia ha bisogno di lui, può rinnegare ciò in cui crede per salvarla o la sua vita ormai è sulla Terra? Perseguire la pace è davvero l’unica via?
La sua passione e adrenalina si scontrano con la violenza di chi non vuole ammettere di essere nel torto, in una storia che fino all’ultimo non lascia certezze.
L’uomo crede di essere il padrone del mondo, ma a volte il mondo gli si rivolta contro...

Un estratto:

«Com’è vivere lassù?»
Tornai a guardare in alto senza riuscire a trattenere un sospiro.
«È come sapere che, volendo, potresti toccare il cielo con un dito e poi, protendendoti, scoprire che quella sarà l’ultima cosa che farai. È un mondo che offre speranze ma te le sottrae prima che tu abbia modo di afferrarle e, nel farlo, ti toglie tutto ciò che hai.
Gravity è un bel posto se non hai difficoltà ad annientare te stesso. Navi volanti, tecnologie all’avanguardia, progressi in campo medico che lasciano senza fiato; visto dall’esterno può sembrare fantastico, ma sapere che non c’è essere vivente in grado di superarti, credimi, può dare alla testa».

Per informazioni sulla collana e sui suoi autori visita il sito: https://autoricollanastarlight.wordpress.com/


venerdì 5 luglio 2019



RECENSIONE: LEI- STORIE DI DONNE
DA TUTTI I MONDI POSSIBILI  
di MONICA SERRA



Genere: antologia, fantasy, fantascienza, favole, ghost stories
Editore: Altrimedia
Pagine: 184
Uscita: ottobre 2018
Prezzo cartaceo: € 15
               ebook: € 2,44
            Amazon


“Lei- storie di donne da tutti i mondi possibili” non è un libro come gli altri, come già ho avuto modo di scrivere in questo precedente articolo.
Non è un libro come gli altri perché i racconti che lo compongono sono stati scritti da una donna molto speciale, Monica Serra, che ha deciso di devolvere i suoi diritti d’autore alla Susan G. Komen Italia, associazione in prima linea nella lotta contro il cancro al seno.

Di questo ne abbiamo già parlato nel precedente articolo, e ne parleremo ancora; stavolta vorrei concentrarmi sul libro in sé.

“Lei” è un’antologia composta da 14 racconti suddivisi in tre parti: Futuro e dintorni, Ai confini della realtà, Dimensioni alternative.
Da ciò si evince la grande varietà di universi fantastici che l’autrice indaga in questa raccolta, che spaziano tra distopie futuristiche, antichi popoli, leggende di epoca medievale e non solo, ghost stories, onirici e altro ancora difficilmente richiudibile in un genere.
Tutti i racconti hanno ambientazioni ammalianti e perfettamente descritte e personaggi dal carattere delineato, soprattutto eroine o anche donne normali che si trovano a dover affrontare situazioni fuori della norma (un chiaro richiamo alle donne che devono affrontare il tumore o altre malattie).


  • Il primo racconto è “Capitolium”, una storia che stupisce il lettore sia per l’ambientazione che per i ripetuti colpi di scena. Si tratta di uno sci-fi ambientato in una città che si capisce man mano che si prosegue con la lettura e che non voglio anticipare; i protagonisti vivono in una realtà angosciante, una vita piena di pericoli in un mondo che è andato in frantumi; ben presto scopriamo che le cose non sono come sembrano.
Il racconto è abbastanza lungo e accadono davvero molte cose.
Avvincente.


  • Il secondo è "Tempesta di luce". Questo racconto è narrato in prima persona e inizia con la protagonista seduta su uno strapiombo a guardare il panorama, vicino al faro; un abbagliante lampo irradia tutto il mondo e dopo il fenomeno la ragazza si accorge di essere rimasta l’unico essere vivente, almeno nei paraggi. La luce era andata via e non funzionava più nulla. Qui le tornano utili gli insegnamenti dei nonni. Un racconto che affascina per le descrizioni ma sa inquietare come pochi, per le implicazioni che comportano gli avvenimenti narrati.


  • Il pianeta dell’incrocio” è uno space sci-fi: Mya deve riprendere un importantissimo oggetto, il kalaam, dalle grinfie di Roll. Qui l’autrice dà sfoggio di tutta la sua immaginifica fantasia, riuscendo a condensare in poche pagine un universo e tanta azione, con colpo di scena finale. Non per niente, il racconto è stato finalista al concorso Vele di carta nel 2016.

Iniziano poi i racconti “ai confini della realtà”.


  • Il primo di questi è “Josephine”, un racconto particolare, onirico, ispirato ai dipinti pop surrealisti di Giuseppe Fontana

Josephine di G. Fontana



  • Anche il terzo racconto, “Bloodywood”, è ispirato al medesimo pittore; questo racconto ha tinte horror e uno stile fiabesco-gotico particolare e inquietante.

Bloody Woodpecker di G. Fontana



  • I due racconti sono intervallati da “Endless”, struggente storia d’amore ambientata nel Medioevo tra Manfredi e Virginia, un racconto molto gotico. Lui torna dopo la guerra al borgo dove lei l’aspetta, ma non trova quello che credeva di trovare…


  • Die Bäckerhexe- la strega pasticciera” è un racconto ispirato a “La strega e il panpepato-la vera storia di Hansel e Gretel” di H. Traxler, ma la protagonista stavolta è la pasticciera Katharina, e non i due fratelli. Katharina non è una strega, solo una donna molto brava a cucinare che suscita forti invidie… Sembra di sentire veramente odore di spezie e dolciumi al forno mentre si legge questo racconto, fa venire fame! Ingrassante e originale cambio di punto di vista.


  •   Plant de geneste” è un racconto storico che parla della morte di re Arturo I di Bretagna avvenuta nel 1202. Non conoscendo bene il contesto e il periodo storico, non sono riuscita a gustarmelo a fondo, anche se all’inizio c’è una breve introduzione. Comunque molto bella la figura di Eleonora D’Aquitania.


  • Eleanor Rigby” è la struggente storia di una donna molto sola e del suo amore perduto, un racconto delicato, triste e coinvolgente emotivamente, ispirato alla canzone omonima dei Beatles. Molto bello.


  • E il bosco tacque” è un fantasy storico, ambientato sulla via Francigena, la strada che percorrevano i pellegrini per arrivare a Roma; Dominic sta percorrendo quella strada quando arriva nel Bosco del Sorbo, luogo in cui gli era stato suggerito di non entrare…
Un racconto in cui ancora una volta emergono le grandi capacità descrittive dell’autrice, che stavolta ci porta in un luogo a lei molto vicino, poiché risiede da quelle parti.


  • La parte III, “Dimensioni alternative”, si apre con un racconto lungo, “Le lacrime di Inanna”, vincitore del Premio Viviani 2017. È il più articolato, insieme a Capitolium, di tutti i racconti, compaiono diversi personaggi e il racconto, dalle suggestioni mediorientali, segue più di un protagonista; tutti i personaggi e le vicende ruotano intorno alla Lacrima di Inanna, una pietra di origine divina. Coinvolgente, ci si potrebbe fare un romanzo.
Un premio vinto meritatamente!


  • In “Ali di fuoco” troviamo finalmente una delle creature più amate dall’autrice, il drago appunto; questo drago d’aria ha portato il gelo in un placido villaggio che non sa come liberarsi dalla creatura, finché non intervengono due misteriosi personaggi. Molto spesso, però, chi aiuta poi viene respinto… Qui le suggestioni si fanno…glaciali.  Un racconto breve ma denso di significato.
Anche questo racconto ha vinto un premio.


  • Balsa la figlia del drago” è uno dei miei racconti preferiti; parla di Maria Balsa, figlia di Vlad III di Valacchia e moglie del conte Alfonso Ferrillo, ambientato a fine 1400, riesce a catapultare il lettore in ambienti molto diversi, presentando personaggi a tutto tondo nonostante sia un racconto e non un romanzo, e mostra lo studio e la conoscenza storica del periodo dell’autrice, che a questo punto penso sia onnisciente.
Bellissimo.


  • Il racconto finale è lo struggente “Ritorno ad Avalon”, metafora del “ritornare a casa”, in un luogo magico e perduto. Bella rivisitazione breve del mito avaloniano. Mi è piaciuto molto.

In conclusione, tutte le storie sono accomunate da descrizioni immersive, grande fantasia, equilibrio tra azione e introspezione, molto studio storico alle spalle, ricercatezza nei vocaboli e ovviamente tanti simboli tutti da scoprire, celati dietro l’avventura nei mondi fantastici.

Ma c’è di più! Come avevamo anticipato nella segnalazione, gli introiti dell’autrice andranno alla Susan G. Komen Italia, associazione in prima linea nell’aiutare le donne colpite da tumore al seno.



Due parole anche per la bella edizione di Altrimedia: oltre a non esserci refusi nel testo, molto gradevole la copertina bianca e rosa, con una grafica uniforme agli altri volumi della collana “Fantastica”; in questo libro l’elemento divergente è una spada illuminata da un fascio di luce proveniente dall’alto, vicino alla quale sboccia un fiore, resistente anche se perde i petali. Un’immagine davvero molto simbolica.

E ora qualche domandina a Monica Serra, veterana di IUF.  

1)     Bentornata Monica, ho saputo che con LEI hai partecipato a molti eventi, anche a Matera per esempio. Ce ne parli? Nuovi eventi in programma?


Ciao Ale, grazie per avermi ospitata nuovamente nel tuo interessantissimo blog. Nei mesi scorsi, dopo averla presentata a Più Libri Più Liberi, ho portato l’antologia in diversi posti, tra cui Matera. Il mio editore è materano DOC, quest’anno Matera è capitale della cultura e ospiterà a settembre per la prima volta un’edizione della Race for the Cure, la gara per la raccolta fondi di Komen Italia: un concentrato di energie, incontri, scambi, una specie di “allineamento cosmico” in cui Lei si è inserita con emozione e orgoglio. Il libro è stato anche ospite di una bella conferenza a Roma, a maggio, proprio durante la manifestazione organizzata da Komen Italia. Quattro libri diversissimi tra loro, quattro autrici toccate dal tumore al seno, quattro esperienze di scrittura al servizio della prevenzione. Sì, devo dire che questa antologia mi sta regalando tantissime soddisfazioni.

2)   Ribadiamo il concetto dell’importanza della Susan G. Komen e della prevenzione e i motivi per i quali hai deciso di devolvere i tuoi proventi a questa associazione.

Da donna colpita dal tumore, posso solo testimoniare che la prevenzione è il solo modo per mettere all’angolo la “bestia”. Non ci sono certezze di scamparla né, in caso di malattia, di guarire. Ma la prevenzione può aiutare a evitare inutili ritardi o sottovalutazioni.

3)   Passiamo a qualcosa di più letterario. Sei d’accordo con la mia recensione o vuoi aggiungere qualcosa?

La recensione è bellissima, e ti ringrazio per aver apprezzato le mie storie. Nessuna di esse parla direttamente di cancro, ma come tu hai sottolineato, in ognuna ci sono riferimenti alla forza che inaspettatamente le donne scoprono di avere quando sono costrette ad affrontare certe situazioni. Come dice il mio editore, ci sono #storiechesalvanolavita: quelle contenute in questa antologia vogliono fare proprio questo, attirando l’attenzione sull’importanza della prevenzione. Perché nessuna donna (o uomo, dato che il messaggio è rivolto a tutti, indistintamente, e gli uomini nei racconti di Lei ci sono, e hanno ruoli importanti) debba più mostrare di essere forte in reazione a eventi devastanti come un cancro.

4)   Sei onnisciente?

Solo molto pignola. Per scrivere un racconto, anche quello più breve, passo settimane a documentarmi. Non è detto che poiché una storia è ambientata in un mondo alieno o in un’altra dimensione si possa trascurare la verosimiglianza. Se poi il racconto tocca la realtà e la storia, come nel caso di Plant de geneste o Balsa, la figlia del drago, allora il principio è ancora più rigido.

5)   Cosa hai in serbo di nuovo per noi viaggiatori dei mondi fantastici?

Da qualche settimana, se vi piacciono le ambientazioni italiche, è uscito l’ebook Mi Rasna, racconto lungo tra antichità etrusca e medioevo. Se vi piace la fantascienza, Troppo umano fa parte dell’antologia Futura Lex, esperimento di “fantascienza legale” al quale ho partecipato da profana ma con grande entusiasmo; a breve torneranno i miei Viandanti spaziali nell’albo Alien Platinum per le Scritture Aliene di Vito Introna (grande albo, non pensi anche tu? 😉) e sta per uscire un’antologia sul leggendario Sindbad il Marinaio alla quale ho preso parte rispolverando il mio amore per le storie orientali. Per il resto, millemila progetti in corso e troppo poco tempo per gestirli tutti.

Grazie per la tua generosità e per essere stata con noi, alla prossima!
           
            Grazie a te e ai tuoi lettori. A presto!





martedì 2 luglio 2019




RECENSIONE: QUANDO BETTA FILAVA di ALESSIO DEL DEBBIO






Genere: antologia di racconti, fantasy, miti e leggende, storico, distopico, horror, folklore
Editore: Nps edizioni
Pagine: 212
Data di uscita: maggio 2019
Prezzo ebooK: € 2,99
               Cartaceo: € 14
Link: Amazon
            www.npsedizioni.it 


Il nuovo libro di Alessio Del Debbio riprende i miti e le leggende toscane che abbiamo trovato ne L’ora del diavolo (qui la recensione) , spaziando stavolta in tutta la regione e diversificando i generi, mantenendo però centrale il folklore locale.
Questo recita la sinossi official:

Molto tempo fa, il mondo era pieno di meraviglie: folletti che burlavano i paesani, donne depositarie dei segreti delle erbe, cavalieri erranti in cerca di gloria e diavoli tentatori. Non era raro, per gli incauti viandanti, imbattersi in chimere e serpenti volastri, strigi e mannari. Ma solo chi aveva occhi attenti, e mente aperta, poteva ammirare i tesori nascosti negli anfratti delle Alpi Apuane e in Maremma, immergersi negli abissi del mare e camminare per l’antica Tirrenide.

Nelle pagine di questo libro rivivono storie e leggende dimenticate, creature fantastiche che popolavano la Toscana e, chissà, magari la popolano tutt’oggi, sfuggendo allo sguardo distratto dell’uomo moderno.

Quando Betta filava” contiene quindici racconti fantastici ispirati a leggende del folclore toscano, che offrono uno spaccato dell’immaginario della regione.

“Quando Betta filava” contiene i racconti: Il diavolo vede lungi, La lupa di sangue, La vera storia di Burlaman, Il tesoro nel castello, La rificolona, Il labirinto del re, L’ultimo cavaliere, La camera rossa, Il tempio del destino, Anime nella bufera, Sulle tracce della Tirrenide, L’ombra della sera, L’amore di Lencio Meo, Oltre gli stretti; L’ultima Kinzica.

Ritroviamo quindi tutte le creature fantastiche che popolano il folclore della regione dell’autore, più altre mai citate finora.
Essendo le storie di Alessio Del Debbio facenti parte di un unico universo, troviamo anche personaggi che appaiono in altra forma, o anche no, nelle sue altre opere.


  • Già dal primo racconto, Il diavolo vede lungi, i protagonisti sono Jonathan e Leonardo, personaggi di Anime contro (recensione qui) riproposti in questo contesto lucchese urban fantasy , in cui sono cacciatori di diavoli; viene citata anche la Lucida Mansi di cui abbiamo letto in un racconto de L’ora del diavolo.
L’azione si svolge tutta intorno alla Torre Guinigi e ai suoi lecci e alla Cattedrale di San Martino; rilevanti sono i riferimenti ai personaggi storici, Paolo Guinigi e la seconda moglie. Nella loro caccia i due vengono attaccati prima dalle strigi, e poi… non spoileriamo! Un bel racconto, denso di storia e belle descrizioni. Mi è venuta voglia di visitare i luoghi citati.

  • La lupa di sangue è uno dei miei racconti preferiti. La protagonista è una giovanissima donna, Laide, innamorata di un uomo misterioso , amore contrastato dai genitori che la cacciano quando resta incinta… Racconto emozionante col suo finale macabro, ma che ci sta tutto. Compaiono anche i Figli di Cardea, villains della saga Ulfhednar War (le recensioni del primo volume  e del secondo). W l’amour in tutte le sue forme!

  • La vera storia di Burlaman è un racconto molto originale, una sorta di post apocalittico ambientato a Viareggio in cui il supereroe locale è proprio l’incontrario di come tutti si aspetterebbero un supereroe! Divertente.

  • Il tesoro del castello è un racconto ricchissimo di folclore locale: ci sono le montagne piene di leggende, c’è il caprone nero, c’è la gallina dai pulcini d’oro e c’è Sandorino, già nominato ne L’ora del diavolo, così come Giosalpino. La morale di questa avventura sta tutta nell’amore per la natura : il ragazzo la rispetta e da essa viene ricompensato e aiutato nel momento del bisogno. Anche per l’autore la Natura è molto importante, essendo presente non solo come sfondo ma come agente vero e proprio, tramite le sue creature, in quasi tutti i suoi romanzi e racconti. Per me, gran voglia di passeggiare per i boschi toscani e dopo scofanarmi di tordelli…

  • La protagonista de La rificolona è l’erborista Calotta, che come tutti gli anni a settembre va a Firenze alla fiera della Nunziata insieme a contadini provenienti da altre zone della regione. Qui viene derisa da un gruppo di bulli fiorentini (i bulli ci sono sempre stati, in ogni epoca, purtroppo…), umiliata e ferita, ma, ricordando le parole della madre, non china la testa e mormora parole arcane, trasformando in qualcos’altro la sua lanterna a forma di gatto… Anche in questo racconto , che mi è piaciuto moltissimo, emergono la saggezza popolare, il rapporto con la natura e quello tra madre e figlia; c’è pure qui il tema della diversità e quello delle nuove religioni  che soffocano gli antichi rituali pagani.

  • Il labirinto del re è un racconto… etrusco: due giovani, Ciacco e Tosco, sono in cerca di qualcosa nel sottosuolo di Chiusi. Ci sono richiami storici, si citano personaggi e luoghi dell’antichità, si nota insomma lo studio alle spalle. Finale a sorpresa.

  • Ne L’ultimo cavaliere il protagonista è Aloisio, personaggio che già conosciamo per averlo letto in Ulfhednar War, ma qui siamo  molti secoli prima; può quindi trattarsi di un prequel che riguarda il personaggio. Aloisio incontra il prode Galvano, proprio quello della Tavola rotonda di Arturiana memoria, e va con lui in giro a salvare la gente dai malvagi, tra cui anche i Figli di Cardea (v. sopra). Una bella rivisitazione della leggenda di San Galgano, in un posto in cui vorrei andare da un sacco di tempo. Racconto lungo e molto bello.

  • La camera rossa è un racconto breve un po’ horror e fantasmatico: Lapo e Duccio fanno la guardia a un antico maniero, e si metteranno ovviamente nei guai. Anche qui ci sono leggende e personaggi locali.

  • Il tempio del destino è un altro dei miei racconti preferiti. Adele è una giovane donna rimasta incinta di un nobile, che in preda alla disperazione si affaccia al  pozzo dell’occhiomalo. Una voce la salva: è quella della defunta nonna, che le appare davanti viva e vegeta. Insieme a lei compierà un percorso che la cambierà nel profondo e prenderà una decisione definitiva. Molto bello, a tratti struggente. Anche in questo racconto sono presenti la Natura, la magia, il rapporto nonna/nipote, il Fato, magiche creature, antiche leggende locali e un po’ di storia.

  • Anime nella bufera è un racconto che compare anche in Bestie d’Italia vol 1, vi rimando  al post dedicato per la recensione!

  • Sulle tracce della Tirrenide è il secondo racconto etrusco della raccolta: siamo a Cosa, vicino Ansedonia, e una coppia di giovani, Martin ed Elena, cercano la strada per l’antica Tirrenide, una sorta di Atlantide del Tirreno. Cosa troveranno?... Ovviamente un racconto archeologico-etrusco  non può che appassionarmi!

  • L’ombra della sera  è un racconto molto originale, un po’ onirico, in cui Vanni si aggira in una Volterra in preda alla distruzione a causa di forze oscure scatenate dalla divinità  di nome Aradia. Finale a sorpresa, proprio un racconto interessante.

  • L’amore di Lencio Meo è una bellissima storia-leggenda che tratta di un amore contrastato e di un patto col diavolo, tra i monti e i prati delle basse Apuane. Anche questo un racconto  molto emozionante, uno dei miei preferiti.

  • Oltre gli stretti  parla di una sorta di maledizione che ha reso il protagonista immortale; in prima persona ci parla di come ha girato il mondo, conosciuto e amato persone che poi sono morte lasciandolo solo. Un racconto struggente e malinconico.

  • L’ultima Kinzica è un racconto diverso da tutti gli altri: si tratta di un post-apocalittico (siamo nel 3153 a Pisa) in cui i protagonisti, Marco , Paolo e Remo cercano qualcosa nella cosiddetta “città dei Barattoli”, o meglio nel suo sottosuolo. Avvincente, ricco di azione, un po’ di horror e colpi di scena.

Direi che Quando Betta filava è un’antologia molto ricca, mostra l’amore dell’autore per la sua terra e la conoscenza che ha di essa, storica, geografica e folcloristica. 
Natura , legami parentali e d’amicizia, passato e presente sono il fulcro di tutti i racconti, in contesti storici differenti e sempre molto accurati. I personaggi sono vividi e ci si immedesima facilmente con loro, partecipando delle loro peripezie.
Circa  l’edizione, è molto accurata; carina  la cover di Marco Pennacchietti, con una donna che sostiene un filo che congiunge lupi, cavalieri e altri personaggi, come se facessero parte di un'unica vicenda.
Consiglio senz’altro antologia a tutti coloro che amano il fantastico , specie se italico.
Vi ripropongo l’intervista che ho da poco effettuato ad Alessio Del Debbio nel blogtour per il lancio del libro stesso:

1)     Ciao Alessio e bentornato su IUF. Innanzitutto toglimi una curiosità: perchè “Betta” e non “Berta”, poiché il detto dice “quando Berta  filava”?


Grazie per l’ospitalità. È sempre bello navigare in “Infiniti universi fantastici”.

Dunque, l’antologia si chiama “Quando Betta filava” perché, per quanto in italiano si dica Berta, in Toscana, e in particolar modo nella zona della Lucchesia, si dice Betta. Essendo io originario di queste zone, e dato l’argomento dei racconti, che recuperano storie del folclore e delle tradizioni popolari locali, mi piaceva dare, fin dal titolo, la giusta atmosfera, accogliendo il lettore anche con lo stile adeguato.


2)   Questa antologia può considerarsi il seguito ideale de “L’ora del diavolo”?


Volendo, si può vedere in questo modo. Si tratta sempre di racconti fantastici, sempre ispirati al folclore e alle tradizioni locali, ma se “L’ora del diavolo” verteva più sulla zona Versilia, Lucca e Alpi Apuane, con “Quando Betta filava” ampliamo al resto della Toscana, ritrovandoci a vagare per la campagna senese e aretina, per la Maremma o le isole dell’arcipelago toscano, con giganti, chimere, lupi e altre creature fantatiche.


3)   Nei tuoi romanzi e racconti troviamo molto spesso dei camei di personaggi dell’uno o dell’altro romanzo, e anche qui ci sono rimandi e citazioni. Chi troviamo, e perché questa scelta?


Certo. I camei non mancano mai. Mi diverto troppo a recuperare ambientazioni o personaggi, citandoli in nuove storie, magari anche fuori dal loro mondo. In “Quando Betta filava” compaiono Jonathan e Leonardo, protagonisti dei miei romanzi per ragazzi (come “Anime contro), qua in veste di cacciatori di creature sovrannaturali, nel racconto d’apertura dell’antologia: “Il diavolo vede lungi”, ambientato a Lucca. Poi vengono citate la Busdraga, Lucida Mansi, la Guerra del Fatonero. In qualche modo i racconti si considerano tutti avvenuti, sia pur essendo storie autonome e indipendenti, tutti appartenenti allo stesso universo narrativo.


4)   Tra i vari racconti ce n’è uno un po’ atipico, quello del Burlaman. Ma chi è?


Burlaman è il supereroe viareggino, ispirato in parte a Superman, in parte a Burlamacco, la maschera ufficiale del Carnevale di Viareggio. Il suo costume infatti è a righe bianche e rosse, i colori di Burlamacco, ma anziché essere aitante come Superman è un ometto di mezza età, un po’ tracagnotto, goloso e mangione, che preferisce stendere i supereroi a colpi di coriandoli (esplosivi) e rutti al cipollotto che non faticare troppo! I suoi superpoteri, però, risiedono nell’amore per la sua città e nel tentativo di difenderne gli abitanti dalle forze del male.


5)   Ne “L’ora del Diavolo”  i personaggi femminili sono quasi tutti abbastanza negativi, in “Quando Betta filava” invece  sono meglio definiti , più approfonditi e sfaccettati. È una mia impressione o dopo l’uscita de “La guerra dei Lupi” hai curato di più i personaggi femminili?


Mah, non saprei dire. La mia simpatia va sempre ai protagonisti maschili, ma sicuramente anche i personaggi femminili rivestono la loro importanza nelle storie. In “Quando Betta filava” abbiamo, ad esempio, Carlotta, una potente strega (forse un’officiante) vissuta nella Firenze del Diciassettesimo Secolo; la povera Laide, messa in fuga dalla madre, che le ha augurato “ti prendessero i lupi”, e Kinzica de’Sismondi, una grande eroina pisana, detta “la Salvatrice”. Alla fine, credo, maschi o femmine, l’importante è creare personaggi ben costruiti, ben delineati e inseriti nel giusto contesto.



6)   Perché è importante il folclore italiano?


Per non dimenticare la nostra storia, le nostre radici, le nostre tradizioni. Perché la Cultura è anche questa, non solo ciò che si insegna nei libri di scuola, è importante anche la piccola storia, quella della gente comune, che la sera si ritrovava a veglia, attorno al fuoco, e tirava fuori le loro ansie, le loro paure, esorcizzandole in stilemi del folclore popolare.

Per avere anche un approccio diverso al fantastico, che non sia il solito fantasy clone di Tolkien. Infine, per offrire alle generazioni che verranno qualcosa in cui credere, qualcosa su cui riflettere e che magari li distolga dallo schermo di un pc e che ricordi loro che al mondo c’è altro. Qualcosa di più magico e misterioso. Basta solo saperlo cercare.


7)    La Toscana è veramente una terra ricca di folclore, e come abbiamo visto nell’antologia “Bestie d’Italia” anche le altre regioni. Pensi di scrivere prima o poi una tua antologia personale sul folclore italiano e non solo della Toscana?


Perché no, in futuro non sarebbe male. O anche realizzare un’antologia di racconti per ciascuna regione! ^^

Al momento comunque non è nei miei progetti. A livello di antologie, le prossime uscite riguarderanno storia, leggende e mitologia germanica, dell’area tedesca, e storie di uomini e lupi.


8)   Progetti futuri?


A fine anno ci sarà una bella sorpresa, per gli amanti di “Berserkr”, ma non posso ancora anticipare niente o la boss della Dark Zone mi uccide! ^^

È in fase di scrittura il terzo e conclusivo capitolo di “Ulfhednar War” (di cui vi do un indizio: il titolo è composto da quattro parole, come negli altri due libri!) e un nuovo progetto sulle leggende lucchesi, in collaborazione con la band “Joe Natta e le leggende lucchesi”, che vedrà la nascita quest’estate.


Grazie per l’ospitalità!


Grazie a te per aver risposto a tutte queste domande!


Per concludere, un estratto del libro e una breve bio dell’autore.

Se non li avete già lette, correte a recuperare le precedenti tappe del blogtour! 😉

Estratto:

Col tempo, Jonathan aveva imparato che il diavolo esisteva davvero, in forme orribili e diverse, come esistevano torme di disperati pronti a evocarlo e a chiederne i favori. Aveva cacciato ed era stato cacciato, aveva visto gli orrori celati negli abissi del mare e nei boschi delle Alpi Apuane, creature dimenticate che attendevano nell’ombra il soffio del vento del riscatto.


Biografia:  




Alessio Del Debbio, scrittore viareggino, appassionato di tutto ciò che è fantastico e oltre la realtà. Numerosi suoi racconti sono usciti in riviste e in antologie, cartacee e digitali. I suoi ultimi libri sono la saga fantasy contemporanea Ulfhednar War, composta da “La guerra dei lupi” e “I Figli di Cardea” (Edizioni Il Ciliegio, 2017), l’urban fantasy “Berserkr” (DZ Edizioni, 2017) e l’antologia “L’ora del diavolo” (NPS Edizioni, 2018).

Cura il blog “i mondi fantastici”, che sostiene la letteratura fantastica italiana. Presiede l’associazione culturale “Nati per scrivere”, che organizza eventi e incontri letterari con scrittori locali. Tiene laboratori e workshop di scrittura e lettura creativa e editoria, in giro per l’Italia.


Contatti:


Blog “I mondi fantastici”: www.imondifantastici.blogspot.it

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