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venerdì 18 gennaio 2019


SEGNALAZIONE: I CINQUE SENSI - NANORACCONTI di AA. VV 
a cura di Pietro Damiano




Genere: antologia di racconti; vari generi
Editore: Opera Indomita
Pagine: 180
Data di uscita: 18/01/2018
Prezzo cartaceo: € 4,78
Link: Amazon


Dopo il grande successo dei due precedenti libri di nanoracconti, "Nanoracconti" del 2015, Homo Scrivens editore, e "Tutte le storie del Mondo", sempre per la Homo Scrivens del 2016, contenente diversi miei nanoracconti e un'intervista (articolo qui),
Pietro Damiano (il nanoboss) ha raccolto altri nanoracconti di ben 73 nanoautori, questa volta a tema: "I cinque sensi".
E, sì, cari lettori, ci sono anche i miei :-) !

Leggiamo cosa scrive Pietro Damiano ai nanolettori:



Cari Nanolettori,rieccoci al terzo appuntamento con i nanoracconti: storie brevi, contenute in duecentocinquanta caratteri, spazi inclusi e titolo escluso ma provviste di inizio, sviluppo e finale come tutte le storie che si rispettino.Sono esclusi da questa categoria gli stati d’animo, le riflessioni o le poesie.La maestra del giallo, Agatha Christie, diceva che “un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova” e quindi questo terzo libro è la prova che noi ci siamo e che i nanoracconti sono un piccolo fenomeno che diverte, aggrega gli appassionati di scrittura creativa, e che invoglia chi non ha mai scritto e ha voglia di provarci.Come ho sempre affermato, si tratta di un gioco fatto di parole, dette e non dette, semplicità e virtuosismi. Una sfida con se stessi, che coinvolga e rimanga nella testa stimolando riflessioni.Il nanoracconto, nato come fenomeno social (sono nati su Facebook il 19 luglio 2014), ha conosciuto il palcoscenico delle librerie grazie all’editore Homo Scrivens con la pubblicazione nel 2015 di “Nanoracconti. 250 racconti da 250 battute” e nel 2017 di “Tutte le storie del mondo. Nanoracconti da 250 battute (spazi inclusi)”.La brevità dei testi è l’ideale per le persone che viaggiano, che sono in attesa, che hanno poco tempo a disposizione da dedicare alla lettura. Il lettore viene trasportato nel mondo narrativo in un attimo e senza neanche accorgersene ne rimane sorpreso ed intrappolato.Hanno talmente incuriosito da essere oggetto di un saggio, contenuto nella pubblicazione “La farfalla e la conchiglia. Saggi e divertissement letterari” di Pasquale Gerardo Santella, e di una tesi di laurea in “Analisi e fruizione del testo” del corso di laurea in filologia, letterature e storia dell’università di Foggia dal titolo “Twitter fra letteratura e didattica” di Gioacchino Matrella, prof.re Trifone Gargano.I settantatré autori che hanno collaborato a questo libro vogliono mostrarvi col loro stile “I cinque sensi”. Si sono lasciati ispirare dall’udito, dall’olfatto, dalla vista, dal gusto e dal tatto, mettendosi in gioco e producendo circa trecento storie.Gli scrittori e i loro nanoracconti si mettono in gioco nel vero senso della parola, contendendosi il premio artistico letterario internazionale Scriptura, organizzato da Anna Bruno. I primi tre classificati della categoria nanoracconti saranno inclusi nell’Antologia del premio, ne riceveranno una copia ed avranno anche il diploma.Durante le selezioni dei nanoracconti da pubblicare in questo libro, abbiamo ricevuto anche il sostegno del magazine online La Testata (www.latestatamagazine.it), nella persona di Benedetta De Nicola.Infine un grazie a tutti i nanoscrittori, che amano mettersi in gioco ed esserci. Anche a costo di apparire scontato (costo e scontato nella stessa frase sa di centro commerciale), non posso che dire a tutti vi voglio bene.Buona lettura. Pietro Damiano (Nanoboss)






Ecco l'elenco degli autori, in rigoroso ordine alfabetico per nome:

1. Adele De Prisco 
2. Adelina Mauro 
3. Adriano Peroni 
4. Alessandra Leonardi 
5. Angela Sorrentino
6. Anna Berra
7. Anonimo
8. Antonietta Sorrentino
9. Antonio Liccardo
10. Benedetta De Nicola
11. Bianca Trupiano
12. Carmen Ventrice
13. Chiara Misurelli
14. Claudia Moschetti
15. Daniela Merola
16. Delia Bitonte
17. Elena Montuono
18. Elena Scialtiel
19. Elide Apice
20. Elvira Balzano
21. Emily Hunter
22. Enrico Arlandini
23. Fabrizio Porciello
24. Fiorella Trocchia
25. Franca Marsala
26. Francesca Facoetti
27. Geltrude Vollaro
28. Gennaro Flora
29. Gianluca Calvino
30. Giano Vander
31. Giovanni Rainone
32. Giuseppe Pugliese
33. Guido Moschini
34. Irene Gelsomino
35. Lalla Rotolo
36. Laura Ravone
37. Letizia Spagnuolo
38. Lina Kremleva
39. Luisa Ruggiero
40. Marco Gaiani
41. Maria Bianca Meo
42. Maria Carolina Carpio
43. Maria Cristiana Grimaldi
44. Maria Grazia Gugliotti
45. Maria Teresa Zonzi
46. Mariagiovanna Ferrante
47. Marisa Pesola
48. Maurizio De Angelis
49. Michela Buonagura
50. Michele Vaccaro
51. Orietta Giardi
52. Paola Cotumaccio
53. Piero Pizzo
54. Pietro Ammaturo
55. Pietro Damiano
56. Raffaele Formisano
57. Renata Marigliano
58. Rita Gramaglia
59. Rosaria Ciano
60. Rosaria Pannico
61. Rosaria Tarotto
62. Rossana De Filippo
63. Rossella Corsuto
64. Salvatore Romano
65. Salvatore Stefanelli
66. Sergio Infante
67. Silvia Coppola
68. Stefania Fogliano
69. Umberto Manna
70. Vincenza Alfano
71. Vincenza Davino
72. Vincenza Sannino
73. Vittoria Iorio



Se ancora non vi siete immersi nel fantastico mondo dei nanoracconti, sarebbe ora di provare, che ne dite, cari lettori? ;-)









sabato 25 febbraio 2017


“Tutte le storie del mondo” : antologia di nanoracconti a cura di Pietro Damiano



 “Un mondo di grandi, brevissime storie. È questione di battute. 250. Spazi inclusi, titolo escluso. E poi? E poi sembra impossibile: si sfora, si cancella, si asciuga ed eccolo: il nanoracconto. Però ricorda, non sono sensazioni, stati d’animo, battute o barzellette. Sono vere e proprie storie che intrappolano gli autroi in un’assurda sfida con sé stessi e lasciano i lettori dapprima perplessi, poi incuriositi e infine affascinati, fino a diventare loro stessi autori . Ecco la magia dei nanoracconti!”

La nuova antologia di Nanoracconti, Tutte le storie del mondo – Nanoracconti da 250 battute (spazi inclusi), Homo Scrivens Editore, uscirà il 1 marzo, ed è la seconda antologia dedicata ai nanoracconti.  Ne contiene più di 500  (per essere precisi 509) scritti da oltre 230 autori, con la nanoprefazione di Pino Imperatore; inoltre ci sono in appendice 19 nanointerviste a nanoscrittori (tra cui la sottoscritta!) che si sono aggiudicati i vari nanocontest organizzati durante l’ultimo anno e a personaggi del mondo letterario in qualche modo vicini ai nanoracconti.
Il volume è curato dall’ideatore dei nanoracconti, Pietro Damiano, ormai per tutti noi nanoscrittori il nanoboss: Pietro è nato e vive in provincia di Napoli,  ed è un impiegato comunale con la passione per la Storia Locale e per la Scrittura Creativa. Ha pubblicato vari saggi sulla storia del suo piccolo paese, Carbonara di Nola, dove vive e lavora. Fa parte del collettivo letterario Gruppo 9 con cui ha pubblicato i romanzi Hyde School e Requiem (Homo Scrivens 2015 e 2016).
Homo Scrivens è la prima compagnia italiana di scrittura. Nata a Napoli nel 2002, ha collaborato con numerosi editori di ogni parte d’Italia, e ha portato alla pubblicazione circa quattrocento autori, molti dei quali esordienti. Da quest’esperienza è nata nel 2012 la casa editrice Homo Scrivens, al fine di continuare questo impegno in forma autonoma, e condurre testi e autori all’attenzione diretta del pubblico. 

I Nanoracconti contenuti nel volume sono di tutti i generi letterari: spaziano dal Giallo al Rosa, dal Fantasy all’Horror, dall’Umoristico all’Erotico, ma si possono trovare contaminazioni con tutti i generi: spesso i nanocontest organizzati sul web davano come indicazione solo il tema, quindi tutto il resto era lasciato alla fantasia dell’autore. Inutile specificare che i miei nanoracconti, sei per la precisione, sono perlopiù di genere fantastico!    
Quando ho scoperto i nanoracconti sono rimasta subito conquistata: per la mia propensione alla sintesi erano proprio ideali per me. E infatti sono stata premiata, nel vero senso della parola: ho vinto il terzo premio al Premio Internazionale Napoli Cultural Classic 2016, nella sezione dedicata! Il primo premio è stato vinto da Francesca Gerla, mentre il secondo da Vittoria Iorio. Eccoci!
Pasquale Iorio,Francesca Gerla, Pietro Damiano, Alessandra Leonardi e Vittoria Iorio.



 In questa edizione dall’antologia, come ho già scritto, ci sono sei miei nanoracconti; di seguito, l’elenco completo dei nanoscrittori, che sono 231 e sono disseminati su tutto il territorio nazionale, da giovanissimi a meno giovani, dalla Sicilia alle Alpi. La curiosità e il senso di sfida – perché scrivere un nanoracconto è una sfida con sé stessi – ha quindi coinvolto amanti della scrittura di tutto il Bel Paese.

ELENCO NANOSCRITTORI

Adrien Tonello , Agata Sava, Al Gallo, Alessandra Leonardi, Alessia Melchiade, Alfredo Carosella, Alfredo Scaletta, Amelia Baldaro ,Amleto De Silva,Angela Catalini , Angela Maria Arresta, Angela Sorrentino, Angelo Raffaele Formisano, Anna Bruno, Anna De Lorenzo, Anna Maria Montesano, Anna Perrella, Annafrancesca Smimmo, Annamaria Pucino, Annamaria Vernuccio, Anthony Delrée, Antonella Mancuso , Antonella Rossello, Antonietta Di Napoli, Antonino Calopresti, Antonio Acunto   , Antonio De Gennaro, Antonio Liccardo, Artemide B., Ashara Amati, Aureliana Donadio, Aurelio Raiola, Aurora Tambaro, Barbara Ancillotti Di Castro, Benedetta De Nicola, Biagio Fioretti, Bianca Meo, Brunella De Porcellinis, Carmen Maxia, Carolina Burgos, Chiara De Stefano, Chiarastella Gabbanelli, Claudia Cuomo, Claudia Graziani, Claudia Moschetti, Claudia Oronzo, Claudia Palumbo, Clemente Napolitano, Clementina Renzi, Cristian La Porta, Cristina Cornelio, Cristina De Tora, Cristina Paola Colesanti, Daniela Coccia, Daniela Formisano, Daniela Zampolli, Daniele Ciampa, Daniele Massi, Davide Castaldo, Deborah Fusco, Delia Bitonte, Desirèe Charman, Domenico Esposito, Donata Forioso, Edgardo Bellini, Elena Grifoni, Elena Montuono, Elena Scialtiel, Elide Apice, Elvira Picciola, Emily Hunter, Enrico Arlandini, Enrico Inferrera, Erika Andreucci, Erika Cotza, Fabiana Lo Coco , Federica Coppola, Federica Vitolo, Ferdinando Forino , Fiammetta Filaci, Fiorella Trocchia, Flavia Belardo, Fortuna La Mura, Franca Marsala, Francesca Facoetti, Francesca Gerla, Francesca Montomoli, Francesca Romano, Francesca Rosaria Riso, Francesco La Rocca, Francesco Manna, Francesco Papasodaro, Franco Padovan , Franz Za, Gabriella Grieco, Geltrude Vollaro, Gemma Laura Orfeo, Gennaro Flora, Gennaro Sarno, Giacomo Bianchi, Jessica Brunetti, Giampiero Lizzi, Keyser Soze, Gianluca Calvino, Gianluca Usai , Giano Vander,Ginevra Stroffolino, Giovanni Busembai, Giovanni Rainone, Giulia Chianese, Giulia Mastrantoni, Giuliana Gaudyer, Giuliani Mariagrazia, Giuseppe Cancello Giuseppe DJoNemesis Ciucci, Giuseppina Cesarano, Giuseppina Dell’Aria, Greta C. Zeta, Guido Moschini, Ilaria Grasso, Immacolata Frontoso, Irene Gelsomino, Ivan De Giulio, Janna Carru , Jessica Brunetti, Julian Rega, Kayla Connell, Laura Cristina Maisto, Laura Montuoro , Lea Uccella , Leonarda Morsi, Lidia Del Gaudio, Lina Kremleva, Lino Vitagliano , Lodovico Ferrari , Lorenzo Brunetti, Luca Lauri, Luca Sorbino, Lucia Amorosi, Luciana Cappabianca, Luigi Balo Fiorentino, Luigi Nalli, Luisa Ruggiero, Maddalena Costa, Manuel Nisi  , Marco Carella, Marco D’Alterio, Marco Melillo, Margherita Prokina, Maria Cristiana Grimaldi, Maria Grazia De Chiara, Maria Grazia Grosso, Maria Ines Pereira, Maria Mazzei, Maria Rainone, Maria Rosaria Spirito, Maria Russo, Maria Teresa Zonzi, Mariagiovanna Ferrante, Marilina Manzo, Marina Den Lille Havfrue, Marina Paolucci, Mario Emanuele Fevola, Marisa Pesola, Martina Ferrara, Massimiliano Mazzei , Massimo Allario , Massimo Ferraris , Massimo Zhuang, Maurizio De Angelis, Mauro Basso, Michele Vaccaro, Miriam Palombi , Muse, Nadia Finotto, Nicoletta Fanuele, Nicolò Maria Agresta, Nunzia Cesarano, Olimpia Solimene, Olympia Fox, Orkidea Nera, Paquito Catanzaro, Pasquale Aversano, Pasquale Iorio, Pasquale Panariello, Pasquale Rongo, Patrizia Drago, Patrizia Pellecchia, Piera Salerno, Pierfilippo Agosti, Pierluigi Faiella, Pietro Ammaturo, Pietro D’Agostino, Pietro Damiano, Pino Imperatore, Raffaele Formisano, Raffaele Iorio, Raffaella Breglia, Renato Rainone, Riccardo Guerriero, Robert Karasek , Roberta V. Ruggiero, Roberto Busembai, Romano Presta, Rosa Di Leva, Rosa Staffelli, Rosaria Pannico , Rosaria Rizzo, Rosaria Tarotto, Rossana De Filippo, Salvatore Antonelli, Salvatore Romano, Salvatore Stefanelli , Salvatore Tofano, Samuele Fabbrizzi, Sara Olivieri, Sarah Fusco, Sergio Mario Ottaiano , Silvia Coppola, Silvia Di Giacomo, Simona Scudeller, Soledad Cellerino , Sonia Barsanti, Stefania Adiletta, Stefania Fogliano, Stefano Moscatelli, Stefano Ronin Drei, Titouan Grimal, Umberto Palladino, Valentina Barile, Valentina Lacava, Valentino Rudyy, Valeria Barbera, Vincenza Davino, Vincenza Sannino, Vito Santoro,Vittoria Silviana Iorio.            

 I




I nanoracconti sono veloci, ideali per una vita frenetica come quella di oggi, fatta anche di lunghi momenti di attesa: in coda alle poste, seduti nello studio del dottore, aspettando l’autobus… Per questo ritengo che siano “contemporanei”, perfetti per il mondo in cui viviamo oggigiorno.
Ma come è nata l’idea? Leggiamo direttamente le parole di Pietro Damiano a riguardo:

"La novità dei nanoracconti, nati dall’idea di trovare una nuova modalità espressiva, è quella di legare la passione per la scrittura ai social network, alla comunicazione stringata di twitter o facebook, e risiede nella determinazione massima della lunghezza. ecco allora che il vincolo si fa regola, la regola – rigorosissima – che non consente di superare i duecentocinquanta caratteri, spazi inclusi. Lo scopo è di far sì che il lettore di nanoracconti non abbia il tempo di annoiarsi, visto che studi recenti dimostrano che l’utente medio destina non più di otto secondi della sua attenzione alla lettura dei post sui social. Duecentocinquanta caratteri possono sembrare pochi, ma consentono, attraverso la brevità, di offrire un messaggio chiaro, distinto e ben fruibile. Definito il vincolo della lunghezza, il secondo elemento da stabilire riguarda la forma letteraria utilizzata per scrivere. Non una poesia, non la rappresentazione di uno stato d’animo, non una riflessione da esprimere attraverso un aforisma, non una barzelletta, bensì un racconto, che seppure brevissimo e opportunamente definito nella sua struttura (un incipit, uno sviluppo e un epilogo) rappresenti una storia completa."

Il libro sarà presentato il 1 marzo presso Napoli, a via Toledo  , e sarà disponibile presso tutti gli store online, sul sito dell’autore e ordinabile in tutte le librerie, al coso di € 14.



Per concludere, la mia nanointervista inserita all'interno del volume!










martedì 23 luglio 2019


BLOGTOUR "CHI HA PAURA DEL LINCHETTO?"





Oggi abbiamo il piacere di ospitare la terza tappa del blogtour "Chi ha paura del linchetto?", il nuovo libro di Nps edizioni che come sempre è attenta alle tematiche del folclore italiano e delle tradizioni locali.



Titolo: Chi ha paura del linchetto?
Sottotitolo: Storie e ballate del folclore lucchese.
Autore: Joe Natta e le Leggende Lucchesi - Alessio Del Debbio
Editore: NPS Edizioni
Genere: Raccolta di racconti fantastici, disegni e testi di canzoni
Formato: cartaceo e digitale
Prezzo: 10 euro (cartaceo), 2,99 euro (digitale)
Pagine: 126
ISBN: 978-88-31910-18-7 (cartaceo) / 978-88-31910-19-4 (digitale)
Uscita: 15 luglio 2019
Illustrazioni interne di Silvia Talassi.
Grafica di copertina di Mala Spina.

Disponibile in digitale su tutti gli store di ebook.
Amazon (Kindle): da luglio
Disponibile in cartaceo in tutte le librerie online e fisiche.






Le leggende esercitano un grande fascino sugli abitanti di un posto, portandoli a vedere con occhi diversi la natura che sta loro intorno, i luoghi familiari, alla ricerca dei segreti che nascondono. Ma solo viaggiatori attenti possono incontrare le creature fantastiche che popolano la Lucchesia, le Alpi Apuane, la valle del Serchio: fate e folletti, streghi e serpenti volastri, ma anche diavoli e loro emissari.
La magia è ovunque e questo breve diario di viaggio vi aiuterà a non smarrirvi lungo la strada per l’ignoto. Perché ciò che non si conosce fa sempre un po’ paura…
Il volume contiene oltre trenta testi di canzoni di Joe Natta e le Leggende Lucchesi, disegni di Silvia Talassi e racconti di Alessio Del Debbio, ispirati al folclore lucchese.
Prefazione a cura del Prof. Paolo Fantozzi.


Estratto:

Sgocciola la notte nel grande calderone,
danzano le streghe sopra i rami del Quercione.
Inventano magie,
sussurrano malie,
incantesimi e leggende che sono un po’ tue e sono un po’ mie.

Biografie

Joe Natta e le Leggende Lucchesi 

Trio acustico formato da Joe Natta (chitarra, voce e armonica), Fabio Rapatmax (tastiera, melodica, kalimba, stilofono, stomp box, otamatone, cori e kazoo) e Ylis (violino, ukulele, ukulele baritono, basso, chitarra 12 corde, concertina, percussioni, otamatone, tin whistle e theremini).
Dal 2014 girano la Toscana per far conoscere le storie e le leggende lucchesi.








Alessio Del Debbio
Scrittore viareggino, appassionato di tutto ciò che è fantastico e oltre la realtà. Numerosi suoi racconti sono usciti in riviste e in antologie, cartacee e digitali. I suoi ultimi libri sono i fantasy “La guerra dei lupi” (Edizioni Il Ciliegio, 2017), “Berserkr” (DZ Edizioni, 2017) e l’antologia “L’ora del diavolo” (NPS Edizioni, 2018).
Cura il blog “i mondi fantastici”, che sostiene la letteratura fantastica italiana. Presiede l’associazione culturale “Nati per scrivere”, che organizza eventi e incontri letterari. Tiene laboratori e workshop di scrittura e lettura creativa e editoria, in giro per l’Italia.



 “Chi ha paura del Linchetto?”  è un volume nato dalla collaborazione tra l’associazione culturale “Nati per scrivere” e la band “Joe Natta e le Leggende Lucchesi”, impegnati da anni, ciascuno nel suo campo, nel recupero e nella valorizzazione delle storie e delle tradizioni popolari. 
Gli Ennepiessini e i Joenattesi
Dall’incontro delle loro passioni, ha preso vita il libro “Chi ha paura del Linchetto?”, un omaggio alle leggende e al folclore lucchese, un diario di viaggio che mescola canzoni, illustrazioni e racconti.
«Le leggende esercitano un grande fascino sugli abitanti di un posto, portandoli a vedere con occhi diversi i luoghi familiari che stanno loro intorno, alla ricerca dei segreti che nascondono. Ma solo viaggiatori attenti possono incontrare le creature fantastiche che popolano la Lucchesia, le Alpi Apuane, la valle del Serchio: fate e folletti, streghi e serpenti volastri, ma anche il diavolo e i suoi emissari» dichiara Alessio Del Debbio, scrittore e direttore editoriale di NPS Edizioni. «Questo volume è dedicato a tutti loro, agli eterni sognatori, convinti che la magia permei e renda più bello e vitale ogni luogo».
Il libro contiene i testi di oltre trenta canzoni di “Joe Natta e le Leggende Lucchesi”, band che da anni gira la Toscana per diffondere, a colpi di musica, l’amore per il folclore, e cinque racconti fantastici di Alessio Del Debbio, già autore della raccolta “L’ora del diavolo”.
Il volume è inoltre impreziosito da venti illustrazioni di Silvia Talassi, musicista e disegnatrice, che ha dato vita alle creature e ai luoghi del folclore lucchese, e dalla prefazione del Prof. Paolo Fantozzi, celebre studioso di leggende e tradizioni popolari. 

Nell'odierna tappa del blogtour dedicato, intervistiamo proprio l'illustratrice Silvia Talassi.

Buongiorno Silvia e benvenuta sul blog.    
Silvia Talassi
Parlaci un po’ di te, chi sei? Cosa fai? Dove vai?

Ciao a tutti, sono Silvia, il mio piccolo universo è pieno di passioni e amo la libertà che la fantasia concede cercando di esprimermi attraverso la magia che l’arte regala.
Passo dalla pittura alla fotografia, dalla pirografia su legno alla lavorazione della ceramica fino alla musica dove, circondata dai miei tanti e particolari strumenti, suono dentro e fuori la Toscana.

Come ti sei approcciata al disegno e all’illustrazione?
Fin da piccola ho sempre amato disegnare (anche sui muri di casa per la felicità dei miei genitori) e crescendo ho approfondito sempre più questa passione attraverso lo studio (non ho ancora smesso d’imparare) disegnando ogni volta che ne ho sentito il bisogno.

Cosa ti piace, in particolare, nell’illustrare?
Mi piace trasformare un’idea in realtà, il disegno ti permette di rendere vive le immagini o le sensazioni che ti percorrono dentro.

Se tu potessi scegliere, c’è un libro (fantasy, ma non necessariamente) che vorresti illustrare?
Sono sempre stata affascinata dalla Divina Commedia, ma illustrarla sarebbe un lavoro davvero impegnativo…però mai dire mai! Se invece penso al Fantasy mi lascerei ispirare da una delle opere supreme… Il Signore degli Anelli.

Parlaci del progetto “Leggende Lucchesi”. Come sei entrata nella band?
Il progetto “Leggende Lucchesi” nasce da un’idea di Joe Natta, appassionato da sempre di storie e folclore toscano. Io sono veneta ma vivendo da molti anni a Lucca mi sono fatta trascinare in questo mondo magico pieno di creature straordinarie, folletti, mostri, streghe e sogni.
Quando Joe ha deciso di portare live le sue canzoni, sapendo che suono (o meglio cerco di suonare) diversi strumenti, mi ha praticamente costretta a esibirmi con lui e Fabio Rapatmax (l’altro componente del trio). Esibirmi con loro mi ha dato la possibilità di conoscere luoghi e persone fantastiche. Non ho ancora imparato a gestire l’ansia pre-concerto…ma alla fine devo ammettere che mi diverto sempre molto quando, sommersa dai miei strumenti, suono con loro.


C’è una leggenda a cui sei particolarmente affezionata?
Ne ho molte ma se devo sceglierne una direi quella di Lucida Mansi. Forse perché è una delle prime leggende che mi è stata raccontata quando, accompagnata da una bellissima luna piena, ho fatto per la prima volta il giro delle mura di Lucca.
Quando visito le città mi piace sempre immaginarle nello splendore delle epoche antiche… e ancora oggi quando passeggio di notte per Lucca molte volte mi sembra di vedere Lucida che tra le vie, con il suo vestito dalla gonna ampia, corre e cercando di scappare dal diavolo.

Come è stato curare le illustrazioni per “Chi ha paura del Linchetto? Ti sei divertita?
All’inizio la richiesta mi ha colta di sorpresa perché è stata la mia prima esperienza come illustratrice di un libro. Le leggende le conoscevo tutte e anche i luoghi raccontati li ho visitati più e più volte, quindi la difficoltà è stata più a livello tecnico rispetto che emotivo. Non sapevo bene che stile dare al tutto, alla fine ho scelto il carboncino, un materiale semplice che però permette di giocare con le ombre ed esprimersi a contrasti. Mi sono divertita molto anche se quando finivo i disegni sembravo più uno spazzacamino che un’illustratrice!

Le fate di Fontana Buglia



Progetti e idee per il futuro?
Non so dove mi porterà il futuro…ma per ora mi lascio trascinare dal vento e spero continui a farmi volare su questa strada piena di arte, sogni e magia.

Grazie per essere stata ospite del blog “Infiniti universi fantastici”.
Grazie per aver letto fin qui…non ho la pozione magica di Alice per restringervi e farvi passare dalle serrature delle porte, ma se volete entrare un po’ nel mio mondo cliccate qui www.negliangolidellastanza.it



Non perdete le prossime tappe del blogtour e recuperate le precedenti!

  • 16 luglio: “Presentazione del progetto” – Blog “I mondi fantastici”
  • 19 luglio: Joe Natta presenta le “Leggende Lucchesi” – Blog “Bosco dei sogni fantastici”
  • 23 luglio: Intervista a Ylis, musicista e disegnatrice – Blog “Infiniti universi fantastici”
  • 26 luglio: Alcune leggende lucchesi – Blog “La bancarella del libro”
  • 30 luglio: I racconti di Alessio Del Debbio – Blog “Pensieri sconnessi” 

Uno dei più recenti video di Joe Natta e le leggende lucchesi, Edron :










martedì 23 giugno 2020



BLOGTOUR “L’ALTRA ANIMA DELLA CITTA’ DI FRANCESCA CAPPELLI-
ULTIMA TAPPA, LA RECENSIONE

Un urban fantasy ambientato a Firenze... e nelle sue molteplici dimensioni



 Carissimi, oggi ho il piacere di partecipare con la mia recensione alla tappa conclusiva del blogtour dedicato a L’altra anima della città di Francesca Cappelli, blogtour di cui vi invito a recuperare le tappe precedenti qualora ve le foste perse (v. immagine sopra).
In ogni modo, ecco la sinossi e un estratto.

 Nel giorno del suo diciannovesimo compleanno, Elia Chiari, un liceale fiorentino, viene aggredito da una vecchia in Piazza Santa Croce. Da quel momento, inizia ad avere visioni di versioni alternative della città e a incontrare bizzarri personaggi che nessun altro vede.
Il ragazzo cerca di ignorare le strane presenze sovrannaturali, concentrandosi sull’imminente esame di maturità, sugli amici e sulla sua sgangherata rock band, ma “l’altro mondo” continua a presentarsi con prepotenza, finché il Raduno dei Magici Fiorentini non lo mette al corrente del suo ruolo: egli è una Memoria, custode delle storie e dei ricordi di Firenze e delle vite che vi sono vissute, e come tale ha il potere di viaggiare tra tutti i mondi possibili.
Proprio quei mondi adesso sono in pericolo, minacciati da qualcuno che sta uccidendo tutte le Memorie, cancellando le storie e i ricordi dell’umanità. Davanti a Elia si apre una strada splendida e rischiosa, e percorrerla è l’unico modo per impedire il crollo dei mondi.

«Quindi io posso viaggiare liberamente tra le città?»
«Sì. Città che sembrano perse in epoche antichissime, ma che in realtà hanno avuto semplicemente una storia diversa da questa. Città magiche, città tecnologiche, città rumorose e città silenziose. Città guidate da uomini saggi e città nelle mani di tiranni. Città strabilianti, mediocri, all’avanguardia, degradate, invitanti, pericolose, piene di segreti, spaventose. Tante quante sono gli universi. E gli universi non finiscono mai».


Questo è proprio il  genere di romanzo di quelli che piacciono a me: ambientazione italiana, tanti personaggi interessanti, magia, molta fantasia e diversi messaggi più o meno sottesi.
L’altra anima della città è ambientato a Firenze, ma non solo nella “nostra Firenze”, chiamata la Firenze Madre, bensì in molteplici versioni di essa. Il protagonista, il giovane maturando Elia, a causa di un’anziana donna che lo ferisce prima di morire acquisisce dei poteri e inizia a vedere cose strane. In seguito scopre di essere una “memoria”, ed entra a far parte del Raduno dei Magici Fiorentini. Inizia così, volente o nolente, la sua nuova vita, anche se lui vorrebbe continuare a comportarsi da adolescente e pensare alla sua rock band dal meraviglioso nome greco, gli “Apokatizo”(vi lascio la curiosità di conoscerne il significato… oppure prendete il Rocci e cercatelo 😉 ), e alla sua ex.

Firenze è molto presente in questo romanzo, c’è con le sue bellissime chiese, come quella di Santa Croce in cui spesso i membri del gruppo si ritrovano poiché è un incrocio tra le dimensioni, e c’è nei suoi numerosi vicoli, negozietti di chincaglierie turistiche e librerie, che l’eccezionale fantasia dell’autrice trasforma in luoghi pregni di magia. 

Santa Croce a Firenze

Proprio in uno di questi negozietti lavora e vive Damiano, un giovane uomo che da mago potente ed egoista si trova a volersi redimere tramite un difficile e doloroso percorso, insieme a Samuele, uno degli sventurati che hanno firmato un patto con lui e ora hanno perso tutto. Eccessivo, ostinato, ironico e autoironico, Damiano è il mio personaggio preferito della storia, molto ben delineato.
Questo romanzo deve essere anche un po’ magico esso stesso: dopo aver letto una scena da cardiopalma ambientata in una libreria, ho trovato casualmente online un’immagine che me l’ha ricordata tantissimo!


Come dicevo i personaggi sono molti. Ci sono buoni e cattivi? Sì e no, nel senso che il nemico non sempre è così palesemente malvagio e soprattutto i buoni non sono sempre dalla parte della ragione e del bene superiore.
Il romanzo si divide in due parti, avrebbe potuto essere una dilogia, invece per fortuna è uscito in un unico volume!
La prima parte possiamo dire che è dedicata alla scoperta del mondo magico e di tutti i personaggi che vi ruotano intorno, nella seconda c’è più coralità: dopo aver conosciuto le regole che dominano il mondo magico e i suoi strambi personaggi,  ci lasciamo trasportare dalla trama in un’appassionante ricerca da cui dipende il destino di tutte le Firenze.
Il romanzo è autoconclusivo, ogni nodo verrà al pettine. Ma con tutta questa ricchezza di personaggi, sarebbe senz’altro interessante leggere racconti brevi che narrino vicende parallele o svoltesi prima dell’inizio di questa storia, anzi lo spero vivamente perché sono personaggi da cui è difficile staccarsi.
Lo stile è scorrevole, le parole che sceglie l’autrice sono perfette per descrivere luoghi, fatti, combattimenti magici, personaggi, sono riuscita a vedere benissimo tutte le scene narrate. Come mi piacerebbe se ne traessero una serie tv!

Francesca Cappelli
Nella storia emergono molti temi che interessano l’autrice, che si possono riassumere con un: vivete la vostra vita come volete, amate chi volete, e non state a sentire quello che dice la gente su di voi. 
 Poi c’è la musica, altra arte molto amata e praticata da Francesca Cappelli, che tra l’altro è riuscita a scrivere delle rime perfette, cosa non facile.

Anche il tema della memoria è molto bello: una città esiste veramente solo se ci sarà gente che avrà tanti ricordi su essa; una città non è composta solo dalla macro-storia, ma anche dalle piccole storie personali delle persone che ci abitano o ci hanno abitato, che la rendono viva e unica. Cancellare la memoria delle città significherebbe privarle della loro essenza.
Infine, emerge in ogni pagina tutto l’amore dell’autrice per Firenze e per le sue bellezze.
L’edizione è curatissima e la cover di Mala Spina riproduce perfettamente l’idea alla base del romanzo.



In conclusione, straconsiglio questo romanzo, adatto da 14 anni in su, anche qualcosa in meno.



Ricapitoliamo:
 
  • Titolo: L’altra anima della città
  • Autore: Francesca Cappelli                         
  • Genere: urban fantasy
  • Editore: Nps edizioni
  • N. di pagine: 322
  • Prezzo ebook: €2,99
  •            Cartaceo (dal 1 luglio 2020) €14
  • LinK: Amazon










martedì 2 luglio 2019




RECENSIONE: QUANDO BETTA FILAVA di ALESSIO DEL DEBBIO






Genere: antologia di racconti, fantasy, miti e leggende, storico, distopico, horror, folklore
Editore: Nps edizioni
Pagine: 212
Data di uscita: maggio 2019
Prezzo ebooK: € 2,99
               Cartaceo: € 14
Link: Amazon
            www.npsedizioni.it 


Il nuovo libro di Alessio Del Debbio riprende i miti e le leggende toscane che abbiamo trovato ne L’ora del diavolo (qui la recensione) , spaziando stavolta in tutta la regione e diversificando i generi, mantenendo però centrale il folklore locale.
Questo recita la sinossi official:

Molto tempo fa, il mondo era pieno di meraviglie: folletti che burlavano i paesani, donne depositarie dei segreti delle erbe, cavalieri erranti in cerca di gloria e diavoli tentatori. Non era raro, per gli incauti viandanti, imbattersi in chimere e serpenti volastri, strigi e mannari. Ma solo chi aveva occhi attenti, e mente aperta, poteva ammirare i tesori nascosti negli anfratti delle Alpi Apuane e in Maremma, immergersi negli abissi del mare e camminare per l’antica Tirrenide.

Nelle pagine di questo libro rivivono storie e leggende dimenticate, creature fantastiche che popolavano la Toscana e, chissà, magari la popolano tutt’oggi, sfuggendo allo sguardo distratto dell’uomo moderno.

Quando Betta filava” contiene quindici racconti fantastici ispirati a leggende del folclore toscano, che offrono uno spaccato dell’immaginario della regione.

“Quando Betta filava” contiene i racconti: Il diavolo vede lungi, La lupa di sangue, La vera storia di Burlaman, Il tesoro nel castello, La rificolona, Il labirinto del re, L’ultimo cavaliere, La camera rossa, Il tempio del destino, Anime nella bufera, Sulle tracce della Tirrenide, L’ombra della sera, L’amore di Lencio Meo, Oltre gli stretti; L’ultima Kinzica.

Ritroviamo quindi tutte le creature fantastiche che popolano il folclore della regione dell’autore, più altre mai citate finora.
Essendo le storie di Alessio Del Debbio facenti parte di un unico universo, troviamo anche personaggi che appaiono in altra forma, o anche no, nelle sue altre opere.


  • Già dal primo racconto, Il diavolo vede lungi, i protagonisti sono Jonathan e Leonardo, personaggi di Anime contro (recensione qui) riproposti in questo contesto lucchese urban fantasy , in cui sono cacciatori di diavoli; viene citata anche la Lucida Mansi di cui abbiamo letto in un racconto de L’ora del diavolo.
L’azione si svolge tutta intorno alla Torre Guinigi e ai suoi lecci e alla Cattedrale di San Martino; rilevanti sono i riferimenti ai personaggi storici, Paolo Guinigi e la seconda moglie. Nella loro caccia i due vengono attaccati prima dalle strigi, e poi… non spoileriamo! Un bel racconto, denso di storia e belle descrizioni. Mi è venuta voglia di visitare i luoghi citati.

  • La lupa di sangue è uno dei miei racconti preferiti. La protagonista è una giovanissima donna, Laide, innamorata di un uomo misterioso , amore contrastato dai genitori che la cacciano quando resta incinta… Racconto emozionante col suo finale macabro, ma che ci sta tutto. Compaiono anche i Figli di Cardea, villains della saga Ulfhednar War (le recensioni del primo volume  e del secondo). W l’amour in tutte le sue forme!

  • La vera storia di Burlaman è un racconto molto originale, una sorta di post apocalittico ambientato a Viareggio in cui il supereroe locale è proprio l’incontrario di come tutti si aspetterebbero un supereroe! Divertente.

  • Il tesoro del castello è un racconto ricchissimo di folclore locale: ci sono le montagne piene di leggende, c’è il caprone nero, c’è la gallina dai pulcini d’oro e c’è Sandorino, già nominato ne L’ora del diavolo, così come Giosalpino. La morale di questa avventura sta tutta nell’amore per la natura : il ragazzo la rispetta e da essa viene ricompensato e aiutato nel momento del bisogno. Anche per l’autore la Natura è molto importante, essendo presente non solo come sfondo ma come agente vero e proprio, tramite le sue creature, in quasi tutti i suoi romanzi e racconti. Per me, gran voglia di passeggiare per i boschi toscani e dopo scofanarmi di tordelli…

  • La protagonista de La rificolona è l’erborista Calotta, che come tutti gli anni a settembre va a Firenze alla fiera della Nunziata insieme a contadini provenienti da altre zone della regione. Qui viene derisa da un gruppo di bulli fiorentini (i bulli ci sono sempre stati, in ogni epoca, purtroppo…), umiliata e ferita, ma, ricordando le parole della madre, non china la testa e mormora parole arcane, trasformando in qualcos’altro la sua lanterna a forma di gatto… Anche in questo racconto , che mi è piaciuto moltissimo, emergono la saggezza popolare, il rapporto con la natura e quello tra madre e figlia; c’è pure qui il tema della diversità e quello delle nuove religioni  che soffocano gli antichi rituali pagani.

  • Il labirinto del re è un racconto… etrusco: due giovani, Ciacco e Tosco, sono in cerca di qualcosa nel sottosuolo di Chiusi. Ci sono richiami storici, si citano personaggi e luoghi dell’antichità, si nota insomma lo studio alle spalle. Finale a sorpresa.

  • Ne L’ultimo cavaliere il protagonista è Aloisio, personaggio che già conosciamo per averlo letto in Ulfhednar War, ma qui siamo  molti secoli prima; può quindi trattarsi di un prequel che riguarda il personaggio. Aloisio incontra il prode Galvano, proprio quello della Tavola rotonda di Arturiana memoria, e va con lui in giro a salvare la gente dai malvagi, tra cui anche i Figli di Cardea (v. sopra). Una bella rivisitazione della leggenda di San Galgano, in un posto in cui vorrei andare da un sacco di tempo. Racconto lungo e molto bello.

  • La camera rossa è un racconto breve un po’ horror e fantasmatico: Lapo e Duccio fanno la guardia a un antico maniero, e si metteranno ovviamente nei guai. Anche qui ci sono leggende e personaggi locali.

  • Il tempio del destino è un altro dei miei racconti preferiti. Adele è una giovane donna rimasta incinta di un nobile, che in preda alla disperazione si affaccia al  pozzo dell’occhiomalo. Una voce la salva: è quella della defunta nonna, che le appare davanti viva e vegeta. Insieme a lei compierà un percorso che la cambierà nel profondo e prenderà una decisione definitiva. Molto bello, a tratti struggente. Anche in questo racconto sono presenti la Natura, la magia, il rapporto nonna/nipote, il Fato, magiche creature, antiche leggende locali e un po’ di storia.

  • Anime nella bufera è un racconto che compare anche in Bestie d’Italia vol 1, vi rimando  al post dedicato per la recensione!

  • Sulle tracce della Tirrenide è il secondo racconto etrusco della raccolta: siamo a Cosa, vicino Ansedonia, e una coppia di giovani, Martin ed Elena, cercano la strada per l’antica Tirrenide, una sorta di Atlantide del Tirreno. Cosa troveranno?... Ovviamente un racconto archeologico-etrusco  non può che appassionarmi!

  • L’ombra della sera  è un racconto molto originale, un po’ onirico, in cui Vanni si aggira in una Volterra in preda alla distruzione a causa di forze oscure scatenate dalla divinità  di nome Aradia. Finale a sorpresa, proprio un racconto interessante.

  • L’amore di Lencio Meo è una bellissima storia-leggenda che tratta di un amore contrastato e di un patto col diavolo, tra i monti e i prati delle basse Apuane. Anche questo un racconto  molto emozionante, uno dei miei preferiti.

  • Oltre gli stretti  parla di una sorta di maledizione che ha reso il protagonista immortale; in prima persona ci parla di come ha girato il mondo, conosciuto e amato persone che poi sono morte lasciandolo solo. Un racconto struggente e malinconico.

  • L’ultima Kinzica è un racconto diverso da tutti gli altri: si tratta di un post-apocalittico (siamo nel 3153 a Pisa) in cui i protagonisti, Marco , Paolo e Remo cercano qualcosa nella cosiddetta “città dei Barattoli”, o meglio nel suo sottosuolo. Avvincente, ricco di azione, un po’ di horror e colpi di scena.

Direi che Quando Betta filava è un’antologia molto ricca, mostra l’amore dell’autore per la sua terra e la conoscenza che ha di essa, storica, geografica e folcloristica. 
Natura , legami parentali e d’amicizia, passato e presente sono il fulcro di tutti i racconti, in contesti storici differenti e sempre molto accurati. I personaggi sono vividi e ci si immedesima facilmente con loro, partecipando delle loro peripezie.
Circa  l’edizione, è molto accurata; carina  la cover di Marco Pennacchietti, con una donna che sostiene un filo che congiunge lupi, cavalieri e altri personaggi, come se facessero parte di un'unica vicenda.
Consiglio senz’altro antologia a tutti coloro che amano il fantastico , specie se italico.
Vi ripropongo l’intervista che ho da poco effettuato ad Alessio Del Debbio nel blogtour per il lancio del libro stesso:

1)     Ciao Alessio e bentornato su IUF. Innanzitutto toglimi una curiosità: perchè “Betta” e non “Berta”, poiché il detto dice “quando Berta  filava”?


Grazie per l’ospitalità. È sempre bello navigare in “Infiniti universi fantastici”.

Dunque, l’antologia si chiama “Quando Betta filava” perché, per quanto in italiano si dica Berta, in Toscana, e in particolar modo nella zona della Lucchesia, si dice Betta. Essendo io originario di queste zone, e dato l’argomento dei racconti, che recuperano storie del folclore e delle tradizioni popolari locali, mi piaceva dare, fin dal titolo, la giusta atmosfera, accogliendo il lettore anche con lo stile adeguato.


2)   Questa antologia può considerarsi il seguito ideale de “L’ora del diavolo”?


Volendo, si può vedere in questo modo. Si tratta sempre di racconti fantastici, sempre ispirati al folclore e alle tradizioni locali, ma se “L’ora del diavolo” verteva più sulla zona Versilia, Lucca e Alpi Apuane, con “Quando Betta filava” ampliamo al resto della Toscana, ritrovandoci a vagare per la campagna senese e aretina, per la Maremma o le isole dell’arcipelago toscano, con giganti, chimere, lupi e altre creature fantatiche.


3)   Nei tuoi romanzi e racconti troviamo molto spesso dei camei di personaggi dell’uno o dell’altro romanzo, e anche qui ci sono rimandi e citazioni. Chi troviamo, e perché questa scelta?


Certo. I camei non mancano mai. Mi diverto troppo a recuperare ambientazioni o personaggi, citandoli in nuove storie, magari anche fuori dal loro mondo. In “Quando Betta filava” compaiono Jonathan e Leonardo, protagonisti dei miei romanzi per ragazzi (come “Anime contro), qua in veste di cacciatori di creature sovrannaturali, nel racconto d’apertura dell’antologia: “Il diavolo vede lungi”, ambientato a Lucca. Poi vengono citate la Busdraga, Lucida Mansi, la Guerra del Fatonero. In qualche modo i racconti si considerano tutti avvenuti, sia pur essendo storie autonome e indipendenti, tutti appartenenti allo stesso universo narrativo.


4)   Tra i vari racconti ce n’è uno un po’ atipico, quello del Burlaman. Ma chi è?


Burlaman è il supereroe viareggino, ispirato in parte a Superman, in parte a Burlamacco, la maschera ufficiale del Carnevale di Viareggio. Il suo costume infatti è a righe bianche e rosse, i colori di Burlamacco, ma anziché essere aitante come Superman è un ometto di mezza età, un po’ tracagnotto, goloso e mangione, che preferisce stendere i supereroi a colpi di coriandoli (esplosivi) e rutti al cipollotto che non faticare troppo! I suoi superpoteri, però, risiedono nell’amore per la sua città e nel tentativo di difenderne gli abitanti dalle forze del male.


5)   Ne “L’ora del Diavolo”  i personaggi femminili sono quasi tutti abbastanza negativi, in “Quando Betta filava” invece  sono meglio definiti , più approfonditi e sfaccettati. È una mia impressione o dopo l’uscita de “La guerra dei Lupi” hai curato di più i personaggi femminili?


Mah, non saprei dire. La mia simpatia va sempre ai protagonisti maschili, ma sicuramente anche i personaggi femminili rivestono la loro importanza nelle storie. In “Quando Betta filava” abbiamo, ad esempio, Carlotta, una potente strega (forse un’officiante) vissuta nella Firenze del Diciassettesimo Secolo; la povera Laide, messa in fuga dalla madre, che le ha augurato “ti prendessero i lupi”, e Kinzica de’Sismondi, una grande eroina pisana, detta “la Salvatrice”. Alla fine, credo, maschi o femmine, l’importante è creare personaggi ben costruiti, ben delineati e inseriti nel giusto contesto.



6)   Perché è importante il folclore italiano?


Per non dimenticare la nostra storia, le nostre radici, le nostre tradizioni. Perché la Cultura è anche questa, non solo ciò che si insegna nei libri di scuola, è importante anche la piccola storia, quella della gente comune, che la sera si ritrovava a veglia, attorno al fuoco, e tirava fuori le loro ansie, le loro paure, esorcizzandole in stilemi del folclore popolare.

Per avere anche un approccio diverso al fantastico, che non sia il solito fantasy clone di Tolkien. Infine, per offrire alle generazioni che verranno qualcosa in cui credere, qualcosa su cui riflettere e che magari li distolga dallo schermo di un pc e che ricordi loro che al mondo c’è altro. Qualcosa di più magico e misterioso. Basta solo saperlo cercare.


7)    La Toscana è veramente una terra ricca di folclore, e come abbiamo visto nell’antologia “Bestie d’Italia” anche le altre regioni. Pensi di scrivere prima o poi una tua antologia personale sul folclore italiano e non solo della Toscana?


Perché no, in futuro non sarebbe male. O anche realizzare un’antologia di racconti per ciascuna regione! ^^

Al momento comunque non è nei miei progetti. A livello di antologie, le prossime uscite riguarderanno storia, leggende e mitologia germanica, dell’area tedesca, e storie di uomini e lupi.


8)   Progetti futuri?


A fine anno ci sarà una bella sorpresa, per gli amanti di “Berserkr”, ma non posso ancora anticipare niente o la boss della Dark Zone mi uccide! ^^

È in fase di scrittura il terzo e conclusivo capitolo di “Ulfhednar War” (di cui vi do un indizio: il titolo è composto da quattro parole, come negli altri due libri!) e un nuovo progetto sulle leggende lucchesi, in collaborazione con la band “Joe Natta e le leggende lucchesi”, che vedrà la nascita quest’estate.


Grazie per l’ospitalità!


Grazie a te per aver risposto a tutte queste domande!


Per concludere, un estratto del libro e una breve bio dell’autore.

Se non li avete già lette, correte a recuperare le precedenti tappe del blogtour! 😉

Estratto:

Col tempo, Jonathan aveva imparato che il diavolo esisteva davvero, in forme orribili e diverse, come esistevano torme di disperati pronti a evocarlo e a chiederne i favori. Aveva cacciato ed era stato cacciato, aveva visto gli orrori celati negli abissi del mare e nei boschi delle Alpi Apuane, creature dimenticate che attendevano nell’ombra il soffio del vento del riscatto.


Biografia:  




Alessio Del Debbio, scrittore viareggino, appassionato di tutto ciò che è fantastico e oltre la realtà. Numerosi suoi racconti sono usciti in riviste e in antologie, cartacee e digitali. I suoi ultimi libri sono la saga fantasy contemporanea Ulfhednar War, composta da “La guerra dei lupi” e “I Figli di Cardea” (Edizioni Il Ciliegio, 2017), l’urban fantasy “Berserkr” (DZ Edizioni, 2017) e l’antologia “L’ora del diavolo” (NPS Edizioni, 2018).

Cura il blog “i mondi fantastici”, che sostiene la letteratura fantastica italiana. Presiede l’associazione culturale “Nati per scrivere”, che organizza eventi e incontri letterari con scrittori locali. Tiene laboratori e workshop di scrittura e lettura creativa e editoria, in giro per l’Italia.


Contatti:


Blog “I mondi fantastici”: www.imondifantastici.blogspot.it

Pagina Facebook “I mondi fantastici – Alessio Del Debbio”: https://www.facebook.com/alessio.deldebbio