lunedì 8 aprile 2019


MOSTRA di ILLUSTRAZIONI di
ALICE WALCZER BALDINAZZO






A VICENZA UNA MOSTRA SULLE ILLUSTRAZIONI DI ‘GIOVANI INVERSI’ PER DIRE NO AL BULLISMO

LE OPERE TRATTE DEL LIBRO EDITO DA NPS IN ESPOSIZIONE AL CUCÙ FINO AL 30 GIUGNO

La lotta al bullismo passa anche attraverso l’arte e un grosso slogan  #nobullism può essere appeso alle pareti di un locale alla moda con le sembianze di illustrazioni pop, originali e all’avanguardia. Per essere guardato, assimilato come monito e per unire le persone, grazie alla creatività, in quella che è una battaglia dell’umanità intera. È quello che succederà, dal 27 marzo fino al 30 giugno, al Cucù di Piazza delle Erbe, a Vicenza. Il locale, infatti, ospiterà le illustrazioni di Alice Walczer Baldinazzo tratte dal libro ‘Giovani Inversi – Poesie in tempi di bullismo e altre prepotenze’, scritto dalla giornalista e scrittrice Romina Lombardi ed edito da NPS Edizioni.

Nei tre mesi di allestimento, Alice Walczer Baldinazzo -  che ha già firmato molte importanti collaborazioni con musei internazionali e realtà culturali del territorio -  sarà presente in alcune giornate per dialogare con il pubblico. Inoltre, per tutti coloro che, tra una degustazione e l’altra, vorranno approfondire il tema, sarà disponibile in mostra anche il libro ‘Giovani Inversi’ per sfogliare e scoprire le poesie che hanno ispirato l’illustratrice. Evento clou della mostra sarà la presentazione - aperitivo tra musica, parole, illustrazioni, che si terrà il 22 maggio alle ore 19.00 alla presenza di entrambe le autrici.

“La scelta di arricchire i muri del locale con le illustrazioni di Alice Walczer Baldinazzo e le parole di Romina Lombardi – spiega Angela Ferrari, Event &Project manager del Cucù -  nasce dalla voglia di far conoscere questo progetto che non si ferma al solo aspetto artistico ed estetico ma che porta forti contenuti rivolti all’aspetto sociale ed umano dei testi. L’intento del Cucù, infatti, è quello di dare la possibilità ai propri fruitori di conoscere nuove realtà e di poterle apprezzare proponendo una riflessione più profonda. Cosa che è già avvenuta anche in passato con altre esposizioni originali finalizzate a esaltare il folto bacino di artisti della zona, ospitando illustratori come Ivan Bigarella e Alessandra Nardotto, passando per i graphic designer 2Bros, ai decoratori di chitarre Mattia Franchin Guitars, fino ai fotografi Davide Cappellari, Ilaria Meridio, Marco Dal Maso e Andrea Garzotto”.



“La mostra-evento al Cucù, che ringraziamo per la lungimiranza e per il grande impegno, a volte controcorrente, nel proporre cultura, è un’altra, importantissima tappa di questo progetto chiamato Giovani Inversi – spiegano le autrici Romina Lombardi e Alice Walczer Baldinazzo insieme ad Alessio del Debbio, Direttore di Nps Edizioni -  Non solo un libro illustrato ma un impegno quotidiano, che si trasforma in incontri nelle scuole, nelle librerie, nei locali, nei consultori, nelle fiere, ovunque ci chiamino per non spegnere mai il riflettore su un tema sociale che non accenna a diminuire e per portare la nostra testimonianza sul problema, purtroppo vissuto anche in prima persona”.

Giovani inversi. Poesie in tempi di bullismo e altre prepotenze” è una silloge poetica, un originale connubio artistico di due giovani donne per combattere i soprusi dei nostri tempi, come il bullismo. Il volume è ordinabile sul sito NPS Edizioni (www.npsedizioni.it) ed è in distribuzione nelle librerie e su tutti gli store. Il libro rappresenta anche la prima uscita della collana “Gli straordinari”, di NPS Edizioni, un progetto congiunto dell’Associazione Nati per scrivere e del Magazine L’ordinario (www.lordinario.it), volto alla valorizzazione delle persone e delle loro storie.

La nostra recensione di Giovani Inversi : qui.

Una poesia di Romina Lombardi tratta dal libro: qui 


 Per info e prenotazioni Cucù:
Angela Ferrari – Mail: we.dir.art@gmail.com

giovedì 4 aprile 2019



RECENSIONE: CAPTIVE STATE






Genere: fantascienza, azione
Produzione: Usa
Durata: 109’
Regia: Rupert Wyatt
Cast: John Goodman, Ashton Sanders, Vera Farmiga



Mi mancava un film come questo, senza battaglie spaziali, ambientato sulla Terra in mano agli alieni, con atmosfere cupe, un po’ cyberpunk anni ‘70-‘80, incentrato sulla resistenza terrestre.
Non che manchino battaglie e scene d’azione, anzi, ce ne sono e girate bene. Ma la fantascienza non è solo astronavi nel cosmo.


La Terra è da nove anni in mano agli alieni, che vivono sottoterra; le parti politiche si sono riappacificate e compattate, arrendendosi subito agli invasori e consegnando loro il pianeta, non solo: combattono la resistenza con metodi da “grande fratello” e mostrano alla popolazione quanto benessere abbia portato l’incontro con questi esseri inquietanti.
L’ambientazione è statunitense, le altre città vengono citate sporadicamente e non è chiaro cosa succeda altrove.


Nello specifico, siamo a Chicago; i protagonisti sono Gabriel, che da bambino, nove anni prima, ha assistito all’uccisione dei genitori da parte degli invasori alieni, e il capo della polizia William Mulligan. Il ragazzo vive di espedienti e cerca di partire per andare “dall’altra parte del lago” quando scopre che la resistenza, della quale  suo fratello morto faceva parte, è ancora attiva col nome di Fenice, e cerca di realizzare un attentato durante un raduno allo stadio.
D qui partono tutta una serie di accadimenti, conosciamo man mano i membri della resistenza in una sequenza di scene concatenate molto interessante, scopriamo qualcosa su questi alieni e sui sistemi di controllo fino ad arrivare alla scena madre.

John Goodman è William Mulligan


Originale? No. Lo spettatore più smaliziato (tipo me) capirà sin dalle prime scene dove si andrà a parare, ma per gli altri i colpi di scena non mancano.
Quel che ha più senso è ovviamente la metafora: quella della popolazione dominata da un’altra (nazisti?) e quella dei potenti che si alleano col nemico per continuare a vivere nel loro benessere, fregandosene di chi è povero o di chi verrà dopo.
I personaggi vengono introdotti mano a mano e non si ha mai il tempo di affezionarsi a loro perché non sono molto approfonditi, ho pensato che una miniserie tv forse sarebbe stata più completa da questo punto di vista; il grande schermo però ci fornisce scene più ampie e spettacolari.
Quel che mi è piaciuto del film, oltre al messaggio, è la confezione: bravi attori, ottimo script che svela man mano, senza spiegoni, le atmosfere cupe ben sottolineate dalla fotografia, una colonna sonora che non infastidisce.

Giudizio finale: da vedere, da gustare, senza aspettarsi grosse novità se si è spettatori … di lungo corso.


martedì 2 aprile 2019



SEGNALAZIONE: L'ULTIMA CHANCE, racconto di ILARIA VECCHIETTI










TITOLO: L’ultima chance…
EDITORE: Self publishing con Amazon
DATA DI PUBBLICAZIONE: 13 marzo 2019
GENERE: Racconto narrativa generale / Contemporaneo / Romance / Fantascienza Apocalittica
PREZZO CARTACEO: 5,00€
PREZZO EBOOK: 0,99€
NUMERO DI PAGINE: 88


Buongiorno amici lettori, oggi vi parlo del nuovo racconto di Ilaria Vecchietti, L'ultima chance. Scopriamo la sinossi:

 Avete mai vissuto un amore impossibile? E nonostante

questa consapevolezza gli siete stati sempre vicino, 

soffrendo in silenzio?

A Irene è successo, eppure sono stati gli anni più belli della 

sua vita.

Ora è riuscita a tornare a casa, tutto solamente per rivedere il 
suo unico grande amore.

L'incipit è questo:

Eccomi di nuovo qui.

Non pensavo che sarei tornata in questa valle, tra le verdi montagne ricoperte di pini, querce, noci e noccioli, dove le loro fronde offrono riparo a scoiattoli e uccelli. In questi boschi vivono anche molti altri animali: cinghiali, caprioli, volpi… chissà se stanno già avvertendo la fine? Si sa che loro percepiscono tutto prima, come per i terremoti.
Non lo sapremo mai.
Sono qui ora. Dopo anni sono tornata. Avevo lasciato tutto per inseguire i miei sogni lavorativi, che conciliavano con le mie passioni. Il disegno, disegnare fumetti e inventare storie.














Conosciamo meglio l'autrice, Ilaria Vecchietti.  



 Ilaria Vecchietti è nata il 19 Agosto 1988 in provincia di Vercelli, nella bella Valsesia, una lunga vallata percorsa dal fiume Sesia fino ai piedi del Monte Rosa.
Diploma di Ragioniere e Perito Commerciale, Laurea in Scienze dell’Amministrazione e Consulenza del Lavoro con una tesi in Diritto Penale del Lavoro.
Grazie a sua mamma è cresciuta in mezzo ai libri. Fin da piccola, quando le raccontava le fiabe, ha fatto in modo che si appassionasse alla lettura.
Legge diversi generi, ma il suo preferito è il fantasy, in tutte le sue sfumature.
Ha scoperto per caso che le piace anche scrivere, e da quando l’ha scoperto non si è più fermata nell’inventare storie e avventure.
Il suo romanzo d’esordio è L’Imperatrice della Tredicesima Terra (2016), edito Aletti Editori.
Si tratta di un fantasy autoconclusivo dove la protagonista, oltre salvare il suo mondo, deve ritrovare se stessa.
Da giugno 2016 ha aperto un blog letterario dal nome Buona lettura, dove pubblica principalmente recensioni dei libri che legge, ma non solo, segnala le nuove uscite (sia da parte di case editrici e sia di autori esordienti autopubblicati) e anche eventi librosi o interviste.
Il 24 luglio 2017 in collaborazione con Claudia Piano (autrice di molti romanzi, fra cui spicca Armonia Saga) e altri autori, ha pubblicato una raccolta di racconti fantasy facente parte del mondo di Armonia Saga, dal titolo Un giorno ad Armonia, (il suo racconto si intitola: La Sinfonia Incatenante).
Il racconto prende in prestito i personaggi inventati da Claudia e li porta in un mondo nuovo.
A novembre 2017 pubblica tramite Amazon il secondo romanzo fantasy: L’Isola dei Demoni.
Un'altra storia autoconclusiva dove le vite di vari personaggi si intrecciano e, superando il loro passato, dovranno salvare la loro terra.
Il 21 luglio 2018, sempre in collaborazione con Claudia Piano, esce la seconda raccolta di racconti fantasy Un giorno ad Armonia – Vol. 2 (il suo racconto si intitola: La Valle del Tempo Perduto).
Prendendo ancora in prestito i personaggi della saga di Armonia, Ilaria li coinvolge in una ricerca miracolosa per salvare il mondo della Musicomagia.
L’ultima chance… è il primo racconto di Ilaria che si discosta totalmente dal genere fantasy da lei prediletto e si avvicina al romance, sotto forma prevalente di un lungo monologo della protagonista, anche se il finale appartiene alla fantascienza apocalittica. Il tema principale rimane in ogni caso l’amore che vince su ogni cosa.

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giovedì 28 marzo 2019



COVER REVEAL: 
IL SIGILLO DELLE CENTO CHIAVI
di DANIELA TRESCONI



E' con vero piacere che Infiniti Universi Fantastici partecipa al cover reveal del nuovo romanzo di Daniela Tresconi, edito da Panesi edizioni!
Qui i dati del romanzo:



Titolo: IL SIGILLO DELLE CENTO CHIAVI 
Autore: Daniela Tresconi
Editore: Panesi Edizioni - www.panesiedizioni.it
Formato: ebook e cartaceo
Prezzo: € 2,99 - € 10,00
Isbn: 9788899289867
Genere: narrativa, mistery, storico
Data di uscita: aprile 2019

Ci aggiorniamo ad aprile con un articolo il giorno dell'uscita del cartaceo, prevista per sabato 27, mentre l'ebook sarà disponibile a inizio mese.
Vi aspetto, save the date!

mercoledì 27 marzo 2019

BLOGTOUR BESTIE D'ITALIA VOL. 1
- SECONDA TAPPA



Siamo lietissimi di presentare la seconda tappa del blogtour "Bestie d'Italia", dedicato al racconto di Marco Bertoli

L'antologia  “Bestie d’Italia” vol 1 contiene dieci racconti di scrittori italiani, appassionati di fantastico e folclore.




Titolo: Bestie d’Italia – volume 1
Autore: Autori vari
Editore: NPS Edizioni
Genere: antologia di racconti fantastici
Pagine: 208
Formato: cartaceo e digitale
Prezzo: 14 euro (cartaceo) / 2,99 euro (digitale)
ISBN: 978-88-31910-156 (cartaceo) / 978-88-31910-163 (digitale)
Uscita ufficiale: 1 aprile 2019 (ebook), 15 aprile 2019 (cartaceo).
Autore cover: Marco Pennacchietti

Disponibile su tutti gli store di ebook
Disponibile su tutti gli store di libri, in libreria (distribuzione Libro.co) e sul sito NPS Edizioni

Quarta di copertina:
Lupomanaio, marabbecca, munacielli.
Sono solo alcune delle creature fantastiche che popolano le regioni d’Italia. Escono dai grimori, balzano fuori dai ricordi dei nonni, protagoniste di storie e leggende che per secoli si sono tramandate di bocca in bocca, incrementando la ricchezza culturale della penisola.
Il progetto “Bestie d’Italia” parte da qui, dal recupero delle tradizioni folcloristiche italiane, per raccontarle a chi non le conosce, per guardare con occhi diversi il nostro territorio, pregno di storia, misteri e magia.
La prima tappa di questo viaggio nel folclore d’Italia ci porterà in Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Calabria e Sicilia, sulle tracce di lupi, draghi e mostri marini.

Ecco l'elenco dei racconti e degli autori.

Lupomanaio, di Marco Bertoli

Il pozzo, di Gianluca Malato

Anime nella bufera, di Alessio Del Debbio

Jackie Chan contro Dracula, di Mala Spina

Nella bocca del dragone, di Giuseppe Chiodi

Ambrosia, di Elena Mandolini

L’illusione di Morgana, di Giuseppe Gallato

Le figlie della lupa, di Alessandra Leonardi

Il mistero di Atlanta, di Daniela Tresconi

La Mala Grotta, di Monica Serra




E veniamo all'intervista con Marco Bertoli, che ci parla del suo

racconto "Lupomanaio".


        1) Come è nato il tuo racconto?

Il racconto, come la maggior parte delle mie opere, è nato alla fermata dell’autobus che prendo per recarmi al lavoro. Immaginate una mattina ancora buia, i lampioni stradali accesi, un passante che ha al fianco un pastore tedesco, le ombre dell’uomo e del cane che si fondono in una forma mostruosa e il gioco è fatto. Beh, almeno lo spunto!

     2) Di cosa parla?

Di una maledizione che uno sciamano ha lanciato contro il proprio assassino e i suoi discendenti.
     
3) Quali creature fantastiche conosceremo leggendolo?

Un lupo mannaro dei più classici non fosse che, oltre all’argento, ha paura delle altezze.

        4) Dove è ambientato il racconto?

Nei dintorni di Pontremoli, cittadina della Lunigiana, all’epoca dell’assedio posto da Federico Barbarossa per punire gli abitanti del loro tradimento.

         5)  Perché questa scelta?

Per due motivi. Il primo è che le mie radici sono lunigianesi: da parte di madre discendo, infatti, dai marchesi Malaspina, signori di quelle terre. Il secondo perché mi piace scrivere racconti storici, sia fedeli alla realtà sia con modifiche e aggiunte fantastiche.

      6) Piccolo estratto. 

   Nel silenzio percepì sul corpo il fiorire di setole che lo rivestirono con una folta pelliccia dalle sfumature corvine. L’irrobustirsi in fasci della muscolatura delle braccia e delle gambe. L’allungarsi in artigli ricurvi delle unghie delle mani e dei piedi. Il deformarsi dei lineamenti del viso sino ad assumere le fattezze di un grifo feroce nelle cui orbite scintillavano iridi gialle. Il crescere in zanne dei canini e dei loro compagni. L’aguzzarsi dei padiglioni auricolari e l’appiattirsi del naso. Uno schiocco da ramo troncato di netto pose termine alla metamorfosi subita da Buonfancello.

    7)  Quale canzone ci suggerisci di ascoltare in sottofondo alla lettura del tuo racconto?

“Blue moon” di Bobby Vinton e “Bad moon rising” dei Creedence Clearwater Revival utilizzate da John Landis per la colonna sonora di “Un lupo mannaro americano a Londra”.

Bad moon rising: https://youtu.be/5BmEGm-mraE

Biografia:
Marco Bertoli è geologo. Vive a Pisa. Numerosi suoi racconti hanno vinto con-corsi, o si sono classificati finalisti, e sono stati pubblicati in centocinquanta antologie e riviste.
Tra i suoi numerosi romanzi: La Signora che vedeva i morti (Felici Editore), vincitore del Premio Scrittore Toscano 2012 selezione online e quello della Giuria al Concorso “Città di parole”, 2013; L’avvoltoio. Delitti all’alba della scrittura, un giallo storico, e 1886. Quando le Lunatermiti invasero la Terra, entrambi editi dall’associazione culturale “I doni delle muse”.

Per “Bestie d’Italia – volume 1” ha scritto il racconto “Lupomanaio”.


Seguite tutte le prossime tappe del Blogtur, la prossima è sul blog Bosco dei sogni fantastici il 29 marzo!








martedì 26 marzo 2019


 READ MORE WOMEN    #RMW





Promuoviamo anche noi di Infiniti universi fantastici l'iniziativa Read More Women, per dare maggiore visibilità alle scrittrici meritevoli. #RMW


Lei di Monica Serra, Il signore dei racconti di Elena Mandolini,
Una felicità leggera leggera di Loriana Lucciarini, Oracoli di Alessandra Leonardi



Di seguito alcune recensioni e articoli di romanzi scritti da donne pubblicati su IUF, una piccola parte di tutti quelli pubblicati nei quasi tre anni di attività!

Lei di Monica Serra (Altrimedia)

Il Signore dei racconti di Elena Mandolini (DAE)

La linea del destino di Daniela Tresconi (Panesi)

Piccarda e Clementina di Paola Bianchi (Self)

L'accusa del sangue di Giovanna Barbieri (Self)



lunedì 25 marzo 2019



ARCHEOLOGIA ETRUSCA  PARTE  II-
LA  DIVINAZIONE



 Bentrovati archeo-lettori, dopo l’articolo del mese scorso (qui), proseguiamo con un nuovo appuntamento... etrusco: parleremo della   divinazione, sempre rifacendoci all’intervento del dott. Marco Arizza in occasione dell’evento Cronache Etrusche.

La divinazione etrusca è un sistema di credenze che ha lasciato poche tracce, con materiali peraltro difficili da interpretare.
Le  fonti greche e romane, quindi indirette, ci parlano di una tradizione che vede il dio Tages (Tagete), figlio di Genius e nipote di Giove, dettare i paradigmi della cosiddetta “Etrusca disciplina” ai 12 popoli della federazione etrusca.




La disciplina si divide in due macro aree: la lettura dei segni terrestri e quelli celesti.

Gli operatori di culto addette alle pratiche divinatorie aruspicine, gli Haruspices appunto, sono noti da numerose fonti iconografiche di cui riportiamo alcuni esempi.



Si distinguono per il copricapo a punta, una tunica con mantella probabilmente di animale sacrificato tenuto da fibule. Appartenevano a ceti di alto rango ma erano anche di umili condizioni, i cosiddetti Vicani Haruspices cioè aruspici da villaggio.
Le loro mansioni prevedevano il sacrificio di un animale e la “lettura” del fegato.

Uno degli esempi più noti è il cd. Fegato di Piacenza: un modellino di fegato ovino in bronzo probabilmente con funzioni didattiche. Vi sono incise le 16 regioni nelle quali era diviso, secondo la disciplina etrusca, il Cosmo, ognuna delle quali presidiata da una divinità, come si vede dal “nastro” esterno. 
La suddivisione e le sottopartizioni presenti nel modellino di Piacenza trovano corrispondenza nella canonica suddivisione della volta celeste descritta dalla Disciplina.
Fegato di Piacenza


Aule Lecu
Per quanto concerne i nomi di questi sacerdoti, abbiamo svariate fonti: il sarcofago apparteneva a Aule Lecu , così come la statuetta in bronzo reca l’iscrizione incisa Vel Sveitu oppure una iscrizione su un marmo di un sepolcro ( c.d. iscrizione di Pesaro) dalla quale si desume il nome del sacerdote: Larth Cafate.

Iscrizione di Pesaro



L’epatoscopia, ovvero la lettura del fegato, era una pratica comune anche ai romani che veniva svolta dagli Augures, ma con modalità differenti: a Roma era la risposta a una domanda, in Etruria una vera e propria divinazione: ad es. colore scuro  indizio nefasto, epatomegalia   segno favorevole.

La religio etrusca era basata sui Libri Vegoici
Vegoia
 la ninfa Vegoia (Veceuvia) era l’ispiratrice dei libri fulgurales, dunque si riferivano ai fulmini ma la tradizione riferisce anche di profezie relative alla pratica della “limitazione” e cioè della divisione delle terre secondo un ordine cosmico indicato direttamente dal dio Tinia.

Circa il ruolo delle donne in Etruria, non vi sono notizie di donne sacerdotesse, ma forse Tanaquil, moglie di Lucumone (a.k.a. Lucius Tarquinius Priscus) figlio del corinzio Damarato, era una sacerdotessa che convinse il marito a trasferirsi a Roma grazie ai suoi vaticini.
In generale, le donne etrusche godevano di maggior libertà rispetto alle greche e romane di pari periodo; partecipavano ai banchetti sulle klinai accanto ai mariti e non avevano accesso alle cariche pubbliche. Era però affidata loro un’attività sacra, il taglio delle carni.

Il Santuario federale della Lega etrusca, il Fanum Voltumnae, si trova presso Orvieto (Volsinii, Velzna) in località Campo della Fiera.

Campo della Fiera, Orvieto

Gli scavi sono in corso, qui un link per seguirli.
In questa località si teneva la riunione annuale dei capi della dodecapoli etrusca, e si svolgevano fiere, mercati, spettacoli ecc.
Il Santuario era dedicato al dio etrusco Veltune, per i Romani Voltumna o Vertumnus: il culto venne trasferito a Roma nel 264 a.C. dopo la conquista di Volsinii.

Un paio di curiosità.

·       Nortia era una divinità etrusca assimilabile a Salus, a Tyche o alla Fortuna Primigenia di Preneste, il suo tempio dovrebbe trovarsi nei pressi di Bolsena. Secondo tradizione nel tempio si conficcavano chiodi ogni anno per scandire il tempo, quanto mancava quindi alla fine della civiltà etrusca da loro già calcolata e prevista. (Livio, Ab Urbe condita).
·       Il Lucumone. Sarebbe il re in età arcaica, ma sono stati avanzati dubbi sul termine: Lauchme era un nome personale riservato ai personaggi di basso lignaggio.
Lo Zilath era invece il  magistrato nelle età successive, corrispondente all’incirca al praetor romano.

Per il momento è tutto, alla prossima volta con altri argomenti storico-archeologici. Di cosa parleremo?... A sorpresa! ;-)


 Immagini prese dal web inserite a scopo illustrativo, gli schemi sono di Rosanna Guerzoni.