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mercoledì 10 febbraio 2021

RECENSIONE: BESTIE D'ITALIA VOL. 3


 L’antologia di racconti fantastici ispirati al folklore italiano è arrivata al terzo volume

 

 


 

 Cari lettori,

 ebbene sì, il progetto Bestie d’Italia è giunto al suo terzo e ultimo volume, completando la serie iniziata lo scorso anno coi primi due volumi, da noi recensiti qui.

Stavolta le Regioni sono quelli dell’area Adriatica, più la Sardegna che era rimasta fuori dalle precedenti antologie; i racconti sono sempre illustrati da Marco Pennacchietti.

 

Andiamo a vedere i racconti uno per uno.

 

Il racconto d’apertura è Il sortilegio della Biddrina di Giuseppe Gallato, che ci porta nella sua Sicilia. Questo terribile, enorme serpente che si annida nelle profondità di una solfatara è sì malvagio, ma a suo modo aiuta i reietti, offrendo loro vendetta. Un racconto molto scorrevole, intenso, su cui riflettere.

 

Segue Francesca Cappelli con Assedio notturno, una storia che ho trovato molto poetica: un immigrato vive in una casetta spoglia a Crotone, cerca di integrarsi e nel tempo libero legge un libro di leggende sulle creature locali. Alcuni folletti gli fanno visita… e solo grazie a loro comprende una cosa molto importante. Anche questo è un racconto dallo stile scorrevole che tratta un tema importante in modo delicato e positivo.

 

Il terzo racconto, Bakunin aveva ragione di Giuseppe Chiodi, cattura il lettore sin dalle prime righe. Un protagonista atipico dallo strano nome indaga per conto del CSCAP (che sarebbe il CICAP suppongo) sui ritrovamenti che avvengono sulla riviera romagnola nei pressi di Cattolica, ove si dice sia sprofondata Conca, l’antica Crustumium, e lo fa insieme a un giovane archeologi e a un altro strano tipo, l’Om de Bosch detto Bakunin. Conoscevo poco e niente la vicenda di Conca e dei sassi di valburna, sono andata ad approfondire e l’ho trovata molto affascinante, così come il racconto in questione, dal finale inaspettato. Uno dei miei racconti preferiti, avvincente e interessante.

 

Il quarto racconto è L’urlo della vita di Alessio Del Debbio, che ci porta nel misterioso entroterra sardo, ricco di creature spaventose. La principale è Erkitu, il Dio Toro che compare anche in copertina, ma ce ne sono molte altre. Il racconto è un altro tassello che si aggiunge alla saga Ulfhednar War: i protagonisti sono infatti Daniel e Marina, e i toni sono gli stessi del romanzo: avventura, battute e dramma. Anche questo è uno dei miei racconti preferiti.

 

 Il quinto racconto è Respiro d’inverno di Elena Mandolini, un racconto ambientato a Schiavi d’Abruzzo che vede protagoniste tre donne di tre generazioni diverse, una nonna, una mamma e una bambina, che devono vedersela con una terribile creatura notturna. Le atmosfere sono horror, quelle predilette dall’autrice; le descrizioni sono molto immersive, sembra davvero di trovarsi nel gelo invernale, nelle notti buie, insonni e terrorizzanti. La nonna rappresenta un antico sapere, è depositaria del passato e delle tradizioni, troppo spesso dimenticate dalle nuove generazioni. Molto belli gli originali nomi dei personaggi, sicuramente frutto di approfondite ricerche. Ho adorato questo racconto!

 

Segue Il Cavallo d’argento di Alessandro Ricci, ambientato a Trevi (Umbria): questo racconto è un sequel di quello in Bestie 2, ritroviamo infatti Francè e Alberto da Giussano che gli narra un’avventura entusiasmante in cui ha combattuto contro un terribile mostro, la marroca. Ma chi è veramente il mostro in questa storia? Un tema che ritroviamo in molti racconti del progetto Bestie d’Italia. Stile scorrevole, creature e location interessanti, colpi di scena per questo avvincente racconto.

 

Segue Il giorno della Taranta di Alessandra Leonardi, ovvero moi, e non posso recensirmi il racconto :-P ma posso dirvi qualcosa su di esso.

L’ambientazione è pugliese, nello specifico siamo nel basso Salento; io amo molto la Puglia e ci sono andata in vacanza diverse volte. In questo racconto di genere fantasy contemporaneo ho messo insieme molte creature del folklore pugliese, tra cui il folletto Tummà e la fata Dusica: il folletto, piccolo e dal lunghissimo naso, amante dell’oro, è la creatura dalle cui lacrime sono nati gli ulivi pugliesi secondo le leggende; Dusica è la fata che gli porge il fazzoletto per consolarlo.

Lo stile è ironico, divertente, non mancano combattimenti e momenti più drammatici;  il tema principale è quello dell’ambiente.

S’intitola Il giorno della Taranta perché gli avvenimenti accadono il giorno che precede la famosa notte della Taranta, famosissimo evento folkloristico che si tiene ogni anno a Melpignano (LE), d’estate.

 

Il racconto successivo è La natura vince su tutto di Maria Pia Michelini, qui torniamo in Abruzzo, a Castelnuovo di Volturno, durante la festa del Gl’Cierv. In questo poetico e drammatico racconto troviamo un ragazzo emarginato perché strano, e la rivincita della Natura. Una storia su cui riflettere.

 

Segue Fuga da Malaperla di Debora Parisi, che ci porta in Sicilia in un periodo non ben specificato (si parla di Impero), nello specifico nella prigione nell’isola di Malaperla. Un racconto originalissimo, molto intrigante, sorprendente con protagoniste delle sirene, ma non come le intendiamo noi!

 

 Chiude la raccolta Caccia al drago di Monica Serra: dove avrà scovato un'altra leggenda draghesca la nostra Signora dei draghi? In Basilicata! Il racconto è ambientato nel ‘400 e vede il conte Eligio della Marra protagonista della caccia al drago a Stigliano, insieme a una donna, margherita, e alo strampalato fra Guglielmo. Un racconto particolare, da due POV diversi, quello del conte al passato e quello di Margherita al presente, che vivacizzano la narrazione, ricca di descrizioni bellissime, immersive e a tratti poetiche. Un altro dei miei racconti preferiti.

 

Un’antologia nel complesso ben congegnata, su cui spiccano temi come la Natura, l’emarginazione, l’incredulità di fronte a certe cose fuori dall’ordinario.

Si conclude qui il progetto di riscoperta del folklore italiano? Ma certo che no! Quest’anno uscirà – ta-daaaaannnn!- il nuovo progetto targato Nps edizioni, annunciato in diretta durante una delle live Facebook di Culturalmentre (a proposito, le seguite, sì? Sulle pagine Fb Nati per scrivere e l’Ordinario)…. Rullo di tamburi…

Sulle streghe d’Italia!!!

E ci sarà un mio racconto? Ma cerrrto che ci sarà!

Fatemi sapere nei commenti se siete curiosi di sapere quale altro autore parteciperà!

 

Recap

 

  • Titolo: Bestie d’Italia volume 3
  • Autore: AA.VV.
  • Genere: fantastico, folklore, fantasy, miti e leggende, fantasy contemporaneo, storia
  • Editore: Nps edizioni
  • Data di uscita: dicembre 2020
  • N. di pagine: 201
  • Prezzo: € 14
  • ebook: € 2,99
  • Link: Nps edizioni
  •         Amazon 

lunedì 6 aprile 2020




RECENSIONE: BESTIE D’ITALIA VOL. 2


Il folklore italiano in una raccolta di racconti fantastici edita da Nps 



 Cari lettori,
continua il nostro viaggio nel folklore italiano col secondo volume del progetto di Nps edizioni, Bestie d’Italia.


Questa volta le storie sono ambientate nel Nord Italia, come si evince dalla bella cover di Marco Pennacchietti che ritrae un drago glaciale e propongono tante creature incredibili delle leggende locali.


Il primo racconto è La leggenda del Re di Bliss di Giuseppe Gallato, un’ambientazione futuristica che permette di riscoprire insieme al protagonista, il Cacciatore, diverse bestie citate nel volume 1; qui se la dovrà vedere con un basilisco. Un racconto avvincente che mi è piaciuto molto e di cui l’autore parla ampiamente qui su IUF nell’intervista in occasione del blogtour dedicato al libro.





Il secondo è L’orcul di Len di Giuseppe Chiodi, ambientato a Sutrio, nel Friuli Venezia Giulia. Il protagonista Oderico è un uomo ossessionato dalla perfezione nel creare i suoi personaggi dl Presepio, attività peculiare del luogo, che lo porterà a incontrare molte creature fantastiche. Un racconto molto particolare in cui viviamo il turbamento del protagonista, il terremoto del ’76 e una terribile creatura che si risveglia. Molto affascinante, sia per stile che per le creature magiche proposte.



Il terzo racconto , Il mostro del fiume di Alessandro Ricci, è un fantasy dal gusto classico, in cui un giovane, Francè,  è affascinato dalle gesta di un cacciatore di mostri, e insieme a lui cercherà di sterminarne un paio: Il Gigatt e il Bargniff. L’ambientazione è la valle del Po, a Sancto Zenono (l'odierna San Zenone). Molto scorrevole, bel racconto.



Segue La fiera bestia del milanese, uno dei miei racconti preferiti della raccolta. Alessio Del Debbio continua a offrirci dei pezzi dell’infinito puzzle che sono le sue opere, tutte in qualche modo collegate da una serie di citazioni, rimandi, spin-off, e anche questo racconto, scritto benissimo e molto avvincente, fa parte di questo insieme.



Maria Pia Michelini ci porta nel Trentino con I suoni della montagna, una storia di un’amicizia molto particolare con un risvolto inaspettato che mi è piaciuta molto, anche per lo stile di scrittura.



Segue Le nebbie di Parma di Alessandra Leonardi, alias la sottoscritta. Il titolo è un chiaro omaggio a Le nebbie di Avalon, ma non c’entra niente con quella storia! Si tratta di un urban fantasy ambientato ai giorni nostri ma con richiami al passato: sono presenti infatti alcuni personaggi storici, tra cui Matilde di Canossa e la leggenda del suo anello. La “bestia” che ho inserito è il Mazapegul, un essere un po’ gatto e un po’ scimmia  tipico della Romagna, anche se qui è in trasferta in Emilia 😜
Ho scelto di ambientarlo a Parma perché è la città di origine di mia madre, e non è l’unica storia che ho ambientato lì: in un’antologia di Historica ce n’è un altro dal titolo simile, Nebbia, ma parla di tutt’altro: è di genere narrativa ed è una storia di ripicche e invidie tra giovani calciatori.
Tornando a questo racconto, ci sono anche molte altre creature fantastiche, ma non voglio spoilerare troppo!



Segue Il caso del Basilisco di Debora Parisi, un fantasy ambientato nei monti delle Dolomiti in cui due guerriere affrontano appunto un basilisco e non solo; molto carino, scorrevole e inaspettato  il cliffhanger a metà storia.



La ninfa e il cacciatore di Micol Fusca è ambientato nel Trevigiano e la creatura protagonista è un martoreo. Si parla di una scomparsa misteriosa di molti anni prima e di un’indagine che porterà a una scoperta inquietante. Mi è piaciuto molto.



Segue L’eredità di Dolasilla di Luciana Volante, in cui una giovane, Caterina, eredita dalla nonna una misteriosa scatola a causa della quale si troverà ad avere a che fare con una creatura volante, l’Habergeiss. Bellissima e vivida l’ambientazione, siamo in Alto Adige tra monti, malghe e verdi valli.


Chiude l’antologia un altro dei miei racconti preferiti, Il santo di nessuno di Francesca Cappelli. Anna deve scegliere se salvare i suoi odiosi compaesani da una terribile creatura che appare nella sua zona, la Valle dell’Isarco, sempre nell’Alto Agide. In questo racconto c’è un chiaro messaggio dell’autrice, riguardo la gente pettegola e prevenuta. Bello stile e bel racconto.


Prossimamente uscirà Bestie d’Italia vol 3, con ambientazione Italia meridionale, e vi anticipo che anche qui ci sarà un mio racconto, stavolta ambientato in Puglia!

Recap:

  • Titolo: Bestie d’Italia vol 2
  • Autori: Gallato, Chiodi, Ricci, Del Debbio, Michelini, Leonardi, Parisi, Fusca, Volante e Cappelli
  • Editore: Nps edizioni
  • N. di pagine: 189
  • Prezzo di Copertina: € 14
  • Link: Amazon
  •         Nps edizioni










lunedì 17 aprile 2023

RECENSIONE: FANTASMI D'ITALIA DI AA. VV.

 

Un’antologia di racconti sui fantasmi basati sulle leggende del folklore italiano

 

 


 

 

E di chi altri poteva essere l’idea? Ma di Nps edizioni, naturalmente!

Dopo le Bestie d’Italia (la recensione dei volumi uno, due e tre) e le Streghe d’Italia (la recensione), non potevano mancare i Fantasmi d’Italia.

 

 

L’antologia si compone di 15 racconti ed è leggermente più corposa delle precedenti.

 

I racconti sono:

 

  • L’un contro l’altro armati di Marco Bertoli
  • La barca di Caronte di Franco Giacoia
  • La maledizione di carini di Giuseppe Gallato
  • L’anima in castigo di Elena Mandolini
  • Azzurrina di Alessandra Leonardi
  • Temi i vivi di Alessandro Ricci
  • La juaria di Maerna Delrio
  • Nos contra todos di Francesca Cappelli
  • Bocca grand di Maria Pia Michelini
  • Non è colpa mia di Debora Parisi
  • Il rigattiere e ‘o munaciello di Raffaele Longo
  • La reminiscenza di Laura Rizzoglio
  • La dama velata di Micol Fusca
  • La notte della Pimpaccia di Monica Serra
  • Duca di amori passati di Alessio Del Debbio

Gli autori scavano nel passato delle loro terre, o di altre regioni che conoscono, per farci scoprire fantasmi poco noti, ma anche vere e proprie celebrità. Lo fanno con storie ambientate ai giorni nostri ma con richiami al passato più o meno lontano, perché il collegamento tra ieri e oggi, se si parla di fantasmi, anime in cerca di pace o di vendetta, è una conseguenza naturale: non c’è più una fine per questi spiriti, condannati a ritornare in eterno nei loro luoghi di patimento o di … godimento, a meno che non intervenga un vivo a spezzare il ripetersi degli eventi.

 O anche no.

Castelli, luoghi storici, palazzi abbandonati, stradine di paesi sperduti sono le location che troveremo in questi racconti.

 

Siete pronti a un tour per l’Italia… da brividi?

 

 

Apre la rassegna L’un contro l’altro armati di Marco Bertoli. L’autore è solito suddividere i racconti in diverse linee temporali, partendo anche da tempi remotissimi, e anche questo non smentisce l’usanza. Ambientato in Lunigiana, a Treschietto, il fantasma di cui ci narra è un malvagio nobile vissuto nel ‘600, il cui fantasma continua a uccidere con violenza donne e uomini. Anche ai giorni nostri, e ne faranno le spese due turisti milanesi.Un racconto intenso, un horror che fa paura, mi è piaciuto molto.

 

Segue La barca di Caronte di Franco Giacoia. Appassionato delle leggende di mare della sua zona, San Benedetto del Tronto, ci racconta di una nave fantasma che appare in certe notti, e lo fa tramite il racconto di un nonno… particolare al nipotino.

Stile scorrevole, interessante e avvincente.

 

Con La maledizione di Carini, Giuseppe Gallato è alle prese con uno dei fantasmi più famosi d’Italia, quello della Baronessa di Carini, protagonista tra l’altro di un noto sceneggiato degli anni ’70 trasmesso dalla Rai, di cui esiste un remake del 2007; entrambi sono disponibili su Rai Play.

L'impronta di Laura Lanza Baronessa di Carini


Apprezzo molto i racconti di Giuseppe, che uniscono brani descrittivi dallo stile ricercato a sequenze d’azione concitata. Un soprintendente è obbligato ad assistere alla ricerca da parte di un gruppo di “acchiapapfantasmi” delle tracce di Laura Lanza, la donna uccisa barbaramente nel ‘500 dal suocero a causa di un tradimento. Anche qui sono presenti scene davvero da brivido!Uno dei miei racconti preferiti dell’antologia.

 

Anche Elena Mandolini, nel suo L’anima in castigo, ci narra di un fantasma famosissimo, quello di Beatrice Cenci. La storia è ambientata ai giorni nostri: una sensibile studentessa vede cose e inizia a sentirsi male.

Beatrice Cenci in carcere di Achille Leonardi (non è mio parente)


Lo stile dell’autrice emerge dalle sue dettagliate descrizioni, che immergono completamente il lettore nella storia, facendogli percepire il dolore e le altre sensazioni della protagonista.Anche qui sono presenti sfumature horror da brivido. Un ottimo racconto.

 

Segue Azzurrina di Alessandra Leonardi, ovvero il mio racconto.

Ritratto di Azzurrina nel castello di Montebello (RN)


Anche io quindi mi sono cimentata con uno dei fantasmi più famosi d’Italia, quello di Azzurrina, bambina albina vissuta nel castello di Montebello, in quel di Rimini. La storia è ambientata nell’estate 2021, e i protagonisti sono i tre personaggi che avevo creato per il racconto di Bestie d’Italia n. 2, Le nebbie di Parma: Don Loris, Adua e Zaira diventano tre strampalati acchiappafantasmi, e scopriranno un losco traffico dietro all’apparizione della piccola Azzurrina che ha provocato un infarto a un visitatore del castello.

Il racconto tratta di un tema molto drammatico di cui pochi sono a conoscenza; i tre protagonisti sono tuttavia molto sopra le righe, strampalati, quindi non mancano momenti divertenti a stemperare la situazione.

In questo romanzo non c’è horror, quindi non aspettatevi scene ansiogene; l’orrore di cui si parla è un altro.

Da notare che anch’io, come Gallato, ho inserito nel racconto una ricerca da ghostbusters in un antico castello ove vivrebbe un noto fantasma. Non ci eravamo messi d’accordo, giuro!!

 

Il racconto successivo è Temi i vivi di Alessandro Ricci, ambientato in Liguria, e precisamente nei pressi di Genova, dove c’è una casa infestata in quel di via dei Giovi. 

la Ca' delle anime a via dei Giovi (GE)


Un racconto molto ben scritto, con un punto di vista estremamente particolare, che avvince il lettore non senza diversi brividi. Un ottimo racconto.

 

Segue La Juaria di Maena Delrio, che ci porta ancora nella sua Sardegna,  terra ricca di misteri e leggende. Introdotti al luogo da un’ambientazione vivida, facciamo la conoscenza di una biddemortos e delle leggende locali su una carovana di fantasmi molto pericolosa… Personaggi ben delineati e finale con sorpresa. Un ottimo racconto. 

 

Nos contra todos di Francesca Cappelli è un racconto molto particolare, si tratta di una sequenza di mini-racconti incentrati su un luogo speciale in Toscana, il castello di Sammezzano e dei suoi…abitanti, in vari periodi, e viene sottolineato come non si riesca a visitare il sito se non a fasi alterne in quanto semi abbandonato: una vera e propria denuncia da parte dell'autrice.

Il castello di Sammezzano (FI)


 In questo racconto c’è una vena ironica e leggera che stempera il drama. Viene davvero voglia di visitare il castello, speriamo riescano ad aprirlo al pubblico  definitivamente!

 

In Bocca grande di Maria Pia Michelini facciamo la conoscenza di due personaggi, una ispettrice e un agente, che si recano a Castel Neuhaus a Bolzano, dove vengono accolti, oltre che dai gestori, da una bambina molto strana e inquietante. Non manca un fantasma femminile diverso dal solito: qui non è una donna abusata come in genere sono le fantasme (si può dire? Boh! io lo dico), tutt’altro! Il finale l’ho trovato aperto, probabilmente i personaggi compariranno altrove oppure ci sarà un seguito o un ampliamento, chissà!

 

Troviamo una fantasma anche in Non è colpa mia di Debora Parisi. Siamo a Torino, nel bellissimo Palazzo Barolo, e la protagonista è la signora del palazzo.

La sala degli specchi a Palazzo Barolo (TO)


 Il racconto è narrato in prima persona, e l’autrice è riuscita a caratterizzare alla perfezione il personaggio, entrando nelle pieghe della sua anima sofferente. Il racconto è uno dei più emotivamente coinvolgenti.

 

 

Raffaele Longo, nel suo Il rigattiere e o’ munaciello, ci porta a Napoli, dove facciamo la conoscenza di uno sfortunatissimo fantasmino, a volte malvagio (coi malvagi) ma caritatevole coi buoni. Raccontato in stile un po’ favolistico un po’ cronachistico, scopriamo che il piccoletto non porta neppure troppo rancore e dà anche i numeri al lotto!

 

Di fantasmi in La reminescenza di Laura Rizzoglio ce ne sono a bizzeffe. Viviamo assieme al giovane protagonista una notte orribile, in cui gli abitanti del castello piemontese in cui è ambientata la vicenda vennero sterminati dai saraceni e ancora si agitano in giro per il palazzo reale di Moncalieri (la location è spiegata dall’autrice in una tappa del blogtour dedicata, recuperatelo). Una leggenda davvero cruenta, che dovrebbe essere ambientata più o meno nel X secolo, che non conoscevo affatto: non sapevo che i Mori si fossero spinti fino in Piemonte. Scene horror!

 

 Micol Fusca ci porta in Veneto, in quel di Treviso, col suo La dama velata, racconto in stile epistolare in cui un’anziana pittrice un po’ naif scrive alla nipote di custodire i suoi quadri della Dama Velata, e le narra la sua tragica vicenda col marito Damiano e di quella strana figura che le apparve molto tempo prima, a volte benevola a volte un po’ meno. Il castello e la leggenda di riferimento sono quelli di Collalto a Susegana. Racconto molto scorrevole e avvincente.

 

Una fredda note di gennaio, una donna in fuga da un amante violento e Piazza Navona sono al centro di La notte della Pimpaccia di Monica Serra. La donna, un’attrice di teatro, fa la conoscenza di una dama misteriosa vestita di nero, che pare volerla aiutare. Monica Serra non racconta la storia di Olimpia Maidalchini Pamphilij, troppo famosa; preferisce rielaborane il personaggio in maniera interessante e contemporanea, strizzando l’occhio a una delle figure femminili più notevoli di Roma: l’ambiziosa donna, nel XVII secolo, divenne la cognata di papa Innocenzo X, e in seguito assunse un ruolo di tale importanza che venne soprannominata la Papessa.

Ritratto di Donna Olimpia

Il racconto è scritto magnificamente ed è molto avvincente.

 

Chiude la carrellata Duca di amori lontani di Alessio Del Debbio, che ha scelto Trieste per raccontarci di due fantasmi nobilissimi che si aggirano nel Castello di Miramare, Massimiliano I d’Asburgo e la moglie Carlotta, due sfortunatissimi coniugi molto innamorati e dal tragico destino. 

Il castello di Miramare a Trieste


Fanno la loro conoscenza tre ragazze, Veronica e Francesca da Viareggio (che potete trovare nel romanzo Anime contro, Nps Edizioni, qui la recensione) in gita per il weekend e la loro amica guida turistica Lara. Un racconto molto coinvolgente a livello emotivo, anche perché Alessio Del Debbio riesce a collegare le pene amorose del fantasma di Carlotta a quelle della giovane Veronica, rendendole attuali. Molto bello.

 

 

Non ho voluto rivelare tutti i nomi e le storie dei fantasmi per non spoilerare troppo, e lasciare ai lettori la loro scoperta.

 

Un’antologia da non perdere!

 

 Recap:

 

  • Titolo: Fantasmi d’Italia
  • Autori: AAVV
  • Genere: horror, fantasy, gotico, miti e leggende, storia
  • Editore: Nps edizioni
  • N. di pagine: 252
  • Prezzo: € 15
  • Link: Nps edizioni (al momento in offerta a € 10)
  •          Amazon

 

 

venerdì 1 luglio 2022

BLOGTOUR ULFHEDNAR STORIES: LA RECENSIONE DEL LIBRO


Sette storie di genere fantastico sui lupi di Odino, gli Ulfhednar

 

 


 

Cari lupeschi,

 con la recensione siam giunti all’ultima tappa del blogtour dedicato a  Ulfhednar stories, sette storie di lupi di Alessio Del Debbio, Nps edizioni.

 

Trama:

 

Italia, terra di santi, cacciatori e lupi.

Terra ospitale, accogliente, ma anche impaurita. Da ciò che non conosce. Da ciò che non comprende.

Nella sorte degli ulfhednar di Odino vive questo dualismo: sono uomini e lupi. Uomini ma anche lupi. Attirati dal mondo degli umani, ma invisi, cacciati, perseguitati dai Figli di Cardea. Sempre pronti a stringere i denti e lottare, sempre pronti a resistere. A mostrare alla vita chi sa azzannare più forte.

Il volume comprende sette racconti ambientati nella penisola italiana e lungo le coste del Mediterraneo, dal ‘400 ai giorni nostri. Sette storie autonome dedicate ai personaggi della saga “Ulfhednar War”: Il cavaliere (Alois), La bestia errante (Markus), Il libraio (Aristide), Il berserkr (Daniel), Il Messia (Raul), La valchiria (Marina),  Gli esploratori (Ascanio).

 

I sette racconti sono dedicati ad altrettanti personaggi della saga Ulfhednar War, edita da Il Ciliegio, di cui presto uscirà il terzo e ultimo volume, e vanno ad approfondire le storie personali dei medesimi.

In questo excursus che va dl medioevo ai giorni nostri, l’autore Alessio Del Debbio descrive in profondità cosa significhi essere un lupo di Odino, un Ulfhednar. Emergono quindi il contatto con la Natura, perlopiù la rigogliosa terra Toscana, lo spirito selvaggio e indomito, la libertà, il branco che vuol dire fiducia e amicizia ma anche regole severe,  i tormenti di chi è differente dagli altri, viene cacciato e temuto, deve combattere con una fame ancestrale ogni momento (come me, ma no, non sono una ulfhednar! J ) , deve nascondersi dalla gente e da anche da creature oscure.

 


 

Il primo racconto, Il Cavaliere, già apparso in “Quando Betta filava” (qui recensione), si svolge nel 1400, conosciamo le basi del mondo creato da Alessio, col protagonista Alois che incontra un  personaggio leggendario, preso dalla saga arturiana come si evince anche dalla frase introduttiva. Insieme, i due gireranno tra i paesi  della Toscana per aiutare il popolo sopraffatto da mostri vari, sempre in fuga dai Figli di Cardea, la temibile organizzazione dalle origini antiche che caccia le creature di ogni genere. Un racconto avventuroso ed epico, dove avviene la formazione dell’ulfhednar Alois.

 

Il secondo racconto, La bestia errante, già apparso in Bestie d’Italia volume 2  (qui la recensione), ha un tono più cupo e drammatico: qui troviamo i drammi interiori di chi vive da uomo-lupo, con le vicende dei due fratelli Roland e Markus. Il racconto è narrato da un punto di vista particolare, che si scoprirà nel corso della narrazione.

 

Il terzo racconto, Il libraio, vede protagonista il giovane libraio errante Aristide, che gira con la famiglia per le campagne della Garfagnana. Siamo nell’Italia post-unitaria e il giovane libraio, avo di uno dei protagonisti di Ulfhednar War, scopre il suo retaggio di officiante e anche come il potere malvagio si possa insinuare in ogni autorità governativa.

 

Segue Il Berserkr, il cui protagonista è uno dei personaggi principali di Ulfhednar, Daniel. In questo racconto scopriamo come si è riunito alla cara sorella Marina, andata in sposa a un uomo violento; scopriamo anche la parte bestiale degli Ulfhednar e quanto possa essere doloroso avere due nature. Anche stare in un branco non è sempre tutto bello e rassicurante…

 

Il racconto successivo, Il Messia, cambia completamente ambientazione. Il protagonista è Raul, che si trova nel deserto israeliano insieme a un piccolo branco di seguaci, per un’avventura sulle tracce di antichi reperti che lo porteranno a una sorta di percorso iniziatico, onirico e mistico, in cui ritrova sé stesso. Siamo in epoca contemporanea, e anche il linguaggio si fa attuale e anche più crudo, stile il romanzo “Berserkr” , edito da Dark Zone. Interessanti le creature del folklore mediorientale che appaiono nella storia.

 

Segue La Valchiria, dedicato a Marina, già incontrata nel racconto Il Berserkr. Questo racconto è già apparso in Bestie d’Italia vol  3 (qui la recensione) ed è ambientato in epoca contemporanea, in Sardegna. Troviamo qui molte creature e leggende del folklore sardo; lo stile è fresco, scorrevole, la trama avventurosa e unisce momenti drammatici a momenti più leggeri.

 

L’ultimo racconto dell’antologia s’intitola Gli Esploratori. Questo racconto è dedicato ad Ascanio, erede dell’Aristide del racconto  Il libraio. Il giovane insieme a un paio di amici, che sono presenti anche nei romanzi principali, si scontra con creature del folklore alquanto particolari; è proprio con quest’avventura che prende coscienza delle sue abilità di officiante, ereditate dal nonno.

 

Nel complesso, i racconti sono molto avventurosi e di piacevole lettura, con uno stile che si adegua al periodo storico narrato restando però coerente e omogeneo nel complesso. Interessanti sono le creature del folklore locale esplorate dall’autore, amante dell’argomento.  Le caratteristiche descritte della vita in branco possono essere lette come metafore sul pro e il contro del far parte di determinati gruppi, o dell’essere outsider. Un bell’arricchimento della storia dei personaggi protagonisti di Ulfhednar War, il cui terzo volume è di prossima uscita. Per le recensioni dei volumi precedenti, qui e qui.

 

 Qualora non l'abbiate fatto, recuperate le tappe precedenti del blogtour !

Per ulteriori info sul libro, cliccate qui.

Wof!

 

venerdì 18 marzo 2022

RECENSIONE: STREGHE D’ITALIA DI AA.VV.

 

Un’ antologia sulle streghe italiane molto varia e interessante

 


Cari lettori,

Streghe d’Italia è una delle migliori antologie a tema che siano uscite negli ultimi tempi, sia per la varietà di ambientazioni, temi ed epoche storiche, sia per la qualità dei racconti.

 

Nps edizioni ci ha abituati ad ottime antologie sul folklore italiano, e dopo le Bestie d’Italia (qui  le recensioni di IUF) l’argomento Streghe ha riscosso enorme successo.

 

La sinossi:

 

Masche, basure, janare. L'Italia è popolata da numerose comunità di streghe, che in ogni regione, a volte anche in ogni città o paese, assumono caratteristiche proprie. Esperte guaritrici e studiose delle erbe, conoscitrici dei rimedi contro il malocchio o spiriti inquieti destinati a non trovare riposo, sono una presenza ricorrente nel folclore nostrano, che si manifesta in borghi dedicati, piazze in cui venivano condannate e bruciate, cantilene per invocarle o per scacciarle. In questo libro scoprirete alcune delle loro storie, spaziando lungo la penisola italiana, di oggi e di ieri, in compagnia di donne misteriose e terribili. Tenete acceso il lume, cari lettori, o le Streghe d'Italia vi faranno perdere la ragione!

 

Quindi abbiamo streghe molto cattive, streghe buone, streghe che desiderano solo vivere la loro vita, creature odiate e disprezzate da una parte ma ricercate dall’altra per le loro cure erboristiche, o per i loro incantesimi. Amate, odiate,  queste donne cercano di affermarsi in un mondo che le vuole sottomettere, annullare, costringere a una vita che non può essere la loro. 

Una cosa che accomuna molti racconti è il titolo, che prende il nome della donna di cui si narrano le gesta; un'altra il tema del ritorno o del trasferimento in un piccolo borgo, quasi  a sottolineare come nelle grandi città la magia del folklore si sia persa, mentre si trova ancora nelle piccole comunità, gelose custodi di antichi riti.

 

Giuseppe Gallato è un vero strego!
Per il primo racconto, L’anatema della Dragunara, uno dei miei preferiti, Giuseppe Gallato ci porta nella sua Sicilia e ci narra, con uno stile evocativo, le  vicissitudine di una povera giovane condannata per stregoneria, descrivendo tutto ciò che queste donne hanno dovuto sopportare nel corso dei secoli. Un eccellente racconto che ho letto non senza sofferenza, molto appassionante.

 

La vecchia del pozzo di Marco Bertoli ci porta a Cesena, oggi e nel 1377. L’autore è un attento studioso di storia, usi e costumi, e ci immerge in un mondo lontano, prestando grande attenzione anche ai nomi dei personaggi, al loro linguaggio, alle leggende del periodo. Bellissime descrizioni, un ottimo racconto.

 

La paglia del Demonio di Miriam Palombi è il racconto più pauroso, insieme a Elektita di Elena Mandolini: le due regine dell’horror italiano non lesinano in atmosfere e descrizioni da far accapponare la pelle!  Anche il racconto di Miriam, come quello di Marco, è ambientato in due epoche, nel 1703 e nel 2001 /2002;  la strega in questione è la Giubiana, malvagia divoratrice di bambini in quel di Grosio, Lombardia. Un oscuro rituale si ripete nel Giorno della Giubiana, e un giornalista indaga con una antropologa. Finale con colpo di scena!

 

Segue C’è una certa vecchia di nome Dipsas di Alessandra Leonardi, me medesima. Non posso auto recensire il mio racconto, ma posso raccontarvi che è un sequel del racconto presente in Bestie d’Italia vol.1, in quanto Dipsas compariva anche lì, e quindi è anche uno spin-off dei romanzi e racconti di Alessio del Debbio, Berserkr in primis: ci divertiamo tantissimo a creare collegamenti tra queste nostre storie!

Dipsas è una strega dell’antica Roma, il racconto si svolge quindi in parte al giorno d’oggi, in parte 2000 anni fa; la donna, ubriacona, insolente, dissacrante, vecchissima, anche lei mangia-bambini, è stata nominata da Ovidio in una delle sue Elegie, negli Amores. Tutte le altre streghe presenti, quelle dell’antica Roma, sono tutte state nominate in qualche opera o epigrafe che ci proviene dal passato. Si scoprono così le credenze e le usanze dei Romani riguardo alle Strigi: già, perché il nome “strega“  deriva proprio da questo vocabolo latino.

Il racconto è molto avventuroso e a tratti divertente, stacca un po’ quindi rispetto agli altri dell’antologia, che virano quasi tutti sul drammatico.

 

Alessandra Lenardi, Elena Mandolini:
due streghette con famiglio (Telemaco!)
Segue Elektita di Elena Mandolini; come accennato sopra, è un racconto molto horror che si svolge a Calcata, piccolo borgo del Lazio. L’incipit è veramente agghiacciante, e anche il finale,  inaspettato, non è da meno. Una giovane coppia si trasferisce nel paese di origine di lei per aprire una nuova attività, e vengono accolti dalle cugine. Le cose prenderanno una piega decisamente inaspettata. La scrittura di Elena è molto cinematografica, e il racconto è molto “visivo”,   proprio come se fosse un film. Horror, naturalmente!  Una curiosità: le streghe parlano in esperanto, e il titolo è proprio in questa lingua. 

 

Segue Amaranta di Alessandro Ricci, un racconto narrato in un piacevolissimo stile quasi diaristico: è la giovane protagonista, una ragazza di Triora, il paese delle streghe in Liguria, che narra la sua vicenda di acchiappastreghe in prima persona, coinvolgendo il lettore e fornendo interessanti notizie. Un ottimo racconto, molto ben scritto, piacevolissimo da leggere.

 

Matteuccia di Ripabianca di Daniela Tresconi è un breve racconto nello stile dell’autrice: una donna nel presente ha contatti col passato, nello specifico con donne vissute tempo prima e che aspettano giustizia. Un racconto al femminile molto interessante e coinvolgente, ambientato in Umbria.

 

Laura Rizzoglio, con Lia, torna a narrarci delle masche, streghe del folklore piemontese, dopo il suo romanzo La Masca, edito sempre da Nps edizioni. Un racconto appassionante, molto ben scritto, il cui tema principale è l’odio e la violenza che può nascere in una cittadina o in un paese nei confronti di qualcuno a causa di dicerie, senza nemmeno prove concrete. Colpo di scena finale.

 

In Il gatto nero di Debora Parisi scopriamo le Benandanti, maghe del Friuli col compito ingrato di scovare streghe malvagie. Un racconto con molta azione , dinamico e scorrevole, con colpo di scena finale anche qui. 

Debora ha anche realizzato il booktrailer del romanzo.

Curiosità: in entrambi i racconti, questo e il precedente, compare un oscuro grimorio, Il libro del comando.

Un libro di magia popolare

Piazza Julia Carta di Luciana Volante è un breve e interessante racconto-cronaca degli avvenimenti riguardanti Julia, una donna in grado di curare le persone vissuta in un paesino della Sardegna nel 1500, rivisti da alcuni impiegati e professori. per la dedica di una piazza. Anche qui il tema principale è la persecuzione che hanno dovuto subire tante donne innocenti, che facevano del bene con le loro capacità, nel passato. Molto ben documentato e interessante, stile scorrevole.

 

Tieni acceso il lume di Francesca Cappelli è un altro dei miei racconti preferiti. Completamente diverso da tutti gli altri racconti, il protagonista è uno strego, rappresentato come spirito protettore della natura: fa di tutto, ma di fronte a certe azioni degli uomini, incuranti dell’ambiente, può far poco. Poetico e avvolgente, un ottimo racconto ambientato in Toscana, ma potrebbe essere ovunque.

 

Le Tre Maddalene di Micol Fusca ci porta a San Giorgio nel Sannio, per una storia molto al femminile, che coinvolge tre generazioni di donne. Le streghe che conosciamo in questa avventura, scritta con uno stile  avvincente e scorrevole, sono le janare, famose streghe  campane. Anche qui colpo di scena finale.

 

Monica Serra ci porta in Puglia con il suo L’arco delle streghe, dove facciamo conoscenza delle gatte masciare- e visto che Monica è una madre dei gatti , non poteva essere diversamente! 

Monica Serra con uno dei suoi gatti

Una famigliola, madre padre e figlioletta,  si reca a Petrasecca per motivi di lavoro, ma si trova davanti un muro di vecchie e misteriose donne che vuole scacciarli. 

Lo stile è molto avvolgente, con le sue descrizioni immersive e il finale è a sorpresa. Un ottimo racconto che trascina il lettore in un mondo misterioso che sembra lontano, ma è vicinissimo a noi: la verosimiglianza porta inquietudine. 

 

Chiude la parata La rificolona di Alessio Del Debbio, un racconto ambientato in una Toscana del passato, in cui una giovane contadina va in città per il mercato e viene derisa da un gruppo di giovinastri, che non sanno che lei è la discendente di Aradia, la prima strega toscana, figlia della dea Diana… Come solo lui sa fare, l’autore amalgama storia, folklore e avventura in un racconto molto scorrevole e avvincente, tra i migliori dell’antologia.

 

Per finire, il lettore troverà un piccolo dizionario stregonesco, per non perdersi tra janare, masciare, masche , strigi e compagnia stregando!

 

Un’antologia che non può mancare nella libreria di ogni appassionato di folklore, di storia e di magia.

 

Recap

 

  • Titolo: Streghe d’Italia
  • Autori: AAVV
  • Editore: Nps edizioni
  • Genere: fantasy, folklore, storico, urban fantasy, miti e leggende
  • Pagine: 220
  • Prezzo cartaceo: € 14
  • Ebook: € 2,99
  • Link: Nps edizioni
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