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lunedì 12 febbraio 2018



Recensione: Pestilentia di Stefano Mancini








Genere: dark fantasy, epic fantasy
Editore: Astro
Pagine: 332
Link:Amazon




Un ragazzo in fuga da qualcosa che non doveva essere liberato. È l’inizio della fine.
Quattro secoli dopo, il mondo è un ammasso purulento. Una pestilenza ha spazzato via quasi ogni forma di vita, e il gelo ha stretto nella sua morsa gli ultimi superstiti.


Quando la setta eretica della Mors Atra trafuga la più potente reliquia della Chiesa di Nergal, ultimo faro contro la decadenza, padre Oberon si ribella. E convoca Eckhard, devoto cavaliere della Fratellanza. Ispirato dalla fede, questi darà vita a uno spietato inseguimento sulle tracce della ladra Shree e del suo insolito compagno di viaggio, un eretico appartenente alla razza dei Gha’unt.
Perché la reliquia va recuperata a ogni costo. O il suo terribile segreto trascinerà nel baratro la chiesa, condannando il mondo all’oblio.


Ho trovato in questo romanzo molto più di quel che promette la sinossi.
Non ci sono solo segreti, inseguimenti, tradimenti e colpi di scena; in Pestilentia di Stefano Mancini si trovano temi importanti come quello della diversità, e soprattutto è permeato da una critica – affatto velata- non tanto delle religioni in sé, ma di quello che le classi sacerdotali ne hanno fatto, senza ovviamente prendere di mira un credo specifico.
I culti sono importantissimi, e per moltissime persone sono l’unica fonte di speranza, sia nella realtà che nel romanzo, dove il Culto di Nergal è l’unico rifugio per migliaia di disperati che continuano a morire in un mondo ridotto allo sfacelo a causa della pestilenza; ma cosa c’è dietro?

I personaggi sono tutti ben delineati; posso dire che si tratta di un romanzo corale in quanto il nobile cavaliere Eckhard, la ladra Shree, Vikas, lo schiavo Gleb e tutti gli altri hanno il loro spazio, perfettamente ritagliato nello svolgersi della storia; si tratta di personaggi che si evolvono nel corso degli eventi, complessi e approfonditi nella giusta dose. Più in là si incontrano nuovi personaggi: ci sarà meno tempo per conoscerli, ma saranno comunque molto importanti e ci si affeziona subito. I personaggi negativi, come il Sommo Padre, sono davvero detestabili.
Vero protagonista a mio avviso è proprio la pestilenza, e il clima freddo e piovoso derivante da essa, che permea ogni pagina del romanzo: sembra di sentirlo quel freddo mentre si girano le pagine (o come nel mio caso quando si clicca sull’ereader!), entra nelle ossa anche al lettore e non solo ai personaggi.

Lo stile è scorrevole, il ritmo è cadenzato alla perfezione, tra brani più d’azione, che non lesinano su particolari horror, e brani con descrizioni e dialoghi. Una lettura piacevolissima e appassionante.

Il finale si distingue per originalità rispetto ai finali cui siamo abituati, del tutto inaspettato.

Ho solo una curiosità su una cosa che non ho ben capito, la chiederò all’autore nella seguente intervista, segnalando lo spoiler.

Circa l’edizione, la cover di Mauro Dal Bo è evocativa e accattivante, mi è piaciuta molto; sui refusi non posso dire molto perché nelle edizioni digitali, come in questo caso, ormai ho capito che praticamente… si autocreano!


Ora, intervista a Stefano Mancini. 


1)   Ciao Stefano, grazie per aver accettato l’intervista. Ci parli di te e dei tuoi romanzi? Finora ne hai pubblicati molti, tutti di genere fantasy?

Ciao e grazie intanto per questo spazio. Al momento ho pubblicato tutti romanzi di genere fantasy, cercando tuttavia di spaziare da un’ambientazione all’altra. Ho però nel cassetto un romanzo di altro genere, che spero presto possa vedere la luce.
Di me che cosa posso dire? Amo scrivere fin dalla più tenera età e non ho mai smesso, riuscendo, col tempo a farne anche un lavoro a tempo pieno. Quindi direi che mi ritengo davvero molto fortunato.


I romanzi di Stefano Mancini

2)   Che ne pensi della recensione? Vuoi aggiungere qualcosa?

Direi che è perfetta, mi pare siano stati colti (e mi fa un immenso piacere) tutti gli elementi che caratterizzano il romanzo.

3)   Cosa ti ha ispirato Pestilentia?

L’idea alla base era quella di raccontare un fantasy cupo e realistico; avevo bene in mente l’ambientazione. Il resto è venuto da sé.

4)   Il romanzo ti ha dato molte soddisfazioni, ha anche vinto un premio. Quale?

Si è aggiudicato pochi mesi fa il Premio Cittadella, una soddisfazione per me molto grande, perché è un premio dedicato solo alla narrativa fantasy, quindi ha significato confrontarmi – e vincere – con altri romanzi dello stesso genere.

5)   Oltre che scrittore e giornalista sei anche editor per la Dark Zone, e hai recentemente aperto una tua agenzia. Dicci tutto!

Ho fatto il giornalista per anni per una grande agenzia di stampa, ma senza mai perdere di vista l’obiettivo principale di voler lavorare nel mondo dell’editoria. Da qualche anno a questa parte, ci sono riuscito e per me è stato un riconoscimento enorme. Ho avuto – e ho – la fortuna di collaborare con una casa editrice giovane e in gamba com’è la DZ Edizioni e, proprio questa settimana, ho inaugurato la mia nuova agenzia di servizi editoriali, la Tracced’Inchiostro, aperta insieme all’amico e collega Valerio la Martire.


6)   Domanda con spoiler.



Non ho ben capito una cosa, forse mi è sfuggita perché sono rinco... Nel famigerato libro sacro di Nergal c’è scritta, oltre che tutta la storia del culto, anche la cura per la pestilenza, solo che nessuno può leggere il volume, neppure i sacerdoti di Nergal. Come fanno allora a conoscere la cura?

Domanda lecita. A un certo punto, però, si rivela con un piccolo colpo di scena che, nel corso del tempo, ci sono stati alcuni monaci che hanno infranto quel “comandamento” e letto a più riprese il libro, scoprendo la verità. Oltre a ciò, considera che la pestilenza è stata scatenata prima ancora della nascita del culto e dagli stessi sacerdoti, che, proprio in quanto avevano la cura, riuscirono ad attirare masse di fedeli dalla loro parte. La cura, dunque, si tramanda di generazione in generazione tra i sacerdoti; il contenuto del libro, invece, è – o meglio, dovrebbe – essere segreto, ma c’è stato chi lo ha letto.


7)   Cosa stai scrivendo in questo periodo? Progetti futuri?

Al momento mi sono orientato su un giallo-thriller, ambientato a Roma, ma sono ancora in fase di revisione, quindi ci vorrà tempo per vederlo finito.


Grazie per essere stato con noi, alla prossima!


Grazie a te per lo spazio e per la recensione. A presto!










martedì 11 aprile 2017

                ROmics, 8 aprile 2017


Anche quest’anno non potevo mancare all’appuntamento primaverile col ROmics, una delle più importanti manifestazioni italiane nell’ambito del fumetto, gaming e cinema d’animazione (e non solo): ospite della manifestazione  Yoshiyuki Tomino, creatore tra l’altro di Gundam e Daitarn III, a cui è stato assegnato il ROmics d’oro.




Io e il mio compagno d’avventure, il prode Claudio, boss del negozio di  fumetti, videogiochi, modellini e gadget Fujisan (qui a Roma, via Pannini 13 A), giungiamo a destinazione poco prima delle 13, contenti per aver trovato poco traffico e subito parcheggio. La nostra gioia si è spenta poco dopo, a causa della lunghissima fila alla biglietteria, causata dalla solita disorganizzazione tipica di questa manifestazione: nessun separatore, poche indicazioni, poco personale e cassieri con computers degni dei Flinstones a stampare i biglietti man mano.
Fine delle lamentele, promesso! ;-)

I viali che costeggiano i padiglioni della fiera come sempre sono animati da numerosissimi cosplayers di ogni età, alcuni molto raffinati, altri più… caserecci, ma d’altronde il cosplay nasce proprio con l’intento di divertirsi: li osserviamo divertiti mentre ci sgraniamo i panini, seduti su una panchina.

Prima tappa, padiglione 7: sgomitando tra la ressa che si muove in tutte le direzioni, riesco a rintracciare lo stand della Dark Zone, dove trovo la boss Francesca Pace, dinamicissima, in mezzo a tutte le sue… creature letterarie, in compagnia degli scrittori Giacomo Ferraiuolo, col suo horror “Nora”, Stefano Mancini con  il fantasy “Ostilium”, autore tra l’altro anche premiato al Deepcon per “Pestilentia” (primo classificato!), mentre non era presente Miriam Palombi (c’era nei giorni precedenti), autrice di “Il Pentacolo” (sostanzioso articolo su questi tre romanzi qui su IUF). Foto, baci e abbracci!



Mentre Claudio chiacchiera col distributore del suo negozio allo stand della Star Shop, spacciatrice di gadget e fumetti da 25 anni (il 18 giugno festa grande a Perugia!), vado a salutare Francesca Costantino al suo stand, Astro Edizioni, dove trovo Diego Romeo, i cui romanzi fantasy “Le  lande incantate” sono stati traslati in fumetti, e poco lontano Francesca Noto, super energica, con il suo “Il segno della tempesta"!
Anche qui, foto, baci e abbracci!



Sono le 15,30, l’ora in cui nel padiglione delle proiezioni dovrebbe iniziare l’intervista a Tomino, ma che invece inizia alle 16,10 circa. Nel mentre, assistiamo alla proiezione in jap sub ita del nuovo “Gundam Reconguista”, e ci facciamo le foto coi cosplayers di Reyka e Banjo.

Due chiacchiere con Reyka...alle spalle di Banjo!


Finalmente Tomino sale sul palco, tra gli applausi del pubblico; segue un video tributo con un montaggio veloce di tutti i suoi successi (ma si dimenticano del Trider G7!), e l’intervista ha inizio.






Il Maestro ci racconta che si è laureato in Cinema, la sua grande passione: quando è entrato alla Sunrise, ha voluto creare storie e personaggi dando particolare risalto alla trama, e ha anche approfondito lo studio della storia occidentale (per es in Gundam uno degli incrociatori si chiama Salamina, come una famosa battaglia d’epoca ellenistica, e uno Magellano). Con Gundam ha voluto realizzare un’opera dalla trama complessa e matura, iniziando il filone dei real-robot, che al contrario delle precedenti serie robotiche è più realistica  e plausibile. Ha avuto molta fortuna, in quanto quella dei Gundam è una delle serie più longeve dell’animazione giapponese; Tomino ci ha però confidato che inizialmente ricevette molte critiche, e in seguito non avendo del tutto i diritti del personaggio sono state create serie in cui lui non è entrato per nulla (tipo Gundam Wing, serie di cui ho letto il manga, mediocre davvero).
Riguardo Daitarn, ha detto che Haran Banjo non è un nome vero e proprio, e che in giapponese significa “indeciso”; con questa serie ha introdotto l’umorismo nel filone robotico, ma ritiene che alcune puntate gli siano riuscite bene, altre meno.
È stato anche ricordato Zambot 3, di cui ricorre il quarantennale quest’anno.
Dopo 10 anni di inattività, ha creato Gundam Reconguista, che è una traslazione sbagliata: l’interprete ci spiega che , ovviamente, è Riconquista. Questa serie è pensata per i più piccoli, e l’intento è quello di riavvicinarli, anche metaforicamente, alla Terra, alla natura, all’umanità. Il Maestro ha tenuto a specificare che secondo lui l’umanità è ormai senza speranza, ma non poteva lasciare questo messaggio ai bambini, creando così un’opera positiva e ottimista.


Alla fine dell’intervista, nuovo applausone a Yoshiyuki Tomino, che esce sulle note della sigla di Daitarn III.
In generale, Tomino mi ha dato l’impressione di essere un po’ troppo pessimista e negativo, anche se non ha mancato di commuoversi e sorridere e ringraziare il pubblico.





Sono stata contentissima di averlo visto, ma sicuramente l’emozione non è paragonabile a quella provata l’anno precedente, quando c’è stato Go Nagai, padre di tutti i miei robot preferiti, cartoni che hanno segnato per sempre il mio immaginario,  la mia infanzia e la mia adolescenza, come Goldrake, Il grande Mazinger e Jeeg Robot. 

Go Nagai, Romics d'oro 2016



Usciamo dal padiglione delle proiezioni , per recarci a quello delle mostre: qui campeggiano dei modellini di Gundam, l’esposizione sui 75 anni di Wonder Woman, l’omaggio a Carlo Rambaldi col suo ET, King Kong e molto altro! Foto a iosa!






Spettro sumero nel frigo?....




Due Wonder Women!


Due alieni!....


Prima di andar via, urgono zuccheri, e passo a comprarmi in uno stand mangereccio giapponese i dolcetti Mochi, al riso e marmellata azuki. Gnam!
Ne arriveranno a casa ben pochi!




Bye bye ROmics, alla prossima!


  

martedì 10 febbraio 2026

SEGNALAZIONE; CORRUPTIO DI STEFANO MANCINI

 

Servirai un solo dio. Il suo nome è Vendetta.






Il mondo di Shree e Gleb sta morendo. Il cielo è un sudario di cenere, la terra un cimitero di ossa, il gelo divora ogni respiro. Solo la disperazione prolifera, proprio come la Morte Nera.

Quando l’esercito della Chiesa di Nergal riduce in polvere la resistenza dei gha’unt, l’ultima illusione di libertà si dissolve nel sangue. A Shree non resta che il ricordo di chi le è stato strappato. Ed è in quel vuoto che la ragazza accende la fiamma della vendetta. Gleb però si rifiuta di seguirla: è convinto che esista ancora qualcosa per cui battersi e da cui ricominciare.

Così i due amici si separano.

Lei con l’animo consumato dal rancore.

Lui alla cieca ricerca di speranza.

Ma in un mondo sull’orlo dell’estinzione, c’è una verità più crudele e implacabile: non esiste salvezza, non esiste redenzione.

E forse, non esiste più nemmeno un domani.


Corruptio è il sequel di Pestilentia, di cui puoi leggere la nostra recensione.



Recap

  • Titolo: Corruptio
  • Autore: Stefano Mancini
  • Genere: dark fantasy, horror, fantasy, post-apocalittico
  • Editrice: Dark Zone
  • N. di pagine: 392
  • Prezzo: € 17,90
  • Link: Dark Zone

venerdì 10 gennaio 2020




SEGNALAZIONE: L’ENIGMA DL FUHRER DI STEFANO MANCINI


Un romanzo a metà tra il thriller e la fantascienza edito da Fanucci




Bentrovati cari lettori,
oggi vi parliamo di L’enigma del Fuhrer di Stefano Mancini, un romanzo che unisce diversi generi letterari, dal thriller al fantastico, dall'ucronico allo storico.

Leggiamo la sinossi:

Londra. È notte ed Ethan Cooper, giornalista del Guardian, è alla guida. All’improvviso, sbucato dal nulla, un uomo si lancia sotto la sua macchina. L’asfalto, zuppo di pioggia, rende inutile la frenata: l’impatto è inevitabile, gli effetti devastanti. Resosi conto della gravità dell’incidente, Ethan chiama i soccorsi e raggiunge l’uomo in fin di vita. Questi, con le ultime forze, gli consegna due oggetti e pronuncia alcune frasi incomprensibili.

Sentendosi responsabile per quanto accaduto, Ethan comincia allora un’indagine che lo porta prima a una cassetta di sicurezza a Francoforte, poi in una cittadina al confine con la Polonia dove conosce Kirsten, brillante fisico, e nipote di un chimico al servizio del Terzo Reich, sequestrato e giustiziato per motivi mai del tutto chiariti.

Trascinati in un vortice di enigmi da risolvere, codici cifrati e inquietanti messaggi dal passato, Ethan e Kirsten dovranno far luce sul più sconvolgente progetto mai sviluppato dalla Germania nazista. In palio non solo la loro vita, ma anche il futuro dell’intera umanità.

Un thriller fantascientifico da cardiopalma, una lettura entusiasmante, uno scenario inedito.

Stefano Mancini
Di Stefano Mancini abbiamo letto e recensito "Pestilentia", e di certo non ci perderemo questo nuovo romanzo! 
Ispira molto anche voi, vero?

I dati:

  •                Genere: thriller/Fantascienza
  •          Data di uscita: 21 novembre 2019
  •          Editore: Fanucci
  •         Prezzo di copertina: € 16
  •         Pagine:384
  •          Link: Amazon




domenica 30 dicembre 2018



365 giorni di Infiniti Universi Fantastici





Cari amici, followers e lettori, il 2018 sta per terminare e Infiniti universi fantastici anche quest'anno ha postato numerosi articoli che speriamo abbiate trovato interessanti: nello specifico, abbiamo pubblicato:

- 31 segnalazioni di libri
- 19 recensioni di libri, la maggior parte con intervista all'autore
- 9 recensioni di film
- 3 recensioni di fumetti e 1 di cartoni animati
- 11 recensioni di serie tv
- 1 recensione doppia romanzo/serie tv
 Inoltre ci sono stati 5 reportages, abbiamo partecipato a 7 blogtour e poi tanti altri articoli con segnalazione di eventi, interviste ad autori, racconti , varie ed eventuali!

Ecco i tre post più visualizzati del 2018:

Al primo posto si classifica:

la recensione di Tutta colpa dello Zodiaco, di AAVV, Nps edizioni, con ben 601 visualizzazioni!

Al secondo posto:

la recensione di Berserkr di Alessio Del Debbio, Dark Zone edizioni, con 549 visualizzazioni!

Al terzo posto: 

la recensione dell'antologia I Mondi del Fantasy VII, di AAVV tra cui io, edita da Limana Umanita, con 453 visualizzazioni.

Quest'anno ho letto 25 libri, tra racconti, romanzi e raccolte poetiche. Quali sono quelli che mi sono piaciuti di più?
Ecco la mia Top 3, racconti e poesie esclusi:

1) "Il racconto dell'ancella", di Margaret Atwood. Eccezionale distopico, pensando anche che è stato scritto nel 1985... Qui la recensione incrociata libro/serie tv

2) "I Figli di Cardea", secondo volume della saga Ulfhednar War di Alessio Del Debbio, urban fantasy coinvolgente sotto ogni punto di vista. Qui la recensione

3) "Pestilentia" di Stefano Mancini, dark fantasy cupo e dal significato profondo. Qui la recensione

Anche con le serie tv non ho scherzato, ne ho viste ben 48 (alcune devo terminarle). Le mie tre preferite del 2018:

1) "Handmaid's Tale" 1 e 2 st. , v. su per la recensione

2) "Versailles" 1 e 2 st. , recensione qui e qua

3) "Suburra" 1a st ; non l'ho recensita perché non è del genere trattato da IUF ;-)

Col cinema non è andata benissimo, sono stati pochi i film che mi hanno attratto e non tutti quelli che ho visto mi hanno soddisfatto.

La mia Top 3:

1) "Infinity war" , il migliore dei film del MCU finora realizzati. Recensione qui 

2) "Ready Player one", ovvero il sogno nerd. Recensione qui

3) "Bohemian Rapsody", l'emozionante storia di Freddie Mercury e dei Queen , la mia recensione è su Showlandia





Continuate a seguirci numerosi anche il prossimo anno!

IUF e Alessandra Leonardi vi augurano un divertente Capodanno e un 2019 pieno di bellissimi libri, film, fumetti, serie tv e cartoni !









mercoledì 5 aprile 2017

                Novità Dark Zone al ROmics (6-9 aprile 2017)






In origine (1995) fu Expocartoon.  Nel 2001 nasce una seconda kermesse, ROmics,  all’inizio ospitata sempre nei padiglioni della Fiera di Roma sulla  via Cristoforo Colombo, e spostata in seguito alla Nuova Fiera sulla Roma-Fiumicino.  Da subito diventa uno dei principali poli d’attrazione per gli amanti del fumetto, dei cartoon e dei videogames, nonché dei cosplayer, ospitando personaggi di rilievo e conferendo il ROmics d’oro ai più illustri di loro. L’anno scorso è toccato a Go Nagai, quest’anno andrà a Yoshiyuki Tomino.

Negli ultimi anni, la Fiera si è arricchita di stand di editori giovani, coraggiosi e intraprendenti, che puntano su nuovi  talenti letterari italiani di genere fantastico. Tra questi c’è la Dark Zone, realtà editoriale giovanissima, capitanata da Francesca Pace, vulcanica boss , coadiuvata  da uno staff di valenti collaboratori.

Chi frequenta i social network la conosce già. Così come una moltitudine di autori, lettori e semplici appassionati. Perché la Dark Zone è fin dalla sua nascita un ritrovo caldo e accogliente per tutti coloro che hanno in comune la passione per i libri. Ma da febbraio la “creatura” fortemente voluta da Francesca Pace ha fatto un ulteriore salto di qualità, trasformandosi, da elegante e coinvolgente salottino letterario, in un’Associazione Culturale prima e in una Casa Editrice, la DZ Edizioni, poco dopo.

Ideata in una calda giornata di luglio, tra una chiacchiera e l’altra, la Dark Zone della Pace, pensata come un luogo di incontro tra autori e lettori per scambiare idee, confrontarsi e crescere insieme, è presto diventata un polo di aggregazione e una fucina di idee sempre nuove e fantasiose.
Ha unito sotto il suo marchio autori di diverso genere nella creazione di quattro antologie tematiche che costituiscono “Le favole della buona notte della Dark Zone”, e propone eventi online con l’intenzione di promuovere i “suoi” autori.

La nascita del marchio editoriale, darà alla sua fondatrice maggiori possibilità di perseguire obiettivi ambiziosi, primo tra tutti quello di promuovere autori emergenti sul web, portando i loro nomi sulle bacheche dei lettori.
Senza dimenticare i primi progetti, come quello di portare e rappresentare su tutto il territorio le decine di autori che fanno parte dell’Associazione Dark Zone, attraverso l’organizzazione di presentazioni e la partecipazione a fiere ed eventi dedicati ai libri e alla letteratura.

Per ora il catalogo della DZ Edizioni conta pochi titoli. Questo per una precisa scelta editoriale che punterà anzitutto sulla qualità di quei titoli ritenuti davvero validi sotto ogni punto di vista. La casa editrice, infatti, svolgerà le sue attività a titolo completamente gratuito, rifiutando la richiesta di qualsivoglia contributo da parte dell’autore, nel rispetto delle proprie convinzioni e dell’amore per i libri e la letteratura. Collabora con un team di editor, illustratori, grafici e professionisti del settore.





Il ROmics è per la DZ edizioni la fiera di casa per tre ottimi motivi: la Dark Zone è nata a Roma, la Pace, sua ideatrice, è romana e la DZ edizioni ha fatto il suo esordio ufficiale al Romics di aprile dello scorso anno. Come lo scorso anno la DZ ed. presenta a Roma autori romani, Giacomo Ferraiuolo che punta all'ennesimo sold out dopo quello del suo esordio al ROmics2016 e al Lucca comics 2016; Stefano Mancini, autore pluripremiato, che apre la collana di fantasy classico per la DZ e Miriam Palombi che, dopo aver conquistato il pubblico giovane  ora punta al fantasy.



Queste sono dunque le attesissime novità presentate al ROmics del 6-9 aprile 2017.

Partiamo, in ordine alfabetico, dal romanzo horror di Giacomo Ferraiuolo, “Nora”.

SCHEDA
Titolo: Nora
Autore: Giacomo Ferraiuolo   

Genere: Horror
Target: adulti
Editore: DZ edizioni
Collana: Horror
Pagine: 224
Formato: 14X21
Prezzo: 14,90 euro
ISBN-EAN
9-788899-5056

L’autore

Giacomo Ferraiuolo vive in provincia di Roma. Classe '86, da sempre appassionato di Horror e Thriller. Ha pubblicato la raccolta di racconti horror 'Non Devi Dormire', collabora nelle antologie tematiche della Dark Zone e il racconto "Cena Di Famiglia” è contenuto nell'antologia redatta da Letteratura Horror 'Z di Zombie 2016'.  È Associate Member della Horror Writer Association e questa primavera farà il debutto come scrittore Dark Zone.

Il libro

Un omicidio irrisolto, una donna rinchiusa in un ospedale psichiatrico.
Nora, prigioniera della sua stessa mente cerca di essere libera da un passato macchiato di sangue che non riesce a dimenticare. Troverà nell’infermiere Christian un amico fedele a cui confidare l’orrore celato nel profondo.
Un orrore che striscia ancora tra le ombre della casa di Nora. Un orrore che cerca di uscire da quelle mura.
Nessuno è più al sicuro. Lei li aveva avvisati.
Sarà compito di Christian scoprire cosa c’è di vero nelle farneticazioni della donna e cosa è invece frutto della follia.
Cos’è successo veramente a Nora in quella casa?
È possibile conoscere fino in fondo chi ci sta attorno?
Una storia di pazzia e dolore, di morte e paura, e che porterà a una verità ancora più cupa e terribile.

Questa l’intervista a Giacomo Ferraiuolo, in cui l’autore parla di sé, dei suoi scritti e del suo romanzo, “Nora”.

Ciao Giacomo, perché non ci parli un po’ di te? Spiegaci in poche parole chi sei, cosa ami fare e qual è il ruolo della scrittura nella tua vita.
Ciao! Grazie per quest’intervista! Sono Giacomo, ho 30 anni e abito fronte il mare in provincia  di Roma. La scrittura ha sempre avuto un ruolo importantissimo nella mia vita, ed è stata fino a qualche anno fa, una passione ‘segreta’.
Poi è scattata la necessità di trasformare quello sfogo, quella passione, in qualcosa di superiore. E ho deciso di scrivere professionalmente.

Qual è stato il percorso che ti ha permesso di pubblicare i tuoi libri? È stato difficile arrivare alla pubblicazione?
No, o forse all’inizio sì, non conoscendo nessuno mi sono trovato un anno a brancolare nel buio. Poi sai come si dice, se vuoi veramente qualcosa la ottieni, e beh sono iniziate a entrare nella mia vita le persone ‘giuste’, tra cui Francesca Pace (boss della DarkZone), che ha deciso di puntare su di me. Ora conosco molti meccanismi anche se sono cosciente di esser salito di un gradino solamente in questa grande scalinata.

Parlaci di questo nuovo libro.
La genesi di Nora è molto particolare. La storia nacque come racconto, mi ero prefissato massimo 10mila battute, e mentre scrivevo i personaggi hanno iniziato a vivere dentro di me. Come vedrete ci sono almeno tre sottotrame, e inizialmente ne doveva essere solo una, poi alcuni personaggi hanno iniziato a implorarmi di morire e allora mi sono scatenato.
La dedica del libro è ‘a tutte le Anime incomprese’ e parla proprio di quelle persone, i ‘matti del villaggio’, spesso additati come poco di buono o semplicemente pazzi. Ma cosa hanno passato veramente queste persone? Cosa stanno vivendo? Come è la loro vita privata?
Siamo in una società dove il giudizio è diventato quasi una cosa abituale. Basta vedere una persona un po’ diversa e quasi immediatamente diventa la vittima di chiacchiericci e battute.
In questa storia scopriremo come spesso i carnefici sono vittime e le vittime non sono nient’altro che i carnefici.

Quali sono le difficoltà più grandi che hai incontrato (e che stai incontrando) nella promozione dei tuoi libri?
La DarkZone offre un servizio quasi impeccabile nella promozione dei suoi autori, con fiere, passaggi blog e interviste. Oltretutto sono uno anche un po’ ‘smanettone’ con i social e diciamo che non trovo molte difficoltà (nel mio piccolo).

Quanto è importante secondo te la promozione per il successo di un libro?
Tantissimo! Se non promuovi la gente non conosce. Semplice!

Cosa vorresti dire ai tuoi lettori, che non abbiamo ancora scoperto nel tuo blog o nei tuoi romanzi riguardo a Giacomo?
Nei miei due libri troverete sempre dei personaggi abbandonati a se stessi, beh, diciamo che questo lato poco mi si addice, forse deriva dalla mia totale mancanza di fiducia nel genere umano, ma se conoscete Giacomo, vedrete una persona solare e sempre pronta a dar carica agli amici.
#AvantiTutta!!! 

Se ti chiedessi di parlare di cosa provi quando scrivi, dei tuoi conflitti, delle tue paure, cosa risponderesti? 
Quando scrivo si instaura un meccanismo particolare dentro di me. Si apre quel ripostiglio dove tengo incamerate tutte le paure. Mi è capitato di piangere mentre scrivevo alcuni capitoli di un libro ancora inedito (shh un piccolo spoiler ha qualcosa che lo ricollega a Nora XD).
E queste paure, o questi ricordi che vengono sputati fuori tendo ad amplificarli al massimo, quasi all’eccesso cercando di capire poi i personaggi, tutti esseri umani senza super poteri, come possano affrontarli.

Scrivi per successo o per bisogno? Cosa ti spinge realmente? 
Bisogno, un bisogno viscerale. E poi dai, un po’ di narcisismo, fa sempre piacere vedere il proprio nome sulla copertina di una creatura nata da noi!

Che cosa sogni per il tuo futuro? E che cosa ti aspetti dalla vita? 
Sogno di poter continuare a scrivere e di trovare una stabilità, e che magari la scrittura stessa mi dia quella stabilità!


L’altro romanzo presentato al ROmics 2017 è “Ostilium”, di Stefano Mancini.

SCHEDA

Titolo: Ostilium. La porta dei demoni  

Autore: Stefano Mancini
Genere: Fantasy Classico
Target: ogni lettore
Editore: DZ edizioni
Collana: Fantasy
Pagine: 368
Formato: 14X21
Prezzo: 14,90 euro
ISBN-EAN
9-788899-845100

Pelle di brace, sguardo di sangue.  L’Apocalisse è cominciata.

L’autore

Stefano Mancini, laureato in giornalismo e iscritto all’Ordine dei professionisti dal 2005, lavora come editor per autori emergenti e non con la sua agenzia "Aragorn Servizi editoriali ".
È autore dell’acclamata trilogia high-fantasy composta dai romanzi Le paludi d’Athakah, Il figlio del drago e Il crepuscolo degli dei (Linee Infinite Edizioni).
I suoi altri romanzi sono L’erede del mago (Linee Infinite Edizioni), Pestilentia (Astro Edizioni), La spada dell’elfo (Runde Taarn Edizioni) e Il labirinto degli inganni (Andrea Oppure Editore).

Il libro

Giunto a Vidaara il ricco mercante Galor viene accusato di un crimine spregevole e giustiziato.
Ma quando il boia prepara il corpo per la sepoltura, scopre qualcosa che getta ombre su una morte piena di ambiguità. Chi ha ordinato quell’uccisione? Per quale motivo? E che cosa c’entra l’Ostilium, la “Porta dei demoni”?
Al boia, accompagnato da due improbabili alleati, il compito di trovare le risposte. E forse anche quello di difendere il mondo da un male antico e senza volto.
Stefano Mancini, uno dei più apprezzati autori contemporanei di fantasy, torna in libreria con un nuovo romanzo capace di fondere mistero, intrigo, colpi di scena ed eroismo.


Conosciamo meglio Stefano Mancini e il suo nuovo romanzo nell’intervista seguente.



Perché un lettore dovrebbe leggere il tuo libro?
Io ritengo che sia un buon libro, con una trama solida, personaggi che spero ben caratterizzati e strutturati e una serie di colpi di scena intriganti, che mi auguro tengano il lettore incollato alla pagina.


Che cosa c’è di innovativo e quali sono gli elementi di continuità con il genere o con la tradizione?
Di innovativo, secondo me, c’è una visione diversa del fantasy: non più regni incantati e bellissimi, fatti di eroi senza macchia e senza paura, ma un’ambientazione più “sporca”, con personaggi che sono più a metà strada, fatti di luci e ombre. Per quel che riguarda la continuità, invece, c’è lo stile, tipico dei romanzi fantasy, e ovviamente quella commistione di avventura, combattimenti e creature fantastiche che non può mancare.


Che cosa ti ha spinto a scrivere?
Beh, scrivo da quando sono un bambino, quindi non ho fatto altro, ancora una volta, che seguire la mia passione. È il mio nono romanzo pubblicato, non credo che potrei mai fare a meno di questa “pulsione”.

Da che cosa è nata la storia? Quali sono state le fonti di ispirazione?
La storia nasce da una volontà ben precisa: quella di raccontare un fantasy che non ricalcasse pedissequamente gli esponenti maggiori (Tolkien su tutti). Ho cercato di dare nuova voce e nuove idee a un genere spesso “abusato”. Le mie fonti di ispirazione hanno spaziato ben oltre il genere, cercando di mettere in questo romanzo anche elementi che di solito non sono tipici del fantasy: quindi uno stile più serrato, personaggi più “umani” e una trama incalzante.


Quando scrivi? E come? in modo organizzato e continuo o improvviso, discontinuo?
Devo dire che sono abbastanza metodico. Per me scrivere è passione, anzitutto, ma anche un lavoro. E quindi deve rispettare orari e impegni. Scrivo tutti i giorni, non perché sia un obbligo, ma proprio perché è un piacere e come tale mi diverte farlo.


Quali strategie hai adottato per promuovere il tuo libro e che tipo di strumenti hai usato – e usi – per proporlo all'attenzione dei tuoi potenziali lettori?
Beh, nel mondo in cui viviamo credo sia impossibile ignorare il “potere” dei social network e del web in generale. Promuovo il mio titolo soprattutto attraverso i canali informatici, senza dimenticare però il contatto diretto col pubblico, attraverso la partecipazione a fiere, presentazioni ed eventi letterari.


Progetti per il futuro?
Vediamo, al momento non ho particolari progetti, anche se ho tante idee che mi ronzano in testa e che forse vedranno la luce prima di quello che si possa pensare.

Tre persone da ringraziare.
Beh, per cominciare il mio editore per “Ostilium – La porta dei demoni”, Francesca Pace, che mi ha fortemente voluto e che crede almeno quanto me in questo progetto. Poi il mio content editor Valerio la Martire, che continua a darmi preziosi suggerimenti (anche se sotto forma di minacce). E infine i miei lettori, senza i quali non sarei qui a presentare un mio nuovo libro.




 Conosciamo meglio Miriam Palombi e il suo Urban Fantasy  “Pentacolo- legacy of Darkness”.






SCHEDA
Titolo: Il Pentacolo. The Legacy of Darkness 

Autore: Miriam Palombi
Genere: Urban Fantasy
Target: ogni lettore
Editore: DZ edizioni
Collana: Fantasy
Pagine: 112
Formato: 14X21
Prezzo: 12,90 euro
ISBN-EAN
9-788899-845094

L’autore
Miriam Palombi nasce a Milano nel 1972. Ceramista, appassionata di simbologia e storia medioevale. Divide il proprio tempo tra l’organizzazione di Mostre d’Arte e la
passione per la scrittura, seguendo un filone di narrativa storico-fantastica e horror.
Novembre 2014 pubblica LE CRONACHE DEL GUERRIERO, ebook edito da STBooks,
GDS edizioni. Thriller Storico.
Maggio 2015 pubblica l’antologia horror OSCURE VISIONI, ebook in self..
In questa raccolta sono stati inseriti alcuni racconti selezionati in vari contest:
La venticinquesima ora”, si aggiudica il terzo posto al Premio Internazionale Palazzo
Ruspoli.
Il dono”, selezionato per la raccolta “Schegge per un Natale Horror” dicembre 2013
edito da Dunwich edizioni, promosso dal sito Letteratura Horror.
Stirpe di Morte”, selezionato per partecipare a Interiora, Horror Festival Indipendente
Roma 2014.
Giocattoli rotti”, inserito nell’antologia del premio Halloween all’italiana 2014, promosso dal sito Letteratura Horror.
Il racconto “On the road” è selezionato nell’antologia del premio La Serra Trema 2015,
edita da Dunwich edizioni, premio dedicato all’horror rurale.
Partecipa al progetto antologico a tema “Le favole della buonanotte della Dark Zone.”
Gennaio 2016 pubblica DI TENEBRA, antologia horror in ebook in self.

Il libro
Malcolm sa che il tempo sta finendo. Non gli resta molto da vivere e con la sua
morte nessuno proteggerà il sottile equilibrio tra il mondo della magia e quello
della scienza.
L’antico ordine del Pentacolo ormai è decaduto, ma Sir Malcom McFarrel tenterà il
tutto per tutto affinché Londra non cada nel caos.
Un pugno di uomini dagli strani poteri potranno sostituirlo, lo sa, i suoi poteri
gliel’hanno detto. Ma raggiungerli e convincerli ad abbracciare il loro destino non
sarà facile, né indolore.
StoneTemple House aspetta tutti loro, il pentacolo inciso nella pietra li aspetta. Il
simbolo è in attesa per essere aperto ancora una volta, in attesa della scintilla che
riporterà tutto alla luce.

In questa intervista  conosciamo meglio l’autrice e il suo romanzo.

Ciao Miriam, perché non ci parli un po’ di te? Spiegaci in poche parole chi sei, cosa ami fare e qual è il ruolo della scrittura nella tua vita.
-          Salve, nella vita di tutti i giorni sono una ceramista mamma e moglie, appassionata di simbologia medievale e cultura horror, sia letteratura sia filmografia. Non ho usato il termine “cultura” a caso. Le origini di questo genere sono molto antiche e affondano le radici nelle fiabe della nostra tradizione popolare. Sono stata una lettrice precoce di generi non proprio adatti alla mia età. Credo che il mio primo racconto risalga all’età di sette, otto anni; una nave fantasma sparita nel nulla! Iniziare a scrivere è stata una conseguenza naturale della passione per la lettura. A un certo punto ho avuto la necessità di creare storie tutte mie.



Qual è stato il percorso che ti ha permesso di pubblicare i tuoi libri? È stato difficile arrivare alla pubblicazione?
Non ho mai pensato di tenere le mie cose chiuse nel cassetto. La cosa che mi spinge a scrivere è raggiungere più lettori possibili, cercare di far vivere loro le stesse emozioni che ho provato io durante la stesura del testo. Se poi si ha la fortuna di incontrare persone come Francesca Pace e il team DZ edizioni, pronti a credere in te… il gioco è fatto!

Parlaci di questo nuovo libro.
Il Pentacolo. Legacy of Darkness è il primo volume di una serie a episodi autoconclusivi. E’ una sorta di esperimento letterario che si allontana dai generi a me congeniali,  e che sconfina nel territorio del Dark Fantasy, conservando però le sfumature horror, thriller e paranormale. Sullo sfondo di una Londra fumosa, in cui la tecnica ha perso ogni dogma morale, prenderanno vita personaggi dalle caratteristiche “particolari”. Una sorta di antieroi sempre in bilico tra il bene e l’oscurità che la natura ha dotato di poteri eccezionali. Quale sarà il loro scopo? Come in tutte le mie opere si parla di sapere negato ai non meritevoli e di equilibri che devono essere preservati. Nel caso de Il Pentacolo si tratta dell’equilibrio tra il mondo reale e quello paranormale.

Quali sono le difficoltà più grandi che hai incontrato (e che stai incontrando) nella promozione dei tuoi libri?
Noi tutti siamo bombardati da continui stimoli esterni, i social passano ogni sorta di notizia e messaggio, senza alcun filtro. Credo che questo abbia portato nel tempo a uno scarso interesse generale, sono in pochi quelli che si soffermano a leggere un post, a capire cosa c’è dietro e quale è il messaggio reale. Nel mondo dell’editoria e della scrittura questo si traduce con la difficoltà di raggiungere il lettore; dopo dieci minuti il tuo brano, il tuo estratto, la tua card promozionale sono già persi nell’etere, nonostante dietro ci sia un lavoro immane.

Quanto è importante secondo te la promozione per il successo di un libro?
La promozione è fondamentale nell’attesa che parta il famigerato passa-parola, questa creatura mitologica che tutti noi autori sospiriamo. Il nostro compito è mantenere alta la soglia di attenzione per quanto difficile sia.

Cosa vorresti dire ai tuoi lettori, che non abbiamo ancora scoperto nel tuo blog o nei tuoi romanzi riguardo a Miriam? 
Cosa potrei dire…se non ho il titolo “giusto” non inizio a scrivere e adoro creare personaggi cattivi. Sono una bevitrice incallita di tè verde, un’accumulatrice seriale di libri e uso solo penne dall’inchiostro tassativamente nero.

Se ti chiedessi di parlare di cosa provi quando scrivi, dei tuoi conflitti, delle tue paure, cosa risponderesti? 
Che probabilmente non smetterò mai. La scrittura ha su di me un effetto terapeutico, riesco a scaricare così ansie e tensioni quotidiane. Tra le pagine e quasi possibile scorgere gli stati d’animo durante la stesura dei vari capitoli.

Scrivi per successo o per bisogno? Cosa ti spinge realmente?
Credo che le due risposte siano intercambiabili tra loro.  E’ un reale bisogno di comunicare al mondo il mio IO interiore, le mie fantasie e le mie paure, nella continua ricerca dell’approvazione altrui e quindi del successo.

Che cosa sogni per il tuo futuro? E che cosa ti aspetti dalla vita? 
Sogni per il futuro?
 Continuare a fare quello che amo con passione, e che non diventi mai un “lavoro” nell’accezione negativa del termine. Continuare a stupirmi dei dettagli e delle sfumature. Vivere con serenità, inventando sempre nuove avventure.

Tutto questo e molto di più allo stand Dark Zone, al ROmics 2017!

Questo il calendario completo degli eventi di aprile Dark Zone:



La settimana prossima posterò un articolo sulla mia giornata al ROmics di sabato 8 aprile, e non mancheranno foto del team DZ!

Stay Tuned!